Recensione: Jazz Up Festival al Teatro San Leonardo di viterbo

 Il 16° JazzUp Festival organizzato dall’Associazione Musica e Territorio, direttore artistico Giancarlo Necciari e direttori organizzativi Vaniel Maestosi e Glauco Almonte si è svolto nel Teatro San Leonardo di Viterbo dal 5 al 10 agosto 2021.

Giancarlo Necciari, direttore artistico dell’evento ha sottolineato come gli ultimi due anni, a causa della pandemia sono stati terribili sia dal punto di vista umano che lavorativo, Il settore degli eventi dal vivo è rimasto completamente paralizzato.

Questa 16° Edizione è stata organizzata in pochissimo tempo e con mille incertezze, anche per la riduzione di fondi dovuta alla crisi che ha colpito sia il pubblico sia il privato. Giancarlo Necciari, durante le sei serate di concerti ha detto rivolgendosi al pubblico presente in sala “Teniamo molto alla vostra vicinanza anche spirituale, il JazzUp festival è una realtà affermata nel territorio dove cerchiamo di incentivare con i nostri eventi sia il turismo sia la diffusione della cultura nel nostro territorio la Tuscia di cui Viterbo è la capitale. C’è una grande volontà di far crescere questo territorio dal punto di vista culturale e musicale “.

Le serate hanno ospitato concerti di musicisti di grandissimo talento a livello nazionale ed internazionale e anche artisti emergenti che hanno presentato progetti molto interessanti. Dice ancora Giancarlo Necciari “Ringrazio il Comune di Viterbo nella persona del sindaco Giovanni Arena e l’Assessorato alla Cultura per il grande impegno e appoggio all’organizzazione di questo Festival e un ringraziamento speciale va ai direttori organizzativi Vaniel Maestosi e Glauco Almonte che hanno sempre profuso la loro grande correttezza e professionalità, il ringraziamento viene esteso anche agli Sponsor e ai Partners che continuano a credere e appoggiare questo Festival”.

Dice ancora Necciari “Abbiamo provato ad organizzare un’Edizione di “ripartenza” del JazzUp Festival perché continuare ad esserci vuol significare sperare di poter tornare a splendere nel 2022. Il Festival si è svolto in presenza e ad ingresso gratuito presso il Teatro San Leonardo di Viterbo rispettando tutte le norme di prevenzione sanitarie Covid 19, mascherine, distanziamento e green pass”.

La prima giornata del Festival ha portato sul palco del Teatro San Leonardo un progetto di Rosario Giuliani al sax contralto e soprano e Luciano Biondini alla fisarmonica “Cinema Italia” un omaggio al grande cinema italiano che ha riproposto alcune tra le più belle colonne sonore tra cui “C’era una volta in America”, “Nuovo Cinema Paradiso”,”8 e mezzo”, firmati dai grandissimi compositori Nino Rota e Ennio Morricone e accanto a questi brani i due musicisti hanno presentato alcuni brani originali che hanno evidenziato la grandissima professionalità ,il loro indiscusso talento e la perfetta intesa.

 Il  secondo concerto ha visto sul palco il quartetto del contrabbassista Luca Necciari che ha presentato il “Progetto Italiano” che ripropone dei brani di cantautori italiani tra i quali Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti,Pino Daniele, riarrangiati in chiave jazz. Il quartetto oltre a Luca Necciari al contrabbasso ha visto sul palco Claudio Giannini alla batteria, Alessandro Bravo al pianoforte come featuring al sax soprano Stefano Cocco Cantini, uno dei maggiori sopranisti a livello internazionale. Perfetta l’intesa tra i musicisti e stupendi gli assoli che hanno impreziosito il concerto e rilevato la grande professionalità e l’indiscusso talento dei singoli musicisti.

Una rivelazione è stato il terzo concerto che ha visto Nino Bonocore, artista che ha scritto negli anni ’80 pagine importanti della musica leggera italiana in un nuovo progetto nel quale ha riproposto e riarrangiato alcuni brani della sua produzione come “Scrivimi”,” Rosanna”,” sabato domenica e lunedì “, in chiave jazz.  Ad accompagnarlo Antonio Fresa al piano, Antonio De Luise al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria.

 Il quarto concerto è stato quello del trio del pianista romano Felice Tazzini accompagnato da Francesco Pierotti al contrabbasso e Francesco De Rubeis alla batteria e come featuring il sassofonista Max Ionata. Il programma presentato dal trio ha spaziato da brani della tradizione sino a brani più moderni. Il sax di Max Ionata ha regalato con i suoi assoli dei momenti preziosi ed inconfondibili che ancora una volta hanno rivelato il suo indiscusso talento.

Gli ultimi due concerti del 9 e 10 agosto hanno ospitato due progetti firmati da giovani talenti emergenti.  Il 9 agosto si è esibito il gruppo “Pop Vibe Trio” firmato da Serena Cecchi alla voce, Alessio Micheli al sax e Amedeo Cerasoli alla chitarra. Serena Cecchi presentando il gruppo ha sottolineato che, pur provenendo da diversi indirizzi musicali i tre musicisti avevano deciso di fondere le varie esperienze musicali per creare un progetto nuovo ed originale. Bellissima la voce di Serena Cecchi limpida e potente, La cantante ha riproposto dei brani indimenticabili “Vita “di Lucio Dalla, “Over the Rainbow” e tanti altri interpretandoli con grande personalità e presenza scenica. Bravissimi sia il chitarrista Andrea Cerasoli che ha reso speciali le sue performance con l’uso della “loop station” sia il sassofonista Alessio Micheli con i suoi splendidi assoli. Riproposti dal trio anche brani di Rihanna, Alanis Morissette, Tracy Chapman sempre ricreando nuove sonorità, rielaborando le melodie più famose pop, e standard jazz.

Il Festival si è concluso martedì 10 agosto con la band di musica elettroacustica “Kodex”,formata da Donatello D’Attoma ,keyboards&pianoforte, Massimo Bonucelli elettronics e Simone Memè visual che ha voluto omaggiare il grande regista “John Carpenter” riproponendo alcune delle colonne sonore dei suoi film più famosi ,”Halloween”,”La notte delle streghe “,”Fuga da New York”.Una performance di musica e immagini con improvvisazioni in tempo reale che hanno conquistato gli spettatori.

Giancarlo Necciari ha detto alla fine di questi sei concerti “Spero che questo Festival organizzato con grande passione, nonostante le innumerevoli difficoltà possa decretare la fine di un lungo periodo nel quale siamo stati privati della musica dal vivo elemento indispensabile per la nostra crescita interiore”.

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