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Recensione: Stefania Tallini ospite della X Edizione del Pozzuoli Faber Jazz Festival dei Campi Flegrei

di Clementina Abbamondi 

Nel suggestivo contesto delle Terme Romane di Baia, mercoledì 10 luglio nell’ambito della X Edizione della rassegna “Pozzuoli Faber Jazz Festival ” si è esibito un quartetto strepitoso formato da Stefania Tallini al piano, Gabriele Mirabassi al clarinetto, Matteo Bortone al contrabbasso, Gregory Hutchinson alla batteria.

Stefania Tallini, apprezzata pianista , compositrice e arrangiatrice jazz italiana, laureata in Pianoforte Principale al Conservatorio   S. Cecilia di Roma ed in Jazz al Conservatorio L. Refice di Frosinone (Arrangiamento e Composizione per Big Band,) si è specializzata partecipando a numerose Masterclass   e seminari ed ha ottenuto diversi   premi in molti   concorsi internazionali, sia come pianista, che come compositrice e arrangiatrice. La sua discografia comprende 9 album da leader, nei quali sono contenuti tutti brani di sua composizione. Il suo brano “ New Life” è stato inserito nel Real Book italiano che comprende le composizioni dei più importanti jazzisti italiani. Il talento della Tallini, in grado di conciliare Frederic Chopin, Bill Evans e Antonio Carlos Jobim, l’ha condotta a   esibirsi in tutto il mondo insieme a nomi prestigiosi.

Gabriele Mirabassi nato a Perugia nel 1967 si è diplomato in clarinetto nel 1986 presso il Conservatorio Morlacchi di Perugia. Nella sua carriera ha spaziato dal jazz alla musica classica collaborando con numerosi artisti : Richard Galliano, Enrico Pieranunzi, Stefano Bollani, Roberto Gatto e molti altri. Negli ultimi anni ha iniziato a svolgere una ricerca approfondita sulla musica strumentale popolare brasiliana e sud americana. Vasta è la discografia del maestro Mirabassi, che è uno dei massimi virtuosi del clarinetto a livello internazionale. Dopo il diploma conseguito con il massimo dei voti, la sua formazione musicale nei primi anni ha riguardato tecniche esecutive peculiari della musica contemporanea. Parallelamente, ha cominciato a lavorare professionalmente in ambito jazzistico, attività che è diventata sempre più consistente fino a diventare esclusiva. Nel 1996 vince il Top Jazz nella categoria “miglior nuovo talento”. Numerosissime sono le collaborazioni estremamente eterogenee, sia sul piano degli stili, che dei linguaggi. Negli ultimi anni Mirabassi ha ampliato il suo panorama di collaborazioni sapendo aprirsi ad altri ambiti di spettacolo. Nel 2008 esce un disco interamente a suo nome, “Canto di Ebano”, che è un omaggio allo straordinario legno   africano e alle appassionate mani italiane che lo trasformano in clarinetto. Il disco ha vinto il 26°  Top Jazz  2008 come migliore disco dell’anno. Nella carriera di Mirabassi, vero spartiacque è l’incontro con il musicista brasiliano Giunga. Il disco “Graffiando Vento” rappresenta il definitivo slancio dell’artista verso la musica strumentale brasiliana.

Gregory Hutchinson, nato a Brooklyn nel 1970, è un batterista jazz americano . Ha studiato con Marvin Smith e   Kenny Washington alla fine degli anni 80 e ha iniziato la sua carriera suonando con Red Rodney nel 1989-1990. Gregory esprime una freschezza dell’inventiva che è stata una sua caratteristica fin dall’inizio. Ispirato da Charlie Parker, il desiderio di Greg ed il suo obiettivo è quello che la batteria suoni così come cantava il sax di Charlie Parker. Ha suonato con grandissimi artisti tra i quali Christian Mc Bride, Roy Hargrove, Steve Wilson e tanti altri.

Matteo Bortone è uno dei giovani contrabbassisti che si sta affermando a livello nazionale, e non solo, come compositore, strumentista e leader, in particolare dopo essere stato eletto “Migliore Nuovo Talento” al Top Jazz 2015, dai giornalisti della rivista Musica Jazz. Nativo di Otranto, ma cresciuto musicalmente a Parigi, dove ha ottenuto un Master in jazz al Conservatorio Nazionale Superiore, Matteo ha già all’attivo tre produzioni discografiche. Suona stabilmente in diverse band italiane e francesi.

Stefania Tallini si mostra contentissima di suonare in un luogo ricco di cultura e suggestione: Le Terme Romane di Baia. La Tallini presenta il suo nuovo progetto che presto sarà registrato in trio, dal titolo “Uneven” (Irregolare)  e dice in una recente intervista: “col passare del tempo la mia musica ha acquisito sempre più caratteristiche di irregolarità e di asimmetria ed anche nella vita le cose che più mi affascinano sono quelle “irregolari”, appunto, imprevedibili, asimmetriche, non razionali”. E ancora: ”in questo nuovo progetto c’è la sintesi dei generi musicali che suono e ascolto da sempre: jazz, musica classica, musica brasiliana”.

Alcuni dei brani che si sono susseguiti nel concerto sono: “Uneven”,   “Il sogno”, “Anna”, dedicata ad una sua amica prematuramente scomparsa,”Bluesme”, un blues “storto” come lei lo ha definito ed una bellissima ballad che al concerto ha voluto dedicare  a Joao Gilberto, scomparso recentemente. L’ultimo brano, “Choro para dois” è di ispirazione brasiliana.

Nei brani si evidenzia la bravura dei singoli musicisti ed il loro talento personale che riesce a raggiungere un grande interplay, un suono omogeneo e un ritmo perfetto. Stefania Tallini ha una tecnica nitida e brillante ma soprattutto le sue doti di compositrice le permettono di scrivere sempre temi melodici e raffinati. La sua caratteristica è quella di riuscire a fondere stili diversi con grande maestria.

Alla fine del concerto a nome dell’Associazione “Jazz & Conversation”, Antimo Civero Direttore Artistico insieme ad Angelo Pesce del Festival, ha consegnato alla Tallini il premio “la Bomba della Pace” creata dal maestro puteolano Raffaele Ariante.

Recensione: Enrico Pieranunzi Trio & Valentina Ranalli ospiti alla X Edizione di Pozzuoli Faber Jazz Festival

di Clementina Abbamondi

 

Venerdì 5 luglio 2019 nel cortile del Castello Aragonese di Baia, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei   si è tenuto nell’ ambito della X edizione del Pozzuoli Faber Jazz Festival un bellissimo concerto “Valentina sings Pieranunzi” con Enrico Pieranunzi al piano, Giuseppe Romagnoli al contrabbasso, Cesare Mangiacavallo alla batteria e alla voce Valentina Ranalli .

Pozzuoli Jazz Festival dei Campi Flegrei è una manifestazione che nasce da una duplice passione : quella per la musica e quella per il territorio Flegreo. Organizzato dall’ A.P.S. “ Jazz and Conversation” con la direzione artistica di Antimo Civero e Angelo Pesce è un Festival di musica Jazz “itinerante” che si tiene sul territorio dei Campi Flegrei con edizione estiva ed invernale. Si è voluto creare un legame ideale tra cultura e patrimonio dei Beni Culturali ed Ambientali dell’ area Flegrea. Il fine dell’ Associazione è quello di sensibilizzare le coscienze nei confronti del patrimonio artistico troppo spesso abbandonato e dimenticato grazie al messaggio musicale.

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Recensione: “Le donne del Jazz” il nuovo progetto dell’Associazione Artemide

di Annamaria De Crescenzo 
Foto di SpectraFoto

Da diversi anni seguiamo concerti, progetti, rassegne jazz con una passione e un interesse che parte da lontano e ci impegna con tutte le nostre energie e le nostre forze. Tanti sono i musicisti che abbiamo ascoltato, applaudito e fotografato e spesso ci siamo resi conto che è una fortuna appartenere a questo mondo del jazz per gli incontri che abbiamo fatto, le emozioni che abbiamo provato.

Uno di questi incontri speciali si è realizzato domenica scorsa, alle Cantine dell’Averno con il concerto “Le donne del Jazz” un nuovo progetto realizzato dall’Associazione Artemide basato sul racconto in parole e musiche della vita, delle sofferenze, delle rinunce e dei successi di alcune delle donne più rappresentative del mondo jazz internazionale che seppero seguire la loro passione per la musica jazz e a non farsi fermare dalle convenzioni sociali e dalle regole imposte da un ambiente essenzialmente maschilista. Sette donne del mondo jazz dagli anni ’20 ad oggi, da amabilmente raccontate da Luisa Perfetto, cofondatrice di Artemide, insieme ad Arturo Delogu che ne è la “voce narrante” oltre ad esserne autore dei testi ed il regista del progetto stesso, e “raccontate in musica” dalla voce straordinaria di Ileana Mottola, e le note della chitarra di Eleonora Strino e quelle del contrabbasso di Beatrice Valente che ha deliziato il pubblico per alcuni brani anche con la sua voce semplicemente perfetta per le atmosfere jazz che ha interpretato.

Il concerto inizia con “Nobody knows you when you’re down and out” di Bessie Smith, anticipato dal racconto di alcuni momenti particolari della vita della cantante cosi come sarà fatto per ogni Artista rappresentata, con tutte le loro passioni, emozioni, sentimenti e spessissimo, difficoltà (sembra proprio che le donne del jazz siano donne che hanno dovuto lottare molto contro la vita e contro il mondo spesso dominato da uomini egoisti e violenti) insormontabili ma che loro stesse hanno affrontato e vinto.

Seguono poi brani indimenticabili come “The man I Love” di Billie Holiday, “Nobody knows you when you’re down and out” di Bessie Smith, “Summertime” di Ella Fitzgerald, “Is you is or is you ain’t my baby” di Anita O’Day, “Why don’t you do right” di Peggy Lee, “Misty” di Sarah Vaughan, “My Baby just cares for me” di Nina Simone,

Il pubblico segue in un profondo silenzio e attenzione, come se fosse rapito non solo dalle voci di Ileana e di Beatrice e della loro musica, insieme al talento di Eleonora Strino, profondamente coinvolto dalle storie a volte molto sofferenti delle Artiste ma che non le hanno distolto dalla loro autentica passione per il jazz e il desiderio di portare la loro musica in tutto il mondo.

Il concerto si conclude con altri due brani che sono tra gli standard jazz più eseguiti come “I say a little prayer ” di Aretha Franklin e “The look of love” di una delle donne del jazz contemporaneo più famosa al mondo Diana Krall.

Dopo il concerto abbiamo avuto modo di poter intervistare Arturo Delogu sul progetto e su Artemide.

 

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Recensione : Premio massimo urbani 2019: al primo posto Elias  Lapia 

di Clementina Abbamondi 

In una  cornice incantevole  “ i giardini della Rocca Borgesca”,  con i  suoi alberi   secolari   e  un  superbo belvedere,   il  29 e 30  giugno 2019  si è svolta la  XXIII  edizione  del Premio internazionale Massimo Urbani  il premio è il più importante concorso per solisti  jazz,  ideato e fondato da Paolo Piangiarelli, storico organizzatore produttore e discografico maceratese  è  stato intitolato a Massimo Urbani geniale sassofonista  romano prematuramente scomparso.  Il premio ha l’obbiettivo di valorizzare i giovani   talenti del  jazz  emergenti, contribuendo allo sviluppo della loro carriera artistica.
   Dopo il terremoto del  2016 è nata  l’ esigenza  di portare in giro per   l’ Italia il premio Massimo Urbani anche con l’ obbiettivo di accendere un riflettore sul territorio, così  ad aprile, a Torino, Roma e Poggiardo (Le)  si sono svolte tre  tappe semifinali  del Premio dove si sono messi  in luce  dieci talentuosi finalisti.
 Nella serata finale del Premio  a Camerino si sono esibiti in nove :
Andrea Cardone  al sax  alto, di soli sedici anni che ha ricevuto  dalla giuria la borsa di studio Nuoro jazz
Antonio D’Agata  alla chitarra vincitore del premio del pubblico
Federica  Lo Russo al piano vincitrice della borsa di studio  Fara Music Festival
Matteo  Zecchi  al  sax  tenore
Simona  Trentacoste  voce, vincitrice del premio social
Mattia Parissi  al piano ha conquistato il terzo posto
Federico  Calcagno  al larinetto  basso piazzatosi  al  secondo posto  ed  ha ricevuto   il premio della critica
Vittorio Cuculo  sax  alto piazzatosi  ex equo   al secondo  posto
Elias  Lapia   al sax  alto  piazzatosi    al  primo posto
Il  vincitore è stato premiato dal  presidente della  giuria   Francesco Cafiso anche lui vincitore giovanissimo del Premio Internazionale Massimo Urbani  che, chiamato sul palco ha dichiarato  che il livello artistico dei concorrenti era veramente  molto alto e che quindi era stato molto difficile  decretare  il vincitore.  Dice  Cafiso “  il Premio Internazionale  Massimo Urbani rappresenta  una importantissima occasione  di confronto e di condivisione musicale e quindi deve essere uno stimolo  per voi giovani musicisti  di coltivare questa grande passione  per la musica jazz  e vi auguro una vita ricca di  musica” .  Elias  Lapia   ha  interpretato, nella serata finale del Premio, due  bellissimi brani “ Smile” di Charlie Chaplin e  “ On a Misty night” di Tadd  Dameron,  nato  a Nuoro nel  1995 ha studiato  prima  a Parigi e attualmente  vive  e studia  in  Olanda.

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Conferenza stampa di presentazione della X Edizione del Pozzuoli Faber Jazz Festival dei Campi Flegrei

di Annamaria De Crescenzo 
foto:  ph. Maurizio Magnetta

Giovedi 13 giugno si è svolta la conferenza stampa di presentazione del ricco programma della X Edizione del Pozzuoli Faber Jazz Festival dei Campi Flegrei che si terrà, dal 20 giugno al 27 luglio, nelle location più belle del Parco Archeologico dei Campi Flegrei come  il Castello di Baia, le Terme di Baia, l’Anfiteatro Flavio, l’ Acropoli di Cuma, l’Antro della Sibilla, il Monte di Procida , il   Lago Lucrino ,  il Lago D’Averno , il Rione Terra oltre a location e locali partner della manifestazione siti a  Quarto, Pozzuoli e Bacoli.

La conferenza stampa presentata dal Direttore Artistico Antimo Civero e da Paolo Giulierini, Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei dal 2018, e che ha fortemente voluto sostenere il Festival, è stata l’occasione per illustrare il ricchissimo programma della rassegna che per un mese inonderà il territorio flegreo di musica jazz e non solo.

Il Festival, è organizzato dall’Associazione Jazz & Conversation, impegnata da anni a testimoniare
il proprio ruolo nella cultura dei Campi Flegrei, attraverso un percorso in cui la musica incontra il
territorio, la suggestione dei suoi paesaggi, la sua storia e le sue contraddizioni.
Oltre che della collaborazione del Parco archeologico dei Campi Flegrei, gode del patrocinio
morale del Comune di Pozzuoli, del Comune di Monte di Procida e del Comune Città di
Assisi, Pozzuoli, del contributo dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti
contabili di Napoli e ha tra i suoi partner l’Associazione Nazionale I -Jazz.

Quest’anno il Festival che è organizzato dall’A.P.S. Jazz and Conversation, si presenta con due
novità importanti.
La prima riguarda la straordinaria collaborazione del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che
è partner della manifestazione, che oltre a mettere a disposizione le sue suggestive location per
ospitare i concerti ne supporta anche tutte le attività a testimonianza dello spirito della nuova
gestione dei beni culturali, con una visione vicina ai cittadini e di apertura totale.

La seconda, invece, riguarda la volontà sostenere l’attività della Fondazione CASAMORE,
fondazione solidale, senza scopo di lucro che ha come scopo quello di occuparsi di bambini e
giovani adulti affetti da malattie genetiche e del neuro sviluppo. Nel corso degli appuntamenti della
decima edizione del Festival , la Fondazione sarà presente con un suo punto informativo e raccolta
fondi. Leggi altro

Arsene Duevi conclude la I Edizione di Nu Tracks Vibes from the world

Di Annamaria De Crescenzo
Foto SpectraFoto

L’ultimo appuntamento della rassegna/festival itinerante “Nu’ Tracks, Vibes from the world” realizzata col patrocinio del Comune di Napoli in collaborazione con “Cuore di Napoli” ha visto, sul palco della Domus Ars di Napoli, sabato 8 giugno, uno dei più grandi interpreti della world music internazionale: Arsene Duevi.

Nu’ Tracks vuole incoraggiare l’incontro e lo scambio tra culture – spiega Stefano Scopino, ideatore ed organizzatore della rassegna –, scambio in cui gli artisti, sia italiani che stranieri, vengono coinvolti e stimolati dall’esigenza di contaminare i propri linguaggi e dialogare. La filosofia alla quale ci siamo ispirati è quella dell’evento unico ed irripetibile, provando ad accendere un riflettore su luoghi, progetti artistici e attività etiche che agiscono ai margini dei circuiti commerciali. Il pubblico, dunque, è invitato a guardare con curiosità ciò che già esiste e che, tuttavia, resta poco noto “.

Per questa ultima data l’incontro fra le varie culture e nazionalità si è rafforzato ancora di più visto che il concerto è stata l’occasione per presentare il lavoro svolto dal Centro Servizi Senaso SRL (Senegal – Napoli – Società) e dall’associazione Hamef Onlus.

 

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Recensione: Gregory Dudzienski 4et in concerto per Live Tones

di Clementina Abbamondi

Venerdì 24 nella hall dell’Hotell delle Terme di Agnano l’associazione “Live Tones” ha presentato un concerto ricco di musiche originali del bravissimo sassofonista californiano Gregory Dudzienski che ha suonato in quartetto accompagnato da dei talentuosi musicisti che hanno collaborato nel suo ultimo lavoro discografico “La Luna”: Marco De Tilla al contrabbasso,Marco Fazzari alla batteria ed il maestro Francesco D’Errico al pianoforte.

Gregory Dudzienski vive a Chicago ma Napoli la conosce bene da quando lavorava alla Nato di Bagnoli ed organizzava concerti jazz.Dudzienski è stato ispirato durante la sua giovinezza dal jazz della fine degli anni ’50 e ’60 e da allora ha continuato ad essere influenzato dal linguaggio melodico armonico e ritmico di quell’epoca.E’ un sassofonista compositore che vive una vita in costante movimento .Dopo anni di viaggi è diventato un membro della forte comunità di musicisti ed improvvisatori di Chicago.Il suo primo cd “La Luna” è stato pubblicato nel febbraio 2017.Ex studente di Bergonzi,ricorda non solo il suo ex mentore,ma anche i timbri di Dexter Gordon e Joe Henderson.

Francesco D’Errico pianista,compositore nato a Napoli affianca all’attività concertistica e discografica (ha realizzato circa 42 cd)quella didattica.Insegna al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella .Attualmente guida due formazioni in trio e quartetto. E’ un pianista sensibile e profondo compositore sempre al passo con i tempi ,assetato di curiosità . Laureato in Filosofia ha tenuto alcuni seminari sulla filosofia della musica in Italia e all’estero. Leggi altro

Recensione: Tosca in “Appunti musicali dal mondo” per l’Associazione I Senzatempo di Avellino

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto

 

Ultimo appuntamento della rassegna del 2018/2019 organizzata dall’Associazione I Senzatempo di Avellino diretta da Luciano Moscati che ha portato sul palco allestito nella sala dell’Hotel de La Ville che ospita da diversi anni ormai la rassegna stessa con uno dei concerti, a mio modesto parere, degli ultimi dieci anni della musica italiana contemporanea con Tosca in “Appunti musicali dal mondo”. Il concerto ha ben rappresentato il tema centrale della Rassegna “I Colori della Musica” che quest’anno ha portato in scena da ottobre a maggio tantissimi artisti nazionali ed internazionali come Toninho Horta, Bungaro, Danilo Rea & Ramin Bahrami, Joe Barbieri, Neney Santos che hanno portato la loro musica fatta di jazz, pop, musica brasiliana, cubana ed etnica agli appassionati della musica, e non solo jazz, che aderiscono da anni all’Associazione.

“Un vaso di Pandora, una sorta di giro del mondo intorno alla musica e alle parole che si arricchisce di canzoni nuove, scoperte o ritrovate”. È così che la stessa artista ha definito “Appunti Musicali dal Mondo” un progetto che ha dato vita ad un disco pubblicato nel 2018 che mette il punto e ripercorre le tappe più significative del suo cammino artistico tra sperimentazioni, ricerca e nuovi arrangiamenti.

Un progetto che cattura l’idea e l’essenza del viaggio per Tosca, cantante, artista eclettica e ricercatrice musicale, da sempre affascinata dalle musiche tradizionali di tutto mondo. Pezzi rari e melodie introvabili, contaminazioni con altre culture intrecciate alle nostre radici, in un live che per l’occasione abbraccia grandi classici della tradizione italiana e canzoni dal suo repertorio. Sono confini e sconfini del suono della voce, come recita il sottotitolo del concerto, un crogiuolo di melodie e parole, poetico e vibrante, quasi un “racconto in musica” che, anche grazie al sapiente utilizzo di lingue molto lontane fra loro, passa tra le suggestioni del fado portoghese, della morna, i canti augurali dei matrimoni Yiddish, una canzone libanese e una ballata zingara fino ad approdare alle sponde italiane della musica d’autore e popolare, con uno straordinario omaggio alla canzone romana che da tempo Tosca valorizza oltre i confini laziali.

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Recensione: Andrea Rea, Paolo Recchia e Daniele Sorrentino in “Free Time” per Live Tones

di Clementina Abbamondi

Venerdì 24 maggio nella hall dell’Hotel delle Terme di Agnano si è esibito un trio d’eccezione formato da Andrea Rea al piano, Paolo Recchia al sax Daniele Sorrentino al contrabbasso nel progetto “Free Time”.

Ornella Falco ha presentato prima del concerto l’evento “Jazzit Fest “2019, giunto alla VII edizione e che si svolgerà nei giorni 28,29,30 giugno a Pompei. È infatti proprio nella politica dei “Live Tones” promuovere    e divulgare eventi che hanno rilevanza a livello nazionale. Il “Jazzit Fest” non fa uso di contributi da parte dell’amministrazione pubblica locale si sostiene grazie a donazioni a sponsorizzazioni e al contributo della cittadinanza di Pompei che mette a disposizione dell’evento alberghi, ristoranti, B&B e ben 10 palchi distribuiti in vari luoghi della città. Sui palchi si esibiranno ben 400 musicisti provenienti da tutto il mondo che si daranno appuntamento in modo spontaneo e a titolo volontario per incontrarsi, conoscersi, esibirsi e produrre e comporre nuova musica trasformando il paese in un luogo di sperimentazione artistica. Ornella Falco rinnova quindi l’invito, al pubblico presente al concerto, a fare una donazione per questa grande manifestazione.

Alberto Bruno passa poi a presentare i musicisti del trio asserendo che l’intenzione del “Live Tones” è proprio quella di scegliere dei progetti per far sì che dei giovani e talentuosi musicisti possano portare avanti sia la loro musica originale sia gli arrangiamenti personali e particolari degli standard jazz. I musicisti che compongono il trio hanno tutti un grande talento dice Alberto” Ho visto crescere questi musicisti ed ora sono arrivati a dei livelli straordinari”.

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Recensione: Nicola Mingo allo Spazio ZTL di Napoli – Un viaggio tra le “blue” note

di Giorgio Borrelli

Il 25 maggio scorso a Napoli, presso la Z.T.L. Live (Zurzolo Teatro Live di Marco Zurzolo) si è tenuto il concerto del chitarrista e compositore partenopeo Nicola Mingo.
Il musicista ha presentato il suo ultimo lavoro discografico, frutto di una ulteriore maturazione della sua prolifica produzione musicale ed intitolato “Blues Travel” (AlphaMusic).
Blues Travel è un viaggio musicale nel blue note sound, tipico del jazz anni Sessanta, la cui atmosfera è egregiamente riproposta da Mingo con sonorità spesso ottenute in registrazioni storiche che venivano effettuate “live” dalla famosa etichetta discografica Blue Note.

Il minimo comune denominatore è ovviamente il blues che viene sviscerato, analizzato e proposto nella sua chiave più prettamente strutturale.
Il lavoro alterna brani “storici” e composizioni originali, come Wes Blues, New Step, Song for you, la title track Blues Travel ed il brano To Pinot, dedicato a Pino Daniele.
Le influenze di Wes Montgomery son ben evidenti in Nicola Mingo, tuttavia, egli riesce a dare un tocco personale alle proprie composizioni ed alle rivisitazioni dei classici senza esserne preda e, dunque, mai ripetitivo o scontato.
Il chitarrista è stato supportato da valenti musicisti.

 

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