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Recensione: Raiz e Radicanto chiudono la XXVII Edizione di Ethnos

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

La conclusione della XXVII edizione di Ethnos il festival internazionale della world music ideato e diretto da Gigi Di luca quest’anno è stata affidata alla bellezza poetica della musica di Raiz e Radicanto in scena il 3 novembre alle Fonderie di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano (NA).

Anche quest’anno, come da sempre d’altronde, Gigi Di Luca ha presentato al pubblico che segue il Festival concerti di rara bellezza artistica ospitando artistici provenienti da Cuba, Cina, Argentina, Capo Verde, Portogallo, Mozambico, Francia, Mali, oltre ovviamente all’Italia stessa.  Tutti concerti sempre in sold out e con commenti sempre entusiastici sia da parte del pubblico stesso che ormai segue da decenni Ethnos proprio per scoprire talenti internazionali che sono delle vere e proprie “chicche” della musica a livello mondiale. Il talento di Gigi Di Luca, oltre a quello organizzativo, è anche quello di avere uno straordinario fiuto nel capire, al di là delle mode, il valore artistico delle tante voci che lui ha modo di conoscere nei numerosi convegni e incontri internazionali ai quali partecipa ogni anno per poter ideare delle Edizioni di Ethnos sempre interessantissime a livello artistico.

Programmato e co-finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec e dal Ministero della Cultura, il festival Ethnos, organizzato da La Bazzarra con il contributo del Comune di San Giorgio a Cremano e della Banca di Credito Popolare, in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane, si propone di creare un ponte tra la memoria del passato e la visione del futuro, tra la tradizione e la contemporaneità. In merito a tale visione della musica, il concerto di giovedì scorso non poteva che essere la scelta più giusta per poter essere rappresentare tale incontro tra mondi apparentemente lontani fra loro ma vicini per valore artistico e culturale.

In tale ottica l’incontro di Raiz e il chitarrista Giuseppe De Trizio dei Radicanto con il pubblico delle scuole organizzato nella sala delle Fonderie e sapientemente guidato dallo stesso Gigi Di Luca è stato a dir poco emozionante.

Come emozionante è stato poi il concerto che è seguito all’incontro, un concerto nuovo, potente e raffinato al tempo stesso, in cui la voce di Raiz  si intrecciano alle note della chitarra di De Trizio con ritmi cadenzati e capaci di suscitare emozioni infinite.

Tanti i brani in scaletta , oltre ai brani d’autore di Raiz e degli Almamegretta, cantighe sefardite, salmi, canzone napoletana, fado portoghese, ritmi nordafricani, mediorientali, asiatici: lingue e linguaggi che si inseguono, facendo diventare il Mediterraneo un mondo di ispirazione culturale senza fine

«In un momento storico in cui tutto è ultraparcellizzato, nel mondo del lavoro come nell’arte, abbiamo pensato ad un’operazione di interazione come questa. Una cosa che oggi è desueta ma che era all’ordine del giorno solo l’altro ieri», sottolinea Raiz. «Ci piace pensare che le espressioni artistiche, benché di varia natura, siano sempre il risultato di interazione e reciproca influenza: e così l’atmosfera di un concerto piuttosto che di un disco sono spesso il risultato di altri ascolti, di visioni di film o contemplazione di opere di arte figurativa, oltre che naturalmente del personale vissuto degli artisti che lo propongono».

Un pubblico entusiasta ha salutato con una convinta standing ovation non solo gli artisti della serata ma anche la conclusione di questa fortunatissima Edizione 2022 in attesa della prossima Edizione che, ne siamo sicuri, porterà nella nostra Terra  talenti strepitosi della musica internazionale che conquisteranno il pubblico.

Recensione :Premio Tenco 2022 e non solo: 50 anni di Club Tenco

Recensione e Foto di Vittorio Santi

Premio Tenco 2022 e non solo: 50 anni di Club Tenco

Sabato 22 ottobre è calato ancora una volta il sipario sulla manifestazione che        aveva preso il via il gg 19 Ottobre con una Masterclass di Morgan alla presenza di quasi 1000 partecipanti al Teatro Ariston di Sanremo.

Forse, mai come in questi ultimi anni la manifestazione è diventata così fonte di discussione in merito alle scelte operate da parte dei giurati sugli Artisti/Album da premiare.

Cominciamo il nostro racconto con i Vincitori (che si sono alternati nelle varie serate) delle Targhe Tenco:

Marracash: ha vinto con noi, loro gli altri nella categoria Miglior Disco.

La sua vittoria ha certamente stupito la maggior parte degli addetti ai lavori e non in quanto ha sbaragliato la concorrenza di artisti come F. Sirianni e M. Manfredi (ad esempio) cantautori collaudati e che hanno presentato lavori molto apprezzati sia dal pubblico che dalla critica.

Elisa: o forse sei tu ha primeggiato nella classifica come Miglior Canzone.

Per quanto riguarda invece il Disco in Dialetto si sono aggiudicati il primo premio gli A67 con l’opera Jastemma.

Come premio all’Opera Prima la vittoria ha arriso a Ditonellapiaga con la canzone Camouflage.

Voce nota e artista affermata Simona Molinari ha portato a casa il massimo riconoscimento nella categoria Interprete con l’album Petali.

L’elenco dei premiati con Targa si esaurisce con Ferdinando Arno’ per la categoria Miglior Album a Progetto ha superato gli altri pretendenti con The Gathering.

Durante i quattro giorni della manifestazione si sono succeduti vari eventi collaterali che hanno avuto come sede: l’ex Chiesa di Santa Brigida nel quartiere sanremese della Pigna, dove si sono tenuti alcuni concerti.

La sede del Club Tenco oltre alla conferenza stampa giornaliera con gli artisti ha ospitato tra l’altro la presentazione di libri: uno fotografico di Renzo Chiesa e uno scritto a due “mani” da Morgan con le sue poesie e i commenti in versi di Pasquale Panella.

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Recensione: Piano City Napoli 2022 un weekend di musica di altissimo livello

Di Clementina Abbamondi

Dal 13 al 16 ottobre 2022 si è svolta a Napoli l’VIII Edizione di Piano City, il festival internazionale del pianoforte da un’idea del pianista Andreas Kern. Il Direttore Artistico della manifestazione il M° Dario Candela si è avvalso, per la sezione jazz, della consulenza di Alberto Bruno e Ornella Falco dell’Associazione” Live Tones “.

L’inaugurazione a cura di Patrizio Marrone, si è svolta giovedì 13 ottobre presso la Galleria Umberto I° con l’evento “4 Pianoforti in Galleria”. Dal 13 al 16 ottobre si sono tenuti ben 115 eventi i City Concert diffusi nei principali luoghi pubblici della città: musei, palazzi storici, chiese, House Concert, e Main Concert che hanno ospitato artisti di fama nazionale ed internazionale, con 150 pianisti, maestri, professionisti, studenti tutti concerti ad ingresso gratuito.  Alcuni eventi si sono svolti anche nella splendida dimora settecentesca Villa di Donato che rientra nell’ambito del progetto” Napoli Città della Musica 2022”. Tra i bellissimi luoghi scelti per accogliere i concerti sia di musica classica, sia jazz, pop, contemporanea, classica napoletana la Domus Ars Centro Stabile di Musica e Cultura sito in Via Santa Chiara ha ospitato sabato 15 ottobre il concerto del pianista Luca Di Tommaso che aveva già partecipato a Piano City Napoli nel 2020. Bellissime le composizioni che il pianista di Campobasso ha presentato in questa occasione.

Tra i brani Luna e Stelle, Via con te, Ovunque, Stella Marisa, Notturno dei Sognatori, Incantevoli Orizzonti, Enigmatico.  Luca Di Tommaso riesce con la sua musica a comunicare le sue emozioni coinvolgendo chi lo ascolta, quando suona entra completamente in simbiosi col suo strumento.

A settembre è uscito l’Album” Danger in the Eyes” che contiene 3 composizioni ideate e realizzate da Luca Di Tommaso per il Concorso Internazionale “Film Music Contest2022”.

Simone Sassu, pianista di Sassari ha eseguito due concerti nella Sala del Capitolo del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore e nella Sala Italia all’interno di Castel dell’Ovo.

Il pianista, diplomato in Pianoforte e in Musica Jazz al Conservatorio di Musica di Sassari, figlio del musicologo Pietro Sassu, dopo il suo primo CD “Emoticons” ha collaborato con la cantante Marta Ravaglia in un progetto che consiste in un viaggio attraverso la musica colta del ‘ 900, alla ricerca di melodie perdute e che ha dato vita al disco “Lost Songs”. A Piano City Napoli Simone Sassu ha presentato un progetto “Crossover Piano, dice Simone,” per me i generi musicali non esistono, credo che esistano solo autori ed interpreti, io amo partire dall’improvvisazione come principale modalità espressiva senza vincoli di genere, stile e linguaggio, cercando di avere nelle mie esecuzioni sempre un’apertura a qualsiasi tipo di suggestione”.

Con i suoi brani Simone Sassu è riuscito a regalare al pubblico delle magnifiche suggestioni ed emozioni improvvisando su brani di E. Gismonti, C. Mingus, Stravinsky, K. Emerson, T. Monk, riuscendo a fondere dei generi musicali apparentemente diversi ma che il pianista riesce a far incontrare in un progetto molto interessante e di grande effetto. Bellissimo il brano “Alfonsine y el mar” di Ramirez/Luna  nel quale Simone Sassu suona utilizzando lo stile della chacarera, una danza popolare argentina. Di grande effetto il brano nel quale il pianista accosta due grandi musicisti Stravinsky e Keith Emerson lontanissimi nel tempo e nel genere musicale omaggiandoli e mettendoli a confronto con un’improvvisazione particolarissima.

 

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Recensione: Joe Barbieri in “30 anni suonati” per Napoli Jazz Club di Napoli

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Meravigliosa serata di musica e di amicizia quella di venerdì 7 ottobre al Teatro Acacia di Napoli, organizzata da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano,  per la seconda tappa del nuovo tour “30 anni Suonati” di Joe Barbieri, tour partito il giorno prima a Milano e che proseguirà nei più importanti Teatri italiani e che è stata l’occasione per poter non solo presentare al pubblico il suo nuovo disco “Tratto da una Storia vera” ma anche per celebrare le “nozze di perla” ovvero 30 anni di musica di questo musicista/autore amatissimo dal pubblico, che anche in questa occasione e’ accorso in Teatro per poter festeggiare il loro amatissimo idolo della musica.

Grazie alla felice intuizione di Pino Daniele che proprio il 7 ottobre (ma del 1992) in qualità di produttore mise un diciottenne Joe prima in uno studio e poi sul palco del Festival di voci nuove di Castrocaro, ha avuto inizio un viaggio entusiasmante che si estende oggi sulla distanza di un repertorio appassionato ed amatissimo dai fan, sulla considerevole somma di centinaia di concerti in molti Paesi del mondo, oltre che sulla ragguardevole sostanza di dodici album.

Joe Barbieri ha attualmente all’attivo 6 album di brani originali (“In Parole Povere” 2004, “Maison Maravilha” 2009, “Respiro” 2012, “Cosmonauta Da Appartamento” 2015, “Origami” 2017 e “Tratto Da Una Storia Vera” 2021), oltre ad un cd+dvd dal vivo (“Maison Maravilha Viva” 2010) registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma e due dischi-tributo entrambi dedicati ai suoi numi tutelari nel jazz: ovvero Chet Baker (“Chet Lives!” 2013) e Billie Holiday (“Dear Billie” 2019). La sua musica (venduta in decine di migliaia di copie) è pubblicata in molti Paesi del mondo, e la sua personale cifra stilistica – che lega la canzone d’autore al jazz e alla musica world – lo ha portato nel corso degli anni ad incrociare collaborazioni con colleghi in ciascuno di questi ambiti (da Omara Portuondo a Stefano Bollani, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge Drexler a Hamilton De Holanda) ed a calcare alcuni tra i palchi più prestigiosi del pianeta.

Anticipato dai singoli Retrospettiva Futura” e “Maravilhosa Avventura”, Il nuovo disco conterrà, oltre ad una ispirata e rinnovata fotografia del meglio del repertorio di Barbieri anche tre bonus track: due nuove canzoni (la prima dall’eloquente titolo “Retrospettiva Futura” e la seconda che Joe ha scritto per omaggiare i propri fan e che si chiama “Maravilhosa Avventura”) oltre ad una densa rilettura di “Dettagli”, classico a firma di Roberto Carlos e Bruno Lauzi, portato al successo da Ornella Vanoni e che il prossimo anno compirà 50 anni esatti.

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Recensione: Oumou Sangaré ospite della XXVII Edizione del Festival Ethnos 2022

articolo di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Successo strepitoso per il concerto di sabato 24 settembre  a Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (NA) per il concerto di Oumou Sangaré la cantane maliana, considerata una delle più importanti artiste africane contemporanee che torna al Festival Ethnos dopo il sold out del 2017.

Programmata e co-finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec e dal Ministero della Cultura, la XXVII edizione di Ethnos, organizzata da La Bazzarra con il contributo del Comune di San Giorgio a Cremano e della Banca di Credito Popolare e in collaborazione con i comuni di Ercolano, Portici, Torre del Greco e Torre Annunziata, con la Fondazione Ente Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si sta rivelando un’altra edizione di grandissimo successo, visto che come cinque anni fa il pubblico è accorso numerosissimo per poter applaudire  questa artista straordinaria e rendere omaggio alle scelte artistiche del Direttore Gigi De Luca che anche per tale edizione ha scelto artisti di altissimo livello artistico come ormai  accade ad ogni edizione di questo particolarissimo ed interessantissimo Festival.

Accompagnata da validissimi musicisti  della sua  collaudata formazione che comprende Julien Pestre (chitarra), Alexandre Millet (tastiere), Elise Blanchard (basso), Michee Luc DIbo (batteria), Abou Diarra (kamele n’goni), Emma Lamadji e Kandy Guira (cori), il concerto è stata l’occasione per presentare al pubblico campano  il suo nuovo album “Timbuktu”, pubblicato lo scorso aprile per World Circuit/BMG.

Dell’album e della sua pubblicazione, Oumou ha detto: “Ho bisogno di cantare ‘Timbuktu’ per liberare me stessa prima di tutto e per sostenere e mostrare al resto del mondo il valore di ‘Timbuktu’ e ciò che rappresenta per noi maliani e per l’umanità in generale”. L’album include il recente singolo ‘Wassulu Don’, una gioiosa espressione dell’orgoglio della città natale di Oumou, che è stato recentemente inserito in playlist da BBC 6Music ed è accompagnato da un video diretto da Justyna Obasi e girato in Ghana. 

Registrato in vari luoghi (Stati Uniti, Mali e Francia) e co-prodotto da Pascal Danaë e Nicolas Quéré, ‘Timbuktu’ contiene le prime tracce inedite della cantante maliana dall’uscita dell’album acclamato dalla critica ‘Mogoya’ del 2017. Il recente singolo ‘Wassulu Don’, una gioiosa fusione tra il caratteristico suono maliano di Oumou ed elementi di blues e rock, è stato presentato in anteprima in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

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Recensione: I Naturally 7 concludono l’edizione 2022 del Lemon Jazz Festival

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Domenica 18 settembre Sorrento ha ospitato, come serata conclusiva del Lemon Jazz Festival 2022, organizzato in collaborazione con Sorrento Fondazione e l’Amministrazione Comunale, sotto la direzione Artistica di Mario Mormone, un concerto indimenticabile grazie all’energia e alla classe dei Naturally 7. Un mix di soul, funky, black music di grande qualità e il loro stile esclusivo definito “vocal play” ha letteralmente sorpreso, entusiasmato, emozionato  il numerosissimo pubblico presente nel giardino della splendida Villa Fiorentino.

Naturally 7 originari di New York, non si limitano a cantare armonizzando le voci, ma letteralmente riproducono il suono dei singoli strumenti con la voce e con la postura, con una precisione tale che solo vedendoli in azione si percepisce che la batteria, il sax, il basso, la chitarra e tutti gli altri strumenti non sono fisicamente sul palco, ma sono suonati dalle loro magnifiche voci.

Il gruppo nasce nel 1999 a New York da un’idea di  Roger Thomas (sax baritono, arrangiatore e rap) al quale si aggiunge Warren Thomas (percussioni, clarinetto, chitarra e sax tenore), Rod Eldridge (sax tenore, tromba e scratching), Jamal Reed (sax tenore, chitarra elettrica), Dwilight Stewart (sax baritono), Garfield Buckley (sax tenore, ermonica) e Hops Hutton (basso). “Feel It“, cover di “In the Air Tonight” di Phil Collins e contenuta in “Ready To Fly“, durante il 2007 diventa uno dei brani più cliccati su You Tube, un video di culto visto da oltre 5milioni di persone. Il gruppo viene notato da importanti artisti come Coldplay, Brian Eno, Lionel Richie e naturalmente Quincy Jones Michael Bublè che li ha voluti con sé in tour mondiale.

Accordare 7 voci non è assolutamente facile ma loro lo sanno fare benissimo rendendo onore a tutta la black music. Inoltre hanno, oltre a voci straordinarie, un carisma particolarissimo nel dominare il palco con una verve e una simpatia straordinaria riuscendo ad interpretare, in un modo assolutamente originale alcuni dei più bei brani della discografia pop/soul e jazz mondiale come la già citata “Feel it” , “What is it”, “Englishman in New York”, “Wall of sound”,  “Jerico”, fino ad una scatenatissima  “Stayin’Alive” e un omaggio alla musica  giamaicana di Bob Marley con “One Love” con Garfield Buckley che ha sventolato, con orgoglio, una coloratissima bandiera della Giamaica e concludendo il concerto con tutto il pubblico a ballare e cantare sulle note scatenate del soul e dell ‘R&B che fanno parte dello stile unico dei Naturally 7.

Recensione: La simpatia di Christian De Sica ospite di Umbria Jazz Weekend 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un nuovo giorno di musica. Terni si risveglia lentamente, molti seguono gli ultimi concerti nei vari locali che iniziano a tardissima serata e restano poi a chiacchierare, come ormai da anni nella bellissima atmosfera che si crea intorno al mondo di Umbria Jazz, con i musicisti, appassionati del jazz o con gli stessi organizzatori dei vari locali/festival jazz che si svolgono tutto l’anno in tutta Italia e che spesso partecipano alle varie edizioni di Umbria Jazz per poter conoscere i nuovi progetti musicali o le nuove proposte di collaborazioni e nuovi gruppi jazz.

Sabato 17 settembre, ad ora di pranzo, ci dedichiamo all’ascolto della musica di un altro grande mito della storia della musica jazz come Gianni Cazzola che con Sandro Gibellini ha dato vita ad un momento di incontro musicale di grande coinvolgimento nella sala del Caffè del Corso, che come ogni anno accoglie sempre dei grandissimi musicisti.

Gianni Cazzola può essere considerato a buon diritto “il padre della batteria jazz italiana“. In ogni caso, parliamo di un protagonista di primo piano della scena dello swing tricolore con oltre sessant’anni di carriera alle spalle.

 L’energia di Gianni Cazzola come la sua grande passione per la musica jazz sono un grandissimo esempio per tutti noi, come la profonda conoscenza musicale di Sandro Gibellini, che non solo riesce ad emozionare il pubblico con le note della sua chitarra ma anche con le presentazioni dei brani del concerto stesso che solo i grandi di questo tipo di musica sanno come presentare per farla amare anche a chi magari si trova per la prima volta di fronte alle note di un brano jazz. La grandezza di questi musicisti che sono davvero il pilastro del jazz italiano è anche questa.

Subito dopo ci spostiamo in un altro bellissimo locale che è L’Ecurie dove si possono gustare dei piatti preparati con grande cura e grande fantasia culinaria, in un’atmosfera di pura eleganza e stile raffinato, che quest’anno ha ospitato un trio di altissimo livello: Olivia Trummer Trio formato da Olivia Trummer al piano e voce, Nicola Angelucci alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso.

Il progetto, secondo il mio modestissimo parere, uno dei più belli presentati in tutta l’edizione di Umbria Jazz Weekend. Olivia Trummer riesce ad emozionare il pubblico non solo con il suo talento pianistico ma anche con la sua splendida voce che fa ricordare le grandi pianiste del jazz a livello mondiale come Diana Krall e Elliane Elias.

Olivia Trummer è nata a Stoccarda, dove ha cominciato a studiare pianoforte classico a 4 anni. Ben presto dimostrò grande interesse per il jazz, la musica improvvisata e la composizione. Continuò i suoi studi a New York, alla “Manhattan School of Music”. Gli anni formativi nella capitale mondiale del jazz e il profondo legame con la musica classica restano alla base della sua ispirazione. L’identità musicale di Olivia si è completata  con la scoperta della vocazione di cantante. Un percorso artistico articolato e curioso che si ritrova nella sua produzione discografica, che ad oggi consiste in nove album. “For You”, il suo ultimo disco, è uscito lo scorso marzo per la Warner Music e comprende nove canzoni originali sul tema dell’integrità e il coraggio. Tra gli ospiti figurano Fabrizio Bosso ed il chitarrista Kurt Rosenwinkel, con il quale Olivia collabora tuttora.

Vincitrice del prestigioso Jazz Award Baden-Württemberg nel 2019 è considerata a livello internazionale una delle più interessanti artiste della sua generazione.

In una recente intervista rilasciata a “Jazzit” la pianista cantante ha raccontato cosi il suo nuovo disco: “For You” vuole rivolgersi ad ogni tipo di ascoltatore e ascoltatrice, invitando ciascuno a fermarsi, fare un respiro profondo e riscoprire l’immenso e colorato mondo che custodisce dentro di sé. Molti dei conflitti e del dolore a cui assistiamo oggi sono causati dal non saper trovare il tempo per ascoltare se stessi e gli altri. Sembriamo tutti dei criceti che corrono in una ruota fatta di timori, false aspettative e superficialità. Ma vivere appieno la vita sta proprio in questo: nella nostra abilità di percepire e ascoltare la nostra voce interiore. Le canzoni del nuovo album intendono incoraggiare le persone ad abbandonare i propri timori e ricominciare a scoprire e ad apprezzare se stessi”

Con Nicola Angelucci e Luca Bulgarelli l’intesa è totale e intensa e il pubblico lo avverte ad ogni nota, ad ogni assolo, ad ogni brano presentato dal Trio tanto che ci si emoziona in sala per l’atmosfera davvero unica che si crea durante il concerto stesso. Insomma si respira un’atmosfera che è da vero jazz club, con la musica jazz che diventa assoluta protagonista di un “attimo” di pura intesa musicale non solo tra i tre musicisti impegnati sul palco ma anche e soprattutto tra loro e il pubblico, sempre numeroso, in sala.

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Recensione: Il Jazz di altissimo livello a Umbria Jazz Weekend 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Umbria Jazz a Terni ormai è un appuntamento fisso da alcuni anni e anche in questa edizione, che è partita da giovedì 15 settembre fino al 18 settembre, si è dimostrato un appuntamento davvero imperdibile per la musica jazz cosi come accade per Perugia ed Orvieto rispettivamente nelle edizioni di Umbria Jazz e di Umbria Jazz Winter.

La formula, ormai più che vincente, adottata da qualche anno dal Direttore Artistico Carlo Pagnotta e da tutto lo staff organizzativo di Umbria Jazz è quella di proporre  oltre alle quattro serate all’Anfiteatro Romano di Terni tanti gruppi e musicisti jazz che si esibiscono nei locali della città come il  Rendez-Vous che ha ospitato il  Jim Rotondi & Piero Odorici quintet, il Pazzaglia con Lorenzo Hengeller, il Fat Art Club con Mauro Ottolini & Licaones quartet, il  Mishima con Rosario Giuliani Quartet, il Caffè del Corso con Gianni Cazzola Quartet, l’Ecurie  con Olivia Trummer Trio, il Bavarai con Angela Mosley & the Blue Elements, e da quest’anno la presenza di  due ulteriori palchi in Via Cavour e a Piazza Tacito sui quali si sono alternati  Accordi Disaccordi, i Funk Off, The Good Fellas attirando sempre tantissimo pubblico pronto ad emozionarsi grazie alla musica jazz di volta in volta presentata durante tutti gli appuntamenti della giornata.

Ogni giorno a partire dal pomeriggio, nelle varie location di Umbria Jazz weekend, tanti gli appuntamenti musicali tanto che la città, già a partire dalla giornata di giovedì, ha iniziato a riempirsi di musica e di tanti turisti e appassionati del jazz che ormai accorrono sempre più numerosi agli appuntamenti imperdibili di Umbria Jazz.

E visto che sono tantissimi gli eventi, e spesso in orari concomitanti, abbiamo fatto, come Redazione, una scelta degli artisti da seguire e fotografare nei loro appuntamenti musicali.

Arrivati venerdì pomeriggio abbiamo avuto la possibilità solo di seguire in prima serata il concerto nel fantastico giardino antistante l’Anfiteatro Romano di Terni, negli spazi del Bavarai, della bravissima Angela Mosley & The Blue elements, che ha scatenato il numeroso pubblico presente con la sua voce blues proponendo brani storici del soul/blues a composizioni originali del gruppo. Una musica che emoziona il cuore e che ti da la sensazione di essere accolti nell’atmosfera che tutti amiamo di Umbria Jazz: musica di altissimo livello/calore familiare/sorrisi.

Alle 21.30 il secondo dei quattro appuntamenti serali previsti dal programma di Umbria Jazz Weekend: il concerto di Mario Biondi in “Romantic Tour 2022”.

Il nuovo lavoro del cantautore siciliano è uscito lo scorso marzo ed è dedicato all’amore in tutte le sue forme, spaziando dalla musica soul al jazz e all’RnB, ripercorrendo i più grandi successi della sua carriera, fatta di tanti brani in inglese. Tra i miti che più lo hanno influenzato, primo tra tutti Ray Charles, Barry White, non mancano cantanti italiani di spicco, come Lucio Battisti, di cui dal palco Mario Biondi ha interpretato “Prendila così”.

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Recensione: “Dalla Sibilla al Jazz” i dieci anni di Artemide

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Venerdì 9 settembre una delle serate che restano sicuramente nella memoria e nel cuore.

Alle Cantine dell’Averno si è celebrata una ricorrenza davvero speciale che può essere considerata sicuramente come la quintessenza dell’amore verso l’Arte, la Musica, la Cultura e verso il nostro territorio da parte di due persone eccezionali, Arturo Delogu e Luisa Perfetto, i quali, 10 anni fa, hanno creato una delle realtà cittadine più belle del territorio: l’associazione Artemide.  Gli stessi Arturo e Luisa, presentando la loro serata, hanno dichiarato al pubblico accorso numerosissimo alla serata organizzata appunto per festeggiare il decimo anniversario della fondazione di Artemide “Non volevamo fare i soliti tour guidati, volevamo dare al turista una esperienza in più, volevamo che il turista vivesse il luogo, ne assaporasse i frutti, ne ascoltasse la musica. Entrammo a far parte della grande famiglia di Malazè, di cui tutt’ora facciamo parte. Questo festival archeoenogastronomico dei Campi Flegrei conosciuto ormai in tutto il mondo.”

Ed infatti in questi 10 anni l’Associazione ha ideato e realizzato progetti di grandissimo spessore culturale che hanno, da sempre, coniugato in una perfetta sinergia visite teatralizzate, eventi archeoenogastronomici, concerti jazz che hanno visto sempre un enorme affluenza di pubblico che ha imparato a conoscere e amare gli eventi sempre molto particolari di “Artemide”.

Tante anche le presentazioni di libri o di progetti speciali con i più grandi scrittori e giornalisti contemporanei, con musicisti jazz di altissimo livello, con personalità dell’arte, della pittura e del Teatro come il grande Giorgio Albertazzi che fu presente ad un evento davvero unico che rimase nel cuore di tutti coloro che vi parteciparono.

Arturo Delogu e Luisa Perfetto sono anche dei bravissimi narratori/attori e in questi anni hanno interpretato le vite di tantissime personalità della storia e delle Arti come Goethe, Plino il Vecchio, Miseno,  il Principe di San Severo, Francesco di Borbone, Sibilla e Dedalo, la storia della canzone di Malafemmina del bravissimo Totò, e tanti tanti altri eventi straordinari che hanno animato le serate di tutti questi dieci anni.

Tutti questi eventi sono stati ricordati con il racconto dei due fondatori ma anche con un bellissimo video di foto scattate durante questi eventi stessi e le parole sono state intervallate da brani musicali che ne interpretavano la loro essenza.

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Recensione:Neri Marcorè: Le mie canzoni altrui al Festival della Comunicazione di Camogli

Recensione e foto di Vittorio Santi

Ospite ormai usuale della manifestazione oggi pomeriggio si è materializzato con la consueta semplicità.

Davanti a un pubblico straboccante in Piazza Battistone a Camogli ha messo in mostra tutto il suo talento musicale e di attore.

 Lo spettacolo che si è protratto per quasi due ore senza interruzioni e con un ritmo tra l’incalzante in certi momenti e il discorsivo in altri, ha tenuto incollato il pubblico ma non ha certo impedito di tributargli applausi a scena aperta, accompagnando talvolta le canzoni con la loro voce.

 Nello spettacolo, Neri Marcorè, accompagnato da Domenico Mariorenzi polistrumentista, è andato a cercare il più delle volte canzoni poco conosciute e comunque non troppo note al grande pubblico, pur se scritte e/o interpretate da De Gregori, Fossati, Battisti, De Andre (padre e figlio) e tanti altri, spingendosi anche a ripescare musica dei 1920.

Ha poi ricordato a tutti che il suo diploma di traduttore ha ancora la sua validità con “Mrs. Robinson “e con un pezzo di James Taylor.

 

 In chiusura dello spettacolo la sua verve comica ha dato vita a una versione di “soldi” di Mahmood: a più voci …Concato, Branduardi, Pink Floyd!!

 Al termine non ha lesinato tempo per dedicarsi a foto e ricordi personali con il suo affezionato pubblico.

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