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Recensione: Eli Degibri quartet per Napoli Jazz Fest

di Annamaria De Crescenzo 

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Sabato 18 maggio, alla Domus Ars di Napoli, per la seconda serata del Napoli Jazz Fest, organizzata dall’associazione culturale New Around Midnight e che si avvale della direzione artistica di Michele Solipano, si è svolto il concerto di Eli Degibri quartet.

Sassofonista, compositore e band leader riconosciuto a livello internazionale, Eli Degibri è un musicista incredibilmente bravo e si è confermato fonte inesauribile di talento artistico sia come compositore che come leader.

Eli Degibri si è messo in luce nel mondo del jazz dalla fine degli anni ’90, quando entrò nel sestetto di Herbie Hancock, il quale spese per lui parole di notevole impegno, definendolo “potenzialmente, una forza formidabile per l’evoluzione del jazz”. Dal 2002 al 2011 il sassofonista ha fatto parte del quartetto del grande batterista Al Foster, che gli permise di girare il mondo e di arricchire la sua incredibile esperienza.

Degibri è uno strumentista dotato di vigorosa sonorità e linguaggio fedele alla più alta tradizione bop. Compositore e arrangiatore, rivela anche carismatiche doti di leader guidando gruppi comprendenti musicisti importanti come Aaron Goldberg, Kurt Rosenwinkel, Kevin Hays, Gary Versace, Jeff Ballard, e poi un proprio recente quartetto formato da giovani brillanti strumentisti israeliani (anche suo Paese d’origine). Il disco del 2015, “Cliff Hangin’”, ottenne il massimo di valutazione, cinque stelle, dalla rivista Down Beat, mentre il successivo, e ultimo, progetto riguarda un tributo ad una delle sue massime fonti d’ispirazione, il leggendario tenorsassofonista Hank Mobley, ed in particolare il disco Blue Note “Soul Station”, riarrangiato per intero con l’ottica del musicista del ventunesimo secolo che è stato presentato durante il concerto stesso con grande consenso da parte del pubblico presente. Leggi altro

Recensione: On Dance Final Show con Roberto Bolle all’Arena Flegrea di Napoli

di Francesca Petrillo

Domenica 19 maggio alle ore 21.30 si è conclusa la festa della danza con il Final Show presso l’Arena flegrea con il talentuoso Roberto Bolle e altri artisti strepitosi. L’intero ricavato della serata andrà all’associazione Annalisa Durante.

“Quando si è abituati al bello dopo lo si cerca un po’ ovunque”, così esordisce la conduttrice napoletana, nonché grande attrice, Luisa Ranieri.

Per la prima volta in esclusiva sul palco un trio strepitoso, composto da Stefano BollaniAndrea Bocelli Roberto Bolle, i quali si sono esibiti insieme a Nicoletta Manni (prima ballerina della Scala di Milano) sulle note di “Con te partirò”).

Intervistato da Luisa Ranieri,  Bocelli ha dichiarato:“Non è importante ciò che si fa, ma come si fa”. Mentre Bollani chiarisce la sua posizione circa il suo rapporto personale con la musica (“Ho suonato in una favela di Rio de Janeiro proprio perché sono fermamente convinto che la musica può mettere d’accordo tutti, nel bene e nel male, e pertanto crea aggregazione”).

Spettacolo ricco di ospiti internazionali e grandi artisti, da Bocelli ad Alessandro Quarta, da Melissa Hamilton(prima solista del Royal ballet) a Serena Rossi

Ma On dance non vuole accendere  solo un faro sulla danza in generale, dimostrando che essa non è elitaria come tutti pensano, bensì indurre a guardare alla danza come mezzo per comunicare le emozioni e trasmetterle agli altri.

Uno spettacolo che rompe gli schemi, portando sul palco anche l’arte con 2 esibizioni magnifiche: la prima si ispira al “Ritratto di Dorian Gray”, dove Bolle si esibisce da solista, accompagnato da una star internazionale, voluta fortemente dall’étoile, Alessandro Quarta(“La danza è bellezza, tuttavia può trasformarsi in ossessione e nasce così un alter ego di noi stessi”). La seconda si rifà ad un quadro di Caravaggio con i suoi chiaroscuri e giochi di luce, in cui Bolle è accompagnato da Hamilton.

Un’altra forma d’arte che ha fatto  da protagonista della serata e’ stata  la  musica. Non a caso Serena Rossi ha  omaggiato  2 artisti fondamentali che sono Mia Martini, molto legata a Napoli e Pino Daniele, icona partenopea per eccellenza(“Pino è ancora vivo in tutti noi, così come Mia, proprio per la sua speranza che le cose possano cambiare”).

Roberto Bolle è ormai divenuto un punto di riferimento per molti ragazzi, questo risulta evidente dalla grande adesione avuta in questi giorni dedicati alla danza, alle varie open class di danza classica, moderna, contemporanea e di tango aperte a tutte le eta’ ed a tutti i livelli, dalla danza dei piu’ piccoli (4-5 anni) ai studenti delle varie scuole  e licei di danza di Napoli.

Egli stesso ha raccontato  dell’incontro che ha rivoluzionato completamente la sua vita, non solo professionale, ma anche personale, cioè quello con Rudolf Nureyev (“Egli ha rivalutato completamente il ruolo del ballerino nel balletto classico”).

“Chi non conoscerà mai il piacere di entrare in una sala con delle sbarre di legno e degli specchi, chi smette perché non ottiene risultati, chi ha sempre bisogno di stimoli per amare o vivere, non è entrato nella profondità della vita, ed abbandonerà ogni qualvolta la vita non gli regalerà ciò che lui desidera. È la legge dell’amore: si ama perché si sente il bisogno di farlo, non per ottenere qualcosa od essere ricambiati, altrimenti si è destinati all’ infelicità. Io sto morendo, e ringrazio Dio per avermi dato un corpo per danzare cosicché io non sprecassi neanche un attimo del meraviglioso dono della vita… “(lettera alla danza-R.Nureyev)

Prossimo appuntamento il 26 maggio a Milano, dove continuerà la festa della danza per un’intera settimana con lo scopo di “Portare la danza a tutti”.

 

Recensione: Enrico del Gaudio & Bande Rumorose guest star Emanuele Cisi per Napoli Jazz Fest

di Annamaria De Crescenzo

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Inizia un maggio all’insegna del  jazz di altissimo livello alla Domus Ars di Napoli per la rassegna Napoli Jazz Fest promossa dall’associazione culturale New Around Midnight con la direzione artistica di Michele Solipano, con 4 appuntamenti da non perdere che vedranno sul palco della Domus musicisti italiani ed internazionali da non perdere.

Il primo appuntamento sabato 11 maggio con Enrico del Gaudio & Bande Rumorose composto da Enrico del Gaudio alla batteria, Lello Petrarca al pianoforte, Aldo Vigorito al contrabbasso ed Emanuele Cisi special guest del concerto stesso.

La carriera artistica del batterista napoletano Enrico Del Gaudio è caratterizzata da prestigiose collaborazioni con altri musicisti come John Surman, Louis Sclavis, Tony Scott, Mchel Godar, Josè Seves, Tony Castellano e molti altri artisti e  lavori per il teatro come: “I dieci comandamenti” con la regia di Mario Martone, per il cinema tra cui la colonna sonora di Daniele Sepe per il film “Amnesia” di Gabriele Salvatores, oltre a numerose altre pellicole.

 

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Neney Santos in “Comida Boa” ospiti d’eccezione per I Senzatempo di Avellino

di Annamaria De Crescenzo
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Domenica 12 maggio, l’associazione I Senzatempo di Avellino si aprono ai suoni del mondo con uno degli artisti più interessanti degli ultimi anni: Neney Santos, uno dei più brillanti percussionisti brasiliani in Italia.

Ha collaborato con artisti del calibro di Michael Jackson, Peter Ganriel, Caetano Veloso, Carlinhos Brown e Olodum. In Italia, grazie ai suoi straordinari arrangiamenti percussivi, alle performance live e alla sorprendente energia ritmica, ha partecipato ai tour di Jovanotti, Alex Britti e Mario Venuti. Neney si ispira principalmente all’Afro Axé – genere musicale tipico di Salvador de Bahia; la sua musica è un potente mix di funk, pop, afro-samba, bossa-nova e jazz. Neney Santos Project è il progetto autoriale e vocale del percussionista soteropolitano, che presenta il suo primo EP “Meu Canto” percussioni e voce, esempio di altissimo effetto afro-axé e grande levatura vocale, un lavoro speciale nel quale per la prima volta Neney Santos mostra le sue doti vocali, oltre che il già noto senso della sua ritmica, ed elevate abilità di compositore, oggi rare nel panorama italiano e in quello brasiliano dove è più comune il legame ai grandi classici e al criterio interpretativo.

 

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Recensione: Quartieri jazz – Le quattro giornate di Napoli

di Giorgio Borrelli

Lo scorso 4 maggio, nella suggestiva cornice dell’agriturismo “Il Gruccione” di Pozzuoli, si è tenuto il concerto dei Quartieri Jazz capitanati dal chitarrista e compositore partenopeo Mario Romano.
Quartieri Jazz nasce da un’idea di Mario Romano con l’intento di coniugare la tradizione musicale napoletana con lo stile libero e senza regole del gipsy jazz.
La serata si è svolta con la degustazione delle specialità della tenuta “Il Guccione” e l’assaggio di vini di loro produzione.
Una formula vincente quella dei Quartieri Jazz che diffondono un messaggio volto alla valorizzazione delle tradizioni campane, non solo nell’ambito musicale.
La performance è stata eseguita, oltre che da Mario Romano alla chitarra, dal valente musicista Ciro Imparato al basso elettrico e dal simpaticissimo e altrettanto valido strumentista Alberto Santaniello alla chitarra ritmica.
Il trio ha sviscerato tutta l’anima napoletana che culla dentro di se, come valore inestimabile da tramandare pur tuttavia strizzando l’occhio alla contaminazione del genere manouche.
Il chitarrista Mario Romano attraverso la sua musica ha più volte espresso il desiderio di unire la città e le sue varie pieghe ed ha traghettato tutti i presenti verso un’idea, nobile, di unica entità. Infatti, il progetto “le quattro giornate di Napoli” trae ispirazione dall’incredibile momento storico del settembre del ’43 e dal sentimento di unione e ribellione che unì i napooletani contro un unico e comune nemico. Leggi altro

Recensione/Ileana Mottola 5tet feat Fabrizio Bosso per Napoli Jazz Fest

Di Annamaria De Crescenzo

Ritorna con grande attesa ed entusiasmo la 5° edizione della rassegna musicale Napoli Jazz Fest organizzata dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano, che presenterà, come ogni anno, grandissimi nomi del panorama jazzistico nazionale ed internazionale.

L’inizio della rassegna quest’anno è coinciso con l’International Jazz Day, 30 aprile, trovando nella sala del MAV (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano la location ideale per l’esibizione del quintetto di Ileana Mottola con la partecipazione speciale del trombettista Fabrizio Bosso.

Salernitana, laureata in Lingue e Letterature straniere, Ileana Mottola consegue poi il diploma di I livello in musiche improvvisate jazz ed extracolte presso il Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci”di Salerno sotto la guida di maestri del calibro di Sandro Deidda, Alfonso Deidda, Pino Jodice, Susanna Stivali e il biennio specialistico in canto jazz presso il Conservatorio di Avellino seguita dalla docente di canto Francesca Sortino, e da Pino Jodice e Antonio Sinagra, rispettivamente docenti di improvvisazione, pianoforte, composizione e tecniche di orchestrazione. Inizia la sua attività giovanissima conseguendo i primi riconoscimenti del suo talento nell’ambito di concorsi canori nazionali ed esibendosi da solista e corista con variegate formazioni in giro per l’Italia. Apre i concerti di vari artisti tra i quali Katia Ricciarelli, Peppe Barra, Peppino Gagliardi, Tiziana Rivale, e tanti altri.

 

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Leonardo de Lorenzo Trio in “The Ugly Duckling” per Live Tones

Nella hall dell’Hotel delle Terme di Agnano venerdì 12 aprile è stato presentato “The Ugly Duckling” un cd il cui repertorio propone composizioni originali di Leonardo De Lorenzo pubblicato nel 2017 e registrato con uno stile “Meet&Reel” ovvero live con pubblico in sala.

Dopo 10 anni Leonardo De Lorenzo ,batterista napoletano,ripropone l’organico del trio.

Dopo diversi lavori discografici pubblicati fino ad oggi ,lavori in cui gli organici si sono via via allargati fino a diventare ensemble con nove/dieci elementi,con sezioni di fiati e di archi con questo cd c’è il ritorno alla formula più intima del trio: Leonardo De Lorenzo alla batteria, Marco de Tilla al contrabbasso, Ergio Valente al piano e come guest star  Jerry Popolo al sax.

Leonardo De Lorenzo dal 1985 svolge un ‘intensa attività concertistica e didattica.Presidente dell’Associazione di promozione sociale e culturale “L’Isola dei Girasoli”,con la quale conduce il progetto “Musica in corsia –i concerti del sorriso”, portando la musica negli Ospedali pediatrici italiani.Ha registrato numerosi dischi in qualità di sideman e come leader.Ha collaborato ,suonato e registrato con alcuni dei nomi più prestigiosi nel campo del jazz nazionale ed internazionale. In veste di leader ha pubblicato “Entropia” nel 2006, “Pictures nel 2010 “Nice to Meet You” nel 2012. Inoltre ha pubblicato l’audio libro di favole e musica dal titolo “Le Favole dell’ Isola dei Girasoli”,scritto dai bambini delle scuole di San Giuseppe Vesuviano ,il lavoro “Waiting for” nel 2016 e l’audio libro “Ti presento Francesco” dedicato al figlio Francesco, al quale il batterista ha dedicato gran parte delle sue composizioni, con la presenza di prestigiosi ospiti come Tullio De Piscopo,Paolo Fresu e la violoncellista Giovanna Famulari. Ha anche pubblicato tre libri di tecnica del tamburo ed una raccolta di studi per il tamburo. Leggi altro

Recensione: Piano City Napoli 2019: la musica ha inondato di note la città

di Clementina Abbamondi

Venerdì 5 aprile sotto l’emiciclo del colonnato della chiesa di San Francesco di Paola 21 pianoforti hanno suonato all’unisono inaugurando così con un concerto meraviglioso la sesta edizione di Piano City Napoli . Quest’anno tre giovani compositori napoletani Lorenzo Corrado, Andrea Laudante, Alfredo Giordano Orsini, studenti della scuola di Composizione di Patrizio Marrone hanno elaborato un programma che si è focalizzato sul repertorio operistico di Mozart, Puccini, Bizet, Rossini in particolare le celeberrime ouverture di opere quali Il Flauto Magico, Manon Lescaut, Carmen, La Gazza Ladra.

Magica è l’atmosfera che si è creata in Piazza Plebiscito quando a poco a poco i pianoforti hanno cominciato a suonare a due a due in un crescendo che ha raggiunto l’apice quando tutti i 21 pianoforti hanno suonato contemporaneamente .L’illuminazione del colonnato ha contribuito a rendere l’atmosfera veramente incantata i colori proiettati passavano dal rosso al verde al blu ed il suono dei 21 pianoforti arricchiti dalle risonanze del porticato e della piazza avvolgevano il pubblico in un’atmosfera unica. I 21 giovani pianisti sono stati selezionati attraverso un bando regionale e provenivano da diversi Licei Musicali della Regione Campania coordinati da Patrizio Marrone e diretti da Mariano Patti. Durante il concerto davanti al Palazzo Reale è stata proiettata L’Opera “Sol” dell’artista Davide Cantoni a cura di Blindarte.

 

Sabato 6 nella hall dell’Hotel delle Terme di Agnano a cura del Live Tones”, una nuova location di Piano City , tre giovani pianisti hanno suonato alternandosi ed hanno eseguito degli arrangiamenti sia di standards jazz sia di musica classica. Eunice Petito ha eseguito standards jazz riarrangiati in maniera personalissima dimostrando di essere oltre che una abilissima pianista una brava arrangiatrice. Giuseppe Di Maio ha rielaborato delle caratteristiche ritmiche e melodiche di alcune delle composizioni di Chopin ed il suo progetto musicale presto diventerà un lavoro discografico. Paolo Astarita ha presentato dei brani standard jazz regalando agli spettatori una prova di grande virtuosismo e di grande talento .

Nel Maschio Angioino dove si sono susseguiti moltissimi concerti sia di musica jazz sia di classica suddivisi nelle varie sale è stato presentato un nuovo progetto di due pianisti Armanda Desidery e Giosi Cincotti che si sono esibiti nella Sala dei Baroni . I due pianisti dopo tanti anni di amicizia hanno finalmente realizzato il sogno di suonare insieme. Una musica travolgente e un accompagnamento di percussioni suonate dai due pianisti che riuscivano a creare un armonia completa.

Tra i Main Concert bellissimo quello del pianista Francesco Libetta che ha interpretato alcuni brani di musica classica emozionando il pubblico sia per l’esecuzione ricca di virtuosismi sia per l’intensissima esibizione di Giulio Galimberti che ha danzato interpretando le musiche con grandissima intensità .

Francesco Libetta acclamato dalla critica internazionale e dal pubblico più esigente possiede una tecnica strumentale straordinaria ed un peculiare stile di aristocratica signorilità.Il suo virtuosismo è non solo a livello di velocità e potenza ma soprattutto a livello di ricerca sonora e timbrica.

Un altro Main Concert sempre nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino è stato quello di Stefano Battaglia pianista che dal 1984 ad oggi ha tenuto nel mondo più di 3000 concerti collaborando con molti musicisti internazionali e pubblicando più di cento dischi che gli hanno valso numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali . Il suo stile è particolare e unico e riconoscibile nei profondi vibrato,nei ritmi danzanti,nei silenzi risonanti ,nella velocità delle dita che scorrono sulla tastiera improvvisando e costruendo delle composizioni velate di malinconia.

Domenica 7 aprile in un luogo magico “Il Cantastorie” Il Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli si sono susseguiti tre concerti nell’ambito dell’evento Piano City. Hanno suonato Luca Di Tommaso un giovane pianista di grande talento originario di Campobasso che ha eseguito delle musiche di sua composizione che hanno creato un atmosfera magica , un giovanissimo studente del Conservatorio Giuseppe Cardarelli che ha proposto degli standard jazz arrangiati in maniera molto personale e Giancarlo Bobbio polistrumentista professionista amante delle contaminazioni che ha improvvisato su brani sia jazz sia di musica contemporanea. I concerti incorniciati dalle scritture degli antichi banchi pubblici napoletani hanno reso l’esibizioni dei pianisti veramente unica.

Nel pomeriggio di domenica all’interno del salone della settecentesca Villa di Donato la padrona di casa ,Patrizia De Mennato ,ha ospitato i pianisti della Blue Spiral Records: Paolo Morese,Fabio Cuomo,Flavio G.Cuccurullo ,Raffaele Grimaldi.che hanno proposto tutte musiche originali . Paolo Morese ha presentato delle composizioni del suo ultimo album “Anime” e Fabio Cuomo alcune composizioni dell’album “Sette Studi fra quiete ed inquietudine”. Il piano era collocato nel bellissimo salone ricco di affreschi che evocano scene di caccia e di vita campestre . Molti i presenti che hanno potuto applaudire i talentuosi pianisti in questo splendido contesto .

La Chiesa dei Santi Severino e Sossio ,un gioiello composto di affreschi della seconda metà del seicento intarsi lignei ricchissimi,preziosi pavimenti, ha ospitato un altro dei Main Concert quello del pianista Antonio Faraò. Il pianista ha uno stile inconfondibile :musicista completo ed al contempo eclettico con una impressionante energia e tecnica.Pianista di formazione classica si è presto convertito al jazz. E’ considerato dalla critica europea uno dei più interessanti pianisti jazz delle ultime generazioni .

Questa sesta edizione di Piano City ha visto il pianoforte protagonista negli House,Main,City e Guest Concert e la partecipazione sempre crescente di cittadini e turisti ad un evento culturale frutto del grande impegno dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli , dei numerosi volontari che hanno contribuito alla perfetta realizzazione dell’evento e dell’entusiastica partecipazione dei sempre più numerosi pianisti coinvolti.

Recensione: “Mal di te” il progetto di Giulia Maglione dedicato alla poesia di Pino Daniele

di Annamaria De Crescenzo
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La musica può essere occasione di incontro tra le anime ma anche condivisione di esperienze, emozioni e una fortissima empatia tra persone fondamentalmente diverse tra loro ma unite da un fortissimo amore verso la musica, la cultura e l’arte in generale.

È quello che è accaduto sabato 30 marzo, in uno dei belli ed eleganti saloni del Club55 di Via Toledo nel cuore di Napoli nel palazzo dei Medici Acquaviva, uno spazio tenuto dall’Associazione Club 55 dove si mescolano virtuosamente varie attività culturali, dalla musica all’arte, dalla mostre artistiche ai progetti culturali, con il concerto “Mal di te” di Giulia Maglione, un vero e proprio omaggio a Pino Daniele con la Iesaino’ band : Andrea Panzera alla chitarra, Umberto de Santis al basso/contrabbasso, Andrea Borrelli alle percussioni e batteria, insieme all’artista Maurizio Yorck come voce narrante, il quale ha contribuito ad arricchire la performance della band raccontando aneddoti e curiosità importanti della carriera artistica del musicista napoletano, interpretando con grande carisma alcuni dei versi delle canzoni di Pino che resteranno per sempre nella memoria e nel cuore di tutti coloro che hanno da sempre amato la sua musica.

Come anticipatoci nell’intervista che ci ha concesso Giulia Maglione “Mal di te” è un progetto studiato in ogni piccolo particolare, molto diverso dalle innumerevoli cover che abbiamo avuto modo di conoscere o ascoltare in questi anni, soprattutto dopo la prematura scomparsa di Pino Daniele, ma un vero e proprio tributo all’artista in una versione più orientata ad esaltarne le caratteristiche ritmiche e musicali, cercando di valorizzare le sue poesie e portandone alla luce i suoi significati, anche quelli meno ricordati dell’Artista ma di una bellezza che lascia ogni volta senza fiato.

La particolarità di “Mal di te” è che le canzoni di Pino Daniele seppur siano interpretate da una voce femminile non perdono nulla in termini di bellezza ed emozione. Giulia Maglione non imita Pino, ma ne interpreta perfettamente il suo stile, donando ad esse una dimensione ancora più intensa e coinvolgente. La cantante, romana d’adozione ma napoletana di nascita e nel cuore, sin da adolescente innamoratissima delle canzoni di Pino Daniele, sa cogliere perfettamente la poesia e il senso di ogni brano, trasferendo emozioni al pubblico, quelle stesse emozioni che lei stessa prova ogni volta che ne interpreta ogni singolo verso e ogni singola nota dell’artista stesso. Giulia Maglione canta con tutta sé stessa, interpretando con grande passione i brani con le melodie più dolci di Pino Daniele e con grande energia quelle più ritmate e trascinanti, soprattutto quelle degli inizi della sua carriera, dei primi album come “Terra mia” e “Vai mo’”, “Nero a metà”.

 

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Recensione: Chiara Orlando 5tet in “A Place of Stillness” per Live Tones

di Clementina Abbamondi 

Venerdì 29 marzo nella hall dell’Hotel delle Terme di Agnano è stato presentato un cd dal titolo “A Place of Stillness” che come ha detto Alberto Bruno ,presidente dell’Associazione “Live Tones”,”è frutto di tanto studio e lavoro da parte di Chiara Orlando che ,oltre ad avere una bellissima voce suona anche il contrabbasso e la tromba”.

Questo nuovo progetto è quasi esclusivamente formato da brani originali scritti con il contrabbassista Pietro Ciancaglini. Come precisa Antonello Sorrentino che suona tromba e filicorno nel quintetto “ Il cd è frutto di una bella storia d’amore di due musicisti che sono qui sul palco e che sono gli autori della maggior parte dei brani”.

Chiara Orlando ,jazzista siciliana da tempo trasferitasi a Roma, spiega al pubblico che nel cd “A Place of Stillness” ossia il “Il Posto della Quiete” ha cercato di rispondere alla domanda “Qual è il posto,il ricordo,il raggiungimento di un obiettivo che potrebbe generare in me uno stato di calma?” Quasi tutti i brani hanno una dedica precisa .

Il quintetto è composto da Chiara Orlando alla voce , Pietro Ciancaglini al contrabbasso , Manuel Magrini al piano, Antonello Sorrentino alla tromba e filicorno e Andrea Nunzi alla batteria.

Chiara Orlando si diploma in canto jazz presso il Saint Louis College of Music . Nel 2008 intraprende lo studio della tromba jazz con Claudio Corvini ,Vito Giordano,Pietro Pellegrini e Andy Gravisch. Dal 2011 al 2013 fa parte della “Saint Luis big band”; dal 2014 fa parte della” New Talents jazz Orchestra” diretta da Mario Corvini. Leggi altro

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