Category Archives: Live

Recensione: Ciammarughi Fresu : al Parco storico dell’Appia Antica si rinnova la magia!

Recensione e Foto di:Vittorio Santi

Era atteso..e non ha tradito le aspettative… la performance del 26 settembre del duo in oggetto, nel magico contesto dell’area archeologica della Villa dei Quintili .

Ramberto Ciammarughi e Paolo Fresu hanno letteralmente stregato il folto pubblico che si è recato  al concerto come sempre in doppia esecuzione.

Lo spettacolo iniziato con qualche minuto di ritardo per dar modo di espletare tutte le procedure di sicurezza ha prodotto bellezza.

La sintonia tra i due Artisti era evidente: vedute simili di approccio alla musica, pur mantenendo integra la loro identità.

Il pianoforte di Ciammarughi ha volteggiato nell’area archeologica dove gli spettatori hanno potuto innalzarsi sulle ali delle sue note ascoltando le sue composizioni originali.

Non da meno è stato Fresu; sempre puntuale e presente ha sottolineato con i suoi strumenti a fiato che l’incontro tra due grandi artisti porta sempre a chi partecipa  la possibilità di essere totalmente  immerso in una “bolla”musicale arricchita in questo caso da una particolare e unica location.

Il pubblico ha richiesto nel modo più …eclatante ovvero non lasciando la sala i bis che naturalmente sono stati concessi.

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La rassegna che volge al termine,  ha ancora due appuntamenti in cartellone: a noi non resta che aspettare venerdì 2 e sabato 3 ottobre, certi che ancora una volta la musica saprà riempirci di gioia

Recensione: Grande successo per il San Gennaro Day!

Di Manuela Ragucci
Foto di : Eugenio Blasio

Grande successo per il San Gennaro Day che, sfidando pioggia e Covid, ha premiato le eccellenze in nome del santo Patrono!

Nonostante il Covid e l’allerta meteo con annessa bufera che si è abbattuta su Napoli nel pomeriggio, il Premio San Gennaro Day non si è fermato: “E’ stato come se il Santo patrono avesse fatto un grande piccolo miracolo per la Kermesse a lui dedicata” – afferma con gioia Gianni Simioli, direttore artistico ed ideatore della Kermesse. Un’edizione sicuramente più intima, ma come sempre festosa e ricca di emozioni. Gianni Simioli, perfetto padrone di casa, ha messo insieme un cast originale e come sempre variegato, premiando uomini e donne con il prestigioso riconoscimento che viene assegnato ogni anno alle personalità del mondo dello spettacolo, dell’editoria, delle istituzioni che si sono distinte nei loro settori.

Quest’anno la manifestazione ha trovato casa nell’accogliente location del Teatro Politeama, dove si sono rispettate tutte le normative anti- Covid previste dalla legge. L’organizzazione della Jesce Sole, capitanata da Fiorita Nardi, impeccabile come sempre, in poche ore è riuscita nonostante tutti gli imprevisti del caso ad offrire per l’ottavo anno consecutivo uno spettacolo a cui i partenopei sono sempre più affezionati. Ad aprire la serata la voce del grande Marcello Colasurdo che ha regalato una tammorriata anti pandemia per poi esibirsi anche dopo con “Vesuvio”.  Il ciclone Marisa Laurito ha coinvolto la platea con “Dove sta Zazà”, regalando al pubblico un monologo tratto dalla commedia di Eduardo “Non ti pago” diventando spot per il teatro partenopeo in particolare per il teatro di Forcella, il Trianon, di cui cura la direzione artistica. Standing ovation per il Professore Paolo Ascierto che ha raccomandato ancora una volta alla prudenza per il difficile momento che stiamo vivendo, raccontando poi del docufilm “1+1=3” che lo vede protagonista nel periodo della pandemia.

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Recensione: I Violons Barbares inaugurano la XXV Edizione di Ethnos Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Come ogni anno, torna l’attesissimo appuntamento annuale di Ethnos, il festival internazionale della musica etnica, ideato e diretto da Gigi Di Luca, arrivato alla sua 25esima Edizione e che anche quest’anno porterà sui palchi dei 5 Comuni interessati dal progetto, dal 26 settembre al 4 ottobre 2020,  musicisti e artisti internazionali provenienti da Francia, Bulgaria, Mongolia, Marocco, Turchia, Estonia, Germania, Svezia, Tunisia, Cuba e Venezuela, tutti con stili musicali diversissimi tra loro ma tutti di grande talento e di unicità nel loro genere che, ne siamo sicuri, come ogni anno, saranno protagonisti assoluti di serate che resteranno nel cuore del numerosissimo pubblico che ogni anno aspetta con emozione e interesse le proposte di Gigi Di Luca, scelte artistiche che sono frutto delle sue innumerevoli partecipazioni a Festival musicali in tutto il mondo che gli permettono di conoscere musicisti di altissimo livello artistico e giovani talenti che anche quest’anno conquisteranno il pubblico campano.

Il festival Ethnos, programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec, è organizzato da La Bazzarra, con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a CremanoPorticiErcolanoTorre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

Le serate del Festival saranno anticipate dalle esibizioni dei vincitori del Gener/Azioni 2020, la sezione del Festival Ethnos dedicata ai giovani artisti under35, che quest’anno ha visto nelle scorse settimane partecipare decine e decine di progetti in 5 categorie come musica, teatro, cinema, danza e arte visiva mettendo in luce tantissimi giovani talenti di altissimo valore.

Quest’anno diverse difficoltà, sia per il rispetto delle norme anticovid che per le avverse condizioni meteorologiche, hanno costretto lo stesso Gigi Di Luca e tutto il preziosissimo e instancabile staff del Festival a cambiare, in tempi record, la location che avrebbe dovuto ospitare il primo concerto del 26 settembre. In poche ore, con diversi aggiornamenti sulla loro pagina social FB, è stato implementato un apposito link sulla pagina di Evenbrite per la prenotazione online al concerto ed è stata cambiata la location spostando il concerto da Ville Delle Ginestre di Torre Del Greco alla sala del MAV di Ercolano. E come spiegato dallo stesso Direttore Artistico ad inizio concerto, non è stata la sola difficoltà incontrata nell’organizzazione del Festival visto che lo stesso gruppo dei Violons Barbares protagonisti della serata in arrivo da Francoforte siano stati dirottati, causa maltempo, all’arrivo su Capodichino all’aeroporto di Bari, creando non poche difficoltà al Trio che invece ha accolto il cambio programma con il sorriso e un’incredibile forza di volontà derivato dal desiderio di portare la propria musica al pubblico di Ethnos che lo attendeva con grande emozione.

Il concerto dei Violons Barbares è stato anticipato dalle parole di Gigi Di Luca che ha illustrato il programma, spiegando appunto che nonostante le difficoltà per il delicatissimo momento di emergenza sanitaria che sta creando numerosissimi problemi al settore artistico, non hanno voluto assolutamente rinunciare a questa importantissima edizione , la 25esima, di Ethnos che riparte proprio da dove è nato nel 1995, nel cosiddetto “miglio d’oro” come scelta importante e simbolica di una “ripartenza” “con lo stesso entusiasmo di allora, per testimoniare come le scelte artistiche di Ethnos sono sempre di altissima qualità e portano davvero al pubblico un “pezzo” del mondo musicale internazionale che  è unico nel suo genere e che, trattandosi di concerti in esclusiva, non possono essere ascoltati altrove.

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Recensione: La Norma Ensemble e Fabrizio Bosso alla rassegna “Dal Tramonto all’Appia”

Recensione e Foto a cura di : Vittorio Santi

Norma Ensemble e Fabrizio Bosso : incontro al tramonto

Entrare per la prima volta in questa stupenda area archeologica e poter ascoltare concerti credo sia uno dei veri piaceri della vita.

L’occasione giusta è  la rassegna jazz “Dal tramonto all’Appia”  promossa dal Parco Archeologico dell’Appia AnticaMinistero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, con il sostegno della Regione Lazio, che nasce da un’idea di Marco Massa, con la direzione artistica di Fabio Giacchetta, produttore musicale e organizzatore di concerti con artisti di levatura internazionale.

Quest’anno gli appuntamenti musicali si sviluppano nell’intervallo di tempo tra l’11 settembre il 3 Ottobre in alcuni luoghi di grande fascino e attrazione.

Il 25 settembre l’onore di suonare nel Casale di Santa Maria Nova e l’area archeologica della Villa dei Quintili,  è toccato alla Norma Ensemble, formazione nata nel 2019 e composta da

Marcello Allulli al sax, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Valerio Vantaggio alla batteria, Enrico Zanisi al pianoforte, che per l’occasione si è arricchita della partecipazione di Fabrizio Bosso, trombettista di fama internazionale.

Il pubblico, suddiviso in due set  per dare modo ad una platea più ampia di assistere ad un programma di musiche originali veramente pregevole anche nell’esecuzione delle stesse.

Ritmo passione e coinvolgimento hanno dominato per tutto il tempo di ogni singolo concerto (circa 1h 30m ) comprensivo dei bis richiesti.

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I vari brani eseguiti in uno scenario naturale cosi importante hanno fatto si il pubblico presente si sentisse parte attiva della serata, dimostrando grande attenzione e interesse per le note eseguite e le parole dette nel corso della serata,

Una plauso anche per l’organizzazione tutta: veramente all’altezza della situazione sia per quanto riguarda la logistica che per il rispetto e l’attenzione verso il pubblico.

Recensione: Antonio Castaldo in piano solo al Piano City Napoli 2020

di Clementina Abbamondi

La  rassegna Piano City Napoli 2020 nonostante la riprogrammazione alla luce delle restrizione anticovid 19 si  è    svolta dal 7 al 13 settembre come  promesso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli .Per dar luogo  al maggior numero di eventi nelle condizioni di sicurezza  imposte la rassegna è stata suddivisa in più giorni ed  ha predisposto un ricco cartellone che ha allineato 145 eventi in 32 location . La manifestazione nata a Berlino da un’idea del pianista tedesco Andreas Kern, ha trovato in Napoli una sede di eccellenza.

Nell’ambito della sezione jazz dei concerti di Piano City con la direzione artistica del Maestro Francesco D’Errico,mercoledì 9 settembre nel cortile del Maschio Angioino ho assistito al concerto di un giovane pianista campano di soli 29 anni Antonio Castaldo che ha dato prova del suo talento.  Antonio Castaldo  nasce il 29.09.1990 e comincia prestissimo ad amare la musica in quanto  nella sua famiglia il papà  è chitarrista, il fratello batterista Jazz e lo zio bassista,  gli danno lo stimolo per innamorarsi della musica e così, all’età di 6 anni, si avvicina  allo studio del pianoforte. Inizia così a studiare i primi anni dell’adolescenza il pianoforte sotto la guida del M° Giovanni Pepe.  In seguito si  iscrive al Conservatorio “G. Martucci” di Salerno alla classe di Pianoforte Jazz, sotto la direzione dei Maestri Francesco D’Errico, Guglielmo Guglielmi e Sandro Deidda.  nel 2017, consegue brillantemente la laurea triennale in Pianoforte Jazz con 110/110 e Lode e una tesi dal titolo “Dal Ragtime al Jazz moderno”. Negli anni 2016 e 2017  nei quali  frequenta  i corsi  Erasmus in Spagna  studia con grandi maestri del Conservatorio Superior de Mùsica de A Coruña, come i maestri Alberto Conde De León, Kin García, Fernando Llorca, Iñigo Azurmendi e, Roberto Somoza. In questi anni entra a far parte di due Orchestre Jazz di grande rilievo quali i “Los Hot Chocholates” e i “Blue Devils Big Band” ed, inoltre, dell’orchestra di musica funky  i “Mambo n° Funk”. In particolare, col M° Roberto Somoza, partecipa a vari progetti Swing-Jazz, di Cabaret e Show internazionali.  A Dicembre del 2019 consegue il diploma accademico di II^ livello con 110 e lode presso il Conservatorio “G. Martucci di Salerno” e continua comunque ad approfondire la conoscenza dello strumento con i Maestri Michele Di Martino e Julian Oliver Mazzariello.      Tante sono le sue performaces con apprezzati musicisti di Jazz sia nazionali che stranieri. Tra gli eventi a cui ha partecipato Antonio Castaldo  Piano City Napoli negli anni 2014, 2015, 2019.

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Recensione: Edoardo Bennato ospite dell’Avella Art Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Seconda serata del cartellone Avella Art Festival 2020, con il concerto di Edoardo Bennato “da Rossini al rock”,  organizzata dal Comune  di Avella e da Scabec, rassegna voluta fortemente dal Sindaco di Avella Domenico Biancardi e diretta da Paolo Romano, ha visto uno strepitoso successo, come lo è stata già la prima serata con il teatro di Vincenzo Salemme che ha riscosso un sold out in ogni ordine di posto della bellissima location che è l’Anfiteatro di Avella, vero e proprio gioiello di arte e di storia ma che in tali occasioni si veste di una magia ancora più emozionante, diventando teatro di serate che sono amatissime dal pubblico che partecipa sempre più numeroso di evento in evento.

Una serata strepitosa visto che si è trattato in realtà di 4 concerti in uno: nella prima parte il cantautore napoletano è stato accompagnato dalle note del Quartetto Flegreo, poi da solo in una sorta di One Man show con la sua inseparabile armonica a bocca, seguito da una parte piu squisitamente rock con tutta la sua band al completo, per poi concludere il concerto con l’arrivo sul palco di uno dei più conosciuti ed apprezzati rapper napoletani Clementino che ha duettato, sotto l infinito applauso del pubblico presente, con Bennato in una sorta di concerto nel concerto che è stato accolto con una standing ovation di tutto il pubblico sia in platea che sulle gradinate che ha affollato sin da primo pomeriggio il sito di Avella.

Il concerto si è aperto proprio con le vibranti note dei violini e del violoncello del Quartetto Flegreo che hanno accompagnato Bennato in canzoni storiche come “Dotti, medici e sapienti“, “In fila per tre” “L’isola che non c’è“, “Fata”, “Detto tra noi” e “Cantatutore”, Una carrellata di brani storici che hanno subito infiammato il pubblico e che hanno lasciato spazio alla seconda parte del concerto in cui un Bennato in piena forma si è esibito da solo sul palco cantando per noi “Abbi dubbi“, “Sono solo canzonette” e “Il gatto e la volpe

Nella terza parte del live è entrata in scena la band conferendo un’impronta decisamente più rock alla serata.  Il via è dato da “Stop America”,  “Sarà falso, sarà vero”, seguito dalla bella “Mangiafuoco” arricchita da intensi assoli di batteria e percussioni che hanno appassionato il pubblico.

Da questo momento in poi, dopo aver ascoltato le nuove “Mastro Geppetto e Lucignolo”, un ritorno a Napoli con una serie di canzoni che ci hanno raccontato l’infanzia e la carriera di Bennato come “A Napoli 55 è ‘a musica”, “Sotto Viale Augusto che ce sta” e “Vendo Bagnoli”.

 

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Dopo un’altra immersione in brano storici come “Io che non sono l’Imperatore”, “Rinnegato” e “La mia città”, è entrato nuovamente in scena il Quartetto Flegreo e verso la fine del concerto, grande sorpresa Clementino con il quale Bennato ha duettato in altrettante canzoni storiche del cantautore dimostrando che il rock si può sposare magnificamente anche con le note della musica rap di un’artista che ormai è un vero e proprio artista affermato come Clementino.

Grande successo quindi, meritatissimo e che fa onore a chi si sta impegnando in prima fila a far sì che non solo location straordinarie come quella dell’Anfiteatro di Avella possa essere utilizzata per spettacoli di grande emozione ma anche che la musica e lo spettacolo in generale possano tornare nella vita di chi ama l’Arte come prima di questa complicata emergenza sanitaria.

Complimenti quindi a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’Avella Art Festival e in particolar modo al Sindaco Domenico Biancardi che ogni anno si impegna a trovare il modo e i mezzi per poter realizzare rassegne sempre di altissimo livello.

 

 

 

 

Recensione: Avion Travel ospiti dell’Arena Spartacus Festival

di Annamaria De Crescenzo
foto di : SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Dopo due mesi di intensissima programmazione dell’Arena Spartacus Festival che ha portato al pubblico campano spettacoli di grande bellezza artistica sia in campo musicale, teatrale e del cinema, con artisti di altissimo livello conquistando, settimana dopo settimana per l ‘intero periodo estivo un numero sempre maggiore di pubblico che ha seguito tutti gli eventi con interesse e partecipazione davvero strepitosa  i numerosi eventi del cartellone estivo, un doppio festeggiamento l’8 settembre che ha visto sul palco dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere uno dei gruppi più interessanti del panorama musicale italiano come gli Avion Travel che proprio in questa data hanno festeggiato i  quarant’anni di carriera.

Il tema della serata è nato proprio dall’esigenza di tornare a calcare i palchi di Italia con uno spettacolo con il quale gli Avion Travel hanno proposto i loro più grandi successi in attesa della ripresa del tour del quarantennale “Oppla’ Tour / Avion Travel 1980/2020” rimandata, proprio a causa dell’emergenza sanitaria che ha bloccato per mesi l’organizzazione degli spettacoli live, alla prossima primavera 2021.

Il gruppo nasce a Caserta nel 1980. Negli anni si sono ritagliati uno spazio importante sulla scena della canzone d’autore italiana, con una intensa attività live e numerosi dischi. Nel 2000 vincono il Festival di Sanremo con il brano Sentimento. Nel 2018 esce l’ultimo album di inediti della band, Privé, un disco fedele allo spirito di
produzione indipendente e alle atmosfere della trilogia composta da “Bellosguardo”, “Opplà”, “Finalmente Fiori” e realizzato dopo aver ricostruito lo staff operativo dei loro inizi, con Mario Tronco nel ruolo di produttore artistico e supervisore, oltre che di arrangiatore e musicista.
Gli Avion Travel si sono ricongiunti in formazione originale per quello che è stato il Retour nel 2014, poi protrattosi fino agli inizi del 2017. Nell’estate dello stesso anno dopo la scomparsa di Fausto Mesolella e un periodo di esitazioni e riflessioni, il tour è ripreso in quintetto con la new entry di Duilio Galioto alle tastiere.

Sul palco dell’Anfiteatro la splendida voce di 𝗣𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝗹𝗹𝗼, voce, e il talento di straordinari musicisti come 𝗠𝗶𝗺𝗶̀ 𝗖𝗶𝗮𝗿𝗮𝗺𝗲𝗹𝗹𝗮, batteria, 𝗣𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗗’𝗔𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼, sax, 𝗙𝗲𝗿𝗿𝘂𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗦𝗽𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶, contrabbasso, 𝗗𝘂𝗶𝗹𝗶𝗼 𝗚𝗮𝗹𝗶𝗼𝘁𝗼, piano e tastiere.

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Recensione: Il Premio Bindi 2020 a Luca Guidi

Recensione e Foto : Vittorio Santi

Il premio Bindi 2020 a Luca Guidi

Anche quest’anno malgrado i noti problemi, il carattere e la volontà dell’Associazione Culturale “Le Muse Novae” di Enrica Corsi, insieme a Comune di Santa Margherita Ligure, Regione Liguria e SIAE hanno dato vita alla XVI° Edizione del Premio riservato alla Canzone d’autore.

Nei tre giorni di concorso (2-3-4 settembre) si sono alternati sul palco gli otto finalisti selezionati dal Direttore Artistico Zibba.

La Giuria del Premio a cui è toccato l’onere di decidere il vincitore era composta da:

Vittorio De Scalzi autore e musicista, Armando Corsi musicista, Massimo Cotto conduttore radiofonico e autore, Marco Rettani produttore discografico, e dai giornalisti Lucia Marchiò, Fabio Gallo, Massimo Poggini e Francesco Paracchini.

Come per molte altre manifestazioni la prima serata è stata trasmessa completamente in streaming.

Il 3 settembre il concorso è proseguito sotto la condotta di Enrico Deregibus.

Dopo l’apertura di Jamila artista emergente toscana, abbiamo potuto ascoltare Dente.

Il cantautore intervistato da Claudio Cabona ha conversato su svariati temi musicali e ci ha fatto ascoltare alcuni pezzi del suo repertorio.

La serata finale condotta da Massimo Cotto di Virgin Radio ha dato la possibilità al folto pubblico presente di ascoltare gli Artisti.

Nel corso della stessa, Senna si aggiudicato la targa “Giorgio Calabrese” per il miglior autore.

Per quanto riguarda invece il miglior arrangiamento premiato dalla targa “Beppe Quirici” la vittoria è arrisa a Blindur.

Luca Guidi il vincitore assoluto della manifestazione, vanta partecipazioni importanti: nel  gruppo blues Betta Blues Society, e successivamente entrò a far parte dell’orchestra di ukulele Sinfonico Honolulu, che insieme a Mauro Ermanno Giovanardi pubblicarono “Maledetto Colui Che È Solo”, disco vincitore della Targa Tenco 2013 come miglior disco di cover.

Ospiti prestigiosi della serata finale Omar Pedrini e Vittorio De Scalzi.

Quest’ ultimo ha presentato in anteprima nazionale “ritratti d’Autore” disco che omaggia proprio il Cantautore a cui è associato il Premio.

Anche questa edizione …movimentata ora può andare in archivio

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Recensione: Daniele Gorgone Quartet ospite del Festival di valle Christi

Recensione e Foto di: Vittorio Santi

Il Festival di valle Christi non si arrende.

Anche quest’anno pur con tutte le attenzioni del caso la manifestazione ha preso il via seppur in forma ridotta.

Tre serate ben diversificate tra di loro nei generi ma con protagonisti di primissimo rango nei vari campi artistici.

L’apertura di questa edizione è toccata a un concerto di musica jazz di altissimo livello.

Il” Daniele Gorgone Quartet “formato dal pianista stesso e da Matteo Cidale alla Batteria, Nico Gori al sax e clarinetto, Marco Piccirillo al contrabbasso ha potuto anche contare sulla presenza di un fuoriclasse della tromba: Flavio Boltro.

Nell’anfiteatro di questo monumento di rara bellezza sono risuonate magiche le note che i musicisti senza risparmiarsi hanno regalato ai circa 130 presenti che è un numero molto vicino alla capienza massima possibile rispettando i distanziamenti sociali.

Il tocco leggero del pianista, si è unito con classe alle “intemperanze” dei due fiati che hanno duettato a lungo in varie esecuzioni e che insieme a un contrabbasso leggero ma mai ininfluente, e alla batteria, che nei momenti topici ha saputo farsi riconoscere hanno riscosso grandi applausi alla fine di ogni pezzo eseguito.

La performance durata circa 1 h 30 m ha poi avuto la prevedibile richiesta di bis, due per l’esattezza, che hanno chiuso il concerto con il pubblico visibilmente soddisfatto.

il prossimo appuntamento per quest’anno a Valle Christi è fissato domenica 9 Agosto con Adolfo Margiotta, attore cresciuto alla scuola del Teatro Stabile di Genova.

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Recensione: Vinicio Caposella “Pandemonium” al Gubbio Oltre Festival

Recensione e Foto di : Massimo Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Pandemoniumè un concerto narrativo di canzoni messe a nudo, scelte liberamente da un repertorio che quest’anno tocca il traguardo dei trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa”.

Pandemonium da Pan, tutto, e demonio: tutto demonio, in opposizione a pan theos, tutto Dio. Dunque un concertato per tutti i demoni.  Sul palco, insieme a Vinicio Capossela al pianoforte e al “rumorista intraterrestre” Vincenzo Vasi, una serie di strumenti musicali che insieme evocheranno il Pandemonium, mitologico e gigantesco strumento di metallo dal tono grave, che scava negli inferi, in quel sottosuolo che è anche sede della memoria.

Pandemonium è anche il nome della rubrica quotidiana tenuta da Capossela durante la quarantena, una sorta di almanacco del giorno, che indagava le canzoni e le storie che ci stavano dietro mettendole in connessione con le storie di un’attualità apparentemente immobile, ma in continuo cambiamento. Durante la serata ci sono stati dunque anche momenti dedicati all’intimità del colloquio, così come è avvenuto nella distanza: una narrazione che svela le storie e gli scheletri negli armadi delle canzoni.

Il demone a cui mi riferisco in questo Pandemoium è il dáimōn dei greci – scrive l’artista -l’essenza dell’anima imprigionata dal corpo che è il tramite tra umano e divino. Il destino legato all’indole, e quindi al carattere. Pan Daimon, tutti i demoni che fanno la complessità della nostra natura, tutte le stanze di cui è composto il bordello del nostro cuore.

Pan e Daimon, tutti insieme. Il Pandemonium è la somma delle nature nelle loro contraddizioni Nature che generano cacofonia, il pan panico, la confusione del tutto quanto, l’entropia incessante che ci fa continuamente procedere e separare. Tutti i dáimōn, come in un vaso di pandora liberati nell’isolamento e nell’insicurezza che ci ha colti nella pandemia. Nuove e antiche pestilenze. Ma allo stesso tempo il dáimōn è l’angelo, l’entità che fa da ponte col divino. Perché un po’ di divino nell’uomo c’è, pure se impastato col fango e il dáimōn lo rimesta e solleva.(cit. Vinicio Capossela)

Sono le 19:35 di un 4 di agosto.

Nello splendido Teatro Romano di Gubbio, le nuvole minacciose hanno da poco lasciato spazio a raggi di sole che illuminano un piccolo palco. Un organo (che sembra uscito dalle Avventure del Barone di Munchausen), un piano e delle tastiere.

La piccola folla inizia ad entrare e a disporsi nei gradoni …

Dopo mesi, rintanate nelle case,le persone finalmente non vedo l ora di uscire,desiderose di vita…e di musica!

I fotografi (tra cui me) si dispongono cercando la miglior posizione.

Si studia la luce…”i suoi cappelli, gli fanno sempre ombra sul viso..” dice qualcuno.

Siamo pronti.

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All’improvviso, un diavoletto, di rosso vestito, sbuca dal palco.

Accanto a lui un piccolo elfo dai capelli bianchi.

Gli astanti li accolgono con fragorosi applausi e strepiti troppo a lungo soffocati tra le mura domestiche.

Che lo spettacolo abbia inizio.

Parole e suoni.

Un caleidoscopico crogiuolo di stili musicali e intrecci letterari.

Un” matto ” nella città dei matti.

Scivola e va via, una nota dopo l’altra.

 

Credits: Si ringrazia Danilo Nardoni per l’accredito concessaci e tutto lo staff organizzativo di Gubbio Oltre Festival per la gentile accoglienza e la perfetta organizzazione dell’evento

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