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UMBRIA JAZZ A TERNI UN WEEKEND (15-18 SETTEMBRE) PIENO DI MUSICA

Nell’ultimo weekend dell’estate il cuore di Umbria Jazz batte a Terni con il ritmo della buona musica. Jazz e non solo. Quattro giorni (15/18 settembre) con 45 eventi che cominciano in tarda mattinata e finiscono dopo la mezzanotte. Sono di scena 18 band, quasi tutte residenti, per un totale di circa cento musicisti. Undici sono le location “fisse”, più la Cascata delle Marmore teatro delle parate della marching band.

La formula di questa edizione, frutto dei progressivi aggiustamenti apportati a quelle precedenti, è la più articolata e soprattutto la più vicina all’idea di una città che per quattro giorni vive di musica. Dopo le opportune verifiche e le conseguenti modifiche, questa è risultata la formula che meglio rispecchia i tratti identitari di Umbria Jazz.

Tre sono i palchi nel centro della città: Piazza Tacito, Piazza della Repubblica, Via Cavour. Quasi un filo che si collega con l’Umbria Jazz delle origini, alla vigilia del cinquantesimo anniversario della nascita che si festeggia il prossimo anno. Il jazz nelle piazze come mai era accaduto prima in un festival italiano. E molti ricorderanno che proprio in una piazza ternana andò in scena quello che forse resta il più bel concerto di Umbria Jazz in assoluto: Miles Davis nel 1984.

Sei sono i locali aperti di pomeriggio e di sera, volendo così valorizzare un’esperienza culturale e di aggregazione sociale che in questi spazi dura tutto l’anno e che è un tratto distintivo della città.

L’Anfiteatro Romano è il main stage della manifestazione, un simbolo della storia di Terni e luogo di spettacolo per eccellenza ma anche sintesi di passato e contemporaneità.

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Recensione: Umbria Jazz 2022 uno sguardo sulla musica jazz

di Clementina Abbamondi 
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Dall’8 al 17 luglio 2022 si è svolta a Perugia la 22° Edizione di Umbria Jazz Summer. Dopo il lungo periodo della pandemia, finalmente questa estate c’è stata la rinascita della musica e della cultura e Perugia si è ripopolata di migliaia di persone che sono accorse per assistere ai moltissimi concerti che hanno animato in questi dieci giorni le strade e le piazze di questa bellissima città.

I concerti sono stati organizzati sia nell’Arena Santa Giuliana, che ha ospitato delle vere stelle della musica internazionale tra i quali: Dee Dee Bridgewater, Herbie Hancock, Diana Krall,Tom Jones  sia nella Sala Podiani ,situata nella Galleria Nazionale dell’Umbria, sia nel Teatro Morlacchi.

La  caratteristica vineria “La Bottega del vino”, posta nel centro storico di Perugia a pochi passi dal Duomo, ha ospitato ad ora di pranzo il gruppo Accordi Disaccordi con Anaìs Drago ed alle 19 il pianista Lorenzo Hengeller.

Sul palco dei Giardini Carducci si sono alternati  dalle 13  fino a tarda sera tantissimi gruppi che hanno animato questo bellissimo luogo di Perugia. Tra i vari gruppi musicali che si sono esibiti sul palco c’è stato quello dei “Sugarpie&Candymen” ,formatosi nel 2008 in Emilia-Romagna, conosciuti anche per alcune collaborazioni con Renzo Arbore sono noti   anche per aver riarrangiato nel loro genere ,ovvero il jazz, molti brani popolari di artisti e gruppi notevolmente conosciuti, alcuni dei quali; Bohemian Rhapsody,Disco Inferno,Come Together,Quando, Quando ,Nel blu.  dipinto di blu. Tra i loro album vi è anche “Let it Swing”dedicato interamente ad alcune it dei Beatles. Bravissima la cantante del gruppo Lara Ferrari che ha regalato dei momenti di grande spensieratezza coinvolgendo con il suo swing il numeroso pubblico presente nei Giardini Carducci.

Un altro gruppo musicale tutto al femminile il “ EM UP Jazz Band” sono riuscite a far rivivere la tipica polifonia dei gruppi vocali degli anni ruggenti del jazz . Il gruppo ha base a New Orleans ,la formazione della band rievoca le prime orchestre dixieland :una frontline con tromba ,trombone e clarinetto e una sezione ritmica con basso, chitarra e washboard. Hanno inciso dischi e fatto un tour in America e fuori . Con la loro musica il pubblico si è scatenato ballando e applaudendo entusiasta.

Un artista che ha stabilito un rapporto privilegiato con il pubblico proprio sul palco dei Giardini Carducci è  stato il giovanissimo pianista Mathis Picard ,compositore, produttore e band leader di origini franco-malgasce e newyorkese di adozione .Mathis è stato nominato una “stella nascente” da The Scotsmen all’età di dieci anni. È’ una personalità dinamica e allo stesso tempo un grande virtuoso. L’ultimo album da solista “Live At The Museum” ,pubblicato con il plauso della critica nel gennaio 2022 rende omaggio alle opere dei grandi compositori di musica classica e jazz che hanno influenzato il percorso musicale di Mathis,attraverso interpretazioni audaci ed evocative di brani classici.  In qualità di band leader dirige la “The Sound Orchestra”  il suo grande ensemble.  Le sue mani riescono a trarre dallo strumento dei suoni ricchi  di rievocazioni di grandi pianisti della musica classica, fusi e stravolti abilmente dal pianista che riesce a creare un suono unico e personale nel quale confluiscono anche lo swing, il jazz rendendo il ritmo perfetto e travolgente. Il pubblico presente numerosissimo nei Giardini Carducci ha tributato moltissimi applausi  a questa stella nascente del piano .

Uno dei concerti più seguiti dal pubblico è stato quello del pianista napoletano Lorenzo Hengeller,cantautore e compositore di musica swing. Hengeller ha vinto nel 2007 il Premio Carosone .

La sua musica  trae ispirazione da grandi autori come Lelio Luttazzi, il Quartetto Cetra, Gorni Kramer, Renato Carosone. Dopo il suo primo album “Parlami Mariù ma non d’amore”, nel 2006 esce “Il giovanotto matto”, album di matrice swing dove rende omaggio a Renato Carosone e Gorni Kramer. Nel 2010 esce il disco “Canzoniere minimo leggero” con duetti con Gianluca Guidi e Stefano Bollani. Nel 2013 esce il disco tributo a Lelio Luttazzi “Pianoforte e amici”, nel 2016 “Gli stupori del Giovane Hengeller” e nel 2020 esce “Piano Napoli” in collaborazione con Elisabetta Serio. Lorenzo Hengeller ha la passione per l’umorismo, quello di Luttazzi e Carosone, che si intreccia con quella per il jazz e le musiche divertenti.

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Recensione: Umbria Jazz 2022 un’edizione da record

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di Max Radicchi (https://www.massimoradicchi.it/)
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il jazz di altissimo livello arriva a Perugia. Il programma degli ultimi quattro giorni di Umbria Jazz presenta un cartellone  di importantissimi nomi del jazz a livello mondiale e che spesso riusciamo ad ascoltare, come stampa specializzata ma anche come estimatori del jazz, solo in questo splendido ed organizzatissimo Festival.

Come abbiamo detto tanti sono gli appuntamenti che accompagnano tutta la giornata a Perugia, ma spesso il caldo di questi giorni ci ha impedito di poter seguire tutto, anche perché per il ricchissimo programma che è in essere ci vorrebbero squadre intere di fotografi e giornalisti per raccontare nella sua interessa il Festival stesso, quindi nostro malgrado, si sceglie quello che è particolarmente interessante o che è il nome o il progetto che si ritiene che è meglio non perdere.

E allora iniziamo il pomeriggio con Charles Lloyd Quartet feat Bill Frisell

A 80 anni compiuti il grande sassofonista afroamericano Charles Lloyd torna a suonare dal vivo e  continua ad esibirsi in giro per il mondo in una sorta di ritrovata seconda giovinezza musicale.

Nato a Memphis, in Tennessee nel 1938, ha cominciato a suonare all’età di 9 anni e a soli 12 anni lavorava per la banda blues di BB King. Compagno di band di Cannonball Adderley nei primi anni Sessanta, Charles Lloyd ha guidato una formazione storica (composta tra gli altri da Keith Jarrett) con la quale ha registrato uno dei primi album jazz che ha venduto oltre un milione di copie (“Forest Flower”, 1967). Vanta in seguito collaborazioni con i Doors e i Beach Boys. Dopo una breve collaborazione con il pianista Michel Petrucciani nel 1981 si ritira dalle scene. Riprende ad esibirsi occasionalmente e inizia a registrare per l’ECM, inaugurando una lunga serie di dischi in cui figurano musicisti come Billy Higgins e John Abercrombie.

Bill Frisell tra rock e country, jazz e blues è uno dei chitarristi più vitali e produttivi d’America e tra i più ricercati nella musica contemporanea. Nato a Baltimora, la sua carriera come chitarrista e compositore ha attraversato più di 35 anni e numerose celebri registrazioni. Ha realizzato colonne sonore, arrangiamenti e vanta collaborazioni prestigiose con leggende del jazz quali Dave Holland, Elvin Jones, Ron Carter e Paul Motia

Charles Lloyd e il suo quartetto hanno dato vita davvero ad uno di quei concerti che difficilmente si potranno dimenticare nella vita . Tanti i brani eseguiti con una musicalità e un talento e un perfetto interplay tra i vari componenti del gruppo che potrebbero far impallidire formazioni più giovani del mondo jazz ma che non possono dar vita ad un concerto così emozionante per il pubblico.

Ci spostiamo alla fine per la nostra solita serata all’Arena Santa Giuliana per colui che riteniamo il RE del jazz mondiale: Herbie Hanckock .

Il concerto è stato aperto da un giovane ma validissimo chitarrista Pedro Martins. Musicista eclettico, dopo aver cominciato a studiare la chitarra da bambino, è in seguito diventato polistrumentista, songwriter e cantante. È perfettamente a suo agio con i generi tipicamente brasiliani come samba e choro, ma anche con jazz, fusion, progressive rock, world music. È diventato noto per le sue collaborazioni con musicisti come Kurt Rosenwinkel (con il quale ha suonato a lungo), Yaron Herman, David Binney, Jacob Collier. Pedro Martins ha collaborato anche con e con star del jazz brasiliano come Hamilton de Holanda, Gabriel Grossi e Toninho Horta.

Ma la platea freme e si avverte sensibilmente che il pubblico non vede l’ora di ascoltare e applaudire il grande Herbie Hancock, colui che è una vera e propria icona del jazz.

La band che HH porta a Umbria Jazz è una raccolta di star: Terence Blanchard (tromba) è uno dei più grandi artisti jazz contemporanei; Lionel Loueke (chitarra) è una scoperta di Hancock, cui ha dedicato un disco e un tour; James Genus (contrabbasso) ha suonato con decine di grandi jazzmen, tra cui proprio Hancock, oltre che come leader; Justin Tyson (batteria) con trascorsi nel mondo del gospel, ha cominciato a suonare la batteria a tre anni e ultimamente ha collaborato con Robert Glasper ed Esperanza Spalding.

Herbie Hancock è un pianista jazz jazz, tastierista e compositore americano. Ha suonato tutti gli stili jazz, ad eccezione del jazz gratuito, inclusi bebop, hard bop, fusion, jazz modale, funk jazz e jazz elettronico.

Parlare di lui vuol dire  parlare di un mito assoluto della musica, uno dei massimi esponenti della musica mondiale. Un autentico crocevia di jazz, funk ed elettronica, capace soprattutto di trasformare la sua tecnica sopraffina in un’ emancipazione sovversiva dove le linee si basso si trasformano in synth e i riff di chitarra suonano come un basso gommoso. In splendida forma, non ha smesso di cantare e di parlare con quel suo sorriso smagliante al pubblico per quasi due ore comunicando non solo con la musica ma anche con il rapporto con la sua band  e con il pubblico che lo ascolta rapito tributandogli alla fine quando suona il suo strumento   particolarissimo che lo ha reso celebre in tutto il mondo i suoi brani più conosciuti come “Cantaloupe Island” e “Watermelon Man “ il pubblico è travolto dalla emozione e scatta la standing ovation per colui che è davvero il mito del jazz mondiale .

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Recensione: Il soul e la musica pop elettronica arriva ad Umbria Jazz

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Dopo un bellissimo week end di musica è iniziata una settimana che vede in cartellone straordinari concerti a partire da quelli previsti alla Galleria Nazionale dell’Umbria Sala Podiani a mezzogiorno e nel primo pomeriggio per continuare poi al Teatro Morlacchi e in serata tantissimi concerti nelle varie piazze della città.

L’atmosfera che si “respira” in città è proprio quella di “viversi” appieno le emozioni che un Festival cosi importante riesce a donare a chi si vive ogni istante di musica e della vita che gira intorno ad un evento organizzato al massimo livello in ogni dettaglio e in ogni particolare.

Quindi ci immergiamo anche in questo inizio settimana in tutti i vari incontri musicali per poter raccontare quanto più possibile le emozioni del jazz di questa settimana cosi intensa.

Lunedì 11 luglio dopo un bellissimo piano solo di Alessandro Lanzoni, e un concerto intenso di Alice Ricciardi & Pietro Lussu, l’evento straordinario del Teatro Morlacchi che ha visto sul palco del Teatro una band straordinaria guidata da Christian McBride & Inside Straight con Steve Wilson, Warren Wolf, Peter Martin e Carl Allen

Nel 2007 Christian McBride, uno dei più grandi contrabbassisti del jazz contemporaneo ed eclettico leader, ha presentato in anteprima la nascita di un nuovo quintetto chiamato Inside Straight con un live set al leggendario Village Vanguard. Sia i critici che i fan sono rimasti entusiasti di questa potenza acustica. McBride ha poi pubblicato due album del gruppo “Inside Straight” su Mack Avenue records, Kind of Brown (2009) e People Music (2013), dedicati alla visione di Mc Bride del jazz ‘straight’ e swingante. Dopo una pausa di diversi anni, Christian McBride riporta “Inside Straight” sui palcoscenici nel 2022 con una nuova fantastica formazione e nuovi brani groovin’ per i suoi fan più accaniti.

A giudicare dalla sua performance, la frase “Inside Straight” cattura bene l’estetica di questa band: è sia “dentro” una comoda dimensione groove che “dritto” – bluesy. La scelta dei brani di McBride può essere armonicamente complicata, ma non si discostano mai dalla forma e dalla tonalità della composizione; sono esercizi ingegnosi per un quintetto sofisticato e intelligente, un mix di veterani e giovani musicisti che include batteria, sassofono, pianoforte e vibrafono. E, naturalmente, McBride brilla sia negli assoli che nel tenere il tempo: brandisce un contrabbasso tremendamente flessibile, rotondo e fluido, saldamente radicato nel suonare ciò che è inconfondibilmente jazz.

La serata si apre invece con due strepitosi concerti all’Arena Santa Giuliana con il primo set di Jamie Cullum e la seconda parte della serata con Christone “Kingfish” Ingram Trio. Due concerti seguitissimi dal pubblico presente in Arena che hanno visto uno strepitoso Jamie Cullum che ha cantato, suonato, ballato e saltato dal pianoforte come ci ha abituato da tempo in una performance straordinaria per più di un’ora senza risparmiarsi né fermarsi ma

Cullum a Perugia c’era già stato più volte a partire dal 2006, poco dopo essersi rivelato al grande pubblico coi suoi primi due esplosivi album.

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Recensione:Sade Mangiaracina Trio ad Umbria Jazz 2022

Di Ornella Falco
Foto di Roberto Cifarelli (https://www.robertocifarelli.com/)

Umbria Jazz 2022, quarantanovesima edizione, ha dato il meglio di sé e, dopo le restrizioni pandemiche, si è ritornati agli usi delle precedenti edizioni rivedendo la città di Perugia inondata da musica, musicisti stranieri e tanto pubblico. Ovviamente l’ascolto più attento e specialistico è stato per i concerti al Teatro Morlacchi e per quelli alla Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria dove, a differenza del Morlacchi, si sono potuti ascoltare nuovi progetti, alcuni anche sperimentali, meno consueti, ma sempre di alto livello proposti da quei musicisti che ancora definiamo giovani, ma che giovani musicalmente non lo sono più.

Tra questi annoveriamo Sade Mangiaracina in trio con Marco Bardoscia e Gianluca Brugnano. Il progetto della siciliana Sade Mangiaracina, talento genuino del nuovo jazz italiano, risente molto in alcuni brani di suoni e ritmi della sua terra che ben si amalgamano con il linguaggio del jazz. Le composizioni sono delicate pur se dal ritmo incalzante e manifestano una crescita tecnica e compositiva che la leader ormai ha raggiunto possiamo dire a pieni voti. Con lei al pianoforte, in questo viaggio musicale Marco Bardoscia al contrabasso musicista di eccezionale capacità che con l’archetto, ritornato in uso, realizza suoni pieni, amalgamati a volte cupi e Gianluca Brugnano alla batteria che dà al trio la forza ritmica necessaria ai brani presentati esplodendo nell’ultimo brano dedicato a Mandela dove Sade si esprime attraverso un “pianoforte” romantico ma travolgente nello stesso tempo. Tra i brani Destroyng Pass Boy, Anna, Coco, La Terra dei Ciclopi, brano interamente dedicato alla Sicilia e due pezzi ancora non editati tanto che la stessa Sade li titola nuovo 1 e nuovo 2. Il plauso del pubblico e stato tale che il trio non ha esitato nel donare ai presenti un secondo bis dal titolo Amella brano cadenzato nelle note di un dolcissimo suono di piano, di un vibrante contrabbasso e di una delicatissima batteria.

Recensione: Al via l’edizione 2022 di Umbria jazz con talenti strepitosi

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Eccoci pronti per l’ edizione 2022 di Umbria Jazz a Perugia.

La città, prontissima per accogliere quella che ormai è una vera e propria “macchina da guerra” del più grande Festival Jazz di tutta Italia, ci viene incontro con il generoso sorriso di tutti gli operatori  della sala stampa del Festival, dell’accoglienza affettuosa dell’addetto stampa Cristiano Romano e di tutti i suoi collaboratori presenti per la consegna dell’ormai ambitissimo pass photo/stampa nella sala stampa allestita in una delle sale al piano terra del famosissimo Hotel Brufani, che da anni e anni ospita i più grandi artisti che saliranno sui vari palchi previsti per tale edizione.

Da venerdì 8 luglio a domenica 17 la Città accoglierà  i migliaia e migliaia di appassionati jazz che affolleranno da mattino a notte inoltrata quasi l’alba i vari angoli della città, dalle famose piazze cittadine come Piazza IV Novembre, Giardini Carducci, la nuova location di quest’anno Piazza Matteotti, e tutta la zona di Via della Viola dove locali molto particolari e soprattutto il Chiostro di San Fiorenzo ospiteranno la musica gratuita fino agli spazi immensi dell’Arena Santa Giuliana che invece, come di consuetudine ospiterà i concerti serali che quest’anno vede musicisti delle più varie angolazioni e sfaccettature della musica partendo sempre dalla  musica jazz , per poter toccare sonorità blues, funky, bossa nova e musica brasiliana fino alle note scatenate della musica cubana e al grande finale pop rock di domenica 17 con Jeff Beck con guest star Johnny Depp

Aspettative a mille per questa edizione che, dopo l’effetto paralizzante del covid sulla musica che ha costretto gli organizzatori del Festival ad annullare l edizione del 2020 e a presentare un’edizione 2021 molto limitata, presenterà un programma di oltre 260 eventi in dieci giorni, undici diverse location (non contando il centro storico percorso dalla marching band), 90 band per un totale di circa 500 musicisti,

Ad aprire il Festival di Umbria Jazz 22 oltre alla musica gratuita delle varie piazze a partire dalle ore 13, all’Arena Santa Giuliana due grandi artisti del mondo jazz pop internazionale: Mark Lettieri accompagnato in questi edizione dall’energia trascinante dei Funk Off, seguito da una straordinaria Joss Stone che ha incantato il numeroso pubblico presente con il suo nuovo tour “Never forget my love” .

I Funk Off incontrano sul palco uno dei chitarristi di Snarky Puppy, Mark Lettieri. Con la band americana Lettieri ha condiviso quattro Grammy per altrettanti album, ma ha anche una intensa attività di leader di musica strumentale, che spazia attraverso i più disparati generi della popular music.

Il pubblico nella prima parte del concerto (la formula è sempre quella due artisti per serata per due set di musica davvero sempre emozionanti serata dopo serata ) si scatena grazie al talento di Mark Lettieri che è davvero uno straordinario musicista e l’allegria, la grinta e l’enorme capacità di comunicare che sono gli elementi caratterizzanti la vera anima della marching band più famosa di Italia e che per tutto quanto il Festival saranno coloro che animeranno le strade dell’intera Città di Perugia oltre ad essere protagonisti assoluti anche di concerti in piazza seguitissimi dal pubblico presente.

Il secondo concerto è ancora più emozionante. Il debutto discografico Joss Stone lo fece a 15 anni, quando pubblicò “The Soul Sessions”. Da allora questa cantante e songwriter di Devon (UK), vincitrice di Grammy e Brit Awards, ha avuto una carriera intensa, che a livello discografico significa sette album in sedici anni. Come tutti nel mondo dello spettacolo e della musica quando la pandemia ha impedito gli spettacoli dal vivo ha dato avvio ad un’intensa attività nella rete, scrivendo anche canzoni con Dave Stewart per il musical “The Time Travellers-s Wife” oltre a dare vista a testi che sono confluiti poi nell’album pubblicato da poco che da vita al tour “Never Forget My love” che è stato presentato durante il concerto di Umbria Jazz, applauditissimo e apprezzato da tutto il pubblico presente in Arena.

Sabato 9 tantissimi gli appuntamenti con la musica jazz e non solo.

Già alle 11 in programma la presentazione del nuovo libro di marco Molendini “Pepito il principe del jazz” seguito poi dal concerto di Mathis Picard alla Galleria Nazionale dell’Umbria Sala Podiani, pianista che è stato una delle vere rivelazioni del Festival seguitissimo anche negli altri suoi concerti e applauditissimo sia in piazza che in uno dei concerti più  apprezzati dal pubblico al Chiostro di San Fiorenzo.

Sempre musica di altissimo livello alla Bottega del Vino altra storica location del jazz a Perugia che ha visto il gruppo di “Accordi e Disaccordi che ogni sera apre lo spazio dedicato alla musica all’interno del giardino allestito intorno al Restaurant Stage Arena, che quest’anno si esibiscono con una strepitosa violinista Anais Drago che ha arricchito la musica gipsy di Accordi con strepitose note del suo amatissimo violino che lei suona con un virtuosismo davvero emozionante, mentre nel pomeriggio la stessa Anais Drago si è esibita alla Galleria Nazionale dell’Umbra Sala Podiani con un progetto personale “Solitudo” che ha accolto numerosi consensi e lunghissimi applausi.

La serata, come lo sarà ogni sera fino alla fine del Festival, il grande Lorenzo Hengheller,  protagonista assoluto al ristorante Bottega del Vino con la sua scanzonata energia e la sua musica al piano che ricorda i grandi musicisti degli anni scorsi come Lelio Luttazzi e Renato Carosone, autentici geni della musica contemporanea.

Nel pomeriggio invece al Teatro Morlacchi un autentico appuntamento con la musica d’eccezione quello del concerto di Enrico Rava Special Edition.

Sono passati ormai più di 50 anni da quando Enrico Rava apparve, dapprima sulla scena italiana e poi in quella mondiale, collaborando con artisti del calibro di Gato Barbieri e Steve Lacy, con cui passò una breve stagione a Buenos Aires insieme ai sudafricani Johnny Dyani e Louis Moholo.
Poi venne il lungo soggiorno a New York dove collaborò con artisti come Roswell Rudd, Carla Bley, John Abercrombie, Cecil Taylor, tra i tanti. Negli anni Settanta il rientro in Italia e un inanellarsi di concerti e dischi con i gruppi a suo nome, l’incontro con l’Opera e quello con il Pop di Michael Jackson, la sua predisposizione a scoprire giovani talenti: nel corso degli anni Massimo Urbani, Paolo Fresu, Mauro Beggio, Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Francesco Diodati.
E le collaborazioni con tanti artisti: Lee Konitz, Richard Galliano, Pat Metheny, John Scofield, Dave Douglas, Geri Allen, Miroslav Vitous, Philip Catherine, Tomasz Stanko, Michel Petrucciani, Joe Lovano.
Giunto agli 80 anni nel 2019, Rava ha voluto pensare ad una Special Edition, raggruppando i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni, per creare una band, rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna ed interpretare nuove composizioni scritte per questa occasione.

All’Arena Santa Giuliana è la serata tutta dedicata alla musica brasiliana, prima con l’esibizione di Marisa Monte poi con quella di Gilberto Gil & Family con il progetto “Nos a gente”

Marisa Monte, cantante, songwriter, produttrice e multi strumentista di Rio de Janeiro, è considerata la più bella voce della sua generazione nel pur affollato campo della musica popolare brasiliana. Per molti è lei l’erede di Elis Regina e Gal Costa. Ha operato una appassionata riscoperta del repertorio brasiliano del passato meno conosciuto, e nello stesso tempo ha realizzato raffinate canzoni di grande respiro internazionale. Ha vinto quattro Latin Grammy e si è guadagnata un pubblico trasversale con la sintesi virtuosa di samba e canzone popolare con soul, funk e pop, e grazie ad una vocalità espressiva e sofisticata, “educata” con studi classici. Tantissime collaborazioni con i più importanti artisti internazionali come  Ryuichi Sakamoto, John Zorn e Marc Ribot. e con artisti brasiliani come Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes . Il concerto seguitissimo all’Arena è stato l’occasione per presentare oltre ai suoi successi di sempre anche il suo nuovo progetto “Portas” uscito lo scorso anno per l’etichetta Sony.  Straordinaria cantante nonché bravissima musicista, ha affascinato tutto il pubblico presente in Arena con la sua voce e il suo talento alla chitarra con numerosi cambi di abiti scintillanti e il meravigliosa coroncina che donava al suo fisico già di per sè elegantissimo una maestosità ancora più regale.

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Conferenza stampa di presentazione programma Umbria Jazz 2022

Di Annamaria De Crescenzo

Si è svolta mercoledi 18 maggio la conferenza stampa della presentazione dell’attesissimo programma di Umbria Jazz 2022 nella famosissima sala concerti del Blue Note, il più importante Jazz club di Italia che ogni anno ospita migliaia di concerti seguitissimi sempre da un numerosissimo pubblico appassionato di tale genere musicale e non solo .

Presentata da Nick the Nightfly che al Blue Note ormai è di casa da decenni non solo come musicista ma anche come conduttore radiofonico di Radio Montecarlo, visto che è proprio dalla sala del Blue Note che ogni sera conduce il suo programma, la conferenza stampa è stata un autentico successo, sia in termini di presenze in sala oltre al Presidente della Fondazione Umbria Jazz Gian Luca Laurenzi, della Presidente di Regione Umbria Donatella Tesei,   del Sindaco di Perugia Andrea Romizi, dell’amministratore delegato di Radio Mediaset  Paolo Salvaderi, del Direttore Artistico Carlo Pagnotta,  di tantissimi giornalisti, conduttori radiofonici del gruppo Radio Mediaset, musicisti e rappresentanti del settore musicale, oltre che tutto lo staff tecnico e organizzativo  di Umbria Jazz stesso.

La conferenza stampa e’ inizata proprio dal discorso di benvenuto del Presidente Gian Luca Laurenzi il quale ha dichiarato “Umbria Jazz ricomincia alla grande, non un ritornare perché noi in realtà non ci siamo mai fermati ,  bloccati dal fermo di tutte le attività nel febbraio 2020, pochi giorni dopo l’annuncio del programma, siamo riusciti a proporre un’edizione 2021, anche se in versione ridotta, di tutto rispetto con tantissimi concerti e musicisti bravissimi. Ma ora è tempo di ricominciare con tantissimi nomi sia del jazz italiano che internazionale, con un programma che attraversa un po’ tutte le sfaccettature del complesso mondo musicale jazzistico nel mondo intero. E lo facciamo con un entusiasmo  straordinario e con un programma che torna alla sua formula consueta e con una rinnovata amicizia con Radio Montecarlo  media partner di Umbria Jazz e con lo stesso Nick che conosciamo ormai da tantissimi anni. E Torniamo con 260 eventi in 11 giorni, 11 diversi location 90 band con un totale di circa 500 musicisti musica in ogni luogo del centro storico di Perugia dalla mattina a notte inoltrata, un chilometro quadrato  di  una città che diventa lo scenario storico medievale nel quale si realizzeranno tutti i concerti della rassegna stessa. Tornano i concerti gratuiti all aperto, riprende il percorso di U4fkids un evento importantissimo per i bambini e per le loro famiglie che ha come obiettivo quello di avvicinare le nuove generazioni alla musica jazz in una sorta di gioco che coinvolgerà tantissime persone e che quest’anno si terrà nei giardini dell’Arena Santa Giuliana. Ritorneranno le Clinics legate al Barkley School di Boston che offrono agli studenti di tutto il mondo a specializzarsi nel jazz e che vedono centinaia di giovani coinvolti in tale progetto e che riempiranno le strade di Perugia con i loro strumenti e la loro allegria e entusiasmo. 

Entusiasmo confermato anche dalle parole di Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria, che ha dichiarato di ritenere importantissima la presenza di Umbria Jazz in una Regione che sta lavorando da anni per diventare una Regione aperta non solo al Turismo, ma anche ad eventi culturali, musicali e dello spettacolo in generale che possono mettere in risalto le bellezze culturali, architettoniche, paesaggistiche della Regione stessa. La Regione Umbria ha creato un percorso non solo di sostegno economico di un progetto cosi importante come Umbria Jazz ma si sta dedicando a progetti importantissimi come la rinascita dell’aereoporto di Perugia dove si stanno implementando nuove rotte nazionali ed internazionali in modo tale da rendere l’Umbria non solo una Regione al centro dell’Italia ma anche dell’Europa stessa.

Stesso entusiasmo anche nelle parole del Sindaco che non solo ha ringraziato il Presidente Terenzi , lo staff organizzativo di Umbria Jazz oltre allo stesso Pagnotta che 50 anni fa ebbe questa straordinaria intuizione di creare un Festival che potesse avere al centro di tutto la musica jazz, ma ha anche rinnovato l’impegno da parte dell’istituzione che lui rappresenta a collaborare intensamente per tutta la durata del Festival a far sì che possa realizzarsi un evento che anche quest’anno possa definirsi assolutamente unico e spettacolare nel suo genere. 

Perugia è legatissima ad Umbria Jazz e siamo fieri che i nostri vicoli, i nostri teatri, i nostri musei, palazzi storici della città possano essere i luoghi scelti da Umbria Jazz per poter dare vita a giornate di musica davvero strepitose. L’altro elemento che renderà la nostra città molto accattivante in questo periodo è l’atmosfera di campus della Musica, grazie a questa attenzione alle nuove generazioni partendo proprio dai bambini e adolescenti di 4xKids fino agli studenti dei piu importanti conservatori del mondo che nei giorni del Festival saranno in città non solo per imparare ma anche per viversi la Musica con gioia ed entusiasmo. Inoltre con grande orgoglio vi annuncio che i luoghi dedicati ai concerti aumenteranno,  ci sarà anche una nuova piazza e numerosi luoghi che accoglieranno tanti importanti concerti, e che una delle location degli eventi musicali del Festival sarà una rinnovata sala del Galleria Nazionale dell’Umbria  che quest’anno vi accoglierà con tutta la sua ritrovata bellezza vista la recente ristrutturazione e che sarà anche sede dei festeggiamenti dei 500 anni dalla morte del Perugino che ricorrerà nel 2023, in concomitanza dei 50 anni del Festival e ci impegneremo sin d ‘ora di creare un’Edizione ancora più importante ed emozionante di sempre.  In ultimo ormai è chiaro che Umbria Jazz crea dipendenza e molti di voi che sono qui oggi in sala lo possono testimoniare. Allora  che ben venga questa dipendenza, Perugia è con Umbria Jazz da sempre e sempre lo sarà’”.

I progetti quindi oltre ai concerti previsti dal programma sono tanti come hanno sottolineato anche le parole di Giovanni Tommaso, responsabile organizzativo delle Clinics, fieramente orgoglioso che dopo quasi due anni, la Città si riempirà di giovani che hanno messo al centro della propria esistenza lo studio della musica  e confermata l’importanza di tale progetto per la loro carriera, in termini non solo di condivisione delle competenze musicali che i vari maestri daranno loro nel corso dell’Edizione e che porterà alcuni di loro a poter frequentare un corso di altissima specializzazione proprio alla Barkley School di Boston, ma anche di esperienza di vita che difficilmente potranno dimenticare nella loro vita personale e professionale, e ovviamente anche quello dedicato ai bambini, presentato magnificamente dalla parole del coordinatore Fabrizio Croce che viene fuori dall’intuizione di voler creare una sorta di “passaggio di testimone” dell’amore verso il jazz dalle generazioni attuali alle future generazioni, in modo tale da suscitare in loro la curiosità verso questa musica e magari desiderare di diventare dei grandi musicisti del futuro o più semplicemente il pubblico del futuro. Tale progetto, interessantissimo sotto ogni punto di vista, è il punto di arrivo di un lavoro enorme fatto con gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado a partire dalla scuola materna fino alle superiori, e con le scuole di Musica e che anche quest’anno vedrà il coinvolgimento di bambini di età diverse, a partire dai primissimi anni di vita fino a 18 anni , e le loro famiglie in una sorta di percorso studio/gioco  che non ha paragoni.

Poi arrivano le parole dell’Amministratore Delegato di Radio Mediaset Paolo Salvaderi che non solo ringrazia la Fondazione Umbria Jazz per averli scelti come Media Partner dell’evento ma sottolinea l’importanza di tale evento al punto tale che, dichiara, di aver voluto mettere a disposizione dello staff organizzativo del Festival tantissimi conduttori e giornalisti della Radio per poter seguire l’evento in ogni momento della giornata e dedicare a tali giornate vere e proprie maratone in radio per dare a questa edizione l’importanza che merita.

La conferenza stampa si è conclusa con le parole del Direttore Artistico Carlo Pagnotta, colonna portante dell’intero Festival, che da 50 anni sceglie, insieme ad uno staff di collaboratori di grandissimo talento tutti citati da Carlo come riconoscimento del loro impegno e professionalità , gli artisti  di Umbria Jazz tra i più importanti e assoluti  protagonisti della musica internazionale e italiana del jazz, presentando nomi molte volte in esclusiva al Festival o in anteprima assoluta in Italia prima di proseguire magari in successive tappe dei loro tour italiani ed Europei. Non dimentichiamo che nomi importantissimi come Chick Corea, Diana Krall, Sarah Jane Morris, Dee Dee Bridgewater, Herbie Hanckock solo per citarne alcuni  delle centinaia e centinaia d artisti  che si sono succeduti sul palco di Umbria Jazz in questi 49 anni di Festival, sono stati e sono tuttora presenti sul palco di Umbria Jazz.

A grande sorpresa, Carlo Pagnotta ha preferito dare il microfono a Manuele Morbidini, sassofonista affermato nonché musicista dell’Orchestra Jazz di Perugia che lo stesso Direttore Artistico ha presentato come “colui che sarà, anzi lo spero, il futuro Direttore Artistico di Umbria Jazz”.

A Manuele Morbidini è stato dato quindi l’onore di presentare alla stampa e ai presenti in sala il variegato e corposo programma di Umbria Jazz 2022 che si può visualizzare al seguente  link: https://www.umbriajazz.it/artisti-uj22/  e  che vedrà alternarsi sui 15 palchi di Umbria jazz i nomi più prestigiosi del jazz in tutte le sue complesse sfaccettature e volti di questo genere musicale, spiegando che i tre spazi più rappresentativi del Festival daranno spazio a diverse visioni del jazz nel mondo.

Si partirà il giorno 8 Luglio con una sorta di grande festa della musica con i Funk off con Mark Lettieri all’Arena Santa Giuliana seguito da Joss Stone che rappresenta l’anima soul del jazz nel mondo. I giorni successivi sarà dato spazio ad una serata “sguardo sul Brasile “ con Marisa Monte e Gilberto Gil , un immergersi nella musica di Cuba con il Duo Gonzalo Rubalcaba e Aymee Nuviola e i CimaFunk, per seguire con i ritmi groove e soul di grandissimi artisti come Christone KingFish Ingram trio  e Jamie Cullum, seguiti da Dee Dee Bridgewater , Incognito, seguiti da concerti spettacoli di jazz mondiale come quelli di Herbie Hancock e Diana Krall per finire con un week end spettacolare sabato 16 luglio arriverà sul palco dell’Arena Tom Jones per concludere domenica 17 con il concerto di Jeff Beck.

Altrettanto spettacolari i concerti previsti alla Galleria Nazionale dell Umbria con formazioni  che con la loro arte esalteranno i luoghi meravigliosi della Galleria,  e altrettanto strepitosi i concerti  previsti al Teatro Morlacchi  che vedranno nomi internazionali come Christian McBride , Kurt Elling, Charles Lloyd , a nomi italiani come Enrico Rava, Dado Moroni, Paolo Fresu, Rita Marcotulli, e dove si festeggeranno i 25 anni di carriera dei Doctor 3 composto da Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra.

Ovviamente il Festival è anche tantissimo altro, come i concerti gratuiti in piazza IV Novembre e ai Giardini Carducci, e da quest’anno anche in Piazza matteotti che sarà lo scenario meraviglioso per la musica swing, e in via Della Viola che sarà in prima serata location di concerti di artisti come Samara Joy, Shake em up jazz band, Mathis Picard seguiti da strepitose jam session guidate ormai dalla The Resident Band formata da Piero Odorici, Daniele Scannapieco, Paolo Birro, Aldo Zunino, Anthony Pinciotti.

La conferenza stampa è stata seguita da un concerto di Danilo Rea in piano solo che ha emozionato la platea con una breve ma intensa performance con la quale ha dato ancora una volta conferma delle sue straordinarie doti pianistiche e compositive con brani tratti sia dalla tradizione jazzistica internazionale che musiche italiane e brani da lui stesso composti che hanno emozionato il pubblico che lo ha applaudito a lungo alla fine del concerto stesso

Non ci resta quindi che dare appuntamento a Perugia dal 8 al 17 luglio per Umbria Jazz 2022.

I biglietti per i concerti dell’Arena Santa Giuliana sono già disponibili online, da oggi in vendita anche il Teatro Morlacchi e la Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Per info sul programma dettagliato e  per l’acquisto dei biglietti gia disponibili online:

https://www.umbriajazz.it/artisti-uj22/

Il manifesto ufficiale di Umbria Jazz 22 opera di Luigi Marazzi.

Recensione: Si conclude con un successo strepitoso la XXVIII Edizione di Umbria Jazz Winter

Recensione e Foto a cura di Massimiliano Radicchi (https://www.massimoradicchi.it/)

Quella che si è appena conclusa, ieri 2 gennaio, è stata la 28°edizione di Umbria Jazz Winter e devo dire che nonostante le cancellazioni, i ridimensionamenti e le restrizioni imposte dalla situazione pandemica, la rassegna è riuscita comunque ad ottenere grandi risultati sia dal punto di vista degli ingressi ai concerti (4500 circa) sia per quanto riguarda la risonanza sui social, che la diffusione via radio (con Radio Montecarlo che ha seguito tutti gli eventi principali.)

Il festival infatti ha avuto “un cartellone che per qualità è stato all’altezza della tradizione della manifestazione, con eventi esclusivi ed artisti di assoluto livello”.

il Teatro Mancinelli, il Museo Emilio Greco, la Sala Expo di Palazzo del Popolo e il Palazzo dei Sette hanno ospitato nei 5 giorni della kermesse, artisti straordinari, italiani e stranieri.

Io e la mia macchina fotografica siamo pronti…si inizia.

Si è partiti proprio dal Palazzo dei Sette che ha aperto il festival con un bellissimo concerto di Nick The Nightfly e il suo quintetto.

Nick, da anni “amico “di UJ, ha aperto le danze con la sua grande classe e la sua voce da crooner di altri tempi…tra le note della sua New York New York, i camerieri che passavano, il rumore delle posate e l’odore dei caffè.

Si è passati poi al Teatro Mancinelli, dove era previsto un favoloso doppio stage.

Il primo, un evento inedito. Due pianisti. Due “scuole” lontane nel tempo ma vicinissime nell’anima…George Cables, autentica leggenda del piano Jazz, un maestro assoluto e di fronte a lui, Sullivan Fortner, un astro nascente del “pianismo” jazz american.

Uno dei migliori della sua generazione.

Il risultato è stato davvero un mix strepitoso di sensibilità’ diverse ma affini.

Standards e improvvisazioni…

Musicisti diversi e lontani, diventano una cosa unica. La magia del Jazz.

Il secondo stage è stato un Trio davvero favoloso.

Sarah McKenzie – Romero Lubambo – Jaques Morelenbaum.

Jazz, Samba e tradizione classica fusi con una maestria ed una naturalezza incredibile. Atmosfera sognante…un piacere per occhi e orecchie.

Due “mostri” della musica brasiliana ed un’eccezionale pianista australiana a completare questo splendido trio.

Un concerto bellissimo.

Nei giorni seguenti sono riuscito poi a seguire e fotografare, ancora una volta Sullivan Fortner, stavolta in solo piano (al Museo Emilio Greco) e il risultato è stato ancora una volta superlativo. In quel Museo che a mio avviso ha una dimensione per certi versi sacrale, Sullivan che ha iniziato come organista nei cori gospel, ha dato il meglio di sé.

Il viso è sempre coperto da una mascherina nera (oramai quasi non ci si fa più caso ahimè!), ma gli occhi sbucano di fuori e ne lasciano trapelare la grande sensibilità e dolcezza che si riverbera anche nelle sue note.

Mi sposto poi alla Sala Expo del Palazzo del Popolo dove immancabile, incontro un altro grande “amico” di UJ.

È la volta del grandissimo Alan Harris.

Stavolta Harris ci presenta il suo nuovo album, “Kate’s Soulfood”, che è anche un ritratto dell’America che fu’…della sua Harlem.

Con lui c’è anche un genio dell’armonica,

un virtuoso dello strumento: Gregoire Maret.

Alan è sempre elegante, garbato.

Un maestro del jazz vocalism ma anche un valente chitarrista.

Alan non delude mai. I suoi concerti sono sempre trascinanti e il suo pubblico è sempre così incredibilmente “partecipe”.

Alan Harris, un “classico”. Lunga vita ad Alan!!

Terminato questo concerto, e dopo un bel giro per le vie di Orvieto che come ogni anno fa da cornice all’edizione invernale di Umbria Jazz mi sposto al Palazzo dei Sette.

Stavolta è il momento di artisti italiani.

Prima c’è uno dei miei preferiti (e a mio avviso anche uno dei più’ bravi pianisti italiani in circolazione) Dado Moroni.

Dado cita a piene mani dalla storia del Jazz.

Esegue Monk, Evans, Ellington e tanti altri.

Lo fa in maniera unica perché intervalla il suonato con racconti, aneddoti ed esperienze personali che lo hanno legato a quel musicista piuttosto che all’altro.

Ricorda collaborazioni con grandi musicisti del passato e le “storie” che hanno portato alla nascita di un determinato pezzo.

E poi lo suona. Eccome se lo suona.

Appena finisce Dado Moroni, cambio di set e arrivano

Giovanni Tommaso e sua figlia Jasmine.

Beh…del padre sappiamo tutto.

Uno dei più’ grandi contrabbassisti della storia del jazz italiano (e non solo).

Jasmine, è proprio il caso di dire “figlia d’arte”, ha studiato canto prima in Italia, poi ha continuato negli Stati Uniti tra Boston e la California dove poi si è laureata e dove attualmente vive.

Giovanni Tommaso in quintetto, accompagnato dalla splendida voce di Jasmine, esegue soprattutto standards e brani da lui composti.

Ottanta anni e non sentirli. Una figlia pronta a raccogliere un’eredità davvero pesante.

E poi c’è il jazz dinner…Alla Sala Expo si sono esibiti diversi gruppi e stavolta è il turno di Anthony Paule e la sua orchestra con un ospite d’eccezione: Terrie Odabi.

Terrie è stata definita la più travolgente donna del blues e del soul dai tempi di Etta James.

Anthony Paule dal canto suo. ha costruito un’orchestra Jazz and Soul “vecchia scuola”.

Un sezioni fiati da paura. Piano, batteria e chitarra (suonata dallo stesso Paule) e una voce (quella di Terrie Odabi) da far tremare i polsi.

Il pubblico, ha finito di mangiare…resta solo il dessert, adesso si può ballare!

Certo, in maniera composta (visti i tempi). Una coppia di anziani signori in un angolino…

i bambini per terra e gli altri muovendo le braccia da seduti nei propri tavoli!

Ma il sound è travolgente e di conseguenza, molte delle mie foto mosse!!

A questo punto, un pasto veloce (la splendida porchetta di Orvieto) e si va al Teatro Mancinelli.

Ancora un doppio stage.

Lionel Loueke solo guitar e a seguire Bill Frisell & UJ Orchestra.

Loueke è un chitarrista originario del Benin, cresciuto tra Parigi ed America dove è passato per la Berklee e dove ha conosciuto e collaborato con diversi artisti, in particolare Herbie Hancock che lui ritiene il suo unico e vero mentore.

Il suo ultimo disco è infatti intitolato “HH” (che ovviamente sta per Herbie Hancock) che è un tributo e ringraziamento al suo maestro.

Il concerto, nonostante sia un “solo guitar”, vola via veloce.

Una tecnica incredibile.

Sonorità uniche…la voce che da ritmo e dimensione corale.

Qualcosa in lui mi ricorda Bobby McFerrin…

Davvero bravo…del resto Hancock lo ha definito “a musical painter”.

Un concerto bellissimo che si è poi ripetuto il giorno dopo al Museo Emilio Greco e che io sono andato a riascoltarmi e a fotografare di nuovo.

Lionel Loueke è davvero un uomo/orchestra dal sound unico. Davvero eccezionale.

Nel secondo stage si esibiva uno dei più’ grandi chitarristi Jazz della storia in una produzione esclusiva di Umbria Jazz: Bill Frisell.

Accanto a lui oltre l’orchestra, diretta da Michael Gibbs, un contrabbassista d’eccezione: Thomas Morgan.

Il progetto è ambizioso…gli interpreti eccezionali. Sicuramente una performance più’ “difficile”, non per tutti, per palati raffinati ma comunque di assoluto livello.

Il concerto finisce e arriva la notte… la mezzanotte.

E a mezzanotte circa, tutte le sere ci si sposta al Palazzo dei Sette.

Ad aspettarci George Cables Trio e Piero Odorici. E poi ancora Nick e Dado…

Suonano, scherzano si alternano sul palco.

E si aspetta l’anno nuovo. 

10,9,8,7,6,5,4,3,2,1 Auguri!

Speriamo il 2022 sia un anno migliore.

Speriamo si torni a vedere i sorrisi e non le mascherine.

A Terni arriva Umbria Jazz Weekend dal 16 al 19 settembre

La pandemia ha impedito il regolare svolgimento delle ultime due edizioni di Umbria Jazz Spring, ma è stato fatto di tutto, in piena sintonia tra le Istituzioni e la Fondazione Umbria Jazz, e con il convinto sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, per confermare, quest’anno, l’appuntamento ternano. Pur con diverse (e inedite) date ed un altro titolo.
Ecco quindi Umbria Jazz Weekend in programma a Terni dal 16 al 19 settembre per riallacciare il filo di un evento che ormai fa parte stabilmente del “sistema” Umbria Jazz che ha trovato una consolidata articolazione territoriale nell’itinerario Terni-Perugia-Orvieto.
L’evento di fine estate sarà un episodio unico, perché dal prossimo anno si intende tornare alla consueta scadenza primaverile con Umbria Jazz Spring (14 -18 aprile).

LA FORMULA
Sono quattro giorni pieni di musica: 10 location, 62 eventi, 19 band e circa 90 musicisti sulla scena. Il clou del Festival è ambientato nell’Anfiteatro Romano, dove si svolgeranno i quattro spettacoli serali (ore 21) preceduti da altrettanti eventi al Baravai Stage (ore 19) nella medesima area archeologica.
Intensa è la programmazione nei locali, ben sei, che ospiteranno tutti i giorni concerti pomeridiani e serali. Infine, una location d’eccezione: la Cascata delle Marmore dove si esibiranno, domenica 19 settembre, ore 11.30, i Funk Off.
Si può ritrovare nella scelta delle location (l’Anfiteatro e le Cascate) un tema che fa parte del DNA di Umbria Jazz: la musica negli ambienti storici e naturali, coniugando il suono della contemporaneità e delle metropoli del Nuovo Mondo con i paesaggi più suggestivi e il patrimonio artistico di una regione carica di storia. Una apparente “contraddizione” che ha sempre prodotto forti suggestioni.
La programmazione in sei locali di diversa natura, ma identificabili tutti come luoghi di riferimento della socialità, di fatto mantiene una continuità con la vita culturale cittadina.

NELL’ANFITEATRO il pianoforte occupa un ruolo speciale con tre pianisti ai vertici della scena nazionale ed europea: dal duo Rita Marcotulli/ Dado Moroni si va al piano di Danilo Rea (con ospite speciale Fiorella Mannoia), fino alla star Monty Alexander, giamaicano di nascita e newyorkese di adozione che ha saputo coniugare i ritmi della sua terra con l’eredità di musicisti come Oscar Peterson. Pianista, oltre che cantante e songwriter, è anche Sergio Cammariere, alla guida di un ottimo quintetto jazz.
Si cambia registro e genere con due band di caratura internazionale, i cubani El Comité con i loro trascinanti ritmi caraibici, ed il gruppo funky di Ida Nielsen, bassista danese che ha fatto stabilmente parte degli ultimi progetti di Prince.
Infine, l’estro di Mauro Ottolini, uno dei musicisti più originali del jazz italiano, che con “Bix Factor” rende omaggio al leggendario Bix Beiderbecke, stella effimera quanto drammatica del jazz degli anni venti. Un genio che visse troppo poco.

NEL BARAVAI STAGE, ecco l’omaggio di Alessandro Bravo e Angelo Lazzeri alla formula pianoforte-chitarra declinata da Bill Evans; il blues e soul di Angela Mosley, che affonda le radici nelle tradizioni della sua città, Chicago; il nuovo progetto “La Bella Stagione” di Don Antonioalter ego di Antonio Gramentieri; il piano solo di Alessandro Bravo.

NEI CLUB le band ospiti sono: Accordi Disaccordi, trio di musica gipsy tra jazz e swing, un genere che rimanda alla figura di Django Reinhardt; l’elegante duo Francesca Tandoi, pianoforte e voce, e Stefano Senni, contrabbasso; il sestetto di Michael Supnick, che ripercorre i fasti della swing era non facendosi mancare neppure una coppia di ballerini; il progetto “Modalità Trio e Duet”, che ruota attorno alla figura di un personaggio carismatico del jazz italiano, Massimo Moriconi, con Nico Gori e Ellade Bandini (Modalità Trio) e la cantante Emilia Zamuner (Duet); il quartetto di Daniele Scannapieco, sassofonista ai vertici della scena italiana, con alle spalle una lunga carriera cominciata negli High Five al fianco di Fabrizio Bosso, e con Mario Biondi; il sestetto guidato dal trombonista e arrangiatore Roberto Rossi e dal sassofonista Piero Odorici, con ospite speciale il trombettista francese Stéphane Belmondo e il pianista Riccardo Biseo, talento multiforme che lo ha portato a percorrere anche strade diverse, dal cinema alla televisione e al teatro, fino alla commedia musicale e alla canzone d’autore.

Funk Off, che ormai sono una sorta di cartolina illustrata di Umbria Jazz, presenti a tutte o quasi le edizioni, accoglieranno il pubblico alle CASCATE DELLE MARMORE in una atmosfera festaiola nel rispetto della tradizione della marching band, un pezzo di storia del jazz che la band toscana reinterpreta in chiave moderna.

Radio Monte Carlo è la radio ufficiale di Umbria Jazz Weekend.

Il 2021 di Umbria Jazz si concluderà con Umbria Jazz Winter #29 a Orvieto in programma dal 29 dicembre al 2 gennaio 2022.

Maggiori info al seguente link:

UmbriaJazz
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Recensione: I bambini di “Umbria Jazz4Kids” Perugia 2021

Recensione e Foto di Emanuele Pontani

Immaginate centinaia di bambini festanti con in mano uno strumento musicale o oggetti di ogni genere che producano un qualsiasi suono, genitori sorridenti in ogni dove, sole, caldo e tanta bella musica Jazz.

Non è un sogno…è UJ4KIDS!!!

Progetto nato nel 2019, da un’idea di Fabrizio “Fofo” Croce, dedicato ai bambini ed ai ragazzi dai 3 ai 18 anni, che dopo il forzato stop nel 2020, quest’anno torna all’interno di “mamma UJ”, nella suggestiva ed affascinante cornice dei “Giardini del Frontone” a Perugia.

Un edizione da capogiro!

Sono infatti 27 le iniziative svolte in 9 giorni, che hanno registrato oltre 3000 presenze, coinvolgendo 500 tra musicisti, docenti ed allievi.

Questa travolgente edizione ha visto la fervida collaborazione di 6 istituti comprensivi scolastici pubblici,13 scuole di musica private della regione, 2 bande musicali, 5 centri estivi/campus finanziati da bandi pubblici, 2 istituzioni servizi culturali di Perugia (POST e DIGIPASS) e la collaborazione di Legambiente e Associazione Nazionale Pediatri.

Di sicuro futuro i due progetti coinvolti: “JxG” e “Improvvisazioni!”. Il primo (finanziato dal MIBAC) con l’intento di valorizzare il ruolo della scuola come presidio culturale, istituzionale e sociale nel territorio; il secondo (finanziato dal dipartimento della famiglia del consiglio dei ministri) ha dato l’opportunità a 500 ragazzi di poter seguire corsi musicali gratuiti e di potersi esibire sul palco di “UJ4KIDS”.

Una nove giorni che ha visto bambini e ragazzi esibirsi ed esprimersi in mille modalità differenti ed a tutti i livelli. Da esibizioni di piccole voci bianche a più educate e potenti voci adolescenti, violinisti alle prime armi affiancati da più esperti percussionisti e docenti di ampia esperienza, fino ad arrivare ad un concerto con ben 97 elementi sul palco.

Entusiasmanti e di rilievo le partecipazioni di artisti di fama internazionale come (per citarne alcuni): il maestro Albert Hera con il suo profondamente coinvolgente “Circlesinging”, l’eclettico percussionista Stefano Baroni con il divertentissimo “Drum Circle”.

 Emozionante la presentazione di una fiaba musicale sulla vita di Sonny Rollings (a cura di “I musicanti di New Orleans) all’ombra ristoratrice degli alberi proprio nello stesso luogo dove 25 anni fa, il 20 Luglio 1996, the “Saxophone Colossus” tenne il suo concerto per Umbria Jazz.

Un evento dedicato ai bambini che, con la sua indole alla Peter Pan, ha finito con il trascinare e coinvolgere anche il pubblico adulto, facendolo tornare, almeno per questi nove giorni, bambino entusiasta e spensierato.

Felici della massiva risposta della città di Perugia e con ancora negli occhi le faccette pregne di stupore dei bambini che hanno scoperto che tutto può essere musica, ci diamo l’arrivederci al prossimo anno, tenendo sempre a mente le parole che Fabrizio Croce ha ripetuto, quasi come un mantra, con lo scopo di far capire l’essenza più pura e il fine ultimo di questo festival:

“Ad UJ4KIDS non si viene per ascoltare concerti, il suo scopo è la socialità e lo scambio di esperienze. La professionalità verrà poi!”

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