Category Archives: Live

Recensione : Genova ricorda i 50 anni dei Pink Floyd

Recensione e Foto a cura di Vittorio Santi

 

Nello scenario inconfondibile della piazza delle feste nel Porto Antico di Genova sede di molte manifestazioni durante tutto l’anno il 30 Giugno, data significativa per la ns città è andato in scena a cura di Unigez il secondo live: Outside the wall.

L’evento, parte integrante della rassegna Estate Spettacolo del Porto Antico ha riscosso un grande successo e ha riempito (in tempo di covid) l’arena.

Line Up della serata:
Roberto Tiranti voce,  Enrica Capilli cori, Rodolfo Cervetto batteria, Francesco Martini chitarra ritmica, Francesco Negri tastiere, Luca Sabatini al basso, Gianluca Vaccarino chitarra solista.

Cosa dire della performance ? Travolgente trascinante…la musica di questo gruppo storico ha ancora la capacità di radunare e far provare tante e tali emozioni a distanza di anni.

Possiamo quindi  ancora nutrire qualche speranza che le generazioni future abbiano memoria di questo e di altre formazioni musicali storiche .

La voce di Roberto Tiranti ha contagiato davvero tutto il pubblico che per fortuna della musica era composto in maniera trasversale da studenti giovani e adulti.

Tra i brani proposti hanno avuto il posto d’onore i più universalmente conosciuti : Another brick in the wall (1), wish you were here, shine on you crazy diamond e molti altri successi.

La band formata da musicisti di vero spessore ha eseguito i pezzi con vera partecipazione,senza risparmiare una stilla di sudore nella calda notte genovese.

Recensione: Kelly Joyce & Decanto ospite di Riverberi 2020

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Sono troppo emozionata stasera ad essere qui su questo palco, dopo mesi di forzata lontananza dalle scene e dal pubblico. Avevamo tutti bisogno di tutto questo, dei vostri applausi e della vostra presenza, ma soprattutto della Musica da condividere con tutti voi perché la Musica, ed oggi ne sono ancora più convinta, può essere la chiave per poter superare tutto questo”.

Con queste parole Kelly Joyce, artista di altissimo livello e di grande fascino, ha iniziato il concerto di domenica 28 giugno a San Martino Sannita(BN) ultima tappa della X Edizione di Riverberi Jazz Festival, ideato e diretto da Luca Aquino con il partenariato di 6 Comuni (San Nicola Manfredi, San Leucio del Sannio, Sant’Angelo a Cupolo, Apice, San Nazzaro e San martino Sannita) della provincia di Benevento che hanno ospitato i sei concerti della rassegna che hanno visto alternarsi sul palco di questo prestigioso festival la musica sempre coinvolgente di altrettanti artisti come Joice Elaine Yuille & Hammond Groovers, Three One, Omar Sosa, Jamese Senese & Napoli Centrale, Serena Brancale e appunto, come ultima serata, Kelly Joyce & Decanto.

Da una geniale idea di Luca Aquino , maestro indiscusso del jazz italiano ed internazionale e dell’esplorazione delle differenti sonorità acustiche e delle possibilità che esse hanno di amplificarsi e di espandersi negli spazi dell’architettura (ne è  esempio lo stesso progetto “The Skopje Connection” da quale poi Luca ha preso ispirazione per dare vita al Festival stesso) , in questi 10 anni Riverberi ha diffuso e diffonde l ‘idea , come è riportato nella descrizione del festival stesso “di una musica che si moltiplica e si propaga oltre i vincoli e le barriere tra i differenti generi e i linguaggi espressivi”.

Quest’anno è stata l’Edizione della “rinascita”. Fino a pochi giorni prima del Festival stesso ha rischiato di essere sospeso per gli evidenti motivi che tutti conosciamo. Organizzare un Festival in spazi aperti ha sempre richiesto un impegno enorme da parte degli organizzatori e realizzatori del progetto stesso, ma quest’anno gli ostacoli sembravano davvero una sfida impossibile. Il solo allestimento delle aree che hanno ospitato i concerti ha comportato uno sforzo enorme da parte di tutti i soggetti interessati dalla realizzazione delle serate, a partire dall’accoglienza del pubblico, all’impegno di tutti a partire dalla Protezione Civile agli stessi organizzatori e Sindaci e rappresentanti comunali per far sì che tutte le norme stabilite dal Governo per gli spettacoli venissero attuate.

E il pubblico ha dimostrato ancora una volta di essere legato a tale manifestazione e nonostante i limiti imposti dalla legge, e ha partecipato con grande entusiasmo al punto tale che ogni serata si è rivelata un autentico successo di pubblico e di critica.

Domenica 28 giugno l’ultima serata ha visto sul palco un’Artista conosciuta dal pubblico di Riverberi in quanto è stata già ospite della rassegna stessa nelle edizioni precedenti: Kelly Joice, accompagnata dal gruppo Decanto formato da Teo Ciavarella al pianoforte, Stefano Serafini alla tromba, Riccardo Bertozzini alla chitarra, Edoardo Petracci al basso, Massimo Ferri alla batteria.

Kelly Joyce nasce a Parigi nel 1982. Figlia d’arte – il padre e la madre sono entrambi musicisti – si trasferisce da giovanissima in Italia dove prende lezioni di violino e pianoforte; contemporaneamente studia danza alla Royal Academy di Londra. Il suo esordio sulle scene avviene nel 2001 con il singolo “Vivre la Vie”, che diventa una Hit internazionale e apre la strada all’album Kelly Joyce” da Universal Music. Il disco vende più di 600.000 copie in tutto il mondo con passaggi televisivi e radiofonici che vanno dal Canada alla Nuova Zelanda alla Siberia e all’Africa. In Francia ottiene una nomination ai French Music Awards.
In seguito la cantante partecipa al Festival dei Due Mondi di Spoleto, Porretta Jazz, Pozzuoli Jazz Festival Incontra, in occasione del Concerto di Natale in Vaticano, in un’udienza privata, Papa Wojtila Giovanni Paolo II.

In seguito affronta un tour fra Russia e Europa, prima con un trio e poi con un quintetto jazz. Nel giugno 2004 viene pubblicato “Chocolat”, di cui la cantante è anche autrice, che contiene testi del periodo adolescenziale alternati a brani più recenti. Da questo secondo album sono estratti i singoli “Little Kaigé”, ballata sulla nascita della sorellina, uscito già nell’estate del 2003, e “C’est l’amour qui vient”, che anticipa e lancia l’uscita del disco. Il terzo singolo estratto dall’album è “Melody”. Nel 2005 collabora con il produttore Fish ed il rapper Esa per il brano “Cos’è che vuoi da me” e nel 2006 in “Tu mi porti su” alla realizzazione dell’intero album “Big Fish”. Nel 2007 realizza la cover del brano “Delicate” assieme al gruppo ucraino Four-Kings. Nel 2009 realizza il singolo “Rendez Vous” ispirato agli anni ’30 con video dedicato a Josephine Baker, in cui indossa la famosissima gonna di banane. Nel 2010 “Rendez-Vous” viene scelta per 6 mesi consecutivi per lo spot della Wind con Aldo Giovanni e Giacomo e con Panariello e Incontrada. Kelly Joyce si esibisce su diversi palcoscenici importanti del panorama Jazz con repertorio contaminato che viaggia attraverso le sue diverse origini che vanno dal Blues al Negro Spiritual alla BossaNova e Fado Portoghese. Nel 2011 si esibisce sul palco più importante di Mosca al Teatro Crocus per tre date con il Moulin Rouge. Il Moscow Time ne parla in modo entusiasta e la rilancia nell’ex Unione Sovietica. In seguito incide una collaborazione con i Berardi Jazz Connection musicisti Jazz Pugliesi scrivendo “Love Recepie”, singolo fortunato anche divulgato in Giappone. Nel 2012 incide il singolo “Wake Up” con i Four Crackers, con influenze anni ’70, con tournée e aperture di grandi concerti, come Ben Harper, Norah Jones e gli Incognito.

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Recensione: Bebo Ferra Quartet in “Metafisica” alla rassegna Correggio Jazz Crossroads

Articolo e photo di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Bebo Ferra Quartet “Metafisica”

 

Bebo Ferra – chitarre;

Fulvio Sigurtà – tromba, flicorno;

Salvatore Maiore – contrabbasso;

Alessandro Paternesi – batteria

 CORREGGIO (Reggio Emilia) – Dopo l’emozionante “ripartenza” con il Norma Ensemble di mercoledì scorso, Correggio Jazz / Crossroads prosegue nel Cortile del Palazzo dei Principi con una prima assoluta: il concerto del Bebo Ferra Quartet con il nuovo progetto “Metafisica”.

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Una nuova formazione del chitarrista cagliaritano Bebo Ferra che si avvale della collaborazione di tre musicisti tra i più apprezzati del panorama nazionale e internazionale.

Le composizioni del chitarrista, nate in collaborazione con Paolo Fresu, per il film “ ll Mio Domani” della regista Marina Spada, sono il punto di partenza da cui l’artista sardo ha colto ispirazione per comporre un repertorio di musiche che avessero una forte componente evocativa e grande forza narrativa.

Melodie articolate su un profilo armonico denso, ricco di sfumature e profondità espressiva, fanno parte di un discorso compositivo ampio e complesso che ha come fine ultimo l’esaltazione della cantabilità.

 

Nato a Cagliari nel 1962, Ferra si esibisce professionalmente dal 1979. I suoi primi importanti passi, a Milano, sono con Gianni Coscia e la seconda edizione degli Area diretta da Giulio Capiozzo. Negli anni Novanta consolida i rapporti con Paolo Fresu (col gruppo Internòs) ed entra nell’orbita di Mauro Negri, Michael Rosen, Gianni Cazzola. In anni più recenti sono arrivate le collaborazioni con Javier Girotto, Paolino Dalla Porta, Rosario Bonaccorso e Fabrizio Sferra, Enrico Pieranunzi, Raffaello Pareti, Antonello Salis.

Recensione: Norma Ensemble ospiti del Correggio Jazz Festival 2020 Reloaded

Articolo e Photogallery di Gabriele Lugli(www.gabrielelugli.com)

Correggio Jazz festival 2020 Reloaded

Mercoledì 24 giugno

NORMA ENSEMBLE

Marcello Allulli – sax soprano, sax tenore;

Enrico Zanisi – pianoforte, synth;

Jacopo Ferrazza – contrabbasso;

Valerio Vantaggio – batteria

Norma Ensemble: Norma sta per Non Opporre Resistenza Ma Ascolta. Questi ben noti jazzisti nazionali, assieme dal 2019, offrono all’ascoltatore un jazz dalla spiccata matrice europea, tutto all’insegna delle composizioni originali.

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Lo si può ascoltare sul disco di esordio del gruppo, Revelation, uscito lo scorso febbraio: nella musica dell’ensemble si fondono le diverse identità culturali e le personalità dei quattro artisti, creando un discorso dalla forte coesione stilistica. Coesione che però lascia ampio spazio alle aperture estetiche, alle contaminazioni che pescano oltre i confini del jazz.

Recensione: Eleonora Strino, Giulio Corini ed Emanuele Maniscalco ospiti dalla rassegna “You Must Believe In Spring” Mantova

Articolo e Photogallery di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

E’ ripartita giovedì 25 giugno You Must Believe In Spring a Mantova, la rassegna dell’Associazione Culturale 4’33”, guidata dalla direzione artistica di Matteo Gabutti.

Il programma prevede tre concerti declinati al femminile nel Cortile D’Onore di Palazzo Te, con protagonisti i diversi approcci alla musica jazz delle giovani musiciste italiane.

Il primo concerto ha visto il nuovo progetto della chitarrista Eleonora Strino, talento puro del jazz italiano che ha presentato le sue nuove composizioni in compagnia di Giulio Corini ed Emanuele Maniscalco.

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Un trio perfetto la cui musica, carica di riferimenti autobiografici, è sostenuta da un’intesa straordinaria tra i musicisti che provengono da diversi approcci al linguaggio del jazz ma che trovano nelle composizioni di Eleonora equilibrio e al tempo stesso lo spazio necessario per mettere in luce le proprie doti espressive.

Le composizioni eseguite sono composizioni originali della stessa Eleonora, “nascite naturali del richiamo del mare, degli odori e dei vicoli di Napoli, del sogno americano, degli amori dannati e di quelli benedetti, del vento di Amsterdam, dell’eleganza dei palazzi torinesi, dei colori della famiglia, degli occhi onesti degli amici, della speranza e della volontà”.

 

La rassegna proseguirà il 16 luglio con il concerto di Gaia Mattiuzzi Roaming Minds con Alessandro Lanzoni al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Enrico Morello alla batteria.

Il 23 luglio sarà la volta di Vocione con Marta Ravaglia, voce e Toni Cattano al trombone.

Recensione_ Saxbird : storia e leggenda di Charlie Parker al Palazzo Ducale di Genova

Recensione e Foto a cura di :Vittorio Santi

Nella serata di Giovedì 18 Giugno il cortile maggiore di Palazzo Ducale ha ospitato in anteprima nazionale il numero zero di  “Saxbird : storia e leggenda di Charlie Parker “.

Lo spettacolo inserito nel Festival Internazionale della Poesia di Genova “ parole spalancate” ha come motivo trainante il racconto degli episodi più significativi , degli aneddoti degli eccessi della vita dell’Artista a cento anni dalla sua nascita.

Tutto questo è avvenuto  attraverso una perfetta sincronizzazione tra la narrazione e la musica dal vivo  .

I dialoghi tra l’ideatore del progetto Claudio Pozzani per l’occasione fine dicitore e i quattro musicisti  jazz Riccardo Barbera (contrabbasso) Rodolfo Cervetto (batteria)  Stefano Guazzo (sax) Fabio Vernizzi (pianoforte) hanno coinvolto il pubblico presente che seppur “regolarmente mascherato” ha seguito con grande attenzione e trasporto questa prima rappresentazione.

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L’appuntamento con Charlie Parker è fisato  sempre nell’ambito del Festival nel mese di Settembre 2020 dove lo spettacolo verrà anche arricchito di filmati e di nuovi intermezzi musicali e di narrativi.

Recensione/ Music is back in Genova : Gnu Quartet e il loro “Paganini the Rock Album”

Recensione e Foto di Vittorio Santi

Il 15 Giugno finalmente la Musica dal vivo è tornata ad essere protagonista.

Nell’ambito del progetto “ Live is Life” organizzato da Ponderosa Music e Artin ,si è tenuto questo appuntamento che è stato curato dall’associazione Psyco in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune di Genova e Goa-Boa Festival

Protagonisti della serata gli Gnu Quartet, il gruppo che oltre alle loro performances , ormai vanta numerose partecipazioni a progetti di grande successo di molti  dei nostri migliori Artisti italiani (Marcorè, De Gregori etc).

In anteprima, davanti a un pubblico …mascherato  è stato presentato il loro nuovo progetto: Paganini the Rock Album

All’interno si può  ascoltare e godere dell’ascolto ,non di rielaborazioni, ma di  vere e proprie nuove sonorità e idee tipiche del gruppo.

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i Capricci e le sonate originali ,trovano quindi nuova energia comunicativa in questo lavoro che riporta pienamente alla ribalta uno dei più virtuosi e poliedrici artisti dell’800.

Ricordiamo i nomi dei componenti del Gruppo:

-Francesca Rapetti (flauto)

– Stefano Cabrera (violoncello)

-Raffaele Rebaudengo (viola)

-Roberto Izzo (violino)

Recensione/ Affacciati alla finestra: Danilo Rea protagonista di un concerto di grande emozione

Recensione e Foto di Gabriele Lugli(www.gabrielelugli.com)

AFFACCIATI ALLA FINESTRA: la musica riporta il colore proprio là dove la vita lo aveva perso. 

Primi concerti dal vivo in Italia ( dall’8 maggio con cadenza bisettimanale) per ringraziare gli operatori sanitari e portare serenità a tutti i ricoverati.

 L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova, la Provincia di Mantova, il Comune di Mantova e Iom-ODV Istituto Oncologico Mantovano.

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Danilo Rea, sensibile ed entusiasta, pianista, compositore e musicista di altissimo livello oltre che uomo di una sensibilità straordinaria, attento ad accogliere con gioia inviti che possono donare sorrisi e gesti di grande solidarietà, ha donato la sua arte senza limiti, per oltre un’ora suonando da Bindi ai Beatles con una sola interruzione.

Lacrime di bellezza!

Photogallery : “For Mario (live)” il nuovo album del Trio Rava, Herbert, Guidi

Recensione e Foto di :Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

TRIO RAVA, HERBERT, GUIDI

Enrico Rava tromba

Matthew Herbert elettronica

Giovanni Guidi pianoforte

A un anno dal concerto visto e ascoltato al teatro Ristori di Verona, il 22 maggio è uscito “For Mario (live)” l’album registrato dal vivo durante il tour del 2016,  interamente dedicato a Mario Guidi, manager e amico di Enrico Rava, nonché padre di Giovanni.

Per celebrare lo splendido lavoro del Trio, ripropongo una breve recensione e foto fatte in quell’occasione.

Incontro al vertice tra due “guru” e un apprendista stregone: Matthew Herbert consacrato “guru” dell’elettronica, uno dei più innovativi e originali produttori contemporanei, che in 20 anni di attività l’artista britannico si è misurato con le più svariate declinazioni del suono digitale, Enrico Rava icona fondamentale del jazz europeo, e Giovanni Guidi, un apprendista stregone che ha carpito molti dei segreti del jazz, nella lunga militanza con Rava ed ora intento a rubare i segreti dal mago dell’elettronica, Matthew Herbert.

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Herbert campionava in presa diretta ciò che suonavano Rava e Guidi creando pad atmosferici, riff taglienti, Guidi ha tirato fuori di tutto e di più dal pianoforte, Rava è andato violentemente in crescendo fino a diventare furia.

In tutto questo, l’interplay fra i tre era incredibile, lo si poteva avvertire nell’aria, l’intensitàà di cui si nutrivano reciprocamente era qualcosa di quasi sovrannaturale. Era jazz? Anche. Era techno? In più di un momento.

Era, soprattutto, musica totale.

International Jazz Day 2020 organizzato in diretta social da Live Tones Napoli Party

di Clementina Abbamondi


Ringraziamo per averci concesso le foto: Bruno Marfé e Live Tones Napoli Party

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Anche quest’anno l’Associazione “Live Tones” , di cui è presidente Alberto Bruno, è riuscita ad organizzare in occasione della giornata “Jazz day” un concerto on line che ha coinvolto moltissimi musicisti. Durante la presentazione del concerto Ornella Falco ha detto di essere contenta di avere organizzato questo evento che si è svolto sia durante la mattinata sia nel pomeriggio. Dice Ornella “quest’ anno purtroppo non possiamo abbracciarci e guardarci negli occhi, ma siamo comunque riusciti ad ottenere la collaborazione di alcuni nostri amici musicisti che hanno offerto il loro contributo all’evento suonando dei brevi brani”. Alberto Bruno  ha ringraziato Valentina Ranalli che lo ha messo in contatto con uno splendido team capitanato da Marco di Napoli che insieme ai suoi collaboratori ha permesso di realizzare tecnicamente questo evento; ringraziano anche tutti i musicisti che hanno aderito con il cuore e grande passione all’ evento. Ed ancora dice Ornella Falco “la musica viene dal cuore e ci unisce ma la musica è anche fatta di pensieri, sogni, progetti e questi musicisti devono anche essere tutelati, sostenuti e supportati in questo particolare momento che mette in difficoltà la loro vita ed il loro futuro. Portiamoli sempre nel nostro cuore come se fossero parte di noi stessi” . Il programma dell’ International Jazz Day organizzato dal “Live Tones” è stato costellato dalle esibizioni di musicisti di grande virtuosismo e talento. Ne citerò soltanto alcuni dei cinquanta musicisti che hanno partecipato all’evento. Valentina Ranalli ha inaugurato il concerto cantando, con la sua bellissima voce, una brano scritto da lei e musicato dal grande pianista Enrico Pierannunzi dal titolo  “Suspension Points”  che allude a questo periodo complicato che stiamo vivendo. La pianista Elisabetta Serio ha presentato un suo brano “Little Lies” corredato da un bellissimo video. Elisabetta dice” io sostengo la musica e lo spettacolo in questo periodo difficile e spero di riabbracciare tutti al più presto e ringrazio Alberto Bruno ed Ornella Falco che hanno portato a Napoli la musica jazz con tanti sacrifici e tanto amore”. Continua a leggere

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