Recensione: Il soul e la musica pop elettronica arriva ad Umbria Jazz

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Dopo un bellissimo week end di musica è iniziata una settimana che vede in cartellone straordinari concerti a partire da quelli previsti alla Galleria Nazionale dell’Umbria Sala Podiani a mezzogiorno e nel primo pomeriggio per continuare poi al Teatro Morlacchi e in serata tantissimi concerti nelle varie piazze della città.

L’atmosfera che si “respira” in città è proprio quella di “viversi” appieno le emozioni che un Festival cosi importante riesce a donare a chi si vive ogni istante di musica e della vita che gira intorno ad un evento organizzato al massimo livello in ogni dettaglio e in ogni particolare.

Quindi ci immergiamo anche in questo inizio settimana in tutti i vari incontri musicali per poter raccontare quanto più possibile le emozioni del jazz di questa settimana cosi intensa.

Lunedì 11 luglio dopo un bellissimo piano solo di Alessandro Lanzoni, e un concerto intenso di Alice Ricciardi & Pietro Lussu, l’evento straordinario del Teatro Morlacchi che ha visto sul palco del Teatro una band straordinaria guidata da Christian McBride & Inside Straight con Steve Wilson, Warren Wolf, Peter Martin e Carl Allen

Nel 2007 Christian McBride, uno dei più grandi contrabbassisti del jazz contemporaneo ed eclettico leader, ha presentato in anteprima la nascita di un nuovo quintetto chiamato Inside Straight con un live set al leggendario Village Vanguard. Sia i critici che i fan sono rimasti entusiasti di questa potenza acustica. McBride ha poi pubblicato due album del gruppo “Inside Straight” su Mack Avenue records, Kind of Brown (2009) e People Music (2013), dedicati alla visione di Mc Bride del jazz ‘straight’ e swingante. Dopo una pausa di diversi anni, Christian McBride riporta “Inside Straight” sui palcoscenici nel 2022 con una nuova fantastica formazione e nuovi brani groovin’ per i suoi fan più accaniti.

A giudicare dalla sua performance, la frase “Inside Straight” cattura bene l’estetica di questa band: è sia “dentro” una comoda dimensione groove che “dritto” – bluesy. La scelta dei brani di McBride può essere armonicamente complicata, ma non si discostano mai dalla forma e dalla tonalità della composizione; sono esercizi ingegnosi per un quintetto sofisticato e intelligente, un mix di veterani e giovani musicisti che include batteria, sassofono, pianoforte e vibrafono. E, naturalmente, McBride brilla sia negli assoli che nel tenere il tempo: brandisce un contrabbasso tremendamente flessibile, rotondo e fluido, saldamente radicato nel suonare ciò che è inconfondibilmente jazz.

La serata si apre invece con due strepitosi concerti all’Arena Santa Giuliana con il primo set di Jamie Cullum e la seconda parte della serata con Christone “Kingfish” Ingram Trio. Due concerti seguitissimi dal pubblico presente in Arena che hanno visto uno strepitoso Jamie Cullum che ha cantato, suonato, ballato e saltato dal pianoforte come ci ha abituato da tempo in una performance straordinaria per più di un’ora senza risparmiarsi né fermarsi ma

Cullum a Perugia c’era già stato più volte a partire dal 2006, poco dopo essersi rivelato al grande pubblico coi suoi primi due esplosivi album.

Un crooner di razza, splendidamente dotato sia al pianoforte che alla voce, che da subito aveva dimostrato una verve non comune nel rivitalizzare il repertorio degli standard americani con uno spirito fresco e pungente.

Ma mai come quest’anno, Cullum ha dimostrato di non essere solo fortissimo in studio, bensì anche dal vivo mantenendo il palco con una splendida voce, una grande energia, un talento straordinario al pianoforte che ha conquistato tutta la platea.

Nel secondo set della serata arriva un altro autentico “ciclone” della musica  Christone “Kingfish” Ingram ormai ritenuto a pieno titolo uno dei principali rappresentanti della nuova generazione di grandi chitarristi blues Americani.


Un’ artista sempre più amato dal pubblico e apprezzato dalla stampa specializzata, tanto è vero che a Gennaio 2021 Christone Kingfish Ingram era nello stesso momento in copertina di Guitar World e DownBeat, due dei più importanti magazine musicali statunitensi, dopo aver già conquistato la copertina di Living Blues nel 2020.

Durante la pandemia Christone ha scritto il suo nuovo album 662 , che prende il nome dal prefisso telefonico del nord Mississippi dove lui vive. “ Con 662 voglio che il mondo ascolti e incontri un nuovo lato di me, più personale”. L’album, registrato a Nashville e scritto e prodotto insieme al Grammy Award Tom Hambridge, raccoglie 13 canzoni che mettono in mostra i molti lati della personalità dinamica di Ingram oltre che le sue uniche qualità di cantante e chitarrista. Sul palco dell’Arena conquista il numerosissimo pubblico presente con il suo infinito virtuosismo alla chitarra fatto di suono che seppur affondi nella tradizione blues nella stesso tempo e’ assolutamente viva con sonorità moderne e decisamente accattivanti, capace di reggere anche il confronto con i grandi che l hanno preceduto, regalando, scendendo dal palco e suonando in mezzo al pubblico brani storici del blues a livello mondiale, e concludendo il concerto con un’esaltante cover della “Hey Joe” di Jim Hendrix che ha fatto letteralmente scatenare il pubblico presente.

Martedì 12 luglio un altro grande appuntamento musicale alla Galleria Nazionale dell’Umbria Sala Podiani con il concerto in piano solo di Giovanni Guidi in “100 comizi d’amore”

Guidi è considerato a pieno titolo tra i migliori talenti del jazz italiano contemporaneo. Classe 1985, il pianista umbro ha già alle spalle una carriera costellata di successi e prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Enrico Rava, con cui ha iniziato a condividere palcoscenici e ad incidere sin da giovanissimo. Dalla pubblicazione del suo primo disco in veste di leader a soli 21 anni, Giovanni Guidi ha realizzato in questi anni numerosi e apprezzati progetti e album a suo nome, usciti per etichette importanti come ECM, mettendo in risalto anche le proprie doti compositive. “100 Comizi d’Amore” è la sua ultima nuovissima avventura in piano solo, dedicata a Pier Paolo Pasolini di cui si celebrano i 100 anni dalla nascita. Un repertorio di “Improvvisi d’Amore”, come li definisce il pianista “giocando” con il titolo del celebre documentario pasoliniano del 1965 e precisando: “Cento comizi d’amore sono preghiere, comizi, lettere, canzoni, poesie, e mail, sms, WhatsApp, pensieri, tweet, dediche, dichiarazioni, rimproveri e domande a Pier Paolo Pasolini. E sono solo musica. Solo pianoforte.” “Cento preghiere a Per Paolo Pasolini a cento anni dalla sua nascita, perché tutte e tutti vorremmo che non fosse mai morto.

La serata prevede sul palco dell’Arena Santa Giuliana due altri grandissimi artisti della musica internazionale: Dee Dee Bridgewater & The Memphis soulphony e  gli Incognito.

Nel primo concerto  una strepitosa Dee Dee Bridgewater ha letteralmente conquistato la platea non solo con la sua sempre meravigliosa voce ma anche con la sua strepitosa simpatia e carica di grinta e assoluta padronanza della scena da farne un’autentica regina non solo del jazz ma anche del soul e rithm & blues mondiale.

Nel corso di una carriera multiforme lunga quattro decenni e costellata di Grammy e Tony Award, Dee Dee Bridgewater è salita ai vertici del panorama mondiale del jazz aggiungendo un tocco unico agli standard e alle canzoni che interpreta. E nel suo disco più recente, «Memphis…Yes, I’m Ready», progetto al centro di questo concerto, è andata alla ricerca delle proprie radici musicali.

La storia dell’album inizia, infatti, nella città del Tennessee nella quale Dee Dee Bridgewater è nata, al Collins Chapel Hospital, situato non lontano da dove il disco è stato registrato, gli storici Royal Studios del produttore Willie Mitchell. Il padre di Dee Dee, trombettista conosciuto anche con l’affettuoso nomignolo di «Matt the Platter Cat», era un deejay della Wdia, la stazione radio più in voga di Memphis. E anche quando la famiglia si trasferì a Flint, in Michigan, la giovane Dee Dee continuò ad ascoltare la musica della scena di Memphis, sintonizzandosi sulle sue frequenze radio a tarda notte. Ricordi che hanno ispirato la cantante quando ha deciso di tornare in città, alla ricerca della magia del blues, del r&b e dei classici del soul.

La scaletta del concerto prevede i brani «Thrill is Gone» di B.B. King, «Going Down Slow» di Bobby Blue Bland, «Try a Little Tenderness» di Otis Redding, «Can’t Get Next to You» di Al Green, «I Can’t Stand the Rain» di Ann Peebles e «Why? (Am I Treated So Bad)» delle Staple Singers, concludendo nel bis una strepitosa versione di “Respect”   che ha visto il pubblico scatenarsi sottopalco per applaudire, cantare e ballare con il suo mito di sempre.

Il secondo set della serata è affidato, come da programma, agli Incognito uno tra i più importanti progetti e gruppi di acid-jazz al mondo. Nati in Inghilterra nel 1976 dalla volontà di Jean- Paul “Bluey” Maunick, sono una formazione in continuo mutamento, proprio come la loro musica. 15 album in studio in oltre 30 anni di carriera. La fluidità nelle composizioni è un elemento caratterizzante del percorso degli Incognito, tuttavia questo non ha mai pregiudicato il loro stile musicale ben definito che spazia dal soul al funk fino all’r&b.

I successi dei primi anni Duemila vengono confermati nel 2010 dalla pubblicazione di Live in London: the 30th Anniversary Concert e Transatlantic R.P.M. arricchito dalle performance di artisti come Chaka Khan e Mario Biondi. Nel 2012 gli Incognito pubblicano “Surreal”, seguito da “Amplified Soul” (2014), “In Search of Better Days” (2016) e dal loro ultimo lavoro “Tomorrow’s New Dream” (2019), come sempre un album di immersione nell’acid jazz e con i contributi di numerosi musicisti e cantanti.

In questa strepitosa esibizione all’Arena il loro leader ha personalmente presentato il nuovo elemento della band che li sta seguendo nel loro tour, straordinario musicista Lorenzo Campese che ha saputo conquistare non solo la band ma anche tutto il pubblico presente con il suo straordinario talento.

Momento emozionante anche l’omaggio che il leader del gruppo ha voluto fare ad uno dei musicisti/autori da lui amatissimo come Pino Daniele, invitando sul palco una giovane ma bravissima cantante Roberta Gentile che si è esibita in una meravigliosa interpretazione di “Che c’è di male”.

Concludiamo questo racconto della musica di Umbria jazz con altri due concerti meravigliosi in programma mercoledì 13 luglio.

Il Teatro Morlacchi ha ospitato uno delle voci da sempre protagoniste assolute di numerose edizioni sia di Umbria Jazz a Perugia che dell’edizione winter ad Orvieto: Kurt Elling.

Kurt Elling, autentica superstar della voce Jazz porta ad Umbria jazz il  suo nuovo progetto. Dopo essersi aggiudicato il secondo GRAMMY Award (e la 14ma nomination) nel marzo 2021, il sempre mutevole e carismatico Kurt Elling stupisce tutti con l’innovativo SuperBlue: un soprendente mix di funk, jazz, beats indelebili e testi memorabili che vanta la presenza del produttore e chitarrista Charlie Hunter.
Un album totalmente innovativo per Kurt Elling, sia nello stile che nel processo di registrazione, avvenuta a distanza e in più riprese a causa delle restrizioni per gli spostamenti nel periodo COVID-19. Il risultato è un disco come non ne aveva mai fatti, in cui il baritono di Elling si sposa con i grooves della sezione ritmica e con la chitarra di Hunter, e oltre a brani completamente originali trova il modo di inserire omaggi alla poesia di Jack Keruac e della beat generation, a Wayne Shorter e Freddie Hubbard, cover di Tom Waits e una reinterpretazione di The Seed di Cody ChestnuTT.

La serata all’Arena Santa Giuliana è tutta all’insegna della musica jazz/pop elettronica. Decidiamo di seguire solo il primo concerto previsto in programma di “The Comet is coming” per poter ascoltare e fotografare gli artisti che ogni giorno sia nelle sessioni mattiniere che quelle serali si esibiscono sui palchi allestiti nelle tre piazze principali della città dedicate alla musica.

The Comet is Coming è un viaggio galattico alla scoperta della musica di un nuovo mondo. I tre musicisti londinesi Shabaka Hutchings (Sons of Kemet, Shabaka & The Ancestors, Melt Yourself Down), Danalogue e Betamax (Soccer96) hanno creato una trama linguistica e musicale che mette insieme i codici espressivi di Sun Ra, Frank Zappa e Jimi Hendrix. Il loro ultimo album “The Afterlife” è uno dei migliori lavori degli ultimi anni secondo The Guardian.

The Comet Is Coming è il jazz del futuro, trasportato nel qui&ora. Jazz inteso non (solo) come serie di canoni di scrittura ed arrangiamento prestabiliti, ma anche e soprattutto come attitudine ad andare oltre, a rompere gli schemi, a parlare musicalmente con l’anima e a farlo abbracciando, di volta in volta, le   contemporanee. La loro poi più che musica diventa spesso vera e propria psichedelia : una esperienza sensoriale fatta di coraggiose scelte armoniche e di una violenta, trascinante, sciamanica forza ritmica .

Tutto il resto della serata e l’inizio della notte decidiamo di seguire, ai Giardini Carducci, i “Tuba Skynny” e gli “Hundertones”  vere rivelazioni di questa edizione 2022,  per tuffarci nella musica swing degli “Sticky bones” e del jazz di altissimo livello del Nico Gori Quarter composto da Nico Gori al clarinetto, Massimo Moriconi al contrabbasso, Ellade Bandini alla batteria e Lorenzo Hengeller al pianoforte.

Sempre desiderosi di musica nonostante ormai la notte inoltrata, come ogni sera, tappa obbligata delle notti perugine di Umbria Jazz, l’ascolto della musica della The Resident Band composta da Piero Odorici, al sax, Daniele Scannapieco al sax, Paolo Birro al piano, Aldo Zunino al contrabbasso, Anthony Pinciotti alla batteria che per tutta la durata del Festival si sono esibiti nel Chiostro di San Fiorenza in Via Della Viola animando le notti di Umbria Jazz prima con la loro musica e poi guidando delle emozionanti jam session che hanno visto sul palco allestito nel Chiostro sia alcuni dei talenti musicali del Festival come Dado Moroni, Mathias Picard, Pasquale Grasso con Samara Joy solo  alcuni nomi, ma anche studenti del Conservatorio di Perugia o delle Clinics della Barkley School che ogni anno permette a tanti giovani di tutto il mondo di ritrovarsi a Perugia e di studiare musica con i piu grandi talenti del jazz, giovani musicisti ospiti delle varie band ospiti delle piazze di Umbria Jazz, in una splendida atmosfera di condivisione  e di musica d’insieme che affascina da sempre gli appassionati jazz che ogni anno accorrono numerosissimi nel periodo del Festival nella città della Musica, Perugia, per antonomasia.

Nel terzo ed ultimo articolo vi racconteremo gli ultimi 4 gg di festival con tantissimi altri musicisti e artisti provenienti da tutto il mondo  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.