LUCA DELL’ANNA QUARTET: è uscito Human see, human do

Il compositore e pianista Luca Dell’Anna ha pubblicato il suo terzo album come leader, “Human See, Human Do”, per la UR Records.

Oltre ad essere il primo album solista registrato in quartetto (con Massimiliano Milesi al sax, Danilo Gallo al contrabbasso ed Alessandro Rossi alla batteria) dopo i precedenti due in trio, “Human See, Human Do” è la continuazione della ricerca sull’interplay strutturato, dove l’interazione fra gli elementi (stavolta quattro, con tutti gli spostamenti di equilibri e forze contrapposte che questo comporta) è concepita come una sorta di andirivieni magmatico fra la struttura e la libertà improvvisativa e compositiva.

Proprio come l’uomo cerca domare la “Mente Scimmia” dello Yoga Vasistha imponendosi punti di ordine, pronti immediatamente a fuggire dietro le proprie bizzarre logiche momentanee di imitazione, capriccio e disturbo (“Monkey See, Monkey Do”), qui il materiale tematico non è soltanto un’esposizione iniziale subordinata ad un gioco improvvisativo “a turno” fine a se stesso, ma è una chiamata all’ordine, una convenzione condivisa per rientrare nei ranghi ed organizzare insieme il caos successivo.

Dell’Anna ha quindi elaborato una struttura compositiva ed improvvisativa in modo elastico così da dare ad ognuno dei musicisti il potere di vagare disordinatamente o richiamare il gruppo all’ordine in un percorso di ricerca che, proprio come quello della Mente Scimmia, non è mai statico né definitivo.

L’album verrà presentato dal vivo il 23 ottobre a Milano, Bonaventura Music Club.

 

Tracklist:
“Sector n.4”
“From The Other Room”
“Jade (part 1)”
“Jade  (part 2)”
“Sankhara”
“Human see, Human Do”
“Inside Dennis Cleg”
“Monkey and The Brain”
www.lucadellanna.com
www.urrecords.com

 

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ROBERTO NEGRO: il 19 ottobre esce Kings and Bastards

ROBERTO NEGRO
KINGS AND BASTARDS

Il pianista Roberto Negro è uno dei maggiori esponenti della nuova scena jazz francese.Sebbene sia nato a Torino nel 1981, la formazione musicale di Roberto è avvenuta prima a Kinshasa (ex Zaïre) dov’è cresciuto, poi in Francia, dove vive da oltre 20 anni, di cui gli ultimi 10 a Parigi. ‘Kings and Bastards’ è il suo primo album per CAM JAZZ ed il primo in piano solo. L’album è in uscita il 19 ottobre.

Si tratta di un disco che si muove su due binari, tra pianoforte naturale e piano preparato, tra lirismo e abrasività, tra buoni e cattivi. I 13 brani, scritti o improvvisati ma tutti a firma del pianista, sono stati registrati a Cavalicco, nello studio di Stefano Amerio, ad un concerto al festival Sons d’Hiver in Francia e sul pianoforte di casa sua, con un lavoro accurato di aggiunta di elettronica e post produzione successivo, mantenendo sempre una linea coerente e centrata che non si frammentasse in troppe direzioni. In questo modo Negro è riuscito a creare un’opera che lo rappresentasse fedelmente e che si discostasse dalla tradizione dei piano solo. Un’opera che sintetizza i materiali che lo hanno nutrito negli anni: la recente scomparsa del padre, Kinshasa e i suoi quartieri, la montagna, simulacri di musica da film, il Lo-Fi…

Per quanto riguarda il titolo, riprende la struttura binaria del disco, il dualismo tra Re e i cattivi, anche se nella realtà i confini sono più ambigui e sfumati, i re si trasformano in cattivi, i cattivi in re. Lo stesso accade con la musica, un susseguirsi di dolcezza e brutalità.

www.robertonegro.com
www.camjazz.com

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Through the Sky il nuovo album di Enzo Anastasio

di Clementina Abbamondi

Venerdì 12 ottobre presso la Libreria Feltrinelli in Piazza dei Martiri il sassofonista e compositore Enzo Anastasio ha presentato dal vivo il suo primo album di inediti “THROUGH THE SKY”,nove tracce registrate tra Los Angeles ,Chicago e l’Italia con la collaborazione di ospiti straordinari come il batterista Gregg Bissonette,il bassista Jimmy Earl e il pianista David Garfield. Ad accompagnarlo in questa bellissima ed emozionante avventura americana Mario Nappi al piano &key, da Enzo Anastasio definito “uno staordinario musicista e un ideale compagno di viaggio “ e Federico Luongo chitarrista e arrangiatore che Enzo ringrazia “ per essergli sempre accanto con la sua amicizia ,la sua lealtà,il suo talento ,con professionalità e serietà”.

Tra gli artisti che hanno collaborato all’album anche Gianfranco Campagnoli alla tromba, Alessandro Tedesco al trombone e Paolo Sessa al piano /key &synth bass.

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“Neshama” il nuovo disco di Raiz & Radicanto (Arealive)

ESCE IL 7 OTTOBRE
“NESHAMA”
IL NUOVO DISCO DI RAIZ & RADICANTO
(Arealive)

 

ANNUNCIATE LE DATE DEL TOUR DI PRESENTAZIONE
07/10 Bitonto – Teatro Traetta
13/10 Avellino – Tilt Club
14/10 – Showcase nell’ambito del “Discodays”
25/10 Salerno – Modo Club
01/11 Aversa (CE) – Magazzini Fermi
10/11 Casapulla (CE) – Sottoscale
11/11 Subiaco (RM) Rocca Abbaziale, Festival AGORA’
17/11 Gravina di Puglia – Officine Culturali
18/11 Taranto – Mudi (Museo Diocesano di Arte Sacra)
19/11 Corigliano D’Otranto (LE) – Officine Agorà
21/11 Napoli – Teatro Sannazaro

Prodotto da Arealive con il contributo di Puglia Sounds, il nuovo album di Raiz & Radicanto esce il 7 ottobre – anticipato dal singolo “Jerusalem” (feat. Mauro Pagani) – e continua il percorso svolto in questi anni a partire dalla realizzazione del precedente disco, dal titolo “Casa”, di ricerca e rielaborazione della musica tradizionale del Mediterraneo come una realtà ‘panregionale’, senza frontiere: parole che si fanno suono, non nel senso che diventano testo di una canzone, ma che evocano la canzone stessa.

Arrangiamenti in chiave acustica, intensi, legano con dolcezza ed efficacia una musica meticcia, che nasce dall’incontro di Raiz (storica voce degli Almamegretta) con i Radicanto, finalisti del Premio Tenco e nella Top Ten della World Music Chart of Europe.

Si tratta di un progetto, potente e raffinato al tempo stesso, in cui l’universo sonoro della voce di Raiz si intreccia ai ritmi cadenzati, agli echi delle corde, delle pelli, dei mantici e dei fiati dei Radicanto. Ospiti del disco, inoltre, due grandi nomi della musica italiana: la pianista Rita Marcotulli e il violinista Mauro Pagani.

“Neshama”, dunque, rappresenta l’omaggio di Raiz e dei Radicanto alla musica e ai testi paraliturgici della tradizione degli ebrei di origine spagnola: dopo l’approdo nella penisola iberica conseguente alla distruzione di Gerusalemme da parte romana nel 70 dc e dopo 1400 anni di permanenza, furono espulsi da Isabella la Cattolica disperdendosi in Nord Africa, Italia, Grecia e Turchia e mantenendo un legame fortissimo, linguistico e culturale, con la ‘seconda madrepatria’.

Alla comunità degli ebrei sefarditi (da “Sefarad”, che in ebraico significa appunto “Spagna”) appartengono grandi filosofi e maestri come Moshe ben Maimon (Maimonide), conosciuto presso i musulmani con il suo nome arabo “Musa ibn Mimun”, Shelomo ibn Gabirol, Ibn Ezra, tutti autori di poemi paraliturgici detti “piyutim”, che sono stati diversamente musicati nei secoli dai fedeli, ora con melodie originali, ora adattandone le parole a melodie già esistenti, e che spesso sono sopravvissute nel tempo soltanto nelle slà (“sinagoga” in giudeo-arabo).

Nonostante sia un progetto dal profilo molto identitario, ben si sposa col concetto di musica spuria a cui Raiz & Radicanto ci hanno abituato: essendo l’identità culturale degli ebrei sefarditi estremamente composita e varia (ebraico, arabo, spagnolo; melodie che attraversano il Mediterraneo dall’Andalusia alla Grecia passando per il Sud Italia fino al Levante), il gruppo ha inteso celebrarla come campione non di purezza ma di consapevole tolleranza e coesistenza, unica possibilità di sopravvivenza per un mondo sempre più attraversato da populismo e razzismo.

“Neshama”, tra l’altro, in ebraico vuol dire “anima”: un po’ come la ‘soul music’ del Mediterraneo, che spesso ha in comune con quella degli afroamericani i testi tratti dal Libro dei Salmi e, soprattutto, una religiosità che fa leva su giustizia, equità e difesa dei più deboli.

 CREDITS “Neshama”
Prodotto da Raiz e Giuseppe De Trizio.
Arrangiamenti a cura di Giuseppe De Trizio.
Registrazione, missaggio, editing e mastering a cura di Luigi Patruno al Crescendo Studio di Bari.
 
Raiz: voce;
Giuseppe De Trizio: chitarra classica, mandolino;
Adolfo La Volpe:  oud, cumbus, saz;
Giorgia Santoro: flauto contralto e traverso, ottavino, bansuri, xiao;
Giovanni Chiapparino: fisarmonica;
Francesco De Palma: tar, cajon, zarb, darbuka, doumbek, daf, riq, udu,
Calabash.
 

Special guests: Mauro Pagani, violino su “Jerusalem” e Rita Marcotulli, piano su “Astrigneme/Shir Hashirim 7/7,4”.

 Tutti i brani sono tradizionali ad eccezione di:
“Marlen” (Maroum/Masias), “Era de Maggio” (Di Giacomo/Costa), “Astrigneme” (Polcari/Della Volpe) and “Jerusalem” (Kone Seydou).
 
Foto: Fabio Frittoli alla “Casa di Titta”.

 P& C Arealive S.r.l.

Ufficio Stampa Arealive
Chiara Ricci
+393395923443
ricci.communication@gmail.com

PAOLO FRESU DEVIL QUARTET – CARPE DIEM.

Di Giorgio Borrelli

“Chi passa i mari muta il cielo , non l’anima”.
Paolo Fresu, artista poliedrico nonchè profondo conoscitore delle sofisticate armonie del jazz, introduce così il suo ultimo lavoro dal carattere eclettico e ricco di sfumature cromatiche.
In questo progetto Fresu è accompagato da valenti musicisti. Ritroviamo alla chitarra acustica Bebo Ferra, al contrabasso Paolino Dalla Porta ed alla batteria Stefano Bagnoli.
Il quartetto si muove con disinvoltura in un paesaggio aulico e moderno, un jazz d’atmosfera che turba per la sua elevata bellezza.
Fresu dipinge immagini oniriche, melodie sospese nel vuoto, quasi a sollevare l’ascoltatore per poi farlo precipitare vertiginosamente in una raffica di note, accenti sincopati e melodie fitte di colori.
Sembra superfluo dirlo ma questo progetto, probabilmente, è uno dei più riusciti dell’attuale panorama jazz italiano.
La chitarra di Bebo Ferra sostiene come un pianoforte le idee del trombettista e lo asseconda con assoli virtuosi che, come una spirale, avvolgono e zittiscono.
La sezione ritmica, pur essendo granitica è tuttavia dolce.
Bagnoli suona la sua batteria persino a mani nude, il contrabasso impreziosito con accordi di matrice chiatarristica, lasciano trapelare il nucleo dell’intera opera: sperimentare.
Ebbene si, sperimentare, utilizzare anche il corpo che diventa un tutt’uno con lo strumento. La musica come fluida consapevolezza dell’io, della propria essenza, la musica come portavoce dell’anima e dei suoi nascondigli più reconditi. Continua a leggere

Anonimo Italiano torna in autunno con “L.d.A” il nuovo album di inediti

Anonimo Italiano (al secolo Roberto Scozzi), cantautore

noto al pubblico per la caratteristica di indossare una maschera

argentea, già vincitore di un disco di Platino con l’omonimo

album del 1995, torna nell’autunno 2018 con il suo nuovo

album “L.d.A” (il titolo per ora, è volutamente criptato).

In studio con lui, grandi musicisti del panorama musicale italiano,

e coautori come Paolo Audino (Mina- Celentano- Bocelli) Antonio Decimo

(Amedeo Minghi) Claudio Ambrosecchio, lo stesso Anonimo Italiano, e un giovane

Autore premio della Critica di Sanremo di qualche anno fa. Gli arrangiamenti saranno

curati da Enzo Rossi (G.D’Alessio – Sal Da Vinci ed altri)

Il cd uscirà anche in vinile, a edizione limitata, e sarà preceduto

da un singolo in estate.”Il primo brano vi colpirà molto,per la

particolare tematica sociale di cui racconta” (dichiara lo stesso Anonimo

Italiano)”e tutto il lavoro sarà ispirato dalle cose dell’amore, melodie di ampio

respiro, quelle che ama il mio pubblico, da sempre

CAMJazz presenta STEFANO CARBONELLI MORPHE’

Il chitarrista e compositore Stefano Carbonelli pubblicherà il secondo album Morphé il 2 febbraio per CAM Jazz (distribuzione Goodfellas). Il giovane musicista romano è sempre alla guida del suo quartetto composto da Daniele Tittarelli al sax, Matteo Bortone al basso e Riccardo Gambatesa alla batteria.
Fin dal titolo è subito chiaro il tema del disco, l’essenza della forma. Come nel primo album i brani prendono la forma di costruzioni articolate ed imprevedibili che avvolgono l’ascoltatore per sorpenderlo ad ogni passo catturandone l’attenzione grazie alla costante tensione che innerva il disco e ad una messa fuoco nitida. L’album dimostra una decisa maturità compositiva e di esecuzione di Carbonelli, che mostra profonda consapevolezza. La scrittura contrappuntistica curata nei dettagli offre un intreccio personale tra la musica da camera e il jazz moderno. Grazie al percorso comune che lega i 4 musicisti ormai dal 2014 anche le dinamiche del gruppo sono pienamente sviluppate.
Le nove composizioni originali dell’album, tutte a firma di Carbonelli a parte Car a Vudge Joe firmata da Bortone, si dipanano tra cambi improvvisi, sovrapposizioni, metamorfosi, citazioni e dediche sotto la guida sicura del giovane leader. Continua a leggere

Simone Graziano in tour presenta “Snailspace”

©_ANGELO_TRANI

Parte giovedì 1 febbraio dal Dermast di Brescia il tour di presentazione dell’album “Snailspace” di Simone Graziano, in trio con il contrabbassista Francesco Ponticelli e il batterista Enrico Morello.

Dopo la data Brescia, il tour continua sabato 3 febbraio ai Cantieri del Signorino di Viterbo, lunedì 5 al Teatro Metastasio di Prato, giovedì 8 al Jazz Club Tiravino di Fano e venerdì 9 alla Cantina Bentivoglio di Bologna.

 Parallelamente al tour di “Snailspace”, Simone Graziano sarà in concerto domenica 25 febbraio con il progetto “Frontal” al Teatro Sant’Andrea di Pisa, venerdì 23 marzo in duo insieme alla violoncellista e cantante Naomi Berilli alla Sala Vanni di Firenze e mercoledì 18 aprile in piano solo all’Hotel Londra di Venezia.

 “Snailspace” è apologia della lentezza, intesa come forma di ribellione. La quarta fatica discografica di Simone Graziano, uscita il 22 settembre 2017 per l’etichetta Auand, deve il titolo a un racconto di Luis SepúlvedaStoria di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, in cui una lumaca di nome Ribelledopo essere stata cacciata dal suo gruppo, viaggia alla ricerca del significato della lentezza. In questo modo, scopre che proprio grazie al suo muoversi a un tempo diverso da tutti gli altri animali, riesce a vedere un mondo nascosto, più ricco e denso, solitario e silenzioso. Continua a leggere

LINDENBROCK – IL NUOVO LAVORO DI ALBERTO LA NEVE e FABIANA DOTA

Alberto La Neve, giovane e talentuoso sassofonista cosentino, ci introduce nel suo mondo con il nuovo lavoro intitolato: “Lindenbrock”, edito dalla Manitù Records.
Il titolo sembra essere stato liberamente ispirato dal romanzo di Jules  Verne “Viaggio al centro della terra” ed in particolare dal personaggio Otto Lindenbrock, un iracondo ed erudito professore di mineralogia.
Il disco si presenta come un vero e proprio viaggio ricco di suggestioni che rifugge da qualsiasi classificazione.
È un lavoro concepito come una sorta di “suite”, composto da quattro brani originali, frutto della prolifica vena compositiva di La Neve. Continua a leggere

In uscita venerdì 19 gennaio 2018 per la Parco della Musica Records Franco D’Andrea Octet – Intervals I

Franco D’Andrea è uno dei più grandi musicisti della scena contemporanea. Dentro la sua musica sono confluite e hanno avuto un ruolo importante le esperienze del Novecento Storico, soprattutto della Seconda Scuola di Vienna, la musica africana, l’Avanguardismo Americano. Eppure la sua prospettiva è squisitamente jazzistica. È quella di un musicista, nato e cresciuto dentro l’estetica e l’etica del jazz, che ha costruito il proprio linguaggio attingendo a piene mani anche altrove.

Il Serialismo, quale scelta tematica e improvvisativa del Modern Art Trio, negli anni Settanta, insieme a Bruno Tommaso e Franco Tonani, lo ha portato alla maturazione del personalissimo concetto di Aree Intervallari, oggi alla base del suo linguaggio armonico e melodico.

Sempre negli anni Settanta, grazie alla militanza nel Perigeo di Giovanni Tommaso, ha sperimentato con i timbri e la potenza della musica elettronica. La scoperta della psicanalisi lo ha portato a incidere due meravigliosi dischi in piano solo negli anni Ottanta nei quali la musica emerge come flusso di coscienza. La musica africana, con le sue poliritmie, ne ha permeato il linguaggio ritmico e ha donato una dimensione rituale alle sue performance. Il jazz classico, il grande amore che lo ha avvicinato alla musica da ragazzino, ha donato alla sua musica una dimensione democratica e collettiva, evidente soprattutto nelle performance col sestetto degli ultimi anni. Una dimensione che, insieme all’influenza di Charles Mingus, dell’ultimo Gil Evans, del free e dell’AEOC, lo ha portato a sperimentare con le forme e, alle volte, a romperle, alla composizione istantanea, all’opera aperta. Chi, oggi, avesse la fortuna di vedere la scaletta di un concerto di D’Andrea, si troverebbe davanti una matrice delle possibili combinazioni di brani, di pedali, di tempi, di riff. Continua a leggere