Lo spettacolo di stasera giovedì 1° luglio “Battisti Forever” con Brunello Canessa, voce e chitarra Giuseppe Satriano voce, Massimo Curcio voce e chitarra, Francesco De Laurentiis violino, Marzio Monaco al basso, Leopoldo Brancaccio alla batteria, fa parte di uno dei concerti della Rassegna “Forever” -Villa di Donato in giardino” che si sta svolgendo nella Villa settecentesca di Patrizia De Mennato.
I cinque spettacoli previsti tra giugno e luglio si svolgono tutti en plein air nella bellissima limonaia in condizioni di sicurezza e serenità.
La padrona di casa non ha mai abbandonato il suo pubblico, anche durante la pandemia Patrizia De Mennato ha organizzato online degli incontri molto interessanti tra il pubblico e Brunello Canessa, Marco Gesualdi e alcuni degli artisti che si sono esibiti in Villa proprio per alleviare il lungo periodo della pandemia che è stato difficile da affrontare anche perché privati della musica e della cultura.
Dice la padrona di casa:” Apriamo il lungo viale per godere in questa stagione estiva delle emozioni che i nostri artisti ci doneranno. ” Forever-Villa di Donato in giardino “è una serie di eventi unici. Abbiamo riallacciato così le file dei nostri affetti”.
Bellissima la Mostra d’arte “Le donne del mito” tutta al femminile che all’intensa performance teatrale dell’attrice eduardiana Annamaria Ackermann si affiancano i lavori di cinque artiste.
“Non è solo una Mostra” dice Patrizia De Mennato è la dimostrazione che insieme si può.
Si può creare, inventare, proporre, accogliere, giocare,” andare oltre” le convenzioni, le abitudini, gli schemi. Una grande esperienza intellettuale e di amicizia che ha legato Teresa Cervo, Valeria Corvino, Antonella Lucarella Masetti, Viviana Rasulo, Antonella Romano e Annamaria Ackermann in queste giornate in Villa di Donato”. La Mostra è visitabile fino al 15 luglio sempre su prenotazione ed accompagnerà i nostri spettacoli “.
Il concerto si apre con la frase “Benvenuti alla musica dal vivo” pronunciata dal chitarrista Brunello Canessa che canta la bellissima “Emozioni” di Lucio Battisti coinvolgendo il pubblico grazie all’arrangiamento ed alla delicatezza ed intensità della sua interpretazione.
Con il brano “Io vivrò senza te” la performance si arricchisce della bellissima voce di Giuseppe Satriano che accompagna Brunello Canessa alla chitarra in una splendida esecuzione.
È con “Amarsi un po’” che Brunello presenta tutti i membri del gruppo “I Fiori Rosa”.
Terzo appuntamento del “Sannio Music Fest #21”, dopo lo straordinario successo di Sergio Cammariere e di Tosca, rassegna musicale organizzata da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano al Teatro Romano di Benevento con il concerto “Tre X una– Omaggio a Mina” con Danilo Rea al pianoforte, Massimo Moriconi al contrabbasso, Alfredo Golino alla batteria.
Un nuovo progetto di un Trio che ha alle spalle una carriera artistica di altissimo livello con collaborazioni artistiche con musicisti sia italiani che internazionali avendo la possibilità di poter spaziare non solo nel jazz ma che con Mina con la quale hanno collaborato per più di 30 anni hanno registrato di tutto spaziando dalla ballad jazz al rock, dalla fusion all’acustico, dalle canzoni di autori italiani ed internazionali fino al tango, e che ha dato origine ad un disco eccezionale, pubblicato nel 2019 per Warner Music Italia, e per il quale Massimiliano Pani, figlio della stessa Mina, produttore e arrangiatore di tutti i brani, ha messo a disposizione gli studi PDU di Lugano per una registrazione live in studio.
Lo stesso Massimiliano Pani ha definito così l’idea del disco stesso: “Mina è diventata negli anni l’interprete di riferimento per molti generi e stili musicali, più di ogni altro artista prima di lei. Per poter raggiungere il suo obbiettivo, ha intuito molto presto che aveva bisogno di musicisti che avessero il suo stesso approccio alla musica. Mina è stata la prima a ricorrere a musicisti di estrazione jazzistica per suonare in dischi non necessariamente di jazz. musicisti colti, ma eclettici, veri fuoriclasse capaci di calarsi nei diversi mondi musicali necessari. Alfredo Golino, Massimo Moriconi e Danilo Rea hanno suonato per Mina e registrato i suoi progetti musicali centinaia e centinaia di straordinarie takes sempre diverse e sempre coraggiosamente piene di musica di qualità. un vero caleidoscopio di straordinarie registrazioni per la maggior parte in trio “live in studio”. Jazzisti nell’anima, ma capaci di suonare ogni singolo pezzo di ogni genere nel modo giusto. Questo trio di straordinari performers è il nucleo base dei dischi di Mina. Sulle loro ritmiche poderose sono costruiti gli arrangiamenti, aggiungendo e armonizzando gli altri strumenti con le loro intuizioni guida.”
Il disco nacque da una serata che si svolse a Cremona per rendere omaggio alla sua Regina e dopo un evento cosi unico che lasciò il pubblico assolutamente estasiato dalla particolarità degli arrangiamenti di brani cosi conosciuti si decise di registrare un album che potrebbe essere il primo di una lunga serie visti i tantissimi successi discografici della cantante tra le più amate (se non la più amata) nel panorama musicale italiano.
Il Premio Internazionale Massimo Urbani in memoria del geniale sassofonista Massimo Urbani prematuramente scomparso ,dedicato ai solisti jazz non si è mai fermato nonostante la pandemia,Il Premio fondato nel 1996 dal talent scout e produttore discografico della Philology Records Paolo Piangiarelli(con la direzione artistica ed organizzativa di Musicando Jazz)è aperto a tutti gli strumentisti musicali,voce compresa.
La 25° edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani si é svolta nei giorni 25-26-27 giugno a Camerino presso la Rocca Borgesca. Quest’anno il Presidente della Giuria tecnica è stato il sassofonista Stefano Di Battista ,mentre ad accompagnare i 9 finalisti Andrea Rea al pianoforte,Massimo Moriconi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria.Alla Giuria tecnica che ha il compito di decretare il vincitore ,premiato con la registrazione,promozione e distribuzione di un disco proprio si aggiunge il Premio nuovo IMAIE che consiste in un tour di 8 concerti ,le Borse di studio di Nuoro Jazz e Fara Music Summer School e come di consueto quella critica composta dai giornalisti delle maggiori testate jazz nazionali e di alcuni importanti festival ; il Premio del pubblico ed il Premio Social.
La prima serata il 25 giugno sul palco allestito sotto una quercia sulla Rocca Borgesca di Camerino con un bellissimo prato circondato da alberi secolari ed un panorama mozzafiato sulle colline marchigiane ,impreziosito da un tramonto rosato,si è esibita L’Orchestra di “Musicando Jazz” diretta da Massimo Morganti,nata grazie ad una idea del sassofonista Stefano Conforti di formare un’Orchestra stabile nel territorio.Ospite d’onore il clarinettista,sassofonista Nico Gori vincitore nel 2000 del Premio Internazionale Massimo Urbani.
L’Orchestra ha scelto dei brani standards del repertorio jazz arrangiati dal direttore Massimo Morganti e dal pianista Pierfrancesco Ceregioli valorizzati dalla bellissima voce di Alessandra Doria.Tra i brani eseguiti “Fly Me to the Moon”,Night and Day” e ancora “In cerca di te”,”Sola me ne vò per la città”,Estate di Bruno Martino”,”Fever” e tanti altri splendidamente valorizzati dagli assoli di Nico Gori e degli altri membri della “band”.
Giovedì 24 giugno al Teatro Romano di Benevento, secondo appuntamento del Sannio Music Fest #21, rassegna musicale ideata e realizzata da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano con il concerto di Tosca “Morabeza Tour”
Il percorso artistico di Tiziana Tosca Donati nel mondo della canzone italiana è molto particolare visto che ha iniziato come attrice poi l’incontro con Renzo Arbore, il primo disco nel 1992 e la partecipazione al festival di Sanremo. Da qui inizia un viaggio nella musica a 360 gradi (senza dimenticare mai il mondo del teatro), attraversandola in ogni suo aspetto: collaborazioni con i più grandi autori italiani, teatro canzone, colonne sonore, musica religiosa, passando dal festival di Sanremo al Premio Tenco mantenendo intatta la purezza della sua arte. Un viaggio che l’ha portata ad incontrare le musiche del mondo, prima con il disco “Il suono della voce”, con brani cantati in yiddish, portoghese, francese, africano,rumeno, giapponese e libanese, poi con il seguente tour Appunti musicali dal mondo, che l’ha portata a suonare in giro per i continenti per tre anni, duettando con moltissimi artisti importanti dei paesi visitati.
Il tour “Morabeza” (termine creolo che sta a cavallo tra saudade e alegria) ispirato dall’album pubblicato nel 2019, è il frutto prezioso di questi viaggi e di incontri particolari con le musiche e gli artisti conosciuti, che ha portato alla creazione di un tour che è assolutamente affascinante, intriso di tutte le culture del mondo, superando qualunque differenza linguistica e di esperienze musicali .
In questo percorso Tosca è guidata da Joe Barbieri, che ha arrangiato tutti i brani e si è occupato di alcune traduzioni in italiano, grande musicista, arrangiatore e produttore, in questo disco mette subito in luce che con Tosca c’è un’intesa assoluta, come era inevitabile che fosse, e si sente in ogni atmosfera del disco stesso.
Molti gli ospiti di rilievo. Il primo è Gabriele Mirabassi, straordinario clarinettista umbro, in “Giuramento”, accompagna la splendida voce di Tosca con una bellissima melodia, dal Brasile Lenine per “La bocca sul cuore” (testo di Joe Barbierisu musica di Cézar Mendez), un brano lento cantato dalle due voci, e subito ci conquista con quella particolare atmosfera che solo l’incontro tra la musica della canzone d’autore italiana con la canzone brasiliana sa creare.
Atmosfere che ritornano in “Mio canarino”, brano del repertorio di Marisa Monte che in questo adattamento di Joe Barbieri si trasforma in una canzone italiana, mantenendo in sé però tutto il sapore dei suoni del Brasile, e in “João”, un omaggio al padre della bossanovaJoão Gilberto, scritto da Arnaldo Antunes, ospite in questa versione. Per “Normalmente” il procedimento è inverso. Si parte da un brano di Barbieri, che si trasforma in una canzone bilingue grazie all’intervento del portoghese Ivan Lins. Il risultato è un pregevole lento dal suono acustico, con le due voci accompagnate solo da una chitarra e un quartetto d’archi.
Ennesimo successo di pubblico, venerdi 25 giugno, per l’Edizione 2021 del Campania Teatro Festival, come d’altronde tutti gli spettacoli teatrali e concerti nell’ampio cartellone previsto per quest’anno, per il concerto organizzato a Montesarchio (BN) di Karima in “No Filter”.
E’ il secondo concerto del suo nuovo tour che la porterà in giro per tutta Italia tal e l’emozione della cantante e’ davvero tantissima non solo per la presentazione del nuovo disco nel quale Karima crede tantissimo ma anche per il fatto di essere salita di nuovo su un palco, di fronte al suo amatissimo pubblico, dopo un’assenza prolungata di diversi mesi.
Karima è un talento indiscutibile della musica. Sin da bambina, sostenuta dal suo talento, si avvicina alla musica partecipando prima a Bravo Bravissimo e poi a Domenica In. Nell’ottobre del 2006 entra nel programma Amici di Maria De Filippi. Si classifica al terzo posto e vince il premio della critica, decretato all’unanimità da tutta la giuria tecnica, che la ritiene la nuova voce più interessante del panorama musicale italiano. Nello stesso anno Karima sigla il suo primo contratto discografico con Sony Bmg e incide il suo primo Ep. Nella sua voce potente e significativa convivono e si esprimono i colori del jazz, del soul del blues e perfino del gospel. Nonostante la sua giovane età, Karima ha già una lunga e variegata esperienza artistica, tra cui il Festival di Sanremo nel 2009 e soprattutto la collaborazione con Burt Bacharach dal quale è stata prodotta nel suo primo album dal titolo Karima. Sempre nello anno viene scelta dalla Disney per interpretare la colonna sonora nel film di animazione la Principessa e il ranocchio,ha aperto i concerti di Whitney Houston e di John Legend, ha partecipato a Tale e Quale Show e I migliori Anni su Rai 1. Con Umbria Jazz rappresenta l’italia nei festival internazionali. Artista molto amata in Cina dove ha portato per due anni consecutivi in tour, il progetto” Close to you” (tratto dal secondo album della cantante pubblicato nel 2015) cantando per prima al prestigioso teatro dell’opera di Pechino, tempio sacro della musica classica. Nel 2017 nel musical The Bodyguard è Rachel la protagonista, ruolo interpretato nel film da Whitney Houston. Amata dai musicisti ha collaborato con Dado Moroni, Riccardo FIoravanti e con Stefano Bagnoli. Esplosiva la collaborazione con la più famosa street band italiana i Funk Off. Nei suoi concerti i brani da lei interpretati rinascono nella “versione Karima” unici e inimitabili.
Questo nuovo disco, pubblicato a maggio scorso e prodotto da Parco della Musica Records e Jando Music, con la produzione artistica di Aldo Mercurio e gli arrangiamenti di Piero Frassi, nato dall’esigenza di tornare in studio in un momento cosi difficile per la musica come l’anno appena trascorso e in totale assenza della possibilità di potersi esibire dal vivo porta l’Artista a confrontarsi , non solo con gli indimenticabili brani della musica jazz della quale è una protagonista indiscussa grazie alla sua magnifica voce, ma anche con la musica internazionale pop rock, con brani conosciutissimi e legati indissolubilmente con le interpretazioni originali degli artisti piu’ conosciuti al mondo . Ma Karima, insieme ai suoi compagni di viaggio Gabriele Evangelista al contrabbasso, Bernardo Guerra alla batteria e Piero Frassi che, con i suoi arrangiamenti e il suo straordinario talento al pianoforte è riuscito a dare massimo risalto alle sonorità della voce di Karima riuscendo a trasformare veri e propri capolavori della musica in brani totalmente calati nello stile “Karima” fatto di voce potentissima, straordinaria empatia con il pubblico, e particolare versatilità nel riuscire ad interpretare sempre magnificamente stili musicali cosi diversi tra loro.
Dopo sei anni dal suo ultimo album, “Close to you” , anche se come dichiarato avrebbe voluto tornare in studio per un altro tipo di album di inediti, ha sentito l’esigenza di dare voce a brani gia conosciuti per poter esprimere le sue molteplici “anime” di inteprete jazz, pop e rock, confrontandosi con Artisti a volte lontanissimi dal suo modo di esprimersi in musica ma per questo motivo capaci di coinvolgerla in una sfida con ste stessa, che, dopo aver ascoltato il concerto, si può tranquillamente affermare che ha vinto totalmente.
Il concerto di apre con una bellissima interpretazione di “Feel like making love ” dei Queen e Paul Rodges e “Walk on the Wilde side” indimenticabile successo di Lou Reed, per poi continuare con altri brani bellissimi del disco come “Come together” dei Beatles che rileva un’inaspettata quanto coinvolgente anima rock di Karima che li interpreta con una grinta e una passione fuori dal comune, non dimenticando mai di dare risalto alle potenzialità della sua voce e al suo profondo amore per il jazz (in fondo le sue interpretazioni nei maggiori festival jazz, come, tra l altri, Umbria Jazz , ne hanno fatto un’indiscutibile regina ) tanto che ad essi seguono due brani meravigliosi che riescono ad emozionare la platea come “What a little moolight to do ” grande successo di Billie Holiday per poi passare al genere rock soft di “Don’t Let Me Be Lonely Tonight ” di James Taylor che la stessa Karima ricorda come la prima canzone che lei stessa ha dedicato al suo primo grande amore.
L’emozione è tantissima nella piazza allestita per il concerto come l’entusiasmo per l’Artista e la sua musica che, insieme al maestro Piero Frassi e al suo pianoforte spiega come è nata l ‘idea di riarrangiare, nonostante che proprio a Piero Frassi non piaccia la musica dei Queen, una canzone bellissima d’amore dello splendido gruppo inglese “Love my life” che Karima interpreta in modo struggente e particolare al punto tale da emozionare tutto il pubblico presente.
Anche se nel disco non siano presenti brani dedicati a Burt Bacharach visto che il precedente disco era gia dedicato alla sua musica, Karima fa comunque un omaggio alla sua musica del grande Maestro con una travolgente e scatenata versione di ” I Say a little player ” seguita da una dolcissima “Walk on bay” straordinario successo di Dionne Warwick.
Karima si mostra sempre piu a suo agio sul palco, esalta la bravura dei musicisti, racconta le sue emozioni al pubblico, la sua musica, il perche delle scelte musicali del nuovo album, ed è sempre piu chiaro che ormai è un’Artista completa, che può affrontare qualsiasi palcoscenico, ben lontana dalla ragazza che partecipo ad Amici alcuni anni fa, con una padronanza della voce assoluta con la quale si esprime con tonalità meravigliose e con grinta e passione si esibisce in altri due brani della storia della musica internazionale come “Blackbird” dei Beatles, una dolcissima “Tears in heaven” di eric clapton, ina una versione piu “nuda” possibile iniziando il brano con una voce a cappella per poi continuare con l’introduzione delle note del contrabbasso di Gabriele Evangelista seguito dalle bellissime note del fender rhodes suonato dal maestro Piero Frassi, seguita da una versione strabiliante di “Wrapped around your finger” dei Police.
Si emoziona nel ricordare che in tale data ricorre un triste anniversario , il dodicesimo anno dalla scomparsa di un mito assoluto della musica mondiale come Micheal Jackson e a lui dedica una romantica quanto struggente versione di “Man in the mirrow ” forse una delle piu belle canzoni dell’indimenticabile artista scomparso, con la quale conclude il concerto tra gli applausi infiniti del pubblico presente.
Richiamata a gran voce dal pubblico, ritorna quasi immediatamente sul palco, abbandonando le sue bellissime ma altissime scarpe dietro le quinte in un gesto quasi liberatorio, per potersi emozionarsi ed emozionare il pubblico ormai in piedi per applaudire l’ultimo brano della serata “Lately” grande successo di Stevie Wonder.
Non mi resta che aggiungere che KARIMA è ormai una STELLA luminosissima nel firmamento della musica!
Tutto esaurito per l’ultimo concerto del Cremona Jazz 2021, protagonisti dell’ultima serata due grandi musicisti, Roberto Cipelli e Paolo Fresu che con il loro ultimo lavoro discografico “L’equilibrio di Nash” hanno incantato il pubblico del bellissimo Auditorium G.Arvedi al Museo del Violino di Cremona.
Nella teoria dei giochi, l’equilibrio di Nash è una serie di strategie in cui, in una situazione di equilibrio, un giocatore effettua una mossa ardita ed improvvisa alla quale l’altro risponde con una altrettanto coraggiosa, allo scopo di mantenere l’equilibrio: una perfetta metafora dell’interplay tra musicisti che improvvisano sul palco.
L’idea del lavoro prende spunto dall’ascolto di “Diane” di Chet Baker con Paul Bley, disco del 1986 con cui il duo condivide la presenza di “Little Girl Blue” e una propensione per la melodia ed il lirismo, ma da cui allo stesso tempo il progetto diverge sensibilmente. Agli originali a firma del pianista cremonese si aggiungono tre improvvisazioni diversamente numerate ma contraddistinte dalla parola “strategia”, dove al gusto melodico si affianca una ricerca più votata all’astrazione.
Eseguiti brani originali a rivisitazioni in chiave jazz di Sting e Caetano Veloso, un omaggio a Claudio Monteverdi con ‘Lasciatemi morire’ e uno al cinema con ‘Pure Imagination’ dal film ‘Willy Wonda e La fabbrica di cioccolato’.
Cipelli si fa coinvolgere completamente dalla musica arrivando perfino a canticchiare la melodia del pianoforte mentre il trombettista suona la propria.
Inconfondibile Fresu che riesce a gestire le melodie quasi come fossero un unico suono dal quale si generano altri suoni senza interruzioni e con quell’inconfondibile vibrato alla fine delle frasi che lo rende riconoscibile ad occhi chiusi.
Raccontata con divertenti aneddoti la collaborazione tra i due artisti che dura da 36 anni all’interno dello storico quintetto di Fresu, del quale Cipelli è cofondatore.
Dopo una lunga attesa, dovuta al fermo di tutte le attività culturali causa covid, ritorna la grande musica live nell’ambito del Sannio Jazz Fest 2021 organizzato da Napoli Jazz Club di Napoli e diretto da Michele Solipano, venerdì 18 Sergio Cammariere è tornato ad esibirsi al Teatro Romano di Benevento, in una serata di grandissimo successo di critica e di pubblico.
Talentuoso, riservato e sensibile, una carriera trentennale, undici album da cantautore, venti colonne sonore per il cinema, dodici premi internazionali, collaborazioni con grandi nomi della musica italiana, Premio Tenco nel 2002 con “Dalla pace del mare lontano”, e terzo posto a Sanremo 2003 con “Tutto quello che un uomo”, oggi Cammariere continua a regalare emozioni attraverso le sue sonorità raffinate e intense. Dopo “La fine di tutti i guai” del 2019 ha pubblicato recentemente un album composto da brani strumentali dal titolo “Piano Nudo”, un bellissimo progetto, un disco coraggioso in quanto non sono tanti i cantautori che pubblicano album strumentali ma Sergio Cammariere è anche uno straordinario pianista jazz e così, dopo la pubblicazione di “Piano” del 2017, primo disco di solo pianoforte, e avendo continuato a comporre, editare, ascoltare da lontano, suonare, e registrare nuovi brani strumentali ha pensato, a giusta ragione, di pubblicare un secondo album che, ne siamo certi, sarà un autentico successo.
Carico di umanità, stile, classe ed eleganza di altri tempi, Cammariere è capace di emozionarsi ancora nonostante tanti anni di attività professionale e di coinvolgere ed emozionare il pubblico presente nell’arena del Teatro Romano di Benevento con la sua Musica d’Autore.
Insieme ai musicisti che lo seguono ormai da anni, Luca Bulgarelli (contrabbasso) e Amedeo Ariano (batteria) ha presentato alcuni dei suoi più grandi successi della sua carriera artistica.
Sergio Cammariere arriva puntuale sul palco allestito con grande sapienza scenica e luci d’effetto puntate sulla bellezza artistica del Teatro che diventa esso stesso scenografia naturale del concerto stesso, nella sua inarrivabile eleganza e con quel suo portamento elegante che lo rende un uomo di grande fascino oltre che meraviglioso poeta grazie alle sue canzoni che spesso sono ispirate a sentimenti importantissimi come l’amore e l’amicizia.
Sabato 19 giugno atmosfera adrenalinica per il tanto desiderato concerto di Maurizio Capone & BungtBangt all’Anfiteatro di Avella, concerto organizzato nell’ambito del Campania Teatro Festival che quest’anno presenta un ricchissimo programma composto da 150 eventi all’aperto e in sicurezza tra prosa, musica, mostre, letture, oltre a tante altre attività durante le varie giornate della rassegna.
Finanziato dalla Regione Campania ed organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival sotto la direzione artistica di Ruggero Cappuccio il Campania Teatro Festival è una vera e propria “rivoluzione artistica” in un momento storico difficilissimo nel quale abbiamo un bisogno incredibile di musica, teatro, cultura e arte.
Maurizio Capone & BungtBangt tornano sul palco, dopo un anno di forzato “esilio” dai live causa covid, in un concerto, che come nel loro stile, ha messo insieme l’energia incredibile e la forza coinvolgente della loro musica che è pura esplosione di gioia. Lo spettacolo guidato dalla sapiente regia di Raffaele Florio dal titolo “Come suona il caos” è una vera e propria pièce musicale con i maggiori successi dello storico collettivo di musicisti eco-ambientalisti.
Lo stesso Maurizio Capone, leader della band, ha cosi sottolineato il loro ritorno sul palco: “Un ritorno alla vita, è questa la sensazione che abbiamo nel tornare a fare concerti. Non a caso si dice “suonare dal vivo”, e noi saremo vivi come non mai. Abbiamo lavorato tanto a questo nuovo concerto con l’obiettivo, e la speranza, di poter fare un lungo tour. Saranno due concerti nei quali vogliamo ritrovare il contatto tra le nostre canzoni e la nostra anima da performer concependoli come una festa dove tutti si potranno divertire in modo spensierato e consapevole. Vogliamo che il pubblico assista a qualcosa di unico che solo noi con le nostre caratteristiche possiamo creare. Sarà la nostra firma su un’estate di rinascita che auguriamo a tutta l’Italia ed all’intero pianeta!”
Le emozioni scaturite da un concerto cosi particolare sono davvero difficili da raccontare, ad iniziare dalle emozioni di vedere il pubblico arrivare, piano piano, a riempire tutto lo spazio allestito all’interno dell’Anfiteatro di Avella, in pieno rispetto delle norme anticovid stabilite per i concerti all’aperto, fino all’arrivo sul palco della band capitanata da Maurizio Capone alla voce, percussaglie, scopa elettrica, Mr.Paradais scatolophon, basso da ponte e percussaglie, Maestro Zanella buatteria, Horus tubolophon, mazzimba e percussaglie.
Maurizio Capone, napoletano di sangue e nel sangue, inizia la sua attività artistica negli anni ‘80 accostandosi al jazz militando nella formazione rock dei 666 pur collaborando con altri artisti, tra cui Pino Daniele (produttore del gruppo), Phil Manzanera, Eugenio Bennato, Tony Esposito, Roberto Murolo e Alan Sorrenti.
Nel 1993 con l’album “Capone” comincia la sua carriera da solista che lo porterà ad essere uno tra i musicisti più originali del panorama italiano, un creativo che produce musica in modo innovativo e scrive testi che toccano temi scottanti che a volte anticipano il sentire comune stimolando ancora oggi le nuove generazioni ad aprire la mente.
Da allora un percorso artistico di grande spessore e un impegno nel sociale unico nel suo genere, tanto da guadagnarsi da parte della critica il riconoscimento di artista “avanti rispetto ai tempi”, dando vita nei primi anni ‘90 al progetto “Sciarap”, una contaminazione fra ritmi e generi musicali africani, caraibici, afroamericani e partenopei.
Da sempre attento ai bisogni e alle emozioni delle varie anime e volti dell’essere umano, Maurizio riesce a fondere nella sua musica e grazie ai suoi amatissimi strumenti presi dalla vita quotidiana come bidoni, contenitori di plastica, barattoli di vetro, pentole, scope e così via e rielaborati al punto tale da diventare dei veri e propri strumenti musicali riesce a dare vita a brani che sono dei veri e propri capolavori di quello che lui stesso definisce come “Junk music” o musica ecologica in quanto i loro strumenti sono realizzati con materiali riciclati e reinventati non solo grazie ad una creatività straordinaria ma anche a costo zero e nel pieno rispetto per l ‘ambiente.
Tante le collaborazioni artistiche del gruppo a partire da Daniele Silvestri, i Negramaro, Edoardo Bennato, e tanti i dischi prodotti fino all’ultimo disco “Mozzarella Nigga” con ospiti illustri come il batterista afroamericano Don Moye dell’Art Ensamble of Chicago, Daniele Sepe, Gnut, Shaone de la Famiglia, Nelson, Dario Sansone dei Foja, Roberto Colella de La Maschera.
Recentemente, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente promossa dall’ONU, Capone&BungtBangt ha pubblicato il brano inedito “Io Sono…”, un singolo che riporta sulla scena discografica una delle band più originali del panorama musicale nazionale ed internazionale e che in sole tre settimane ha superato 600 mila streaming sulle piattaforme digitali.
Terza ed ultima serata della III Edizione di “Open Festival” domenica 13 giugno svoltasi in due location diverse del territorio di Ercolano, Settecento Frivolezze (da un’idea di Gigi Di Luca) con una performance teatrale alle 19 a Villa Campolieto della Compagnia Teatro dell’Osso “Regine Sorelle” con Titti Nuzzolese scritto e diretto da Mirko Di Martino seguito poi dal concerto conclusivo del Festival di Teresa de Sio al Parco urbano del Miglio d’Oro.
Una serata davvero particolare e unica nel suo genere che ha concluso un’edizione che, ancora una volta, ci porta ad affermare che le scelte artistiche e culturali di Gigi Di Luca sono davvero frutto di una ricerca e di un’attenzione ai particolari e all’esigenza di fare cultura dando risalto non solo alla bellezza e alla storia luoghi del territorio che ospitano i suoi Festival o le sue rassegne sempre interessantissime come Pugliano, Villa Campolieto, Parco Archeologico di Ercolano, Basilica di Pugliano, il centro storico di Ercolano, ma anche alla scoperta e alla valorizzazione di espressioni artistiche che variando da un genere all’altro e da una forma all’altra dell’essere Artista rappresentano intensamente l’obiettivo stesso di “Open Festival” che, come dice il nome è apertura totale senza alcuna barriera ad ogni forma di Arte e di Cultura.
La serata conclusiva del Festival è stata anticipata dalle parole del Sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto e dallo stesso Direttore Artistico Gigi Di Luca che hanno voluto non solo mettere in evidenza quanto sia determinante l’importanza di un evento come questo per l’intera Città di Ercolano che, prima della pandemia, si stava impegnando fortemente nel settore della Cultura, dell’Arte e del Turismo, forte delle enormi potenzialità che tale territorio ha grazie ai Beni Culturali , Archeologici ed Architettonici della Città e dello spirito imprenditoriale dei cittadini che in pochi anni hanno creato tantissimi B&B e quindi decuplicando le potenzialità di ospitalità turistica della città stessa.
Dal lato artistico Gigi Di Luca ha sottolineato l’importanza di dare risalto non solo ad artisti noti al grande pubblico come Onorato, Tony Esposito e Teresa de Sio, ma anche realtà artistiche molto particolari come quelle rappresentate nelle performance artistiche, teatrali, circensi e di musica e di danza presentate nelle serate del Festival e l’ampio spazio dedicato ai più piccoli grazie a laboratori e momenti di aggregazione di grande successo. D’altronde è la formula vincente che lo stesso Di Luca applica anche per altri Festival da lui stesso diretti ed organizzati e che da tale formula scaturiscono eventi, rassegne e festival che non solo emozionano il pubblico ma lo rendono consapevole di aver partecipato ad eventi unici nel loro genere.
Finalmente la musica live torna a far parte delle nostre serate e delle nostre emozioni grazie a “OPEN festival III Edizione” una bellissima rassegna ideata da La Bazzarra e organizzata dal Comune di Ercolano, con la direzione artistica di Gigi Di Luca e cofinanziata dalla Regione Campania, rassegna che ha unito, con l’immancabile e raffinata alchimia come solo un Direttore Artistico come Gigi Di Luca sa fare, tutte i vari volti dell’Arte come la musica, il teatro, la danza, l’arte circense, con la valorizzazione delle bellezze architettoniche e culturali di una Città come Ercolano che da sempre è simbolo di Cultura, di Storia e di Arte in generale.
Iniziata venerdi 11 giugno con la visita guidata alla Basilica di Pugliano, il laboratorio circense “Circobus” dedicato ai più piccoli, lo spettacolo “Zoe il principio della Vita”, è continuato sabato pomeriggio con “Synaulia Luna Janara” uno spettacolo straordinario tutto dedicato ai suoni, alle musiche e alle danze dell’antichità per poi concludersi in serata con il magnifico concerto al Parco Urbano del Miglio d Oro, di Antonio Onorato New Quartet e la straordinaria partecipazione di Tony Esposito.
Il concerto ha suscitato da subito uno straordinario interesse nel pubblico al punto tale che l’evento è risultato in sold out dopo solo pochissime ore dalla pubblicazione del link per la prenotazione dell’ingresso gratuito al concerto.
Antonio Onorato, musicista straordinariamente sensibile e con un animo da poeta della chitarra, oltre che essere un virtuoso di questo suo amatissimo strumento, è entrato di diritto nella storia della chitarra italiana con uno stile originale e in continua evoluzione, capace di unire sonorità jazz con quelle blues, la bossanova con sonorità della cultura degli Indiani d’America (dei quali ne è profondamente innamorato) fino ai travolgenti ritmi del Mediterraneo e dell’Africa in particolare. Ha suonato in tutto il mondo e ha collaborato con i più grandi nomi della musica come Pino Daniele, Franco Cerri, Toninho Horta, Jamese Senese, Gerald Cannon, Enrico Rava .