Vivi la tua estate con Winehouse – scopri il programma di Luglio

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A Luglio Winehouse ti aspetta con 22 serate di musica dal vivo.  
Protagoniste assolute sono le donne con artiste come Ivana Muscoso, Gerardina Tesauro, Marianita Carfora e Nes Jay a salire sul palco per proporre le loro migliori interpretazioni come soliste o in duo. 
Ricorda che dal martedì al sabato oltre che a cena siamo aperti anche a pranzo e avrai la possibilità di gustare il nostro nuovissimo menù estivo  abbinato come sempre a grandi vini o cocktail. 
Chiama al 3458677620 o invia un e-mail a info@wine-house.ite riserva subito il tuo tavolo
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Winehouse
Via Nuova Marina 5
80133, Napoli

TIME IN JAZZ: Dal 7 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e in altri centri del nord Sardegna, la trentacinquesima edizione del festival Time in Jazz diretto da Paolo Fresu

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Comunicato stampa

Dal 7 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e in altri centri del nord Sardegna,

la trentacinquesima edizione del festival Time in Jazz.

Tanta musica (e non solo) con Oumou Sangaré, Archie Shepp, Avishai Cohen, Mathias Eick, Tosca, Gegè Telesforo, Joe Barbieri e Stefano Di Battista.

È un appuntamento che si rinnova dal 1988, uno degli eventi di spicco dell’estate jazzistica: dal 7 al 16 agosto è tempo di Time in Jazz, il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda (SS), e negli altri centri e località del nord Sardegna che aderiscono alla manifestazione, giunta alla sua edizione numero trentacinqueArzachenaBanari, BortigiadasBuddusòBudoniConsorzio Puntaldia, Loiri Porto San PaoloLuogosantoMoresOschiriPorto RotondoSan TeodoroTelti,Tempio Pausania e Tula.

La musica, come sempre, tiene banco con una fitta scaletta di appuntamenti giornalieri, dal mattino alla notte fonda, ambientati in luoghi e scenari sempre diversi: chiesette di campagna, paesaggi marini, borghi, e la piazza centrale di BerchiddaPiazza del Popolo, teatro delle cinque serate in programma dall’11 a Ferragosto. Tra i nomi di spicco in cartellone, la cantante maliana Oumou Sangaré, il sassofonista americano Archie Shepp, autentica icona del jazz degli ultimi sessant’anni, il trombettista norvegese Mathias Eick e l’israeliano Avishai Cohen con il gruppo Big Vicious, e, tra gli italiani, ToscaGegè TelesforoJoe Barbieri, il sassofonista Stefano Di Battista con il suo omaggio a Ennio Morricone. E, accanto al ricco programma musicale, il consueto, ampio ventaglio di varie altre attività: presentazioni di libri e novità editoriali, laboratori per bambini, mostre, e la consueta rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu.

 
“Rainbow” è il titolo che connota quest’anno il festival, con un riferimento alla pace e alla drammatica attualità, ma anche e soprattutto al tema della diversità: «Il jazz nasce dalle diversità» sottolinea Paolo Fresu: «Non ci fossero state le migrazioni verso le Americhe dei primi del secolo scorso non si sarebbe creato quel crogiuolo di razze che ha dato vita a uno stile musicale che ha rivoluzionato e arricchito il Novecento». E, richiamando l’articolo 3 della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”) e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”): «Abbiamo deciso di dedicare a questo tema l’edizione numero trentacinque del festival Internazionale Time in Jazz. Lo raffiguriamo graficamente con i meravigliosi colori del Rainbow, l’arcobaleno multietnico che rappresenta quella bandiera libertaria dell’identità di gǝnǝrǝ oggi anche simbolo di pace e di fratellanza».

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ANCONA JAZZ: domani e sabato concerti di Ada Montellanico con lo Ialsax Quartet diretto da Gianni Oddi, e giovani talenti italiani e internazionali.

Prossimi protagonisti di Ancona Jazz Summer Festival Ada Montellanico con lo Ialsax Quartet diretto da Gianni Oddi, e giovani talenti italiani e internazionali.

Alla Mole Vanvitelliana grandi artisti italiani e internazionali: progetti speciali, esclusive italiane e prime assolute di prestigio per il pubblico di Ancona Jazz.

Progetti speciali, prime assolute ed esclusive italiane: dopo l’evento inaugurale, prende il via l’Ancona Jazz Summer Festival, la manifestazione estiva di Ancona Jazz, con un grande cartellone che comprende concerti di artisti nazionali e internazionali, mostre, libri, film e incontri, grazie al sostegno del Comune di Ancona, della Regione Marche e del Ministero della Cultura, con ilcoinvolgimento di diverse aree della regione grazie anche alla preziosa partnership con l’Ente Parco del Conero per il progetto “Jazz Takes the Green”, con Puglia Sounds e con FIDAPA Ancona.

I concerti di venerdì 1 luglio ore 21, alla Mole Vanvitelliana, sono dedicati a giovani talenti, italiani, europei ed americani. Andrea Niccolai è batterista molto conosciuto in regione (è nato a Osimo), ma risiede ormai da tempo a New York, dove ha completato studi importanti che gli hanno permesso di suonare e maturare con le massime figure del jazz statunitense. Protagonista di due serate consecutive come gruppo d’apertura, inizierà con la formula molto congeniale del trio, in cui spiccano figure di notevole livello, come la pianista Francesca Tandoi, già ammirata in altre occasioni in virtù di uno stile brillante, fervido di idee, nel rispetto della più nobile tradizione post bop, e il contrabbassista Stefano Senni, di provata esperienza ed affidabilità proprio in formazioni simili. A seguire, direttamente da Berna gli eccellenti Swiss Jazz Ambassadors special guest l’ottima sassofonista statunitense Sarah Hanahan, già promossa a pieni voti dai più rinomati musicisti della scena americana contemporanea, da ultima la Mingus Big Band. Nella formazione: Manuel Schwab, sax tenore; Matthieu Trovato, pianoforte; Slawek Plizga, chitarra; Matteo Burci, contrabbasso; Nicolas Bianco, batteria.

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TARGHE TENCO 2022: SVELATI I FINALISTI

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TARGHE TENCO 2022

IL MAGGIOR RICONOSCIMENTO DELLA CANZONE D’AUTORE ITALIANA 

I FINALISTI 

in ordine alfabetico 

DISCO IN ASSOLUTO

Erika Boschiero (Respira); Giovanni Caccamo (Parola); Cristina Donà (DeSidera);

Max Manfredi (Il grido della fata); Marracash (Noi, loro, gli altri);

Federico Sirianni (Maqroll)

ALBUM IN DIALETTO 

‘A67(Jastemma); Nino D’Angelo (Il Poeta che non sa parlare); Manutsa [Parru cu tia (La voce delle donne)]; James Senese (James is back); Davide Van De Sfroos (Maader Folk)

OPERA PRIMA 

Ariete (Specchio); Blanco (Blu Celeste); Ditonellapiaga (Camouflage); Djelem Di Mar (Voci oltre); Isotta (Romantic Dark)

INTERPRETE DI CANZONI 

Peppe Barra (Cipria e caffè); Simona Molinari (Petali); Olden (Questi anni – Dieci brani inediti di Gianni Siviero); Mario Venuti (Tropitalia);

Cristina Zavalloni (Parlami di me – Le canzoni di Nino Rota)

CANZONE SINGOLA

Alessandro D’Alessandro con Elio & David Riondino (Tiritera delle canzoni che volano); Cristina Donà (Desiderio); Elisa (O forse sei tu); Rancore (Freccia); Andrea Tarquini (In fondo al ‘900); The Zen Circus feat. Brunori Sas (Ok Boomer)

ALBUM COLLETTIVO A PROGETTO

Capo Verde, Terra d’Amore – il Vinile; Lella per sempre; Music for Change #21; Parole liberate; The Gathering

SANREMO – TEATRO ARISTON – 20, 21 e 22 ottobre

Roma, 25 giugno 2022 – Svelati oggi i finalisti delle Targhe Tenco 2022, il maggior riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno (dall’1 giugno 2021 al 31 maggio 2022). 

Artisti e progetti discografici trasversali nei generi e votati dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti musicali ed esperti di musica. 

Le sezioni sono sei: 4 riservate ai cantautori (canzone singola, disco in assoluto, disco in dialetto, opera prima), 1 riservata a interpreti di canzoni non proprie e 1 riservata agli album collettivi a progetto, ovvero compilation di vari interpreti costruite su un tema esplicito e dichiarato in grado di unire tutte le canzoni, il cui riconoscimento va al produttore. 

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XVIII edizione del Jazzflirt festival – Formia 4-5-6-luglio 2022

Jazzflirt festival 2022 XVIII edizione

Formia 4 – 5 – 6 luglio  

WILLIAM PARKER – HAMID DRAKE – PASQUALE MIRRA

SIMONE ALESSANDRINI

ORCHESTRA GIOVANILE DI JAZZ DI ROMA

TETRAD 4 et

Definito il cartellone del JazzFlirt Festival, che festeggia la maggiore età a Formia, Area Archeologica Caposele

Raggiunta la maggiore età e preceduto da una ricca anteprima primaverile, la sempre più coriacea associazione Jazzflirt-Musica & altri Amori presenta la diciottesima edizione del Jazzflirt festival, caratterizzata da proposte interessanti e inedite.

A cominciare dallo straordinario appuntamento del 4 luglio con il primo tour europeo di una leggenda del jazz, il contrabbassista William Parker, che dopo una lunga e forzata pausa ritorna, assieme a due musicisti d’eccezione, Pasquale Mirra al vibrafono e Hamid Drake alla batteria, con un progetto eclettico e innovativo. Formia è una delle due tappe del tour in Italia. Il progetto è non solo un esempio assoluto di virtuosismo, visto l’innegabile talento dei tre musicisti, ma è anche connotato dalla versatilità e dall’ecletticità di questi straordinari artisti che riescono a passare dal funk al soul, con richiami al jazz classico e alla world music, fondendo diversi generi e stili armonicamente.

Il concerto sarà preceduto da un breve open act del TETRAD 4et (Gianluca Manfredonia, vibrafono – Armando Iacovella, chitarra – Alessandro Del Signore, contrabbasso – Alessandro Forte, batteria) giovane formazione locale riunita in un progetto caratterizzato da composizioni originali in cui scrittura e improvvisazione si avvicendano naturalmente.

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Recensione: Frida Bollani Magoni ospite del Live Tones 2022

Recensione di Annamaria De Crescenzo

Venerdì 17 giugno alle ore 21,  lo straordinario concerto organizzato in maniera eccellente dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco, della giovanissima ma straordinaria pianista e cantante  per la prima volta in concerto a Napoli, nella splendida cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova, Frida Bollani Magoni, diciassettenne figlia d’arte di Petra Magoni e Stefano Bollani,

Da sempre immersa nel mondo dei suoni e della musica, Frida Bollani Magoni comincia a studiare regolarmente pianoforte classico all’età di 7 anni sotto la guida del maestro Paolo Razzuoli, che le insegna la notazione musicale in Braille. Ha collaborato più volte con l’Orchestra Operaia di Massimo Nunzi (Jazz Big Band) sia come cantante che come pianista esibendosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. In qualità di ospite si è esibita al Premio Bianca D’Aponte (concorso per cantautrici) nel teatro di Aversa nel 2017 e alla cerimonia di apertura degli Special Olympics 2018 presso l’ippodromo di Montecatini suonando e cantando davanti a 10.000 persone. Si è spesso esibita come ospite a sorpresa nei concerti dei genitori (Petra Magoni e Stefano Bollani) sia in Italia che all’estero. Ha anche esperienza nel mondo del musical avendo partecipato come cantante a: “The Adventures of Peter Pan” e “Jesus Christ meets the Orchestra”. Attualmente frequenta il Liceo Musicale Carducci di Pisa dove studia pianoforte. L’esordio live di Frida si è tenuto lo scorso 23/07/2020 al Giardino Scotto di Pisa.

Il 23 aprile 2021 è stata ospite speciale della fortunata trasmissione televisiva Rai Via dei Matti numero 0, condotta dal padre, Stefano Bollani, e da Valentina Cenni.
Frida, talento raro, è reduce dall’emozionante esibizione al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 2 giugno. Oltre alla toccante interpretazione dell’Inno nazionale, la giovanissima musicista ha eseguito in musica e voce una versione commovente del capolavoro di Lucio Dalla “Caruso” e omaggiato Franco Battiato, recentemente scomparso, con una bellissima interpretazione del brano “La Cura”.

Il 12 giugno da Orbetello parte la sua prima tournée che attraversa tutta la penisola. Nelle date del tour che si è concluso ad Ottobre, per poi riprendere a dicembre con 4 concerti in prestigiose chiede e cattedrali in Piemonte, Puglia e Basilicata, Frida si è esibita in quasi 30 concerti facendo sempre il tutto esaurito e calcando palchi prestigiosi. A Settembre suona a Milano per accompagnare Roberto Bolle in “L’Opera Meravigliosa. Roberto Bolle per il Duomo di Milano” ed inaugura la nuova edizione de “Il tempo delle donne” del Corriere della Sera in Triennale.

Il primo gennaio 2022 Frida è stata ospite dello show “Danza con me” di Roberto Bolle andato in onda in prima serata su Rai 1. Durante questi mesi ricchissimi di impegni e progetti Frida si dedica anche al lavoro di studio e alla produzione di brani e realizza con il produttore musicale inglese Jimmy Brixton il suo primo podcast.

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Recensione: Danilo Rea e Erika Pagan al Campania Teatro Festival 2022

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, prosegue con tanti eventi in diversi luoghi della città. Luci accese su Capodimonte, dove, già nei primi giorni di Festival, artisti del calibro di Lina Sastri e Vinicio Marchioni, hanno calcato i palchi, regalando serate di grande teatro.

Tantissimi gli appuntamenti nelle varie forme di arte dalla musica al teatro, tanto che tale evento annuale del Campania Teatro Festival ormai è uno dei più seguiti di tutta la programmazione degli eventi cittadini estivi.

Martedi 14 giugno al Teatro Politeama un grandissimo concerto di Danilo Rea al pianoforte ed Erika Pagan alla voce, in “VIAGGIO DELLA CANZONE ATTRAVERSO I SECOLI”.

Il progetto è quello di condurre lo spettatore in un viaggio attraverso la musica nelle varie epoche. Una miscellanea di melodie scelte, classiche e non, dal ‘700 fino ad arrivare ai giorni nostri, rivive di nuove sonorità e sperimentazioni raccontate al pianoforte dal grande talento jazz Danilo Rea e dalla poliedrica voce di Erika Pagan, dando vita ad un’esperienza accattivante ed indimenticabile per l’ascoltatore.

Grande poeta tra i musicisti di jazz, audace improvvisatore dalla spiccata sensibilità melodica, Danilo Rea è certamente uno dei pianisti che più ha segnato la scena jazz in Italia negli ultimi decenni, tanto che viene spesso accostato al grande Keith Jarrett. A differenza delle star Usa, egli trae la propria aspirazione dalla tradizione dalla sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano. Il suo repertorio non conosce limiti di genere dai Beatles alle arie d’opera dagli standard jazz alle canzoni dei cantautori italiani, la sua musica dimostra un eclettismo che fanno del jazz un linguaggio applicabile a qualunque tipo di brano senza limiti di sorta.

Suoniamo per trasmettere ciò che ci emoziona a chi viene ad ascoltarci. Non c’è cosa più bella che l’arrivo di un ascoltatore che ti dice: grazie per le emozioni che questa sera mi hai dato. È lo scopo della musica, l’emozione, e la musica è in grado di arrivare a comunicarla più di ogni altra cosa.
(Danilo Rea, intervista da Piano Solo, Feb 2011)

Erika Pagan studia e si laurea presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida del M. Vittorio Terranova. Dopo il diploma di laurea, continua il suo perfezionamento dapprima con il M. Sherman Lowe a Venezia poi con il soprano Renata Scotto all’Accademia di Santa Cecilia durante i corsi di Opera Studio e infine con il Soprano Elizabeth Norberg-Shultz. Oltre alla dottrina classica ricevuta dai prestigiosi insegnanti che ha avuto modo di frequentare in Conservatorio a Milano e privatamente, ha preso parte a Masterclass, che le hanno permesso di arricchire le sue conoscenze didattiche anche di tutto il panorama di insegnamento d’oltreoceano, conferendole nuove e preziose competenze. In quattro anni di attività didattica, alcuni dei suoi allievi hanno già ottenuto riconoscimenti internazionali. Digital Event Manager: Esperta in eventi digitali, prepara cantanti e artisti al fine di creare video didattici e professionali per le nuove richieste digitali sia di teatri e concorsi, che per esibizioni streaming. Founder and Art director di WE STAGE una nuova piattaforma di streaming dedicata al mondo dell’opera lirica e del teatro classico.

Come dichiarato dalla stessa Erika Pagan ” É un vero e proprio esperimento in quanto unisce due mondi diversi tra loro come quello della musica classica e del jazz, in quanto nel mondo della classica prevale un certo stile con regole molto ferree, rispetto al jazz che molto spesso è pura improvvisazione, estro, creatività allo stato puro, e lavorare con uno dei talenti più importanti del jazz, anzi IL TALENTO, è stato per me una grandissima esperienza, un interessante esperimento che per me è stato molto importante “.

Recensione: Max Ionata ospite di “A ritmo di jazz” Villa Di Donato

Recensione di Clementina Abbamondi 

Nella settecentesca dimora storica   Villa di Donato che la padrona di casa Patrizia De Mennato da anni è riuscita a far rivivere, ospitando nel bellissimo salone e nei meravigliosi giardini eventi culturali, teatrali e musicali, mercoledì 8 giugno si è svolto l’evento “L’improvvisazione nella musica moderna “la Masterclass ed il concerto del sassofonista Max Ionata. Questa serata anticipa la rassegna” A ritmo di Jazz” diretta dal sassofonista Daniele Sepe e completa il percorso musicale in Villa di Donato già iniziato con la rassegna “La musica ha trovato casa” diretta da Brunello Canessa e “Max 70” di David Romano.

Nella Masterclass, rivolta” a tutti coloro che abbiano voglia di trovare una strada efficace nell’approccio all’improvvisazione”, sono stati trattati argomenti riguardanti l’armonia, il ritmo e l’uso corretto della melodia che sono da sempre i tre elementi fondamentali della musica.

I musicisti e gli studenti di musica si sono confrontati con Max Ionata, considerato uno dei maggiori sassofonisti italiani della scena del jazz contemporaneo. Alla fine della Masterclass si è svolto il concerto, aperto al pubblico, del sassofonista a cui è seguita una speciale “jam session” con i partecipanti della Masterclass.

Daniele Sepe ,curatore della rassegna “A ritmo di jazz” nella quale  sono  stati inseriti i due eventi, la Masterclass  ed il concerto del sassofonista Max Ionata ,ha presentato la formula con la quale prenderà il via la Rassegna nel mese di settembre :dice Daniele Sepe”  da settembre programmerò due appuntamenti mensili, prima la Masterclass con i giovani musicisti e contemporaneamente  “A note spiegate”, una masterclass non solo per i musicisti ma anche per un pubblico interessato alla storia del jazz ,una guida all’ascolto, agli stili, cercando anche di approfondire la storia sociale del jazz”.

Il sassofonista Daniele Sepe nasce nel quartiere Posillipo di Napoli nel 1960 A soli 16 anni partecipa allo storico disco “Tammurriata dell’Alfa sud” dei Zezi, gruppo operaio di Pomigliano d’Arco. Si diploma in flauto al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli .Dopo alcuni anni di esperienza prima come flautista classico di musica barocca e contemporanea ,poi di flautista turnista, nel 1990 realizza il suo primo album autoprodotto :” Malamusica”, Nel 1993 collabora con la band napoletana” 99 Posse per l’album “Curre curre guagliò”.Con l’album “Vite Perdite” del 1993 arriva il successo ed il disco realizzato dalla” Polosud Records” viene distribuito in tutto il mondo dall’etichetta tedesca “Piranha”. Nel 1996 pubblica “Viaggi fuori dai paraggi”, la sua prima antologia, e nel 1998 l’album “Lavorare stanca” che gli frutta la “targa Tenco” come miglior album in dialetto. Nel 1999 partecipa al progetto “La notte del dio che balla” con Teresa De Sio e Vinicio Capossela. Nel 2015 fonda il collettivo “Capitan Capitone e i fratelli della Costa” con cui pubblica tre album e inizia la collaborazione live in “Napoli Trip “con Stefano Bollani.Nel 2019 pubblica l’album dedicato al sassofonista argentino Leandro “Gato” Barbieri “The Cat with the hat” e collabora agli arrangiamenti dell’album di Vinicio Capossela “Ballate per uomini e bestie” che vince la targa Tenco come miglior album in assoluto. Numerose le sue collaborazioni con musicisti del panorama nazionale ed internazionale Durante la pandemia Daniele Sepe non si è   fermato e per reagire all’impossibilità di esibirsi dal vivo, ha affittato uno studio e ha registrato un po’ del repertorio abitualmente eseguito live insieme ai suoi fidi accompagnatori della” Rote Jazz Fraktion”. due album immessi dal musicista sulle piattaforme digitali: Lockdown #1 e 2.

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Umbria Jazz Weekend a Terni dal 15 al 18 settembre, con Mario Biondi, Christian De Sica, Fabrizio Bosso all’Anfiteatro Romano

UMBRIA JAZZ WEEKEND

TERNI 15-18 SETTEMBRE 2022

Torna il weekend lungo targato UJ a Terni, in programma dal 15 al 18 Settembre: un evento che ormai fa parte stabilmente del “sistema” Umbria Jazz che ha trovato una consolidata articolazione territoriale nell’itinerario Terni-Perugia-Orvieto.

Saranno quattro giorni pieni di musica, con il clou del festival ambientato nell’Anfiteatro Romano, dove si svolgeranno tre spettacoli serali. Il 16 settembre sarà in programma Mario Biondi, con i suoi brani più celebri e quelli contenuti nel recente lavoro “Romantic”, uscito lo scorso 18 marzo. Il 17 “Una serata tra amici”: è questo il titolo dello spettacolo che Christian De Sica porterà in scena sulla scia dei ricordi, del cinema e della musica, che riprende il titolo dello speciale televisivo andato in onda in televisione lo scorso anno. Fabrizio Bosso il 18, in quartetto con ospite Nico Gori, presenterà per la prima volta “We Wonder”, un omaggio al genio musicale di Stevie Wonder, suo idolo sin da quando ha iniziato a suonare le prime note alla tromba; proprio il mese scorso è uscito il singolo “Overjoyed”, anteprima del nuovo lavoro previsto per settembre dedicato a Wonder che Fabrizio presenterà proprio a Terni.

I biglietti saranno in vendita da mercoledì 15 giugno, abbonamento alle tre serate, e da giovedì 16 giugno con i biglietti per le singole serate.

Tutte le info su www.umbriajazz.com

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Cristiano Romano
Ufficio Stampa
Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz

Questa mattina a Napoli è stato presentato il progetto “Napoli Città della Musica” con l’istituzione dell’ Ufficio Musica


Questa mattina presso la sede dell’Ufficio Cultura del Comune di Napoli – e in presenza del Sindaco Gaetano Manfredi – è stato presentato il progetto “Napoli Città della Musica” coordinato dal neonato Ufficio Musica diretto da Ferdinando Tozzi.
Tra le prime azioni il tavolo permanente con la Soprintendenza ai Beni Culturali.

Napoli Città della Musica, attraverso l’Ufficio Musica, è un’attività di coordinamento tra imprese e istituzioni culturali per realizzare e concretizzare un legame forte tra il network di artisti e professionisti e il business del musica nazionale. E’ questo il futuro di Napoli Città della Musica presentato questa mattina durante la conferenza stampa nella quale sono stati annunciati i primi due eventi targati NCM: Ecofest Napoli 2022, che si terrà a Castel Sant’Elmo e Certosa di San Martino, e la XXVIII Festa della Musica che si terranno i prossimi 21-22 giugno.

Tra gli interventi anche quelli degli Assessori Teresa Armato, Luca Trapanese e Chiara Marciani a simboleggiare l’unione d’intenti che coinvolge anche gli Assessori Vincenzo Santagada, Edoardo Cosenza e Paolo Mancuso.


La presentazione dei concerti del 21 e 22 giugno, cui ospite d’eccezione sarà Malika Ayane (già sold out in meno di 24 ore), è stata l’occasione per presentare un progetto ritenuto strategico per l’amministrazione comunale e in particolare per il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ha dichiarato:

Con questo progetto vogliamo mettere la Musica al centro della città trasformando la capacità creativa dei nostri artisti per la loro crescita economica, culturale e di inclusione sociale. Il progetto ‘Napoli Città della musica‘ è ”molto ambizioso” ma realizzabile. Partiamo dalle grandi eccellenze quali sono il San Carlo e il Conservatorio di San Pietro a Majella – ha spiegato il Sindaco il collegamento video streaming perché positivo al covid – ma questo progetto vuole avere la capacità di essere trasversali declinando le attività musicali con l’ambiente, l’inclusione, l’integrazione multiculturale con le tante comunità che vivono in città e dall’altro avere la capacità di realizzare, e localizzare, i grandi eventi musicali che la città merita. Al contempo vogliamo costruire anche eventi dal basso e promuovere la creatività dei nostri giovani”. La nostra azione politica – continua il Sindaco – “è avere una maggiore centralità nella produzione e nella crescita economica legata alla musica”. ”E’ stato già fatto un lavoro importante con l’ufficio cinema che valorizzeremo ancora di più – ha sottolineato Manfredi – e ora l’ufficio musica seguirà la stessa strada. Ogni evento sarà il mattone per costruire una casa che resti nel tempo e che ci consenta di fare di Napoli la capitale della musica non solo per le sue radici, ma anche per capacità di attrazione e di trasformazione di un’identità in economia”.

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