PREMIO MASSIMO TROISI, SABATO 31 LUGLIO LA FINALISSIMA

Tutto pronto per il gran finale della XXI edizione del Premio Massimo Troisi, prestigioso osservatorio sulla comicità che si svolgerà sabato 31 luglio. Direttore artistico: Maurizio Casagrande. Il Premio è organizzato e promosso dalla Città di San Giorgio a Cremano e realizzato con il contributo della Regione Campania.

Dopo le tante emozioni delle scorse serate che hanno visto alternarsi sul palco artisti del calibro dei The Kolors , Arturo Brachetti, Enrico Brignano, Eleonora Pedron e Teo Teocoli, grandi protagonisti per l’evento dal titolo “Il Premio in Gala” saranno i giovani comici che concorreranno al titolo del Premio come Migliore Attore Comico 2021. I super finalisti, selezionati nella serata di giovedì, sono: Maurizio Capuano, Mariano Daniele, Andrea Castro, Antonio Di Criscito e Carmen Troiano.
A condurre la serata sarà Debora Villa. Super ospite: Sergio Sylvestre feat Alessandro Casillo.


Nel corso della kermesse verranno inoltre assegnati i riconoscimenti per le categorie di concorso: Migliore testo teatrale, sceneggiatura cinematografica e scrittura seriale di fiction; Migliore Scrittura Comica e Migliore Cortometraggio Comico. In collaborazione con Università Federico II e Università Suor Orsola Benincasa.
Saranno presenti alla serata, in qualità di giudici per le categorie di concorso: l’attore Teo Teocoli; il conduttore radiofonico Rosario Pellecchia; la scrittrice e sceneggiatrice Anna Pavignano; il vice presidente di Confindustria Cultura Italia e Presidente Afi Sergio Cerruti e il professore Lucio D’Alessandro rettore della Università Suor Orsola Benincasa. L’evento sarà trasmesso in streaming sulle pagine Facebook del quotidiano Il Mattino con il commento dal backstage del collettivo “Casa Surace”.
Le serate del Premio Massimo Troisi si svolgono nel parco della settecentesca Villa Bruno, riaperta al pubblico dopo gli interventi di restauro. Biglietti disponibili sul circuito Go2 oppure presso il botteghino sito in Via Cavalli di Bronzo a San Giorgio a Cremano e aperto al pubblico dalle ore 18 fino a inizio spettacolo. I biglietti hanno un costo simbolico di 3 euro per consentire il tracciamento delle persone presenti in platea e applicare il distanziamento tra le sedute (tra i non congiunti) nel rispetto delle normative anticovid.

DOMENICA 1 AGOSTO LE NOTE DEL MAESTRO REMO ANZOVINO RISUONERANNO NELLA SELVA OSCURA

DOMENICA 1 AGOSTO LE NOTE DEL MAESTRO REMO ANZOVINO
RISUONERANNO NELLA SELVA OSCURA
Per la quarta tappa della rassegna “Dante Trail” suggestivo concerto di pianoforte
sul Colle di Corzano, a Bagno di Romagna

Cesena – Domenica 1 agosto le note del Maestro Remo Anzovino risuoneranno nella splendida cornice del Castello di Corzano a Bagno di Romagna L’evento chiude la Settimana Rosa, che infiamma le notti romagnole a partire dal 26 luglio, e rappresenta la quarta tappa della rassegna “Dante Trail: le anime del Savio”, un calendario di trekking, spettacoli e degustazioni nei luoghi citati da Dante lungo la Valle del Savio.
Compositore e pianista, celebrato con il “Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale Musica dell’Arte”, Remo Anzovino è oggi considerato uno dei massimi esponenti della musica strumentale. Attivo e prolifico a 360°, negli ultimi mesi ha realizzato un documentario musicale, una collaborazione con Lo Stato Sociale e una nuova colonna sonora per il cinema.
Sono tre i percorsi di trekking proposti per raggiungere il Colle di Corzano accompagnati da guide esperte: l’Inferno, di circa due ore, con partenza alle 15:00 in Piazza Ricasoli a Bagno di Romagna, per chiunque voglia vivere un’esperienza di trekking immersiva e impegnativa; il Purgatorio e il Paradiso, due percorsi di trekking più semplici di circa 1 ora con partenza alle 15:30 in piazza S. Allende nel centro di San Piero in Bagno, risalendo lungo l’antica mulattiera o lungo la strada carrabile. Al termine dei percorsi, i partecipanti si ritroveranno al Castello di Corzano per la degustazione di prodotti tipici e per assistere alle 18:00 al concerto del maestro Anzovino, che trasporterà il pubblico a bordo del suo pianoforte per un’esperienza emozionale irripetibile e collettiva.
Porta di accesso al Parco delle Foreste Casentinesi, il territorio di Bagno di Romagna ha verosimilmente ispirato Dante nel celebre canto di apertura della Divina Commedia “mi ritrovai per una selva oscura”. Il Sommo Poeta, infatti, conosceva bene questa terra di confine a cavallo tra Romagna e Toscana, da lui percorsa da “ghibellin fuggiasco”. Caratterizzato da centri abitati ricchi di storia che si offrono al visitatore in una meravigliosa cornice naturale, ricchissima di specie animali e vegetali, il Parco si può esplorare in tutte le stagioni con escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo, lungo i circa 600 km di rete sentieristica.


Il costo dell’evento (trekking, degustazione, concerto) è di 10 €, con prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni: retropoplive@gmail.com, cell. 339 2140806.


Il raggiungimento del luogo dello spettacolo è consentito solo a piedi.

Per eventuali richieste da parte di persone con mobilità ridotta si prega di contattare gli organizzatori, i posti sono limitati.
Per informazioni turistiche è a disposizione l’ufficio IAT Bagno di Romagna al numero 0543 911046.


Promosso dall’Unione dei Comuni Valle Savio e realizzato da Associazione Retro Pop Live, Cooperativa Sillaba, con il contributo di Visit Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna, I Percorsi del Savio e il patrocinio del CAI Emilia-Romagna: per la tappa di Bagno di Romagna si segnala la collaborazione con le associazioni Il Faro di Corzano, Esploramontagne e Trekkabbestia.


Ultimi due appuntamenti in calendario della rassegna “Dante Trail”, nata per celebrare i 700 anni dalla scomparsa del Sommo Poeta e il suo rapporto con la terra di Romagna: giovedì 5 agosto a La Cella di Verghereto con il nuovo progetto acustico “El Chapulín Solo – Manu Chao Acústico” dell’artista franco-spagnolo Manu Chao, evento andato sold out in poche ore, e, in chiusura, domenica 8 agosto nel giardino di Palazzo Grazi a Mercato Saraceno con lo spettacolo “Dante, più nobile è il volgare” di e con Roberto Mercadini.


Il programma completo e tutti gli aggiornamenti sulle iniziative in programma sono consultabili sul sito e social dell’Unione Valle Savio (www.unionevallesavio.it) e di tutte le realtà coinvolte.

Pomigliano Jazz 2021 : si conclude con l’omaggio a Ennio Morricone di Stefano Di Battista

LA XXVI EDIZIONE DI POMIGLIANO JAZZ SI CONCLUDE CON L’OMAGGIO A ENNIO MORRICONE

DI STEFANO DI BATTISTA

IN PROGRAMMA ANCHE LE ESIBIZIONI DEL TRIO KÓSMOS, DEL DUO PICCINNO/DE FALCO E IL DEBUTTO DELL’ORCHESTRA DEL RITMO E DELL’IMPROVVISAZIONE CON 100 BAMBINI DELLE SCUOLE CAMPANE.

www.pomiglianojazz.com

Stefano Di Battista chiude la XXVI edizione del festival Pomigliano Jazz con l’omaggio a Ennio Morricone. Venerdì 30 luglio il sassofonista e compositore romano presenta in quartetto il suo ultimo lavoro discografico “Morricone Stories”, pubblicato lo scorso aprile per Warner Music. Con lui, sul palco del festival diretto da Onofrio Piccolo, allestito nell’invaso del parco pubblico di Pomigliano d’Arco, ci saranno Andrea Rea al pianoforte, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Luigi Del Prete alla batteria. In apertura dalle 20.30 le sonorità electro-jazz del duo composto dal pianista Franco Piccinno e dal producer Marco De Falco. A seguire,il trio Kósmos– composto dal pianista Stefano Falcone, dal batterista Giuseppe D’Alessandro e dalla contrabbassista Ilaria Capalbo – con l’anteprima di “Averno”, il nuovo disco in uscita il prossimo autunno Itinera, l’etichetta del festival.

Per la prima volta al sud Italia, Stefano Di Battista porterà in scena il suo personale omaggio al compositore e Premio Oscar, al quale era legato da una sincera amicizia e da diverse collaborazioni. La musica di Morricone significa esaltazione di tracce melodiche spesso fortemente emozionali, in una trama di armonie intelligenti. Ed è esattamente quello che fa il jazz, e ancora di più quello che fa uno come Stefano Di Battista, tra i musicisti europei più apprezzati e richiesti, che con i temi del Maestro gioca come se fossero materia magica.

Ricercatezze molto preziose, con il godimento puro di ascoltare temi conosciuti e meno noti che diventano perfetti standard jazz, come “Metti una sera a cena” swingante e ironica, oppure “Il buono, il brutto e il cattivo che si rivela come un duello di improvvisazioni. Prima di sciogliersi nell’emozione purissima del “Tema di Deborah di “C’era una volta in America”, una delle più belle invenzioni di Morricone, alla quale teneva moltissimo perché esprimeva molto bene il suo ideale di melodia. O nella delicata rilettura di “The mission”, con un elegante passaggio dall’oboe originale al sax soprano. Fino alla sorpresa di un inedito, un pezzo intitolato “Flora”, che Morricone regalò a Di Battista.

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Recensione: Sergio Cammariere ospite del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

In un post su instagram ho scritto, qualche giorno fa, che è stato un “onore ed un piacere fotografare ed ascoltare il Maestro Sergio Cammariere”.

È stato assolutamente così.

Raramente in un concerto (e oramai ne ho davvero molti alle spalle) mi è capitato di appoggiare per terra la macchina fotografica e ascoltare.

Quasi una “deposizione delle armi” di fronte a cotanta bellezza.

Adoro la fotografia e fotografare ma davvero sabato scorso a Verucchio, ho preferito scattare qualche foto in meno e godermi appieno quelle note.

Non avevo mai assistito ad un concerto di Sergio Cammariere e devo dire che è stato davvero speciale.

In un repertorio che andava dai suoi più noti pezzi ad altri del suo ultimo lavoro “piano nudo”, Cammariere e il suo quartetto storico hanno trasmesso davvero magia.

Si è vero, magia è un termine stra-abusato quando si parla di musica ma in questo caso, altri termini non saprebbero descrivere l’atmosfera che si respirava.

Sergio ha parlato col pubblico…scherzato…chiesto che brani volessero ascoltare.

Ma soprattutto ha suonato magistralmente.

Ad un certo punto ha detto “È come ritrovare una famiglia allargata, tornare in un habitat naturale “…. ed è la pura verità. Quando si crea questa “magia” fra pubblico e artista è come ritrovarsi a far parte della stessa famiglia. Ed è a quel punto che ci si ritrova tutti insieme a cantare “tutto quello che un uomo”

Recensione: la Pugno blues band ospite di Trasimeno Blues 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Trasimeno blues 2021.

26 anni. Sono 26 anni che Trasimeno Blues va in “onda” sulle rive del Lago e anche quest’anno l’ha fatto con rinnovata forza.

Ho voluto con tutte le mie forze essere presente a questo Festival perché io adoro Trasimeno Blues.

Ero un ragazzo ancora molto giovane quando andai per la prima volta e da allora o in veste di spettatore o come fotografo, sono tornato tantissime volte.

Lunedì 19 luglio.

All’Onda Road la voce calda e potente di Raffo Barbi (cantante della Pugno Blues Band) riecheggia sulle note di grandi classici ed inediti.

Maurizio Pugno ne ha fatta di strada, nato a Gubbio nel 1966, il suono della sua chitarra è andato via via sempre più affermandosi.

Artista di grande versatilità che ha collaborato con Tad Robinson, Mark Hummel, Dave Specter, Mike Turk, Sax Gordon, Kellie Rucker, Crystal White, Rico Blues Combo, Mitch Woods e altri, ha creato questa sua ultima formazione (la Pugno Blues Band -PBB) nel 2018 e nel 2021 a sfornato un nuovo bellissimo disco intitolato RESIZED fatto di splendide cover e di 3 brani originali.

All’onda Road, tra birre, pizza, patatine e splendidi assoli di Maurizio Pugno, il pubblico batte le mani a tempo. La gente si diverte, ride.

Questo è il blues.

Martedì 20 luglio è stata la volta di Nkem Favour Blues band.

La cornice era la storica location del Supernova di Vernazzano (ex Due lune) dove nel corso degli anni si sono alternati grandissimi nomi del blues.

Mia Nkem Favour è un’eccezionale interprete afroamericana che dal mondo del Gospel si è poi sempre più avvicinata alle sonorità e i sentimenti dall’anima blues.

Si è presentata accompagnata da musicisti blues della scena genovese italiana, tra i migliori interpreti del genere.

Nkem ruggisce…digrigna i denti ma al tempo stesso ti accarezza con una voce che oltre essere una potente “black voice” sa’ essere anche incredibilmente elegante e sinuosa.

Una grandissima lady singer accompagnata da una fisicità prorompente che conquista la scena.

Uno splendido ensemble che merita il favore del pubblico che si è conquistata negli anni.

Davvero un bel concerto immersi nella natura appena sopra il lago Trasimeno.

Da Vernazzano, mercoledì, ci siamo sposati a Panicale.

Il meraviglioso borgo di Panicale troneggia dall’alto su tutto il Trasimeno e proprio da qui, precisamente dal Parco Regina Margherita che ho assistito ad un doppio concerto…Elli de Mon e Noreda Graves.

Elli de Mon (alias Elisa De Munari) che si è esibita per prima è una “one woman band”.

Una musicista eccezionale che ha diviso il palco con artisti folk e blues di mezzo mondo.

 A colpi di slide e poi di sitar ha sfornato un repertorio che va dal blues al folk con influenze orientaleggianti che rendono la sua musica davvero unica.

Attorno a lei tutto il suo mondo musicale…le sue chitarre, il sitar, percussioni e cimbali.

Non avevo mai visto Elli dal vivo ma vi posso dire che se ricapiterà dalle mie parti andrò di nuovo a vederla e fotografarla perché ne vale davvero la pena.

Ogni parte del suo corpo suona e le sue labbra cantano. Questa è Elli.

Il tempo di smontare e rimontare gli strumenti e subito dopo appare una principessa del Blues.

Avevo già visto e conosciuto Noreda e rivederla è stato davvero un piacere.

Noreda era già stata ospite di Trasimeno Blues. L’avevo vista a Castiglione del Lago

Non dimenticherò mai quel concerto, in cui alla fine eravamo tutti commossi.

Il finale sulle note di purple rain resterà per sempre nel mio cuore.

Me la ritrovo qui a Panicale, più in forma che mai…il suo sguardo…la sua voce strepitosa, la sua grinta.

Una Anima Blues che proviene dal Gospel passando per il Soul e ogni sfumatura della Black music.

Ancora una volta un concerto straordinario…un’emozione.

Noreda Graves sa coinvolgere il pubblico come pochi altri…fa cantare la platea dividendola in due, alternando ritornelli e frasi. Il pubblico batte le mani a tempo e chiede il bis.

Noreda Graves, ancora una volta unica.

Recensione: Vinicio Capossela ospite della Rassegna moon In June 2021

Recensione e Foto Di Emanuele Pontani

Vinicio Capossela: “Bestiale Commedia “

Anticipato da strani suoni, effimeri fumi ed infernali luci rosse, con indosso una purpurea maschera da licantropo, fa il suo ingresso in scena un mefistofelico Vinicio Capossela.

Nella ammaliante cornice della “Rocca del Leone “a Castiglione del Lago (Perugia), prende vita la tappa umbra di “Bestiale Commedia”: tour di Vinicio Capossela a celebrazione dei 700 anni dalla morte del sommo poeta e scrittore fiorentino Dante Alighieri.

Quello che porta in scena l’eclettico cantautore è un viaggio tra santi, creature mitologiche, eroi e soprattutto peccatori. Sul palco il protagonista principale è affiancato da due figure fondamentali: l’inseparabile polistrumentista Vincenzo Vasi ed il maestro Raffaele Tiseo, che si calano nelle vesti di accompagnatori proprio come, per Dante, lo furono Beatrice e Virgilio.

Dante compie il suo viaggio fra i morti per salvare i vivi…Capossela conduce il suo nell’immaginazione musicale e letteraria per redimere il reale dallo smarrimento in cui si trova.

Citando le parole dell’artista stesso: “Affacciarsi a Dante è affacciarsi al pozzo della natura umana “e lui lo fa senza freni, dirompente e diretto come sempre.

Sfruttando a pieno diversi dei suoi testi (parte della sua discografia è infatti espressione dell’universo metafisico Dantesco) ed inscenando continui cambi di maschere e cappelli, l’artista tematizza così tanto con il pubblico che finisce per creare, con lo stesso, un dialogo di confronto così profondo da sfociare in una introspettiva riflessione sul mondo che circonda chiunque sia seduto in platea. 

Un’immersione totale, per più di due ore, nel meglio della cultura occidentale grazie alla capacità di questo artista di spaziare da Dante a Conrad da Wilde a Primo Levi passando per Omero e Bob Dylan…raccontando La Divina Commedia in modo unico, che solo a lui appartiene, Vinicio Capossela, in questo coinvolgente concerto, racconta di noi e del nostro tempo.

Recensione: Stefano Coppari 4tet ospite del Festival Jazz Flirt

Recensione di Clementina Abbamondi

 La XVII° edizione del Jazz Flirt Festival si svolgerà tra il 19 luglio ed il 10 agosto. La rassegna ospiterà grandi protagonisti del jazz nazionale come Paolo Angeli, Stefano Coppari, Gaetano Partipilo, Root Magic e l’Orchestra Giovanile di Jazz di Roma. Anche quest’anno l’Associazione Jazz Flirt è riuscita a realizzare un Festival Jazz grazie soprattutto all’entusiasmo e alla generosità dei propri soci e degli appassionati che partecipano ai vari concerti. 

Gerardo Albanese, segretario dell’Associazione socio fondatore del Jazz Flirt, dice “Un traguardo eccezionale questa XVII° edizione per un festival piccolo, ma tenace che nonostante la pochezza delle risorse economiche ed il periodo pandemico che stiamo attraversando, riesce a mantenere alto sia il livello della proposta che a moltiplicare i concerti grazie anche alla disponibilità del Comune di Minturno”. 

Stasera 22 luglio il Festival Jazz Flirt ha presentato il concerto di Stefano Coppari 4et composto da Stefano Coppari alla chitarra, Nico Tangerini al pianoforte, Lorenzo Scipioni al contrabbasso e Jacopo Ausili alla batteria. Le composizioni di Stefano Coppari sono ricche di sonorità moderne e sperimentali senza mai tralasciare la melodia e l’armonia. Una fusione di stili che va dal rock al jazz, alle avanguardie determinando un suono particolare e affascinante.

Questa formazione prende il via dal disco “Eureka” uscito nel 2016 un lavoro gradito sia in Italia sia all’estero. Questa sera nella bellissima location “La Tavola dei Cavalieri “sul lungomare di Gaeta Stefano Coppari ha presentato il suo nuovo lavoro discografico prodotto dalla prestigiosa etichetta AVAND dal titolo “SCAR LET”, un colore doppio che racchiude eleganza, ma anche passione ed energia. È dal rosso scarlatto che prende il nome il nuovo album diviso in due parole, a rappresentare la doppia anima del disco.

Il CD è uscito un anno fa ma, a causa della pandemia, il quartetto non era riuscito ancora a presentarlo dal vivo.    Il titolo “SCAR LET” suggerisce anche un lasciarsi curare attraverso la musica. Già dai primi brani eseguiti dal quartetto “Verde Come” e “Maine Coon” si capisce come le composizioni siano ricche di melodie ed effetti che determinano un suono unico ed originale ricco di ritmo.

È poi la volta del brano “Alther Ego” composto da Stefano Coppari ricco di effetti creati con il “loop”. L’unico brano non originale contenuto nel CD è “La Mouffe”composto  dal jazzista romeno Jonny Raducano che è stato stravolto e riarrangiato completamente in occasione  della partecipazione dello Stefano Coppari 4et nel 2018 al Festival Internazionale di Braila in Romania dedicato  proprio al grande pianista e compositore romeno che nel corso della sua vita ha collaborato con nomi eccellenti del jazz internazionale  come Duke Ellington Charles Mingus.Lo Stefano Coppari 4et in questa occasione ha vinto il premio come miglior formazione .

 Dolcissima la musica del brano “Ballerina” recentemente composto e non presente nel CD nel quale si ha la sensazione di veder volteggiare una ballerina e ci si sente trasportati dalla musica in una dimensione incantata.  Il brano” SCAR  LET “ che dà il titolo al CD inizia con una dolcissima melodia che si sprigiona dal piano e che si trasforma coinvolgendo tutti gli strumenti in un ritmo incalzante reso ancora più particolare dagli effetti della chitarra di Stefano Coppari.

Di grande impatto i dialoghi tra il contrabbasso e la chitarra ai quali si uniscono gli altri strumenti creando un perfetto interplay. Molti gli applausi del pubblico presente che si è fatto conquistare dall’eleganza, originalità e professionalità di questo quartetto formato da musicisti di grande talento. 

Il concerto è stato ospitato dal Ristorante “La Tavola dei Cavalieri” posto all’interno della base nautica Gioia sul lungomare di Gaeta dove lo chef Francesco Zamuner ha voluto creare uno spazio dedicato agli eventi culturali e musicali che sono già stati programmati nei mesi di giugno, luglio ed agosto.                                                                                                                                        

Recensione: Emilia Zamuner Hammond Trio ospite di “Musica senza confini jazz in villa”

di Clementina Abbamondi 

Nell’ambito della 24° Stagione 2021 del Maggio della Musica con la direzione artistica del pianista Michele Campanella, si sta svolgendo nei giardini di Villa Pignatelli la Rassegna “Musica senza confini-Jazz in Villa” che dall’8 al 31 luglio sta proponendo interessanti concerti e grandi interpreti del jazz italiano. Il 24 luglio si è svolto il concerto di “Emilia Zamuner Hammond trio” formato da Emilia Zamuner alla voce, Massimo Del Pezzo alla batteria e Leonardo Corradi all’organo Hammond.                                                                                                                                                     

Il trio ha presentato il progetto “Every day, I have the blues” dal famosissimo brano di B.B. King. Nonostante la giovane età Emilia Zamuner è già un talento. Piccolissima studia pianoforte con la nonna Laura Lamagna e, dopo essersi laureata al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella con il massimo dei voti, consegue la laurea specialistica in musica jazz. Nel 2016 si classifica al primo posto del prestigioso “Premio Internazionale Massimo Urbani “e nel 2019 è selezionata tra 5 finalisti del premio “Ella Fitzgerald Competition” di Washington (unica artista italiana) e vince con grande successo di pubblico e critica il secondo premio. È anche docente di canto jazz al Conservatorio Gesualdo Da Venosa di Potenza e del Centro della Voce” di Napoli della dottoressa Marina Tripodi. Prima del concerto Emilia Zamuner ha presentato il fotografo Riccardo Piccirillo che ha immortalato con i suoi scatti questa rassegna e che ha scritto un libro nel quale sono raccolte le foto di 10 anni di musica. Il titolo del libro è “Il silenzio che c’è fuori “ed è frutto del modo col quale Piccirillo fotografa i vari musicisti durante la pausa cogliendo il valore del silenzio.                      

Il primo brano che Emilia Zamuner canta è quello che dà il nome al progetto “Every DayI have the blues” di B.B. King e vuole essere dice Emilia un vero e proprio omaggio al blues ed in particolare a Ella Fitzgerald che, per Emilia, è stata una delle più grandi interpreti di questo genere musicale.

Il secondo brano è la bellissima ballad di Erroll Garner “Misty” che Emilia riesce ad interpretare in maniera magistrale con una grande padronanza tecnica. È poi la volta del brano di Frankie Laine “Georgia on My mind” che, grazie all’estensione vocale e alla ricchezza ed intensità ha incantato il pubblico creando un’emozione unica. Bravissimo il batterista Massimo Del Pezzo che con la sua performance efficace e misurata ha contribuito al perfetto interplay del gruppo. Stupendo l’assolo di Leonardo Corradi con l’organo Hammond che ha arricchito ancora di più l’esibizione del trio.  Dopo il brano “Angel Eyes” di cui Emilia ricorda la bellissima interpretazione di Frank Sinatra, è la volta di un brano “But Not For Me” di Chet Baker che, dice Emilia “è un brano che è un portafortuna per me in quanto l’ho presentato al “Premio Internazionale Massimo Urbani” dove nel 2016   mi sono classificata al primo posto. Il sassofonista Emanuele Cisi, presidente della Giuria del prestigioso Premio parlando della vincitrice disse “A colpire la giuria è stato il suo approccio alla musica, al palco, al pubblico, Un atteggiamento che coincide con lo spirito e la filosofia con cui Massimo Urbani suonava: positività, energia, entusiasmo ed umiltà. “Dopo il brano “Sonny” di Bobby Hebb, Emilia regala un bis richiesto a viva voce dal numeroso pubblico presente dando un saggio della sua bravura cantando per la prima volta con questa formazione un vero e proprio scioglilingua il celeberrimo brano “Old Mac Donald Had a Farm” interpretato da Ella Fitzgerald. 

 La voce di Emilia soave e cristallina sempre ricca di virtuosismi talvolta si trasforma in uno strumento di percussione infatti dice Emilia “amo suonarmi come una percussione” e altre volte diventa tromba con tutti gli effetti di questo strumento. Abilissima anche nella tecnica dello “scat” è sempre pronta ad affrontare nuove sfide. Ciò che rende l’interpretazione di Emilia Zamuner unica e speciale è che, oltre alla tecnica indiscutibile che ha acquisito nel corso degli anni, riesce a comunicare al pubblico delle emozioni intensissime.

Recensione: Bill Frisell Trio all’Arena Bike di Mantova

Recensione e Foto Di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

BILL FRISELL TRIO

Bill Frisell, chitarra

Thomas Morgan, contrabbasso

Rudy Royston, batteria

L’Associazione Culturale 4’33” il 22 luglio ha presentato il concerto del trio di Bill Frisell nell’ambito della programmazione estiva dell’Arena Bike allestita del comune di Mantova, sulla riva del lago inferiore, con lo sfondo dello splendido profilo della città di Mantova.

Bill Frisell ha proposto musiche tratte l’ultimo disco del trio uscito per la storica etichetta Blue Note dal titolo “Valentine”.

Oltre ai classici cavalli di battaglia del chitarrista americano il trio, completato da Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria ha eseguito composizioni originali.

La musica di Bill Frisell evoca i grandi spazi degli Stati Uniti mescolando nuove invenzioni alle diverse tradizioni musicali americane, rendendo la sua musica unica e inconfondibile.

Recensione: Alessio Boni, Alessandro Quarta e ArtEm String Quartet ospiti dell’Estate Musicale del Garda “Gasparo da Salo’ “

Recensione e Foto di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Sabato 17 Luglio per la 62ª edizione de l’Estate Musicale del Garda «Gasparo da Salò» ha avuto luogo nel Duomo di Salò «Il suono della bellezza», una serata fra poesia e musica con la voce recitante di Alessio Boni e il violino di Alessandro Quarta accompagnato dall’ArtEm String Quartet.

I testi letti da Alessio Boni vanno dal biblico Cantico dei Cantici e da «La bellezza non basta» di Ovidio a «La bellezza» di Hölderlin, l’«Inno alla bellezza intellettuale» di P. B. Shelley, «La notte mistica» di Rilke e il «Ricordo il meraviglioso istante» di Puskin, fino a «Ricordo» di Giorgio Caproni e a «Mi piace il verbo sentire» di Alda Merini.

La parte musicale ha compreso brani che vanno dal Settecento fino ai giorni nostri, partendo dal Vivaldi dell’Andromeda Liberata e delle Quattro Stagioni all’Händel di «Lascia ch’io pianga» da Rinaldo, Bach con la celebre Aria dall’Ouverture n. 3 e Mozart con la Marcia «Alla turca». In programma anche Brahms con la «Danza Ungherese n. 5» e Shostakovich col «Waltz n. 2» dalla «Jazz Suite», ma anche Morricone con «Gabriel’s Oboe» dal film «Mission» e i temi di «C’era una volta in America», e un omaggio a Louis Armstrong con «What a Wonderful World».

Alessio Boni ha studiato all’Accademia d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico» di Roma, ha poi lavorato con Giorgio Strehler e Luca Ronconi; sul piccolo schermo ha debuttato con «La donna del treno» per la regìa di Carlo Lizzani e, nel cinema, con «La meglio gioventù» di Marco Tullio Giordana. Ha interpretato personaggi come Caravaggio e Giacomo Puccini, il principe Andrej Bolkonskij, Walter Chiari e Ulisse. «I duellanti» e «Don Chisciotte» fra i suoi spettacoli.

Alessandro Quarta è un violinista che la Cnn nel 2013 ha definito «Musical Genius» e che nel 2017 a Montecitorio ha ricevuto il riconoscimento di «Miglior eccellenza italiana nel mondo» per la musica. In particolare il suo brano «Dorian Gray» ha ottenuto uno strepitoso successo.

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