Vieni a Vivere a Napoli : il vero volto di Napoli al cinema

di Francesca Petrillo

Commedia in 3 episodi ma legati dallo stesso tema: il rapporto che Napoli ha con i cittadini immigrati.Il primo episodio NINA E YOYO è diretto da Guido Lombardi,LUBA è diretto invece da Francesco Prisco,mentre invece MAGNIFICO SHOCK vede alla regia Edoardo De Angelis.

Il film è stato presentato al Bifest di Bari nel 2016e vuole essere un omaggio all’intera città,similitudine di accoglienza e integrazione multietnica,che abbraccia 3 culture in paricolare oltre a quella tradizionalista dei napoletani:cinese,ucraina e cingalese.

Ma di che cosa tratta piu’ nello specifico ?

Il film si focalizza sugli effetti dell’incontro tra le diverse etnie,i diversi modi di vivere, e punta a raggiungere una completa dimensione europea,dove non esistono classici stereotipi e i diversi usi e costumi tendono sempre piu’ a fondersi.Cio’ emerge nel primo episodio,in cui Nino si dovrà riscoprire nei confronti del piccolo cinese “Yoyo”,oppure nel terzo episodio,dove il giovane fattorino cingalese Amila Diggamaralalage verrà coinvolto in un vortice pazzo di concerti neomelodici e nevrosi in limousine;fino a diventare l’amante per un giorno di Myriam,”starletta” arrabbiata e solitaria,costretta a stare in bilico tra serenate,matrimoni e serenate.

Alla conferenza stampa del 23 marzo,alla prima proiezione del film ha avuto luogo un intenso e proficuo dibattito con due personaggi del cast: Luba(Valentina Lapushova) e Amila(Bagya Lankapura),ai quali sono state poste diverse domande.È stata un’ottima occasione per conoscere e condividere culture diverse dalla nostra e soprattutto per interagire direttamente con due personaggi del film.

 

FINALMENTE SPOSI: Tantissime risate insieme ad una bella riflessione su importanti temi sociali per il terzo film degli Arteteca

Di Annamaria De Crescenzo

Mercoledì 24 gennaio, al The Space Cinema di Napoli, l’anteprima di un film che sarà considerato uno dei più divertenti della produzione cinematografica del 2018: “Finalmente Sposi”, diretto da Lello Arena, scritto da Ciro Ceruti Nando Mormone ed interpretato da Monica Lima ed Enzo Iuppariello in arte gli “ARTETECA” insieme ad un gruppo di attori/cabarettisti dell’ormai più che consolidato gruppo di “Made in Sud”.

 

Emozionatissimi ed elegantissimi (entrambi in smoking nero) Monica ed Enzo hanno salutato il numerosissimo pubblico accorso per assistere alla proiezione in contemporanea in due sale del cinema stesso, accompagnati sia dal regista che dai due sceneggiatori, e preceduti da tantissimi colleghi dello show “Made in Sud” che hanno sfilato sulla passerella d’onore del cinema, concedendosi ai fotografi e giornalisti presenti, con evidente soddisfazione ed emozione per il risultato raggiunto.

Bella l’atmosfera che si è creata fino all’arrivo dei due protagonisti, con l’arrivo in sala degli stessi attori del cast insieme a tanti altri attori e colleghi come Paolo Caiazzo, Simone Schettino Mariano Bruno, Ciro Giustiani, i Ditelo Voi, Enzo e Sal, Enzo Fischetti, Gino Fastidio, Maria Bolignano, Mino Abbacuccio, Salvatore Misticone, Maria Mazza, Valerio Jovine (che ne ha curato la colonna sonora) e Massimo Jovine, e tanti altri.

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Dunkirk: la guerra vista da Chris Nolan

di Alessio Bosi

dunkirTrama: i fatti narrati riguardano un episodio della seconda guerra mondiale, quello in cui rimasero intrappolati nella spiaggia di Dunkerque, sulla costa francese, 400.000 soldati alleati, stretti nella morsa della Wehrmacht tedesca.

 

Non è semplicemente un film sulla guerra o su un episodio di guerra…. è indubbiamente un film DI Christopher Nolan, girato ALLA Christopher Nolan.
Emozionante, commovente, teso (il nemico si percepisce, la tensione si palpa), registicamente sublime (le inquadrature, i giochi temporali a cui ormai ci ha abituato il regista), ottime le performance degli attori, a cominciare dai tre giovani protagonisti, ma anche Mark Rylance e Cillian Murphy… peccato per un Tom Hardy meno efficace del solito.
Personalmente sono rimasto senza fiato per quasi tutto il film. Non ci giro tanto intorno…. a mio avviso un film di quelli che restano nella memoria per sempre!

 

Tutto quello che vuoi: La poesia e la memoria

di Alessio Bosi

Trama: Alessandro, ventidue anni, è trasteverino ignorante e turbolento; Giorgio, ottantacinque, è un poeta dimenticato. I due vivono a pochi passi l’uno dall’altro, ma non si sono mai incontrati, finché Alessandro è costretto ad accettare un lavoro come accompagnatore di quell’elegante signore in passeggiate pomeridiane. Col passare dei giorni dalla mente un po’ smarrita dell’anziano poeta e dai suoi versi, affiora progressivamente un ricordo del suo passato più lontano: tracce per una vera e propria caccia al tesoro che incuriosisce progressivamente Alessandro e accende la cupidigia dei suoi amici che pensano di trovare chissà quale bottino.

ancora un ottimo segnale per il cinema italiano (il regista è lo stesso di “Scialla”)… un film che ha il suo punto di forza nel rapporto tra i due protagonisti, che più lontani non potrebbero essere, dal punto di vista generazionale e culturale; un grande e commovente Giuliano Montaldo nei panni di Giorgio, poeta in età avanzata con il morbo di Alzheimer, che tanto avrebbe da insegnare e raccontare, ed un bravissimo Andrea Carpenzano, al suo secondo film, in quelli di Alessandro, il giovane romano che prende inizialmente come un fastidio il suo nuovo lavoro ma che imparerà  a capire, col tempo, quanta ricchezza ci sia in quest’uomo così tenero  e vulnerabile.

Un film delicato, raccontato con grande sensibilità, dove trova spazio anche qualche risata e che nel complesso lascia il segno.

Logan – the Wolverine L’epilogo di un supereroe

di Alessio Bosi

loganLa trama: El Paso, 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant’anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.

Un film che poco ha in comune con gli altri della serie degli X-Men, se si escludono le scene d’azione, pur essendo il protagonista il più rappresentativo degli eroi Marvel. Questo è il SUO film più significativo, più intenso e cupo, anche violento (è vietato ai minori di 14 anni).  L’eroe con l’adamantio non ha più voglia di lottare, fa fatica a riprendersi dalle ferite, si imbottisce di farmaci e alcool, è cinico, quasi privo di emozioni o di sentimenti, almeno all’apparenza….ma tutto ciò è figlio delle sofferenze subite negli anni, troppi anni (è l’unico sopravvissuto, insieme al professor Xavier, un commovente Patrick Stewart) e qui ne porta tutto il peso. Troverà, però, un’altra persona speciale per cui lottare. A mio avviso il miglior Wolverine della serie, il più vero; Hugh Jackman si immedesima nel suo personaggio in maniera incredibile, lo “sente”. Attenzione alla bambina… ne vedrete delle belle!

 

 

“Piani Paralleli”: in arrivo il film che racconta la nuova “opera Jazz” di Giovanni Mazzarino

venerdì 7 aprile alle ore 18 la prima assoluta, al Cinema Farnese di Roma, del film concerto “Piani Paralleli”: un progetto multimediale (oltre al film, un CD album e i concerti live) dedicato ai 30 anni di carriera e ai 50 anni di età del compositore e pianista Giovanni Mazzarino, una delle personalità di spicco del panorama jazz europeo. Il racconto emozionante per musica e immagini diretto dal regista Gianni Di Capua, di come è nata la nuova opera Jazz di Mazzarino, “Piani Paralleli”, suite di composizioni originali scritta per quartetto jazz e orchestra d’archi. L’album, prodotto ed edito dalla Jazzy Records, è già disponibile nei negozi e sulle piattaforme online (distribuzione IRD).

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Lo chiamavano Jeeg Robot: il cinema italiano che rinasce

La trama: Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c’è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.

Film coraggioso, fuori dal comune, sorprendente. Considerato da molti addetti ai lavori, a mio avviso giustamente, il film italiano dell’anno 2016.  Un supereroe “umano”, un ottimo Claudio Santamaria, uno che odia ” ‘a ggente”, che cerca di sfruttare i suoi superpoteri in modo “non convenzionale” ma che si prende anche cura della vicina di casa, la bravissima Ilenia Pastorelli .  E poi c’è lui, “lo zingaro”, un memorabile Luca Marinelli, il Joker della borgata romana, un’interpretazione sopra le righe.

Insomma, il cinema italiano sta tornando… adesso anche noi abbiamo il nostro supereroe.

Il Cliente: La sottile linea tra finzione (teatrale) e realtà (del film) / recensione di Alessio Bosi

ilclienteLa trama: Emad e Rana sono una giovane coppia di attori teatrali costretta a lasciare la propria casa al centro di Teheran a causa di urgenti lavori di ristrutturazione. Un amico li aiuta a trovare una nuova sistemazione, senza raccontare nulla della precedente inquilina che sarà invece la causa di un “incidente” che sconvolgerà la loro vita.

I film di Asghar Farhadi sono così…. ti tengono lì, incollato, in attesa che succeda qualcosa… e nel frattempo impari a conoscere i personaggi, la loro storia (anche in questo caso si tratta di una coppia, come in “una separazione” e ne “il passato”), i loro sentimenti e ti lasci trasportare.   Forse un gradino sotto le due precedenti pellicole, dove i colpi di scena si susseguivano, uno dopo l’altro, man mano che si dipanava la matassa, mentre qui ce n’è soltanto uno… ma parliamo sempre di grande cinema e grande sensibilità.  Qui Farhadi basa il suo racconto sulla sottile linea tra la finzione della messa in scena (l’opera teatrale di Arthur Miller “morte di un commesso viaggiatore”) e la storia del film e su come l’una riesca ad influenzare l’altra… e viceversa.

Trailer Il Cliente

Fuocoammare: la necessità di raccontare la realtà

locandinaTrama: Gianfranco Rosi racconta Lampedusa attraverso la storia di Samuele, un ragazzino che va a scuola, ama tirare sassi con la fionda che si è costruito e andare a caccia di uccelli. Preferisce giocare sulla terraferma anche se tutto, attorno a lui, parla di mare e di quelle migliaia di donne, uomini e bambini che quel mare, negli ultimi vent’anni, hanno cercato di attraversarlo alla ricerca di una vita degna di questo nome trovandovi spesso, troppo spesso, la morte.

Un documentario di assoluta necessità prima di tutto a livello culturale.
Interessante l’idea dei due livelli che vanno di pari passo, il primo con la storia di Samuele e dei suoi parenti e amici, uno spaccato di vita quotidiana nell’isola; il secondo con le storie reali, drammatiche, strazianti (raccontate però con uno stile asciutto) di chi cerca di trovare, oltre quel mare, quello che nel proprio paese non ha più.
Impossibile dimenticare la testimonianza del medico, l’unico dell’isola.
Assolutamente da vedere per non girare più, come ormai siamo abituati a fare, la testa dall’altra parte.

Trailer Fuocoammare

Naples ’44: per non dimenticare

naples-44Tutto è nato dal racconto di mio padre che un giorno mi parlò di come fosse sopravvissuto a un bombardamento solo perché si trovava sul lato giusto della strada. Mi disse che per capire come abbia vissuto la città in quel periodo dovevo assolutamente leggere Naples ’44 di Norman Lewis. Cosa che ho fatto adorandolo”.

Così ha esordito Francesco Patierno, nonché regista di “Naples ‘44”, un docufilm semplicemente eccezionale, ad un dibattito avvenuto recentemente nelle sale del cinema Modernissimo di Napoli, a cui alcuni di noi studenti abbiamo avuto la possibilità di partecipare grazie ad un progetto scolastico. Continua a leggere