Esca jazz V Edizione 2018: note jazz a Sant’Angelo all’Esca

di Clementina Abbamondi

 

L’esperienza che ho vissuto durante la tre giorni di Esca Jazz è stata entusiasmante,interessante e coinvolgente. Il paesino di Sant’Angelo all’Esca dove si è svolto l’evento Esca Jazz giunto quest’anno alla V edizione è veramente incantevole.In ogni viuzza del borgo si notano ordine ,pulizia e cura dei particolari dedicati ad abbellire le varie strade :panchine contornate con archi  ricchi di foglie,  murales ,quadretti con mattonelle in ceramica dove sono illustrati dei proverbi popolari. La cordialità degli abitanti del luogo è impareggiabile ed in particolare è degna di mensione la partecipazione da parte dell’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Attilio Iannuzzo che ha contribuito e partecipato attivamente alla realizzazione dell’evento Esca Jazz che attrae nel piccolo borgo tanti amanti della musica. Moltissimi sono i volontari tutti giovani del paesino irpino che ogni anno raccolgono i fondi tramite crowdfunding per questa tre giorni di musica e con il loro lavoro instancabile riescono a realizzare questo evento.In particolare ho conosciuto Michele Penta anche lui musicista che,insieme a tutta la famiglia,partecipa alla realizzazione della manifestazione.

Il palco sul quale si sono esibiti i vari gruppi musicali è stato allestito nella Piazza Fante d’Italia dotato di un bellissimo belvedere che si affaccia sulla vallata .Degna di ammirazione è la cura con cui i ragazzi del paese hanno allestito la piazza creando tavolini con dischi in vinile con il logo di Esca Jazz ,e altri     con l’effige dei più grandi maestri del jazz ,cuscini neri e gialli distribuiti su divanetti e panchine   che valorizzavano   con i loro colori l’ambiente circostante ,lampade colorate che rendevano al calar del tramonto il luogo veramente magico e pieno di atmosfera.

Erano anche presenti nella piazza degli stand gastronomici che proponevano prodotti del territorio per dare ristoro ai tanti presenti all’evento e un palchetto riservato alle jam session . I concerti erano tutti gratuiti ed il pubblico presente ha potuto ascoltare e godere della musica di nomi di prestigio internazionale.

Scott Henderson Trio che con la sua chitarra ha fatto tremare il paesino e la valle , Gegè Telesforo Quintet col progetto Unicef “ Soundz for children” di cui l’artista è ideatore e promotore .il progetto ,destinato a promuovere l’inclusione dei minori attraverso il linguaggio universale della musica inizierà la sua fase operativa a partire dal prossimo settembre.Bravissimo e abilissimo a improvvisare vocalmente creando un’escalation di interpretazioni uniche, Soultrax feat Vanessa Haynes from Incognito che con la tastiera e    la  sua voce particolare ha incantato e coinvolto il pubblico presente.  Il suo  stile è una perfetta fusione di acid jazz,soul e pop.

Nel palchetto allestito nella piazza per le jam session si sono susseguiti dei giovani artisti di grande talento : il trio composto da Ergio Valente al piano ,Vincenzo Lamagna al contrabbasso e Marco Fazzari alla batteria . Questo gruppo finalista  del Conad Jazz Contest 2018 a Perugia in occasione di Umbria Jazz Summer ha saputo catalizzare già dopo le prime note l’interesse del pubblico presente e il giorno dopo ha sostituito Ergio Valente al piano il bravissimo Mario Nappi che ha interpretato mirabilmente alcuni fra i più famosi standard jazz.

Il simbolo della manifestazione Esca Jazz 2018 riprodotto anche sulle magliette era un grammofono a forma di cuore proprio a sottolineare la grande passione per la musica di tutti i giovani di questo incantevole paese.

 

 

Umbria Jazz 2018: Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi in “Not a What”

di Clementina Abbamondi

Umbria Jazz 2018 : Paolo Fresu presenta “Lumina”

di Clementina Abbamondi

Umbria Jazz 18 : Emanuele Cisi in “No Eyes – Looking at Lester Young”

XXII Edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani a Camerino: i nuovi talenti del jazz italiano

di Clementina Abbamondi

Si è svolto a Camerino l’8 e il 9 giugno 2018 la xxII edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani ,il più importante concorso per solisti jazz italiano.E’ stato istituito da Paolo Piangiarelli,produttore della casa discografica “Philology”ed è intitolato a Massimo Urbani geniale sassofonista romano prematuramente scomparso .Il Premio ha l’obiettivo di valorizzare i giovani jazzisti emergenti ,contribuendo allo sviluppo della loro carriera artistica. Dopo il terremoto del 2016 l’organizzazione ha pensato che fosse stato importante “portare in giro per l’Italia il Premio Massimo Urbani”anche con l’obiettivo di accendere un riflettore sulle terre martoriate. Così ad aprile a Torino e a Roma si sono svolte le semifinali dove si sono messi in luce 10 talentuosi giovani.:

Vittorio Cuculo sax-Claudio jr De Rosa sax-Gabriel Francesco Marciano  sax-Andrea Paternostro sax-Attilio Sepe sax-Leonardo Roselli sax-Vittorio Esposito piano-Tommaso Perazzo piano-Ottavia Rinaldi arpa-Federica Muscas.che hanno partecipato a Camerino alla fase finale .Il primo giorno presso i Licei di Camerino il gruppo Alberto Napolioni Trio con la guest Maurizio Urbani al sax ha dato il via alla manifestazione con un concerto durante il quale si potevano degustare i prodotti del territorio :salumi e formaggi,pasta e bere birra e vini dei produttori locali.Subito dopo si sono esibiti i 10 finalisti davanti al pubblico e alla giuria composta da Fabrizio Bosso,Rosario Giuliani ,Ada Montellanico ,gli altri giurati Massimo Moriconi ,Massimo Manzi ed Andrea Pozza hanno accompagnato con i loro strumenti i concorrenti che hanno presentato due brani a testa.Finito l’ascolto la giuria ha deliberato assegnando prima le borse di studio quella      di Nuoro jazz al sassofonista Gabriele Francesco Marciano e quella di Umbria jazz al pianista Vittorio Esposito.Il premio social è stato assegnato al sassofonista Vittorio Cuculo e il premio della critica e del pubblico al vincitore del Premio Internazionale Massimo Urbani il pianista Tommaso Perazzo che aveva incantato pubblico e giuria proponendo due bellissimi brani “GoldenEarrimg” di Victor Young e “Oleo” di jonny Rollins.E’ invece arrivato secondo il sassofonista      Claudio jr De Rosa che ha ricevuto i complimenti di Ada Montellanico,membro della giuria, per la sua bellissima esibizione e un augurio per una splendida carriera .Claudio jr De Rosa si era già presentato sul palco di Umbria jazz Spring a Terni con il suo gruppo dove aveva presentato il suo ultimo cd “Groovin’ up”ricco di bellissimi brani originali composti da Claudio ed alcuni standard interpretati splendidamente con un sound di grande impatto.Terzi classificati al Premio a pari merito  i sassofonisti Vittorio Cuculo e Andrea Paternostro. Continua a leggere

Emma Marrone al Teatro Palapartenope di Napoli per “Essere qui Tour”

di Francesca Petrillo
Foto: SpectraFoto

A oltre due anni di distanza dall’ultimo album “Adesso”, Emma torna più evoluta, matura e consapevole con un disco che descrive la musica, senza paura di confrontarsi con un sound internazionale e un linguaggio del tutto innovativo che definisce appieno la sua attuale personalità.

Essere qui” è un disco di undici tracce che mostra una femminilità concreta e ottimista senza però perdere il senso della realtà. È stato il Palapartenope di Napoli, il Palazzetto in cui Emma ha chiuso questa prima parte del suo tour cominciato il 16 maggio dal Palalottomatica di Roma e proseguito per un totale di sette date in giro per l’Italia. La cantante ha scelto la città partenopea per mettere un punto, che non è definitivo, bensì’ un punto di partenza, come ha
affermato lei stessa sui social (“torno presto”).
L’artista salentina mostra sempre il suo carattere e la sua forte personalità, dichiarando di non avere più timore dell’avvenire, dal momento che per lei l’onestà è uno dei valori fondamentali nella sua vita: “Voglio guardarmi allo specchio e per la prima volta in 34 anni, dirmelo da sola: sì, sei stata brava. Nonostante tutto, non hai mollato e ad ogni concerto, al pubblico hai regalato
la parte migliore di te. Perché se la meritano tutta fino in fondo”.
A questo disco hanno collaborato diversi autori, però vi è anche un brano scritto dalla stessa cantante: “Sorrido lo stesso”. Quest’ultimo, come ha dichiarato la Marrone ai microfoni di Fanpage,” è la sintesi di tutto quello che ho vissuto fino ad oggi, di tutto quello che ho imparato, di quello che ho dovuto lasciarmi alle spalle, perché poi il nostro lavoro non è sempre rose e
 fiori come molti pensano”. Per Emma la semplicità e l’umiltà sono due dei valori essenziali nella vita di ognuno di noi e ciò è espresso anche dal fatto che lei non ha mai rinnegato le sue origini modeste, come afferma una sua canzone “La felicità è un’idea semplice”. In questo senso la vita artistica della nostra cantante ne è una prova lampante.

Non ci resta che aspettare il prossimo 7 giugno, data del concerto
tributo a Pino Daniele presso lo stadio San Paolo di Napoli al quale l’Artista parteciperà con un gruppo di musicisti e artisti della musica italiana ed internazionale.

Intanto i “marroncini” attendono con trepidazione il suo prossimo disco e il prossimo tour per ascoltare colei che può essere definita la leonessa della musica italiana.

Alla prossima avventura.

 

Brunello Canessa, Gianni Guarracino, Marco Gesualdi ed Enzo Caponetto in “Four Guitars” a Villa Di Donato

di Clementina Abbamondi

Bellissimo e coinvolgente il concerto “FOUR GUITARS” svoltosi nella incantevole settecentesca Villa di Donato il cui ricavato sarà completamente devoluto alla comunità di Padre Amos in Tanzania per la costruzione di una Hospitality House per assistere i bambini albini vittime di vessazioni.

Quattro chitarristi d’eccezione quali Brunello Canessa, Gianni Guarracino, Enzo Caponetto e Marco Gesualdi si sono esibiti sul palco allestito nel bellissimo giardino della Villa. Come ha raccontato Brunello Canessa, l’unione dei quattro chitarristi “FOUR GUITARS” è nata quasi per caso sul palco del Teatro Trianon quando durante un concerto tributo a James Taylor si incontrarono i quattro artisti con le loro differenti caratteristiche :il country di Brunello, la jazz fusion di Gesualdi, il flamenco di Guarracino ed il blues di Caponetto creando un sound unico e particolarissimo. Dice Canessa “FOUR GUITARS è l’insieme di quattro amici, tutti chitarristi che si ritrovano sul palco ognuno col suo strumento, ognuno col suo percorso musicale ma tutti con la stessa voglia di condividere un momento di “musica e basta”.

Il concerto è iniziato con un brano di James Taylor al quale sono seguiti  “From the Beginning “di Emerson Lake &Palmer e “Teach your cildren” di Crosby Stills Nash&Young. Emozionante il brano dei Beatles “Here comes the sun“interpretato da Brunello Canessa con la sua bellissima voce.

Si sono poi susseguiti gli assoli di Marco Gesualdi che ha suonato un pezzo jazz  scritto “quando era appena maggiorenne” per la sua amica Maria Pia De Vito e poi Enzo Caponetto che ha coinvolto il pubblico cantando un pezzo “scaramantico” dove si parla del Mojo, un sacchetto di ossa portafortuna che corrisponde al nostro “cuorno”.

Il concerto si è concluso con l’esecuzione di alcuni brani del grandissimo Pino Daniele”:Quanno chiove“, “I say i’ stoccà“, e “Nun me scoccia’

Villa di Donato, la location del concerto, abbandonata per 30 anni, è stata restaurata dalla Famiglia De Mennato e restituita alla sua funzione originaria di polo di attrazione di eventi musicali e culturali che vengono organizzati dalla padrona di casa Patrizia De Mennato che accoglie i suoi ospiti con gentilezza, affabilità e grande competenza.

Un concerto unico, magico e irripetibile come ha tenuto a precisare Brunello Canessa che dice “quando mi chiedono che repertorio faremo ripeto sempre che decideremo i brani al momento per cui ogni concerto è unico e, sottolinea Gianni Guarracino, il titolo del concerto è “l’amicizia”.

Baba Sissoko: l’ultimo dei Griot della World Music per la rassegna “Una Vita per il Teatro” Sala ICHOS

Di Annamaria De Crescenzo
Foto:SpectraFoto

Io penso che la musica, così come il teatro o l’arte in generale sia il mezzo più adatto per cercare di recuperare le periferie! La cultura è l’unica via per il riscatto personale e sociale. La bellezza genera bellezza e penso che abituare i giovani all’arte, alla bellezza, alla musica, al teatro, alla cultura in generale sia il ruolo più importante che un adulto deve svolgere (Baba Sissoko).

Baba Sissoko non poteva trovare parole più giuste per “raccontare” il suo pensiero circa il delicato compito dell’arte e della musica nella società contemporanea e soprattutto nei riguardi di coloro che, agli occhi del mondo, sono quelli più ai margini della società e che sono chiamati a lottare il doppio degli altri per poter conquistare lavoro, diritti, riconoscimenti.

Sabato 28 aprile abbiamo avuto la fortuna di ascoltare uno dei più bei concerti degli ultimi anni e soprattutto di vivere un’esperienza unica nel suo genere. Il concerto di Baba Sissoko, tenutasi nella sala ICHOS a San Giovanni a Teduccio, nell’ambito della rassegna “Una Vita per il Teatro”, una rassegna di teatro sociale, diretta da Salvatore Mattiello e Stefania Piccolo, organizzata dal gruppo Ichos Zoe Teatro e l’Organizzazione di progettazione e management culturale Officinae Efesti, è stato un’autentica rivelazione e uno strepitoso successo.

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Elio Coppola 4tet feat Enrico Rava per Napoli Jazz Winter 2018

 

Di Clementina Abbamondi

Il concerto nel settecentesco chiostro della chiesa di San Lorenzo Maggiore, organizzato dall’Associazione Culturale Napoli Jazz Club, è stato un evento eccezionale che ha riempito questa location magica regalando ai numerosissimi spettatori un evento indimenticabile.

Il gruppo formato da Elio Coppola alla batteria,Andrea Rea al piano ,Giuseppe Venezia al contrabbasso ,Attilio Troiano al sassofono aveva come feat d’eccezione Enrico Rava il grandissimo trombettista internazionale, che con i suoi 78 anni portati meravigliosamente, ha incantato il pubblico con la sua caratteristica sonorità con un timbro e un carattere inconfondibili caldi e latini.

Per Rava questo suono nasce dall’amore fin da bambino, essendosi innamorato del jazz a 9 anni grazie ai dischi del fratello ,in particolare della sonorità di alcuni trombettisti del calibro di Louis Armstrong, Miles Davis, Chet Baker. Ad appena 17 anni ha deciso di imparare a suonare la tromba da autodidatta .Giovanissimo è andato in America con il musicista Steve Lacy e ha iniziato a suonare con i suoi idoli.

Durante il concerto Rava ha voluto eseguire alcuni dei brani più famosi dei suoi artisti preferiti .In particolare il primo brano è stato “Dear old Stockolm ” di Miles Davis caratterizzato dalla fusione delle note della tromba con quelle del sassofono che hanno determinato una sonorità unica  .Struggente il suono del sassofono suonato dal bravissimo Attilio Troiano che facendosi sempre più incalzante lasciava poi spazio al pianoforte suonato con grande maestria da Andea Rea che impreziosiva con la sua performance il brano. La batteria suonata da Elio Coppola ed il contrabbasso di Giuseppe Venezia si inserivano con il loro ritmo essenziale e mai prevaricante completando e arricchendo questo bellissimo pezzo. Si sono poi susseguiti dei notissimi standards quali “Round midnight” di Telonius Monk e “Doxy” di Sonny Rollins .

Il brano “Portrait in black and white” scritto da Carlos Jobim, Rava lo  ha dedicato  al grande Joao Gilberto che lo canta e a Chet Baker che lo suona. La tromba di Rava si eleva sugli altri strumenti con un suono prima delicato e poi sempre più acuto, al quale si alternano gli assoli del sassofono e del piano arricchiti dal ritmo molto soft della batteria e del contrabbasso.

Si sono ancora susseguiti il brano “When Lights are Low” di Miles Davis e due famosissimi pezzi di Charlie Parker “Scapple from the apple ” e “Ornithology”.

Rava ha fatto sue le caratteristiche di Miles Davis il suo idolo :”L’attenzione al fraseggio,il fatto che essere leader di una band non significa primeggiare ma mettere in pratica un importante lavoro artistico e strategico”. Come Davis che riusciva a valorizzare i musicisti di cui si circondava anche Rava ha saputo valorizzare negli anni tanti giovani talenti che hanno rappresentato via via le successive generazioni del jazz italiano  e anche durante lo stesso concerto di venerdì sera ha saputo dare il giusto spazio ai bravissimi musicisti presenti con lui sul palco di Napoli Jazz Winter.

Prossimo ed ultimo appuntamento della XII Edizione di Napoli Jazz Winter al Teatro Summarte di Somma Vesuviana con il concerto di Danilo Rea in piano solo il 4 maggio.

 

Lorenzo Vitolo: Il giovane talentuoso pianista Napoletano incanta la platea al Pio Monte della Misericordia

Di Clementina Abbamonti

Il concerto”Metamorphosis,riletturein jazz”è stato mirabilmente eseguito dal pianista Lorenzo Vitolo che ha entusiasmato il pubblico presente nel magnifico salone delle Assemblee del Pio Monte della Misericordia. Il ricavato del concerto è stato devoluto totalmente a favore della Lega del Filo d’Oro che da oltre 50 anni ha il compito di “Assistere,educare,riabilitare e reinserire nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

Lorenzo Vitolo ,giovanissimo e talentuoso pianista ha offerto grazie alla sua sensibilità una performance di grande maestria sposando in pieno la causa della Lega del Filo d’Oro.

Il primo pezzo eseguito è stato Don’t Forget the Poet di Enrico Pierannunzi che già dalle prime note ha incantato i presenti,si sono susseguiti dei famosissimi standards quali Raund Midnight di Thelonious Monk, Mister Syms di John Coltrane e alcune canzoni classiche napoletane : Mmiz ‘o grano eAccarezzame ascoltate da Lorenzo nella versione voce e chitarra e riarrangiate da lui per il piano. Bellissime le sue composizioni originali che si sono susseguite nel corso del concerto Think Twice,Loving Live Instant e Nostalgia che ha eseguito a conclusione del concerto.

In realtà “Nostalgia” è stata la prima composizione di Lorenzo     scritta in una condizione di particolare tristezza in seguito alla partenza per un viaggio all’estero della sorella maggiore. Già dopo due giorni dalla sua partenza provando una grande nostalgia Lorenzo decide di esprimere la sua tristezza con le struggenti note di cui è imperniata questa composizione.

Lorenzo Vitolo è un giovanissimo pianista nato nel 1998 ,laureato con lode e mensione speciale in pianoforte classico al conservatorio di musica di San Pietro a Majella di Napoli ma  che      ha già al suo attivo la conquista di premi prestigiosi. Nel giugno 2017 conquista infatti il 2° posto al “Premio Internazionale Massimo Urbani ” e partecipa a molteplici concorsi.

Ciò che colpisce chi ascolta i suoi concerti è la grande concentrazione e ricerca della perfezione dell’esecuzione del brano ed in particolare la sua abilità nello sfiorare i tasti creando delle personalissime esecuzioni dotate di grande intensità-