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Enzo Avitabile in concerto con i Bottari di Portico & Black Tarantella Band il 9 settembre a Caivano per la rassegna “Ciao Estate”

Enzo Avitabile

BOTTARI DI PORTICO & BLACK TARANTELLA BAND

Venerdì 9 settembre 2022 ore 21.30

Area mercato – CAIVANO (NA)

Ingresso gratuito

Torna la grande musica a Caivano con il concerto di Enzo Avitabile con i Bottari di Portico & Black Tarantella Band. Venerdì 9 settembre dalle ore 21.30, nell’area mercato di Caivano (via Rosselli) va in scena l’atteso live del cantautore e compositore partenopeo, ad ingresso gratuito.

Un concerto che riporta dopo 17 anni la musica in città: era il 2005 quando si tenne l’ultima edizione di Caivano Rock (con Beck, De Gregori e Planet Funk), la rassegna che tra la fine degli anni ’90 all’inizio dei primi anni 2000 ha portato nella cittadina a nord di Napoli artisti di fama internazionale come Franco Battiato, Goran Bregovic, Giorgia, Skin, Elisa ai Gotan Project e Afterhours, solo per citarne alcuni.

Questo concerto di Avitabile rientra nella rassegna “Ciao Estate” promossa dal Comune di Caivano nell’ambito del progetto “Caivano @ Terra di Arte, Musica e Tradizioni” realizzato con il finanziamento della Città Metropolitana di Napoli.

Classe 1955, Enzo Avitabile è un artista che ha valicato i confini linguistici, stilistici e geografici come pochi. Che ha saputo sposare il bagaglio artistico di una carriera costellata di successi con una ricerca continua di innovazione musicale, cantando le sofferenze degli ultimi ma anche le loro speranze. Ha sempre ricercato un suono inedito, non solamente originale, ma vitale ed essenziale, demolendo ogni sovrastruttura mercantile e ogni moda. Non a caso, il regista premio Oscar, Jonathan Demme, gli ha dedicato un docufilm dal titolo emblematico, “Enzo Avitabile Music Life”.

Considerato il musicista italiano simbolo della contaminazione tra generi e maestro assoluto del groove, Avitabile ha duettato con star come James Brown e Tina TurnerBob Geldof e Randy CrawfordRichie HavensAfrika Bambaataa e David Crosby. Ha girato il mondo, condiviso il palco e registrato brani con i nomi di punta della world music: Mori Kante, Goran BregovicKhaledCesaria Evora, Trilok Gurtu, Manu DibangoEliades Ochoa solo per citarne alcuni. Tra le sue collaborazioni più recenti quella Jovanotti, che lo ha visto protagonista assoluto del Jova Beach Party di Castel Volturno, lo scorso 27 agosto.

Il prossimo 16 settembre, invece, pubblicherà il nuovo album dal titolo “Il treno dell’anima”, lavoro prodotto da Andrea Aragosa anticipato a luglio dai singoli “Fatti Miei” con Biagio Antonacci e “Salvami” con Luciano Ligabue.

Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti (Targa Tenco, David di Donatello, Premio Ubu, Nastri d’argento, Globo d’oro, solo per citarne alcuni), Enzo Avitabile è l’esempio concreto della musica che non ha radici e abbatte ogni confine.

La rassegna “Ciao Estate” proporrà nel corso del mese di settembre, oltre al concerto di Enzo Avitabile, numerose iniziative ed eventi ad ingresso gratuito. Dal cineforum nel palazzo comunale (il 12, 15, 19 e 22 settembre) con la proiezione delle opere di Pier Paolo Pasolini, Paolo Sorrentino, Mario Martone e Sergio Rubini al “Rumure Bim Festival” in Villa Comunale (23 settembre), rivolto ai giovani artisti. Passando per lo spettacolo teatrale itinerante “Cayvanum Felix” ideato, scritto e diretto da Antonio Vitale, che vede in scena, tra gli altri, Alfredo Giraldi e Giuseppe Cerrone (17 settembre). Fino al suggestivo concerto a lume di candela “Una notte all’Opera” diretto da Giuseppe Di Domenico, il 29 settembre in Villa Comunale.

Ufficio stampa:

Umberto Di Micco dmvcomunicazione@gmail.com

Recensione: Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma L’Aquila 2022

Recensione di Clementina Abbamondi

Il 3 e 4 settembre 2022 si è svolta  all’Aquila l’VIII Edizione del Jazz Italiano per le Terre del Sisma. Questo progetto ha preso  vita il 27 agosto a Camerino dando inizio alla IV Edizione del Cammino Solidale (una settimana di concerti e trekking nel cuore delle Terre del Sisma tra Marche, Umbria, Lazio e  Abruzzo). L’ arrivo  del Cammino  Solidale è stato all’Aquila presso la bellissima Fontana delle 99 Cannelle dove i partecipanti sono stati accolti dall’Orchestrino gruppo formato da Beppe Scardino al sax, Glauco Benedetti alla tuba, Filippo Ceccarini alla tromba,Tony Cattaneo al trombone, Daniele Paoletti al rullante e Simone Padovani alla grancassa.

Quest’anno la Direzione Artistica dell’evento è stata affidata a Riccardo Brazzale, Claudio Filippini e Francesco Mariotti  che hanno scelto come titolo di quest’Edizione la frase di Pierpaolo Pasolini “In molti sogni la verità che è in noi “Quest’anno si celebrano i cento anni della nascita di due autentici giganti del Novecento : Pierpaolo Pasolini e Charles Mingus due artisti diversi tra di loro sia per estrazione culturale e sociale sia per la tipologia di linguaggio espressivo, eppure legati dalla ricerca della verità, nella spontaneità, nel rapporto sincero con se stessi e con gli altri, nella condivisione delle diversità. Accogliendo la lezione di questi due grandi maestri “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma” , ha provato  ad offrire uno spaccato quanto più esaustivo di ciò che oggi ,in Italia, sono il jazz e le diverse musiche che al jazz si ispirano, spaziando senza alcuna limitazione  di genere, età e contaminazione con le altre arti.

Questo Evento è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura ,dal Comune dell’Aquila – Progetto Restart ,promosso anche dalla Regione Abruzzo con il sostegno del Main Sponsor SIAE -Società Italiana degli Autori e Editori,con il Contributo Nuovo IMAIE,Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e dei molti partners tecnici coinvolti.

Il Sindaco dell’ Aquila Pierluigi Biondi  ha detto, rivolto al numeroso pubblico accorso per l’evento, “Questa manifestazione è cresciuta tantissimo nel corso degli anni contribuendo all’arricchimento culturale della Città dell’Aquila. Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma contribuisce come evento culturale allo sviluppo e al riscatto della Comunità” e ha aggiunto “grande motivo d’ orgoglio è l’istituzione all’Aquila della prima Orchestra giovanile di Jazz che rappresenta un modello a livello nazionale ,la Big Band del Conservatorio A. Casella dell’Aquila è stata fondata nel 2014 ,diretta dal Maestro Massimiliano Caporale  ed è composta prevalentemente dagli studenti del Dipartimento di Musica Jazz.”

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Recensione: Noreda Graves 5tet ospite della IX Edizione di Esca Jazz

di Clementina Abbamondi

Il 7 agosto 2022 ha preso il via la IX Edizione di Esca Jazz  che si svolge nel piccolo borgo di Sant’Angelo all’ Esca (AV). Dopo le edizioni del 2020 e del 2021 di “tournée  forzata” fra le stupende campagne e i bellissimi prati di questo incantevole paesino il Festival torna sul Belvedere in Piazza Fante d’Italia ,tornano i live di livello nazionale ed internazionale, le degustazioni guidate di vino, birra e olio quest’anno a cura della Slow Food Irpinia Colline Dell’Ufita-Taurasi,gli aperitivi al tramonto e le jam session  notturne  dopo  il concerto serale.  La direzione  artistica  dell’evento  è affidata a Michele Penta, chitarrista ed insegnante di chitarra jazz mentre Presidente dell’Associazione Esca Jazz è Tiberio Maffeo .

Nel  2014  un  gruppo di  ragazzi  del  luogo  ha  avuto  l’idea  di  organizzare  un  Festival Jazz, per promuovere il territorio, le produzioni  locali e la cultura. Esca Jazz dà vita ad un  borgo di solo 800 abitanti e  riesce  a mobilitare   e  a coinvolgere  oltre  tantissimi volontari che si prodigano  a tempo pieno per  la  buona  riuscita  dell’evento  anche  l’intera comunità  locale. I concerti  sono  gratuiti e vengono  sostenuti  sia dagli sponsor, sia  dal  comune  rappresentato  dal  sindaco  Attilio Iannuzzo.

L’allestimento della  Piazza  è  curatissimo, i  tavolini sono decorati con le immagini dei grandi  del jazz , i cuscini colorati ricoprono i divanetti in  legno.

Quest’anno il logo del festival è rappresentato da una batteria dalla quale si diramano dei tentacoli, un polipo giallo sullo sfondo porpora. Questo incantevole borgo ti accoglie e ti coinvolge facendoti sentire parte di questa bellezza che ti proietta in momenti fantastici ed indimenticabili.

Purtroppo, a causa  delle condizioni  avverse  del  tempo  due  concerti  previsti  quello dell’8 agosto Daniele Sepe 4et “Sepè le Mokò-Le musiche dei film di Totò” e quello del giorno 9 Gianluca Guidi 4et “Tributo a Frank Sinatra  sono stati annullati.”

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Recensione: successo strepitoso per la XVI Edizione di Muntagninjazz 2022

di Clementina Abbamondi 

Quest’anno dall’11 al 20 agosto si  è  svolta  la XVI Edizione  di  Muntagninjazz  e l’elegante città di Sulmona si è riempita di note ,musica e concerti .

Le strade, i cortili, le piazze i vicoli di questa bellissima città ricca di monumenti e opere d’arte sono state invase dalla musica e da tantissimo pubblico . In Piazza  XX  Settembre  il  pubblico ha potuto assistere  ai  concerti  gratuiti  che  hanno  visto  salire  sul  palco il 12  agosto  “Ensemble ‘900  del Conservatorio   A. Casella  AQ”  diretta  da   Massimiliano   Caporale  e  al  pianoforte  Alessandro Bonanno. Il 14  agosto  si  è  esibita la “New Talent Jazz Orchestra” diretta  da  Mario  Corvini  col progetto “Fellini e la Musica” con una special  guest d’eccezione il talentuoso clarinettista Gabriele Mirabassi. Il 17 agosto è salita sul palco la “Libera Orchestra del Jazz Italiano”.

Molto interessante anche il programma del Cine Festival in Piazza del Carmine con la proiezione il 12 del film  “West Side Story(2021), il 14 del film “Gli Stati Uniti contro Billie Holiday” e  il 17 di “Ennio”.

Nelle strade di Sulmona durante il Festival hanno attraversato il  suo centro storico  due Street Band

“Mò Better Band” e i “Musicanti di San Crispino” che hanno animato i pomeriggi coinvolgendo il numerosissimo  pubblico accorso in occasione di questo evento.

Il Cortile S. Francesco ha invece ospitato i concerti a  pagamento. Il primo l’11 agosto è stato quello di Gegè Telesforo 5et  con il  progetto “Impossible Tour 2022”. accompagnato da Alfonso Deidda al piano e al flauto, Christian Mascetta alla chitarra, Pietro Pancella al basso e  Michele Santoleri  alla batteria.

Gegè Telesforo, carismatico  ed  ecclettico  vocalist, polistrumentista  e  producer  tra  i  più  amati personaggi radiotelevisivi italiani grazie a brillanti programmi come “Doc” “Soundcheck “ di Radio 24,o “Variazioni su Tema” su Rai 5 per citarne alcuni.

Gegè Telesforo all’inizio del concerto dice rivolto al pubblico “Sono stati due anni lunghissimi per il comparto della musica e quindi arrivare qui ed esibirsi davanti a voi , ad  un  pubblico così  vicino a noi  e  alla  musica  è  veramente  bellissimo, vi  ringrazio  dal  profondo del cuore”. Nel presentare i musicisti  che  lo  accompagnano  nel  tour   Gegè Telesforo  dice  “vi voglio presentare tre giovani musicisti di Chieti che hanno studiato insieme e che io vorrei definire “la ritmica trinità ,e poi è una gioia suonare con un musicista che è per me un amico fraterno che ha partecipato in questi ultimi 15 anni a tutte le mie produzioni discografiche  e  ai  tour  il  bravissimo  polistrumentista e docente del Conservatorio Alfonso Deidda che suonerà sia il piano sia il flauto”. “Purtroppo, aggiunge Gegè Telesforo manca la vocalist ufficiale la bravissima Daniela Spalletta che dopo i tour in Calabria ed in Sardegna è stata male e ci ha chiesto un po’ di riposo per recuperare le forze”.

“Impossible Tour”  è  un  vero  e  proprio album  live  che  rappresenta  una  tappa  importante nella carriera di Gegè Telesforo. E’  il racconto in musica dei tanti concerti affrontati nell’estate del  2021.

Tra i brani  eseguiti da  Gegè Telesforo 5et “Freedom Jazz Dance “ di  Eddie Harris , un brano jazz -rock dove Gegè  ha dimostrato la grandissima padronanza  della tecnica  dello “scat”  e  la perfetta armonia ed intesa con i  musicisti che lo accompagnano. Una perfetta sintonia tra la sua voce, usata come strumento e gli altri componenti del quintetto.

Si sono  susseguiti  durante il concerto i  brani  “Diamonds,Cancion para Sara, No Woman No Cry, Available for Wedding che ,dice  Gegè Telesforo, viene  riarrangiato sempre per renderlo più etnico e  aderente  al  contesto nel quale il quintetto  si trova  a  suonare. Il numeroso pubblico presente nel Cortile  San Francesco ha tributato moltissimi  applausi , apprezzando  la musica  suonata dal  Gegè Telesforo 5et che  ha  saputo  dare  nuova vita ai  brani  inserendo  negli  arrangiamenti  un misto di funk, jazz, rock, dando una  splendida  dimostrazione  dell’improvvisazione nel  jazz  e  del  perfetto interplay dei musicisti.

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Recensione: Fabrizio Bosso 4tet in “WE4” per Ravello Lab e Live Tones

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Strepitoso successo, venerdì 29 luglio al Largo San Martino  per il concerto straordinario di Fabrizio Bosso 4tet in “We4” a firma di Ravello Lab e l’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco,  realizzato nell’ambito delle manifestazioni estive realizzate dal Comune di Napoli col sostegno della Regione Campania sotto lo slogan “Vedi Napoli e poi torni”.  

Una platea gremitissima ha accolto un Fabrizio Bosso in una forma smagliante e con un entusiasmo fuori dal comune per l’invito che i due organizzatori gli hanno rivolto per realizzare, ancora una volta, una serata di jazz puro di grandissmo successo di pubblico e di critica.

L’amore per la città di Napoli che in più occasioni ha dimostrato di avere non solo per l’arte e la cultura che è in essa ma anche per i musicisti napoletani e campani con i quali ha un rapporto splendido da sempre. Ed infatti il quartetto che lo ha accompagnato comprende uno di questi musicisti  campani che sono dei veri e proprio talenti del jazz italiano come Julian Oliver Mazzariello al piano che lo accompagna da sempre in progetti che sono dei veri capolavori musicali, e da altri musicisti di altissimo livello come Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria che danno a questo nuovo progetto “We4” uno stile e  una sonorità di grandissimo coinvolgimento musicale.

WE4 è il nuovo entusiasmante lavoro del quartetto di Fabrizio Bosso. Realizzato subito dopo il confinamento forzato dovuto all’epidemia del coronavirus, WE4 porta con sé la consapevolezza del valore del fare musica insieme e di come questo possa diventare un progetto di condivisione profonda, che prosegue quindi oltre il palco. Nel doppio live “ State of The Art”, pubblicato nel 2017, Fabrizio Bosso raccontava lo stato dell’arte della sua musica, considerandolo a tutti gli effetti l’inizio di un nuovo percorso con tre straordinari compagni di viaggio: Julian Oliver Mazzariello, Jacopo Ferrazza, Nicola Angelucci. Dopo innumerevoli concerti in giro per il mondo e anni di confronto continuo, WE4 è dunque la rappresentazione compiuta, nel suono, nell’interplay e nella composizione, di una condivisione totale. Nel nuovo repertorio, infatti, sono presenti brani originali scritti appositamente da ciascuno per questa formazione, una composizione a 4 mani di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello come “One Humanity” e due brani che portano la firma di tutti e quattro (“WE4” e “The way we see”).

Un disco assolutamente da non perdere come un concerto assolutamente da non perdere e che ha visto il pubblico estasiato dall’ascolto di una musica che li ha letteralmente rapiti e che si e’ concluso con una splendida interpretazione del brano “Cantabile” di Petrucciani, che Fabrizio Bosso ha eseguito , almeno nella parte iniziale del brano scendendo in mezzo al pubblico sotto gli sguardi ammirati e i lunghissimi applausi di tutto il pubblico presente.

Recensione: Ron Carter ospite del “Sannio Music Fest 2022”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un’emozione fortissima quella di poter ascoltare ed applaudire colui che è stato definito “il più grande bassista jazz del mondo”, Ron Carter , esibitosi martedì 19 luglio al Teatro Romano di Benevento nell’ambito della seconda edizione del  Sannio Music Fest 2022, rassegna jazz organizzata dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano,  che ha presentato un progetto assolutamente strepitoso “Foursight” per il quale Carter è accompagnato da un trio stellare: Renee Rosnes al piano, Payton Crossley alla batteria e Jimmy Greene al sassofono.

I Foursight sono la più recente incarnazione di una delle due formazioni con cui Ron Carter da molti anni predilige esibirsi: un quartetto che lascia alle sue dita gran parte del lavoro solistico (l’altro organico feticcio è il trio con chitarra e pianoforte). Ogni esibizione live di questo gruppo andrebbe riascoltata al rallentatore, per apprezzare pienamente la ricchezza di spunti tematici, di trame ritmiche, di citazioni che si intrecciano come in un vasto affresco. I dettagli hanno una densità tropicale, resa quasi impercettibile dalla finezza esecutiva che conferisce alla musica una grande ariosità.


Detto ciò, presentare Ron Carter è sin troppo facile, dato che siamo di fronte a uno dei massimi contrabbassisti della storia del jazz moderno. Nato a Ferndale (Missouri) il 4 maggio 1937, Ronald Levin Carter iniziò lo studio del violoncello all’età di dieci anni. Dovette però abbandonare questo strumento nel 1954, cedendo alle pressioni razziali dell’ambiente filarmonico. Passò al contrabbasso e, dal 1959, prese la via del jazz a scapito della musica classica. In fondo, questa fu la sua fortuna. Dopo le prime, e già cospicue, collaborazioni (Chico Hamilton, Eric Dolphy, Randy Weston, Thelonious Monk, Cannonball Adderley…), nel 1963 Carter entrò a far parte del quintetto di Miles Davis e, con esso, di una delle pagine più memorabili della storia del jazz: gli altri membri della band erano Herbie Hancock, Tony Williams e Wayne Shorter. Carter rimase con Davis fino al 1968, incidendo album epocali come Seven Steps to HeavenMy Funny ValentineE.S.P.Miles SmilesNefertitiMiles in the Sky e Filles de Kilimanjaro. Durante questo periodo, Carter divenne il contrabbassista più richiesto della scena jazz, nonché quello più registrato della storia, con oltre mille (alcuni sostengono quasi duemila) dischi a suo credito: con Wes Montgomery, Aretha Franklin, Sonny Rollins, McCoy Tyner, Cedar Walton, Jim Hall.


Dal 1972 in poi Carter ha lavorato frequentemente con formazioni proprie, sperimentando soluzioni ritmico-melodiche e sonorità fuori dal comune. Pur avendo guidato anche delle big band, Carter ha manifestato una predilezione per i piccoli gruppi, nei quali il contrabbasso può assurgere al ruolo di protagonista in situazioni espressive raffinate e cameristiche.

Il concerto di Benevento si è contraddistinto per la scelta di un repertorio eterogeneo, in grado di spaziare tra struggenti ballads, scorci cameristici e brani più veloci. La struttura modale di alcuni di essi riporta alle atmosfere davisiane dei primissimi anni Sessanta, terreno fertile per i pochi ma incantevoli assoli del leader, che non ha mai cercato di essere al centro della scena, dirigendo il gruppo solo con l’intensità dello sguardo. Particolare attenzione viene data all’uso della sezione ritmica, moderna e sempre originale, basata sull’interplay tra il contrabbasso di Carter e la batteria di Crossley, elemento imprescindibile di questo gruppo.

Recensione: Mino Lanzieri “Experience” feat Emanuele Cisi per Summer Live Tones 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Quando si ascolta  un concerto particolare, cosi’ curato nella melodia, negli arrangiamenti, nella cura stilistica come è accaduto venerdì 22 luglio nel cortile del Maschio Angioino di Napoli, organizzato nell’ambito della XI Edizione del  Summer Live Tones 2022 ideato e realizzato dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco, non si può che rimanere assolutamente affascinati.

Protagonisti assoluti dell’evento il jazz di Mino Lanzieri che ha portato sul palco un progetto inedito con la collaborazione e il talento di altri tre validissimi musicisti come Joseph Lepore al contrabbasso, Massimo Del Pezzo alla batteria e guest star d’eccezione Emanuele Cisi ai sassofoni.

Mino Lanzieri,  chitarrista jazz, musicista napoletano, compositore . ma nonostante la giovane eta’ ha gia’  un ampio curriculum alle spalle arricchito dalle numerose masterclass in Italia e negli USA. Il chitarrista ha già inciso tre dischi, di cui uno in ultimissima uscita che lo vede insieme a Reuben Rogers e Gene Jackson.

Il chitarrista jazz  ha partecipato a diverse masterclass con Jim Hall, John Taylor, Scofield, giusto per citarne alcuni. Anche i seminari e i jazz workshop vengono frequentati con puro interesse, tant’è che vince per due anni di seguito una borsa di studio. Lo cultura del Jazz lo ha portato a trasferirsi negli Stati Uniti, precisamente a New York e a Boston. Un breve periodo, durante il quale coglie l’occasione di studiare con Jonathan Kreisberg e Rick Peckham.

La competenza tecnica, la capacità espressiva, la raffinata composizione caratterizzano questo giovane e talentuoso chitarrista. Un talento che gli ha permesso di comparire tra i più grandi del Jazz italiano. Il suo nome, infatti, compare nel “Dizionario del Jazz Italiano”, pubblicato dalla Feltrinelli a cura di Flavio Caprera. Mino Lanzieri riesce a conquistare ogni genere di pubblico, anche a chi non ascolta solitamente il Jazz. 

Ha collaborato con diversi musicisti del territorio campano, quali Giovanni Amano, Francesco Nastro, Pietro Condorelli, Daniele e Tommaso Scannapieco, Luigi Del Prete  e suonato  con Alessio Busanca, e Aldo Vigorito con i quali registra Hot Market. E ancora, con artisti quali Antonio Faraò, Emanuele Cisi, Gene Jackson, Reuben Rogers. Infine condivide il palco con Ulysses Owens, Stacy Dillard, Mark Sherman e tanti altri ancora.

Il progetto nasce proprio nell’occasione del Summer Live tones  che ha dato a Mino Lanzieri la possibilità di riunirsi con grandi musicisti come quelli presenti nel progetto che sono anche grandissimi amici verso i quali lo stesso chitarrista jazz ha una stima professionale e personale enorme e con i quali aveva avuto modo di collaborare già per precedenti progetti   dando vita ad un bellissimo progetto come quello di “Experience” che appunto è un vera e propria condivisione di brani amatissimi della storia del jazz internazionale con l’esecuzione di brani originali dei musicisti presenti sul palco.

Il concerto è iniziato con due bellissimi brani  “Warnin up” e “Do you remember me”  di Emanuele Cisi, seguiti da “Up jumped spring” di Freddie Hubbard, “One for Reuben” di Mino Lanzieri,  “Prezeology” di Emanuele Cisi , concludendo il concerto che e’ stato un vero e proprio gioiello di emozioni e di musica con un brano stupendo come “Sonny moon for two” di Sonny Rollins.

Recensione: Umbria Jazz 2022 uno sguardo sulla musica jazz

di Clementina Abbamondi 
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Dall’8 al 17 luglio 2022 si è svolta a Perugia la 22° Edizione di Umbria Jazz Summer. Dopo il lungo periodo della pandemia, finalmente questa estate c’è stata la rinascita della musica e della cultura e Perugia si è ripopolata di migliaia di persone che sono accorse per assistere ai moltissimi concerti che hanno animato in questi dieci giorni le strade e le piazze di questa bellissima città.

I concerti sono stati organizzati sia nell’Arena Santa Giuliana, che ha ospitato delle vere stelle della musica internazionale tra i quali: Dee Dee Bridgewater, Herbie Hancock, Diana Krall,Tom Jones  sia nella Sala Podiani ,situata nella Galleria Nazionale dell’Umbria, sia nel Teatro Morlacchi.

La  caratteristica vineria “La Bottega del vino”, posta nel centro storico di Perugia a pochi passi dal Duomo, ha ospitato ad ora di pranzo il gruppo Accordi Disaccordi con Anaìs Drago ed alle 19 il pianista Lorenzo Hengeller.

Sul palco dei Giardini Carducci si sono alternati  dalle 13  fino a tarda sera tantissimi gruppi che hanno animato questo bellissimo luogo di Perugia. Tra i vari gruppi musicali che si sono esibiti sul palco c’è stato quello dei “Sugarpie&Candymen” ,formatosi nel 2008 in Emilia-Romagna, conosciuti anche per alcune collaborazioni con Renzo Arbore sono noti   anche per aver riarrangiato nel loro genere ,ovvero il jazz, molti brani popolari di artisti e gruppi notevolmente conosciuti, alcuni dei quali; Bohemian Rhapsody,Disco Inferno,Come Together,Quando, Quando ,Nel blu.  dipinto di blu. Tra i loro album vi è anche “Let it Swing”dedicato interamente ad alcune it dei Beatles. Bravissima la cantante del gruppo Lara Ferrari che ha regalato dei momenti di grande spensieratezza coinvolgendo con il suo swing il numeroso pubblico presente nei Giardini Carducci.

Un altro gruppo musicale tutto al femminile il “ EM UP Jazz Band” sono riuscite a far rivivere la tipica polifonia dei gruppi vocali degli anni ruggenti del jazz . Il gruppo ha base a New Orleans ,la formazione della band rievoca le prime orchestre dixieland :una frontline con tromba ,trombone e clarinetto e una sezione ritmica con basso, chitarra e washboard. Hanno inciso dischi e fatto un tour in America e fuori . Con la loro musica il pubblico si è scatenato ballando e applaudendo entusiasta.

Un artista che ha stabilito un rapporto privilegiato con il pubblico proprio sul palco dei Giardini Carducci è  stato il giovanissimo pianista Mathis Picard ,compositore, produttore e band leader di origini franco-malgasce e newyorkese di adozione .Mathis è stato nominato una “stella nascente” da The Scotsmen all’età di dieci anni. È’ una personalità dinamica e allo stesso tempo un grande virtuoso. L’ultimo album da solista “Live At The Museum” ,pubblicato con il plauso della critica nel gennaio 2022 rende omaggio alle opere dei grandi compositori di musica classica e jazz che hanno influenzato il percorso musicale di Mathis,attraverso interpretazioni audaci ed evocative di brani classici.  In qualità di band leader dirige la “The Sound Orchestra”  il suo grande ensemble.  Le sue mani riescono a trarre dallo strumento dei suoni ricchi  di rievocazioni di grandi pianisti della musica classica, fusi e stravolti abilmente dal pianista che riesce a creare un suono unico e personale nel quale confluiscono anche lo swing, il jazz rendendo il ritmo perfetto e travolgente. Il pubblico presente numerosissimo nei Giardini Carducci ha tributato moltissimi applausi  a questa stella nascente del piano .

Uno dei concerti più seguiti dal pubblico è stato quello del pianista napoletano Lorenzo Hengeller,cantautore e compositore di musica swing. Hengeller ha vinto nel 2007 il Premio Carosone .

La sua musica  trae ispirazione da grandi autori come Lelio Luttazzi, il Quartetto Cetra, Gorni Kramer, Renato Carosone. Dopo il suo primo album “Parlami Mariù ma non d’amore”, nel 2006 esce “Il giovanotto matto”, album di matrice swing dove rende omaggio a Renato Carosone e Gorni Kramer. Nel 2010 esce il disco “Canzoniere minimo leggero” con duetti con Gianluca Guidi e Stefano Bollani. Nel 2013 esce il disco tributo a Lelio Luttazzi “Pianoforte e amici”, nel 2016 “Gli stupori del Giovane Hengeller” e nel 2020 esce “Piano Napoli” in collaborazione con Elisabetta Serio. Lorenzo Hengeller ha la passione per l’umorismo, quello di Luttazzi e Carosone, che si intreccia con quella per il jazz e le musiche divertenti.

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Recensione: Umbria Jazz 2022 un’edizione da record

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di Max Radicchi (https://www.massimoradicchi.it/)
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il jazz di altissimo livello arriva a Perugia. Il programma degli ultimi quattro giorni di Umbria Jazz presenta un cartellone  di importantissimi nomi del jazz a livello mondiale e che spesso riusciamo ad ascoltare, come stampa specializzata ma anche come estimatori del jazz, solo in questo splendido ed organizzatissimo Festival.

Come abbiamo detto tanti sono gli appuntamenti che accompagnano tutta la giornata a Perugia, ma spesso il caldo di questi giorni ci ha impedito di poter seguire tutto, anche perché per il ricchissimo programma che è in essere ci vorrebbero squadre intere di fotografi e giornalisti per raccontare nella sua interessa il Festival stesso, quindi nostro malgrado, si sceglie quello che è particolarmente interessante o che è il nome o il progetto che si ritiene che è meglio non perdere.

E allora iniziamo il pomeriggio con Charles Lloyd Quartet feat Bill Frisell

A 80 anni compiuti il grande sassofonista afroamericano Charles Lloyd torna a suonare dal vivo e  continua ad esibirsi in giro per il mondo in una sorta di ritrovata seconda giovinezza musicale.

Nato a Memphis, in Tennessee nel 1938, ha cominciato a suonare all’età di 9 anni e a soli 12 anni lavorava per la banda blues di BB King. Compagno di band di Cannonball Adderley nei primi anni Sessanta, Charles Lloyd ha guidato una formazione storica (composta tra gli altri da Keith Jarrett) con la quale ha registrato uno dei primi album jazz che ha venduto oltre un milione di copie (“Forest Flower”, 1967). Vanta in seguito collaborazioni con i Doors e i Beach Boys. Dopo una breve collaborazione con il pianista Michel Petrucciani nel 1981 si ritira dalle scene. Riprende ad esibirsi occasionalmente e inizia a registrare per l’ECM, inaugurando una lunga serie di dischi in cui figurano musicisti come Billy Higgins e John Abercrombie.

Bill Frisell tra rock e country, jazz e blues è uno dei chitarristi più vitali e produttivi d’America e tra i più ricercati nella musica contemporanea. Nato a Baltimora, la sua carriera come chitarrista e compositore ha attraversato più di 35 anni e numerose celebri registrazioni. Ha realizzato colonne sonore, arrangiamenti e vanta collaborazioni prestigiose con leggende del jazz quali Dave Holland, Elvin Jones, Ron Carter e Paul Motia

Charles Lloyd e il suo quartetto hanno dato vita davvero ad uno di quei concerti che difficilmente si potranno dimenticare nella vita . Tanti i brani eseguiti con una musicalità e un talento e un perfetto interplay tra i vari componenti del gruppo che potrebbero far impallidire formazioni più giovani del mondo jazz ma che non possono dar vita ad un concerto così emozionante per il pubblico.

Ci spostiamo alla fine per la nostra solita serata all’Arena Santa Giuliana per colui che riteniamo il RE del jazz mondiale: Herbie Hanckock .

Il concerto è stato aperto da un giovane ma validissimo chitarrista Pedro Martins. Musicista eclettico, dopo aver cominciato a studiare la chitarra da bambino, è in seguito diventato polistrumentista, songwriter e cantante. È perfettamente a suo agio con i generi tipicamente brasiliani come samba e choro, ma anche con jazz, fusion, progressive rock, world music. È diventato noto per le sue collaborazioni con musicisti come Kurt Rosenwinkel (con il quale ha suonato a lungo), Yaron Herman, David Binney, Jacob Collier. Pedro Martins ha collaborato anche con e con star del jazz brasiliano come Hamilton de Holanda, Gabriel Grossi e Toninho Horta.

Ma la platea freme e si avverte sensibilmente che il pubblico non vede l’ora di ascoltare e applaudire il grande Herbie Hancock, colui che è una vera e propria icona del jazz.

La band che HH porta a Umbria Jazz è una raccolta di star: Terence Blanchard (tromba) è uno dei più grandi artisti jazz contemporanei; Lionel Loueke (chitarra) è una scoperta di Hancock, cui ha dedicato un disco e un tour; James Genus (contrabbasso) ha suonato con decine di grandi jazzmen, tra cui proprio Hancock, oltre che come leader; Justin Tyson (batteria) con trascorsi nel mondo del gospel, ha cominciato a suonare la batteria a tre anni e ultimamente ha collaborato con Robert Glasper ed Esperanza Spalding.

Herbie Hancock è un pianista jazz jazz, tastierista e compositore americano. Ha suonato tutti gli stili jazz, ad eccezione del jazz gratuito, inclusi bebop, hard bop, fusion, jazz modale, funk jazz e jazz elettronico.

Parlare di lui vuol dire  parlare di un mito assoluto della musica, uno dei massimi esponenti della musica mondiale. Un autentico crocevia di jazz, funk ed elettronica, capace soprattutto di trasformare la sua tecnica sopraffina in un’ emancipazione sovversiva dove le linee si basso si trasformano in synth e i riff di chitarra suonano come un basso gommoso. In splendida forma, non ha smesso di cantare e di parlare con quel suo sorriso smagliante al pubblico per quasi due ore comunicando non solo con la musica ma anche con il rapporto con la sua band  e con il pubblico che lo ascolta rapito tributandogli alla fine quando suona il suo strumento   particolarissimo che lo ha reso celebre in tutto il mondo i suoi brani più conosciuti come “Cantaloupe Island” e “Watermelon Man “ il pubblico è travolto dalla emozione e scatta la standing ovation per colui che è davvero il mito del jazz mondiale .

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Recensione: Il soul e la musica pop elettronica arriva ad Umbria Jazz

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Dopo un bellissimo week end di musica è iniziata una settimana che vede in cartellone straordinari concerti a partire da quelli previsti alla Galleria Nazionale dell’Umbria Sala Podiani a mezzogiorno e nel primo pomeriggio per continuare poi al Teatro Morlacchi e in serata tantissimi concerti nelle varie piazze della città.

L’atmosfera che si “respira” in città è proprio quella di “viversi” appieno le emozioni che un Festival cosi importante riesce a donare a chi si vive ogni istante di musica e della vita che gira intorno ad un evento organizzato al massimo livello in ogni dettaglio e in ogni particolare.

Quindi ci immergiamo anche in questo inizio settimana in tutti i vari incontri musicali per poter raccontare quanto più possibile le emozioni del jazz di questa settimana cosi intensa.

Lunedì 11 luglio dopo un bellissimo piano solo di Alessandro Lanzoni, e un concerto intenso di Alice Ricciardi & Pietro Lussu, l’evento straordinario del Teatro Morlacchi che ha visto sul palco del Teatro una band straordinaria guidata da Christian McBride & Inside Straight con Steve Wilson, Warren Wolf, Peter Martin e Carl Allen

Nel 2007 Christian McBride, uno dei più grandi contrabbassisti del jazz contemporaneo ed eclettico leader, ha presentato in anteprima la nascita di un nuovo quintetto chiamato Inside Straight con un live set al leggendario Village Vanguard. Sia i critici che i fan sono rimasti entusiasti di questa potenza acustica. McBride ha poi pubblicato due album del gruppo “Inside Straight” su Mack Avenue records, Kind of Brown (2009) e People Music (2013), dedicati alla visione di Mc Bride del jazz ‘straight’ e swingante. Dopo una pausa di diversi anni, Christian McBride riporta “Inside Straight” sui palcoscenici nel 2022 con una nuova fantastica formazione e nuovi brani groovin’ per i suoi fan più accaniti.

A giudicare dalla sua performance, la frase “Inside Straight” cattura bene l’estetica di questa band: è sia “dentro” una comoda dimensione groove che “dritto” – bluesy. La scelta dei brani di McBride può essere armonicamente complicata, ma non si discostano mai dalla forma e dalla tonalità della composizione; sono esercizi ingegnosi per un quintetto sofisticato e intelligente, un mix di veterani e giovani musicisti che include batteria, sassofono, pianoforte e vibrafono. E, naturalmente, McBride brilla sia negli assoli che nel tenere il tempo: brandisce un contrabbasso tremendamente flessibile, rotondo e fluido, saldamente radicato nel suonare ciò che è inconfondibilmente jazz.

La serata si apre invece con due strepitosi concerti all’Arena Santa Giuliana con il primo set di Jamie Cullum e la seconda parte della serata con Christone “Kingfish” Ingram Trio. Due concerti seguitissimi dal pubblico presente in Arena che hanno visto uno strepitoso Jamie Cullum che ha cantato, suonato, ballato e saltato dal pianoforte come ci ha abituato da tempo in una performance straordinaria per più di un’ora senza risparmiarsi né fermarsi ma

Cullum a Perugia c’era già stato più volte a partire dal 2006, poco dopo essersi rivelato al grande pubblico coi suoi primi due esplosivi album.

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