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MILES GLORIOSUS…OVVERO: MORIRE D’URANIO IMPOVERITO 17-18 GIUGNO CASA DELLA MUSICA

CASA DELLA MUSICA FEDERICO I

17 – 18 GIUGNO ORE 21

 

MILES GLORIOSUS…OVVERO: MORIRE D’URANIO IMPOVERITO
testo, drammaturgia, regia Antonello Taurino
con Antonello Taurino e Orazio Attanasio
musiche di scena Orazio Attanasio

“Un testo ottimo e interessante, ben scritto, e che sorprende per l’intima coerenza interna. La prova matura d’un drammaturgo: Taurino ha reso comprensibile, godibile e ironico ciò che fa comodo che resti complicato. Uno spettacolo importante, da vedere!”FRANCA RAME

 

Una storia di misteri, di morti e di colpe, di malati, tribunali e assurdità. Ma proprio per questo, chi meglio di due cialtroni può raccontarla? L’ironia più feroce e il dramma della cronaca vera sono elementi intrecciati in un questo spettacolo che, di storie, ne racconta due. Nato da una dettagliata inchiesta durata due anni, lo spettacolo narra con toni comicissimi una tragedia.
Perché appunto vi s’intrecciano la storia dei soldati vittime dell’uranio impoverito di ritorno dalle “missioni di pace” negli anni 90’, lontani dal clamore retorico del patriottismo nostrano, e quella farsesca ed esilarante di due teatrantisciamannati, Mimmo e Pasquale, che, tanto cinici quanto cialtroni, cercano idee per il loro nuovo spettacolo: “Deve essere di teatro impegnato, civile! Perché il genere tira..” Sì, ma quale storia scegliere? Ecco allora che al motto di “le tragedie italiane a Teatro se l’è già fregate tutte Marco Paolini, se c’è libera questa qui dell’uranio bisogna approfittarne!”, i due diventeranno inconsapevoli narratori di una delle pagine più tristi e oscure nel recente passato del nostro Paese. Qualche informazione… Le vicissitudini dei due teatranti costituiscono una cornice che permette al pubblico di entrare nel racconto degli aspetti più sconcertanti della “Ustica degli anni 2000” (cioè di questi soldati mandati a morire senza protezioni), assistendo alle loro prove, mentre i due si documentano tra un comicissimo siparietto e l’altro. E i due vanno avanti nel loro progetto nonostante una serie di minacce – vere, documentate e citate nello spettacolo – subite da chi, della faccenda, si è interessato. La delicatezza e la lunghezza della vicenda (gli ultimi vent’anni di storia italiana) ha imposto una ricerca dettagliata su testi, sentenze, interviste a soldati e parenti di vittime, documenti di Commissioni Parlamentari e Difesa e che non potrà mai dirsi conclusa. Recenti sono sia sentenze di giustizia civile (ad oggi circa una settantina) che riconoscono la responsabilità dell’Uranio e le colposa sottovalutazione del rischio del Ministro della Difesa dell’epoca, on. Sergio Mattarella, sia un decreto legge che conferisce impunità penale alle alte sfere dell’Esercito coinvolte nella vicenda. Le Associazioni parlano di 335 morti e 3800 malati. Per la Difesa queste cifre sono da ridursi a un decimo. Durante la prima dello spettacolo ci sarà l’intervento di Vincenzo Riccio, ex maresciallo dell’Aeronautica Militare che da 9 anni lotta contro il cancro causato dall’uranio impoverito. Leggi altro

3 MAGGIO 2019 – SIAMO TUTTI…FELICE al Teatro Summarte

VENERDI’ 3 MAGGIO 2019 ORE 21:00

SIAMO TUTTI…….FELICE

CON FABIO BALSAMO, SALVATORE GISONNA E CIRO ESPOSITO

 

Arriva a teatro SIAMO TUTTI… FELICE di Salvatore Gisonna, che cura anche la regia di questo divertentissimo spettacolo ed è uno dei protagonisti. Ad interpretarlo con lui, ci sono Ciro Esposito e Fabio Balsamo. La Commedia in due atti è assolutamente brillante. Dalla penna di Salvatore Gisonna, dai consigli dell’amico Giuseppe De Rosa e dalla collaborazione ai testi di Massimo Peluso e Ciro Esposito, nasce la commedia in due atti: “Siamo tutti… Felice” E’ la storia di tre fratelli, Felice, Gigi ed Enzo Aria, che dopo la morte del padre, vivono sotto lo stesso tetto. Si sa la convivenza è sempre complicata, soprattutto tra fratelli, ma quando questi fratelli sono Salvatore Gisonna, Fabio Balsamo e Ciro Esposito, allora oltre ad essere complicata può essere anche molto divertente. Felice, (Gisonna) è il motore economico della famiglia grazie all’eredità da gestire lasciatagli dal padre, e di conseguenza carnefice degli altri due. Gigi, (Balsamo) invece è un agente immobiliare dalle scarse propensioni alla vendita, mentre Enzo (Esposito) è un cantante neomelodico dalle belle speranze e in attesa di pubblicare il suo primo cd. Il destino però riserverà loro una bella sorpresa che sconvolgerà la loro monotona vita familiare e…. Beh per sapere il resto venite a teatro e non ve ne pentirete!!! Nella commedia ci sarà la prestigiosa presenza in video a titolo amichevole delle seguenti guest: Gigi D’Alessio, Biagio Izzo, Peppe Iodice e Miriam Candurro.

Non mancate!!

TEATRO SUMMARTE

Via Roma, 15

Somma Vesuviana (Na)

tel. 0813629579

info@summarte.it

TEATRO AUGUSTEO | PAOLO CAIAZZO in scena con “Non mi dire te l’ho detto”

 

Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 8 a domenica 17 marzo 2019, sarà in scena Paolo Caiazzo con lo spettacolo “Non mi dire te l’ho detto”, commedia in due atti scritta e diretta da Paolo Caiazzo, con Ciro Ceruti, Yuliya Mayarchuck, Franco Pennasilico, Ettore Massa, Felicia del Prete e Feliciana Tufano.

Il testo è stato scritto nel 1994, quando le prime chat e il corteggiamento anonimo cominciavano ad affascinare il popolo di internet. L’esplosione della rete ha poi investito le generazioni successive, portandole spesso a vivere su due livelli: quello reale e tranquillo, e quello virtuale e spericolato dei leoni da tastiera.

Oggi più che mai non sei al passo con i tempi se non sei ‘social’. E’ l’inevitabile progresso con i suoi effetti collaterali: le principali vittime, al contrario di quanto si possa pensare, non sono gli adolescenti che conoscono bene lo strumento, ma i loro genitori. Le generazioni degli ‘anta’ sono quelle maggiormente in pericolo. Così l’eterno gioco della seduzione, unito al fascino del rischio, investe il precario equilibrio di una coppia borghese, e il maldestro utilizzo dei social li condurrà in una complicata e imbarazzante situazione.

Lo spettacolo è un’attualissima commedia degli equivoci, con un ritmo frenetico di gag, battute e colpi di scena. La trama e gli intrecci si ingarbugliano sempre più, fino a trasformare una piccante serata in una tragedia tutta da ridere.

“Non mi dire te l’ho detto” risulta infine il tormentone dello spettacolo, che ha il semplice scopo di sottolineare, con leggerezza, che cambiano i tempi, le mode e gli strumenti, ma restano invariate le umane debolezze.

Giorni e orari spettacoli: venerdì 8 marzo ore 21:00; sabato 9 ore 21:00; domenica 10 ore 18:00; martedì 12 ore 21:00; mercoledì 13 ore 18:00; giovedì 14 ore 21:00; venerdì 15 ore 21:00; sabato 16 ore 21:00; domenica 17 ore 18:00.

Prezzi

Platea € 35,00

Galleria € 25,00

Informazioni e biglietti sono disponibili presso il botteghino (dal lunedì al sabato dalle ore 10:30 alle 19:30, la domenica dalle ore 10:30 alle 13:30), e presso le rivendite ufficiali e online sul sito del Teatro Augusteo di Napoli.

Teatro Augusteo

Marco Calafiore 3926075948

Tunnel Produzioni srl

Francesca Scognamiglio

ANTOLOGIA DI NOVECENTO NAPOLETANO Dal 24 al 27 gennaio Teatro Cilea

Dal 24 al 27 gennaio al Teatro Cilea ritorna lo spettacolo “Antologia di Novecento Napoletano”. La ricca tradizione della canzone popolare napoletana, la cui produzione raggiunse il culmine dalla seconda metà dell’Ottocento fino al concludersi del secondo conflitto mondiale, rivive in questo spettacolo la cui messinscena è complessa, sontuosa e accurata: la ricostruzione scenografica, costumi compresi, è stata realizzata grazie all’apporto di alcuni rari e preziosi filmati d’epoca e si ispira, con attenzione alle opere pittoriche di artisti come Scoppetta, Matania e Dal Bono che hanno ritratto l’ambiente con occhi attenti e appassionati. L’insieme di emozioni, atmosfere, ricordi, poesia diventa repertorio popolare, esplorazione delle radici più profonde e indimenticate di una napoletanità autentica e rituale. 

Bruno Garofalo, regista dello spettacolo,  racconta così “Antologia di Novecento Napoletano : “Abbiamo deciso di adoperare una chiave del tutto diversa da quella corrente, nell’affrontare questo argomento. Così come è accaduto per altri momenti dell’espressione musicale Napoletana, fatta oggetto di ricerche storiche e filologiche approfondite e lontane da ogni forma di folklore strapaesano, ci sembrava che fosse ora di ricordare anche questo momento alto della produzione napoletana nel campo della musica popolare d’autore, recuperando questo episodio così creativo della nostra storia, sfrondandolo da tutti gli orpelli, dai luoghi comuni, dalla retorica ovvia e modesta nella quale dal dopoguerra in poi è scivolata la canzone Napoletana, fatte le doverose quanto rare eccezioni. Leggi altro

Recensione: Gianfranco e Massimiliano Gallo in “Comicissimi Fratelli. Il pubblico ha sempre ragione”

di Annamaria De Crescenzo

Venerdì11 gennaio il debutto, al Teatro Augusteo di Napoli, di  uno spettacolo spassosissimo, in scena fino al 20 gennaio, dei fratelli Massimiliano e Gianfranco GalloComicissimi fratelli. Il pubblico ha sempre ragione”, scritto e diretto dallo stesso  Gianfranco Gallo e prodotto da Città Mediterranee.

Come sottolineato dallo stesso attore e regista Gianfranco Gallo (“Quest’anno avrei dovuto ‘girare’ i teatri con un altro testo, poi, per una richiesta specifica, dirottai su una messa in scena che avrebbe rappresentato la Summa degli spettacoli ispirati alla tradizione da me riscritti, coi quali, insieme a Massimiliano, avevo calcato le scene con sempre lusinghiero successo. Pensai dunque di legare con una trama due dei nostri cavalli di battaglia comici: “Ti ho sposato per ignoranza” e “Una Comicissima Tragedia”. Durante il percorso però abbandonai l’idea, sentii di dover più che altro festeggiare il nostro primo spettacolo di genere che fu “Stasera Francesca di Rimini”: una pìece che avevo poi riscritto completamente e intitolato appunto “Una comicissima Tragedia”. Ho rinverdito ancora una volta, ho riletto, ho ricamato con nuova linea il lavoro teatrale e ho ambientato l’opera in un luogo indefinito, con un prologo nuovo e significativo”la  commedia è un esempio di “Teatro nel Teatro” dove il talento di entrambi i due fratelli  Gallo riescono a personalizzare in un modo assolutamente unico il carattere dei due protagonisti  della commedia, due fratelli in scena come nella vita, che si dividevano il palcoscenico con testi del cosidetto “Teatro della Tradizione” fino a quando uno dei due (Gaetano, interpretato da Gianfranco Gallo) decide di abbandonare la compagnia del fratello Giovanni (Massimilano Gallo) per recitare in una compagnia di Eduardo Scarpetta  del cosidetto “Teatro Italiano” e girare l’Italia per rappresentazioni di grande successo, mentre il fratello rimane nella compagnia di sempre, dove gli affari non vanno propriamente bene, al punto che dovrà accontentarsi di “scritturare” persone come il garzone del barbiere, o persone del quartiere nelle vesti di improbabili attori, pur di tentare di mettere in scena qualche testo e racimolare qualche soldo, fittando il teatro ad una Compagnia Italiana , della quale gli attori  litigano tra loro e abbandonano il teatro prima della rappresentazione stessa.

Tale evento scatena il sentimento fra fratelli e seppur riluttante, Gaetano (Gianfranco Gallo) sale sul palco per poter salvare la Compagnia e la faccia del fratello nei confronti del pubblico accorso per applaudire la Compagnia Italiana, facendosi convincere prima ad esibirsi in scheck improvvisati  ma divertentissimi e poi in una versione, tutta particolare, di una “Francesca da Rimini” che diventa un vero e proprio capolavoro di comicità.

Gianfranco e Massimiliano Gallo sono perfetti nei ruoli che interpretano, e il testo mette in luce le qualità artistiche di entrambi, bravissimi a dominare la scena e a far da spalla l’uno all’altro in una profonda intesa e alchimia professionale che da anni esiste fra loro, fino a farli diventare indispensabili l’uno per l’altro per la buona riuscita dello spettacolo stesso.

Massimiliano è irresistibile quando cerca di frenare gli isterismi della lady inglese (interpretata magistralmente da Bianca Gallo, figlia di Gianfranco) che era venuta a teatro per poter assistere alla rappresentazione della “Francesca da Rimini” o nei panni di un improbabile quanto estroso mago, o quando cerca di zittire il  garzone del barbiere (Arduino Speranza) che lo interrompe dal loggione augurandogli il peggio delle sventure, e lo stesso Gianfranco Gallo, irresistibile nel ruolo dell’attore affascinato dal nuovo ma che si fa convincere a recitare nel ruolo di una incredibile “Francesca”, incantevole quando canta “Ridi Pagliaccio” di Leoncavallo con la sua splendida voce, straordinariamente ironico quando prende in giro il personaggio interpretato da Gianluca Di Gennaro, nipote d’arte, attore di serie TV e film di successo, che interpreta uno spassosissimo aspirante attore con un difetto di pronuncia che lo porta a troncare tutte le finali delle parole, o divertentissimo quando prende in giro l’attore che dovrà interpretare il padre nella tragedia, decisamente effeminato, interpretato da Marco Palmieri che vorrebbe più interpretare il ruolo della mamma che del padre della presunta protagonista dello spettacolo o quando recita le battute suggeritagli dal “direttore di scena” interpretato dal bravissimo Franco Pinelli.

Molto emozionante, nei saluti finali, dopo un applauso infinito del pubblico presente in Teatro, il ricordo dell’edizione dei fratelli Gallo del 1990 diretto da Aldo Giuffrè,  in una sorta di omaggio alla loro arte ma anche un sincero omaggio a tutto quello che sia Aldo che Carlo Giuffrè hanno loro insegnato e all’orgoglio (giustificatissimo) di appartenere ad una delle famiglie d’Arte di Napoli che consente loro, tramite spettacoli come questo, di continuare con fierezza a portare avanti la missione della loro arte che è quella di portare un sorriso nella vita del loro sempre numerosissimo pubblico.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Augusteo fino al 20 gennaio ed è da non perdere se si vuole trascorrere una serata all’insegna del divertimento.

GIANFRANCO GALLO e MASSIMILIANO GALLO in “Comicissimi fratelli Il pubblico ha sempre ragione” al Teatro Augusteo

Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 11 fino a domenica 20 gennaio 2019, Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo saranno in scena con lo spettacolo “Comicissimi fratelli. Il pubblico ha sempre ragione”, scritto e diretto da Gianfranco Gallo e prodotto da Città Mediterranee.

Il repertorio napoletano comico, la tradizione, le famiglie d’arte, in una scenografia immaginata come una piccola piazzetta urbana e moderna: al centro della scena una pedana sulla quale si reciterà la tradizione rinnovata, facendo Teatro, Teatro nel Teatro e Teatro nel Teatro al quadrato. La pedana come una zattera nel non spazio, nel quale entrano ed escono gli attori. Il motto “Castigat Ridendo Mores”, derivante dalla Commedia dell’Arte, in un’insegna luminosa, come quella di un’attività commerciale che cerca ostinatamente clientela. E poi le opere dipinte, applicate sui muri della scenografia, della geniale artista Roxy in the Box.

La trama racconta di due fratelli, attori in un piccolo teatro partenopeo, che all’inizio del ‘900 si separano. Uno dei due decide di andare a lavorare nella compagnia di Scarpetta, tradendo dunque, dal punto di vista dell’altro, il Teatro di Tradizione in un suo momento di crisi. Volutamente non esiste riferimento temporale se non quello molto indefinito del passaggio dal Teatro popolare a quello borghese. “In più ho di proposito mischiato le carte, presentando come successiva la farsa del secondo tempo, che invece è precedente a quella del primo. Tutto deve essere solo al servizio del gioco, della trama, del divertimento”, spiega Gianfranco Gallo.

In scena con Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo, anche Gianluca Di Gennaro, Bianca Gallo, Franco Pinelli, Arduino Speranza e Marco Palmieri.

Nota dell’autore e regista Gianfranco Gallo: “Quest’anno avrei dovuto ‘girare’ i teatri con un altro testo, poi, per una richiesta specifica, dirottai su una messa in scena che avrebbe rappresentato la Summa degli spettacoli ispirati alla tradizione da me riscritti, coi quali, insieme a Massimiliano, avevo calcato le scene con sempre lusinghiero successo. Pensai dunque di legare con una trama due dei nostri cavalli di battaglia comici: “Ti ho sposato per ignoranza” e “Una Comicissima Tragedia”. Durante il percorso però abbandonai l’idea, sentii di dover più che altro festeggiare il nostro primo spettacolo di genere che fu “Stasera Francesca di Rimini”: una pìece che avevo poi riscritto completamente e intitolato appunto “Una comicissima Tragedia”. Ho rinverdito ancora una volta, ho riletto, ho ricamato con nuova linea il lavoro teatrale e ho ambientato l’opera in un luogo indefinito, con un prologo nuovo e significativo.

Tutto però parte da lontano, dagli anni ‘80. All’epoca “Francesca da Rimini” di Petito era stato uno dei più grandi successi dei fratelli Giuffrè. Una nostra edizione del 1990 era stata poi firmata, per la regia, da uno di loro, il magnifico Aldo, e aveva segnato, nelle sue intenzioni, il passaggio di testimone da loro a noi. Con la recente morte di Carlo, “Comicissimi Fratelli” assume per noi un ancor più grande significato, e così il cerchio si chiude: Comicissimi fratelli… Una comicissima Tragedia… Stasera Francesca di Rimini… Francesca da Rimini.”.

Prezzi: platea euro 35,00; galleria euro 25,00.

Informazioni e biglietti sono disponibili presso il botteghino, le rivendite ufficiali e online sul sito del Teatro Augusteo di Napoli.

Orario degli spettacoli: venerdì 11 gennaio 2019 ore 21:00, sabato 12 gennaio ore 21:00, domenica 13 gennaio ore 18:00, martedì 15 gennaio ore 21:00, mercoledì 16 gennaio ore 18:00, giovedì 17 gennaio ore 21:00, venerdì 18 gennaio ore 21:00, sabato 19 gennaio ore 21:00, domenica 20 gennaio ore 18:00.

 

Teatro Augusteo

Marco Calafiore 3926075948

Ufficio stampa per Città Mediterranee

Enrica Buongiorno 3288598396

L’Oro di Napoli in scena alla Casa della Musica di Napoli

Di Annamaria De Crescenzo
Foto: SpectraFoto

Martedì 1 gennaio ha debuttato in prima nazionale alla Casa della Musica lo spettacolo “L’Oro di Napoli” tratto dal romanzo di Giuseppe Marotta e rielaborato da Manlio Santanelli per la regia di Nello Mascia. Il progetto, fortemente voluto dal patron del Complesso Palapartenope Rino Manna sempre alla ricerca di nuovi progetti e dalla compagnia Attori Indipendenti, ha avuto un grandissimo successo di pubblico, accorso, nonostante il giorno festivo dedicato solitamente al riposo dopo i festeggiamenti della fine dell’anno, numerosissimo in Teatro per iniziare l’anno assistendo ad uno dei progetti più creativi degli ultimi anni.

Lo spettacolo è stato una vera e propria sorpresa in quanto questa edizione teatrale non è stata, come ormai troppo spesso accade in teatro, una riproduzione fedele del film di De Sica, ma una ricomposizione totalmente nuova dei suoi racconti, dei quali alcuni riportati nel film stesso ma altri completamente inediti.

La voce narrante che fa anche da filo conduttore tra i vari personaggi e i vari episodi è il portiere del palazzo nel quale si svolge la storia e che fa da scenografia all’intero spettacolo, Peppino, interpretato magistralmente dallo stesso regista Nello Mascia.

L’Oro di Napoli è la pazienza, “la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza.” Con queste parole Don Peppino, “spiega” il senso dello spettacolo, una vera e propria “sinfonia teatrale”, un racconto della Napoli dai mille volti, dei napoletani dalle mille virtù ma anche dai tantissimi vizi compreso quella di un’eterna indolenza, di un eterno attendere un “maestro che forse non arriverà mai”.

La storia si sviluppa con il racconto delle varie “vite” dei personaggi che abitano nel palazzo-microcosmo, a partire da Saverio (Giovanni Mauriello), il pazzariello del quartiere, vessato dal boss del quartiere Don Carmine (Ciro Capano) del quale riuscirà a liberarsi in un moto di orgoglio e di dignità, Donna Rosaria (Rosaria de Cicco) sempre dedita al culto della “Mamma Schiavone” come viene chiamata dal popolo napoletano la Madonna di Montevergine, sempre in contrasto con Concetta (Cloris Brosca) , devota alla Madonna di Pompei, vedova con tre figli, che rifiuta tutti gli spasimanti per poter fare la mamma, Don Leopoldo Criscuolo (Giancarlo Cosentino), vedovo inconsolabile, ma che si fa “tentare” dal profumo e dal sapore di una pizza preparata dalla procace e conturbante Sofia (Rossella Amato) e dal marito Rosario (Gianni Ferreri) gelosissimo di lei, ma che subisce anche l’onta del tradimento con il marchesino (Matteo Mauriello) pur di non perderla, il Conte Prospero (Roberto Azzurro) rovinato dal gioco che perde addirittura con un bambino di 8 anni, fino a Don Ersilio, interpretato da un bravissimo Gigi Savoia, il venditore di “saggezza”, che dietro la modica somma di 100 lire, dispensa consigli e suggerimenti per risolvere le crisi e i piccoli/grandi problemi che affliggono gli abitanti del quartiere stesso.

Nello Mascia, oltre che bravissimo attore, dirige tutti con uno straordinario talento, accompagnati dalla musica di Ciccio Merolla, il quale accanto ad alcuni brani della tradizione napoletana come “Mare Verde” di Sergio Bruni, o “Torna Maggio” , “Lu Guarracino”, ha presentato i suoi brani di maggiore successo come “O Bongo” e “Song e Napule”.

Lo spettacolo racconta il vero volto di Napoli, le sue emozioni, la sua energia, la sua vera identità, e ha divertito ma anche commosso il numerosissimo pubblico presente in Teatro.

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In scena fino al 6 gennaio è decisamente uno spettacolo da non perdere.

L’ORO DI NAPOLI DALL’1 GENNAIO – CASA DELLA MUSICA FEDERICO I

Debutterà in prima nazionale alla Casa della Musica Federico I, il primo Gennaio 2019 alle ore 21  lo spettacolo L’ORO DI NAPOLI tratto dal romanzo di Giuseppe Marotta e rielaborato da Manlio Santanelli per la regia di Nello Mascia. Tra i protagonisti Cloris Brosca, Gigi Savoia, Gianni Ferreri, Rosaria De Cicco, Ciccio Merolla, Ciro Capano e lo stesso Nello Mascia. Uno spettacolo corale dove spesso tutti i protagonisti sono contemporaneamente in scena, rispecchiando la realtà quotidiana di Napoli in cui le vicende individuali vengono vissute dall’intera collettività come proprie: non c’è disavventura personale che non diventi all’istante di tutti.

Ma l’Oro di Napoli non è soltanto questa condivisione di eventi, è anche e soprattutto la forza di sopportare le tante vicissitudini, che sono una costante della vita di chi è nato all’ombra del Vesuvio, e che può venire definita con una sola parola: pazienza. Lo spettacolo è un susseguirsi di situazioni grottesche, in grado di alternare momenti drammatici a momenti dedicati a strappare la risata.

L’Oro di Napoli rappresenta un nuovo tandem produttivo che si sviluppa sull’asse della collaborazione tra due realtà “fuori dal sistema” il Complesso Palapartenope capitanato dal suo patron Rino Manna animato da un grande spirito imprenditoriale e sempre alla ricerca di nuovi progetti e dalla compagnia  Attori Indipendenti un gruppo di attori che riconosce la propria storia nell’altro, e che rivendica un’idea di teatro che restituisca all’attore la dignità e la centralità dell’attività creativa.  Leggi altro

Recensione: La Cantata dei Pastori di Peppe Barra il vero Teatro dell’Arte a Napoli

di Annamaria De Crescenzo

Ormai non e’ veramente Natale senza la rappresentazione in scena de “La Cantata dei Pastori” di Peppe Barra, in scena da giovedi 20 dicembre al 6 gennaio al Teatro Politeama.  Si tratta di un’opera di due atti di Peppe Barra e Paolo Memoli, liberamente ispirata all’ Opera Pastorale Sacra di Andrea Perrucci con la regia dello stesso Peppe Barra, musiche di Lino Cannavacciuolo, Paolo del Vecchio, Luca Urciuolo, una straordinaria scenografia di Tonino Di Ronza, costumi di Annalisa Giacci che ha saputo riprodurre perfettamente lo spirito della storia, eterna lotta tra il bene e il male, soprattutto nel costume di Satana, di grande effetto scenico o dell’Arcangelo Gabriello  e degli stessi Giuseppe  e Maria, come le coreografie di Erminia Sacchi che ha saputo dare il giusto movimento alla storia che parte in effetti da una matrice sacra per poi raccontare la vita, i vizi e le virtù di due tipici personaggi napoletani, cardini della storia stessa.

E’ cosi sulla storia sacra dell’attesa e la nascita di Gesù che verrà a trasformare il mondo e a vincere definitivamente il male si intreccia la storia dello scrivano Razzullo, magnificamente interpretato dallo stesso Peppe Barra e quella di Sarchiapone, un buffo personaggio napoletano, brutto e gobbo ma che si crede un vero e proprio adone, interpretato quest’anno da Rosalia Porcaro. Non deve essere stato facile per lei, bravissima cabarettista e attrice, ad indossare i panni di tale personaggio, dopo che l’ha fatto, nel corso degli anni, l’inarrivabile Concetta Barra, mamma dell’attore Peppe, ma devo dire che è riuscita perfettamente nella difficile prova, facendo da perfetta spalla all’incommensurabile prova di teatro dello strepitoso Peppe Barra, insostituibile, secondo il parere di chi scrive, in tale ruolo.

Il testo, scritto nel 1698 (esilarante la battuta di Razzullo durante il testo ai musicisti dell’orchestra che esegue tutti i brani dell’opera : ”Maestro, la volete finire di fare tutta quest’ammuina? Questo e’ un testo del 1600, è un cosa seria !!!!!! e che diamine… facitel ‘ pa’ Maronn’ che sta ‘a lla deret” ) e portata in scena nel 1974 da Roberto De Simone per una rivoluzionaria edizione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, è arrivata ai giorni nostri, in varie edizioni ed interpretazioni teatrali, senza mai perderne la sua magia e la sua poesia.

La regia di Peppe Barra non è da meno. Sulla base della storia di Giuseppe e Maria, in viaggio per trovare una giusta dimora per accogliere la nascita del loro figlio Gesù, si intrecciano le storie di Razzullo, Sarchiapone, e degli altri personaggi come Armenzio (Francesco Viglietti), un vecchio pastore, saggio e ispirato, padre di Cidonio (Patrizio Trampetti), cacciatore cortese e romantico, (Trampetti interpreta anche un altro personaggio il terribile oste)  e del più famoso Benino (Giuseppe De Rosa) vispo come un monello e dalla battuta sempre pronta ma anche più propenso a dormire tutto il giorno anzicchè aiutare il padre nel duro lavoro di pastore, famoso perché personaggio di tutti i Presepi presenti nelle nostre case, rappresentato appunto sempre steso a terra e dormiente, e che nella storia fa solenni scherzi e battute anche a Razzullo e Sarchiapone, Ruscellio (Enrico Vicinanza) il pescatore altro personaggio sempre presente nella storia del presepe napoletano, oltre ai personaggi della storia sacra come San Giuseppe (Andrea Carotenuto) che interpreta benissimo il senso della protezione e della guida di Maria e del figlio che sta nascendo, Maria Vergine (Chiara di Girolamo) umile e devota incarna l’attesa del Messia, l’arcangelo Gabriello (Maria Letizia Gorga) rappresentato a metà con i tratti dell’Arcangelo dell’Annunciazione a metà con quelli del San Michele Popolare con spada ed elmetto da guerra e ali spiegate per combattere e vincere il Demonio (Marco Bonadei) perfetto nel ruolo del Male, sottolineato da coreografie di danza perfettamente interpretate dal Corpo di Ballo Skaramacay e da costumi di grande effetto scenico, sconfitto dal Bene e relegato alla fine della storia negli inferi ai quale è destinato da sempre.

Peppe Barra è strepitoso nel ruolo di Razzullo e la storia diventa con la sua Arte indiscussa un vero e proprio capolavoro di Teatro dell’Arte. Perfetto attore e teatrante, al di là della storia stessa, intrattiene il pubblico con esilaranti “siparietti” con i musicisti sotto palco, prendendoli in giro ad uno ad uno e richiamandoli scherzosamente ad un atteggiamento più consono per il testo importantissimo che stavano rappresentando.

Barra non fa teatro, lui è l’ESSENZA del TEATRO stesso. Ogni gesto, parola, atteggiamento e anche inflessione della voce e del modo di raccontare che lui solo ha, trasformando la voce con un timbro particolare che solo lui sa fare, ha rapito l’attenzione del pubblico e lo ha conquistato con il suo modo di recitare, muoversi, cantare e interagire con gli altri attori e con il pubblico stesso in sala.

Non è Natale senza la “Cantata dei Pastori” come non è Natale senza la magia e il talento di Peppe Barra.

Auguriamoci che tale talento venga seguito dalle nuove generazioni e che venga riproposto, anche in forme e modalità diverse, per far sì che il Teatro napoletano di altissimo livello continui ad avere ancora tanti “Peppe Barra” per tanti, tanti anni ancora.

Premio Massimo Troisi: dal 14 dicembre la comicita’ e’ in scena a San Giorgio a Cremano

Premio Massimo Troisi
Al via il 14 dicembre con “I sorrisi di un saggio vesuviano”,
In scena giovani talenti diretti da Eduardo Tartaglia

Al via la XVIII edizione del Premio Massimo Troisi, prestigioso osservatorio sulla comicità, in programma a San Giorgio a Cremano. A partire da questo weekend e per tutto il mese di dicembre si alterneranno nei luoghi della città che ha dato i natali al grande Massimo, numerosi spettacoli gratuiti e aperti al pubblico.

Si comincia venerdì 14 dicembre alle ore 21.00 con la messa in scena, in Villa Bruno (Ex Fonderie Righetti), dello spettacolo “I sorrisi di un saggio vesuviano” rappresentato dai giovani attori del laboratorio realizzato durante l’edizione precedente del festival e diretto da Eduardo Tartaglia. Sabato alle 21 verrà invece rappresentato, nella stessa location, “Come Alice nel paese delle meraviglie  “ spettacolo a cura dell’associazione teatrale “Uno spazio per il teatro” di Vincenzo Borrelli ed operante nel Centro Teatro Spazio. Domenica sarà protagonista l’attrice Rosalia Porcaro, che porterà in scena un monologo presso Villa Bruno (non più Villa Pignatelli di Montecalvo per motivi tecnici)  alle ore 19.30.

 

Nel corso delle tre serate sarà oltremodo possibile visionare le due mostre dedicate a Massimo Troisi ed allestite nei luoghi del Premio: la “Mostra fotografica”  con esposte le foto di archivio con gli ospiti e le locandine delle passate edizioni della kermesse e la mostra “Il cinema di Massimo” che raccoglie materiale originale usato da Troisi durante le riprese ed i montaggi dei suoi film.

Per il Sindaco Giorgio Zinno: “Il Premio inizia proprio con la valorizzazione dei talenti vesuviani. Lo spettacolo che andrà in scena il 14 dicembre è infatti il frutto del lavoro svolto dal laboratorio teatrale  diretto da Eduardo Tartaglia che partì lo scorso anno, sempre nell’ambito della Kermesse dedicata Troisi e che ha offerto oltre 100 ore di lezioni gratuite a giovani del territorio con la possibilità di imparare o perfezionare l’arte della recitazione. La ricerca dei talenti sarà il leit motiv del Premio, sostenuto dalla presenza di ospiti nazionali che rappresenteranno un supporto artistico per tanti giovani che hanno voglia di emergere nel cinema, nella recitazione e nella scrittura comica”.

Grande attesa c’è poi per i numerosi ospiti che saliranno sul palco del Premio Massimo Troisi nel corso delle prossime settimane: “ Accanto a me – ha dichiarato il Direttore Artistico Paolo Caiazzo –  ho voluto per questa edizione le persone che hanno Massimo nel cuore e che hanno trascorso con lui momenti importanti di vita: è il caso di Enzo Decaro, Stefano Veneruso, Anna Pavignano come anche Gianni Minà. E poi ci sono i giovani, che saranno i veri protagonisti della kermesse dedicata al talento e alla comicità”.

Importante novità di questa edizione sarà il progetto ‘O SSAJE COMME FA’ ‘O CORE “ in programma il 29 dicembre presso il Palaveliero – struttura sportiva della città.  A cura dell’associazione CAMPUS 3S “ Salute, Sport e Solidarietà” verrà allestito un ospedale da campo dove la cittadinanza potrà effettuare gratuitamente visite, consulenze ed esami diagnostici in materia cardiologica.

Numerosi gli attori che interverranno in prima persona per sottoporsi alle visite e lanciare dunque un messaggio di solidarietà sociale. Seguirà un torneo di calcio a cinque che vedrà in campo la nazionale ItalianAttori, la Nazionale Medici, e la squadra Amministrazione e Vecchie Glorie Sangiorgesi .

Programma completo su pagina Facebook ufficiale PremioMassimoTroisi

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