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AREALIVE CON IL SOSTEGNO DEL COMUNE DI NAPOLI PRESENTA “NAPOLI SUONA ANCORA”

NAPOLI SUONA ANCORA

Il progetto, ideato da Arealive e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del

Comune di Napoli, che promuove il

patrimonio artistico-culturale della città e rimette in moto un

settore in sofferenza come quello musicale.

 

Napoli, 04 gennaio 2021 – Sono oltre cento i musicisti partenopei coinvolti in “Napoli suona ancora”, la coraggiosa iniziativa a firma di Arealive, sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli – l’unico fino ad ora ad aver promosso un progetto del genere –: un parterre di artisti eterogeneo (si va dalla trap al rock passando per jazz, musica classica e popolare), capace di far ballare tutta la città, in questo caso a debita distanza.

La pandemia da Covid-19, come noto, ha decimato un settore già di per sé precario come quello delle produzioni artistiche e culturali, gettando luce sulla questione – da sempre spinosa – della dignità più o meno riconosciuta a migliaia di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Eppure, siamo tutti ben consapevoli di quanto l’accessibilità ad iniziative culturali di qualsiasi tipo sia di vitale importanza – ancor più nei momenti di crisi generalizzata – per la cittadinanza intera: basti pensare ai numerosi interventi sul web (anche performativi) da parte di artisti vari – musicisti, attori, ballerini, etc. – per dare a tutti conforto nella prima fase del lockdown dello scorso marzo, e far sì che la collettività si sentisse più unita, più vicina. È in un siffatto contesto, dunque, che “Napoli suona ancora” trova il suo meritato spazio.

Una occasione, questa, per fornire ai partecipanti, tra artisti e addetti ai lavori, un’adeguata opportunità economica. Presso il PAN|Palazzo delle Arti Napoli si sono svolte sei giornate di riprese e registrazioni – senza spettatori e nel totale rispetto della attuale normativa anti-Covid –, durante le quali un team di professionisti ha realizzato contenuti audiovisivi destinati alla fruizione col pubblico: dallo scorso 30 dicembre, dunque, la pubblicazione dei reportage di queste giornate è in corso, inclusi interviste ed estratti delle performance. Con lo stesso criterio, inoltre, si terranno – in data da definire – quattro esibizioni di dj dalla suggestiva terrazza del Maschio Angioino. Continua a leggere

Un’ora di musica live con Elio Coppola su Unica Channel /14 gennaio ore 20

“Un’ora di musica live” è un progetto nato in collaborazione tra il batterista partenopeo Elio Coppola ed Ettore Terribile Chianese,  regista di UnicaChannel.

 L’obiettivo è quello di non arrendersi allo stop imposto dalla pandemia ai concerti dal vivo. Per questo motivo è stato realizzato un format trasmesso in diretta streaming rigorosamente Live sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di UnicaChannel. Il programma offre in forma gratuita agli spettatori un concerto di musica jazz dal vivo del trio del batterista campano insieme ad ospiti di caratura internazionale che di volta in volta si alternano sul palco del Teatro Ateneo di Casoria regalando emozioni uniche al pubblico virtuale. Il programma è inoltre arricchito da interviste e contenuti di artisti, direttori artistici ed addetti ai lavori collegati in diretta web per seguire la trasmissione.

 “Un’ora di musica live” è un’iniziativa per far incontrare nuovamente gli artisti ed il loro pubblico, facendo rivivere le emozioni provate durante un concerto dal vivo e sostituendo il fragore degli applausi con i commenti sulle piattaforme social. E’ possibile inoltre sostenere il progetto con piccole donazioni attraverso PayPal.

La prima diretta andata in onda lo scorso 17 Dicembre ha registrato un grande successo di pubblico, migliaia di visualizzazioni in poche ore, centinaia i commenti ed i messaggi di affetto lasciati dagli spettatori che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, decine le donazioni libere fatte a sostegno del format.

Momento clou del programma è stato il contributo del grande Tullio De Piscopo, intervenuto in diretta web, dalla sua abitazione, per commentare il concerto e raccontare qualche aneddoto della sua vita artistica.

 

Giovedì 14 gennaio alle ore 20 ci sarà la seconda puntata in streaming sul network UnicaChannel sempre rigorosamente live e gratuita, che vedrà sul palco oltre ad Elio Coppola ed il suo trio, formato da Antonio Caps al piano ed Antonio Napolitano al basso, due graditi ospiti, Daniele Cordisco, figlio d’arte, uno dei più grandi chitarristi italiani, e da New York la cantante afroamericana Joyce Elaine Yuille per un concerto che si preannuncia esplosivo. In collegamento da Roma inoltre ci sarà il grande trombettista Fabrizio Bosso che interverrà in trasmissione regalando a tutti gli spettatori il suo saluto e a sua dedica musicale al genio Pino Daniele, a sei anni dalla sua scomparsa, un omaggio fortemente voluto da Elio Coppola.

 

Il 28 Gennaio sarà invece la volta del sassofonista Max Ionata, uno dei musicisti italiani di jazz più apprezzati in tutto il mondo. Ciliegina sulla torta sarà il collegamento con un misto della musica italiana, Peppino di Capri.

Non resta quindi che collegarsi sulla pagina Facebook o sul canale Youtube di UnicaChannel, oppure direttamente sul quelle degli artisti per godere comodamente ed in piena sicurezza, di uno spettacolo unico. Inoltre per coloro che non hanno la possibilità di seguire la diretta streaming ricordiamo che i concerti rimarranno disponibili ondemand.

 

Programma

Giovedì 14 Gennaio

Elio Coppola trio

Special guest Daniele Cordisco e

Joyce E. Yuille

Elio Coppola batteria

Antonio Caps piano

Antonio Napolitano basso

Daniele Cordisco chitarra

Joyce E. Yuille voce

Fabrizio Bosso in collegamento web

 

Giovedì 28 Gennaio

Elio Coppola trio

Special guest Max Ionata

Elio Coppola batteria

Antonio Caps piano

Antonio Napolitano basso

Max Ionata sax

Peppino Di Capri in collegamento web

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Link per assistere alle dirette o per rivedere le puntate:

Canale YouTube Unica Channel

www.youtube.com/unicachanneltv

Pagina Facebook Unica Channel

www.facebook.com/unica.channel

Pagina facebook Elio Coppola

https://www.facebook.com/Eliocoppoladrums

Donazioni:

www.paypal.com/donate?hosted_button_id=Z7463ETREYG74

Il 20 dicembre l’11^ Premio nazionale di Musica contro le mafie con Don Luigi Ciotti, Dario Brunori, Gianni Maroccolo, Erica Mou, Gabriella Martinelli con la conduzione di Ismaele La Vardera (Le Iene)

DOMENICA 20 DICEMBRE 2020 “Live from Everywhere
dallo storico Teatro Rendano di CosenzaPREMIO MUSICA CONTRO LE MAFIE – 11^ edizioneCon DON LUIGI CIOTTI, ISMAELE LA VARDERA (LE IENE)
Gianni Maroccolo, Erica Mou, Gabriella Martinelli, 
Dario Brunori e i
10 FINALISTI del PREMIO 2020

Le Finali “Live from Everywhere” dell’11^ edizione del Premio Musica contro le mafie si svolgeranno Domenica 20 Dicembre dalle ore 16:00. 
E’ possibile vivere l’esperienza in streaming collegandosi sulla pagina Facebook musicacontrolemafieofficial e ad una rete di partner e sostenitori.

Il Premio giunge alle Fasi Live che quest’anno saranno realizzate tra virtuale e reale, nella modalità che sta sempre più diventando cifra stilistica dell’organizzazione.
La direzione artistica ha tramutato le difficoltà in nuovi stimoli che hanno portato alla rielaborazione dell’evento in un nuovo format web-tv, con la conduzione dell’inviato de Le Iene – Ismaele La Vardera.
Lo scenario che ospiterà l’evento sarà nel cuore pulsante della città antica di Cosenza, il Teatro Comunale Alfonso Rendano, l’unico teatro di tradizione della Calabria con una storia prestigiosa e che ha attraversato il tempo segnando una traccia indelebile nel tessuto culturale dell’intera regione

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Greta Panettieri festeggia 20 anni di carriera con un nuovo disco “Collection”

La diva del jazz italiano Greta Panettieri compie 20 anni di carriera tra Stati Uniti, Europa e Russia.

Li festeggia con la “Collection” remastered che propone al pubblico una grande attenzione alla qualità del suono.

Tra i brani del disco, “Goodbye Stranger” che su Spotify ha superato i 252.000 ascolti.

Ha mostrato al mondo il suo incredibile talento. Dal pop al free jazz, fino alla Musica Popolare Brasiliana, l’eclettismo di Greta Panettieri non ha limite e si è sviluppato grazie a un virtuosismo innato e a un fascino raffinato.  

Dopo aver collezionato una lunga serie di sold out all’estero e in Italia con i suoi tour dedicati all’album “Shattered-Sgretolata” ed a ad un sapiente omaggio a Mina, Greta ha deciso di racchiudere in un nuovo album la sua personalità poliedrica, rieditando i brani del cuore a favore di un suono di alta qualità che esaltasse al meglio la sua voce e la sua musica.

Esce dunque il 10 dicembre “Collection”, lalbum che contiene in versione Remastered i successi più amati dal pubblico, e alcune “chicche” meno conosciute dai suoi primissimi album.

Una storia musicale che parte da giovanissima, con lo studio del violino e del pianoforte al Conservatorio di Perugia, la vita a New York documentata anche dal libro a fumetti “Viaggio in Jazz”, dove le doti vocali di Greta vengono notate dalla Universal/DECCA che pubblica il suo primo disco “The Edge of Everything”.
Seguono il tour europeo come opening di Joe Jackson, le collaborazioni con grandi della musica mondiale come Larry Williams, Diane Warren, Curtis King, Terri Lynn Carrington, Mitch Forman, Robert Irvin III, Curtis King, Toninho Horta, il ritorno in Italia con uno strepitoso omaggio alle canzoni interpretate da Mina che ha incantato la critica e gli incontri professionali con Sergio Cammariere e Gegè Telesforo, i tanti sold out dei tour in Russia e nei festival italiani, le partecipazioni da tutto esaurito a varie edizioni di Umbria Jazz, fino alle lezioni all’Università IULM di Milano dedicate proprio alla vocalità.    
La voce è lo strumento di cui Greta Panettieri è maestra, con competenze di profonda interpretazione e una notevole estensione che padroneggia con facilità – basti pensare alla sua celebre esecuzione di “Brava” in versione be-bop, che nei concerti dal vivo fa spesso seguire una improvvisazione di oltre sei minuti. 

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Recensione: Musica e “light art” con Camilla Battaglia e Martin Mayer a La Torre di Modena

Recensione e Fotogallery di : Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Domenica 25 Ottobre La Torre di Modena ha presentato dal vivo in forma di concerto la produzione realizzata nel corso della residenza artistica Multimedi-on.

Camilla Battaglia e Martin Mayer, light designer di Berlino, insieme ai sei partecipanti selezionati per questo percorso, hanno proposto uno spettacolo multimediale dove luce e buio sono il palcoscenico su cui dialogare.

I musicisti si sono esibiti nella performance finale in cui, grazie alle proiezioni di Mayer, si sono trasformati in ‘interactive audiovisual sculptures’ ovvero silhouettes influenzate dall’azione della luce.

La volontà di coniugare il repertorio musicale con la “light art” in una performance multimediale ha indirizzato la ricerca di evocazioni  verso la realtà sospesa della poesia.

La scelta è ricaduta sulle poesie di E.E. Cummings, poeta americano la cui espressione si regge in bilico tra tradizione romantica dei contenuti e spinta formale verso innovazione linguistica.

Diverse evocazioni sono state concesse dalla fascinazione per la musica sacra dove i temi di “Lux” e “Tenebrarae”fossero chiari protagonisti.

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Line up:

Camilla Battaglia: voce, elettronica, direzione e composizione

Michele Bonifati: chitarra

Simone Di Benedetto c.basso

Giovanni Minguzzi: batteria

Filippo Orefice sax

Nicola Raccanelli: elettronica

Elena Roveda: flauto

Martin Mayer light designer

Progetto Sonda – Sondamusicaresidente – Centro Musica Modena

MULTIMEDI-ON è una residenza artistica, curata dalla Associazione MUSE e realizzata con il sostegno del Centro Musica del Comune di Modena, attraverso finanziamento Legge 2/18 Regione Emilia Romagna.

Piacenza Jazz Fest reloaded: 17 ottobre Parker 100 con Cafiso, Cigalini e Jesse Davis

Ass. Cult. Piacenza Jazz Club

via Musso, 5 – 29122 Piacenza

  1. iva 01376290332

       Tel/Fax 0523-579034

     info@piacenzajazzclub.it

In collaborazione con Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna

L’OMAGGIO A CHARLIE PARKER A FIRMA DI TRE SAX D’AUTORE: FRANCESCO CAFISO, MATTIA CIGALINI E JESSE DAVIS

A cento anni dalla nascita sulle orme di un innovatore che ha segnato un’epoca

Piacenza, 12 ottobre 2020 – Tra le belle e doverose celebrazioni che il mondo del Jazz sta dedicando a Charlie Parker nel centenario della sua nascita (molte meno di quante fossero in realtà in programma, a causa della sopraggiunta pandemia) si inserisce il concerto in programma sabato 17 ottobre al Teatro President (via Manfredi, Piacenza). Il concerto nasce dalla storica collaborazione tra la rassegna Crossroads – jazz e altro in Emilia-Romagna, organizzata dall’associazione Jazz Network, e il Piacenza Jazz Club. Protagonista assoluto della scena musicale a livello planetario, Parker è il musicista e compositore che ha cambiato le carte in tavola sia del suo strumento, il sax contralto, che della musica, contribuendo in maniera determinante a creare il bebop. A rendere omaggio al suo genio saranno schierati un trio di sax contralti Francesco Cafiso, Mattia Cigalini e Jesse Davis, affiancati da una sezione ritmica che si avvale dell’estro di Andrea Pozza al pianoforte, di Aldo Zunino al contrabbasso e di Matteo Gonzi alla batteria.

Per l’acquisto dei biglietti è vivamente consigliata la prevendita. Anche questo concerto avrà un doppio spettacolo: il primo alle 19.30 e il secondo alle 22.00. I biglietti sono acquistabili presso la sede del Piacenza Jazz Club nei pomeriggi feriali dalle 15.00 alle 19.30 e il sabato mattina dalle 10.00 alle 12.30, in tutte le tabaccherie e ricevitorie Sisal oppure sul sito diyticket.it.

Conosciuto come “Il Mozart d’America” o meglio come “Bird”, come veniva soprannominato da tutti, forse perché con la sua musica si riusciva veramente a volare, Charlie Parker è il musicista e compositore che ha reinventato il saxofono contralto e ha contribuito più di tutti a fondare il bebop, caratterizzato da tempi molto veloci e da elaborazioni armoniche innovative, imponendo uno stile e un modo di suonare a generazioni di musicisti. Una carriera e una vita brevi, morì quando non aveva neanche 35 anni, ma durante le quali si è imposto, entrando a far parte della storia della musica. Con il suo talento è stato capace di rendere uno strumento, il saxofono, fino ad allora relegato all’accompagnamento, protagonista di brani ed esibizioni. È uscito di scena prematuramente ma la sua musica continua a influenzare il mondo.

Testimone ne è la front line schierata in occasione di questo centenario, con tre saxofonisti di primo piano impegnati a rileggere la musica di Parker senza darsi troppi limiti, ma utilizzandola più spesso come stimolo per imprimervi una propria impronta personale. Un omaggio alla musica di un genio riconosciuto, che si avvale di una sezione ritmica di tutto rispetto. Ai nostri saxofonisti Francesco Cafiso e Mattia Cigalini, ben noti nel circuito internazionale, si affianca il quotato solista americano Jesse Davis, ennesimo talento sbocciato a New Orleans. Una festa per gli amanti del saxofono e del bebop, in un concerto di puro Jazz a denominazione di origine controllata.

Piacenza Jazz Fest è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club con la direzione artistica di Gianni Azzali, il decisivo sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia Romagna e del Comune di Piacenza, il patrocinio del MiBACT e la collaborazione di una fitta rete di associazioni, istituzioni e realtà culturali e imprenditoriali del territorio piacentino e non.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito http://www.piacenzajazzfest.it o visitare la pagina Facebook del festival http://www.facebook.it/piacenzajazzfest. Per contatti si può scrivere alla mail a biglietti@piacenzajazzclub.it oppure telefonare allo 0523.579034 – 366.5373201

 

Angelica Dadomo (addetta stampa)
ufficiostampa@piacenzajazzclub.it
http://www.piacenzajazzfest.it
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NAPOLI JAZZ WINTER- ANTONIO FRESA piano solo “ Piano Verticale – a soundtrack experience”16 Ottobre Auditorium Salvo D’Acquisto

Napoli Jazz Winter 2020

presenta

ANTONIO FRESA piano solo
“ Piano Verticale – a soundtrack experience”
Venerdì 16 Ottobre ore 19.00

Auditorium Salvo D’Acquisto

Via Morghen 60 – Vomero – Napoli

Ritorna il Napoli Jazz Winter, il grande festival del jazz organizzato dall’Associazione Culturale “Napoli Jazz Club” che, per il mese di ottobre, presenta ottime serate all’insegna del jazz che si svolgeranno al Vomero presso l’Auditorium Salvo D’Acquisto. Si parte venerdì 16 ottobre alle ore 19 con “Antonio Fresa e il suo pianoforte nel live “Piano Verticale – a soundtrack experience”, un viaggio che spazia dalla Mostra del Cinema di Venezia al Festival di Sanremo, da “Piano Verticale” alle Vatican Chapels: questa potrebbe essere la sintesi per raccontare questo artista, ma Antonio Fresa è molto di più, è compositore, direttore d’orchestra, produttore, side-man fra i più sensibili e ricercati. “Piano Verticale” è un progetto che segna una svolta nella vita artistica di Antonio Fresa.

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Recensione: Emmet Cohen Trio ospiti allo Spazio Te di Mantova

Recensione e Foto : Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Mercoledì 7 ottobre con il tutto esaurito si è svolto il bellissimo evento che ha visto protagonista lo statunitense Emmet Cohen e il suo trio allo Spazio Te di Mantova, organizzato dalla Fondazione Palazzo Te e dall’Associazione culturale 4’33”.

L’evento si è svolto in due set, vista l’emergenza Covid, e ha visto Emmet Cohen al pianoforte, Yasushi Nakamura al contrabbasso, e Kyle Poole alla batteria.

I tre hanno convinto e conquistato il pubblico con la capacità di spaziare con tecnica, freschezza ed eleganza tra i diversi generi di jazz, spaziando tra standard e improvvisazioni.

Una serata attesa dagli appassionati che aspettavano, pur con le dovute precauzioni, il ritorno alla musica dal vivo.

La speranza è che questa sia la prima di una serie di eventi che veda questo fantastico posto diventare un luogo dedicato al jazz in città.

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Recensione : Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles concludono la XXV Edizione di Ethnos Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Non poteva concludersi che con un concerto strepitoso la XXV Edizione dell’Ethnos Festival come quello di Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles che hanno letteralmente conquistato il pubblico della Villa Vannucchi di San Giorgio a Cremano, protagonisti assoluti di un progetto unico come “Aguas”.

 Aguas riflette le prospettive di due generazioni di artisti cubani che vivono fuori dalla loro Madre Patria e interpretano le loro radici e tradizioni in un modo unico e raffinato. Le canzoni spaziano dal commovente all’esuberante, e sono l’espressione dell’eccezionale chimica musicale, della sensibilità poetica e dell’originalità dei due artisti. 

Il materiale utilizzato in Aguas è un mix coinvolgente e creativo delle radici Afro Cubane dei due artisti, di musica classica occidentale e jazz. L’album è dedicato all’acqua e specialmente a Oshun, la divinità dell’amore e signora dei fiumi nella tradizione Lucumi del retaggio Yoruba conosciuto come Santeria – una pratica spirituale importante per entrambi gli artisti. Come l’acqua è sinonimo di vita, energia, forza e spazio, la musica di questo album è ispirato dalle influenze più importanti dell’acqua – il suo potere nascosto, la sua infinita trasmutazione e la sua inarrestabile creazione. C’è anche una rappresentazione, per Omar e Yilian, dell’acqua come separazione da e nostalgia per la loro terra natia. In concerto, il rigoglioso pianismo di Omar Sosa si sposa anche perfettamente con le percussioni multicolori e multiformi (tamburi Bata, congas, bongos, quitiplas, maracas, guiro, piatti e altro) del percussionista venezuelano Gustavo Ovalles.

Omar Sosa
Uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il compositore e pianista cubano, classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale, dal forte sapore latino, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione. La carriera di Sosa incarna la mentalità aperta di un artista giramondo (ha vissuto nel nord e nel sud America, a Cuba ed in Spagna) e visionario, che ha lavorato incessantemente per cercare di costruire una visione musicale coerente e personale, davvero cosmopolita. Una ventina di dischi da leader in circa un quarto di secolo di attività professionale parlano da soli. Dentro una così nutrita ed interessante produzione musicale, vi sono ben sei album di piano–solo (l’ultimo, «Senses», è del 2014) – formula che ancor oggi forse predilige – ma anche  dei magnifici duetti con il trombettista Paolo Fresu – è un duo collaudatissimo il loro, di cui è appena uscito il terzo episodio discografico, «Eros» (2016) – qualche lavoro orchestrale e, negli ultimi tempi, anche il Quartetto Afrocubano, interamente composto da suoi connazionali, con cui nel 2015 ha inciso «Ilé», lavoro decisamente riuscito e suggestivo.

Yilian Cañizares
Classe 1980, nasce a L’Avana. Talento precoce, a soli sette anni viene ammessa alla prestigiosa Accademia di Musica Manuel Saumell per studiare violino. Nel 1995 vince una borsa di studio per perfezionarsi a Caracas, e due anni dopo ottiene l’ammissione ad un Conservatorio in Svizzera, dove si trasferisce. Ma la sua natura di artista curiosa ed onnivora la condurrà presto alla ricerca di nuovi sbocchi creativi. Decide così di iniziare a cantare, e guarda con grande interesse al jazz, trovando nel violinista Stéphane Grapelli un maestro cui ispirarsi. Forma un quartetto che chiama Ochumare, come la divinità Orisha degli arcobaleni, con cui vince nel 2008 un importante premio al festival jazz di Montreux. Con lo stesso gruppo incide anche i suoi due primi dischi, nel 2009 e 2011. Ma la fama internazionale arriva nel 2013, con l’album «Ochumare», il primo a suo nome. Il successo viene quindi confermato due anni dopo dal nuovo lavoro, «Invocaciòn» (2015). Il suo stile riflette una grande varietà di influenze, con tocchi di jazz, musica classica e musica cubana. Qualche critico ha parlato di un’orchestrazione jazz mescolata ad un rituale Yoruba. Yilian Cañizares canta in spagnolo, yoruba e francese, ed uno dei suoi tratti distintivi è proprio la naturale capacità di cantare e suonare il violino allo stesso tempo.

Gustavo Ovalles
Nato a Caracas nel 1967, come artista e professore ha viaggiato in tutto il mondo con i suoi strumenti tradizionali che includono maracas, culoepuya, quitiplas e bata drums. Con il pioneristico progetto di Omar Sosa Roots Trilogy, Gustavo ha calcato diversi importanti palchi in Europa, Giappone e Stati Uniti. Ha inoltre partecipato al l’album di Sosa Sentir, nominato ai Grammy. Attualmente vive un po’ in Francia e un po’ in Venezuela.

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Recensione: Anourar Brahem Trio ospiti della XXV Festival Ethnos

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)
traduzione di :Francesca Petrillo

Penultima serata della XXV Edizione di Ethnos Festival sabato 3 ottobre con uno straordinario trio sul palco allestito nel parco di Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano: Anouar Brahem Trio con Anouar Brahem all’ oud, Klaus Gesing al clarinetto basso e Björn Meyer al basso.

Nato nel 1957 ad Halfaouine, nel cuore della Medina di Tunisi, Anouar Brahem aveva dieci anni quando iniziò a studiare l’oud e in seguito proseguì il suo apprendistato con il grande maestro Ali Sriti. In un ambiente musicale arabo dove dominavano orchestre affollate, Brahem ha rivelato la sua personalità sfaccettata intraprendendo spontaneamente una missione personale per riportare l’oud allo status di uno strumento solista emblematico nella musica araba, mentre allo stesso tempo rompe con la tradizione nel suo lavoro di compositore integrando elementi di jazz e altre tradizioni musicali orientali e mediterranee nelle sue nuove opere.  Nella sua musica che rifugge dall’orientalismo nostalgico, combina le diverse qualità modali delle tradizioni arabe orientali e occidentali con complesse improvvisazioni. Nel 2010 ha ricevuto un Echo Jazz Award per la sua maestria sull’oud, lo strumento che nelle sue dita, diventa una naturale estensione della sua anima.  Anour Brahem si esibisce sotto l’etichetta ECM di Manfred Eicher, con la quale ha pubblicato otto album, tutto molto particolari e suggestivi nel loro genere.

La serata dell’Ethnos Festival è stata l’occasione, unica e rara, di poter ascoltare ed apprezzare questo artista che come ha affermato lo stesso Direttore Artistico Gigi Di Luca nella sua presentazione è stato un vero e proprio miracolo poterlo avere sul palco di Ethnos in quanto sempre in giro per il mondo per i suoi concerti , ed è stato un segno importantissimo poter affidare una serata ad un Artista cosi delicato e poetico in un momento di grande incertezza e di grande crisi per il mondo della musica e delle Arti in generale provocato da questa terribile pandemia che ci ha travolto da febbraio scorso. Come diceva lo stesso Di Luca :” Mai come in questo momento è importantissima la musica di Anouar Brahem, che ci riporta a sentimenti di quiete, dolcezza, di serenità perché è proprio questo di cui abbiamo piu bisogno oggi per trovare la forza per resistere e vincere su questa grande angoscia che ognuno di noi sta vivendo in questo momento”.

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