Live Tones – ITAClub Jazz Festival + Giornata Nazionale dei Jazz Club

Italia Jazz Club presenta 

Si alza il sipario su

ITACLUB JAZZ FESTIVAL

FRA I PROTAGONISTI NON POTEVA MANCARE LA CAMPANIA CON

LO STORICO LIVE TONES NAPOLI

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e sta per alzarsi il sipario su ITACLUB Jazz Festival. Un’imponente manifestazione che si articolerà in oltre sessanta eventi disseminati su tutto il territorio nazionale e che culminerà nella prima Giornata Nazionale dei Jazz Club, il prossimo 15 ottobre.

Così dichiara Giovanni Serrazanetti, presidente dell’associazione Italia Jazz Club: “La nostra associazione fa parte della Federazione Jazz Italiano, presieduta da Paolo Fresu, che raccoglie alcuni dei migliori Jazz Club del Paese. Quest’anno abbiamo vinto il bando ministeriale, con il progetto ITACLUB Jazz Festival e siamo orgogliosi di presentarlo. Si tratta di un vero e proprio festival diffuso, che illustrerà tutto quello che fanno i jazz club, realtà presenti sui territori in maniera capillare. I jazz club sono grandi palestre per i musicisti giovani che si stanno affermando e allo stesso tempo luoghi dove i musicisti già affermati possono presentare il proprio lavoro ad un pubblico affezionato, che partecipa attivamente all’atto creativo. Questa è la nostra grande forza, siamo luoghi veri, dove il feeling si tocca”.

Non poteva non far parte della partita lo storico jazz club Live Tones che da anni porta avanti con passione e costanza l’impegno a promuovere e diffondere il jazz, rappresentando un autentico punto di riferimento per tanti appassionati, musicisti, professionisti del settore e semplici amatori.

LITACLUB Jazz Festival, si terrà dall’8 al 15 ottobre, proponendo eventi realizzati dai propri associati in 23 dei più importanti jazz club italiani, fra i quali il Live Tones. Dai concerti alle masterclass, dalle mostre alle presentazioni di libri, dai laboratori alle guide all’ascolto, l’intero Stivale sarà percorso da una grande festa dedicata al jazz e agli irrinunciabili presidi dedicati a questa meravigliosa musica, i jazz club.


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Camera Jazz di Bologna ospita Robert Bargad trio


Vicolo Alemagna snc (angolo via Santo Stefano) 40125 Bologna
https://camerajazzclub.com

Venerdì 22 e Sabato 23 Ottobre ore 21:45

Robert Bargad trio
Robert Bargad pianoforte Stefano Senni contrabbasso Adam Pache batteriaDopo aver studiato pianoforte per 3 anni con Kenny Barron alla Rutgers University, Rob si è trasferito a New York City nel 1984. Oltre a guidare il suo quartetto, ha suonato con delle leggende del canto jazz come Little Jimmy Scott e Dakota Staton. Nel 1987 è entrato a far parte della Lionel Hampton Orchestra, con la quale ha effettuato tournée negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. E nel 1991, Rob è stato chiamato dal grande  Nat Adderley Quintet, con il quale è rimasto per 8 anni, girando il mondo e registrando 8 CD.
Si è esibito, girato e registrato con: gli Harper Brothers, Jimmy Cobb’s Mobb, Gloria Lynne, Jeannie Bryson, Roy Hargrove, Laverne Butler, Walter Booker Quintet, Keiji Matsushima, Yoichi “Monkey” Kobayashi, Scotty Wright e il cantante pop Justin Tracy solo per citarne alcuni. 
Bargad è anche un affermato arrangiatore, produttore e autore di canzoni. Le sue canzoni sono state scelte per diversi progetti, inclusa la title track del CD di Dena DeRose, “Another World,” (Sharp Nine Records), e per il film indipendente, “Four Corners of Nowhere” (Dir. Steve Chbosky, 1996).
Contributo concerto €12a sostegno dei musicisti e delle attività culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”✅PRENOTAZIONE CONSIGLIATA⭕Green pass obbligatorio📧reservations@camerajazzclub.com📲
WhatsApp 391 1682442Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci,
quota annuale €15 (TESSERA VALIDA 365 GIORNI DALL’ INSERIMENTO DATI E CONVALIDA NELLA PIATTAFORMA E.N.D.A.S.)
per registrarsi online seguire le istruzioni al link: https://camerajazzclub.com/registrati/

Dal 22 ottobre “Mettici la mano” al Teatro Diana

 

Da venerdì 22 ottobre ore 21.00

 presenta

Il brigatiere Maione e Bambinella protagonisti in scena della nuova inedita commedia di MAURIZIO DE GIOVANNI

 “METTICI LA MANO

con

ANTONIO MILO             ADRIANO FALIVENE

ELISABETTA MIRRA

REGIA

ALESSANDRO DALATRI

Scene                                                      Costumi

Toni Di Pace                                             Alessandra Torella

Musiche                                                    Disegno Luci 

Marco Zurzolo                                            Davide Sondelli

Aiuto Regista Antonio Perna

Aiuto Scenografo Grazia Iannino

Direttore di Scena Errico Quagliozzi

Elettricista Rosario Martucci

Macchinista Franco Basile

Fonico Maurizio Morra

Sarta Francesca Romano

Realizzazione Scene F.lli Giustiniani – Napoli

Realizzazione Costumi Costumi d’Arte – Roma

Noleggio Luci Emmedue s.r.l. – Napoli

Trasporti TGL Autotrasporti

Fotografie di Scena Anna Camerlingo

Grafica Giulia Coppola

Illustrazione di Ludovico Della Rocca

Assistente alla Produzione Daniela De Rosa

Ufficio Stampa Diana Or.i.s. s.n.c. Claudia Mirra

Prodotto da Gianpiero Mirra per Diana Or.i.s. s.n.c.

Dopo mesi di chiusura o parziali  aperture, il Teatro Diana “riparte”, con la  41° Stagione di Prosa proponendo, come sempre, un cartellone ricco di interessantissimi appuntamenti. Ricominceremo dal punto in cui siamo stati costretti a fermarci, guardando con rinnovata fiducia al futuro. Uno straordinario programma aspetta, in questo nuovo anno teatrale, tutti i nostri affezionati abbonati (circa 9.000) e i tutti i nostri graditi spettatori.

Già moltissimi, con affetto, vicinanza e solidarietà , ci hanno sostenuto  ed incoraggiato in questi lunghi mesi e adesso numerosi, concretamente, in questo avvio di campagna abbonamenti , hanno deciso di confermare il loro posto.

Dal 20 ottobre,  fuori abbonamento  “Per ricominciare insieme”, in Prima Nazionale, sarà presentato l’attesissimo spettacolo, che vede protagonisti Antonio Milo e Adriano Falivene, già interpreti dei famosi personaggi del Brigatiere Maione e Bambinella nella fortunatissima Fiction  de “Il commissario Ricciardi”, che insieme ad Elisabetta Mirra, porteranno in scena un nuovo inedito testo scritto dallo stesso Maurizio de Giovanni: Mettici la mano , per la regia di Alessandro DAlatri , accompagnati dalle musiche di Marco Zurzolo, scene di Toni di Pace e i costumi di Alessandra Torella.

SINOSSI DELLAUTORE:

Primavera del 1943, a Napoli.

Una tarda mattinata di sole, in cui la gente di un quartiere popolare tenta faticosamente di trovare una parvenza di vita normale, viene squarciata dalle sirene: arrivano gli aerei alleati, c’è il pericolo di un nuovo devastante bombardamento.

La scena è un vano interrato in tufo, uno scantinato che fa da rifugio improvvisato per proteggersi dalla morte che viene dal cielo. In un angolo del locale una statua della Madonna Immacolata, miracolosamente scampata alla distruzione di una chiesa e in attesa di nuova sistemazione, davanti alla quale brilla qualche lumino a testimonianza del fatto che la gente del quartiere va a visitarla saltuariamente anche lì.

E’ qui che si ritrova una strana compagnia, riunita dalla necessità di riparo: il primo ad arrivare è Bambinella, un femminiello che sopravvive esercitando la prostituzione e che conosce tutto di tutti, sia per una naturale propensione al pettegolezzo, sia perché le persone vanno a confidarsi con lui, secondo una consolidata tradizione popolare. Poco dopo arriva il brigadiere Raffaele Maione, che ha appena arrestato Melina, una ventenne che ha sgozzato nel sonno il marchese di Roccafusca, un ricchissimo nobile il cui palazzo si trova a poca distanza e nel quale la ragazza faceva la cameriera.

Mentre fuori la porta in cima alle scale le voci della gente si trasformano in un pauroso silenzio e poi nel progressivo avvicinarsi del fragore delle bombe, mentre l’imminenza della possibile morte diventa sempre più vicina, il dialogo tra i tre occupanti il rifugio improvvisato si fa sempre più profondo e serrato. La Madonna, muta e addolorata, verrà chiamata in causa mentre apprendiamo in maniera frammentaria cosa è realmente accaduto nel palazzo di Roccafusca e perché, e come Bambinella si trasformerà in avvocato difensore e Maione nell’accusa di un processo che vedrà nella statua di gesso un giudice silenzioso e tuttavia accorato.

Le esplosioni, sempre più vicine, terribili e minacciose, accompagneranno la comprensione della realtà e una serie di riflessioni, da differenti punti di vista, sulla vita, sulla morte, sulla famiglia, sulla giustizia e sulla fede in Dio. E anche in merito alla fame, allo stato di necessità e all’arroganza del potere.

Maione, Bambinella e la loro strana, assurda amicizia a distanza di dieci anni dall’ultima volta che li abbiamo incontrati con Ricciardi, a confronto col momento più buio e terribile della storia della città.

Maurizio de Giovanni

NOTE DI REGIA:

Dopo la lunga stagione dei teatri chiusi è una gioia poter annunciare il mio ritorno sulle tavole del palcoscenico. Un ritorno che segna anche una continuità artistica inedita per me: questo nuovo progetto nasce come una costola della saga de “Il commissario Ricciardi”, dopo il successo della serie televisiva a cui ho lavorato. Dalla straordinaria e immaginifica penna di Maurizio de Giovanni, due tra i volti più colorati si staccheranno dalle vicende del filone corale del Commissario e torneranno a raccontarsi con il pubblico, ma questa volta dal vivo: il brigadiere Maione e il femminiello Bambinella. Due figure che non fatico a descrivere come “maschere”, unici tra i personaggi dei romanzi ad indossare un costume: uno con il rigore della divisa e l’altro con la leggerezza della femminilità travestita. La vicenda manterrà la sua ambientazione napoletana, città che continua amorevolmente a vivere nella mia esperienza, raccontata in un periodo temporale diverso da quello dei romanzi. Qui troveremo una Napoli devastata dalle conseguenze del nazifascismo, martoriata dagli allarmi e dai bombardamenti, ma mai priva di quella carica di umanità e di amore per la vita. Medesimi saranno i due attori che hanno interpretato la serie tv: Antonio Milo e Adriano Falivene.

Una garanzia artistica in equilibrio tra dramma e commedia che sicuramente restituirà al pubblico la gioia di ritornare in platea. La novità è Elisabetta Mirra nel ruolo di Melina, straordinario sguardo sul sacrificio femminile di quell’epoca. Medesimi saranno anche i reparti artistici che mi affiancheranno in questa nuova avventura: chi ha amato i romanzi e la fiction ritroverà la stessa poetica e lo stesso divertimento. A completare la magia ci saranno le musiche di Marco Zurzolo. Aggiungo il piacere e l’orgoglio di collaborare con il teatro Diana, un’istituzione nella storia del teatro napoletano.

A presto.

Alessandro DAlatri

NOTE DI PRODUZIONE:

Quando Antonio Milo mi ha chiamato perché insieme ad Adriano Falivene, voleva trasportare i personaggi del brigadiere Maione e Bambinella a teatro, ho detto subito sì, anzi, ho aggiunto, sarà lo spettacolo di riapertura del Teatro Diana!

Ritornare a Teatro con un inedito di Maurizio De Giovanni, dopo lo strepitoso successo de Il silenzio grande, sarà , non solo un privilegio, ma il modo migliore per far ritornare il pubblico in sala.

Ora non ci rimaneva che mettere insieme tutto lo staff vincente della versione televisiva de Il Commissario Ricciardi, e quindi la cosa più naturale è stata chiamare Alessandro D’Alatri, il regista delle serie, che si è detto subito entusiasta di tornare a fare teatro, e con lui lo scenografo, la costumista, il direttore della fotografia, il musicista e finanche la fotografa della straordinaria serie tv. Tutti di nuovo insieme per ricreare quel mondo, quelle atmosfere, quelle emozioni.

Abbiamo quindi, sulla base dell’ambientazione della commedia, ricostruito un pezzo della Napoli degli anni ’40, la guerra, i bombardamenti, la paura, il dolore, la fame, ma allo stesso tempo la voglia di vivere, l’amicizia, la fede, la solidarietà.

Un impegno economico importante, una follia forse di questi tempi, fatta per amore delle tavole di palcoscenico, che però tornano a vivere, si rianimano.

Spero che il pubblico apprezzi l’impegno e ci gratifichi con un applauso.

Tutti in sala, è tornato il Teatro!

Gianpiero Mirra – produttore Diana Oris

Lo spettacolo dura 1h20’ senza intervallo

Calendario spettacoli

Venerdì22OTTOBREOre 21.00
Sabato23OTTOBREOre 21.00
Domenica24OTTOBREOre 18.00
Giovedì28OTTOBREOre 17.45
Venerdì29OTTOBREOre 21.00
Sabato30OTTOBREOre 21.00
Domenica31OTTOBREOre 18.00
Lunedì1NOVEMBREOre 18.00
Giovedì4NOVEMBREOre 17.45
Venerdì5NOVEMBREOre 21.00
Sabato6NOVEMBREOre 17.30/21.00
Domenica7NOVEMBREOre 18.00
Giovedì11NOVEMBREOre 17.45
Venerdì12NOVEMBREOre 21.00
Sabato13NOVEMBREOre 17.30/21.00
Domenica14NOVEMBREOre 18.00
Giovedì18NOVEMBREOre 17.45
Venerdì19NOVEMBREOre 21.00
Sabato20NOVEMBREOre 17.30/21.00
Domenica21NOVEMBREOre 18.00

ORARIO BOTTEGHINO

Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato 10.30 / 13.30 e 16.30 / 19.30 

domenica 11.00/13.30 e 16.30/19.30

Vendita biglietti on line sul sito www.teatrodiana.it

Telefono 0815567527

diana@teatrodiana.it

SABATO INTENSO PER IL PIACENZA JAZZ FEST TRA MUSICA, PRESENTAZIONI DI LIBRI, CONFERENZE E IL CONCERTO SERALE

Nel pomeriggio prima Massarutto alla Libreria Pagine, quindi Zenni al Conservatorio Nicolini

SABATO INTENSO PER IL PIACENZA JAZZ FEST TRA MUSICA, PRESENTAZIONI DI LIBRI, CONFERENZE E IL CONCERTO SERALE

La sera concerto delle Orchestre Artchipel e di via Padova al Teatro President 

Piacenza, 11 ottobre 2021 – Spesso accade in musica che mondi apparentemente lontanissimi riescano a dialogare tra loro realizzando un disco che ora è anche un concerto. Batik Africana Suite vedrà insieme le due milanesi Artchipel Orchestra e Orchestra di via Padova sabato 16 ottobre alle ore 21.00 presso il Teatro President. Il concerto è organizzato in collaborazione con Crossroads – Jazz Network, il festival itinerante che si svolge su tutto il territorio nazionale. I biglietti sono acquistabili presso la sede del Piacenza Jazz Club nei pomeriggi feriali dalle 15:00 alle 19.30 e il sabato mattina dalle 10:30 alle 12.30, in tutte le tabaccherie e ricevitorie Sisal oppure sul sito diyticket.it. Sono garantite tutte le misure in termini di sicurezza richieste per gli spettacoli dal vivo.

Ma tutta la giornata di sabato 16 sarà ricchissima di appuntamenti, a partire dal concerto che terrà nella galleria S. Donnino, antistante alla libreria piacentina Pagine, il chitarrista Renato Podestà alle 15.15 e che farà da prologo alla presentazione del libro “Il Jazz dentro. Storia e cultura nel fumetto a ritmo di Jazz”, a cura dell’autore, Flavio Massarutto che ne discuterà con il musicologo Stefano Zenni. Questo libro analizza come i fumetti abbiano raccontato l’impatto del Jazz sulla società americana, europea e italiana attraverso una serie di capitoli dove le questioni dell’identità nazionale, razziale e di genere rivelano paure e desideri inconfessati, stereotipi ancora oggi presenti, istanze di liberazione sociale ed esistenziale, in grado di fare emergere in controluce questioni di bruciante attualità. A seguire un aperitivo con degustazione di vini del Poggiarello.

Alle ore 18.00 invece ci si sposterà al Conservatorio Nicolini per una conferenza dello stesso Stefano Zenni, sul tema “Non proprio free. Da Miles a Ornette, il Jazz cambia forma”, sul rapporto tra libertà e struttura nel mondo della musica afroamericana.

La sera invece il concerto di queste due ensemble, la Artchipel e l’Ochestra di via Padova (22 elementi sul palco), che sono dei veri e propri “laboratori sonori” tra i più stimolanti nati negli ultimi anni a Milano. Il disco collettivo, frutto della collaborazione tra le due, è uscito lo scorso anno, s’intitola “Batik Africana Suite” ed è ispirato e dedicato interamente alla musica africana. La Artchipel è stata fondata ed è guidata da sempre da Ferdinando Faraò, qui anche in veste di autore e arrangiatore di molti brani in repertorio. La seconda è coordinata dal chitarrista Massimo Latronico, anch’egli autore e arrangiatore. I due differenti punti di riferimento vengono rielaborati, tenendo insieme mondi sonori apparentemente distanti tra loro. Questo progetto celebra la dimensione dell’incontro, più che mai importante al giorno d’oggi, soprattutto in questo momento storico in cui “sentirsi parte” fa stare meno soli, e capace di tenere vivi i presupposti fondamentali del Jazz, che sono da sempre quelli di una musica sociale interdipendente.

Il Piacenza Jazz Fest è reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Regione Emilia-Romagna, si avvale del patrocinio del Ministero della Cultura e del contributo di alcune realtà del mondo imprenditoriale.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest basta rimanere connessi alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del Piacenza Jazz Club o consultare il sito http://www.piacenzajazzfest.it.

“Solitudo” è il nuovo album di Anais Drago

SOLITUDO

il nuovo album di Anais Drago

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Solitudo è il nome del nuovo album della violinista Anais Drago, pubblicato dalla Cam Jazz. Un disco in solo che sorprende per la pluralità di voci, un elogio alla solitudine che si nutre di bellezza.

Violinista sin dalla tenera età di 3 anni, Anais nutre per lo strumento, e per la musica, un amore assoluto. Per mia natura – dichiara – non nutro certezze quasi su nulla, tranne che su una cosa: quando suono, sto bene davvero”.

Solitudo il titolo, solista lo strumento. Eppure, Anais, in questa nuova opera, sola non lo è mai veramente. Neanche sul palco, durante i numerosi concerti che hanno preceduto l’album e che continuano ad aggiungersi al calendario. Solitudo, infatti, è tutt’altro che un album monocolore, ma stupisce, invece, per la moltitudine di suoni e la ricchezza armonica e melodica. In parte rigorosa scienziata, in parte virtuosa incantatrice e dedita sacerdotessa, Anais Drago sembra essere intenta a estrarre, una alla volta, tutte le infinite potenziali voci del violino, come a volerne esaurire il repertorio antico, inventando poi nuove e ardite conformazioni, persino aliene alle nostre orecchie. Grazie all’uso sapiente di effetti, loop station e sovraincisioni, le corde del violino (sia elettrico che acustico) si moltiplicano fino a raggiungere volumi orchestrali.

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Artemide in “Pino… La storia… La musica”

Pino Daniele, la sua storia, la sua musica.

Con Beatrice Valente, contrabbasso e voce e Ivana Muscoso al pianoforte. Arturo Delogu e Luisa Perfetto racconteranno i momenti salienti della sua vita.L’azienda “Il Quarto Miglio” ci delizierà con le sue pietanze ed il suo ottimo vino.


Offerta per i soci di ArtemideConcerto+tagliere+1 calice di vino35 Euro a coppia.


Possibilità di cenare alla carta.

Possibilità di alimenti Gluten free


Saranno rispettate tutte le normative Covid19
Greenpass obbligatorio.
Parcheggio interno custodito

1° Giornata Nazionale dei Jazz Club Italiani – Presentazione del libro di Guido Michelone “Il Jazz e gli Animi” – Comunicato stampa – Liguria

Venerdì 15 ottobre 2021

GIORNATA NAZIONALE DEI JAZZ CLUB

JAZZ CLUB CHIAVARI PROPONE UN INCONTRO CON GUIDO MICHELONE

Dopo il successo del concerto “Jazz Celebration” con il Giulia Cancedda Trio, che si è tenuto venerdì 8 presso “The Best Drink” di Chiavari, il Jazz Club Chiavari propone un nuovo appuntamento in occasione della 1° Giornata Nazionale dei Jazz Club. L’incontro che si terrà venerdì 15 ottobre, concluderà la prima edizione di ITACLUB JAZZ FESTIVAL, il festival diffuso che si sta svolgendo in tutta Italia, nei 23 club aderenti alla manifestazione.

Per festeggiare la nuova “ricorrenza” il jazz club chiavarese propone, alle 17:30 presso “Spazio Casoni” in piazza San Giovanni, la presentazione del libro: “Il jazz e gli animi – 100 anni di musicisti, tendenze, strumenti, novità” (Arcana editore) di Guido Michelone. L’autore dialogherà con Paola Pastorelli, giornalista de Il Secolo XIX, introdurrà l’incontro Rosario Moreno, presidente del Jazz Club Chiavari. L’ingresso è libero, nel rispetto delle norme anti Covid.

IL LIBRO:

“Continua quella che è ormai definibile come “Enciclopedia tematica in progress”: dopo Il jazz-film, Il jazz e le arti, Il jazz e le idee, Il jazz e le cose, ecco un testo sullo spirito di questa musica attraverso i personaggi che, lungo un secolo, hanno caratterizzato un sound unico al mondo. I tanti animi del jazz diventano via via, nel corso della Storia, animo blues, hot, swing, bebop, cool, hard bop, soul, free, trasformandosi in autentici linguaggi musicali autonomi. Sono animi che si legano visceralmente agli strumenti musicali (sax, tromba, pianoforte, chitarra, contrabbasso, batteria).

Animi cosmopoliti e multietnici (afroamerican, afrobritish, european) che dagli Stati Uniti partono in missione per continenti, tornando culturalmente felici e arricchiti. Animi vogliosi di confrontarsi con altri suoni (pop, rock, entertainment), intrecciando fusioni, contaminazioni, ibridazioni con molte esperienze giovanili. Animi trasversali a epoche diverse in un cammino spaziotemporale tanto audace quanto insidioso (contemporary, future-rétro). Animi in rapporto spesso delicato con lo show business (PollWinners, in/out). Animi che vanno oltre il fare, osservando e ascoltando il jazz dall’altra parte della barricata (storico, jazzofilo, critico, giovane, ascolto). Insomma, tanti animi sensibili, giovani, aperti, curiosi, in grado di cogliere la novità e la bellezza e rielaborarle in melodie e ritmi che da sempre muovono focosi sentimenti, qui discussi e raccontati coinvolgendo non solo persone, ma anche luoghi, canzoni, dischi, eventi, amenità, imprevisti.

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Camera Jazz club eventi dal 14 al 18 ottobre


Vicolo Alemagna snc (angolo via Santo Stefano) 40125 Bologna
https://camerajazzclub.com
Giovedì 14 Ottobre ore 21:45DUCK JUICE 5et
Lorenzo Manfredini trombone  Luca Chiari chitarra Lorenzo Locorotondo tastiere Federico Perinelli basso 
Andrea Grillini batteriaFormato da cinque giovani leoni del jazz italiano, il gruppo Duck Juice presenta in anteprima a Bologna i brani del secondo lavoro discografico “House Made of Sticks”. Una riedizione della band originaria in cui non manca la matrice soul funky che ne contraddistingue da sempre la cifra stilistica, anche se appare evidente come il gruppo sia alla ricerca di nuove direzioni e nuovi stimoli. Le composizioni, gli arrangiamenti e le figure ritmiche si fanno via via più complesse e sofisticate, producendo un ben assortito cocktail di jazz, black music, latin, raggae ed elettronica, che ricorda i numerosi progetti collettivi a marchio Snarky Puppy.Contributo concerto €5
a sostegno dei musicisti e delle attività culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”

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Piacenza Jazz Fest: Marco Colonna in solo alla Basilica di San Savino 14/10

Giovedì 14 ottobre Marco Colonna si esibirà nella Basilica di San Savino

SECONDO CONCERTO NELLA BASILICA DI SAN SAVINO CON UNO STUPEFACENTE CLARINETTO IN SOLO

Nel pomeriggio il clarinettista terrà inoltre una masterclass al Conservatorio Nicolini

Piacenza, 11 ottobre 2021 – Secondo concerto di questa edizione ambientato nella Basilica di San Savino, luogo acusticamente perfetto per esaltarne le peculiari caratteristiche. Stavolta la prova sarà la sola voce del clarinettista Marco Colonna che da qualche anno si cimenta con ottimi risultati in una delle sfide più impegnative per chi suona, quella della performance solista. Il concerto avrà luogo giovedì 14 ottobre alle ore 21.00. L’ingresso è libero (no prenotazioni) fino ad esaurimento posti. Sono garantite tutte le misure in termini di sicurezza richieste per gli spettacoli dal vivo.

In quello stesso pomeriggio il musicista terrà una masterclass a frequenza gratuita, ma con prenotazione vivamente consigliata, presso il Conservatorio Nicolini.

Il Piacenza Jazz Fest è reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Regione Emilia-Romagna, si avvale del patrocinio del Ministero della Cultura e del contributo di alcune realtà del mondo imprenditoriale.

Marco Colonna, che suona clarinetto e clarinetto basso, non si potrà basare su alcun appoggio, e sarà solo nel rapporto particolarmente intimo con i suoi strumenti e le sue idee. Inoltre il musicista è un esperto nella tecnica della respirazione circolare, che gli permette di creare linee melodiche (e armoniche grazie al riverbero naturale della basilica) senza le frequenti normali interruzioni per riprendere fiato; Colonna riesce perfino a suonare contemporaneamente due clarinetti, usando indipendentemente le mani e la bocca. Così di volta in volta smonta la tecnica del clarinetto e la scompone nei suoi elementi fondamentali: il flusso d’aria attraverso un tubo. In altri brani crea paesaggi sonori intriganti e astratti, esplorando le proprietà sonore di elementi di base simili, sia introducendo la voce, il più elementare degli strumenti musicali, sia suonando note aeree in una sorta di movimento parallelo, mettendo talvolta in primo piano il palpabile ronzio dell’ancia. In altri casi arriva addirittura a simulare i suoni di un flauto, semplicemente suonando il clarinetto senza il suo bocchino. Oppure suona in maniera più convenzionale, disegnando linee sinuose e legate, negoziando salti di registro, o creando una cascata ascendente e discendente di lunghe frasi tese lungo il percorso di un lento crescendo. L’effetto complessivo creato dalla sua musica, risaltata dall’acustica perfetta della Basilica di San Savino, è quello di un ottimo esempio di performance solista da non lasciarsi sfuggire.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest basta rimanere connessi alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del Piacenza Jazz Club o consultare il sito http://www.piacenzajazzfest.it.

Recensione : “Hommage a Piazzolla” a Villa di Donato

Articolo e foto di Clementina Abbamondi 

Stasera 10 ottobre, dopo tanto tempo, la musica da camera ritorna nel luogo per cui è nata, la splendida Sala da Ballo di Villa di Donato. La dimora settecentesca accoglie i suoi ospiti dando il via alla sesta Edizione dei “Live in Villa di Donato”. Dopo una   pausa   forzata a causa del Covid, fino alla fine di luglio 2022, la Rassegna proporrà spettacoli teatrali, musica classica, blues e una borsa di studio per talenti emergenti.

Il concerto inaugurale “Hommage a Piazzolla” rientra nella rassegna “Max 70”, dedicata alla musica da camera è curata da David Romano, violinista dell’Accademia di Santa Cecilia che insieme al pianista Mario Montore ed al violoncellista Diego Romano dedicano un omaggio nel giorno del centenario della sua nascita ad Astor Piazzolla, genio ed inventore del tango nuevo.  “Per la musica da camera, racconta Patrizia de Mennato  padrona di casa  ed  ideatrice di  “Live in Villa di Donato, diretta come sempre dal violinista  David Romano, rinnoviamo la filosofia di affiancare a  musicisti di  prima grandezza  dei  giovani  talenti  della  scuola  internazionale di  eccellenza  “Avos Project” percorrendo  insieme  le  sfide esecutive e  le esperienze  di crescita degli  artisti, credendo  in  una rinascita  incentrata  sul  riconoscimento del talento degli allievi e sulla bellezza come unica vera forza capace di muovere il desiderio di migliorarsi. Grazie a tale collaborazione sul palcoscenico di Villa di Donato si alterneranno docenti ed allievi, abbattendo la classica barriera docente discente, presentando in concerto un giovanissimo concertista che potrà esibirsi e affrontare il suo battesimo accolto dal nostro selezionatissimo pubblico”.

Il programma di stasera “Hommage a Piazzolla” prevede :

Piazzolla improptu per piano solo

Le Grand tango per violoncello e pianoforte

Le Estaciones partenas per violoncello,violino e pianoforte.

Questa  sera  ad  affiancare  David Romano spalla  dei  secondi  violini  dell’Orchestra  Sinfonica dell’ Accademia di  Santa Cecilia, membro  fondatore  dell’ Orchestra  Stradivari, Presidente della  Associazione  MAR  ed  ideatore, curatore  e  direttore  artistico  di  “Villa Pennisi  in  Musica”  ad Acireale  e  Diego  Romano  secondo violoncello  con  obbligo del  primo  dell’Orchestra Sinfonica dell’Accademia  Nazionale  di  Santa Cecilia, vincitore  di  molteplici  concorsi  e  premi  anche  lui membro fondatore del Sestetto Stradivari, un giovane talento Mario Montore pianista che ha già al suo attivo molteplici vittorie a concorsi solistici e noto nel campo anche internazionale per l’intensissima attività di camerista con il  “Quartetto Avos”.  Mario Montore è anche ideatore, fondatore e presidente dell’”Avos Project”, Scuola internazionale di eccellenza di Roma.

Ad aprire il concerto è il pianista Mario Montore che dà prova del suo virtuosismo interpretando alcuni brani di Astor Piazzolla tra i più famosi “Tanti anni prima (Ave Maria)” composto per il film di Marco Bellocchio Enrico IV e “Libertango” brano che simboleggia la rottura del compositore dal Tango classico e il suo abbraccio al “Nuevo  Tango”.

Il secondo brano è “Le Grand Tango” scritto da Piazzolla nel 1982 per il violoncellista russo Mstislav Rostropovich dove al pianoforte si unisce il suono del violoncello suonato da Diego Romano.” Le Grand Tango” inizia con ritmi di tango fortemente accentati mentre nella seconda sezione si sviluppa un ampio dialogo tra il violoncello ed il pianoforte. Nella sezione finale, per la quale Piazzolla ha fornito l’indicazione di tempo “giocoso” presenta uno stato d’animo di energia elettrica. Bravissimi i due musicisti che hanno interpretato perfettamente la composizione di Piazzolla fedele alle sonorità, ai ritmi e agli strumenti della sua terra l’Argentina ma influenzato dalle suggestioni sinfoniche, le sperimentazioni del jazz che creano un nuovo genere, originale e personalissimo. Nella terza composizione eseguita questa volta   dai tre musicisti “ Estagiones portenas”e scritta da Piazzolla tra il 1964 e il 1970 si intrecciano felicemente tradizione colta, jazz e “nuevo tango” .Stagioni partenas  perché  legate all’atmosfera  e  agli aromi del  grande  porto  di Buenos Aires. Inevitabile il confronto con le stagioni di Vivaldi, distanti più di due secoli. I tre musicisti sono riusciti a coinvolgere il pubblico in un raffinato gioco a chiave di contrasti e affinità   tracciando avvolgenti paesaggi interiori animati da sentimenti contrastanti: dalla dolcezza al dolore dalla nostalgia alla passione.

Il trio formato da David Romano, Diego Romano, Mario Montore ha eseguito altri due famosissimi brani di Astor Piazzolla: “Oblivion” e “La muerte del angel” quest’ultimo ricco di virtuosismi.

Il pubblico ha tributato al trio un caloroso applauso riconoscendogli l’intensità delle interpretazioni e il virtuosismo dei musicisti.

Al concerto è seguita una squisita cena servita nelle stanze della settecentesca dimora.

Perfetta l’organizzazione e l’accoglienza della padrona di casa Patrizia De Mennato.

Il grande jazz dell’Atelier Musicale: l’omaggio a Bill Evans di Enrico Pieranunzi, Stefano Cantini e Maurizio Franco sabato 16 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano

Duetti, assoli e letture nel tributo al grande pianista americano in occasione del terzo
appuntamento della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio

MILANO – A più di quarant’anni dalla scomparsa di Bill Evans, avvenuta nel 1980, è nato un progetto speciale che ha visto la luce, l’anno scorso, in due importanti festival (Iseo Jazz e Grey Cat) e che, per la prima volta, arriverà a Milano sabato 16 ottobre nell’ambito della XXVII edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna in bilico tra jazz, classica e contemporanea organizzata
dall’associazione culturale Secondo Maggio nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro
(ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera associativa a 5/10 euro).


“Waltz for Evans” è l’omaggio del pianista Enrico Pieranunzi, del sassofonista Stefano Cantini e del critico e musicologo Maurizio Franco al grande pianista americano, che unisce musica e letture in un articolato spettacolo nel quale ai duetti e agli assoli dei musicisti si aggiungeranno gli interventi di Franco, volti a scandagliare il mondo personale di Evans. Del resto, l’eredità musicale di Evans è ancora fonte di ispirazione per i moderni pianisti e sicuramente il suo stile e la sua concezione generale del pianoforte sono tra i più studiati nelle accademie musicali di tutto il mondo.
Pianista tra i più importanti dell’attuale scena internazionale, Enrico Pieranunzi ha spesso riflettuto sul lascito di Bill Evans (scrivendo anche un libro, “Bill Evans – Ritratto di artista con pianoforte”), affrontando il suo universo attraverso il filtro della propria personalità, in cui il retroterra classico guida l’invenzione jazzistica. Insieme a Pieranunzi si esibirà Stefano “Cocco” Cantini, sassofonista di valore assoluto, che unisce il senso melodico mediterraneo a una profonda
conoscenza del mondo jazzistico degli anni Cinquanta e Sessanta.

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