Category Archives: Live

Recensione : Quartieri Jazz di Mario Romano all’Istituto Italiano di Cultura a Colonia

di Carmen Cerchiaro
foto di Roberto Manzi

 

Grande successo per i Quartieri Jazz di Mario Romano lo scorso sabato all’Istituto Italiano di
Cultura a Colonia.

 

Sold out sabato scorso presso l’istituto italiano di cultura a Köln l’evento “Napule è/Neapel ist” con il
concerto dei Quartieri Jazz capitanata da Mario Romano alla chitarra classica, Ciro Imperato al basso, Luigi Esposito al piano ed Emiliano Barrella alla batteria.
L’ensemble ha presentato al pubblico i loro due album “ ‘E strade ca portano a Mare” e “Le 4 giornate di
Napoli”, pubblico molto entusiasta e meravigliato dalla gran bella musica della band partenopea.

Ed è proprio un viaggio quello a cui hanno assistito i presenti riuniti presso l’Istituto Italiano di Cultura a
Köln. Le prime note della chitarra di Mario Romano partono dal Mambo Italiano, Rum & Speranzella per poi passare ad un brano tratto dal nuovo album “Le 4 giornate di Napoli” ispirato al sentimento di “Unione e Ribellione” di quel settembre del ’43, dove i napoletani, senza distinzione di classe, imbracciarono le armi in una rivolta spontanea e scacciarono il nemico nazista.

E come ieri, oggi spira in città una forte voglia di riscatto e cambiamento, ma oggi è necessario imbracciare le armi della cultura e cavalcare questa nuova “Rivoluzione Napoletana” partita dal basso, facendo "Resistenza Culturale", passando poi a “Cammen” un brano romantico dedicato alla propria compagna, “Vesuvia” con un grande assolo del batterista per finire “Via Toledo”.
Il chitarrista Mario Romano attraverso la sua musica ha più volte espresso il desiderio di unire la città e le sue varie pieghe.

A fine concerto Mario Romano e il suo gruppo hanno ringraziato  tutti ed in particolar modo la direttrice dell’Istituto Maria Mazza ed i loro collaboratori Tommaso Montenero, Roberto Manzi e Raffaele Iovinella per la partecipazione a questo evento a dir poco meraviglioso.

 

Recensione: All’Alexander Platz Jazz Club di Roma JIMI STILL LIVES on 1970 – 2020 e la Banda Gaber Auditorium di Roma

Recensione e Fotogallery a cura di Vittorio Santi

Metti una sera all’Alexander Platz Jazz Club di Roma

Da tempo volevo passare una serata in questo storico locale di Roma dove passano i bei nomi del Jazz non solo italiano.

L’occasione è stata propiziata dalla mia partecipazione di un bell’avvenimento di un amico: la festa di Laurea della figlia.

Allora ho deciso di partire da Genova qualche gg prima per poter trascorrere qualche ora in compagnia della musica e degli amici compresa Daniela Morgia mia “personal assistant” in questa serata.

Contatto la struttura e mi informo logicamente se posso fare qualche scatto durante il concerto.

Tema della serata e line up …mi intrigano molto: nello specifico tributo a Hendrix a 50 anni dalla sua scomparsa.

La serata ha infatti come titolo:

JIMI STILL LIVES on 1970 – 2020

Egidio Marchitelli, Chitarre e elettronica

Marcello Allulli, Saxes

Pierpaolo Ranieri, Basso

SPECIAL GUEST
Antonello Salis, Pianoforte, Tastiere e Fisarmonica
Roberto Gatto, Batteria

Il locale è tipico: appena sotto strada, le scalette ti conducono nella sala abbastanza capiente con alcune insenature insomma uno scrigno di posto.

Tanti tavoli ben disposti, tante firme sui muri di Artisti: sarà certamente una serata accattivante!
Da parte mia avevo nel vassoio la mia arma segreta. per farmi benvolere dai musicisti: la focaccia genovese!!!!

Alle 22 come da programma il concerto inizia e tutti gli artisti non si risparmiano.

Tra i brani in scaletta abbiamo ascoltato
Purple Haze

Third Stone from the sun

Up from the skies

Pali Gap

Crosstown Traffic

1983

Angel e come bis Little wing

La serata scivola via fin troppo velocemente tra applausi e qualche partecipante che seppur negli spazi non troppo ampi, balla e segue il ritmo.

Insomma, non avevo dubbi che sarei rimasto piacevolmente coinvolto dall’ambiente e dalla professionalità e dalla cortesia di tutto il personale.

Quando avrò l’occasione di ritornare a Roma di certo non mancherò di passare ancora.

 

Continua a leggere

Recensione: Rosàlia De Souza ospite della rassegna “Jazz & Baccalà”

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Dolcezza e passionale determinazione sono i tratti distintivi che caratterizzano la personalità poliedrica di Rosàlia De Souza, la cantante dalla calda voce jazz, che con il suo fascino latino ha conquistato il cuore del pubblico italiano e che, sabato 25 gennaio, è stata la protagonista assoluta del concerto organizzato al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) nell’ambito della rassegna Jazz & Baccala’ 2019/2020.

Nata in Brasile, Rosàlia De Souza ha studiato teoria musicale, percussioni cubane, canto jazz e storia del jazz alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio. La sua carriera inizia lavorando affianco di musicisti brasiliani (Alvaro dos Santos, Ney Coutinho, Roberto Taufic) e calcando i migliori palcoscenici jazz del mondo, come quello del Brazil Festival, tenuto al Barbican Centre a Londra nel 2000 e il Jazz Cafè l’anno successivo.

Nel 2001 si esibisce al Montreux Jazz Festival con Nicola Conte, che produce anche il suo primo album da solista, “Garota Moderna”, pubblicato nel 2003. Garota Moderna ha un grande successo anche all’estero e Rosalia De Souza viene chiamata ad esibirsi al Womad di Las Palmas, Mosca, Lisbona, Kiev ed El Hierro. Nel 2005 pubblica l’album “Garota Diferente” che vede la partecipazione dei migliori musicisti e Dj’s europei. Il 2006 è l’anno di “Brasil Precisa Balançar”, che esce in Giappone con la Columbia, etichetta molto attenta alle tendenze brasiliane; il secondo album di Rosalia De Souza con composizioni di Tomas di Cunto e Roberto Menescal, registrato interamente a Rio De Janeiro, con la partecipazione di Marcos Valle e lo stesso Roberto Menescal, che suona la chitarra ed è anche direttore artistico dell’album (gli dà anche una canzone da comporre le parole “Agarradinhos” pubblicato poi da due grandi voci brasiliane, Leila Pinheiro e Wanda Sá e Stacey Kent). Viene Presentato all’Auditorium Parco della Musica con la partecipazione di Juho Laetinem musicista islandese che suona due brani con il solo violoncello e voce. Il tour la porta fino in Giappone, al Cotton Club con sei repliche. Roberto Menescal, la segue per alcuni concerti, tra i quali a Madrid al festival Habla Mestizo.

Continua a leggere

Recensione:Teatro Ristori Verona OMAR SOSA & YILIAN CAÑIZARES DUO with special guest GUSTAVO OVALLES “AGUAS”

Recensione eFoto di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

OMAR SOSA & YILIAN CAÑIZARES DUO
with special guest GUSTAVO OVALLES AGUAS”

OMAR SOSA pianoforte

YILIAN CAÑIZARES voce e violino

GUSTAVO OVALLES percussioni

Venerdì 24 Gennaio al Teatro Ristori di Verona bellissimo e coinvolgente concerto con il pianista Omar Sosa e la violinista e cantante Yilian Cañizares che hanno eseguito i brani del loro ultimo album Aguas, un album bellissimo e molto personale.

L’album è dedicato all’acqua e specialmente a Oshun, la divinità dell’amore e signora dei fiumi nella tradizione Lucumi del retaggio Yoruba conosciuto come Santeria – una pratica spirituale importante per entrambi gli artisti.

Aguas è un mix coinvolgente e creativo delle radici Afro Cubane dei due artisti, di musica classica occidentale e jazz.

L’acqua è sinonimo di vita, energia, forza e spazio, la musica di questo album è ispirato dalle influenze più importanti dell’acqua – il suo potere nascosto, la sua infinita trasmutazione e la sua inarrestabile creazione.

In concerto, il rigoglioso pianismo di Omar Sosa si sposa anche perfettamente con le percussioni multicolori e multiformi (tamburi Bata, congas, bongos, quitiplas, maracas, guiro, piatti e altro) del percussionista venezuelano Gustavo Ovalles. Il sodalizio artistico tra i due nasce nel 1999, ed è alla base anche dell’album “Ayaguna” uscito nel 2003. Le undici tracce di Aguas sono state scritte e prodotte da Omar Sosa e Yilian Cañizares, il disco è uscito il 5 Ottobre 2018.

 

  Continua a leggere

Photogallery Umbria Jazz Winter 2019 : lo sguardo sugli artisti di Max Radicchi

Fotogallery: Max Radicchi

Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.

Sono questi i numeri dell’Edizione Umbria Jazz Winter 2019 tenutasi ad Orvieto, come ogni anno, dal 28 dicembre al  1 gennaio 2020.

Tantissimi i concerti da ascoltare e da seguire fotograficamente, in diverse location del Festival come il Teatro Mancinelli, Il palazzo del popolo, il Duomo di Orvieto, Palazzo dei Sette e la sala del Ristorante San Francesco che hanno ospitato, da mezzogiorno a oltre mezzanotte, tutti i concerti del Festival stesso.

Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti , e questo ha reso possibile poterli ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.

Di seguito, un altro “Sguardo” fotografico sugli Artisti presenti nell’ultima Edizione 2019 di Umbria Jazz Winter da parte del nuovo Redattore Fotografia di Around Eventi: Max Radicchi.

BENVENUTO !!!

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

Photogallery: Gli artisti di Umbria Jazz Winter 2019 fotografati da Vittorio Santi

di Vittorio Santi

Un’altra grande Edizione quella di Umbria Jazz Winter 2019 che ha visto la perfetta unione di elementi quali musica, ospitalità, arte, storia e buona cucina in quella che, anno dopo anno, si conferma sempre di più come una delle città più importanti della musica jazz in Italia.

Nei cinque giorni in cui si è svolto il Festival gli appuntamenti in cartellone ( novanta eventi, sette location, trenta band, più di centocinquanta musicisti), hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al Teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito con circa 200mila € di incasso e 8.000 biglietti. Notevoli ugualmente i numeri del Palazzo dei Sette e del ristorante del festival, con più di 5.000 presenze.

Tantissimi gli eventi musicali e gli artisti invitati in tale Edizione.

Ecco qui una carrellata di foto dei vari concerti che si sono tenuti dal 28 dicembre al 1 gennaio 2020, scattate dal nostro Redattore Fotografia Vittorio Santi.

Appuntamento alla prossima edizione di Umbria Jazz Spring 2020 a Terni dal 10 al 13 aprile  2020

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Recensione: Domenica 12 Gennaio al Centro Culturale Candiani di Mestre Roberto De Nittis ha presentato il suo progetto “DADA”

Recensione e Foto di: Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Domenica 12 Gennaio al Centro Culturale Candiani di Mestre Roberto De Nittis ha presentato il suo progetto “DADA” Stupire di questi tempi non è facile, ma Dada, un disco che non ti aspetti, lo ha fatto da subito. Già il titolo e il consistente elenco di strumenti e strumentini utilizzati parlano più di mille parole. L’estrosa esuberanza di De Nittis è fatta della materia dei sogni dei bambini, con tanti giocattoli da suonare e percuotere a piacimento. La musica ha sempre guardato al divertimento, al gioco, alla dimensione onirica e ludica della vita, al sogno. Ma forse nessuno aveva prima d’ora utilizzato soltanto strumenti giocattolo in un progetto musicale non indirizzato in via esclusiva ai bambini.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Continua a leggere

Recensione: Luca Aquino ospite del Pozzuoli Jazz Festival dei Campi Flegrei

di Clementina Abbamondi 

Negli  splendidi  locali dell’Akademia  Cucina & More  affacciata sul Lago di Lucrino in occasione del Pozzuoli Jazz Festival  Winter XI  edizione  si è svolto l’attesissimo concerto del trombettista Luca Aquino.  Luca inizia a  suonare  la tromba a 20 anni prima come autodidatta  e poi prendendo  lezioni  “ dal suo unico maestro” Lorenzo Federici   grazie  al  cui  insegnamento   impartito con  grande semplicità  e  dolcezza  si perfeziona nell’uso della tromba.

Aquino dice  di essere particolarmente contento del numeroso pubblico intervenuto al suo concerto ed emozionato  per  la presenza  in sala proprio del suo maestro diventato per  lui  un  vero amico  che gli  è stato  molto vicino inviandogli  dei  messaggi  affettuosi  durante i due lunghissimi  anni nei quali per motivi di salute non ha potuto suonare la tromba.

Le influenze musicali di Luca Aquino sono da un lato  Chat Baker e  Miles  Davis e dall’altro alcuni gruppi  rock quali  i  Doors,  Led Zeppelin  e  si  riflettono in progetti   che  spaziano tra diversi  generi  musicali: dal jazz all’hip hop, dal grunge alla musica d’autore.

Nel 2007 arriva secondo  al Premio  Internazionale ” Massimo Urbani”  e pubblica il suo primo  album  da leader “Sopra le nuvole”  e ” Lunaria “  col  quale nel  2008 vince il premio “Top Jazz”,nel 2009  registra  “Amam” e “TSC” nel 2010 arriva “Icaro Solo”e “Chiaro” grazie alla collaborazione  con Mimmo Paladino.Nel 2012 entra a far parte del quartetto del batterista francese Manu  Katchè  e registra due album ” Aqustico” e  “Over Doors”  personale  tributo alla sua band preferita.  Nel  2015  realizza la collaborazione  con  la  “Jordanian National Orchestra” e la registrazione di un album nel sito archeologico di Petra  dal titolo “Petra” dove i riverberi  naturali  del sito archeologico generati durante l’esecuzione dei brani sono parte integrante della registrazione. Un’iniziativa lanciata dall’UNESCO  a difesa del  patrimonio artistico e culturale dai crimini di tipo terroristico. Continua a leggere

Recensione: Antonello Salis e Simone Zanchini e “ANGELI E DEMONI” con GIOVANNI GUIDI Jazz Festival Artusi

di Gabriele Lugli
http://www.gabrielelugli.com/

Teatro Novelli ex Seminario – Bertinoro

Simone ZANCHINI & Antonello SALIS

“Liberi”

S.Zanchini (fisarmonica) – A.Salis (fisarmonica-tastiera)

Incontro al vertice tra due funamboli della fisarmonica e prestigiatori dell’improvvisazione, tra due artisti protagonisti assoluti della scena jazz internazionale per il concerto di Palazzo Rota Pisaroni, sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano, principale sostenitore del progetto-musica della Val Tidone.
Antonello Salis (fisarmonica e pianoforte) e Simone Zanchini (fisarmonica e live electronics) dopo dieci anni sono di nuovo insieme, per gioire e sperimentare, oggi come allora, una musica senza barriere e preconcetti. La possibilità di scambiarsi continuamente i ruoli, lanciata attraverso la libera creazione estemporanea, permette ai due artisti di gustare appieno le facoltà timbrico-dinamiche dei rispettivi strumenti, arricchite dai voli pianistici di Antonello, dalle raffinate incursioni elettroniche di Simone e, non ultimo, dall’autentico piacere dei due amici di dialogare tête-à- tête.

 

6 gennaio 2020

Chiesa dei Servi – Forlimpopoli

Giovanni Guidi

“Angeli e Demoni”

G.Guidi  (Piano)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Recensione: Rosario Giuliani in “Love in translation” ad Umbria Jazz Winter 2019

di Clementina Abbamondi 
foto SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Uno dei concerti più acclamati durante la XXVII° Edizione di Umbria jazz Winter ad Orvieto è stato quello che ha visto salire sul palco della Sala Expo il quartetto formato da Rosario Giuliani al sax, Dario Deidda al basso, Roberto Gatto alla batteria e Joe Locke al vibrafono.

Il gruppo ha presentato il CD “Love in translation” (Jando Music/Via Veneto Jazz) in uscita il 18 gennaio 2020 frutto di una collaborazione ventennale tra Joe Locke e Rosario Giuliani che ,come racconta quest’ultimo durante il concerto “è diventata una vera amicizia che mi lega a Joe,da quando venti anni fa Carlo Pagnotta decise di farmi suonare per 10 giorni come guest nel gruppo di Locke proprio qui ad Umbria Jazz”,questa collaborazione è durata tantissimo tempo ,abbiamo realizzato insieme CD, suonato in vari concerti e tournée.

Dopo una pausa nella nostra collaborazione abbiamo deciso di realizzare insieme un altro album nato dall’amore di suonare insieme per un progetto musicale”. Joe Locke a sua volta racconta “Rosario è più di un amico per me, è un vero fratello che stimo moltissimo per la passione con la quale suona il suo sax”. In seguito Rosario Giuliani spiega al pubblico che tutti i brani presenti nel nuovo CD esprimono amore che ha un potere immenso “è un disco imperniato sul sentimento più forte ed indecifrabile, l’amore”.

Il CD “Love in translation” è ricco di sentimenti ,alcuni dei brani sono arrangiamenti di standards famosi come “Duke Ellington’S Sound of Love” del grande Charles Mingus “,Love Letters” di Victor Young e Edward Heyman,”Can’t Help Falling in love” che fu nel repertorio di Elvis Presley e altri, due sono brani originali ,con due sentiti omaggi a due grandi musicisti che purtroppo non sono più tra noi “Raise Heaven” che Joe Locke ha voluto dedicare a Roy Hargrove” la cui essenza ,dice Joe durante il concerto, era la sua onestà e la sua genuinità” e “Tamburo” dedicato da Rosario Giuliani a Marco Tamburini trombettista morto prematuramente in un incidente di moto. Continua a leggere

« Vecchi articoli Recent Entries »