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Made in sud. Super ospiti : Rocco Hunt, Marco Maddaloni e Ciro Ferrara

Super ospiti dell’ultima puntata: Rocco Hunt, Marco Maddaloni e Ciro Ferrara 

È tutto pronto per un nuovo appuntamento con “Made in Sud”, lo show comico di Rai 2 in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, giunto lunedì 6 giugno all’ultima puntata di questa edizione. A condurre saranno come sempre la coppia Clementino e Lorella Boccia insieme all’attore Maurizio Casagrande.

Sono attesi super ospiti per l’ultima puntata del programma che ha fatto divertire il pubblico di tutte le età. A salire sul palco di Made in Sud sarà il cantante Rocco Hunt, un amico di Made in Sud, presente anche nella sigla del programma. Il “poeta urbano” regalerà agli spettatori un medley dei suoi brani più famosi. 
Altro ospite di Made in Sud sarà il campione Marco Maddaloni che annuncerà al pubblico un ritorno in tv insieme al duo comico Arteteca e poi, grande sorpresa per i tifosi, la presenza di un altro campione sportivo: l’allenatore ed ex calciatore Ciro Ferrara. 
A regalare risate e spensieratezza ci penseranno come sempre i tantissimi comici del programma come: Paolo Caiazzo, Uccio De Santis, Simone Schettino, Nello Iorio, Ciro Giustiniani, Mariano Bruno, i Gemelli di Guidonia, gli Arteteca, Pasquale Palma con Gennaro Scarpato, Ciro Ceruti con Serena Caputo e Antonio D’Ausilio, Mino Abbacuccio, le Sex and Sud , Tommy Terrafino, Alessandro Bolide, i Radio Rocket, Peppe Laurato  il professore Enzo Fischetti e tanti altri.
Non mancherà la musica con l’esibizione di Livio Cori e Mavi. La sigla e le musiche del programma sono firmate dal dj e compositore Frank Carpentieri.
 —
Dott.ssa Francesca Scognamiglio

Giornalista professionista 

Recensione: Vittorio Cuculo 4tet per “Live Jazz Concerts” Live Tones

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Penultima serata sabato 28 maggio della rassegna “Live jazz Concerts” organizzata dall’Associazione Live Tones di Napoli di Alberto Bruno e Ornella Falco in collaborazione con Pasquale Barbaro patron del Salone Margherita, con un evento imperdibile il concerto del Vittorio Cuculo 4tet, tre generazioni di jazz al confronto, guidato dal sassofonista Vittorio Cuculo accompagnato da tre musicisti straordinari Dario Rosciglione, noto e affermato contrabbassista, con un’esperienza maturata in vari generi musicali, mentre in campo jazzistico ha collaborato con i più famosi musicisti italiani e stranieri, e numerose sono le incisioni discografiche accumulate,  Stefano Lestini al pianoforte, storico pianista Rai, anche lui musicista con diverse esperienze in vari generi musicali e con preziose collaborazioni in campo jazzistico,  Gegè Munari alla batteria, una vera e propria colonna del jazz, storico batterista dalle prestigiose, innumerevoli collaborazioni con musicisti nazionali e internazionali, batterista dallo swing inconfondibile.

Vittorio Cuculo, seppure giovanissimo , appena 28 anni, vanta già un curriculum professionale di tutto rispetto con due album al suo attivo di successo e numerose collaborazioni con artisti internazionali e partecipazione a premi prestigiosi come il  “Premio Massimo Urbani” nel 2019 fino al recentissimo “Premio Roma Jazz Contest 2022” conferitogli pochi giorni fa all’Elegant Cafè di Roma.

Vittorio Cuculo e’ uno degli esempi che nelle nuove generazioni di musicisti jazz possono esserci vere e proprie miniere di talento musicale che possono donarci emozioni di rara bellezza.

Durante tutto il concerto, seguito dal pubblico in sala con notevolissima attenzione e interesse, ha quasi commosso l’evidente amore per la musica di Vittorio Cuculo che traspare in ogni sua nota del suo sassofono ma ancor di più la sua grande emozione ed orgoglio nel suonare con tre musicisti che sono davvero dei miti assoluti della musica jazz e vedere che per la musica e grazie alla musica si riesce a creare un progetto che è un vero e proprio incontro generazionale che mette insieme una vera e propria leggenda del jazz come Gegè Munari che all’età di …. Anni ha dimostrato di avere una grinta e una volontà straordinaria di suonare , un virtuoso del pianoforte che ha saputo emozionarci con le sue note come Stefano Lestini, e uno dei più grandi contrabbassisti italiani, figlio d’arte, che ha saputo accompagnare il quartetto con un talento che va al disopra di qualsiasi definizione di assoluta bellezza.

Dotato di grande affiatamento, il gruppo ha presentato brani repertorio i più importanti e noti standard della tradizione del Jazz come “in a Walked Bud”, “Caravan”, “Cherokee”, “You would be so nice to come home to”, “Giant steps”, “Bye Bye Blackbird” in perfette reinterpretazioni che grazie al perfetto interplay, all’esperienza dei musicisti sul palco e all’entusiasmo creativo del  giovane sassofonista romano, sono riusciti a proporre al pubblico vere e proprie chicche di un jazz puro che ha saputo conquistare ed emozionare il pubblico presente in sala.

Vittorio Cuculo ha un vero e proprio amore incondizionato per il jazz, e lo dimostra non solo con interpretazioni perfette dei brani presentati sul palco ma anche dai racconti che tale musica suscita in lui, e i tanti ricordi che ha quando accompagnava, poco più che bambino, i genitori ai vari concerti jazz di straordinari musicisti che lui ammirava e che poi da lì a poco sono diventati anche i suoi idoli assoluti . E ha anche altre due qualità , quella non solo  di mettersi in “ascolto” del talento assoluto   e dell’esperienza consolidata dei suoi compagni di viaggio verso i quali ha un’ammirazione e una riconoscenza assoluta per avergli permesso di poter realizzare questo progetto che, a mio modesto parere, dovrebbe essere invitato nei maggiori festival e rassegne jazz del nostro Paese, perché è davvero un bellissimo progetto, ma anche quella di “dare spazio” a coloro che saranno sicuramente il jazz del futuro, invitando sul palco due giovanissimi talenti come Davide Battista alla tromba e Elisabetta Saviano  alla batteria, i quali, insieme a Vittorio Cuculo, Stefano Lestini e Dario Rosciglione hanno presentato tre bellissime interpretazioni di “Donna Lee”, “In a sentimental mood” e “Night in Tunisia” che hanno letteralmente conquistato il pubblico.

Il Jazz va oltre le generazioni, le mode, il concetto stesso di tempo, ed è e può essere sempre di più una MUSICA per  i GIOVANI e con l’Associazione Live Tones questo si realizza e si realizzerà sempre di più in quanto sono sempre attenti ai giovani talenti o a talenti che ancora il pubblico non ha potuto conoscere ed apprezzare.

Come nel caso del prossimo concerto che organizzeranno il 17 giugno con Frida Bollani Mangoni nel suggestivo Complesso di Santa Maria la Nova di  Napoli

Biglietti: posto unico €27.

Prevendite: https://bit.ly/tickets_17giugno22

Live Tones Napoli, tel. 338.9941559

Recensione: Elisabetta Serio conclude la rassegna “Live Jazz Concerts”

Recensione di Clementina Abbamondi
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Domenica 29 maggio si è conclusa la rassegna “Live Jazz concert” organizzata da Alberto Bruno presidente del “Live Tones” nella nuova location del Salone Margherita. Durante il mese di maggio si sono susseguiti dal 7 al 29 cinque concerti con alcuni dei   protagonisti più importanti del panorama del jazz contemporaneo.   Sul palco stasera si sono esibiti dei musicisti di grande bravura Elisabetta Serio al piano, Leonardo De Lorenzo alla batteria ed al contrabbasso il giovanissimo talento napoletano Aldo Capasso.

Elisabetta Serio, dopo la laurea in jazz presso il Conservatorio di Benevento, approfondisce gli studi con Valerio Silvestro (che vanta collaborazioni con Chet Baker), segue i seminari con Barry Harris e   Rita   Marcotulli.  Nel 2010 vince   come compositrice il “Premio Carosone” ed il “Premio Piedigrotta” e l’anno successivo si aggiudica il “Premio Lucca Donna in jazz”.  Elisabetta Serio è uno dei più validi talenti del jazz italiano recente.  La pianista-compositrice ha testato tutti o quasi i colori della musica prima di incidere album, April del 2013 è dedicato al padre per la sua dipartita, e Sedici nel 2017 registrato prima della collaborazione della pianista con Pino Daniele con il quale ha anche condiviso il palco per ben quattro anni. Ha suonato con Rino Zurzolo, Enzo Gragnaniello, Z-Star, Gianluca Grignani, Noa e il compianto Andrea Parodi, esibendosi in festival e concerti fra Italia ed estero.  L’ultimo disco “Piano Napoli” del 2020 ha unito Elisabetta Serio e Lorenzo Hengeller in un progetto che si può definire una inusuale e   sensibile   commistione di   intenti musicali. Le diverse   esperienze di Hengeller e Serio si uniscono nella medesima ed elegante padronanza dello strumento ma ciascuno portatore di un ingrediente personale.

Leonardo De Lorenzo dal 1985 svolge un ‘intensa attività concertistica e didattica. Presidente dell’Associazione di promozione sociale e culturale “L’Isola dei Girasoli”, con la quale conduce il progetto “Musica in corsia –i concerti del sorriso”, portando la musica negli Ospedali   pediatrici italiani. Ha registrato numerosi dischi in qualità di sideman e come leader. Ha collaborato, suonato e registrato con alcuni dei nomi più prestigiosi nel campo del jazz nazionale ed internazionale. In veste di leader ha pubblicato “Entropia” nel 2006, “Pictures” nel 2010 “Nice to Meet You” nel 2012. Inoltre ha pubblicato l’audio libro di favole e musica dal titolo “Le Favole dell’Isola dei Girasoli”, scritto dai bambini delle scuole di San Giuseppe Vesuviano, il lavoro “Waiting for” nel 2016 e l’audio libro  “Ti presento Francesco”  dedicato  al  figlio Francesco, al quale il batterista ha dedicato  gran  parte delle  sue  composizioni,  con  la presenza  di prestigiosi ospiti come Tullio De Piscopo, Paolo Fresu  e  la violoncellista  Giovanna Famulari.  Nel 2017  è uscito  il  CD “The Ugly Duckling” e nel  2021  “On Five”  per  Alfa Music  registrato  dal  vivo  in  studio col  pubblico. Ha anche pubblicato tre libri di tecnica del tamburo ed una raccolta di studi per il tamburo.

 Aldo Capasso, classe 1993,  bassista  e  contrabbassista jazz  napoletano  ha  già  riscosso numerosi premi e riconoscimenti durante festival nazionali e internazionali di grande rilievo.  Fin dalla prima adolescenza inizia lo studio del basso elettrico con il maestro Davide Costagliola. L’interesse per la musica jazz lo spinge ad intraprendere studi mirati sulla musica d’insieme e sull’improvvisazione. Infatti,  segue   i corsi  di  musica  d’insieme  con  il maestro Sergio  Di  Natale. Quindi, studia poi contrabbasso e improvvisazione sullo strumento con il maestro Gianluigi Goglia. Inoltre, si iscrive al corso di basso elettrico presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e, nel 2017, si laurea con il massimo dei voti. L’esperienza concertistica del contrabbassista jazz si concretizza in diverse formazioni musicali. Inoltre, partecipa a molteplici festival di rilievo, quali: Umbria Jazz, Jazzit Fest,  Piacenza Jazz Fest,  Tuscia in Jazz,  Pomigliano jazz, Agorà Jazz Festival e Janula Jazz Festival. Inoltre, partecipa al Festival dei Conservatori italiani, Rassegna Noteverde, Pozzuoli jazz, International  Jazz Day 2017,  Ispani Jazz festival  e  tanti altri. Dal 2014 vince una serie di premi e riconoscimenti che sottolineano la portata artistica di Aldo Capasso. Infatti, vince il primo premio con il “Cesi-Marciano Ensemble” al   Concorso  Internazionale  di  Esecuzione musicale di Airola. Nello stesso anno vince la prima edizione del premio “Giovani in jazz” in occasione del Janula Jazz Festival. Nel  2015  viene  selezionato  per  il  progetto  europeo  Giosi Jazz.It  e  grazie  al  quale si esibisce  per  la Fondazione  Siena Jazz.  Successivamente  suona  per  il  musical  “Change”  nella orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2018 partecipa con la formazione jazz  “Ergio Valente Trio”  al  Piacenza  Jazz  Festival  – Premio Bettinardi,  vincendo  il  premio  del  pubblico.  Quindi, partecipa al  Bucarest   International  Jazz  Competition, dove  vince   lo  “Special Prize”.  Infine, il contrabbassista  jazz  si  aggiudica  il  primo  posto  al  Premio internazionale Fara Music Jazz Live. Discografia Drop it!, Giannini Piracci Electric Quartet, No Voices Records, 20

Alberto Bruno  presenta  il  trio   dicendo  “Sto cercando da tempo di  organizzare questo concerto e finalmente ci sono riuscito,  sono  tre  musicisti che adoro e con i quali ho un rapporto  di amicizia e quindi sono molto contento di averli  qui stasera. Vorrei  che un brano del concerto fosse dedicato al  grande  trombettista  Marco Tamburini  che purtroppo ci  ha  lasciati sette anni fa.”e ancora,” volevo dire al numeroso e affezionato pubblico che ha partecipato a questa rassegna che in autunno il” Live Tones” organizzerà una nuova rassegna di concerti live” . 

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“Jazz in Vigna” VII edizione sabato 4 giugno ore 21.00 Quartieri Jazz Ensemble in concerto presso la Tenuta Il Gruccione

L’ appuntamento è per sabato 4 giugno 2022, a partire dalle ore 21:00.

Si inaugura l’estate dei Quartieri Jazz con la VII edizione del “JAZZ IN VIGNA” nella splendida location dell’Agriturismo Il Gruccione della famiglia Iovino. Un’oasi al centro dei Campi Flegrei con uno splendido panorama sul golfo di Pozzuoli.


Serate all’insegna dell’enogastronomia tra i colori e i profumi del tramonto puteolano e l’ottima musica dei Quartieri Jazz, che dopo le degustazioni dei prodotti tipici della natura, delizieranno gli ospiti con uno splendido scenario tra i vigneti del Montespina. Un connubio studiato ad hoc alla ricerca di un piacere autentico che coinvolga tutti i sensi.


A salire sul palco i Quartieri Jazz ed il loro Neapolitan Gipsy Jazz con Mario Romano alla chitarra classica, Luigi Esposito al piano, Ciro Imperato al basso ed Emiliano Barrella alla batteria. La storica formazione presenterà al pubblico un viaggio musicale attraverso i loro due album: “E strade ca portano a Mare” e l’ultimo lavoro discografico “Le 4 giornate di Napoli” ispirato alla rivolta partenopea.

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La straordinaria Frida Bollani Magoni per la prima volta in concerto a Napoli

Per la prima volta a Napoli un evento eccezionale targato Live Tones.

La straordinaria Frida Bollani Magoni per la prima volta in concerto a Napoli

Venerdì 17 giugno alle ore 21, la eccellente figlia d’arte di Petra Magoni e Stefano Bollani sarà in concerto piano e voce nel suggestivo Complesso Monumentale Santa Maria la Nova di Napoli.

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Venerdì 17 giugno alle ore 21, una giovane fuoriclasse della musica italiana sarà per la prima volta in concerto a Napoli, nella splendida cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova. È la eccellente pianista e cantante Frida Bollani Magoni, diciassettenne figlia d’arte di Petra Magoni e Stefano Bollani, che ha già incantato il pubblico italiano con la sua indimenticabile esibizione al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica, con una commovente versione del capolavoro di Lucio Dalla “Caruso” e omaggiando Franco Battiato con una bellissima interpretazione del brano “La Cura”, in occasione delle celebrazioni del 2 giugno 2021. Nonostante la giovane età, si è esibita su palchi importanti realizzando il tutto esaurito durante il tour italiano. Di recente, ha collaborato con Roberto Bolle nello spettacolo “L’opera meravigliosa. Roberto Bolle per il Duomo di Milano” e nello show “Danza con me” su Rai1. 

 
Per il concerto del 17 giugno, organizzato da Live Tones con la direzione artistica di Alberto Bruno, Frida Bollani Magoni si esibirà piano e voce nelle antiche mura medievali Santa Maria la Nova – in piazza Santa Maria la Nova 44, sovrastate dall’incantevole soffitto ligneo dell’inizio del 1600.

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TRIANON VIVIANI, la tradizione è contemporanea. MARISA LAURITO ha presentato il CARTELLONE della nuova STAGIONE 2022 | 2023

fondazionedirezione artistica Marisa Laurito

Trianon Viviani, la tradizione è contemporanea

Marisa Laurito, direttore artistico del teatro della Canzone napoletana,
presenta l’articolato e ricco cartellone della nuova stagione 2022 | 2023

Teatro, musica, danza, favole, serate-evento e conferenze cantate

Anteprima alla stazione Marittima con due atti unici di Viviani, il 23 settembre

Il 13 ottobre l’inaugurazione di stagione con la commedia – parodia musicale “La donna è mobile” di Vincenzo Scarpetta

Immagine che contiene testo

Descrizione generata automaticamenteUn giovane rocker scatenato, che calza una paglietta da chansonnier e imbraccia un mandolino. Con il “claim” «Tradizione contemporanea». Questa la locandina che presenta la nuova stagione 2022 | 2023 del Trianon Viviani.

Marisa Laurito, direttore artistico del teatro della Canzone napoletana, conferma la linea della programmazione virtuosamente attenta alla tradizione quanto al presente, con la partecipazione di maestri e giovani artisti.

Lusinghiero il consuntivo della stagione che si sta per concludere a giugno: 40 titoli di spettacoli, per 78 recite; il talent show Tnt, per 16 serate; tre cicli di conferenze cantate, che hanno approfondito la canzone napoletana in 15 lezioni-concerto; per un totale di 109 alzate di sipario.

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Recensione: Daniele Scannapieco 4tet ospiti della rassegna “Live Jazz Concerts” Salone Margherita

di Annamaria de Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Terzo appuntamento della rassegna “Live Jazz Concerts” al Salone Margherita di Napoli organizzata dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno in collaborazione con Pasquale Barbaro, con il quartetto di Daniele Scannapieco.

Daniele Scannapieco, salernitano, è uno degli esponenti di punta della cosiddetta scena campana del jazz, che ha prodotto molti talenti. Dopo il diploma al Conservatorio “Giuseppe Martucci” ha fatto parte della Salerno Liberty City Band, per poi trasferirsi a Roma. Qui ha conosciuto tra gli altri Stefano Di Battista e con lui si trasferì in Francia per un lungo tour. Con Fabrizio Bosso ha fondato gli High Five, storica formazione jazz che e ha come componenti Julian Oliver Mazzariello al piano, Luca Mannutza al piano, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Gli anni duemila sono per il musicista salernitano un’importante tappa per la sua carriera artistica. Vince, infatti, il prestigioso premio premio europeo “Djando d’or” ed il premio “Positano” come miglior musicista campano. Inoltre, per due anni consecutivi (2002 – 2003) è tra i primi classificati di Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ad oggi insegna Sax al Conservatorio di Salerno “Giuseppe Martucci” ed è attivo nel panorama jazzistico italiano, riscuotendo grande successo in ogni suo concerto.

Ha collaborato con Danilo Rea, Flavio Boltro, Dado Moroni, Greg Hutchinson, Dee Dee Bridgewater, Giovanni Tommaso, Henri Salvador, Eric Legnini. E, ancora, Enzo Pietropaoli, Dino Piana, Roberto Gatto. Tra i suoi attuali progetti, il Daniele Scannapieco Quartet è la formazione in cui suona con il fratello Tommaso al contrabbasso, Michele Di Martino al piano e Luigi Del Prete alla batteria. È un progetto molto affiatato, dotato di un grande interplay e una spiccata vocazione per il mainstream. La band si collega al jazz tradizionale, ma con una forte identità personale che si avverte in ogni brano presentato durante tutto il concerto.

D’altronde gli stessi Alberto Bruno e Ornella Falco del Live Tones hanno scelto questo quartetto proprio dopo l’ascolto della loro ultima performance nel settembre 2021 a Terni per la prestigiosa rassegna di Umbria Jazz, dove ogni sera, negli spazi del locale che li ospitavano, si assisteva a serate sempre in sold out in un’atmosfera straordinaria di consenso del pubblico come solo nei grandi jazz club italiani si può provare.

È la stessa sensazione si è potuta avvertire nella sala del Salone Margherita di Napoli con un pubblico assolutamente affascinato ed entusiasta per i brani jazz presentati dal quartetto con un talento davvero indiscutibile. Brani originali dello stesso Daniele Scannapieco si sono alternati a splendide interpretazioni di brani come “Save your love for me” , “Biri kurusai”, “Lonnie’s lament”, “Nancy” , “Doll of the bride” solo per citarne alcuni, anticipati dalle parole dello stesso Daniele Scannapieco che ha mostrato ancora una volta di conoscere, insieme ai suoi validissimi musicisti, profondamente la musica jazz e scegliendo i brani negli arrangiamenti di grandi maestri del jazz più vicini al loro modo di intendere e di “sentire” la musica jazz.

Profonde emozioni una particolarissima “Almeno tu” riarrangiata con sonorità jazz di grandissimo coinvolgimento, seguita da una strepitosa “In a sentimental mood” e da una bellissima interpretazione di “the Jodi Grind “di Horace Silver con il quale il quartetto ha ringraziato il numerosissimo pubblico presente in sala che ha tributato loro lunghissimi applausi, segno tangibile dell’apprezzamento di una musica che ha arricchito l’anima e il cuore.

Prossimi due appuntamenti della rassegna sabato 28 maggio Vittorio Cuculo jazz quartet feat Gege Munari, Dario Rosciglione, Stefano Lestini

Link di prenotazione:

https://forms.gle/KF4f7UbwjkqKEuhq5

 e domenica 29 maggio di Elisabetta Serio, Aldo Capasso, Leonardo de Lorenzo

link di prenotazione:

https://forms.gle/dnaBord9Rmb7GnHd6

Overjoyed è il nuovo singolo di Fabrizio Bosso : omaggio a Stevie Wonder

Overjoyed è il nuovo singolo di Fabrizio Bosso

Uscito in digitale venerdì 13 maggio per Warner Music in occasione del compleanno di Stevie Wonder

Fabrizio Bosso rende omaggio a Stevie Wonder nel giorno del suo compleanno, interpretando con il suo quartetto Overjoyed, il nuovo singolo in uscita venerdì 13 maggio per Warner Music. A settembre l’album interamente dedicato al musicista e compositore statunitense, che verrà presentato ufficialmente a Milano giovedì 29 in occasione del JazzMi.

Fabrizio Bosso © Roberto Cifarelli

Fabrizio Bosso interpreta uno dei brani più famosi di Stevie Wonder, suo idolo sin da quando ha cominciato a suonare le prime note alla tromba. E non ha scelto a caso nell’ampio repertorio di Stevie Wonder, perché Overjoyed è anche un brano che parla di sogni che si realizzano. È infatti un Fabrizio Bosso “felicissimo” quello che qui rinnova la scelta fatta quando era poco più che adolescente, ovvero, diventare musicista.

Dopo “State of the Art” (2017) e “We Four” (2020), l’uscita di Overjoyed e poi del nuovo album a settembre conferma nuovamente la complicità umana e artistica con il composto da Julian Oliver Mazzariello al piano, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.

Formazione:

Fabrizio Bosso, tromba

Julian Oliver Mazzariello, piano

Jacopo Ferrazza, contrabbasso

Nicola Angelucci, batteria

Sito www.fabriziobosso.eu

Instagram www.instagram.com/fabriziobossomusic

Facebook www.facebook.com/fabriziobossomusic

Spotify https://open.spotify.com/artist/1Y8kr8EHj08yZJHAWyQxoQ?si=YIVYkHfLSdqq0V5NL4YeIw

Gaito Ufficio Stampa e Promozione

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ENRICO PIERANUNZI: il 20 maggio e’ uscito The Extra Something – live at the Village Vanguard

ENRICO PIERANUNZI

THE EXTRA SOMETHING

LIVE AT THE VILLAGE VANGUARD

TheExtraSomething-cover.jpg

Il 20 maggio la Cam Jazz pubblicherà “The Extra Something – Live at the Village Vanguard” di Enrico Pieranunzi, terzo album registrato nel leggendario club di Manhattan dopo “Live At The Village Vanguard” (2013) e “New Spring” (2016).

Il disco è il frutto delle registrazioni effettuate in occasione dei concerti del 2016 alla guida di un quintetto composto da Diego Urcola (tromba e trombone), Seamus Blake (sax tenore), Ben Street (contrabbasso) e Adam Cruz (batteria).

Dopo il primo invito personale ricevuto da Lorraine Gordon, il pianista ha suonato ben 8 volte nello storico locale dove si sono compiuti capitoli fondamentali della storia del jazz. Pieranunzi è il primo ed unico musicista italiano e uno dei soli 3 europei assieme ai pianisti francesi Martial Solal e Michel Petrucciani ad essersi esibito come leader e ad aver registrato dischi dal vivo al Village Vanguard.

Ed è proprio alla memoria di Lorraine Gordon, scomparsa nel 2018, che questo album è dedicato. Pieranunzi la ricorda così: “Alcuni giorni dopo aver messo piede nel club il cui nome avevo letto così tante volte su album fantastici che non mi stancavo mai di ascoltare, mi disse: “Avevo ascoltato qualcosa di tuo alla radio, e mi era piaciuto, quindi chiesi a Paul Motian di cercarti e di portarti a suonare qui.” Questo può suonare normale, ma non lo è. Per un musicista europeo e italiano suonare da leader nel tempio del jazz, con fantastici musicisti americani, è qualcosa di straordinario. E’ una di quelle emozioni che è praticamente impossibile esprimere a parole, ed è un dono che ho ricevuto da lei.”

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