Category Archives: Live

Recensione: Edoardo Bennato ospite dell’Avella Art Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Seconda serata del cartellone Avella Art Festival 2020, con il concerto di Edoardo Bennato “da Rossini al rock”,  organizzata dal Comune  di Avella e da Scabec, rassegna voluta fortemente dal Sindaco di Avella Domenico Biancardi e diretta da Paolo Romano, ha visto uno strepitoso successo, come lo è stata già la prima serata con il teatro di Vincenzo Salemme che ha riscosso un sold out in ogni ordine di posto della bellissima location che è l’Anfiteatro di Avella, vero e proprio gioiello di arte e di storia ma che in tali occasioni si veste di una magia ancora più emozionante, diventando teatro di serate che sono amatissime dal pubblico che partecipa sempre più numeroso di evento in evento.

Una serata strepitosa visto che si è trattato in realtà di 4 concerti in uno: nella prima parte il cantautore napoletano è stato accompagnato dalle note del Quartetto Flegreo, poi da solo in una sorta di One Man show con la sua inseparabile armonica a bocca, seguito da una parte piu squisitamente rock con tutta la sua band al completo, per poi concludere il concerto con l’arrivo sul palco di uno dei più conosciuti ed apprezzati rapper napoletani Clementino che ha duettato, sotto l infinito applauso del pubblico presente, con Bennato in una sorta di concerto nel concerto che è stato accolto con una standing ovation di tutto il pubblico sia in platea che sulle gradinate che ha affollato sin da primo pomeriggio il sito di Avella.

Il concerto si è aperto proprio con le vibranti note dei violini e del violoncello del Quartetto Flegreo che hanno accompagnato Bennato in canzoni storiche come “Dotti, medici e sapienti“, “In fila per tre” “L’isola che non c’è“, “Fata”, “Detto tra noi” e “Cantatutore”, Una carrellata di brani storici che hanno subito infiammato il pubblico e che hanno lasciato spazio alla seconda parte del concerto in cui un Bennato in piena forma si è esibito da solo sul palco cantando per noi “Abbi dubbi“, “Sono solo canzonette” e “Il gatto e la volpe

Nella terza parte del live è entrata in scena la band conferendo un’impronta decisamente più rock alla serata.  Il via è dato da “Stop America”,  “Sarà falso, sarà vero”, seguito dalla bella “Mangiafuoco” arricchita da intensi assoli di batteria e percussioni che hanno appassionato il pubblico.

Da questo momento in poi, dopo aver ascoltato le nuove “Mastro Geppetto e Lucignolo”, un ritorno a Napoli con una serie di canzoni che ci hanno raccontato l’infanzia e la carriera di Bennato come “A Napoli 55 è ‘a musica”, “Sotto Viale Augusto che ce sta” e “Vendo Bagnoli”.

 

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Dopo un’altra immersione in brano storici come “Io che non sono l’Imperatore”, “Rinnegato” e “La mia città”, è entrato nuovamente in scena il Quartetto Flegreo e verso la fine del concerto, grande sorpresa Clementino con il quale Bennato ha duettato in altrettante canzoni storiche del cantautore dimostrando che il rock si può sposare magnificamente anche con le note della musica rap di un’artista che ormai è un vero e proprio artista affermato come Clementino.

Grande successo quindi, meritatissimo e che fa onore a chi si sta impegnando in prima fila a far sì che non solo location straordinarie come quella dell’Anfiteatro di Avella possa essere utilizzata per spettacoli di grande emozione ma anche che la musica e lo spettacolo in generale possano tornare nella vita di chi ama l’Arte come prima di questa complicata emergenza sanitaria.

Complimenti quindi a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’Avella Art Festival e in particolar modo al Sindaco Domenico Biancardi che ogni anno si impegna a trovare il modo e i mezzi per poter realizzare rassegne sempre di altissimo livello.

 

 

 

 

Recensione: Avion Travel ospiti dell’Arena Spartacus Festival

di Annamaria De Crescenzo
foto di : SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Dopo due mesi di intensissima programmazione dell’Arena Spartacus Festival che ha portato al pubblico campano spettacoli di grande bellezza artistica sia in campo musicale, teatrale e del cinema, con artisti di altissimo livello conquistando, settimana dopo settimana per l ‘intero periodo estivo un numero sempre maggiore di pubblico che ha seguito tutti gli eventi con interesse e partecipazione davvero strepitosa  i numerosi eventi del cartellone estivo, un doppio festeggiamento l’8 settembre che ha visto sul palco dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere uno dei gruppi più interessanti del panorama musicale italiano come gli Avion Travel che proprio in questa data hanno festeggiato i  quarant’anni di carriera.

Il tema della serata è nato proprio dall’esigenza di tornare a calcare i palchi di Italia con uno spettacolo con il quale gli Avion Travel hanno proposto i loro più grandi successi in attesa della ripresa del tour del quarantennale “Oppla’ Tour / Avion Travel 1980/2020” rimandata, proprio a causa dell’emergenza sanitaria che ha bloccato per mesi l’organizzazione degli spettacoli live, alla prossima primavera 2021.

Il gruppo nasce a Caserta nel 1980. Negli anni si sono ritagliati uno spazio importante sulla scena della canzone d’autore italiana, con una intensa attività live e numerosi dischi. Nel 2000 vincono il Festival di Sanremo con il brano Sentimento. Nel 2018 esce l’ultimo album di inediti della band, Privé, un disco fedele allo spirito di
produzione indipendente e alle atmosfere della trilogia composta da “Bellosguardo”, “Opplà”, “Finalmente Fiori” e realizzato dopo aver ricostruito lo staff operativo dei loro inizi, con Mario Tronco nel ruolo di produttore artistico e supervisore, oltre che di arrangiatore e musicista.
Gli Avion Travel si sono ricongiunti in formazione originale per quello che è stato il Retour nel 2014, poi protrattosi fino agli inizi del 2017. Nell’estate dello stesso anno dopo la scomparsa di Fausto Mesolella e un periodo di esitazioni e riflessioni, il tour è ripreso in quintetto con la new entry di Duilio Galioto alle tastiere.

Sul palco dell’Anfiteatro la splendida voce di 𝗣𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝗹𝗹𝗼, voce, e il talento di straordinari musicisti come 𝗠𝗶𝗺𝗶̀ 𝗖𝗶𝗮𝗿𝗮𝗺𝗲𝗹𝗹𝗮, batteria, 𝗣𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗗’𝗔𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼, sax, 𝗙𝗲𝗿𝗿𝘂𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗦𝗽𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, contrabbasso, 𝗗𝘂𝗶𝗹𝗶𝗼 𝗚𝗮𝗹𝗶𝗼𝘁𝗼, piano e tastiere.

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Recensione: Il Premio Bindi 2020 a Luca Guidi

Recensione e Foto : Vittorio Santi

Il premio Bindi 2020 a Luca Guidi

Anche quest’anno malgrado i noti problemi, il carattere e la volontà dell’Associazione Culturale “Le Muse Novae” di Enrica Corsi, insieme a Comune di Santa Margherita Ligure, Regione Liguria e SIAE hanno dato vita alla XVI° Edizione del Premio riservato alla Canzone d’autore.

Nei tre giorni di concorso (2-3-4 settembre) si sono alternati sul palco gli otto finalisti selezionati dal Direttore Artistico Zibba.

La Giuria del Premio a cui è toccato l’onere di decidere il vincitore era composta da:

Vittorio De Scalzi autore e musicista, Armando Corsi musicista, Massimo Cotto conduttore radiofonico e autore, Marco Rettani produttore discografico, e dai giornalisti Lucia Marchiò, Fabio Gallo, Massimo Poggini e Francesco Paracchini.

Come per molte altre manifestazioni la prima serata è stata trasmessa completamente in streaming.

Il 3 settembre il concorso è proseguito sotto la condotta di Enrico Deregibus.

Dopo l’apertura di Jamila artista emergente toscana, abbiamo potuto ascoltare Dente.

Il cantautore intervistato da Claudio Cabona ha conversato su svariati temi musicali e ci ha fatto ascoltare alcuni pezzi del suo repertorio.

La serata finale condotta da Massimo Cotto di Virgin Radio ha dato la possibilità al folto pubblico presente di ascoltare gli Artisti.

Nel corso della stessa, Senna si aggiudicato la targa “Giorgio Calabrese” per il miglior autore.

Per quanto riguarda invece il miglior arrangiamento premiato dalla targa “Beppe Quirici” la vittoria è arrisa a Blindur.

Luca Guidi il vincitore assoluto della manifestazione, vanta partecipazioni importanti: nel  gruppo blues Betta Blues Society, e successivamente entrò a far parte dell’orchestra di ukulele Sinfonico Honolulu, che insieme a Mauro Ermanno Giovanardi pubblicarono “Maledetto Colui Che È Solo”, disco vincitore della Targa Tenco 2013 come miglior disco di cover.

Ospiti prestigiosi della serata finale Omar Pedrini e Vittorio De Scalzi.

Quest’ ultimo ha presentato in anteprima nazionale “ritratti d’Autore” disco che omaggia proprio il Cantautore a cui è associato il Premio.

Anche questa edizione …movimentata ora può andare in archivio

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Recensione: Daniele Gorgone Quartet ospite del Festival di valle Christi

Recensione e Foto di: Vittorio Santi

Il Festival di valle Christi non si arrende.

Anche quest’anno pur con tutte le attenzioni del caso la manifestazione ha preso il via seppur in forma ridotta.

Tre serate ben diversificate tra di loro nei generi ma con protagonisti di primissimo rango nei vari campi artistici.

L’apertura di questa edizione è toccata a un concerto di musica jazz di altissimo livello.

Il” Daniele Gorgone Quartet “formato dal pianista stesso e da Matteo Cidale alla Batteria, Nico Gori al sax e clarinetto, Marco Piccirillo al contrabbasso ha potuto anche contare sulla presenza di un fuoriclasse della tromba: Flavio Boltro.

Nell’anfiteatro di questo monumento di rara bellezza sono risuonate magiche le note che i musicisti senza risparmiarsi hanno regalato ai circa 130 presenti che è un numero molto vicino alla capienza massima possibile rispettando i distanziamenti sociali.

Il tocco leggero del pianista, si è unito con classe alle “intemperanze” dei due fiati che hanno duettato a lungo in varie esecuzioni e che insieme a un contrabbasso leggero ma mai ininfluente, e alla batteria, che nei momenti topici ha saputo farsi riconoscere hanno riscosso grandi applausi alla fine di ogni pezzo eseguito.

La performance durata circa 1 h 30 m ha poi avuto la prevedibile richiesta di bis, due per l’esattezza, che hanno chiuso il concerto con il pubblico visibilmente soddisfatto.

il prossimo appuntamento per quest’anno a Valle Christi è fissato domenica 9 Agosto con Adolfo Margiotta, attore cresciuto alla scuola del Teatro Stabile di Genova.

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Recensione: Vinicio Caposella “Pandemonium” al Gubbio Oltre Festival

Recensione e Foto di : Massimo Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Pandemoniumè un concerto narrativo di canzoni messe a nudo, scelte liberamente da un repertorio che quest’anno tocca il traguardo dei trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa”.

Pandemonium da Pan, tutto, e demonio: tutto demonio, in opposizione a pan theos, tutto Dio. Dunque un concertato per tutti i demoni.  Sul palco, insieme a Vinicio Capossela al pianoforte e al “rumorista intraterrestre” Vincenzo Vasi, una serie di strumenti musicali che insieme evocheranno il Pandemonium, mitologico e gigantesco strumento di metallo dal tono grave, che scava negli inferi, in quel sottosuolo che è anche sede della memoria.

Pandemonium è anche il nome della rubrica quotidiana tenuta da Capossela durante la quarantena, una sorta di almanacco del giorno, che indagava le canzoni e le storie che ci stavano dietro mettendole in connessione con le storie di un’attualità apparentemente immobile, ma in continuo cambiamento. Durante la serata ci sono stati dunque anche momenti dedicati all’intimità del colloquio, così come è avvenuto nella distanza: una narrazione che svela le storie e gli scheletri negli armadi delle canzoni.

Il demone a cui mi riferisco in questo Pandemoium è il dáimōn dei greci – scrive l’artista -l’essenza dell’anima imprigionata dal corpo che è il tramite tra umano e divino. Il destino legato all’indole, e quindi al carattere. Pan Daimon, tutti i demoni che fanno la complessità della nostra natura, tutte le stanze di cui è composto il bordello del nostro cuore.

Pan e Daimon, tutti insieme. Il Pandemonium è la somma delle nature nelle loro contraddizioni Nature che generano cacofonia, il pan panico, la confusione del tutto quanto, l’entropia incessante che ci fa continuamente procedere e separare. Tutti i dáimōn, come in un vaso di pandora liberati nell’isolamento e nell’insicurezza che ci ha colti nella pandemia. Nuove e antiche pestilenze. Ma allo stesso tempo il dáimōn è l’angelo, l’entità che fa da ponte col divino. Perché un po’ di divino nell’uomo c’è, pure se impastato col fango e il dáimōn lo rimesta e solleva.(cit. Vinicio Capossela)

Sono le 19:35 di un 4 di agosto.

Nello splendido Teatro Romano di Gubbio, le nuvole minacciose hanno da poco lasciato spazio a raggi di sole che illuminano un piccolo palco. Un organo (che sembra uscito dalle Avventure del Barone di Munchausen), un piano e delle tastiere.

La piccola folla inizia ad entrare e a disporsi nei gradoni …

Dopo mesi, rintanate nelle case,le persone finalmente non vedo l ora di uscire,desiderose di vita…e di musica!

I fotografi (tra cui me) si dispongono cercando la miglior posizione.

Si studia la luce…”i suoi cappelli, gli fanno sempre ombra sul viso..” dice qualcuno.

Siamo pronti.

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All’improvviso, un diavoletto, di rosso vestito, sbuca dal palco.

Accanto a lui un piccolo elfo dai capelli bianchi.

Gli astanti li accolgono con fragorosi applausi e strepiti troppo a lungo soffocati tra le mura domestiche.

Che lo spettacolo abbia inizio.

Parole e suoni.

Un caleidoscopico crogiuolo di stili musicali e intrecci letterari.

Un” matto ” nella città dei matti.

Scivola e va via, una nota dopo l’altra.

 

Credits: Si ringrazia Danilo Nardoni per l’accredito concessaci e tutto lo staff organizzativo di Gubbio Oltre Festival per la gentile accoglienza e la perfetta organizzazione dell’evento

Recensione: “I tre moschettieri” ospiti della IX Edizione Summer Live Tones 2020

di Clementina Abbamondi
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Sabato 1 agosto il concerto  che si sarebbe  dovuto  svolgere  negli spazi  esterni alla Casina Pompeiana sita nella Villa Comunale di Napoli si  è  tenuto all’interno della  struttura  a causa  di  un  temporale  improvviso ovviamente  rispettando tutte  le norme del  distanziamento e  l’uso delle mascherine  come da   protocollo per  il covid 19.

In apertura di questo attesissimo concerto Ornella  Falco ha colto l’occasione per esprimere il suo disappunto sulla impossibilità  di usare  la Casina Pompeiana luogo  già adibito all’arte,  alla musica ed alla cultura  nel  quale anche  il Live Tones   ha  tenuto in  passato  diverse  rassegne  jazz  durante il periodo invernale  come sede abituale  in una zona quella  di  Chiaia  carente  di luoghi  riservati ad eventi musicali e culturali.

L’ultimo concerto  della  IX  Edizione  della  Summer  Live Tones  2020 con la  Direzione  artistica di Alberto Bruno nell’ambito della rassegna “ART’erie”, progetto organizzato da Ravello Creative Lab Srl,con la quale  collabora il Live Tones  per  la sezione  jazz  “I tre Moschettieri” , tutti per uno, uno per tutti, ha  visto come  protagonisti  tre  musicisti  e tre grandi amici: Giuseppe Bassi  al  contrabbasso, Seby Burgio  piano  e tastiere,Vince Abbracciante alla fisarmonica.

Un concerto che parte dal motto dei celeberrimi Moschettieri di Dumas e  porta  in scena musiche  originali  e musiche finemente  scelte appartenenti  a  diverse  culture, dall’Italia al Giappone  fino all’ Argentina .Un viaggio intenso fatto di emozioni perché evoca le emozioni di tre grandi musicisti ,tre eccellenze italiane nel mondo.

Anche in questa serata il pubblico,nonostante le rigidissime misure  anticovid  imposte e l’imprevisto della  pioggia , è  accorso numeroso . I musicisti sono emozionati e commossi di poter esibirsi finalmente dopo il lungo  look down  finalmente  davanti al pubblico.  Per i musicisti questo periodo lontano dai palchi è stato molto  doloroso  sia per evidenti motivi economici , venendo a mancare la possibilità di lavorare , sia per motivi psicologici.

Giuseppe Bassi ha superato questo lungo periodo di lontananza dal pubblico organizzando per ben tre mesi ,tutti i pomeriggi,dei concerti online dal suo sito facebook . Personalmente posso raccontare di aver partecipato insieme ad altri amici a questi piacevolissimi  incontri pomeridiani  nei quali Giuseppe Bassi ci ha accolti nella sua casa di Cellamare , nel suo  luogo incantato colmo di pupazzi  collezionati  durante i suoi viaggi intorno al mondo . Giuseppe  con  i suoi contrabbassi tra i quali “Caterina” e la regia della moglie la bravissima contrabbassista e  violoncellista  Wu Hsueh-Su   che abilmente  animava  i  pupazzi  facendoli  ballare a tempo di musica, ha suonato dei  bellissimi  brani alcuni dei quali composti da due eccellenti  musicisti giapponesi  la pianista  Sumire Kuribayashi  e  il chitarrista Yudo Matsuo , conosciuti da  Giuseppe  nel  suo viaggio in  Giappone durante il  quale sono stati composti  i brani che fanno  parte del CD “Atomic Bassi”.

Durante  il concerto  all’interno della  Casina  Pompeiana   Alberto Bruno, presidente dei “Lives Tones” ed Ornella Falco hanno  motivato la scelta del musicista che ha dato il via alla IX edizione del” Summer  Lives  Tones “  il pianista  Giovanni Guidi e la scelta del trio che la  conclude “I tre Moschettieri” Giuseppe Bassi , Seby Burgio  e  Vince Abbracciante  proprio per il  loro  impegno  durante  il  lockdown  nel supportare il pubblico con i loro concerti  online diventati  appuntamenti  quotidiani  durati  diversi  mesi  e che hanno supportato psicologicamente sia gli stessi musicisti sia il pubblico che li ha seguiti fedelmente in questi  piacevolissimi  pomeriggi  e serate ricche  di musiche, chiacchiere e allegria.

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Recensione: Marchio Bossa ospiti del Summer Live Tones 2020

di Clementina Abbamondi 
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com) 

Giovedì  30  luglio  nello spazio antistante  la Casina Pompeiana  all’  interno della  Villa Comunale di Napoli    un  altro imperdibile  concerto  inserito nella  IX  edizione della  rassegna jazz ” Summer Live Tones”  con  la direzione artistica di Alberto Bruno e l’organizzazione del Ravello Creative Lab srl  nell’ambito del  progetto “ARTterie”  che coinvolge tutta la città con  100 spettacoli gratuiti e voluto dall’Assessorato alla Cultura e il Turismo del Comune di Napoli .

Il gruppo ” Marchio Bossa” si presenta sul palco con  Maria Enrica  Lotesoriere voce,  Pippo Lombardo  tastiere,  Antonio Grimaldi  basso,  Fabio  Delle Foglie batterista   lanciando la promozione del nuovo progetto  “ Non c’è caffè” , ottavo Cd del gruppo che uscirà  a settembre prossimo.

Marchio Bossa è  una  band pugliese  che  nasce  nel  2001 dalla collisione delle  ide e  compositive  dei tre autori  del  gruppo : i fratelli Lombardo ed Enzo Ingrosso. Obiettivo  principale del progetto era  quello di creare un laboratorio musicale che  potesse  riprodurre  al  meglio  alcune  tracce  compositive  di  notevole intuito aventi tutte  un  deciso riferimento alla sonorità della  bossa  nova e  del samba fusa ad una forte componente jazzistica.

La  voce scelta dal gruppo Francesca Leone ,tastiere e piano Pippo Lombardo ,Pierluigi Balducci al basso  e  Mimmo Scialpi alla batteria. Il primo cd del gruppo “Italian Lounge Music” esce nel 2003 al quale seguirà il secondo  dal titolo “No Bossa No Party”. Nel 2010 esce l’album “Radio Bossa Channel” ma poi i due autori dirottano   i loro interessi  in altri ambiti quali il jazz   Pippo Lombardo trio e soul-funk (Camera Soul).   A  distanza di 8 anni nasce il nuovo progetto di cui fa parte una nuova cantante  Maria Enrica Lotesoriere  ai testi ed il trio  con  Pippo Lombardo  alle  tastiere,  Antonio Grimaldi  al basso,  Fabio Delle Foglie  alla batteria.  Esce così  l’ultimo singolo dal titolo “Non c’è caffè” .

Maria  Enrica Lotesoriere   è stata apprezzata  grazie alla sua voce definita  “una delle voci  da  dancefloor più  calde  d’Europa”. Tutto  inizia nel  2007 quando  con i  Wanted Chorus  incide  “I won’t let you go”  che diventa un hit internazionale in pochi giorni. In coppia col  dj Francesco  Toni  lancia  sul mercato il  singolo “There Must Be an Angel “  che riscuote un successo europeo. Da qui  in poi  si susseguono  innumerevoli successi , Francesco Toni incide il secondo singolo  “It’s a fine day”  per  poi arrivare  nel  2011 con il terzo singolo “Stereo”.  Nel 2013 avviene  l’incontro più  importante della sua carriera quello con i fratelli Pippo     e Piero Lombardo. I due autori, impegnati in un importante progetto soul jazz di respiro internazionale dal nome “Camera Soul”  la scelgono come lead vocalist del  gruppo  regalandole prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero in termini di critica , vendite, premi e partecipazioni a manifestazioni nazionali di grande  rilievo ,prima tra tutte Umbria Jazz Winter 2015/2016.

Piero Lombardo fondatore  e compositore dei testi  e della musica,  in  una  intervista   dice  che il “marchio è il soul/funk/jazz  il gruppo  infatti  integra i primi due generi in un impianto jazzistico e si ispira  in particolare a Stevie Wonder, George Benson,  Al Jarreau ,Yellow Jackets, Sergio Mendes  e Pat Metheny  per il jazz.  Questi ultimi negli anni 80 e 90 hanno creato il genere “fusion” che è  il modello  di riferimento d el gruppo. La musica viene composta da me e  Pippo ,le parole io e Maria Enrica”.

“Il gruppo  è  stato  accolto all’estero  alla  grande  veniamo  spesso chiamati  ad esibirci in festival e locali. In Italia siamo stati invitati ad importanti eventi  ,ma  qui  le nostre canzoni non vengono passate in radio, come avviene in Inghilterra.  Siamo consapevoli che in Italia non  avremo mai lo stesso successo che abbiamo all’estero.”

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Recensione: Rita Marcotulli : La magia sul mare di Genova

Recensione e Foto : Vittorio Santi

Rita Marcotulli: La magia sul mare di Genova

Si è chiusa con l’esibizione della pianista compositrice Rita Marcoltulli questa edizione del Gezmataz che si è tenuta nel piazzale delle Feste al Porto antico di Genova.

L’Artista della quale non abbiamo bisogno di ripercorrere la sua carriera in quanto ha suonato con tutti i big del calibro di Chet Baker e Peter Erskine, tanto per citarne alcuni ha riproposto molti dei suoi brani originali incantando davvero il pubblico.

L’estro e la capacità di interagire con i presenti l’ha portata ad usare oltre le sue mani alcuni “accessori” che caratterizzano spesso le sue serate ed ha inoltre intrattenuto i presenti con alcuni ricordi personali sempre legati al mondo musicale.

La platea l’ha ricambiata con applausi sinceri alla fine di ogni brano.

La performance si è poi protratta e conclusa con tre bis dove la Marcotulli ha saputo e voluto coinvolgere gli spettatori in accompagnamenti non solo ritmici ma anche vocali dei brani eseguiti.
La speranza è ora di rivederla presto nella nostra Regione a regalarci ancora le sue note.

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Recensione: Rosso Storie di Tango con l’OFB e la Compagnia Balletto di Benevento

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Non poteva esserci conclusione migliore per la parte estiva della stagione concertistica dell’Orchestra Filarmonica di Benevento quella di lunedì 27 luglio al Teatro Romano di Benevento in una serata assolutamente magica, uno spettacolo unico di simbiosi perfetta tra musica/danza/teatro che ha visto protagonisti non solo un ensemble dell’Orchestra ma anche due compagnie di ballo, la Compagnia Balletto di Benevento e la Compagnia Infinitango.

In uno scenario incredibile, il Teatro Romano, che già da solo coniuga arte, storia e bellezza all’ennesima potenza, un palco, sul quale capeggiava un’enorme tela realizzata da Rosanna De Cicco ed Edoardo Rossi  sui temi della danza,  sontuosamente arredato con tavolini e sedie per ricreare l’atmosfera della milonga, la sala di ballo dove i ballerini argentini di tango erano soliti incontrarsi per dare vita a bellissime serate, e al centro una sorta di “tappeto” rosso enorme che è stato protagonista del primo ballo della serata e che si è trasformato da “stoffa” ad abito suntuoso ed elegantissimo, indossato in scena tra un movimento di danza e un altro da una ballerina della Compagnia e che ha confermato che ci si stava ritrovando di fronte ad uno spettacolo che sarebbe stato a dir poco emozionante e coinvolgente.

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Recensione: Daniele Scannapieco Organ Trio per Summer Live Tones 2020

di Annamaria De Crescenzo
photo  SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Sabato 25 luglio, negli spazi esterni alla Casina Pompeiana sita in Villa Comunale di Napoli, il secondo appuntamento della IX Edizione della Summer Live Tones 2020 sotto la Direzione artistica di Alberto Bruno, nell’ambito della rassegna “ART’erie”, progetto  organizzato da Ravello Creative Lab Srl  con la quale collabora il Live Tones per la sezione jazz,  con il concerto di Daniele Scannapieco “Organ Trio” con Daniele Scannapieco – Sax Tenore, Alessio Busanca – Hammond, Luigi Del Prete – Batteria.

Seppure il jazz sia da sempre una musica considerata di “elite”, la rassegna sta, di appuntamento in appuntamento, guadagnando visibilità e pubblico sempre maggiore e sempre più attento ed interessato alla validissima offerta musicale proposta dall’Associazione Live Tones. Infatti il pubblico ha risposto, nonostante le rigidissime misure anticovid imposte a tutta l’organizzazione della Rassegna dai decreti governativi e Regionali, in gran numero riempendo tutto lo spazio dedicato al concerto stesso e dimostrando, con lunghissimi applausi, di gradire moltissimo la musica proposta.

Daniele Scannapieco, sassofonista salernitano, musicista e compositore è una delle colonne portanti del Jazz a Salerno conosciuto in Italia e nel mondo e preso da esempio dalle giovani levi di musicisti.

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