Category Archives: Live

Recensione: Adrien Brandeis 4tet ospiti del Live Tones allo Spirits Speakeasy di Napoli

di Clementina Abbamondi

Venerdì 28 febbraio nell’ambito dei concerti organizzati dal “Live Tones” nell’American Bar Spirits Speakeasy in Via Chiatamone 6 si è esibito un quartetto eccezionale formato da Adrien Brandeis al piano, Roman Dauneau al basso, Andrea Paone alla batteria e Philippe Ciminato alle percussioni. Il gruppo ha presentato il Cd “Euforia “uscito il 18 ottobre 2017 con la casa discografica Adrien Brandeis Music e composto da musiche originali di Adrien Brandeis.

Alberto Bruno, presidente del “Live Tones”, presentando il quartetto ha ringraziato il proprietario del American Bar Spirits Speakeasy Gianpaolo Peretti di aver aderito all’ iniziativa di dar vita nel suo locale ai concerti jazz organizzati dall’ Associazione. Nel locale si respira un’atmosfera anni trenta, la cura dei particolari e dell’arredamento riesce a creare degli angoli suggestivi, le luci soffuse, i divani in pelle, i quadri alle pareti rendono il locale caldo e accogliente, ottimi sono sia i cocktail   sia i piatti da gustare.

Il pianista   Adrien Brandeis, giovane talento pianistico francese (classe 92) ha fatto il suo esordio ad Umbria Jazz Summer nel 2019. Nel 2017 esce il suo primo disco “Euforia” e conquista la vittoria del “Letter One Rising Stars Jazz Award Europe Edition”. Quando Adrien ha iniziato a suonare jazz ha scoperto Michel Camilo e ha amato da subito il mix tra jazz e musica latina. Le sue composizioni sono state influenzate anche dalla musica di Chick Corea, Richard Bona e Bill Evans. Adrien ha incorporato nel suo modo di suonare sia l’approccio tradizionale sia quello più moderno della musica cubana. Il quartetto di Adrien Brandeis è composto dal batterista napoletano Andrea Paone che attualmente vive in Francia, dal percussionista Philippe Ciminato specializzato nelle tradizioni afro-cubane e che ha vissuto per quasi un decennio nel sud est asiatico suonando e insegnando percussioni latine e il bassista Roman Dauneau. Tra i brani che si sono susseguiti durante il concerto “Fausse bonne humeur” dove ci troviamo in un modern mainstream, “Tamaris” dove il latin jazz è solo suggerito, “Quatro” nel quale i ritmi latini confluiscono nella fusion e ancora il dolcissimo brano “La sonrisa” e Euforia” che dà il titolo al CD un brano ricco di energia: “La musica, dice Adrien per me rappresenta una grande gioia che cerco di condividere con il pubblico”. L’esibizione del quartetto ha regalato gradi emozioni, momenti euforici e gioiosi; tutti bravi e talentuosi i quattro musicisti che sono riusciti ad instaurare un perfetto interplay. Grazie alla vittoria al “Letter One Rising Stars Jazz Award Europe Edition” Adrien Brandeis è riuscito a condividere la sua musica in Europa e a poter suonare in alcuni dei più prestigiosi Festival Europei e sta già lavorando al suo secondo album che sarà registrato entro la fine dell’anno sempre in quartetto.

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Il pubblico numeroso ha saputo apprezzare il talento dei musicisti ed in particolare la ritmica travolgente che ha impresso una grandissima energia ai brani eseguiti.

Nel mese di marzo  il “Live Tones”, Alberto Bruno ed Ornella Falco ospiteranno altri gruppi jazz in questa location vintage e raffinata. Si inizierà il 4 marzo con il Ms.JLean Trio, e a seguire l 11 marzo con il concerto del Freedom Jazz Trio

 

 

Recensione: Giulio Martino Trio in “Soul Eyes”

Recensione di Clementina Abbamondi

Sabato 22 febbraio si è tenuto il terzo dei quattro concerti, Martino-Goglia-Iodice Trio” “Soul Eyes”, nell’ambito della rassegna organizzata nel mese di febbraio, dall’ Associazione Jam Jazz Art Music, nella suggestiva location dell’UnderNeaTh, sede di numerosi eventi culturali, teatrali e musicali, un luogo magico nel centro storico di Napoli, con archi e muri di tufo, dove fare musica in una atmosfera intima ed accogliente. L’Associazione   Jam Jazz Art  Music è  composta  da Vincenzo  De Falco, promotore e organizzatore di eventi musicali,  e da cinque  musicisti : Aldo Farias, Pasquale Bardaro, Giulio Martino, Franco De Crescenzo e Giuseppe La Pusata.

Lo stesso  Vincenzo De Falco nell’ intervista rilasciata ad  AroundEventi parlando dell’Associazione e dei suo obiettivi dice:   “L’Associazione Jam Jazz Art  Music nasce nel maggio  2018 con l’idea di creare cultura musicale attraverso i concerti e l’incontro con i musicisti italiani, trasmettere emozioni attraverso la musica”.

Il Trio che si è esibito in questo terzo concerto è formato da Giulio Martino al sax, Gianluigi Goglia al basso e Pietro Iodice alla batteria.

Giulio Martino, nato a Napoli nel 1961 dopo aver suonato la batteria ed il pianoforte, all’età di diciotto anni inizia a studiare il sassofono approfondendo la tecnica con Steve Gossman e Jerry Bergonzi da allora la carriera del sassofonista si arricchisce di importanti collaborazioni con musicisti italiani e stranieri. Per molti anni è un componente del gruppo Elbas guidato dal batterista Antonio Golino e del Essential Team e del Joe Zawinul Tribute del bassista Pippo Matino. In seguito collabora con la pianista americana Peggy Stern e con il pianista Arrigo Cappelletti.  Giulio Martino è presente in oltre cinquanta pubblicazioni discografiche è il primo sassofono tenore dell’Orchestra Napoletana di Jazz e svolge una intensa attività didattica e concertistica.

Gianluigi Goglia nato a Torino nel 1971 dopo aver intrapreso come autodidatta lo studio del contrabbasso si iscrive al Conservatorio di Avellino “D. Cimarosa”. Nel 1996 inizia l’attività professionale collaborando con artisti di livello nazionale ed internazionale.

Pietro Iodice nato a Napoli inizia lo studio del clarinetto per poi appassionarsi alla batteria avvicinandosi al jazz. Si trasferisce a Roma nel 1988 diventando da subito un batterista di spicco del panorama jazzistico Italiano. Moltissime le sue collaborazioni con artisti in campo nazionale ed internazionale.

 

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Recensione: I Dirotta su Cuba ospiti dei Senzatempo di Avellino

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Una stagione di successi quella della nuova rassegna musicale organizzata dall’Associazione ISenzatempo di Avellino a cura del direttore Artistico Luciano Moscati, che non poteva che confermarsi con il concerto di domenica 16 febbraio dei Dirotta Su Cuba, una serata che si è trasformata in un evento di pura energia e adrenalina allo stato puro.

I Dirotta su Cuba (Simona Bencini, Stefano De Donato e Rossano Gentili) si formano nel 1989 a Firenze. Nel 1994 il brano “Gelosia” anticipa l’album di debutto “Dirotta su Cuba”; dal disco, che diventerà platino, vengono estratti ben 5 singoli nel corso del 1995. Il secondo album “Nonostante tutto…”, pubblicato nel 1996, sarà di nuovo un successo trainato da singoli come “Sensibilità” e “Ridere”.  Nel 1997 vengono invitati al Festival di Sanremo con il brano “È andata così”. Sul palco dell’Ariston con loro l’armonicista di fama   mondiale TootsThielemans. Dall’esperienza nasce la raccolta antologica “È andata così”, in cui una reinterpretazione funk di “Jesahel” dei Delirium è il secondo inedito. Nel 2000 esce il quarto album “Dentro ad ogni attimo”, dal quale sono estratti i singoli “Bang!” e “Notti d’estate” che portano la band ancora in alta classifica radiofonica. Quello stesso anno Stefano De Donato lascia il gruppo. Nel 2002 esce “Fly” da cui vengono estratti i singoli “Sono qui” e la title-track “Fly”. Segue un lungo giro di concerti per l’Italia, che segnerà anche l’ultima esperienza di Simona Bencini con il gruppo, che lascerà per intraprendere la carriera solista. Nel 2007 Rossano ricomincia a lavorare con Stefano De Donato; nel 2009 il gruppo torna di nuovo insieme nella line-up originale, col rientro di Simona Bencini alla voce per il ventennale dalla fondazione del gruppo. Celebra la ricorrenza il “Back To The Roots Tour 1989-2009”, che li ha visti protagonisti sui principali palcoscenici italiani. Il 18 maggio 2012 è la data del ritorno sulle scene dei Dirotta su Cuba: usciranno tre singoli nell’arco del 2012-2013 “Ragione o sentimento”,” Essere o non essere” e “Parole”. Continua anche l’attività live, con inviti a festival e rassegne prestigiose. Il 23 settembre 2016 esce “STUDIO SESSIONS VOL.1”, prodotto da FepGroup/Warner Music, con il ritorno della formazione originale, composta da Simona Bencini, Stefano De Donato e Rossano Gentili e contiene una versione rivisitata del primo storico album dei Dirotta Su Cuba 6 inediti. Il 18 gennaio 2019 è uscito “Good Things”, il loro primo brano in inglese: un brano pop-funk con incursioni gospel ispirato da un viaggio a Londra compiuto dal gruppo alla ricerca delle proprie radici musicali e del proprio sound.

I Dirotta su Cuba hanno presentato così il nuovo singolo:

“Good Things è una vera e propria sfida. È la prima volta che ci mettiamo alla prova con un brano in inglese, ma possiamo dire che ci rappresenta in pieno.
Il ritornello ripete come un mantra ‘Good things take time’: per ottenere grandi risultati nella vita vanno fatte ‘cose buone’ e ci vuole tempo ed impegno.
In questa era del ‘tutto e subito’ sembra quasi un concetto romantico, ma per noi in quelle parole c’è la chiave del successo e della serenità nella vita. Diciamo che questa è davvero una Good Thing!”

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Recensione: Fabio Concato & Paolo Di Sabatino Trio al Teatro Summarte

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Due splendidi sold out, al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA), sia venerdì 14 che sabato 15 febbraio, meritatatissimi tra l’altro, per i concerti di  uno degli artisti più applauditi e amati del panorama musicale italiano: Fabio Concato accompagnato da un Trio spettacolare formato da Paolo Di Sabatino al piano, Glauco Di Sabatino alla batteria e Marco Siniscalco alla chitarra.

Il cantante e musicista milanese ha incantato la platea con i suoi successi di sempre, ma anche con la sua signorilità, i suoi modi garbati e la sua deliziosa autoironia che lo fanno amare da tutto il suo affezionatissimo pubblico.

Ad Teatro Summarte si presenta  in una veste speciale, quello di jazzista. L’occasione è dovuta alla presentazione del suo nuovo disco, a coronamento di 40 anni di carriera, completamente riarrangiato da Paolo di Sabatino intitolato “Gigi” dedicato al padre dell’Artista, grazie al quale Fabio Concato si è avvicinato alla musica facendola diventare la sua passione e il suo lavoro, diventandone nel tempo un interprete di altissimo livello e di profonda sensibilità, oltre  che Artista amatissimo dal pubblico. L’incontro con Paolo Di Sabatino avvenuto nel 2011 per registrare alcuni brani contenuti nel disco di Paolo “Voices”, diede vita ad una bellissima amicizia tra i due musicisti e una preziosa collaborazione che continua ancora fino ad oggi e che ha reso possibile non solo la realizzazione di questo album davvero emozionante ma anche ad una serie di concerti di grandissimo successo di critica e di pubblico.  Pubblicato dall’etichetta Egea Music nel maggio del 2017, “Gigi” è la raccolta di alcuni dei più grandi successi di Concato in chiave decisamente jazz acustico,  che li rende ancora più coinvolgenti ed emozionanti.

Il concerto inizia con “Canto” e “Ti ricordo ancora” e la platea già si emoziona. Poi via via tutti gli altri successi di sempre come “Stazione Nord”, “Tienimi dentro te”, “Domenica Bestiale”, “ “Guido Piano” e “Sexi Tango” solo per citarne alcuni. Prima di ogni brano scherza con il pubblico raccontando un po’ di se, e ironizzando su nuovi brani da far loro ascoltare in anteprima mentre arriva la famosissima “Fiore di Maggio”. La firma di Paolo Di Sabatino si percepisce, grazie alle melodie jazzistiche che rendono ogni brano speciale, e ricco di un’atmosfera unica ed originale. Ottimo pianista e compositore, Di Sabatino, coadiuvato dai bravissimi Glauco Di Sabatino e Marco Siniscalco, dimostra di aver creato degli autentici capolavori con brani conosciutissimi ma che in tale versione sono ancora più coinvolgenti e per questo ancora di più apprezzati da un pubblico esperto e profondo estimatore della vera musica jazz.

Con “Gigi”, scritta in ricordo del padre anch’egli musicista, e “051.222525” scritta per  Telefono Azzurro il pubblico si emoziona infinitamente.
Il concerto si conclude con un brano particolarmente caro all’Artista “Non smetto di aspettarti” e  con il ritmo scatenato di Rosalina accolto dall’applauso infinito del numerosissimo pubblico presente in sala.

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Recensione: Buon Compleanno Faber sarebbero 80.

Recensione e Foto di Vittorio Santi

il 18 Febbraio 1940 nella delegazione di Genova Pegli nasceva Fabrizio De Andrè.

A Genova nella attuale “Casa dei Cantautori “ in Via del Campo 29r (si proprio quella Via !!!) sabato 15 Febbraio abbiamo virtualmente celebrato il suo compleanno.

In mezzo a tanta gente intervenuta e non solo della nostra città, Laura Monferdini l’attuale  curatrice del negozio e della memoria di Faber, ha radunato ii partecipanti ( tra cui il sottoscritto) del mitico concerto tenuto a Genova del 3 Gennaio 1979  protagonisti Fabrizio de Andrè e PFM.

Quell’incontro tra il Cantautore per eccellenza e una delle bande prog- rock italiane del tempo ha dimostrato già 40 anni fa che la contaminazione tra due generi cosi diversi si può e si deve fare.

Nel corso dell’incontro si sono alternati nei racconti lo storico organizzatore del concerto Tonino Bettanini, che con aneddoti e un ricordo lucido dell’evento ci ha permesso di rivivere i dettagli della serata.

Anche cinque  “ex giovani “che avevano assistito al concerto hanno rispolverato i ricordi di quella serata molto ventosa che, ha dato la possibilità a uno di loro di recuperare un manifesto che è stato donato al negozio e che fa parte integrante del docu-film proprio su quel concerto che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane dal 17  al 19 Febbraio.

I racconti e la presentazione di un libro Fabrizo de (La Genova di De Andrè) scritto da Giuliano Malatesta, un “ foresto” che si è approcciato in modo diverso dai soliti racconti sul Cantautore, sono stati inframmezzati da canzoni eseguite due componenti della “London Valour”, gruppo che interpreta le canzoni del nostro Faber con grande perizia e trasporto.

Non poteva mancare neppure un altro grande amico di noi genovesi, Carlo Denei attore cabarettista nonché “aspirante” cantante che con due sue nuove composizioni ad hoc per l’evento ha intrattenuto gli intervenuti.

Al termine dela giornata tutti abbiamo potuto gustare la deliziosa torta gentilmente offerta dalla Antica Pasticceria “Cavo”.

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Recensione: Naima Girou Quartet allo Spazio ZTL di Napoli

di Clementina Abbamondi 

Sabato  15 febbraio   2020 nella sala dell’ ex cappella medioevale Mauro completamente restaurata  è sede  dello  ZTL,  concepito come centro di aggregazione culturale e  musicale con la direzione  artistica  di  Marco Zurzolo,  si è tenuto il concerto del  Naima Girou Quartet  composto da Naima Girou voce  e contrabbasso, Andrea Pellegrini al pianoforte, Vittorio Silvestri alla  chitarra e Michael Santanastasio  alla batteria.

Naima Girou, figlia d’arte inizia la sua esperienza  musicale molto presto e  già  da tre anni lavora su un repertorio  di  composizioni  e standards,  il quartetto esplora e arrangia trasformando un repertorio tradizionale  jazz in una esperienza innovativa e multiforme. Sono tante le suggestione musicali a cui Naima Girou si ispira, nomi quali Betty Carter, Johon  Coltrane, Abbey  Lincon, Sarah Vaughan. Vittorio Silvestri e Andrea Pellegrini  collaborano da oltre venti anni, ed   hanno realizzato anche composizioni originali caratterizzate da armonie complesse e melodie legate alle loro radici partenopee, liguri  e toscane.

Andrea Pellegrini nato nel 1963 a Genova, discende dalla famiglia di musicisti Pellegrini – Vianesi.  Guidato dal padre Gianfranco (jazzista attivo negli anni 50 a Livorno) nel jazz e nell’improvvisazione ha iniziato a studiare pianoforte all’età  di  sei  anni conseguendo la licenza  di teoria e solfeggio presso il Boccheri di Lucca a soli  dieci anni. Ha studiato batteria, percussioni, chitarra, contrabbasso, basso elettrico, vibrafono. Si è diplomato in jazz  con lode e si è perfezionato presso la Fondazione Siena Jazz.  Lo stile di Andrea Pellegrini è definito  “poliedrico ed eclettico” attinge a tendenze diverse con influenze “third stream”  dovute  al rispetto per ogni buona musica e ciò deriva dalle  sue esperienze musicali precoci e varie.  Il suo impegno è volto a una ricerca musicale che coniuga gli stilemi del jazz con quelli della musica accademica classica. Ha collaborato con moltissimi artisti in campo internazionale, ed  è  docente all’Istituto Mascagni di Livorno e al Conservatorio  Cherubini di Firenze. Il suo ultimo CD  su Piero Ciampi ha ricevuto il premio della giuria al “Premio Ciampi 2016”.                                                                                                                            Leggi altro

Recensione: Giuseppe La Pusata Trio all’UnderNeath di Napoli in “Strange Correlations”

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento venerdì 14 febbraio, nella sede dell’Underneath in pieno centro storico, della rassegna jazz ideata ed organizzata dall’Associazione Jam Jazz Art Music. Con il concerto di Giuseppe La Pusata Trio, formato da Giuseppe La Pusata alla Batteria, Federico Luongo alla chitarra, Davide Costagliola al Basso Acustico, presentando, di fronte ad un pubblico attentissimo i brani dell’ultimo disco “Strange Correlations” prodotto e pubblicato per la Novoices Records.

Con tale album, il batterista napoletano ha proposto la sua personale visione del ritmo dando una nuova veste a brani standard del songbook americano, proponendo anche brani inediti sviluppati durante l’incontro con i suoi musicisti e con l’intento condiviso di approfondire il linguaggio ritmico. Le trame musicali vengono così scomposte e ricomposte con fluidità e maestria senza forzature, dialogando come avviene nelle più classiche improvvisazioni jazz ma con una nuova visione moderna.

Come nel caso del primo concerto della rassegna, anche sabato scorso si è subito avvertita un’atmosfera molto familiare e il concerto stesso si è realizzato in una sorta di ambiente di totale predisposizione all’ascolto dei brani presentati. Insomma l’ambiente ideale per poter presentare una musica particolare come quella di “Strange Correlations”.

Iniziato con la presentazione del Trio da parte di Vincenzo De Falco, che ha voluto ricordare il valore e l’importanza per la musica ed inoltre una figura importantissima come quella di Franco del Prete, il musicista e compositore napoletano  recentemente scomparso, che ha dato tantissimo alla musica tanto da essere considerato uno dei padri fondatori del cosiddetto “Neapolitan Power”, il concerto è stata l ‘occasione per mostrare il raffinato livello artistico del Trio e l’originalità compositiva non solo di Giuseppe La Pusata ma anche di Federico Luongo e Davide Costagliola, legati al batterista napoletano da un legame di amicizia e di esperienze professionali di lunghissima data.

 

Il concerto è iniziato con il brano “Song for Bilbao” per omaggiare Pat Metheny e per ricordare il mitico Lyle Mays anche lui recentemente scomparso, per continuare con brani standard jazz storici come “Solar” di Miles Davis rielaborati con una musicalità decisamente appassionata e originale, “Monk’s Dream” (di T. Monk), Bolivia (di Cedar Walton). Seguiti da brani originali come Cynderella (di Davide Costagliola), Gray Cloud (di Federico Luongo), “in a summer day (di Giuseppe La Pusata.) “Stella by starlight” (Victor Young) che romanticamente Giuseppe ha dedicato alla sorella Stella presente in sala come omaggio alla serata dedicata appunto all’amore come quella di San Valentino, concludendo con uno standard jazz amatissimo dal pubblico come “First song” di Charlie Haden, vero e proprio mito musicale di tutti e tre i musicisti sul palco.

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Recensione : Quartieri Jazz di Mario Romano all’Istituto Italiano di Cultura a Colonia

di Carmen Cerchiaro
foto di Roberto Manzi

 

Grande successo per i Quartieri Jazz di Mario Romano lo scorso sabato all’Istituto Italiano di
Cultura a Colonia.

 

Sold out sabato scorso presso l’istituto italiano di cultura a Köln l’evento “Napule è/Neapel ist” con il
concerto dei Quartieri Jazz capitanata da Mario Romano alla chitarra classica, Ciro Imperato al basso, Luigi Esposito al piano ed Emiliano Barrella alla batteria.
L’ensemble ha presentato al pubblico i loro due album “ ‘E strade ca portano a Mare” e “Le 4 giornate di
Napoli”, pubblico molto entusiasta e meravigliato dalla gran bella musica della band partenopea.

Ed è proprio un viaggio quello a cui hanno assistito i presenti riuniti presso l’Istituto Italiano di Cultura a
Köln. Le prime note della chitarra di Mario Romano partono dal Mambo Italiano, Rum & Speranzella per poi passare ad un brano tratto dal nuovo album “Le 4 giornate di Napoli” ispirato al sentimento di “Unione e Ribellione” di quel settembre del ’43, dove i napoletani, senza distinzione di classe, imbracciarono le armi in una rivolta spontanea e scacciarono il nemico nazista.

E come ieri, oggi spira in città una forte voglia di riscatto e cambiamento, ma oggi è necessario imbracciare le armi della cultura e cavalcare questa nuova “Rivoluzione Napoletana” partita dal basso, facendo "Resistenza Culturale", passando poi a “Cammen” un brano romantico dedicato alla propria compagna, “Vesuvia” con un grande assolo del batterista per finire “Via Toledo”.
Il chitarrista Mario Romano attraverso la sua musica ha più volte espresso il desiderio di unire la città e le sue varie pieghe.

A fine concerto Mario Romano e il suo gruppo hanno ringraziato  tutti ed in particolar modo la direttrice dell’Istituto Maria Mazza ed i loro collaboratori Tommaso Montenero, Roberto Manzi e Raffaele Iovinella per la partecipazione a questo evento a dir poco meraviglioso.

 

Recensione: All’Alexander Platz Jazz Club di Roma JIMI STILL LIVES on 1970 – 2020 e la Banda Gaber Auditorium di Roma

Recensione e Fotogallery a cura di Vittorio Santi

Metti una sera all’Alexander Platz Jazz Club di Roma

Da tempo volevo passare una serata in questo storico locale di Roma dove passano i bei nomi del Jazz non solo italiano.

L’occasione è stata propiziata dalla mia partecipazione di un bell’avvenimento di un amico: la festa di Laurea della figlia.

Allora ho deciso di partire da Genova qualche gg prima per poter trascorrere qualche ora in compagnia della musica e degli amici compresa Daniela Morgia mia “personal assistant” in questa serata.

Contatto la struttura e mi informo logicamente se posso fare qualche scatto durante il concerto.

Tema della serata e line up …mi intrigano molto: nello specifico tributo a Hendrix a 50 anni dalla sua scomparsa.

La serata ha infatti come titolo:

JIMI STILL LIVES on 1970 – 2020

Egidio Marchitelli, Chitarre e elettronica

Marcello Allulli, Saxes

Pierpaolo Ranieri, Basso

SPECIAL GUEST
Antonello Salis, Pianoforte, Tastiere e Fisarmonica
Roberto Gatto, Batteria

Il locale è tipico: appena sotto strada, le scalette ti conducono nella sala abbastanza capiente con alcune insenature insomma uno scrigno di posto.

Tanti tavoli ben disposti, tante firme sui muri di Artisti: sarà certamente una serata accattivante!
Da parte mia avevo nel vassoio la mia arma segreta. per farmi benvolere dai musicisti: la focaccia genovese!!!!

Alle 22 come da programma il concerto inizia e tutti gli artisti non si risparmiano.

Tra i brani in scaletta abbiamo ascoltato
Purple Haze

Third Stone from the sun

Up from the skies

Pali Gap

Crosstown Traffic

1983

Angel e come bis Little wing

La serata scivola via fin troppo velocemente tra applausi e qualche partecipante che seppur negli spazi non troppo ampi, balla e segue il ritmo.

Insomma, non avevo dubbi che sarei rimasto piacevolmente coinvolto dall’ambiente e dalla professionalità e dalla cortesia di tutto il personale.

Quando avrò l’occasione di ritornare a Roma di certo non mancherò di passare ancora.

 

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Recensione: Rosàlia De Souza ospite della rassegna “Jazz & Baccalà”

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Dolcezza e passionale determinazione sono i tratti distintivi che caratterizzano la personalità poliedrica di Rosàlia De Souza, la cantante dalla calda voce jazz, che con il suo fascino latino ha conquistato il cuore del pubblico italiano e che, sabato 25 gennaio, è stata la protagonista assoluta del concerto organizzato al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) nell’ambito della rassegna Jazz & Baccala’ 2019/2020.

Nata in Brasile, Rosàlia De Souza ha studiato teoria musicale, percussioni cubane, canto jazz e storia del jazz alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio. La sua carriera inizia lavorando affianco di musicisti brasiliani (Alvaro dos Santos, Ney Coutinho, Roberto Taufic) e calcando i migliori palcoscenici jazz del mondo, come quello del Brazil Festival, tenuto al Barbican Centre a Londra nel 2000 e il Jazz Cafè l’anno successivo.

Nel 2001 si esibisce al Montreux Jazz Festival con Nicola Conte, che produce anche il suo primo album da solista, “Garota Moderna”, pubblicato nel 2003. Garota Moderna ha un grande successo anche all’estero e Rosalia De Souza viene chiamata ad esibirsi al Womad di Las Palmas, Mosca, Lisbona, Kiev ed El Hierro. Nel 2005 pubblica l’album “Garota Diferente” che vede la partecipazione dei migliori musicisti e Dj’s europei. Il 2006 è l’anno di “Brasil Precisa Balançar”, che esce in Giappone con la Columbia, etichetta molto attenta alle tendenze brasiliane; il secondo album di Rosalia De Souza con composizioni di Tomas di Cunto e Roberto Menescal, registrato interamente a Rio De Janeiro, con la partecipazione di Marcos Valle e lo stesso Roberto Menescal, che suona la chitarra ed è anche direttore artistico dell’album (gli dà anche una canzone da comporre le parole “Agarradinhos” pubblicato poi da due grandi voci brasiliane, Leila Pinheiro e Wanda Sá e Stacey Kent). Viene Presentato all’Auditorium Parco della Musica con la partecipazione di Juho Laetinem musicista islandese che suona due brani con il solo violoncello e voce. Il tour la porta fino in Giappone, al Cotton Club con sei repliche. Roberto Menescal, la segue per alcuni concerti, tra i quali a Madrid al festival Habla Mestizo.

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