Recensione: Noreda Graves 5tet ospite della IX Edizione di Esca Jazz

di Clementina Abbamondi

Il 7 agosto 2022 ha preso il via la IX Edizione di Esca Jazz  che si svolge nel piccolo borgo di Sant’Angelo all’ Esca (AV). Dopo le edizioni del 2020 e del 2021 di “tournée  forzata” fra le stupende campagne e i bellissimi prati di questo incantevole paesino il Festival torna sul Belvedere in Piazza Fante d’Italia ,tornano i live di livello nazionale ed internazionale, le degustazioni guidate di vino, birra e olio quest’anno a cura della Slow Food Irpinia Colline Dell’Ufita-Taurasi,gli aperitivi al tramonto e le jam session  notturne  dopo  il concerto serale.  La direzione  artistica  dell’evento  è affidata a Michele Penta, chitarrista ed insegnante di chitarra jazz mentre Presidente dell’Associazione Esca Jazz è Tiberio Maffeo .

Nel  2014  un  gruppo di  ragazzi  del  luogo  ha  avuto  l’idea  di  organizzare  un  Festival Jazz, per promuovere il territorio, le produzioni  locali e la cultura. Esca Jazz dà vita ad un  borgo di solo 800 abitanti e  riesce  a mobilitare   e  a coinvolgere  oltre  tantissimi volontari che si prodigano  a tempo pieno per  la  buona  riuscita  dell’evento  anche  l’intera comunità  locale. I concerti  sono  gratuiti e vengono  sostenuti  sia dagli sponsor, sia  dal  comune  rappresentato  dal  sindaco  Attilio Iannuzzo.

L’allestimento della  Piazza  è  curatissimo, i  tavolini sono decorati con le immagini dei grandi  del jazz , i cuscini colorati ricoprono i divanetti in  legno.

Quest’anno il logo del festival è rappresentato da una batteria dalla quale si diramano dei tentacoli, un polipo giallo sullo sfondo porpora. Questo incantevole borgo ti accoglie e ti coinvolge facendoti sentire parte di questa bellezza che ti proietta in momenti fantastici ed indimenticabili.

Purtroppo, a causa  delle condizioni  avverse  del  tempo  due  concerti  previsti  quello dell’8 agosto Daniele Sepe 4et “Sepè le Mokò-Le musiche dei film di Totò” e quello del giorno 9 Gianluca Guidi 4et “Tributo a Frank Sinatra  sono stati annullati.”

Continua a leggere

Recensione: successo strepitoso per la XVI Edizione di Muntagninjazz 2022

di Clementina Abbamondi 

Quest’anno dall’11 al 20 agosto si  è  svolta  la XVI Edizione  di  Muntagninjazz  e l’elegante città di Sulmona si è riempita di note ,musica e concerti .

Le strade, i cortili, le piazze i vicoli di questa bellissima città ricca di monumenti e opere d’arte sono state invase dalla musica e da tantissimo pubblico . In Piazza  XX  Settembre  il  pubblico ha potuto assistere  ai  concerti  gratuiti  che  hanno  visto  salire  sul  palco il 12  agosto  “Ensemble ‘900  del Conservatorio   A. Casella  AQ”  diretta  da   Massimiliano   Caporale  e  al  pianoforte  Alessandro Bonanno. Il 14  agosto  si  è  esibita la “New Talent Jazz Orchestra” diretta  da  Mario  Corvini  col progetto “Fellini e la Musica” con una special  guest d’eccezione il talentuoso clarinettista Gabriele Mirabassi. Il 17 agosto è salita sul palco la “Libera Orchestra del Jazz Italiano”.

Molto interessante anche il programma del Cine Festival in Piazza del Carmine con la proiezione il 12 del film  “West Side Story(2021), il 14 del film “Gli Stati Uniti contro Billie Holiday” e  il 17 di “Ennio”.

Nelle strade di Sulmona durante il Festival hanno attraversato il  suo centro storico  due Street Band

“Mò Better Band” e i “Musicanti di San Crispino” che hanno animato i pomeriggi coinvolgendo il numerosissimo  pubblico accorso in occasione di questo evento.

Il Cortile S. Francesco ha invece ospitato i concerti a  pagamento. Il primo l’11 agosto è stato quello di Gegè Telesforo 5et  con il  progetto “Impossible Tour 2022”. accompagnato da Alfonso Deidda al piano e al flauto, Christian Mascetta alla chitarra, Pietro Pancella al basso e  Michele Santoleri  alla batteria.

Gegè Telesforo, carismatico  ed  ecclettico  vocalist, polistrumentista  e  producer  tra  i  più  amati personaggi radiotelevisivi italiani grazie a brillanti programmi come “Doc” “Soundcheck “ di Radio 24,o “Variazioni su Tema” su Rai 5 per citarne alcuni.

Gegè Telesforo all’inizio del concerto dice rivolto al pubblico “Sono stati due anni lunghissimi per il comparto della musica e quindi arrivare qui ed esibirsi davanti a voi , ad  un  pubblico così  vicino a noi  e  alla  musica  è  veramente  bellissimo, vi  ringrazio  dal  profondo del cuore”. Nel presentare i musicisti  che  lo  accompagnano  nel  tour   Gegè Telesforo  dice  “vi voglio presentare tre giovani musicisti di Chieti che hanno studiato insieme e che io vorrei definire “la ritmica trinità ,e poi è una gioia suonare con un musicista che è per me un amico fraterno che ha partecipato in questi ultimi 15 anni a tutte le mie produzioni discografiche  e  ai  tour  il  bravissimo  polistrumentista e docente del Conservatorio Alfonso Deidda che suonerà sia il piano sia il flauto”. “Purtroppo, aggiunge Gegè Telesforo manca la vocalist ufficiale la bravissima Daniela Spalletta che dopo i tour in Calabria ed in Sardegna è stata male e ci ha chiesto un po’ di riposo per recuperare le forze”.

“Impossible Tour”  è  un  vero  e  proprio album  live  che  rappresenta  una  tappa  importante nella carriera di Gegè Telesforo. E’  il racconto in musica dei tanti concerti affrontati nell’estate del  2021.

Tra i brani  eseguiti da  Gegè Telesforo 5et “Freedom Jazz Dance “ di  Eddie Harris , un brano jazz -rock dove Gegè  ha dimostrato la grandissima padronanza  della tecnica  dello “scat”  e  la perfetta armonia ed intesa con i  musicisti che lo accompagnano. Una perfetta sintonia tra la sua voce, usata come strumento e gli altri componenti del quintetto.

Si sono  susseguiti  durante il concerto i  brani  “Diamonds,Cancion para Sara, No Woman No Cry, Available for Wedding che ,dice  Gegè Telesforo, viene  riarrangiato sempre per renderlo più etnico e  aderente  al  contesto nel quale il quintetto  si trova  a  suonare. Il numeroso pubblico presente nel Cortile  San Francesco ha tributato moltissimi  applausi , apprezzando  la musica  suonata dal  Gegè Telesforo 5et che  ha  saputo  dare  nuova vita ai  brani  inserendo  negli  arrangiamenti  un misto di funk, jazz, rock, dando una  splendida  dimostrazione  dell’improvvisazione nel  jazz  e  del  perfetto interplay dei musicisti.

Continua a leggere

Recensione: Fabrizio Bosso 4tet in “WE4” per Ravello Lab e Live Tones

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Strepitoso successo, venerdì 29 luglio al Largo San Martino  per il concerto straordinario di Fabrizio Bosso 4tet in “We4” a firma di Ravello Lab e l’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco,  realizzato nell’ambito delle manifestazioni estive realizzate dal Comune di Napoli col sostegno della Regione Campania sotto lo slogan “Vedi Napoli e poi torni”.  

Una platea gremitissima ha accolto un Fabrizio Bosso in una forma smagliante e con un entusiasmo fuori dal comune per l’invito che i due organizzatori gli hanno rivolto per realizzare, ancora una volta, una serata di jazz puro di grandissmo successo di pubblico e di critica.

L’amore per la città di Napoli che in più occasioni ha dimostrato di avere non solo per l’arte e la cultura che è in essa ma anche per i musicisti napoletani e campani con i quali ha un rapporto splendido da sempre. Ed infatti il quartetto che lo ha accompagnato comprende uno di questi musicisti  campani che sono dei veri e proprio talenti del jazz italiano come Julian Oliver Mazzariello al piano che lo accompagna da sempre in progetti che sono dei veri capolavori musicali, e da altri musicisti di altissimo livello come Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria che danno a questo nuovo progetto “We4” uno stile e  una sonorità di grandissimo coinvolgimento musicale.

WE4 è il nuovo entusiasmante lavoro del quartetto di Fabrizio Bosso. Realizzato subito dopo il confinamento forzato dovuto all’epidemia del coronavirus, WE4 porta con sé la consapevolezza del valore del fare musica insieme e di come questo possa diventare un progetto di condivisione profonda, che prosegue quindi oltre il palco. Nel doppio live “ State of The Art”, pubblicato nel 2017, Fabrizio Bosso raccontava lo stato dell’arte della sua musica, considerandolo a tutti gli effetti l’inizio di un nuovo percorso con tre straordinari compagni di viaggio: Julian Oliver Mazzariello, Jacopo Ferrazza, Nicola Angelucci. Dopo innumerevoli concerti in giro per il mondo e anni di confronto continuo, WE4 è dunque la rappresentazione compiuta, nel suono, nell’interplay e nella composizione, di una condivisione totale. Nel nuovo repertorio, infatti, sono presenti brani originali scritti appositamente da ciascuno per questa formazione, una composizione a 4 mani di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello come “One Humanity” e due brani che portano la firma di tutti e quattro (“WE4” e “The way we see”).

Un disco assolutamente da non perdere come un concerto assolutamente da non perdere e che ha visto il pubblico estasiato dall’ascolto di una musica che li ha letteralmente rapiti e che si e’ concluso con una splendida interpretazione del brano “Cantabile” di Petrucciani, che Fabrizio Bosso ha eseguito , almeno nella parte iniziale del brano scendendo in mezzo al pubblico sotto gli sguardi ammirati e i lunghissimi applausi di tutto il pubblico presente.

Il quartetto del norvegese Eivind Aarset e il “Viaggio in Italia” del quintetto guidato da Gigi De Rienzo e Marco Zurzolo chiudono la XXVII edizione del Pomigliano Jazz Festival. Domenica 31 luglio al parco pubblico di Pomigliano d’Arco, dalle 21

EIVIND AARSET QUARTET e

DE RIENZO, ZURZOLO, FIMIANI, RIVA, SESSA

CHIUDONO LA XXVII EDIZIONE di POMIGLIANO JAZZ

Cala il sipario sulla XXVII edizione del festival Pomigliano Jazz. Domenica 31 luglio il parco pubblico “Giovanni Paolo II” di Pomigliano d’Arco (Napoli) ospita la serata conclusiva della rassegna musicale diretta da Onofrio Piccolo che, a partire dalle ore 21, proporrà tre esibizioni.

Si inizia con l’elettronica del duo Marco De Falco e Franco Piccinno, seguiti dal quintetto De RienzoZurzoloFimianiRivaSessa, in scena con “Viaggio in Italia”. Chiusura affidata al live dell’Eivind Aarset Quartet (ingresso 10 euro – info: www.pomiglianojazz.com).

Oltre alla musica Pomigliano Jazz ospita anche la mostra “Sound Stories” al Palazzo dell’Orologio di Pomigliano d’Arco, visite guidate e degustazioni a cura di Slow Food, il progetto Green Jazz e laboratori di guida all’ascolto.

Il chitarrista norvegese Eivind Aarset, nella seconda delle due date italiane di questa estate, presenterà “Phantasmagoria, or A Different Kind of Journey, il suo ultimo lavoro discografico, pubblicato lo scorso settembre. Un progetto basato sulle esperienze dal vivo negli ultimi cinque anni, con un approccio più ruvido rispetto ai precedenti lavori. Particolare della band è la presenza di due batteristi – Erland Dahlen Wetle Holte – che garantiscono un solido e dinamico sostegno ritmico, cui offre il proprio contributo anche il bassista Audun Erlien. Una formazione imprevedibile che mescola in modo sapiente energia e creatività, in una perfetta fusione tra nu-jazz, post rock, elettronica e musica sperimentale.

Autentico esploratore della sei corde, Eivind Aarset è una delle figure di primissimo piano del composito universo musicale scandinavo. Un musicista con una visione unica che assorbe e riflette tutti i tipi di musica. Tra i più rappresentativi innovatori della chitarra elettrica dell’ultimo ventennio, ha una concezione assai originale del suo strumento, suonato in maniera molto personale.

Continua a leggere

UMBRIA JAZZ A TERNI UN WEEKEND (15-18 SETTEMBRE) PIENO DI MUSICA

Nell’ultimo weekend dell’estate il cuore di Umbria Jazz batte a Terni con il ritmo della buona musica. Jazz e non solo. Quattro giorni (15/18 settembre) con 45 eventi che cominciano in tarda mattinata e finiscono dopo la mezzanotte. Sono di scena 18 band, quasi tutte residenti, per un totale di circa cento musicisti. Undici sono le location “fisse”, più la Cascata delle Marmore teatro delle parate della marching band.

La formula di questa edizione, frutto dei progressivi aggiustamenti apportati a quelle precedenti, è la più articolata e soprattutto la più vicina all’idea di una città che per quattro giorni vive di musica. Dopo le opportune verifiche e le conseguenti modifiche, questa è risultata la formula che meglio rispecchia i tratti identitari di Umbria Jazz.

Tre sono i palchi nel centro della città: Piazza Tacito, Piazza della Repubblica, Via Cavour. Quasi un filo che si collega con l’Umbria Jazz delle origini, alla vigilia del cinquantesimo anniversario della nascita che si festeggia il prossimo anno. Il jazz nelle piazze come mai era accaduto prima in un festival italiano. E molti ricorderanno che proprio in una piazza ternana andò in scena quello che forse resta il più bel concerto di Umbria Jazz in assoluto: Miles Davis nel 1984.

Sei sono i locali aperti di pomeriggio e di sera, volendo così valorizzare un’esperienza culturale e di aggregazione sociale che in questi spazi dura tutto l’anno e che è un tratto distintivo della città.

L’Anfiteatro Romano è il main stage della manifestazione, un simbolo della storia di Terni e luogo di spettacolo per eccellenza ma anche sintesi di passato e contemporaneità.

Continua a leggere

Fabrizio Bosso 4tet in We4 venerdi 29 luglio ore 21

Nell’ambito delle manifestazioni estive del Comune di Napoli, “Vedi Napoli e poi…torni”, venerdì 29 luglio ore 21.00  al belvedere di Largo San Martino in Napoli, Ravello lab con il Live Tones presantano “Fabrizio Bosso 4tet in  We4” Fabrizio Bosso tromba, Julian Mazzariello piano, Jacopo Ferrazza cbasso, Nicola Angelucci batteria.

Ingresso libero dalle ore 20.00 sino ad esaurimento dei posti.

WE4 è l’ entusiasmante lavoro del quartetto di Fabrizio Bosso realizzato subito dopo il confinamento forzato dovuto all’epidemia del coronavirus.WE4 porta con sé la consapevolezza del valore del fare musica insieme e di  come  questo  possa  diventare  un  progetto  di  condivisione  profonda,che prosegue  quindi oltre  il palco.  Nel doppio  live “State  of The  Art”,pubblicato nel 2017, Fabrizio Bosso raccontava lo stato dell’arte della sua musica, considerandolo a tutti gli effetti l’inizio di un nuovo percorso con tre straordinari  compagni di viaggio: Julian  Oliver Mazzariello, Jacopo Ferrazza,  Nicola  Angelucci.  Dopo  innumerevoli  concerti  in  giro  per  il mondo e anni di confronto continuo, WE4 è dunque la rappresentazione compiuta,  nel  suono,  nell’interplay  e  nella  composizione,  di  una condivisione  totale.  Nel  nuovo  repertorio,  infatti,  sono  presenti  brani originali  scritti  appositamente  da  ciascuno  per  questa  formazione,  una composizione a 4 mani di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello e due brani che portano la firma di tutti e quattro gli eccezionali musicisti.

MARLON BRANDO & NEBRA finalisti a SANREMO ROCK



I napoletani NEBRA hanno affiancato il cantautore polistrumentista Giovanni Manzo in arte MARLON BRANDO nella presentazione del brano “I Don’t Care” (di cui è autore di testo e musica) alla 35^ edizione del concorso nazionale “SANREMO ROCK”, risultando così tra i finalisti Campani che accederanno alla finale nazionale.

Una buona opportunità per i NEBRA che li porterà insieme al cantautore sul palco dell’Ariston dal 5 al 10 settembre prossimi.

Il gusto di MARLON BRANDO unito al rock d’impatto dei NEBRA hanno convinto la giuria presente in sala, che ha voluto così premiare il brano in gara eseguito alle finali regionali che si sono svolte lo scorso sabato 23 luglio al Club Tilt di Avellino.

Un sodalizio artistico questo che ha radici profonde, dal momento che Giovanni Manzo aveva già preso parte al secondo album dei NEBRA, intitolato “Cuore Colpevole”, abbinando una sua opera pittorica ad uno dei brani del disco dove figurano anche altri importanti artisti che hanno partecipato al progetto dei NEBRA con le proprie opere ammirabili nel booklet che correda il cd e la cui copertina è dedicata al compianto Riccardo Dalisi, architetto e designer di fama internazionale.

In attesa della performance che vedrà MARLON BRANDO & NEBRA, ovvero Giovanni Manzo (voce) con il supporto musicale di Aurora Pelosi (voce e cori), Danilo Napoli (chitarra), Francesco Fiordellisi (basso) e Alfredo Manzo (batteria) sul palco tanto ambito del Teatro Ariston di Sanremo, i NEBRA portano avanti i lavori al loro terzo album e ad una ambiziosa opera rock.

Nel frattempo la cantante Aurora Pelosi ha partecipato al quinto album della storica band milanese Knife 49, capitanati dal Presidente della Dogo Gang, uscito il 10 giugno scorso con un suo featuring al brano “Fino a Morire” che affronta in maniera cruda la piaga della violenza sulle donne, tema già toccato dai NEBRA nell’ultimo album.

Recensione: Ron Carter ospite del “Sannio Music Fest 2022”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un’emozione fortissima quella di poter ascoltare ed applaudire colui che è stato definito “il più grande bassista jazz del mondo”, Ron Carter , esibitosi martedì 19 luglio al Teatro Romano di Benevento nell’ambito della seconda edizione del  Sannio Music Fest 2022, rassegna jazz organizzata dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano,  che ha presentato un progetto assolutamente strepitoso “Foursight” per il quale Carter è accompagnato da un trio stellare: Renee Rosnes al piano, Payton Crossley alla batteria e Jimmy Greene al sassofono.

I Foursight sono la più recente incarnazione di una delle due formazioni con cui Ron Carter da molti anni predilige esibirsi: un quartetto che lascia alle sue dita gran parte del lavoro solistico (l’altro organico feticcio è il trio con chitarra e pianoforte). Ogni esibizione live di questo gruppo andrebbe riascoltata al rallentatore, per apprezzare pienamente la ricchezza di spunti tematici, di trame ritmiche, di citazioni che si intrecciano come in un vasto affresco. I dettagli hanno una densità tropicale, resa quasi impercettibile dalla finezza esecutiva che conferisce alla musica una grande ariosità.


Detto ciò, presentare Ron Carter è sin troppo facile, dato che siamo di fronte a uno dei massimi contrabbassisti della storia del jazz moderno. Nato a Ferndale (Missouri) il 4 maggio 1937, Ronald Levin Carter iniziò lo studio del violoncello all’età di dieci anni. Dovette però abbandonare questo strumento nel 1954, cedendo alle pressioni razziali dell’ambiente filarmonico. Passò al contrabbasso e, dal 1959, prese la via del jazz a scapito della musica classica. In fondo, questa fu la sua fortuna. Dopo le prime, e già cospicue, collaborazioni (Chico Hamilton, Eric Dolphy, Randy Weston, Thelonious Monk, Cannonball Adderley…), nel 1963 Carter entrò a far parte del quintetto di Miles Davis e, con esso, di una delle pagine più memorabili della storia del jazz: gli altri membri della band erano Herbie Hancock, Tony Williams e Wayne Shorter. Carter rimase con Davis fino al 1968, incidendo album epocali come Seven Steps to HeavenMy Funny ValentineE.S.P.Miles SmilesNefertitiMiles in the Sky e Filles de Kilimanjaro. Durante questo periodo, Carter divenne il contrabbassista più richiesto della scena jazz, nonché quello più registrato della storia, con oltre mille (alcuni sostengono quasi duemila) dischi a suo credito: con Wes Montgomery, Aretha Franklin, Sonny Rollins, McCoy Tyner, Cedar Walton, Jim Hall.


Dal 1972 in poi Carter ha lavorato frequentemente con formazioni proprie, sperimentando soluzioni ritmico-melodiche e sonorità fuori dal comune. Pur avendo guidato anche delle big band, Carter ha manifestato una predilezione per i piccoli gruppi, nei quali il contrabbasso può assurgere al ruolo di protagonista in situazioni espressive raffinate e cameristiche.

Il concerto di Benevento si è contraddistinto per la scelta di un repertorio eterogeneo, in grado di spaziare tra struggenti ballads, scorci cameristici e brani più veloci. La struttura modale di alcuni di essi riporta alle atmosfere davisiane dei primissimi anni Sessanta, terreno fertile per i pochi ma incantevoli assoli del leader, che non ha mai cercato di essere al centro della scena, dirigendo il gruppo solo con l’intensità dello sguardo. Particolare attenzione viene data all’uso della sezione ritmica, moderna e sempre originale, basata sull’interplay tra il contrabbasso di Carter e la batteria di Crossley, elemento imprescindibile di questo gruppo.

Recensione: Mino Lanzieri “Experience” feat Emanuele Cisi per Summer Live Tones 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Quando si ascolta  un concerto particolare, cosi’ curato nella melodia, negli arrangiamenti, nella cura stilistica come è accaduto venerdì 22 luglio nel cortile del Maschio Angioino di Napoli, organizzato nell’ambito della XI Edizione del  Summer Live Tones 2022 ideato e realizzato dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco, non si può che rimanere assolutamente affascinati.

Protagonisti assoluti dell’evento il jazz di Mino Lanzieri che ha portato sul palco un progetto inedito con la collaborazione e il talento di altri tre validissimi musicisti come Joseph Lepore al contrabbasso, Massimo Del Pezzo alla batteria e guest star d’eccezione Emanuele Cisi ai sassofoni.

Mino Lanzieri,  chitarrista jazz, musicista napoletano, compositore . ma nonostante la giovane eta’ ha gia’  un ampio curriculum alle spalle arricchito dalle numerose masterclass in Italia e negli USA. Il chitarrista ha già inciso tre dischi, di cui uno in ultimissima uscita che lo vede insieme a Reuben Rogers e Gene Jackson.

Il chitarrista jazz  ha partecipato a diverse masterclass con Jim Hall, John Taylor, Scofield, giusto per citarne alcuni. Anche i seminari e i jazz workshop vengono frequentati con puro interesse, tant’è che vince per due anni di seguito una borsa di studio. Lo cultura del Jazz lo ha portato a trasferirsi negli Stati Uniti, precisamente a New York e a Boston. Un breve periodo, durante il quale coglie l’occasione di studiare con Jonathan Kreisberg e Rick Peckham.

La competenza tecnica, la capacità espressiva, la raffinata composizione caratterizzano questo giovane e talentuoso chitarrista. Un talento che gli ha permesso di comparire tra i più grandi del Jazz italiano. Il suo nome, infatti, compare nel “Dizionario del Jazz Italiano”, pubblicato dalla Feltrinelli a cura di Flavio Caprera. Mino Lanzieri riesce a conquistare ogni genere di pubblico, anche a chi non ascolta solitamente il Jazz. 

Ha collaborato con diversi musicisti del territorio campano, quali Giovanni Amano, Francesco Nastro, Pietro Condorelli, Daniele e Tommaso Scannapieco, Luigi Del Prete  e suonato  con Alessio Busanca, e Aldo Vigorito con i quali registra Hot Market. E ancora, con artisti quali Antonio Faraò, Emanuele Cisi, Gene Jackson, Reuben Rogers. Infine condivide il palco con Ulysses Owens, Stacy Dillard, Mark Sherman e tanti altri ancora.

Il progetto nasce proprio nell’occasione del Summer Live tones  che ha dato a Mino Lanzieri la possibilità di riunirsi con grandi musicisti come quelli presenti nel progetto che sono anche grandissimi amici verso i quali lo stesso chitarrista jazz ha una stima professionale e personale enorme e con i quali aveva avuto modo di collaborare già per precedenti progetti   dando vita ad un bellissimo progetto come quello di “Experience” che appunto è un vera e propria condivisione di brani amatissimi della storia del jazz internazionale con l’esecuzione di brani originali dei musicisti presenti sul palco.

Il concerto è iniziato con due bellissimi brani  “Warnin up” e “Do you remember me”  di Emanuele Cisi, seguiti da “Up jumped spring” di Freddie Hubbard, “One for Reuben” di Mino Lanzieri,  “Prezeology” di Emanuele Cisi , concludendo il concerto che e’ stato un vero e proprio gioiello di emozioni e di musica con un brano stupendo come “Sonny moon for two” di Sonny Rollins.

“TARGHE TENCO 2022”: I VINCITORI (MARRACASH, “Noi, loro, gli altri”; DITONELLAPIAGA – “Camouflage”; “O Forse Sei Tu” – scritta da ELISA TOFFOLI e DAVIDE PETRELLA; SIMONA MOLINARI – “Petali”; ‘A67 – “Jastemma”; “The Gathering” prodottoda FERDINANDO ARNO’

TARGHE TENCO 2022

IL MAGGIOR RICONOSCIMENTO DELLA CANZONE D’AUTORE ITALIANA 

I VINCITORI

MIGLIOR ALBUM IN ASSOLUTO 

MARRACASH – “Noi, loro, gli altri”

OPERA PRIMA 

DITONELLAPIAGA – “Camouflage”

CANZONE SINGOLA 

“O Forse Sei Tu” – scritta da ELISA TOFFOLI e DAVIDE PETRELLA

cantata da Elisa

INTERPRETE DI CANZONI 

SIMONA MOLINARI – “Petali”

ALBUM IN DIALETTO 

‘A67 – “Jastemma”

ALBUM COLLETTIVO A PROGETTO 

“The Gathering” prodotto da FERDINANDO ARNÒ

Teatro Ariston – Sanremo

RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE (PREMIO TENCO) 

20, 21, 22 OTTOBRE 2022

Roma, 12 luglio 2022 – “Noi, loro, gli altri” di Marracash, “Camouflage” di Ditonellapiaga, “Petali” di Simona Molinari, “O forse sei tu” scritta daElisa Toffoli Davide Petrella, “Jastemma” degli‘A67 e il progettoThe Gathering” prodotto da Ferdinando Arnò sono le opere vincitrici delle Targhe Tenco 2022, il riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno trascorso. 

Gli artisti e i progetti discografici sono stati votati dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti e critici musicali.

Il cantautore MARRACASH con l’album Noi, loro, gli altri (Island Records/ Universal Music Italia) si è aggiudicato la Targa Tenco per il Miglior Album in assoluto con 53 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono stati: Cristina Donà con “DeSidera” (47 preferenze); Giovanni Caccamo con “Parola” (42); Max Manfredi con “Il grido della fata” (38); Erica Boschiero con “Respira” (20), Federico Sirianni con “Maqroll” (20). 

Continua a leggere

« Vecchi articoli Recent Entries »