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Recensione: Monty Alexander e El Comite’ Cuban Groove ospiti di Umbria Jazz Weekend

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Dopo un avvio di enorme successo dell’edizione Umbria Jazz Weekend iniziata giovedì 16 settembre con tutta la città di Terni in totale accoglienza degli artisti presenti in cartellone nei vari concerti programmati sia nei vari locali della città che si sono resi disponibili come l’Ecurie, il Pazzaglia, il Ristorante Piazzetta, il Fat Art Club, il Caffe del Corso, il Rendez Vous, il Mishima,  e la straordinaria location dell’Anfiteatro Romano con il suo main stage e il pre concerto serale negli spazi del Baravai Stage, venerdì 17 settembre il nostro arrivo ad Umbria Jazz è iniziato con lo straordinario concerto di Monty Alexander Trio seguito da quello di El Comité Cuban Groove.

Già dalle prime ore in città e dall’affettuosa accoglienza in sala stampa da parte di Cristiano Romano, addetto stampa di Umbria Jazz, e di tutto lo staff organizzativo, ci aveva dato la conferma della necessità sia degli organizzatori, staff, artisti che del pubblico stesso, di un necessario ritorno alla normalità dopo più di un anno di lontananza dai concerti live, dalle amicizie che si stringono sotto palco tra i fotografi, stampa, staff, e dal desiderio di viversi e assaporare ogni istante di questa bellissima atmosfera che solo un concerto jazz sa donare al proprio pubblico.

Umbria Jazz è un mondo a sé, un mondo di amicizie, di progetti, di persone che vivono di musica ma anche di arte, cultura, di scambio di esperienze musicali diverse perché provenienti da ambienti musicali diversi.

Umbria jazz è incontro, è vita, è passione, è non fermarsi mai di fronte alle difficoltà, è lavoro, è turismo per le città che ospitano le quattro rassegne che ogni anno si ripetono in altrettanti mesi dell’anno e che richiamano a Perugia, Orvieto e da qualche anno anche Terni migliaia di appassionati del Jazz che tornano ogni anno con un entusiasmo che solo frequentando un festival così ben organizzato si riesce a vivere.

E anche quest’anno nonostante le difficoltà organizzative legate appunto al periodo post covid con innumerevoli restrizioni che hanno messo a dura prova ma, ampiamente superata, gli organizzatori e lo staff sia direttivo che tecnico siamo stati entusiasti spettatori di una rassegna che, si può tranquillamente affermare, è stata un autentico successo.

Inoltre gli artisti invitati al Festival sono sempre delle straordinarie scoperte o delle meravigliose riconferme che il talento esiste e la fa da padrona ad Umbria Jazz.

La prima grande emozione del nostro “viaggio ” all’interno di Umbria Jazz weekend ci è stato dato proprio dal concerto serale all’Anfiteatro con Monty Alexander Trio composto da   Monty Alexander al pianoforte, Paul Berner al contrabbasso, Jason Brown alla batteria.

Monty Alexander è uno dei maggiori pianisti di tutta la storia del jazz, con in una carriera che dura da cinque decenni. Un artista di culto, che ancora oggi, gira il mondo senza sosta con vari progetti, deliziando un pubblico globale attratto dalla sua vibrante personalità e dal suo messaggio profondo.

 Calca le scene dal lontano 1958, ha inciso oltre 75 album a suo nome e la sua carriera è una collezione di successi internazionale inarrivabile. Lungo questa strada artistica, ha suonato e inciso con artisti provenienti da ogni angolo possibile dell’universo musicale: Frank Sinatra, Tony Bennett, Ray Brown, Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Clark Terry, Quincy Jones, Ernest Ranglin, Barbara Hendricks, Bill Cosby, Bobby McFerrin, Sly Dunbar e Robbie Shakespeare. Le origini giamaicane hanno lasciato una traccia inconfondibile di vivacità e solarità nel suo approccio musicale. “Il ritmo, il tempo sta sempre alla base delle composizioni che scrivo”, dice. “Quando suono il mio unico obiettivo è che la gente si senta bene e si diverta. Mi sento un ponte tra due culture, quella giamaicana e americana”.  Il suo jazz luminoso e spettacolare, a tratti travolgente, coniuga melodia e swing in una miscela cui è difficile resistere.

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Recensione: Giovanni Guidi ospite per la X Edizione del Live Tones

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Mercoledì 15 settembre un grande evento musicale ed emozionale al Maschio Angioino   organizzato dal Live Tones del pianista Giovanni Guidi. Un concerto speciale dedicato ad un uomo e manager e promotore di grandi eventi musicali scomparso nel dicembre 2019 dal titolo “Angeli e Demoni”.

Un bellissimo concerto che ha sancito anche i dieci anni di programmazione dell’Associazione Live Tones e non era possibile scegliere un’artista più sensibile e emozionale di Giovanni Guidi, astro ormai ampliamente emerso del jazz italiano ed internazionale che ha un’anima davvero speciale e una sensibilità musicale che è unica nel suo genere. Umbro di Foligno, suona il pianoforte sempre con grande ispirazione e trasporto, al punto tale che spesso, sul palco del cortile del Maschio Angioino, sembra la musica trasporti il suo corpo e allo stesso tempo il corpo detta una sorta di “guida e ispirazione” alla musica stessa.

Angeli e Demoni è un progetto ideato e composti da brani originali alternati a standard della tradizione jazz. Un vero capolavoro della musica nel quale si avverte dalla prima all’ultima nota che è un progetto ideato con le emozioni e l’amore di un figlio verso un padre meraviglioso in tutto, sia nei sentimenti che nel lavoro che amava intensamente e che svolgeva con il massimo della professionalità visto che rappresentava artisti di altissimo livello come Enrico Rava, Stefano Bollani solo per citarne alcuni dei tantissimi da lui rappresentati.

“Angeli e Demoni” non è un titolo casuale in quanto è un vero e proprio viaggio attraverso la musica dal paradiso all’inferno e viceversa tra un alternarsi di gioia e tristezza, emozione e condivisione.

Giovanni Guidi, innamoratissimo della nostra città, è stato presentato da Alberto Bruno Presidente dell’Associazione Live Tones, con parole di grandissimo orgoglio e di grande emozione e ha appunto potuto assaporare, nei suoi quattro giorni di permanenza in città, la bellezza della nostra città arrivando ad assaporare anche gli applausi e l’amore che il pubblico ha tributato alla sua musica durante tutto il concerto.

Nonostante l’emozione del concerto, Giovanni Guidi ha espresso tutto il tuo talento in brani meravigliosi come “Mama, Mama, mama” “Padres Guidi”, “Trilli Guidi”, “Azzurro”, concludendo con un applauditissimo bis con due bellissimi brani come “Moon River”, e “”You aint’t gonna Know me cause you think you Know me “.

L’emozione del jazz continua con il Live Tones con grandissime novità nei prossimi mesi che porteranno la bellissima musica di artisti meravigliosi nella nostra Città che ha bisogno di musica, di emozioni, e di cultura.

Recensione: Andrea Pennacchi ospite di Assisi Onlive

Recensione e foto di: Massimo Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Le luci sul pubblico si spengono. Entrano due musicisti, poi entra lui. Andrea Pennacchi.

Applausi. Saluta e poi subito dice:” chi di voi si ricorda del tanko?” … Silenzio. Qualcuno ha capito tango…e lui:” non il tango…il tanko!”

E da lì si parte.

Da quando appunto (8 maggio 1997) uno sparuto gruppo di indipendentisti veneti della “Veneta Serenissima Armata” partirono da Padova con un camper e un camion con a bordo un” tanko” (un carro armato residuato bellico) facendo rotta su Piazza San Marco per issare la bandiera con il leone alato simbolo della Repubblica di Venezia…

Accompagnato dalle musiche di Giorgio Gobbo e Gianluca Segato Andrea Pennacchi si trasforma nel pojana e ne ha per tutti.

Soprattutto per i politici, per Salvini e il suo mojito e la lega “traditrice”. Liga Veneta poi Lega Nord… (pur con quei caga-alto dei lombardi, gli ipocriti piemontesi, i teroni degli emiliani e dei friulani no che né parlemo gnanca.).

E poi ci sono anche Edo la security, Tonon il derattizzatore, Alvise il nero e altri personaggi che raccontano le storie del nordest.

Si ride. Si ride davvero. Fatico a tenere la macchina fotografica in mano.

L’ho seguito tutti i venerdì su Propaganda Live ma vedere quel suo ghigno dal vivo a pochi metri di distanza è stato sicuramente diverso.

Smetto di fare foto, mi siedo in fondo e mi godo lo spettacolo.

E pensare che Pennacchi avrebbe voluto fare il pilota aeronautico…che spreco sarebbe stato.

Recensione: Simone Cristicchi per Assisi Onlive

Recensione e foto di: Massimo Radicchi (www.massimoradicchi.it)

«Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo…”

Esiste un legame, oramai quasi indissolubile fra il cantautore e Francesco da Assisi. Un percorso spirituale che passa per due tappe fondamentali, il Kosovo e l’Umbria.

E proprio qua in Umbria, Simone Cristicchi, al Teatro Liryck di Assisi, si è esibito in un concerto davvero bellissimo.

Abbi cura di me, raccoglie 20 anni della sua musica.

Tra parti parlate, recitate (com’è ne suo stile) e pezzi cantati, il cantautore ha incantato un pubblico che ha seguito il concerto in un silenzio ieratico, quasi irreale.

Solo il vento, fa da cornice alla sua splendida musica…e solo alla fine delle parole, un applauso. Come in un concerto di musica classica.

Bellissimo.

Fotografandolo ho colto nelle sue espressioni…nella sua mimica e prossemica, un “senso” di qualcosa di profondo che va al di là della musica.

Il finale del concerto è con il XXIII canto del Paradiso di Dante. Da pelle d’oca.

Quando la musica supera sé stessa e va oltre. Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo…

Recensione: Max Gazze’ – la Matematica dei Rami Tour

Recensione e foto di : Emanuele Pontani

      

Ad aprire il concerto, nel “Parco Vulcanologico” a San Venanzo, è la giovanissima cantautrice napoletana Greta Zuccoli, con cui l’artista romano ha inciso il singolo “Il vero amore”, brano che ha allietato molte delle calde giornate della passata estate italiana.

Subito dopo la sua esibizione le luci si riaccendono sul palco per presentare “La Matematica dei Rami”: tour di presentazione del nuovo album di Max Gazzè. L’artista romano ed il suo “fedele basso” sono accompagnati da: Corrado Micalizi alla batteria, Max Dedo ai fiati e alla chitarra acustica, Clemente Ferrari alle tastiere e Daniele Fiaschi alle chitarre elettriche. Dopo l’apertura con “Etereo” l’artista prosegue con la presentazione del suo nuovo album, la sue dita strapazzano le corde del basso e delle tante chitarre (che cambia di continuo durante tutta la serata) alternando nuovi brani come “Il Farmacista”, “Vero Amore”, “L’animale guida” ad hit di più vecchio successo.

Non manca di salutare e ringraziare gli amici Niccolò Fabi e Daniele Sivlestri, suonando alcuni tra i suoi pezzi più famosi tra cui “Vento d’estate” e “Il solito sesso”.

Il picco emotivo della serata arriva quando Gazzè rende omaggio ad uno dei maestri della musica italiana: Franco Battiato. Con la voce provata ed emozione fortissima, Max e la sua band propongono un’intensa e suggestiva versione di “Un’altra vita”.

A ristabilire i ritmi propri della band ci pensa “La Favola di Adamo ed Eva” dove uno dopo l’altro tutti i musicisti si esibiscono in un lungo mix di assoli ed improvvisazioni.

Brano dopo brano, il concerto si avvia alla fine…ancora qualche canzone e Max saluta. Ma la sua espressione non è “sincera”. Traspare la voglia di continuare! E allora ecco i bis… sembra quasi un altro concerto.

Si susseguono diversi dei suoi brani più storici: “L’uomo più furbo”, “La vita com’è”, “Vento d’estate” e poi la bomba … “Una musica può fare”. Suonata a tutto volume ed accompagnata non solo dal sorriso di tutti gli artisti, ma anche dal pubblico che, abbandonata per cinque minuti la compostezza dettata dalle regole del periodo, senza troppa confusione, si concede una chiusura con una gioiosa e liberatoria ballata.

Recensione: UnknowN ospiti del Circolo Velico Vela Viva di Vindicio

Recensione a cura di Clementina Abbamondi 

Stasera 20 agosto 2021 presso il Circolo Velico Vela Viva di Vindicio si è esibito l’”UNKNOWN” trio formato da Gianluca Manfredonia al vibrafono e synths, Paolo Zamuner rhodes e synths e Simone Pannozzo alla batteria.

Questo progetto è nato meno di un mese fa e Gianluca Manfredonia dice “il nome del trio “UNKNOWN” è stato scelto sia perché i membri del gruppo non si conoscevano prima sia perché il progetto racchiude il lato più nascosto e meno conosciuto dei tre musicisti. È stato un incontro casuale non avevamo mai suonato e collaborato insieme, per ora ci stiamo conoscendo musicalmente esplorando sonorità e setup sempre nuovi. Questo concerto è composto sia di brani inediti sia di riletture di standards della tradizione pop e jazz.”

 Gianluca Manfredonia si è diplomato presso il Conservatorio di Latina, nasce come musicista classico e ha studiato strumenti prettamente da orchestra quali vibrafono e marimba. La passione per la batteria e la strumentazione elettronica ha dato vita al progetto “Piovra Project”. Gianluca riesce a suonare contemporaneamente un set particolarissimo di strumenti composto da batteria acustica e elettronica, sintetizzatori, pedali, minimoog e ipad tanto da far pensare ad una piovra che riesce ad azionare contemporaneamente tutti gli strumenti. Proprio da questo progetto nasce il suo CD “Anunreal Life” moderno e autentico perché fedele alla passione e alle emozioni del suo autore. Il mese scorso Gianluca Manfredonia ha registrato con i “Brew 4et” composto da Gianluca Manfredonia al vibrafono, Luca Varavallo al contrabbasso e Alex Perrone alla batteria, Giuseppe Giroffi al sax il primo disco di inediti, che uscirà con l’etichetta “Alfa Music”.

Gianluca è stato in Cina per ben 4 tournée con l’Orchestra Italiana del Cinema, musicando dal vivo con un’orchestra di più di 80 elementi una serie di film “Harry Potter”,” il Gladiatore”.

Con il “Brew 4et” ha partecipato al Contest organizzato dal “Val d’Angri jazz” ricevendo dalla giuria il premio come miglior musicista.

 Paolo Zamuner che condivide con Gianluca Manfredonia questo progetto “UNKNOWN TRIO”si approccia molto presto allo studio del pianoforte e si appassiona alla musica d’improvvisazione studiando con la jazzista americana Carmel Rossini, suona in diverse formazioni e dopo aver conseguito la laurea triennale in musica jazz col massimo dei voti si perfeziona presso l’Accademia “Siena Jazz”, Ha partecipato a numerosi concerti sia in Italia sia all’ Estero e ha all’attivo un Cd  con la formazione “Convergenze Parallele” dal titolo “Chi tene o’mare”.

 Simone Pannozzo laureatosi in batteria presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma dirige un corso online di batteria con l’ Accademia di batteria”.

 Il concerto presso il Centro Velico Vela Viva di Vindicio  prende il via con la presentazione del trio da parte del pianista Paolo Zamuner che dice “Visto che abbiamo una formazione inusuale, abbiamo voluto con questo progetto fare un viaggio attraverso il suono di vari generi musicali sempre però con un’impronta jazz. I brani che si susseguono sono “Mo’ better blues” suonata nel 1990 da Brandford Marsalis e colonna sonora del film di Spike Lee, Footprints di Wayne Shorter, il bellissimo standard “On green dolphin street” interpretato magistralmente da Miles Davis, “avenue un brano originale di Paolo Zamuner,” Well you needn’t “di Thelonius Monk e l’intramontabile “Immagine” di John Lennon.

Splendida la scelta dei brani e l’esecuzione del trio che è riuscita grazie agli arrangiamenti originali con l’uso del synth e vari sistemi elettronici a rendere i vari brani unici e particolari sempre nel rispetto della melodia e della tradizione. I tre musicisti riescono a dialogare con i loro strumenti creando un perfetto interplay.

 Questo progetto conferma la poliedricità di Gianluca Manfredonia che ha ricevuto meritatamente i complimenti del Sindaco di Castelforte paese nativo del musicista per il suo grande talento che ha conquistato con passione, impegno e sacrificio.

Recensione: Jazz Up Festival al Teatro San Leonardo di viterbo

 Il 16° JazzUp Festival organizzato dall’Associazione Musica e Territorio, direttore artistico Giancarlo Necciari e direttori organizzativi Vaniel Maestosi e Glauco Almonte si è svolto nel Teatro San Leonardo di Viterbo dal 5 al 10 agosto 2021.

Giancarlo Necciari, direttore artistico dell’evento ha sottolineato come gli ultimi due anni, a causa della pandemia sono stati terribili sia dal punto di vista umano che lavorativo, Il settore degli eventi dal vivo è rimasto completamente paralizzato.

Questa 16° Edizione è stata organizzata in pochissimo tempo e con mille incertezze, anche per la riduzione di fondi dovuta alla crisi che ha colpito sia il pubblico sia il privato. Giancarlo Necciari, durante le sei serate di concerti ha detto rivolgendosi al pubblico presente in sala “Teniamo molto alla vostra vicinanza anche spirituale, il JazzUp festival è una realtà affermata nel territorio dove cerchiamo di incentivare con i nostri eventi sia il turismo sia la diffusione della cultura nel nostro territorio la Tuscia di cui Viterbo è la capitale. C’è una grande volontà di far crescere questo territorio dal punto di vista culturale e musicale “.

Le serate hanno ospitato concerti di musicisti di grandissimo talento a livello nazionale ed internazionale e anche artisti emergenti che hanno presentato progetti molto interessanti. Dice ancora Giancarlo Necciari “Ringrazio il Comune di Viterbo nella persona del sindaco Giovanni Arena e l’Assessorato alla Cultura per il grande impegno e appoggio all’organizzazione di questo Festival e un ringraziamento speciale va ai direttori organizzativi Vaniel Maestosi e Glauco Almonte che hanno sempre profuso la loro grande correttezza e professionalità, il ringraziamento viene esteso anche agli Sponsor e ai Partners che continuano a credere e appoggiare questo Festival”.

Dice ancora Necciari “Abbiamo provato ad organizzare un’Edizione di “ripartenza” del JazzUp Festival perché continuare ad esserci vuol significare sperare di poter tornare a splendere nel 2022. Il Festival si è svolto in presenza e ad ingresso gratuito presso il Teatro San Leonardo di Viterbo rispettando tutte le norme di prevenzione sanitarie Covid 19, mascherine, distanziamento e green pass”.

La prima giornata del Festival ha portato sul palco del Teatro San Leonardo un progetto di Rosario Giuliani al sax contralto e soprano e Luciano Biondini alla fisarmonica “Cinema Italia” un omaggio al grande cinema italiano che ha riproposto alcune tra le più belle colonne sonore tra cui “C’era una volta in America”, “Nuovo Cinema Paradiso”,”8 e mezzo”, firmati dai grandissimi compositori Nino Rota e Ennio Morricone e accanto a questi brani i due musicisti hanno presentato alcuni brani originali che hanno evidenziato la grandissima professionalità ,il loro indiscusso talento e la perfetta intesa.

 Il  secondo concerto ha visto sul palco il quartetto del contrabbassista Luca Necciari che ha presentato il “Progetto Italiano” che ripropone dei brani di cantautori italiani tra i quali Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti,Pino Daniele, riarrangiati in chiave jazz. Il quartetto oltre a Luca Necciari al contrabbasso ha visto sul palco Claudio Giannini alla batteria, Alessandro Bravo al pianoforte come featuring al sax soprano Stefano Cocco Cantini, uno dei maggiori sopranisti a livello internazionale. Perfetta l’intesa tra i musicisti e stupendi gli assoli che hanno impreziosito il concerto e rilevato la grande professionalità e l’indiscusso talento dei singoli musicisti.

Una rivelazione è stato il terzo concerto che ha visto Nino Bonocore, artista che ha scritto negli anni ’80 pagine importanti della musica leggera italiana in un nuovo progetto nel quale ha riproposto e riarrangiato alcuni brani della sua produzione come “Scrivimi”,” Rosanna”,” sabato domenica e lunedì “, in chiave jazz.  Ad accompagnarlo Antonio Fresa al piano, Antonio De Luise al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria.

 Il quarto concerto è stato quello del trio del pianista romano Felice Tazzini accompagnato da Francesco Pierotti al contrabbasso e Francesco De Rubeis alla batteria e come featuring il sassofonista Max Ionata. Il programma presentato dal trio ha spaziato da brani della tradizione sino a brani più moderni. Il sax di Max Ionata ha regalato con i suoi assoli dei momenti preziosi ed inconfondibili che ancora una volta hanno rivelato il suo indiscusso talento.

Gli ultimi due concerti del 9 e 10 agosto hanno ospitato due progetti firmati da giovani talenti emergenti.  Il 9 agosto si è esibito il gruppo “Pop Vibe Trio” firmato da Serena Cecchi alla voce, Alessio Micheli al sax e Amedeo Cerasoli alla chitarra. Serena Cecchi presentando il gruppo ha sottolineato che, pur provenendo da diversi indirizzi musicali i tre musicisti avevano deciso di fondere le varie esperienze musicali per creare un progetto nuovo ed originale. Bellissima la voce di Serena Cecchi limpida e potente, La cantante ha riproposto dei brani indimenticabili “Vita “di Lucio Dalla, “Over the Rainbow” e tanti altri interpretandoli con grande personalità e presenza scenica. Bravissimi sia il chitarrista Andrea Cerasoli che ha reso speciali le sue performance con l’uso della “loop station” sia il sassofonista Alessio Micheli con i suoi splendidi assoli. Riproposti dal trio anche brani di Rihanna, Alanis Morissette, Tracy Chapman sempre ricreando nuove sonorità, rielaborando le melodie più famose pop, e standard jazz.

Il Festival si è concluso martedì 10 agosto con la band di musica elettroacustica “Kodex”,formata da Donatello D’Attoma ,keyboards&pianoforte, Massimo Bonucelli elettronics e Simone Memè visual che ha voluto omaggiare il grande regista “John Carpenter” riproponendo alcune delle colonne sonore dei suoi film più famosi ,”Halloween”,”La notte delle streghe “,”Fuga da New York”.Una performance di musica e immagini con improvvisazioni in tempo reale che hanno conquistato gli spettatori.

Giancarlo Necciari ha detto alla fine di questi sei concerti “Spero che questo Festival organizzato con grande passione, nonostante le innumerevoli difficoltà possa decretare la fine di un lungo periodo nel quale siamo stati privati della musica dal vivo elemento indispensabile per la nostra crescita interiore”.

Recensione: Roberto Vecchioni al Festival di Cervo: Musica & Parole

Recensione e Foto di Vittorio Santi

Nello scrigno della piazza dei Corallini anche questa sera si vive di magia.

L’appuntamento del 6 Agosto con Il Prof. Vecchioni non delude.

Distanziamento sanificazione e attese per recepire le nuove misure anti Covid non hanno impedito al pubblico di riempire tutti i posti a disposizione, anche sul sagrato davanti alla chiesa.

Da menzionare anche l’impegno e la grande professionalità degli Organizzatori nel gestire l’uscita del pubblico al termine della serata.

La serata inserita nel programma del 58° Festival è stata organizzata con la collaborazione del Club Tenco ha avuto come preludio una veloce ma significativa intervista da parte degli studenti del Liceo Vieusseux di Imperia a Roberto Vecchioni.

“La musica è un fatto istintivo “è il messaggio che ha voluto far arrivare ai giovani studenti.

Poi è iniziato il concerto; la sua voce e la chitarra sapientemente orchestrata da Massimo Germini ci hanno tenuto compagnia per più di 90 minuti.

Ha ripercorso molti dei suoi successi ma anche, molte canzoni conosciute perlopiù dai cultori della sua musica: insomma il Prof a 78 anni ancora riesce ad incantare ed attrarre.

Tra aneddoti e parole e anche qualche momento ludico, i testi e la musica che hanno certamente segnato momenti di vita di noi tutti, sono risuonate tra le antiche mura di questo paese affacciato sul mare.

Al termine del concerto quando le luci si sono spente, il pubblico è scivolato via nelle strette viuzze del paese, ho avuto modo di scambiare due parole con lui: la semplicità fatta a persona, la sensibilità che non è mai venuta meno in questi anni, come quando mi è stato chiesto: “ma ..Genova..il Ponte”

Recensione: Manu Chao a Verghereto ospite della rassegna Dante Trail

Recensione e Foto di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Sveglia presto, si riparte. Un nuovo concerto.

Questa volta non sono solo, due miei cari amici vengono con me, loro in veste di pubblico pagante e io come fotografo.

Un’ora di macchina tra le curve, in mezzo alla natura, in mezzo ai boschi.

Arriviamo alle Balze di Verghereto, parcheggiamo la macchina.

Voi penserete :”sono arrivati, parcheggiano e si godono il concerto…”.

Beh…non proprio.Tre percorsi diversi…inferno, purgatorio e paradiso.

Pensate a Dante? E fate bene, perché nella valle del Savio, lui passo’ e stazionò. I

l festival organizzato da Retropop Live si chiama Dante Trail, rifacendosi proprio al sommo poeta e alla più Divina delle opere mai scritte.

Il percorso Infernale richiede 4 ore di camminata circa

Difficoltà alta.

Il purgatorio richiede circa 1h e 40 minuti con salite però di tutto rispetto. Difficoltà media.

Il terzo ed ultimo percorso ( Paradiso) richiede circa 1h e 20 minuti e una difficoltà medio-bassa.

Scelgo il purgatorio. Non è infin dei conti la vera  condizione del genere umano?

Si parte dal paesino e si sale.Proviamo immediatamente a rompere il fiato ma subito una ripida salita ci mette un po’ in difficoltà.

Ho 30 kg sulle spalle. Simone va veloce e fa da traino, poi nel giro di 20 minuti, il nostro sherpa (Gigi) ci sorpassa entrambi e crea il vuoto. Non lo vedremo più per 40 minuti.

Andiamo avanti di buon passo…prima dell’ultima salita ricompare Gigi di corsa.

Io ho la lingua di fuori, fa freddo , ho messo una maglia. Simone in maniche corte.

Gigi a petto nudo.Eroe.

Finalmente scorgiamo delle figure Dantesche di giallo vestite (gli steward) .

Prima selezione, biglietti e accrediti. Altri 100 metri, altra velocissima fila (passo subito, poiché accreditato) e siamo dentro. O meglio…fuori.

Di fronte un mare d’erba…una quercia in mezzo al prato…Piccolo,piccolo ,piccolo un palchetto. Più che un palco, sembra una scrivania.

Il vento si fa sempre più forte…ci porta quasi via. Sembra piovere, invece no.

Teli…tappeti…zaini…birra ,vino e piadine. Mi piazzo vicino alla console.

La gente continua ad arrivare dai vari percorsi.

Il clima è di festa.L’odore è inconfondibile e non mi riferisco a quello delle piadine.

L’unico green pass richiesto è quello della natura. Della natura che si fonde con la musica…

In lontananza vedo del movimento mi avvicino , penso:”e’ lui!”.

Cazzo no. È Biagio Antonacci ( venuto anche lui a godersi il concerto ).

Saluti, selfie con gli astanti. Me ne ritorno al mio posto.

Concerto ritardato di due ore causa vento che nella notte ha divelto bar , palco e tutto quello che si poteva portare via.

Dopo circa un’ora, ancora una volta vedo movimento…ricorro la’. Stavolta è lui.

Inconfondibile.Con il suo cappellino.

Saluta tutti come farebbe un vecchio amico arrivato in ritardo ad una festa.

Sale sul palco, la gente non si tiene più…la sicurezza ha le sue difficoltà.

Le mille anime che hanno attraversato inferno, purgatorio e paradiso lo aspettavano da 4 ore.

Mille anime ed un clandestino.

Che il concerto abbia inizio.

Il vento va, il vento viene.

Un concerto strepitoso.

Quando ho la fortuna di assistere a questi spettacoli penso che

il mio sia il lavoro più bello del mondo.

I miei amici si divertono ed io con loro. Le ragazze dietro di me ballano per due ore e mi chiedono foto.

Il tempo si è fermato.

A nessuno è dato sapere cosa ci accadrà domani…perché la vida es una tombola.

Manu Chao dopo Dante è passato di lì.

Verghereto 5 agosto 2021.

Recensione: Walter Ricci in “Stories” feat Stefano Di Battista

di Annamaria  De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Ennesimo successo di pubblico per il concerto organizzato, giovedi 5 agosto, dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano, nell’ambito dell’intensa programmazione estiva musicale e teatrale in scena negli spazi all’aperto dell’Agora’ Scarlatti al Vomero, di una delle voci piu’ rappresentative del panorama musicale italiano Walter Ricci che ha presentato il suo ultimo album “Stories“.

Walter Ricci é cresciuto sempre in ambienti musicali grazie al padre musicista che lo ha formato all’ascolto di ogni genere musicale anche se, fin da giovanissimo, è stato il jazz a incuriosirlo ed appassionarlo, dallo swing al bebop sino al contemporany jazz. In pochissimi anni è riuscito a conquistarsi i palchi dei jazz club più ambiti a livello nazionale ed internazionali e collaborare con musicisti affermati e di rinomata esperienza.
Uno dei primi “trampolini di lancio” importanti è stata la vittoria nel 2006 al “Premio Nazionale Massimo Urbani” durante il quale incontrò Fabrizio Bosso che spesso lo ha voluto con sè nei suoi concerti e che lo ha sostenuto anche negli anni a seguire partecipando a numerosi progetti di Walter Ricci.
Altro importantissimo incontro per la sua carriera è stato con Stefano Di Battista con il quale si é esibito in Italia e all’estero, in Francia, Spagna e Svizzera soprattutto e non a caso è stata la guest star del concerto dell’Agorà dando vita ad una serata di bellissima musica e di grande testimonianza di amicizia e di stima professionale tra i due artisti italiani.
Molte le collaborazioni e gli incontri che hanno contribuito alla sua carriera artistica come l’incontro con Pippo Baudo che lo invitò come vocalist dell’orchestra della Rai per Domenica In del 2009/2010 permettendogli di duettare con artisti di fama internazionale tra i quali Michael Buble’ e Mario Biondi, con il quale collabora ad un suo disco e partecipa al suo tour di quell’anno.
Da tali esperienze, come quella delle varie partecipazioni a prestigiose rassegne e festival internazionali come “Monk Competition” di Los Angeles e “New Wave Contest” in Russia dove si aggiudica il primo posto, e la partecipazione al progetto di Dede Ceccarelli dedicato a West Side Story del quale è la voce, gli fanno acquisire un notevole bagaglio di esperienza che lo rendono capace di diventare una delle voci più interessanti del panorama musicali e di gestire con sicurezza e competenza il palco tanto da essere considerato, a giusta ragione, uno dei naturali eredi dei più famosi crooner del mondo come Michael Bublé, Frank Sinatra solo per citarne alcuni.


Ma Walter Ricci non è solo “voce”, negli anni ha imparato a suonare il piano e soprattutto comporre dei bellissimi brani non solo per il suo repertorio artistico ma anche per musicisti importanti come Antonio Faraò per il quale ha scritto due brani “News from …” e “Through the Day” prsenti nel disco “Eklektik”, e si è esibito in concerti di successo sia con formazioni proprie che in collaborazione con artisti di chiara fama, riuscendo a creare uno stile personale che spazia dal jazz al pop con grande eleganza e talento.

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