Recensione: Maurizio Capone & BungtBangt ospiti di “Campania Teatro Festival 2021”

di Annamaria De Crescenzo 
Foto: Mario Catuogno di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Sabato 19 giugno atmosfera adrenalinica per il tanto desiderato concerto di Maurizio Capone & BungtBangt all’Anfiteatro di Avella, concerto organizzato nell’ambito del Campania Teatro Festival che quest’anno presenta un ricchissimo programma composto da 150 eventi all’aperto e in sicurezza tra prosa, musica, mostre, letture, oltre a tante altre attività durante le varie giornate della rassegna.

Finanziato dalla Regione Campania ed organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival sotto la direzione artistica di Ruggero Cappuccio il Campania Teatro Festival è una vera e propria “rivoluzione artistica” in un momento storico difficilissimo nel quale abbiamo un bisogno incredibile di musica, teatro, cultura e arte.

Maurizio Capone & BungtBangt tornano sul palco, dopo un anno di forzato “esilio” dai live causa covid, in un concerto, che come nel loro stile, ha messo insieme l’energia incredibile e la forza coinvolgente della loro musica che è pura esplosione di gioia. Lo spettacolo guidato dalla sapiente regia di Raffaele Florio dal titolo “Come suona il caos è una vera e propria pièce musicale con i maggiori successi dello storico collettivo di musicisti eco-ambientalisti.

Lo stesso Maurizio Capone, leader della band, ha cosi sottolineato il loro ritorno sul palco: “Un ritorno alla vita, è questa la sensazione che abbiamo nel tornare a fare concerti. Non a caso si dice “suonare dal vivo”, e noi saremo vivi come non mai. Abbiamo lavorato tanto a questo nuovo concerto con l’obiettivo, e la speranza, di poter fare un lungo tour. Saranno due concerti nei quali vogliamo ritrovare il contatto tra le nostre canzoni e la nostra anima da performer concependoli come una festa dove tutti si potranno divertire in modo spensierato e consapevole. Vogliamo che il pubblico assista a qualcosa di unico che solo noi con le nostre caratteristiche possiamo creare. Sarà la nostra firma su un’estate di rinascita che auguriamo a tutta l’Italia ed all’intero pianeta!

Le emozioni scaturite da un concerto cosi particolare sono davvero difficili da raccontare, ad iniziare dalle emozioni di vedere il pubblico arrivare, piano piano, a riempire tutto lo spazio allestito all’interno dell’Anfiteatro di Avella, in pieno rispetto delle norme anticovid stabilite per i concerti all’aperto, fino all’arrivo sul palco della band capitanata da Maurizio Capone alla voce, percussaglie, scopa elettrica, Mr.Paradais scatolophon, basso da ponte e percussaglie, Maestro Zanella buatteria, Horus tubolophon, mazzimba e percussaglie. 

Maurizio Capone, napoletano di sangue e nel sangue, inizia la sua attività artistica negli anni ‘80 accostandosi al jazz militando nella formazione rock dei 666 pur collaborando con altri artisti, tra cui Pino Daniele (produttore del gruppo), Phil Manzanera, Eugenio Bennato, Tony Esposito, Roberto Murolo e Alan Sorrenti.

Nel 1993 con l’album “Capone” comincia la sua carriera da solista che lo porterà ad essere uno tra i musicisti più originali del panorama italiano, un creativo che produce musica in modo innovativo e scrive testi che toccano temi scottanti che a volte anticipano il sentire comune stimolando ancora oggi le nuove generazioni ad aprire la mente.

Da allora un percorso artistico di grande spessore e un impegno nel sociale unico nel suo genere, tanto da guadagnarsi da parte della critica il riconoscimento di artista “avanti rispetto ai tempi”, dando vita nei primi anni ‘90 al progetto “Sciarap”, una contaminazione fra ritmi e generi musicali africani, caraibici, afroamericani e partenopei.

Da sempre attento ai bisogni e alle emozioni delle varie anime e volti dell’essere umano, Maurizio riesce a fondere nella sua musica e grazie ai suoi amatissimi strumenti presi dalla vita quotidiana come bidoni, contenitori di plastica, barattoli di vetro, pentole,  scope e così via e rielaborati al punto tale da diventare dei veri e propri strumenti musicali riesce a dare vita a brani che sono dei veri e propri capolavori di quello che lui stesso definisce come “Junk music” o musica ecologica in quanto i loro strumenti sono realizzati con materiali riciclati e reinventati non solo grazie ad una creatività straordinaria ma anche a costo zero e nel pieno rispetto per l ‘ambiente.  

Tante le collaborazioni artistiche del gruppo a partire da Daniele Silvestri, i Negramaro, Edoardo Bennato, e tanti i dischi prodotti fino all’ultimo disco “Mozzarella Nigga” con ospiti illustri come il batterista afroamericano Don Moye dell’Art Ensamble of Chicago, Daniele Sepe, Gnut, Shaone de la Famiglia, Nelson, Dario Sansone dei Foja, Roberto Colella de La Maschera.

Recentemente, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente promossa dall’ONU, Capone&BungtBangt ha pubblicato il brano inedito “Io Sono…”, un singolo che riporta sulla scena discografica una delle band più originali del panorama musicale nazionale ed internazionale e che in sole tre settimane ha superato 600 mila streaming sulle piattaforme digitali.

L’arrivo sul palco della band anticipa l’idea che sarà una serata particolare, un vero e proprio evento da ricordare a lungo. I musicisti si presentano sul palco, uno alla volta, in una sorta di girotondo, iniziando dal primo inedito strumento assemblato  da  pezzi di colonne fecali suonati da una normalissima pantofola, e cambiandosi di posto via via ai vari strumenti posti sul palco, come la buatteria, composta da vari bidoni di plastica e non solo, alle percussaglie del “Rosso” sistemati tra gli altri strumenti su un vecchio tavolo da stiro di ferro, fino al “mondo” delle percussioni di Maurizio che mano mano presenterà al pubblico, cantando e suonando i vari brani previsti in scaletta del concerto stesso.

Maurizio Capone è un vero vulcano di energia, emozionatissimo all’inizio del concerto, dichiarando che dopo un anno di totale fermo dei live, sono i primi ad aver bisogno di tornare alla vita di sempre, fatta di serate, di incontri con il pubblico, di emozioni e si scatena con la voce, con gli strumenti, con le parole delle sue canzoni da sempre vicine alle realtà e ai volti più diversi delle emozioni del mondo , che toccano temi che vanno dalla denuncia sociale, ai temi della salvaguardia dell’ambiente, alla lotta contro il razzismo, contro le  diseguaglianze sociali e politiche del mondo. Tanti i brani suonati e cantanti con un’energia alla quale siamo soliti assistere ai loro concerti ma che stasera acquisiscono un valore ancora più forte e importante nelle emozioni del pubblico che li ascolta letteralmente conquistato dalla loro musica.

Brani come “Si te ne Vaje”, “White Black,” il “Ballo del PorPonPof” , insieme a due bellissime reinterpretazioni di brani famosi come “Prisencolinensinainciusol” portata al successo da Adriano Celentano e “Get up stand up” di Bob Marley  scatenano letteralmente  il pubblico ma anche gli stessi  musicisti sul palco che si esibiscono, in un insieme di ritmi pop/tribali misti ad un rap/reggae,  grazie a vari strumenti presi dalla vita quotidiana come il basso di Mr.Paradais che prende vita  dall’elaborazione di un semplice  pezzo di parquet, o come una cazzuola, dei barattoli di vetro, delle chiavi inglesi  o, appunto, la famosa scopa ormai da buttare via che nelle mani sapienti di Maurizio Capone si trasforma, come per una magia, in una particolarissima chitarra elettrica.

Le bellissime parole del brano “Mozzarella Nigga” ricordano a tutti l’importanza di non dimenticare che anche i nostri nonni o bisnonni, costretti ad emigrare dall’Italia verso l’America per miseria e scarsità di lavoro, furono derisi, oltraggiati, discriminati dagli americani che li accoglievano con diffidenza e ostilità (“e ora vogliamo fare anche noi lo stesso con coloro che arrivano dalla lontana Africa o dall’Asia?”) e la bellezza dell’ultimo brano “Io sono…. “ , pubblicato in occasione della “Giornata Mondiale   dell’ambiente” promossa dall’ONU e che in sole tre settimane ha superato le 600mila streaming sulle piattaforme digitali, scritto da Capone con la collaborazione di Lello Savonardo, è incentrato sull’importanza di sottolineare il contrasto tra “leggerezza/positività” e la “drammaticità’” del tema ambiente, con l’obiettivo di sensibilizzare tutti, soprattutto i più giovani, ad impegnarsi su questo tema cosi importante per il nostro futuro che vive risvolti drammatici. Il brano pubblicato dalla label italo americana Hammer Music ha anticipato la pubblicazione del sesto album della band che verrà pubblicato nel 2022.

Il concerto si conclude con il pubblico in piedi a ballare sulle note di “Io sono…” e sui ritmi reggae di Bob Marley in una sorta di unica, meravigliosa, magica festa della musica e del ritmo coinvolgente di un artista straordinario come Maurizio Capone e dei musicisti di Bungt Bangt.

Prossimo appuntamento di “Come suona il Caos” di Maurizio Capone & Bungt Bang, sempre inserito nel programma del Campania Teatro Festival 2021 (https://campaniateatrofestival.it/edizione-2021/)  il 24 giugno in  Piazza umberto I di Montesarchio (Bn).

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