Tag Archives: Umbria Jazz

A Terni arriva Umbria Jazz Weekend dal 16 al 19 settembre

La pandemia ha impedito il regolare svolgimento delle ultime due edizioni di Umbria Jazz Spring, ma è stato fatto di tutto, in piena sintonia tra le Istituzioni e la Fondazione Umbria Jazz, e con il convinto sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, per confermare, quest’anno, l’appuntamento ternano. Pur con diverse (e inedite) date ed un altro titolo.
Ecco quindi Umbria Jazz Weekend in programma a Terni dal 16 al 19 settembre per riallacciare il filo di un evento che ormai fa parte stabilmente del “sistema” Umbria Jazz che ha trovato una consolidata articolazione territoriale nell’itinerario Terni-Perugia-Orvieto.
L’evento di fine estate sarà un episodio unico, perché dal prossimo anno si intende tornare alla consueta scadenza primaverile con Umbria Jazz Spring (14 -18 aprile).

LA FORMULA
Sono quattro giorni pieni di musica: 10 location, 62 eventi, 19 band e circa 90 musicisti sulla scena. Il clou del Festival è ambientato nell’Anfiteatro Romano, dove si svolgeranno i quattro spettacoli serali (ore 21) preceduti da altrettanti eventi al Baravai Stage (ore 19) nella medesima area archeologica.
Intensa è la programmazione nei locali, ben sei, che ospiteranno tutti i giorni concerti pomeridiani e serali. Infine, una location d’eccezione: la Cascata delle Marmore dove si esibiranno, domenica 19 settembre, ore 11.30, i Funk Off.
Si può ritrovare nella scelta delle location (l’Anfiteatro e le Cascate) un tema che fa parte del DNA di Umbria Jazz: la musica negli ambienti storici e naturali, coniugando il suono della contemporaneità e delle metropoli del Nuovo Mondo con i paesaggi più suggestivi e il patrimonio artistico di una regione carica di storia. Una apparente “contraddizione” che ha sempre prodotto forti suggestioni.
La programmazione in sei locali di diversa natura, ma identificabili tutti come luoghi di riferimento della socialità, di fatto mantiene una continuità con la vita culturale cittadina.

NELL’ANFITEATRO il pianoforte occupa un ruolo speciale con tre pianisti ai vertici della scena nazionale ed europea: dal duo Rita Marcotulli/ Dado Moroni si va al piano di Danilo Rea (con ospite speciale Fiorella Mannoia), fino alla star Monty Alexander, giamaicano di nascita e newyorkese di adozione che ha saputo coniugare i ritmi della sua terra con l’eredità di musicisti come Oscar Peterson. Pianista, oltre che cantante e songwriter, è anche Sergio Cammariere, alla guida di un ottimo quintetto jazz.
Si cambia registro e genere con due band di caratura internazionale, i cubani El Comité con i loro trascinanti ritmi caraibici, ed il gruppo funky di Ida Nielsen, bassista danese che ha fatto stabilmente parte degli ultimi progetti di Prince.
Infine, l’estro di Mauro Ottolini, uno dei musicisti più originali del jazz italiano, che con “Bix Factor” rende omaggio al leggendario Bix Beiderbecke, stella effimera quanto drammatica del jazz degli anni venti. Un genio che visse troppo poco.

NEL BARAVAI STAGE, ecco l’omaggio di Alessandro Bravo e Angelo Lazzeri alla formula pianoforte-chitarra declinata da Bill Evans; il blues e soul di Angela Mosley, che affonda le radici nelle tradizioni della sua città, Chicago; il nuovo progetto “La Bella Stagione” di Don Antonioalter ego di Antonio Gramentieri; il piano solo di Alessandro Bravo.

NEI CLUB le band ospiti sono: Accordi Disaccordi, trio di musica gipsy tra jazz e swing, un genere che rimanda alla figura di Django Reinhardt; l’elegante duo Francesca Tandoi, pianoforte e voce, e Stefano Senni, contrabbasso; il sestetto di Michael Supnick, che ripercorre i fasti della swing era non facendosi mancare neppure una coppia di ballerini; il progetto “Modalità Trio e Duet”, che ruota attorno alla figura di un personaggio carismatico del jazz italiano, Massimo Moriconi, con Nico Gori e Ellade Bandini (Modalità Trio) e la cantante Emilia Zamuner (Duet); il quartetto di Daniele Scannapieco, sassofonista ai vertici della scena italiana, con alle spalle una lunga carriera cominciata negli High Five al fianco di Fabrizio Bosso, e con Mario Biondi; il sestetto guidato dal trombonista e arrangiatore Roberto Rossi e dal sassofonista Piero Odorici, con ospite speciale il trombettista francese Stéphane Belmondo e il pianista Riccardo Biseo, talento multiforme che lo ha portato a percorrere anche strade diverse, dal cinema alla televisione e al teatro, fino alla commedia musicale e alla canzone d’autore.

Funk Off, che ormai sono una sorta di cartolina illustrata di Umbria Jazz, presenti a tutte o quasi le edizioni, accoglieranno il pubblico alle CASCATE DELLE MARMORE in una atmosfera festaiola nel rispetto della tradizione della marching band, un pezzo di storia del jazz che la band toscana reinterpreta in chiave moderna.

Radio Monte Carlo è la radio ufficiale di Umbria Jazz Weekend.

Il 2021 di Umbria Jazz si concluderà con Umbria Jazz Winter #29 a Orvieto in programma dal 29 dicembre al 2 gennaio 2022.

Maggiori info al seguente link:

UmbriaJazz
UmbriaJazz
UmbriaJazz

Recensione: I bambini di “Umbria Jazz4Kids” Perugia 2021

Recensione e Foto di Emanuele Pontani

Immaginate centinaia di bambini festanti con in mano uno strumento musicale o oggetti di ogni genere che producano un qualsiasi suono, genitori sorridenti in ogni dove, sole, caldo e tanta bella musica Jazz.

Non è un sogno…è UJ4KIDS!!!

Progetto nato nel 2019, da un’idea di Fabrizio “Fofo” Croce, dedicato ai bambini ed ai ragazzi dai 3 ai 18 anni, che dopo il forzato stop nel 2020, quest’anno torna all’interno di “mamma UJ”, nella suggestiva ed affascinante cornice dei “Giardini del Frontone” a Perugia.

Un edizione da capogiro!

Sono infatti 27 le iniziative svolte in 9 giorni, che hanno registrato oltre 3000 presenze, coinvolgendo 500 tra musicisti, docenti ed allievi.

Questa travolgente edizione ha visto la fervida collaborazione di 6 istituti comprensivi scolastici pubblici,13 scuole di musica private della regione, 2 bande musicali, 5 centri estivi/campus finanziati da bandi pubblici, 2 istituzioni servizi culturali di Perugia (POST e DIGIPASS) e la collaborazione di Legambiente e Associazione Nazionale Pediatri.

Di sicuro futuro i due progetti coinvolti: “JxG” e “Improvvisazioni!”. Il primo (finanziato dal MIBAC) con l’intento di valorizzare il ruolo della scuola come presidio culturale, istituzionale e sociale nel territorio; il secondo (finanziato dal dipartimento della famiglia del consiglio dei ministri) ha dato l’opportunità a 500 ragazzi di poter seguire corsi musicali gratuiti e di potersi esibire sul palco di “UJ4KIDS”.

Una nove giorni che ha visto bambini e ragazzi esibirsi ed esprimersi in mille modalità differenti ed a tutti i livelli. Da esibizioni di piccole voci bianche a più educate e potenti voci adolescenti, violinisti alle prime armi affiancati da più esperti percussionisti e docenti di ampia esperienza, fino ad arrivare ad un concerto con ben 97 elementi sul palco.

Entusiasmanti e di rilievo le partecipazioni di artisti di fama internazionale come (per citarne alcuni): il maestro Albert Hera con il suo profondamente coinvolgente “Circlesinging”, l’eclettico percussionista Stefano Baroni con il divertentissimo “Drum Circle”.

 Emozionante la presentazione di una fiaba musicale sulla vita di Sonny Rollings (a cura di “I musicanti di New Orleans) all’ombra ristoratrice degli alberi proprio nello stesso luogo dove 25 anni fa, il 20 Luglio 1996, the “Saxophone Colossus” tenne il suo concerto per Umbria Jazz.

Un evento dedicato ai bambini che, con la sua indole alla Peter Pan, ha finito con il trascinare e coinvolgere anche il pubblico adulto, facendolo tornare, almeno per questi nove giorni, bambino entusiasta e spensierato.

Felici della massiva risposta della città di Perugia e con ancora negli occhi le faccette pregne di stupore dei bambini che hanno scoperto che tutto può essere musica, ci diamo l’arrivederci al prossimo anno, tenendo sempre a mente le parole che Fabrizio Croce ha ripetuto, quasi come un mantra, con lo scopo di far capire l’essenza più pura e il fine ultimo di questo festival:

“Ad UJ4KIDS non si viene per ascoltare concerti, il suo scopo è la socialità e lo scambio di esperienze. La professionalità verrà poi!”

Photogallery Umbria Jazz Winter 2019 : lo sguardo sugli artisti di Max Radicchi

Fotogallery: Max Radicchi

Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.

Sono questi i numeri dell’Edizione Umbria Jazz Winter 2019 tenutasi ad Orvieto, come ogni anno, dal 28 dicembre al  1 gennaio 2020.

Tantissimi i concerti da ascoltare e da seguire fotograficamente, in diverse location del Festival come il Teatro Mancinelli, Il palazzo del popolo, il Duomo di Orvieto, Palazzo dei Sette e la sala del Ristorante San Francesco che hanno ospitato, da mezzogiorno a oltre mezzanotte, tutti i concerti del Festival stesso.

Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti , e questo ha reso possibile poterli ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.

Di seguito, un altro “Sguardo” fotografico sugli Artisti presenti nell’ultima Edizione 2019 di Umbria Jazz Winter da parte del nuovo Redattore Fotografia di Around Eventi: Max Radicchi.

BENVENUTO !!!

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

Photogallery: Gli artisti di Umbria Jazz Winter 2019 fotografati da Vittorio Santi

di Vittorio Santi

Un’altra grande Edizione quella di Umbria Jazz Winter 2019 che ha visto la perfetta unione di elementi quali musica, ospitalità, arte, storia e buona cucina in quella che, anno dopo anno, si conferma sempre di più come una delle città più importanti della musica jazz in Italia.

Nei cinque giorni in cui si è svolto il Festival gli appuntamenti in cartellone ( novanta eventi, sette location, trenta band, più di centocinquanta musicisti), hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al Teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito con circa 200mila € di incasso e 8.000 biglietti. Notevoli ugualmente i numeri del Palazzo dei Sette e del ristorante del festival, con più di 5.000 presenze.

Tantissimi gli eventi musicali e gli artisti invitati in tale Edizione.

Ecco qui una carrellata di foto dei vari concerti che si sono tenuti dal 28 dicembre al 1 gennaio 2020, scattate dal nostro Redattore Fotografia Vittorio Santi.

Appuntamento alla prossima edizione di Umbria Jazz Spring 2020 a Terni dal 10 al 13 aprile  2020

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

A Orvieto dal 28 dicembre al 1 gennaio Umbria Jazz Winter #27

Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano.

I numeri dicono molto, di Umbria Jazz Winter in programma dal 28 dicembre al primo gennaio, ma non abbastanza.

Due sono i tratti identitari della manifestazione orvietana presenti anche quest’anno come in tutte le precedenti ventisei edizioni.

Il primo. Musica di generi diversi ma sempre di alto livello. La proposta artistica del festival non ha mai deviato dalla ricerca della qualità, spesso coniugata con formule originali e con la presenza di musicisti emergenti sulla scena italiana e internazionale.

Il secondo. Musica diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita. Poche città come Orvieto, frutto di una complessa e affascinante stratificazione di tremila anni di storia, si prestano così bene a questa operazione, che si traduce nella formula che ha fatto di Umbria Jazz una manifestazione dal fascino unico.

Musicalmente, Umbria Jazz Winter cerca di tenere insieme due diversi caratteri, solo apparentemente antitetici ma che, al contrario, riescono a intrecciarsi tra loro con il risultato di dar vita a un prodotto inimitabile. Da un lato, UJW è un festival che si rivolge a un pubblico esperto, curioso, interessato a fruire di una musica che richiede impegno e attenzione. Dall’altro, l’atmosfera festaiola che contraddistingue il periodo di Capodanno comporta anche una colonna sonora divertente, adatta a tutti, magari ideale per fare da sfondo a occasioni conviviali. In Umbria Jazz Winter cultura, turismo, arte del buon vivere si sommano e si con-fondono.

Quasi tutti gli artisti, inoltre, sono residenti e si possono ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi.

La formula del festival è ormai ben nota ai suoi più assidui frequentatori ed è restata praticamente immutata negli anni per il semplice fatto che ha dimostrato di funzionare.

Descriverla equivale a raccontare il “percorso” della musica lungo le diverse location del centro storico e nel trascorrere della giornata.

Il Teatro Mancinelli è la sede dei concerti in prima serata, quello che si potrebbe definire il main stage; il museo Emilio Greco ospita i concerti di mezzogiorno, in un ambiente raccolto e raffinato per le proposte più intriganti; le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, tra cui la Sala Etrusca dedicata ai pianisti, sono gli spazi pomeridiani; musica non stop, da mezzogiorno a notte fonda, al Palazzo dei Sette, dove jazz ed enogastronomia, un’altra eccellenza dell’Umbria, trovano una accattivante simbiosi. Ancora al Palazzo dei Sette, per chi vuole far tardi non c’è niente di meglio delle jam session che sono uno dei riti più identitari del jazz fin dalle sue origini. Si comincia intorno a mezzanotte con la house band e si prosegue finché si ha voglia. Jazz lunch e jazz dinner, infine, al San Francesco. Come sempre, ci sono i Funk Off a sfilare per le vie del centro della Città della Rupe. In questo caso, la location è la città stessa.

Restano centrali i due momenti che da sempre caratterizzano il festival.

Il primo è il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno il pomeriggio nel Duomo. I canti religiosi della tradizione afroamericana sono una presenza fissa dei programmi del festival.

Il secondo è la notte che saluta l’arrivo del nuovo anno con i Gran Cenoni di Capodanno e i concerti prima e dopo lo scoccare della mezzanotte.

Orvieto e Umbria Jazz attendono il popolo del jazz con l’obiettivo di confermarsi evento che si colloca al centro della vita culturale e della attrattività turistica del prossimo inverno.

Umbria Jazz: non solo musica

Il valore economico-sociale della manifestazione su Perugia e il suo territorio

 

Lo studio è stato promosso dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia, di Federalberghi Umbria e Confcommercio Umbria. Patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

La ricerca è stata realizzata dai docenti del Corso di Laurea in Economia del Turismo del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia (Stesura del rapporto dr. Fabio Forlani e dr. Simone Splendiani, collaborazione nella raccolta dati dr.ssa Adele Mauro).

Nel 2007 Umbria Jazz è stata oggetto di uno studio dei professori Bracalente e Ferrucci del Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia con l’obiettivo di individuare ed analizzare l’impatto economico del festival nella città di Perugia.
I risultati furono molto lusinghieri, e dimostrarono che per ogni euro investito nella manifestazione se ne producevano tre di ricavi a favore dell’economia urbana.
A distanza di oltre 10 anni per l’edizione 2018 il Prof. Ferrucci, partendo da tale studio, ha aggiornato l’analisi e attraverso l’ideazione di una batteria di indicatori (segnali o proxy) capaci di captare l’andamento tendenziale ha ricalcolato l’impatto economico di UJ nell’economia urbana.

L’analisi frutta una sorta di “cruscotto” strategico molto semplice da implementare e tempestivo nel fornire i follow up, che dopo la buona prova fornita nell’edizione 2018 si è deciso di testare nuovamente con l’edizione 2019.

Come evidenzia il rapporto elaborato da Forlani e Splendiani, sulla base dei risultati prodotti nell’edizione 2019, si può innanzitutto evidenziare che la solidità metodologica dell’approccio d’analisi. Gli autori evidenziano che l’approccio in oggetto, dopo ulteriori test di rifinitura da effettuare su altri eventi e in altre città, potrebbe trovare valida implementazione per monitorare in modo sistematico gli eventi e le manifestazioni culturali più rilevanti dell’Umbria. Lo strumento consente infatti di valutare in modo oggettivo la dinamica e gli effetti delle risorse finanziarie (specie quelle pubbliche) investite nelle manifestazioni turistico-culturali. Continua a leggere