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Jazzflirt festival 2022 XVIII edizione

Formia 4 – 5 – 6 luglio  

Jazzflirt festival 2022 XVIII edizione

Formia 4 – 5 – 6 luglio  

WILLIAM PARKER – HAMID DRAKE – PASQUALE MIRRA

SIMONE ALESSANDRINI

ORCHESTRA GIOVANILE DI JAZZ DI ROMA

TETRAD 4 et

Conclusa la XVIII edizione del JazzFlirt Festival, che ha festeggiato la maggiore età a Formia nell’Area Archeologica Caposele

Con una tre giorni di musica eccellente si è svolta la XVIII edizione del Jazzflirt Festival, organizzato dall’Associazione Jazzflirt.

La partecipazione di pubblico è stata straordinaria, oltre le previsioni più rosee, dopo questo lungo e sofferto periodo distopico che stiamo ancora in parte vivendo. 

Il JazzFlirt Festival, il più longevo del sud-pontino e quest’anno ne festeggiamo la maggiore età, con nostra grande gioia si è confermato ancora una volta un appuntamento molto amato dalla città, dal comprensorio, dal pubblico proveniente dai territori limitrofi e dai “fortunati” già in vacanza.

Tre le serate, iniziate con un concerto evento: sul nostro palco due leggende del jazz internazionale, William Parker e Hamid Drake, e uno dei maggiori talenti del jazz italiano, Pasquale Mirra, che con la sua poliedricità è da sempre impegnato anche in altri settori musicali (basti pensare ai C’mon Tigre). Invero Parker e Drake da una parte e Drake Mirra dall’altra hanno già a lungo collaborato e ora questi due sodalizi si sono fusi in un progetto potente, cui abbiamo avuto la “fortuna” di assistere, no anzi abbiamo avuto la caparbia volontà di inserirli nel nostro cartellone per goderceli e farli godere. La ritmica perfetta di questi due giganti, Parker e Drake, ha fatto da contrappunto alla mirabile, vivida, guizzante, trascinante e “ludica” esecuzione di Mirra, che quando suona – non troviamo migliore definizione – si diverte. Un concerto bellissimo, all’altezza delle aspettative, dove il grande jazz è stato indiscusso e assoluto protagonista.

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Recensione: Umbria Jazz 2022 uno sguardo sulla musica jazz

di Clementina Abbamondi 
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Dall’8 al 17 luglio 2022 si è svolta a Perugia la 22° Edizione di Umbria Jazz Summer. Dopo il lungo periodo della pandemia, finalmente questa estate c’è stata la rinascita della musica e della cultura e Perugia si è ripopolata di migliaia di persone che sono accorse per assistere ai moltissimi concerti che hanno animato in questi dieci giorni le strade e le piazze di questa bellissima città.

I concerti sono stati organizzati sia nell’Arena Santa Giuliana, che ha ospitato delle vere stelle della musica internazionale tra i quali: Dee Dee Bridgewater, Herbie Hancock, Diana Krall,Tom Jones  sia nella Sala Podiani ,situata nella Galleria Nazionale dell’Umbria, sia nel Teatro Morlacchi.

La  caratteristica vineria “La Bottega del vino”, posta nel centro storico di Perugia a pochi passi dal Duomo, ha ospitato ad ora di pranzo il gruppo Accordi Disaccordi con Anaìs Drago ed alle 19 il pianista Lorenzo Hengeller.

Sul palco dei Giardini Carducci si sono alternati  dalle 13  fino a tarda sera tantissimi gruppi che hanno animato questo bellissimo luogo di Perugia. Tra i vari gruppi musicali che si sono esibiti sul palco c’è stato quello dei “Sugarpie&Candymen” ,formatosi nel 2008 in Emilia-Romagna, conosciuti anche per alcune collaborazioni con Renzo Arbore sono noti   anche per aver riarrangiato nel loro genere ,ovvero il jazz, molti brani popolari di artisti e gruppi notevolmente conosciuti, alcuni dei quali; Bohemian Rhapsody,Disco Inferno,Come Together,Quando, Quando ,Nel blu.  dipinto di blu. Tra i loro album vi è anche “Let it Swing”dedicato interamente ad alcune it dei Beatles. Bravissima la cantante del gruppo Lara Ferrari che ha regalato dei momenti di grande spensieratezza coinvolgendo con il suo swing il numeroso pubblico presente nei Giardini Carducci.

Un altro gruppo musicale tutto al femminile il “ EM UP Jazz Band” sono riuscite a far rivivere la tipica polifonia dei gruppi vocali degli anni ruggenti del jazz . Il gruppo ha base a New Orleans ,la formazione della band rievoca le prime orchestre dixieland :una frontline con tromba ,trombone e clarinetto e una sezione ritmica con basso, chitarra e washboard. Hanno inciso dischi e fatto un tour in America e fuori . Con la loro musica il pubblico si è scatenato ballando e applaudendo entusiasta.

Un artista che ha stabilito un rapporto privilegiato con il pubblico proprio sul palco dei Giardini Carducci è  stato il giovanissimo pianista Mathis Picard ,compositore, produttore e band leader di origini franco-malgasce e newyorkese di adozione .Mathis è stato nominato una “stella nascente” da The Scotsmen all’età di dieci anni. È’ una personalità dinamica e allo stesso tempo un grande virtuoso. L’ultimo album da solista “Live At The Museum” ,pubblicato con il plauso della critica nel gennaio 2022 rende omaggio alle opere dei grandi compositori di musica classica e jazz che hanno influenzato il percorso musicale di Mathis,attraverso interpretazioni audaci ed evocative di brani classici.  In qualità di band leader dirige la “The Sound Orchestra”  il suo grande ensemble.  Le sue mani riescono a trarre dallo strumento dei suoni ricchi  di rievocazioni di grandi pianisti della musica classica, fusi e stravolti abilmente dal pianista che riesce a creare un suono unico e personale nel quale confluiscono anche lo swing, il jazz rendendo il ritmo perfetto e travolgente. Il pubblico presente numerosissimo nei Giardini Carducci ha tributato moltissimi applausi  a questa stella nascente del piano .

Uno dei concerti più seguiti dal pubblico è stato quello del pianista napoletano Lorenzo Hengeller,cantautore e compositore di musica swing. Hengeller ha vinto nel 2007 il Premio Carosone .

La sua musica  trae ispirazione da grandi autori come Lelio Luttazzi, il Quartetto Cetra, Gorni Kramer, Renato Carosone. Dopo il suo primo album “Parlami Mariù ma non d’amore”, nel 2006 esce “Il giovanotto matto”, album di matrice swing dove rende omaggio a Renato Carosone e Gorni Kramer. Nel 2010 esce il disco “Canzoniere minimo leggero” con duetti con Gianluca Guidi e Stefano Bollani. Nel 2013 esce il disco tributo a Lelio Luttazzi “Pianoforte e amici”, nel 2016 “Gli stupori del Giovane Hengeller” e nel 2020 esce “Piano Napoli” in collaborazione con Elisabetta Serio. Lorenzo Hengeller ha la passione per l’umorismo, quello di Luttazzi e Carosone, che si intreccia con quella per il jazz e le musiche divertenti.

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Recensione: Umbria Jazz 2022 un’edizione da record

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di Max Radicchi (https://www.massimoradicchi.it/)
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il jazz di altissimo livello arriva a Perugia. Il programma degli ultimi quattro giorni di Umbria Jazz presenta un cartellone  di importantissimi nomi del jazz a livello mondiale e che spesso riusciamo ad ascoltare, come stampa specializzata ma anche come estimatori del jazz, solo in questo splendido ed organizzatissimo Festival.

Come abbiamo detto tanti sono gli appuntamenti che accompagnano tutta la giornata a Perugia, ma spesso il caldo di questi giorni ci ha impedito di poter seguire tutto, anche perché per il ricchissimo programma che è in essere ci vorrebbero squadre intere di fotografi e giornalisti per raccontare nella sua interessa il Festival stesso, quindi nostro malgrado, si sceglie quello che è particolarmente interessante o che è il nome o il progetto che si ritiene che è meglio non perdere.

E allora iniziamo il pomeriggio con Charles Lloyd Quartet feat Bill Frisell

A 80 anni compiuti il grande sassofonista afroamericano Charles Lloyd torna a suonare dal vivo e  continua ad esibirsi in giro per il mondo in una sorta di ritrovata seconda giovinezza musicale.

Nato a Memphis, in Tennessee nel 1938, ha cominciato a suonare all’età di 9 anni e a soli 12 anni lavorava per la banda blues di BB King. Compagno di band di Cannonball Adderley nei primi anni Sessanta, Charles Lloyd ha guidato una formazione storica (composta tra gli altri da Keith Jarrett) con la quale ha registrato uno dei primi album jazz che ha venduto oltre un milione di copie (“Forest Flower”, 1967). Vanta in seguito collaborazioni con i Doors e i Beach Boys. Dopo una breve collaborazione con il pianista Michel Petrucciani nel 1981 si ritira dalle scene. Riprende ad esibirsi occasionalmente e inizia a registrare per l’ECM, inaugurando una lunga serie di dischi in cui figurano musicisti come Billy Higgins e John Abercrombie.

Bill Frisell tra rock e country, jazz e blues è uno dei chitarristi più vitali e produttivi d’America e tra i più ricercati nella musica contemporanea. Nato a Baltimora, la sua carriera come chitarrista e compositore ha attraversato più di 35 anni e numerose celebri registrazioni. Ha realizzato colonne sonore, arrangiamenti e vanta collaborazioni prestigiose con leggende del jazz quali Dave Holland, Elvin Jones, Ron Carter e Paul Motia

Charles Lloyd e il suo quartetto hanno dato vita davvero ad uno di quei concerti che difficilmente si potranno dimenticare nella vita . Tanti i brani eseguiti con una musicalità e un talento e un perfetto interplay tra i vari componenti del gruppo che potrebbero far impallidire formazioni più giovani del mondo jazz ma che non possono dar vita ad un concerto così emozionante per il pubblico.

Ci spostiamo alla fine per la nostra solita serata all’Arena Santa Giuliana per colui che riteniamo il RE del jazz mondiale: Herbie Hanckock .

Il concerto è stato aperto da un giovane ma validissimo chitarrista Pedro Martins. Musicista eclettico, dopo aver cominciato a studiare la chitarra da bambino, è in seguito diventato polistrumentista, songwriter e cantante. È perfettamente a suo agio con i generi tipicamente brasiliani come samba e choro, ma anche con jazz, fusion, progressive rock, world music. È diventato noto per le sue collaborazioni con musicisti come Kurt Rosenwinkel (con il quale ha suonato a lungo), Yaron Herman, David Binney, Jacob Collier. Pedro Martins ha collaborato anche con e con star del jazz brasiliano come Hamilton de Holanda, Gabriel Grossi e Toninho Horta.

Ma la platea freme e si avverte sensibilmente che il pubblico non vede l’ora di ascoltare e applaudire il grande Herbie Hancock, colui che è una vera e propria icona del jazz.

La band che HH porta a Umbria Jazz è una raccolta di star: Terence Blanchard (tromba) è uno dei più grandi artisti jazz contemporanei; Lionel Loueke (chitarra) è una scoperta di Hancock, cui ha dedicato un disco e un tour; James Genus (contrabbasso) ha suonato con decine di grandi jazzmen, tra cui proprio Hancock, oltre che come leader; Justin Tyson (batteria) con trascorsi nel mondo del gospel, ha cominciato a suonare la batteria a tre anni e ultimamente ha collaborato con Robert Glasper ed Esperanza Spalding.

Herbie Hancock è un pianista jazz jazz, tastierista e compositore americano. Ha suonato tutti gli stili jazz, ad eccezione del jazz gratuito, inclusi bebop, hard bop, fusion, jazz modale, funk jazz e jazz elettronico.

Parlare di lui vuol dire  parlare di un mito assoluto della musica, uno dei massimi esponenti della musica mondiale. Un autentico crocevia di jazz, funk ed elettronica, capace soprattutto di trasformare la sua tecnica sopraffina in un’ emancipazione sovversiva dove le linee si basso si trasformano in synth e i riff di chitarra suonano come un basso gommoso. In splendida forma, non ha smesso di cantare e di parlare con quel suo sorriso smagliante al pubblico per quasi due ore comunicando non solo con la musica ma anche con il rapporto con la sua band  e con il pubblico che lo ascolta rapito tributandogli alla fine quando suona il suo strumento   particolarissimo che lo ha reso celebre in tutto il mondo i suoi brani più conosciuti come “Cantaloupe Island” e “Watermelon Man “ il pubblico è travolto dalla emozione e scatta la standing ovation per colui che è davvero il mito del jazz mondiale .

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Recensione: Il soul e la musica pop elettronica arriva ad Umbria Jazz

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Dopo un bellissimo week end di musica è iniziata una settimana che vede in cartellone straordinari concerti a partire da quelli previsti alla Galleria Nazionale dell’Umbria Sala Podiani a mezzogiorno e nel primo pomeriggio per continuare poi al Teatro Morlacchi e in serata tantissimi concerti nelle varie piazze della città.

L’atmosfera che si “respira” in città è proprio quella di “viversi” appieno le emozioni che un Festival cosi importante riesce a donare a chi si vive ogni istante di musica e della vita che gira intorno ad un evento organizzato al massimo livello in ogni dettaglio e in ogni particolare.

Quindi ci immergiamo anche in questo inizio settimana in tutti i vari incontri musicali per poter raccontare quanto più possibile le emozioni del jazz di questa settimana cosi intensa.

Lunedì 11 luglio dopo un bellissimo piano solo di Alessandro Lanzoni, e un concerto intenso di Alice Ricciardi & Pietro Lussu, l’evento straordinario del Teatro Morlacchi che ha visto sul palco del Teatro una band straordinaria guidata da Christian McBride & Inside Straight con Steve Wilson, Warren Wolf, Peter Martin e Carl Allen

Nel 2007 Christian McBride, uno dei più grandi contrabbassisti del jazz contemporaneo ed eclettico leader, ha presentato in anteprima la nascita di un nuovo quintetto chiamato Inside Straight con un live set al leggendario Village Vanguard. Sia i critici che i fan sono rimasti entusiasti di questa potenza acustica. McBride ha poi pubblicato due album del gruppo “Inside Straight” su Mack Avenue records, Kind of Brown (2009) e People Music (2013), dedicati alla visione di Mc Bride del jazz ‘straight’ e swingante. Dopo una pausa di diversi anni, Christian McBride riporta “Inside Straight” sui palcoscenici nel 2022 con una nuova fantastica formazione e nuovi brani groovin’ per i suoi fan più accaniti.

A giudicare dalla sua performance, la frase “Inside Straight” cattura bene l’estetica di questa band: è sia “dentro” una comoda dimensione groove che “dritto” – bluesy. La scelta dei brani di McBride può essere armonicamente complicata, ma non si discostano mai dalla forma e dalla tonalità della composizione; sono esercizi ingegnosi per un quintetto sofisticato e intelligente, un mix di veterani e giovani musicisti che include batteria, sassofono, pianoforte e vibrafono. E, naturalmente, McBride brilla sia negli assoli che nel tenere il tempo: brandisce un contrabbasso tremendamente flessibile, rotondo e fluido, saldamente radicato nel suonare ciò che è inconfondibilmente jazz.

La serata si apre invece con due strepitosi concerti all’Arena Santa Giuliana con il primo set di Jamie Cullum e la seconda parte della serata con Christone “Kingfish” Ingram Trio. Due concerti seguitissimi dal pubblico presente in Arena che hanno visto uno strepitoso Jamie Cullum che ha cantato, suonato, ballato e saltato dal pianoforte come ci ha abituato da tempo in una performance straordinaria per più di un’ora senza risparmiarsi né fermarsi ma

Cullum a Perugia c’era già stato più volte a partire dal 2006, poco dopo essersi rivelato al grande pubblico coi suoi primi due esplosivi album.

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Recensioni: Giuseppe Bassi e Sumire Kuribayaschi ospiti del Summer Live Tones 2022

di Clementina Abbamondi 
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

La XI Edizione della Rassegna Summer Live Tones quest’anno si svolge in un luogo mozzafiato, il Museo Ferroviario di Pietrarsa a Portici. Il jazz entra nel Museo e propone con un ingresso di 20 euro l’ascolto del concerto e la possibilità di visitare anche il Museo Ferroviario di Pietrarsa, concepito nel 1845 da Ferdinando II, un vero gioiello dove si possono ammirare all’interno dei capannoni le prime locomotive a vapore costruite nella fabbrica. Per tale evento Alberto Bruno, Presidente dell’Associazione Live Tones, si è valso della collaborazione dello staff organizzativo e tecnico di Gabbianella Event diretta da Gianluigi Osteri.

Dopo il concerto di apertura della Rassegna il 1 luglio nel quale si esibito il trio formato da Art Hirahara al pianoforte,Aldo Vigorito al contrabbasso e Marco Fazzari alla batteria oggi 7 luglio è di scena il duo composto da Giuseppe Bassi al contrabbasso e Sumire Kuribayashi al pianoforte che presentano il loro CD dal titolo “I Will Touch You”.

Giuseppe Bassi è un musicista versatile ,la sua musica passa dal jazz più tradizionale ,alla avanguardia,dal funk alla musica classica.Inizia la sua attività concertistica nel 1988 studia e si perfeziona con i più grandi contrabbassisti del mondo presto ispirandosi a maestri come Ray Brown e Charlie Haden.Giovanissimo manifesta  una spiccata attitudine alla composizione e diviene presto leader di numerosi progetti musicali.Nella sua carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi musicisti jazz del mondo tra cui: Bill Goodwin ,Avishai Choen,Helen Sung,Greg Osby ecc.Svolge un’ intensa attività  concertistica in tutto il mondo .Impossibile elencare le migliaia di concerti e tutti i festival e rassegne che l’hanno visto protagonista.E’ritenuto uno dei migliori contrabbassisti del mondo .La sua discografia è cospicua sia come leader sia come sideman.

Nel 2020 esce il CD “Atomic Bass prodotto dalla Verte Records frutto di un viaggio di Giuseppe Bassi in Giappone dopo il terribile disastro nucleare della Centrale Atomica di Fukushima avvenuto in seguito al violento tsunami che colpì il Giappone e la centrale nucleare l’11 marzo 2011. Il contrabbasso in questo CD è visto come reattore musicale che fa da argine alla radioattività dei reattori nucleari. Durante i 7 mesi del lungo lokdown dovuto alla pandemia Giuseppe Bassi ogni giorno si collegava da casa sua su facebook e suonava il suo contrabbasso presentando tanti brani arrivati anche dal Giappone dalla pianista Sumire Kuribayashi e da altri musicisti anche con l’aiuto della moglie Hsuch Ju, contrabbassista e bravissima animatrice dei pupazzi che riempiono di gioia la casa di Giuseppe Bassi.  Ne è venuto fuori un vero spettacolo di animazione musicale “The bass and the puppets” che chiunque può visionare su YouTube.

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Recensione: Nick the Nightfly & Sarah Jane Morris al Sannio Music Fest 2022

di Annamaria De Crescenzo 
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Per la seconda data del Sannio Music Fest al Teatro Romano di Benevento, rassegna organizzata da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano, due grandissimi nomi del panorama jazzistico internazionale per un concerto imperdibile, mercoledi 6 luglio, con Nick the Nightfly straordinaria “voce “ da decenni di Radio Montecarlo oltre che leader e voce di gruppi jazz di grandissimi successo e Sarah Jane Morris che ha arricchito il repertorio del concerto con brani di autentica bellezza che l’artista ha impreziosito e fatto risaltare con la sua particolarissima voce.

Il concerto ha proposto un’intensa performance che  ha raccontato la storia artistica di questo versatile quintetto attraverso tanti stili differenti – dal jazz al soul, dal pop alla musica lounge – frutto di incontri con grandi artisti e soprattutto di sonorità diverse, una sorta di “viaggio” che parte dall’Italia passando per Parigi, Brasile, Stati Uniti, fino ad arrivare alla mia terra, la Scozia, per tornare all’Italia, terra molto amata da Nick.

Nick the Nightfly, origini scozzesi, è conosciuto soprattutto per il suo programma radiofonico “Monte Carlo Nights” il programma notturno più famoso d’Italia, di nuove musiche e tendenze che quest’anno compie un anniversario importante “30” anni di radio e che conduce tutt’ora, oltre ad essere il Direttore Artistico del famosissimo “Blue Note” di Milano dal quale conduce tutte le sere il suo programma amatissimo dal grande pubblico radiofonico.

Dal 1989 Nick The Nightfly è specializzato in musica di qualità, il suo programma ha portato in Italia la musica new age, la fusion, la world music, la musica brasiliana, il jazz, l’acid jazz e negli ultimi anni anche i suoni del nujazz, il lounge e la chill out, le musiche di frontiera, con un occhio sempre attento ai protagonisti di ieri e di oggi.

Il concerto è stata l’occasione per Nick The Nightfly di presentare la musica da lui tanto amata, raccontando diversi aneddoti riguardanti i meravigliosi momenti che lui stesso vive da ormai 30 anni e che lo ha portato sui palcoscenici più importanti non solo in Italia ma nel mondo. Nick è un autentico “ciclone”, contagia tutti con la su prorompente energia e la allegria e la sua autentica passione per la musica. Passione che mette sempre non solo durante la conduzione del suo “Montecarlo Nights” ma anche quando presenta, negli ultimi anni ormai è presenza fissa, star internazionali della musica jazz e non solo dal prestigioso palco di Umbria Jazz nelle sue varie edizioni sia a Perugia che a Terni che ad Orvieto, diventando ormai anche in tali occasioni, la “voce narrante del jazz”.

Ospite d’eccezione in occasione del concerto al Sannio Music Fest di Benevento, è stata la cantante Sarah Jane Morrische, con le sue straordinarie qualità vocali, spazia dal rock al blues al jazz e al soul con un’estensione di quattro ottave che fa letteralmente venire i brividi con la sua fortissima individualità che oltre alla voce straordinaria, è da tantissimi anni impegnata in battaglie civili che la rendono ancora più una presenza straordinaria nel mondo musicale internazionale.

Ad accompagnare i due c’erano Jerry Popolo al sax, Amedeo Ariano alla batteria, Francesco Puglisi al basso elettrico e Marco De Gennaro al piano: jazzisti di lungo corso, musicisti esperti e navigati, capaci di coinvolgere il pubblico presente e di conquistarlo con il loro inesauribile talento.

Oltre ai brani del suo ultimo cd e di tanti altri suoi successi, Nick the Nightfly ha voluto omaggiare Napoli con una canzone di Pino Daniele, presentando poi sul palco l’artista britannica che ha emozionato il numeroso pubblico presente al Teatro Romano con bellissimi successi della sua carriera artistica oltre a cantare due brani con lo stesso Nick the Nightlfy concludendo con una bellissima e applauditissima “Let the Music Play”.

Il prossimo appuntamento della rassegna. per la sezione ‘On The Road’Sant’Agata dei Gotivenerdì 8 luglio, con il concerto della pianista siciliana SADE MANGIARACINA.

L’intero programma di Sannio Music Fest 2022:

DOM. 10 LUGLIO 2022 | GIOVANNI AMATO4et – MONTESARCHIO  

GIOV. 14 LUGLIO 2022 | CARMEN SOUZA duo – SAN SALVATORE TELESINO    

MART. 19 LUGLIO 2022 | RON CARTER Foursight 4et  – TEATRO ROMANO BN

GIOV. 21 LUGLIO 2022 |  RICHARD GALLIANO New York tango trio – TEATRO ROMANO BN

MART. 26 LUGLIO 2022 | LELLO PETRARCA – SAN SALVATORE TELESINO    

Biglietti ancora disponibili, acquistabili pressole prevendite abituali (tel. 0824. 361973 – 0824.700025)

 oppure on line su www.go2.it || www.napolijazz.it || www.ticketone.it.

Recensione: 18esima Edizione del Festival JazzFlirt 2022

di Clementina Abbamondi 

La 18° Edizione del Festival organizzato dall’ Associazione JazzFlirt Musica & Altri amori,ha preso il via
il 4 luglio 2022 nella suggestiva “Area Archeologica Caposele “a Formia .

Ospite della serata il contrabbassista William Parker, una leggenda del jazz con il primo tour europeo di cui una della due tappe è Formia. Il contrabbassista ha suonato assieme a due musicisti d’eccezione ,Pasquale Mirra al vibrafono e
Hamid Drake alla batteria presentando un progetto eclettico e innovativo.
Il concerto è stato aperto dal gruppo “Tetrad 4et “ formato da Gianluca Manfredonia al
vibrafono,Armando Iacovella alla chitarra,Alessandro Del Signore al contrabbasso e Alessandro Forte
alla batteria.,una giovane formazione locale riunita in un progetto caratterizzato da composizioni originali
in cui si avvicendano scrittura e una grande capacità improvvisativa.

Prima del concerto ,Gerardo Albanese ,storico Fondatore dell’Associazione Jazz Flirt &Altri Amori,
presentando al pubblico la 18° Edizione del Festival Jazz ha detto” è stato un traguardo inimmaginabile
raggiungere i 18 anni del Festival.

Infatti , l’Associazione ha dovuto superare nel corso di questi anni grandi difficoltà che hanno messo in discussione il prosieguo di questo Festival Jazz. Cerchiamo ora di raccogliere i frutti di questi anni spesi a promuovere e diffondere la cultura musicale in generale ed in particolare modo quella afroamericana che è quella che predilegiamo. L’Associazione ha portato avanti anche numerose attività collaterali come guida all’ascolto,seminari,laboratori,rassegne video,160 concerti,580 musicisti sono stati ospiti dal Festival Jazz Flirt nel corso di questi 18 anni.Abbiamo
conquistato con i nostri concerti un pubblico sempre più numeroso al quale va il nostro calorosissimo
applauso,un pubblico che ci ha sempre sostenuto e si è lasciato incuriosire dalle nostre proposte”.

A questo punto Gerardo Albanese ha presentato il nuovo Presidente dell’Associazione Emilio Civita che
,dopo aver ringraziato Gerardo Albanese per la sua indispensabile presenza e disponibilità nel guidare in
tutti questi anni il timone dell’Associazione, ha presentato i due musicisti di fama internazionale il
bassista William Parker ed il batterista Amir Drake che sono ritornati sul palco del Festival Jazz Firt dopo
18 anni in quanto erano già presenti nella I° Edizione e ,dice Emilio Civita, “ci fecero l’onore di
suonare anche se allora eravamo sconosciuti ed alle prime armi”.Il Presidente dell’Associazione Jazz Flirt
& Altri Amori ha ringraziato l’Amministrazione Comunale che dice “ha dato un grande contributo ed
impegno e ha creduto in questo 18° Festival ,anche dopo due anni di pandemia che avevano bloccato gli
eventi e la musica” Un sentito ringraziamento è andato anche ai vari sponsor che hanno permesso al Jazz
Firt di organizzare dei concerti di alto livello”, e aggiunge” tengo molto che ad aprire il concerto sia un
quartetto di musicisti locali in quanto stiamo cercando di portare la musica jazz nel nostro territorio e
quindi abbiamo dato la possibilità ad un gruppo di giovani e talentuosi musicisti di presentare un loro
progetto originale in anteprima.


I “Tetra 4et “ sono un gruppo che nasce nel 2021 ed è figlio della forte esigenza espressiva dei musicisti
che lo compongono .A dare nome al gruppo è un concetto che spazia dalla geometria alla
filosofia, intersecandosi inevitabilmente con il mondo musicale. Un tetraedo dove ogni faccia è
rappresentata dal contributo unico dei singoli musicisti, riunito in un progetto caratterizzato da
composizioni originali in cui improvvisazione e scrittura si avvicendano naturalmente.
Gianluca Manfredonia al vibrafono dopo aver lanciato l’uscita del suo progetto in solo “Piovra
Project”incide anche l’album con i Brew4et per l’etichetta “Losen Records”“Drops” che è il disco
d’esordio del gruppo con il quale sta ora lavorando alla realizzazione del secondo disco.Nel 2021 sempre
col gruppo “Brew4et” Gianluca Manfredonia ha partecipato al Contest organizzato dal “Val d’Angri
Jazz” ricevendo dalla giuria il premio come miglior musicista e ha ricevuto meritatamente i complimenti
del Sindaco di Castelforte, paese nativo di Gianluca per il suo grande talento che ha conquistato con
passione, impegno e sacrificio.
Armando Iacovella alla chitarra, Alessandro Del Signore al contrabbasso e Alessandro Forte alla batteria
completano il quartetto. Il gruppo ha suonato alcuni brani originali che prossimamente faranno parte del
loro primo CD : Augumented time,Sotomayor,Almost 11,Cantata dei giorni dispari e Coming and going. I
musicisti ,durante il concerto, hanno dimostrato un grande interplay e grande talento.
Dopo l’esibizione dei “Tetra 4et” sono saliti sul palco dei veri mostri sacri ,il contrabbassista William
Parker, il vibrafonista Pasquale Mirra ed il batterista Hamin Drake.
William Parker bassista, compositore e leader della band è da decenni in prima linea nella scena jazz
creativa .La sua musica è innovativa ,nato nel 1952 ,è tra i più attivi musicisti afroamericani degli ultimi
30 anni..La sua formazione è tutta interna alla musica d’avanguardia di New York dei primi 70 anni.

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Recensione: Art Hirahara Trio ospiti della Summer Live Tones 2022

Di Annamaria enzo
Foto di SpectraFoto (wwww.spectrafoto.com)

Ospiti internazionali e una location da mozzafiato per la XI Edizione del Summer Live Tones 2022 organizzata dall’Associazone Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco che per tale evento si sono avvalsi della collaborazione di tutto lo splendido staff organizzativo e tecnico di Gabbianella Events diretta da un inarrestabile Gianluigi Osteri.

Ormai da tanti anni il Live Tones offre sempre concerti di artisti che sono delle vere e proprie stelle del firmamento musicale jazz internazionale e questi due primi appuntamenti previsti in una delle location più belle di tutto il panorama architettonico culturale dell’intera Campania ne sono la conferma assoluta.

Infatti il Museo Nazionale di Pietrarsa nelle date del 1 luglio e del 7 luglio accoglierà gli appassionati del jazz in un panorama davvero spettacolare, in uno spazio meraviglioso che darà agli ospiti del concerto modo di poter, oltre ad assistere al concerto, di poter visitare uno dei luoghi più belli della nostra regione, tutto compreso nel biglietto del concerto stesso.

Il 1 luglio si è iniziato con il concerto di Art Hirahara Trio con  Art Hirahara al pianoforte, Aldo Vigorito al contrabbasso, Marco Fazzari alla   batteria.

Compositore, pianista, tastierista e produttore musicale, Art Hirahara vive ormai da tantissimi anni a New York. Nel corso della sua carriera ha creato un “sound” tutto suo, che attraversa generi e confini e va dal jazz tradizionale all’avant-gard. Ha registrato sei album come leader per l’etichetta jazz Posi-Tone Records, e compare in dozzine di album di altri artisti internazionali. Si esibisce non solo sui palcoscenici americani, ma anche quelli di Europa, Asia, Sud America e Medio Oriente. Oltre a suonare con la sua band, ha avuto il privilegio di esibirsi con grandi nomi del jazz internazionali tra i quali Don Braden, Freddy Cole, Stacey Kent, royal hartigan e Akira Tana.

Come ha raccontato lo stesso Alberto Bruno durante la presentazione del concerto, Art Hirahara ha stretto ormai da tempo un’affettuosa amicizia con lo stesso Direttore Artistico tanto che in occasione di un suo recentissimo concerto al prestigioso Blue Note di Milano aveva invitato Alberto Bruno a partecipare al concerto, prendendo poi un impegno formale con lui di poter organizzare, appena possibile, una data a Napoli.

Occasione che si è presentata appunto il 1 luglio, in concomitanza delle ferie estive del pianista che ha avuto modo, tornando in Italia, di poter organizzare con il Live Tones questo concerto, unica data in Italia, che è stato un vero e proprio evento musicale, sia per la bellezza del luogo che l’ha ospitato che per la musica che per l’affiatamento stesso del Trio,  che non aveva mai suonato insieme prima di quest’occasione, ma grazie al talento di Aldo Vigorito e di Marco Fazzari, due strepitosi musicisti campani che hanno colto al volo l’opportunità di poter suonare con un mito internazionale della musica jazz, studiando e provando in pochissimi giorni la musica composta dallo stesso Art Hirahara ed eseguendo, con una perfezione inimitabile, i bellissimi standard jazz proposti dal Trio stesso.

Art Hirahara ha uno stile pianistico che emoziona, sa trarre fuori dal pianoforte note così magiche e così sensibili da creare dolcissime melodie in grado di poter davvero emozionare i cuori, tanto che è sembrato essere quello che spesso si definisce come il vero “jazz dell’anima”. Tanti i brani della sua intensa produzione musicale come “The Shadowist”, “Il Sentiero degli Dei”, “Ships Passing”, “Escherian Steps” che si sono intervallati all’esecuzione davvero coinvolgente di brani standard di jazz come “Turnaround” di Ornette Coleman, “Boliva” di Cedar Walton, “You do Something to Me “ di Cole Porter, fino a brani della musica bossanova come “If you never come to me” di Antonio Carlos Jobim, suonati alla perfezione e con grande entusiasmo ed evidente amore per la musica non solo da Art Hirarara ma anche dagli stessi Aldo Vigorito e Marco Fazzari, evidentemente emozionati e felici di aver avuto l’invito di poter condividere una serata unica e irripetibile di musica straordinaria come quella di venerdi scorso, concludendo poi, in un lunghissimo applauso del pubblico presente, con una bellissima interpretazione di “Peace” di Horace Silver.

Prossimo appuntamento del Summer Live Tones 2022 giovedi 7 luglio sempre al Museo di Pietrarsa con il concerto   di   Giuseppe Bassi Sumire Kuribayashi in “I will touch you”
Sumire Kuribayashi pianoforte
Giuseppe Bassi cbasso

L’ingresso è dalle ore 20,00 per visitare liberamente il Museo.
Il costo del biglietto è di 20,00 euro comprensivo della visita libera al museo e dell’ascolto del concerto, acquistabile la sera alla biglietteria predisposta o sul circuito on line go2 o prevendite fisiche territoriali.
https://www.boxol.it/…/giuseppe-bassi-sumire…/411161
INFO: 3389941559

È possibile parcheggiare al Pietrarsa Parking convenzionato con il Museo di Pietrarsa per i suoi visitatori e che si trova a pochi metri dalla struttura.

Recensione : 26° Edizione del “Premio Internazionale Massimo Urbani”

Recensioni di Clementina Abbamondi

Il 25 -26 giugno 2022 si è svolta a Camerino la 26° Edizione del “Premio Internazionale Massimo Urbani”, il prestigioso concorso internazionale per solisti che dal 1996 scopre giovani talenti del jazz e il cui scopo è quello di attirare musicisti talentuosi nel territorio. Il Premio nasce nel 1996 ad Urbisaglia (MC), da un’idea del direttore artistico e straordinario promotore di jazz Paolo Piangiarelli, produttore della casa discografica Philology Label, scomparso il 1° gennaio di quest’anno, al quale sarà dedicata questa Edizione. Paolo Piangiarelli ha voluto istituire questo Premio in memoria di Massimo Urbani, geniale sassofonista romano prematuramente scomparso. Il Premio, che oggi coinvolge le città di Camerino, Urbisaglia e Macerata è organizzato dall’Associazione Culturale Musicando Jazz di cui è Presidente Daniele Massimi e dal 2004 viene supportato dal Comune di Camerino e da UNICAM che istituendo il Premio UNICAM jazz, dà la possibilità ai vincitori di incidere il loro primo disco da professionisti. Nel 2007 il Premio acquisisce l’aggettivo “Internazionale “con l’obiettivo di estendere i confini del premio all’estero. Il concorso ha selezionato quest’anno più di 80 solisti, attraverso rigorose selezioni dal vivo valutate da una giuria che quest’anno è composta dai due Presidenti: il sassofonista Baptiste Herbin, ed il trombonista Massimo Morganti e dalla sezione ritmica formata dal pianista Massimiliano Rocchetta, da Gabriele Pesaresi al contrabbasso e da Massimo Manzi alla batteria.

I finalisti del Premio Internazionale Massimo Urbani 2022 sono 10 musicisti.

Venerdì 24 giugno sul prato dell’agriturismo PAPPAFO’ Country House, incorniciato dalle colline marchigiane in una serata impreziosita da un bellissimo tramonto, si è svolta l’anteprima del Premio Internazionale Massimo Urbani, una cena spettacolo. La” Musicando Jazz Orchestra” ha suonato alcuni dei brani più famosi del grande jazzista Charles Mingus come omaggio ai 100 anni dalla sua nascita. Come ha detto Daniele Massimi, Presidente di Musicando Jazz, “L’Orchestra è nata nel 2018 grazie ad un’idea e al coordinamento del musicista Stefano Conforti che ha coinvolto in questo progetto circa 25 musicisti jazz marchigiani. La Musicando Jazz Orchestra diretta dal Maestro Luca Pecchia, rappresenta un forte segnale di rinascita dei territori e delle comunità colpiti dal terremoto del 2016”. Il concerto è stato impreziosito dai bellissimi assoli di Stefano Bedetti al sax e di uno dei presidenti della giuria del Premio Internazionale Massimo Urbani il talentuoso sassofonista Baptiste Herbin. È stato poi chiamato a suonare alcuni brani al piano il bravissimo Tommaso Perazzo già vincitore nel 2018 del Premio.

Sabato 25 alle 17 nei bellissimi giardini comunali della Rocca Borgesca di Camerino come ogni anno il PIMU ha dedicato un appuntamento pomeridiano ai bambini ed in collaborazione all’ Associazione “Adesso Musica” ha organizzato dei laboratori di “Musica per gioco”.

Alle 19 si è svolto” l’aperitivo concerto al tramonto “con il “Lorenzo Bisogno Quartet” formato da Lorenzo Bisogno al sax tenore (vincitore del Premio Internazionale Massimo Urbani 2021), Manuel Magrini al pianoforte, Pietro Paris al contrabbasso e Lorenzo Brilli alla batteria. Lorenzo Bisogno ha presentato alcuni brani da lui composti per il suo cd che uscirà a breve:” Time to find out”, “Open Spaces”,” Groovy””, Searching for the next”,” Cicli lunari” e anche due arrangiamenti degli standars “317 east32nd street” di Lennie Tristano e “The Moontrane” di Woody Shaw.

Il sassofonista ha dimostrato ancora una volta di essere oltre che un eccellente musicista anche un bravissimo compositore. Inoltre, il “Lorenzo Bisogno Quartet”, è dotato di interplay e grande affinità musicale e affiatamento tra i musicisti del gruppo.

Alle 21 sul palco allestito sotto una quercia della Rocca Borgesca di Camerino con un bellissimo prato circondato da alberi centenari e da un panorama mozzafiato sulle colline marchigiane ha preso il via la XXVI edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani.

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Recensione: Noa ospite del “Sannio Music Fest” 2022 al Teatro Romano di Benevento

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (wwww.spectrafoto.com)

Strepitoso  successo il concerto tenutosi il 23 giugno di   di Noa in  “30th Anniversary Tour ” al Teatro Romano di Benevento, nell’ambito del Sannio  Music Fest 2022, organizzato da Napoli Jazz Club e diretto da Michele Solipano, che prevede un cartellone di pregio per accompagnare questo inizio afoso d’estate Beneventana, con eventi non solo in città, ma anche nella provincia circostante e la novità dell’edizione 2022 è proprio la sezione on the road con concerti non solo al Teatro Romano, ma anche nel Cortile del Vescovado di Sant’Agata dei Goti, nella Villa comunale Montesarchio e nella splendida Abbazia benedettina di San Salvatore Telesino


Cantautrice, poeta, compositrice, percussionista, relatrice, attivista e madre di tre figli, Achinoam Nini in arte Noa, ha debuttato come cantante nel 1991 e si è fatta  apprezzare in coppia al chitarrista Gil Dor. Il loro primo album è Achinoam Nini e Gil Dor Live. Tre anni più tardi debutta con un lavoro in studio, intitolato Noa, in cui è inserito il suo primo vero successo: “I Dont’Know”.

Il 1996 è l’anno del suo secondo disco, Calling, che gli permette per la prima volta di essere apprezzata anche in Italia, dove si presenta tra l’altro per prendere parte a un concerto di Antonello Venditti in Piazza del Plebiscito a Napoli. Il rapporto con il nostro Paese però si stringe ancora di più l’anno dopo, quando viene scelta da Roberto Benigni per interpretare il brano Beautiful That Way, canzone principale della colonna sonora del film La vita è bella.

La sua carriera esplode definitivamente e gli anni Duemila sono ricchi di pubblicazioni di discreto successo, oltre che riconoscimenti importanti come ambasciatrice della pace proveniente dal mondo della cultura. Nel 2005 partecipa al Live 8 al Circo Massimo e l’anno dopo è in gara a Sanremo con il brano Un discorso generale, insieme a Carlo Fava e Solis String Quartet, insignito del Premio della Critica Mia Martini. Un ulteriore momento importante per la sua carriera è l’approdo all’Eurovision Song Contest nel 2009 in coppia con la connazionale Mira Awad. Nell’occasione canta There Must Be Another Way, interpretata in inglese, ebraico e arabo, e arriva al 16° posto

Nel 2011 pubblica l’album Noapolis, in cui la cantante riprende alcuni tra i più bei brani della canzone classica napoletana, fra cui Santa Lucia Luntana e I’ te vurria vasà, presentate in anteprima a Napoli il 6 dicembre 2010.

Nel 2014, dopo quattro anni di lavorazione al fianco di Gil Dor (chitarrista, arrangiatore, compositore), Noa ritorna con un nuovo album intitolato “Love Medicine”, al quale partecipano anche grandi jazzisti tra cui Pat Metheny, altro suo storico collaboratore nonché produttore anche del suo primo lavoro nel 1994, che per l’occasione compone il brano Eternity in beauty. 

Nel marzo 2019 pubblica il nuovo disco Letters to Bach, progetto discografico prodotto da Quincy Jones, che nasce dalla profonda ammirazione di Noa per il genio del compositore tedesco Johann Sebastian Bach. Nell’album, Noa riprende 12 brani musicali di Bach, arricchendoli con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Gli arrangiamenti per chitarra sono stati realizzati da Gil Dor.

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