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Recensione: Oumou Sangaré ospite della XXVII Edizione del Festival Ethnos 2022

articolo di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Successo strepitoso per il concerto di sabato 24 settembre  a Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (NA) per il concerto di Oumou Sangaré la cantane maliana, considerata una delle più importanti artiste africane contemporanee che torna al Festival Ethnos dopo il sold out del 2017.

Programmata e co-finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec e dal Ministero della Cultura, la XXVII edizione di Ethnos, organizzata da La Bazzarra con il contributo del Comune di San Giorgio a Cremano e della Banca di Credito Popolare e in collaborazione con i comuni di Ercolano, Portici, Torre del Greco e Torre Annunziata, con la Fondazione Ente Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si sta rivelando un’altra edizione di grandissimo successo, visto che come cinque anni fa il pubblico è accorso numerosissimo per poter applaudire  questa artista straordinaria e rendere omaggio alle scelte artistiche del Direttore Gigi De Luca che anche per tale edizione ha scelto artisti di altissimo livello artistico come ormai  accade ad ogni edizione di questo particolarissimo ed interessantissimo Festival.

Accompagnata da validissimi musicisti  della sua  collaudata formazione che comprende Julien Pestre (chitarra), Alexandre Millet (tastiere), Elise Blanchard (basso), Michee Luc DIbo (batteria), Abou Diarra (kamele n’goni), Emma Lamadji e Kandy Guira (cori), il concerto è stata l’occasione per presentare al pubblico campano  il suo nuovo album “Timbuktu”, pubblicato lo scorso aprile per World Circuit/BMG.

Dell’album e della sua pubblicazione, Oumou ha detto: “Ho bisogno di cantare ‘Timbuktu’ per liberare me stessa prima di tutto e per sostenere e mostrare al resto del mondo il valore di ‘Timbuktu’ e ciò che rappresenta per noi maliani e per l’umanità in generale”. L’album include il recente singolo ‘Wassulu Don’, una gioiosa espressione dell’orgoglio della città natale di Oumou, che è stato recentemente inserito in playlist da BBC 6Music ed è accompagnato da un video diretto da Justyna Obasi e girato in Ghana. 

Registrato in vari luoghi (Stati Uniti, Mali e Francia) e co-prodotto da Pascal Danaë e Nicolas Quéré, ‘Timbuktu’ contiene le prime tracce inedite della cantante maliana dall’uscita dell’album acclamato dalla critica ‘Mogoya’ del 2017. Il recente singolo ‘Wassulu Don’, una gioiosa fusione tra il caratteristico suono maliano di Oumou ed elementi di blues e rock, è stato presentato in anteprima in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

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Recensione: I Naturally 7 concludono l’edizione 2022 del Lemon Jazz Festival

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Domenica 18 settembre Sorrento ha ospitato, come serata conclusiva del Lemon Jazz Festival 2022, organizzato in collaborazione con Sorrento Fondazione e l’Amministrazione Comunale, sotto la direzione Artistica di Mario Mormone, un concerto indimenticabile grazie all’energia e alla classe dei Naturally 7. Un mix di soul, funky, black music di grande qualità e il loro stile esclusivo definito “vocal play” ha letteralmente sorpreso, entusiasmato, emozionato  il numerosissimo pubblico presente nel giardino della splendida Villa Fiorentino.

Naturally 7 originari di New York, non si limitano a cantare armonizzando le voci, ma letteralmente riproducono il suono dei singoli strumenti con la voce e con la postura, con una precisione tale che solo vedendoli in azione si percepisce che la batteria, il sax, il basso, la chitarra e tutti gli altri strumenti non sono fisicamente sul palco, ma sono suonati dalle loro magnifiche voci.

Il gruppo nasce nel 1999 a New York da un’idea di  Roger Thomas (sax baritono, arrangiatore e rap) al quale si aggiunge Warren Thomas (percussioni, clarinetto, chitarra e sax tenore), Rod Eldridge (sax tenore, tromba e scratching), Jamal Reed (sax tenore, chitarra elettrica), Dwilight Stewart (sax baritono), Garfield Buckley (sax tenore, ermonica) e Hops Hutton (basso). “Feel It“, cover di “In the Air Tonight” di Phil Collins e contenuta in “Ready To Fly“, durante il 2007 diventa uno dei brani più cliccati su You Tube, un video di culto visto da oltre 5milioni di persone. Il gruppo viene notato da importanti artisti come Coldplay, Brian Eno, Lionel Richie e naturalmente Quincy Jones Michael Bublè che li ha voluti con sé in tour mondiale.

Accordare 7 voci non è assolutamente facile ma loro lo sanno fare benissimo rendendo onore a tutta la black music. Inoltre hanno, oltre a voci straordinarie, un carisma particolarissimo nel dominare il palco con una verve e una simpatia straordinaria riuscendo ad interpretare, in un modo assolutamente originale alcuni dei più bei brani della discografia pop/soul e jazz mondiale come la già citata “Feel it” , “What is it”, “Englishman in New York”, “Wall of sound”,  “Jerico”, fino ad una scatenatissima  “Stayin’Alive” e un omaggio alla musica  giamaicana di Bob Marley con “One Love” con Garfield Buckley che ha sventolato, con orgoglio, una coloratissima bandiera della Giamaica e concludendo il concerto con tutto il pubblico a ballare e cantare sulle note scatenate del soul e dell ‘R&B che fanno parte dello stile unico dei Naturally 7.

Recensione: La simpatia di Christian De Sica ospite di Umbria Jazz Weekend 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un nuovo giorno di musica. Terni si risveglia lentamente, molti seguono gli ultimi concerti nei vari locali che iniziano a tardissima serata e restano poi a chiacchierare, come ormai da anni nella bellissima atmosfera che si crea intorno al mondo di Umbria Jazz, con i musicisti, appassionati del jazz o con gli stessi organizzatori dei vari locali/festival jazz che si svolgono tutto l’anno in tutta Italia e che spesso partecipano alle varie edizioni di Umbria Jazz per poter conoscere i nuovi progetti musicali o le nuove proposte di collaborazioni e nuovi gruppi jazz.

Sabato 17 settembre, ad ora di pranzo, ci dedichiamo all’ascolto della musica di un altro grande mito della storia della musica jazz come Gianni Cazzola che con Sandro Gibellini ha dato vita ad un momento di incontro musicale di grande coinvolgimento nella sala del Caffè del Corso, che come ogni anno accoglie sempre dei grandissimi musicisti.

Gianni Cazzola può essere considerato a buon diritto “il padre della batteria jazz italiana“. In ogni caso, parliamo di un protagonista di primo piano della scena dello swing tricolore con oltre sessant’anni di carriera alle spalle.

 L’energia di Gianni Cazzola come la sua grande passione per la musica jazz sono un grandissimo esempio per tutti noi, come la profonda conoscenza musicale di Sandro Gibellini, che non solo riesce ad emozionare il pubblico con le note della sua chitarra ma anche con le presentazioni dei brani del concerto stesso che solo i grandi di questo tipo di musica sanno come presentare per farla amare anche a chi magari si trova per la prima volta di fronte alle note di un brano jazz. La grandezza di questi musicisti che sono davvero il pilastro del jazz italiano è anche questa.

Subito dopo ci spostiamo in un altro bellissimo locale che è L’Ecurie dove si possono gustare dei piatti preparati con grande cura e grande fantasia culinaria, in un’atmosfera di pura eleganza e stile raffinato, che quest’anno ha ospitato un trio di altissimo livello: Olivia Trummer Trio formato da Olivia Trummer al piano e voce, Nicola Angelucci alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso.

Il progetto, secondo il mio modestissimo parere, uno dei più belli presentati in tutta l’edizione di Umbria Jazz Weekend. Olivia Trummer riesce ad emozionare il pubblico non solo con il suo talento pianistico ma anche con la sua splendida voce che fa ricordare le grandi pianiste del jazz a livello mondiale come Diana Krall e Elliane Elias.

Olivia Trummer è nata a Stoccarda, dove ha cominciato a studiare pianoforte classico a 4 anni. Ben presto dimostrò grande interesse per il jazz, la musica improvvisata e la composizione. Continuò i suoi studi a New York, alla “Manhattan School of Music”. Gli anni formativi nella capitale mondiale del jazz e il profondo legame con la musica classica restano alla base della sua ispirazione. L’identità musicale di Olivia si è completata  con la scoperta della vocazione di cantante. Un percorso artistico articolato e curioso che si ritrova nella sua produzione discografica, che ad oggi consiste in nove album. “For You”, il suo ultimo disco, è uscito lo scorso marzo per la Warner Music e comprende nove canzoni originali sul tema dell’integrità e il coraggio. Tra gli ospiti figurano Fabrizio Bosso ed il chitarrista Kurt Rosenwinkel, con il quale Olivia collabora tuttora.

Vincitrice del prestigioso Jazz Award Baden-Württemberg nel 2019 è considerata a livello internazionale una delle più interessanti artiste della sua generazione.

In una recente intervista rilasciata a “Jazzit” la pianista cantante ha raccontato cosi il suo nuovo disco: “For You” vuole rivolgersi ad ogni tipo di ascoltatore e ascoltatrice, invitando ciascuno a fermarsi, fare un respiro profondo e riscoprire l’immenso e colorato mondo che custodisce dentro di sé. Molti dei conflitti e del dolore a cui assistiamo oggi sono causati dal non saper trovare il tempo per ascoltare se stessi e gli altri. Sembriamo tutti dei criceti che corrono in una ruota fatta di timori, false aspettative e superficialità. Ma vivere appieno la vita sta proprio in questo: nella nostra abilità di percepire e ascoltare la nostra voce interiore. Le canzoni del nuovo album intendono incoraggiare le persone ad abbandonare i propri timori e ricominciare a scoprire e ad apprezzare se stessi”

Con Nicola Angelucci e Luca Bulgarelli l’intesa è totale e intensa e il pubblico lo avverte ad ogni nota, ad ogni assolo, ad ogni brano presentato dal Trio tanto che ci si emoziona in sala per l’atmosfera davvero unica che si crea durante il concerto stesso. Insomma si respira un’atmosfera che è da vero jazz club, con la musica jazz che diventa assoluta protagonista di un “attimo” di pura intesa musicale non solo tra i tre musicisti impegnati sul palco ma anche e soprattutto tra loro e il pubblico, sempre numeroso, in sala.

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Recensione: Il Jazz di altissimo livello a Umbria Jazz Weekend 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Umbria Jazz a Terni ormai è un appuntamento fisso da alcuni anni e anche in questa edizione, che è partita da giovedì 15 settembre fino al 18 settembre, si è dimostrato un appuntamento davvero imperdibile per la musica jazz cosi come accade per Perugia ed Orvieto rispettivamente nelle edizioni di Umbria Jazz e di Umbria Jazz Winter.

La formula, ormai più che vincente, adottata da qualche anno dal Direttore Artistico Carlo Pagnotta e da tutto lo staff organizzativo di Umbria Jazz è quella di proporre  oltre alle quattro serate all’Anfiteatro Romano di Terni tanti gruppi e musicisti jazz che si esibiscono nei locali della città come il  Rendez-Vous che ha ospitato il  Jim Rotondi & Piero Odorici quintet, il Pazzaglia con Lorenzo Hengeller, il Fat Art Club con Mauro Ottolini & Licaones quartet, il  Mishima con Rosario Giuliani Quartet, il Caffè del Corso con Gianni Cazzola Quartet, l’Ecurie  con Olivia Trummer Trio, il Bavarai con Angela Mosley & the Blue Elements, e da quest’anno la presenza di  due ulteriori palchi in Via Cavour e a Piazza Tacito sui quali si sono alternati  Accordi Disaccordi, i Funk Off, The Good Fellas attirando sempre tantissimo pubblico pronto ad emozionarsi grazie alla musica jazz di volta in volta presentata durante tutti gli appuntamenti della giornata.

Ogni giorno a partire dal pomeriggio, nelle varie location di Umbria Jazz weekend, tanti gli appuntamenti musicali tanto che la città, già a partire dalla giornata di giovedì, ha iniziato a riempirsi di musica e di tanti turisti e appassionati del jazz che ormai accorrono sempre più numerosi agli appuntamenti imperdibili di Umbria Jazz.

E visto che sono tantissimi gli eventi, e spesso in orari concomitanti, abbiamo fatto, come Redazione, una scelta degli artisti da seguire e fotografare nei loro appuntamenti musicali.

Arrivati venerdì pomeriggio abbiamo avuto la possibilità solo di seguire in prima serata il concerto nel fantastico giardino antistante l’Anfiteatro Romano di Terni, negli spazi del Bavarai, della bravissima Angela Mosley & The Blue elements, che ha scatenato il numeroso pubblico presente con la sua voce blues proponendo brani storici del soul/blues a composizioni originali del gruppo. Una musica che emoziona il cuore e che ti da la sensazione di essere accolti nell’atmosfera che tutti amiamo di Umbria Jazz: musica di altissimo livello/calore familiare/sorrisi.

Alle 21.30 il secondo dei quattro appuntamenti serali previsti dal programma di Umbria Jazz Weekend: il concerto di Mario Biondi in “Romantic Tour 2022”.

Il nuovo lavoro del cantautore siciliano è uscito lo scorso marzo ed è dedicato all’amore in tutte le sue forme, spaziando dalla musica soul al jazz e all’RnB, ripercorrendo i più grandi successi della sua carriera, fatta di tanti brani in inglese. Tra i miti che più lo hanno influenzato, primo tra tutti Ray Charles, Barry White, non mancano cantanti italiani di spicco, come Lucio Battisti, di cui dal palco Mario Biondi ha interpretato “Prendila così”.

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Recensione: “Dalla Sibilla al Jazz” i dieci anni di Artemide

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Venerdì 9 settembre una delle serate che restano sicuramente nella memoria e nel cuore.

Alle Cantine dell’Averno si è celebrata una ricorrenza davvero speciale che può essere considerata sicuramente come la quintessenza dell’amore verso l’Arte, la Musica, la Cultura e verso il nostro territorio da parte di due persone eccezionali, Arturo Delogu e Luisa Perfetto, i quali, 10 anni fa, hanno creato una delle realtà cittadine più belle del territorio: l’associazione Artemide.  Gli stessi Arturo e Luisa, presentando la loro serata, hanno dichiarato al pubblico accorso numerosissimo alla serata organizzata appunto per festeggiare il decimo anniversario della fondazione di Artemide “Non volevamo fare i soliti tour guidati, volevamo dare al turista una esperienza in più, volevamo che il turista vivesse il luogo, ne assaporasse i frutti, ne ascoltasse la musica. Entrammo a far parte della grande famiglia di Malazè, di cui tutt’ora facciamo parte. Questo festival archeoenogastronomico dei Campi Flegrei conosciuto ormai in tutto il mondo.”

Ed infatti in questi 10 anni l’Associazione ha ideato e realizzato progetti di grandissimo spessore culturale che hanno, da sempre, coniugato in una perfetta sinergia visite teatralizzate, eventi archeoenogastronomici, concerti jazz che hanno visto sempre un enorme affluenza di pubblico che ha imparato a conoscere e amare gli eventi sempre molto particolari di “Artemide”.

Tante anche le presentazioni di libri o di progetti speciali con i più grandi scrittori e giornalisti contemporanei, con musicisti jazz di altissimo livello, con personalità dell’arte, della pittura e del Teatro come il grande Giorgio Albertazzi che fu presente ad un evento davvero unico che rimase nel cuore di tutti coloro che vi parteciparono.

Arturo Delogu e Luisa Perfetto sono anche dei bravissimi narratori/attori e in questi anni hanno interpretato le vite di tantissime personalità della storia e delle Arti come Goethe, Plino il Vecchio, Miseno,  il Principe di San Severo, Francesco di Borbone, Sibilla e Dedalo, la storia della canzone di Malafemmina del bravissimo Totò, e tanti tanti altri eventi straordinari che hanno animato le serate di tutti questi dieci anni.

Tutti questi eventi sono stati ricordati con il racconto dei due fondatori ma anche con un bellissimo video di foto scattate durante questi eventi stessi e le parole sono state intervallate da brani musicali che ne interpretavano la loro essenza.

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Recensione:Neri Marcorè: Le mie canzoni altrui al Festival della Comunicazione di Camogli

Recensione e foto di Vittorio Santi

Ospite ormai usuale della manifestazione oggi pomeriggio si è materializzato con la consueta semplicità.

Davanti a un pubblico straboccante in Piazza Battistone a Camogli ha messo in mostra tutto il suo talento musicale e di attore.

 Lo spettacolo che si è protratto per quasi due ore senza interruzioni e con un ritmo tra l’incalzante in certi momenti e il discorsivo in altri, ha tenuto incollato il pubblico ma non ha certo impedito di tributargli applausi a scena aperta, accompagnando talvolta le canzoni con la loro voce.

 Nello spettacolo, Neri Marcorè, accompagnato da Domenico Mariorenzi polistrumentista, è andato a cercare il più delle volte canzoni poco conosciute e comunque non troppo note al grande pubblico, pur se scritte e/o interpretate da De Gregori, Fossati, Battisti, De Andre (padre e figlio) e tanti altri, spingendosi anche a ripescare musica dei 1920.

Ha poi ricordato a tutti che il suo diploma di traduttore ha ancora la sua validità con “Mrs. Robinson “e con un pezzo di James Taylor.

 

 In chiusura dello spettacolo la sua verve comica ha dato vita a una versione di “soldi” di Mahmood: a più voci …Concato, Branduardi, Pink Floyd!!

 Al termine non ha lesinato tempo per dedicarsi a foto e ricordi personali con il suo affezionato pubblico.

Recensione: Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma L’Aquila 2022

Recensione di Clementina Abbamondi

Il 3 e 4 settembre 2022 si è svolta  all’Aquila l’VIII Edizione del Jazz Italiano per le Terre del Sisma. Questo progetto ha preso  vita il 27 agosto a Camerino dando inizio alla IV Edizione del Cammino Solidale (una settimana di concerti e trekking nel cuore delle Terre del Sisma tra Marche, Umbria, Lazio e  Abruzzo). L’ arrivo  del Cammino  Solidale è stato all’Aquila presso la bellissima Fontana delle 99 Cannelle dove i partecipanti sono stati accolti dall’Orchestrino gruppo formato da Beppe Scardino al sax, Glauco Benedetti alla tuba, Filippo Ceccarini alla tromba,Tony Cattaneo al trombone, Daniele Paoletti al rullante e Simone Padovani alla grancassa.

Quest’anno la Direzione Artistica dell’evento è stata affidata a Riccardo Brazzale, Claudio Filippini e Francesco Mariotti  che hanno scelto come titolo di quest’Edizione la frase di Pierpaolo Pasolini “In molti sogni la verità che è in noi “Quest’anno si celebrano i cento anni della nascita di due autentici giganti del Novecento : Pierpaolo Pasolini e Charles Mingus due artisti diversi tra di loro sia per estrazione culturale e sociale sia per la tipologia di linguaggio espressivo, eppure legati dalla ricerca della verità, nella spontaneità, nel rapporto sincero con se stessi e con gli altri, nella condivisione delle diversità. Accogliendo la lezione di questi due grandi maestri “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma” , ha provato  ad offrire uno spaccato quanto più esaustivo di ciò che oggi ,in Italia, sono il jazz e le diverse musiche che al jazz si ispirano, spaziando senza alcuna limitazione  di genere, età e contaminazione con le altre arti.

Questo Evento è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura ,dal Comune dell’Aquila – Progetto Restart ,promosso anche dalla Regione Abruzzo con il sostegno del Main Sponsor SIAE -Società Italiana degli Autori e Editori,con il Contributo Nuovo IMAIE,Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e dei molti partners tecnici coinvolti.

Il Sindaco dell’ Aquila Pierluigi Biondi  ha detto, rivolto al numeroso pubblico accorso per l’evento, “Questa manifestazione è cresciuta tantissimo nel corso degli anni contribuendo all’arricchimento culturale della Città dell’Aquila. Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma contribuisce come evento culturale allo sviluppo e al riscatto della Comunità” e ha aggiunto “grande motivo d’ orgoglio è l’istituzione all’Aquila della prima Orchestra giovanile di Jazz che rappresenta un modello a livello nazionale ,la Big Band del Conservatorio A. Casella dell’Aquila è stata fondata nel 2014 ,diretta dal Maestro Massimiliano Caporale  ed è composta prevalentemente dagli studenti del Dipartimento di Musica Jazz.”

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Recensione: Noreda Graves 5tet ospite della IX Edizione di Esca Jazz

di Clementina Abbamondi

Il 7 agosto 2022 ha preso il via la IX Edizione di Esca Jazz  che si svolge nel piccolo borgo di Sant’Angelo all’ Esca (AV). Dopo le edizioni del 2020 e del 2021 di “tournée  forzata” fra le stupende campagne e i bellissimi prati di questo incantevole paesino il Festival torna sul Belvedere in Piazza Fante d’Italia ,tornano i live di livello nazionale ed internazionale, le degustazioni guidate di vino, birra e olio quest’anno a cura della Slow Food Irpinia Colline Dell’Ufita-Taurasi,gli aperitivi al tramonto e le jam session  notturne  dopo  il concerto serale.  La direzione  artistica  dell’evento  è affidata a Michele Penta, chitarrista ed insegnante di chitarra jazz mentre Presidente dell’Associazione Esca Jazz è Tiberio Maffeo .

Nel  2014  un  gruppo di  ragazzi  del  luogo  ha  avuto  l’idea  di  organizzare  un  Festival Jazz, per promuovere il territorio, le produzioni  locali e la cultura. Esca Jazz dà vita ad un  borgo di solo 800 abitanti e  riesce  a mobilitare   e  a coinvolgere  oltre  tantissimi volontari che si prodigano  a tempo pieno per  la  buona  riuscita  dell’evento  anche  l’intera comunità  locale. I concerti  sono  gratuiti e vengono  sostenuti  sia dagli sponsor, sia  dal  comune  rappresentato  dal  sindaco  Attilio Iannuzzo.

L’allestimento della  Piazza  è  curatissimo, i  tavolini sono decorati con le immagini dei grandi  del jazz , i cuscini colorati ricoprono i divanetti in  legno.

Quest’anno il logo del festival è rappresentato da una batteria dalla quale si diramano dei tentacoli, un polipo giallo sullo sfondo porpora. Questo incantevole borgo ti accoglie e ti coinvolge facendoti sentire parte di questa bellezza che ti proietta in momenti fantastici ed indimenticabili.

Purtroppo, a causa  delle condizioni  avverse  del  tempo  due  concerti  previsti  quello dell’8 agosto Daniele Sepe 4et “Sepè le Mokò-Le musiche dei film di Totò” e quello del giorno 9 Gianluca Guidi 4et “Tributo a Frank Sinatra  sono stati annullati.”

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Recensione: Fabrizio Bosso 4tet in “WE4” per Ravello Lab e Live Tones

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Strepitoso successo, venerdì 29 luglio al Largo San Martino  per il concerto straordinario di Fabrizio Bosso 4tet in “We4” a firma di Ravello Lab e l’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco,  realizzato nell’ambito delle manifestazioni estive realizzate dal Comune di Napoli col sostegno della Regione Campania sotto lo slogan “Vedi Napoli e poi torni”.  

Una platea gremitissima ha accolto un Fabrizio Bosso in una forma smagliante e con un entusiasmo fuori dal comune per l’invito che i due organizzatori gli hanno rivolto per realizzare, ancora una volta, una serata di jazz puro di grandissmo successo di pubblico e di critica.

L’amore per la città di Napoli che in più occasioni ha dimostrato di avere non solo per l’arte e la cultura che è in essa ma anche per i musicisti napoletani e campani con i quali ha un rapporto splendido da sempre. Ed infatti il quartetto che lo ha accompagnato comprende uno di questi musicisti  campani che sono dei veri e proprio talenti del jazz italiano come Julian Oliver Mazzariello al piano che lo accompagna da sempre in progetti che sono dei veri capolavori musicali, e da altri musicisti di altissimo livello come Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria che danno a questo nuovo progetto “We4” uno stile e  una sonorità di grandissimo coinvolgimento musicale.

WE4 è il nuovo entusiasmante lavoro del quartetto di Fabrizio Bosso. Realizzato subito dopo il confinamento forzato dovuto all’epidemia del coronavirus, WE4 porta con sé la consapevolezza del valore del fare musica insieme e di come questo possa diventare un progetto di condivisione profonda, che prosegue quindi oltre il palco. Nel doppio live “ State of The Art”, pubblicato nel 2017, Fabrizio Bosso raccontava lo stato dell’arte della sua musica, considerandolo a tutti gli effetti l’inizio di un nuovo percorso con tre straordinari compagni di viaggio: Julian Oliver Mazzariello, Jacopo Ferrazza, Nicola Angelucci. Dopo innumerevoli concerti in giro per il mondo e anni di confronto continuo, WE4 è dunque la rappresentazione compiuta, nel suono, nell’interplay e nella composizione, di una condivisione totale. Nel nuovo repertorio, infatti, sono presenti brani originali scritti appositamente da ciascuno per questa formazione, una composizione a 4 mani di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello come “One Humanity” e due brani che portano la firma di tutti e quattro (“WE4” e “The way we see”).

Un disco assolutamente da non perdere come un concerto assolutamente da non perdere e che ha visto il pubblico estasiato dall’ascolto di una musica che li ha letteralmente rapiti e che si e’ concluso con una splendida interpretazione del brano “Cantabile” di Petrucciani, che Fabrizio Bosso ha eseguito , almeno nella parte iniziale del brano scendendo in mezzo al pubblico sotto gli sguardi ammirati e i lunghissimi applausi di tutto il pubblico presente.

Recensione: Mino Lanzieri “Experience” feat Emanuele Cisi per Summer Live Tones 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Quando si ascolta  un concerto particolare, cosi’ curato nella melodia, negli arrangiamenti, nella cura stilistica come è accaduto venerdì 22 luglio nel cortile del Maschio Angioino di Napoli, organizzato nell’ambito della XI Edizione del  Summer Live Tones 2022 ideato e realizzato dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco, non si può che rimanere assolutamente affascinati.

Protagonisti assoluti dell’evento il jazz di Mino Lanzieri che ha portato sul palco un progetto inedito con la collaborazione e il talento di altri tre validissimi musicisti come Joseph Lepore al contrabbasso, Massimo Del Pezzo alla batteria e guest star d’eccezione Emanuele Cisi ai sassofoni.

Mino Lanzieri,  chitarrista jazz, musicista napoletano, compositore . ma nonostante la giovane eta’ ha gia’  un ampio curriculum alle spalle arricchito dalle numerose masterclass in Italia e negli USA. Il chitarrista ha già inciso tre dischi, di cui uno in ultimissima uscita che lo vede insieme a Reuben Rogers e Gene Jackson.

Il chitarrista jazz  ha partecipato a diverse masterclass con Jim Hall, John Taylor, Scofield, giusto per citarne alcuni. Anche i seminari e i jazz workshop vengono frequentati con puro interesse, tant’è che vince per due anni di seguito una borsa di studio. Lo cultura del Jazz lo ha portato a trasferirsi negli Stati Uniti, precisamente a New York e a Boston. Un breve periodo, durante il quale coglie l’occasione di studiare con Jonathan Kreisberg e Rick Peckham.

La competenza tecnica, la capacità espressiva, la raffinata composizione caratterizzano questo giovane e talentuoso chitarrista. Un talento che gli ha permesso di comparire tra i più grandi del Jazz italiano. Il suo nome, infatti, compare nel “Dizionario del Jazz Italiano”, pubblicato dalla Feltrinelli a cura di Flavio Caprera. Mino Lanzieri riesce a conquistare ogni genere di pubblico, anche a chi non ascolta solitamente il Jazz. 

Ha collaborato con diversi musicisti del territorio campano, quali Giovanni Amano, Francesco Nastro, Pietro Condorelli, Daniele e Tommaso Scannapieco, Luigi Del Prete  e suonato  con Alessio Busanca, e Aldo Vigorito con i quali registra Hot Market. E ancora, con artisti quali Antonio Faraò, Emanuele Cisi, Gene Jackson, Reuben Rogers. Infine condivide il palco con Ulysses Owens, Stacy Dillard, Mark Sherman e tanti altri ancora.

Il progetto nasce proprio nell’occasione del Summer Live tones  che ha dato a Mino Lanzieri la possibilità di riunirsi con grandi musicisti come quelli presenti nel progetto che sono anche grandissimi amici verso i quali lo stesso chitarrista jazz ha una stima professionale e personale enorme e con i quali aveva avuto modo di collaborare già per precedenti progetti   dando vita ad un bellissimo progetto come quello di “Experience” che appunto è un vera e propria condivisione di brani amatissimi della storia del jazz internazionale con l’esecuzione di brani originali dei musicisti presenti sul palco.

Il concerto è iniziato con due bellissimi brani  “Warnin up” e “Do you remember me”  di Emanuele Cisi, seguiti da “Up jumped spring” di Freddie Hubbard, “One for Reuben” di Mino Lanzieri,  “Prezeology” di Emanuele Cisi , concludendo il concerto che e’ stato un vero e proprio gioiello di emozioni e di musica con un brano stupendo come “Sonny moon for two” di Sonny Rollins.

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