Seba Damico da oggi in esclusiva in preorder su Itunes l’EP d’esordio “Sono un Alieno”

Da oggi è possibile ascoltare il singolo “Sono un Alieno”, brano del cantautore siciliano Seba Damico.

Dal 13 ottobre potrete anche acquistare l’ EP d’esordio omonimo su tutte le piattaforme digitali.

Del singolo “Sono un Alieno” è già disponibile il videoclip su Youtube.

 Il video di “Sono un Alieno” visibile a questo link https://youtu.be/B9Eol6lzuOM

Il cantautore siciliano anticonformista si presenta così nel mondo musicale con un brano ironico e orecchiabile come “Sono un Alieno”, diverso dalla normalità e controcorrente. Ama la sua musica e gli basta la sua chitarra per stare bene.

Nel divertente videoclip del brano “Sono un alieno”, si maschera come un Alieno presentandosi improvvisamente nei luoghi comuni come un bar, al lago, in un campo da minigolf etc… con la normalità di chi sa di essere diverso ma si estranea dal mondo e si fa “i fatti suoi”.

Seba Damico, all’anagrafe Sebastiano D’amico, vive la sua vita un pò come l’alieno del suo brano utilizzando parole molto semplici e dirette ma con un messaggio profondo e diretto mettendosi da parte di tutti quelli che si sentono soli e vengono messi da parte, tutte quelle persone che agli occhi di tutti possono sembrare strane e introverse ma che invece hanno un loro mondo, dei loro ideali e solo un modo diverso di vivere la vita.

L’EP “Sono un alieno”, in uscita il 13 ottobre, contiene 7 tracce e in ogni brano il cantautore cerca di utilizzare sempre parole semplici e dirette cercando di arrivare facilmente al cuore della gente.

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“LA VITA SEMPLICE” DI MARCO TUMA In uscita 
l’esordio discografico da leader del compositore, sassofonista e armonicista cromatico salentino

La Vita Semplice - Copertina

Martedì 14 novembre esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “La vita semplice“, esordio discografico da leader del compositore, sassofonista e armonicista cromatico salentinoMarco Tuma, prodotto dall’etichetta Dodicilune. Il disco sarà presentato ufficialmente venerdì 24 novembre (ore 21 – ingresso 10 euro inclusa copia del cd) con un concerto ad Astràgali Teatro in via Candido a Lecce.

Sulla scia del modello e mentore ideale Toots Thielemans, il cui riferimento è piacevolmente presente in tutta l’opera, Tuma rivela una felice originalità stilistica, e costruisce il proprio “Brasil Project” sull’idea di un Brasile immaginario, i cui tòpoi  riflettono la ricchezza della cultura carioca, dall’estrema semplicità comunicativa della musica alla complessità armonica che vi è sottesa, innestando in tale crogiuolo  la propria sensibilità compositiva e interpretativa, e le doti di improvv isatore. Il disco contiene sette brani inediti composti da Tuma (Aprile, Waltz for Berri, Stato di Ebbrezza, Little Gigia, In viaggio con Lulù, Neruda mon amour e Splash) e le cover di Eu sei que vou te amar di Antonio Carlo Jobim e Vinícius de Moraes, Samba em preludio di Baden Powell e What are you doing the rest of your life? di Michel Legrand. Polistrumentista raffinato, Marco Tuma (armonica cromatica, flauto, sax soprano e glockenspiel) dirige un ensemble in cui spiccano la voce recitante di Giuseppe Tarantino, la chitarra di Claudio Tuma, il violoncello di Redi Hasa, il pianoforte di Giuseppe Magagnino, il contrabbasso di Tonino Vantaggiato e la batteria di Alessio Borgia. Il risultato è una musica semplice ma non facile, che alla semplicità dell’esperienza dell’ascolto associa una solida complessità, regalando emozioni profonde e indelebili.

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DISCODAYS: Quando la musica diventa passione!

Di Annamaria De Crescenzo

DiscoDays XIX edizione 7 – 8 Ottobre 2017_Teatro Palapartenope

Si è conclusa, domenica 8 ottobre la XIX Edizione di DiscoDays il progetto culturale realizzato due volte l’anno per la conservazione e la diffusione della musica e la promozione del suo ascolto. Un progetto speciale, organizzato ormai dal 2008 da due giovani ma validissimi imprenditori Nicola Iuppariello Vincenzo Russo della Iuppiter Eventi, in collaborazione con Teatro Palapartenope e con il patrocinio del Comune di Napoli. (leggi anche intervista a due voci agli organizzatori).

Per due giorni, sabato 7 e domenica 8, nello spazio della Casa della Musica di Napoli, migliaia di visitatori tra appassionati del Vinile, veri e propri collezionisti, musicisti, imprenditori e addetti ai lavori nel campo sia musicale che della comunicazione, si sono dati appuntamento in quella che ormai va oltre il semplice format “mostra mercato” ma che, nel corso di questi anni, è diventata una vera e propria occasione non solo per ricercare ed acquistare il Vinile dell’Artista o della band del cuore, anche rarissimo in alcuni casi, ma anche di ascoltare ed apprezzare nuove proposte musicali, partecipare a presentazioni di nuovi album o libri , visitare in assoluta esclusiva interessanti mostre fotografiche o assistere a showcase live davvero unici.

DiscoDays XIX edizione 7 – 8 Ottobre 2017_Teatro Palapartenope

Partecipare alle due giornate di DiscoDays è un’esperienza davvero unica. Entrare nello spazio della Casa della Musica, allestito con gli stand coloratissimi di 50 espositori di tutta Italia, ricercare il disco agognato tra i tantissimi contenitori esposti, scambiare opinioni sulla musica e sugli Artisti amati con gli stessi espositori, conoscere i direttori delle case discografiche presenti a DiscoDays, o gli stessi musicisti e Artisti presenti nei live, sempre disponibili verso il loro pubblico, è davvero un’emozione unica.

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HENRY RUGGERI : Trent’anni di passione per la fotografia e per la musica

Di Annamaria De Crescenzo

DiscoDays XIX edizione 7 – 8 Ottobre 2017_Teatro Palapartenope _Henry Ruggieri e Annamaria De Crescenzo

Napoli 8 Ottobre 2017,  Casa della Musica (Napoli)

Nel corso di DiscoDays, oltre ad intrattenersi con fotografi, addetti stampa e pubblico, Henry Ruggeri ci ha gentilmente concesso una sua breve intervista.

  • Henry Ruggeri, fotografo strepitoso, conosciutissimo in tutta Italia: Come nasce l’idea di presentare una tua mostra fotografica proprio qui alla XIX Edizione di Disco Days?

Innanzitutto sono stato tre anni fa onorato del Premio DiscoDays, Nicola e Vincenzo hanno voluto farmi questo omaggio graditissimo. Quando l’ho saputo sono letteralmente impazzito per due motivi: il primo per la città di Napoli perché ritengo questa città importantissima a livello culturale e quindi ne sono assolutamente innamorato e non potevo rifiutare di ricevere un premio così prestigioso proprio in questa città meravigliosa. Il secondo è che venivo premiato l’anno successivo a quello in cui fu premiato uno dei miei miti in assoluto, Guido Harari, e questo non poteva che riempirmi di ulteriore orgoglio. In quell’occasione promisi agli organizzatori di ritornare appena concluso questo progetto che sto portando in giro per l’Italia di foto e memorabilia e quest’anno è arrivata l’occasione giusta per farlo. Ed eccomi qui.

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Tǔk Music Presenta : LUMINA Carla Casarano – Leila Shirvani – William Greco – Marco Bardoscia – Emanuele Maniscalco

”Lumina è un tributo alla luce.
Sono dieci brani in cui la parola luce si declina in dieci lingue diverse e in altrettante composizioni originali. Perché luce è suono ancor prima che sguardo e colore.”
 Paolo Fresu

Lumina uscirà il 18 ottobre, anniversario della scomparsa di Thomas Edison, per la Tǔk Music di Fresu (distribuzione Ducale Music).

Ed è proprio il trombettista che ha ideato, diretto e prodotto l’opera scegliendo i musicisti e tutte quelle componenti che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Il quintetto è composto da Carla Casarano alla voce, Leila Shirvani al violoncello, William Greco al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e Emanuele Maniscalco alla batteria e all’harmonium.

Gli scrittori Lella Costa, Erri De Luca, Marcello Fois e Flavio Soriga sono autori di alcuni dei testi composti per l’occasione e inseriti all’interno del booklet.

Marco Bardoscia è comparso più volte nei dischi dell’etichetta avendo partecipato ai lavori di Raffaele Casarano, ed essendo parte integrante del collettivo BAM assieme al Quartetto Alborada e Rita Marcotulli di cui è uscito l’album Trigono nel 2016.
Per Carla Casarano e William Greco si tratta di un gradito ritorno dopo la partecipazione in Argento, ancora a nome di Raffaele Casarano.
E’ un esordio per la Tǔk invece quello di Emanuele Maniscalco, tra i pochissimi italiani protagonisti del catalogo ECM, e Leila Shirvani, che proviene dalla musica contemporanea e si è trovata ad affrontare per la prima volta musica improvvisata con grande autorevolezza.

Le dieci composizioni, cinque a firma di Greco, tre di Bardoscia e due di Maniscalco, si muovono in una dimensione lirica tra atmosfere rarefatte ed evocative, impreziosite da una poesia di Emily Dickinson, A Light Exists in Spring, e da un testo di Lella Costa, A Proposito di Luce, splendidamente cantati da Carla Casarano.

Il progetto è stato presentato in anteprima al Locomotive Festival di Lecce il 26 luglio 2017 e sarà in tour nei prossimi mesi.

La copertina è opera dell’illustratore Toni Demuro (Sassari, 1974), che ha collaborato tra gli altri con Vanity Fair, Carlo Spera Editore, Eli Edizioni, La Peste e Il Manifesto, per citare solo i più recenti.

Lumina è stato realizzato in collaborazione con l’azienda vinicola di Lamberto Frescobaldi, che produce un vino eccezionale dal nome “Luce della Vite”, in totale sintonia col senso musicale e immaginifico di questo straordinario progetto.

LABEL: www.tukmusic.com

MANAGEMENT: www.pannonica.it

COVER: www.tonidemuro.com

DISTRIBUZIONE: www.ducalemusic.it

Premio San Gennaro Day 2017 : il riconoscimento dei veri Talenti di Napoli

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I Bottari di Macerata Campania_San Gennaro Day 2017

Giunta alla quinta edizione, il Premio San Gennaro Day quest’anno si è svolto, con il palco allestito sul sagrato del Duomo di Napoli, lunedì 25 settembre tra un vero e proprio tripudio di folla e di consensi da parte della critica e della stampa che conta qui a Napoli. Organizzato da Jesce Sole e lo stesso Gianni Simioli che ne cura anche la Direzione Artistica, in collaborazione con Gabbianella Eventi Club, Comune di Napoli e Regione Campania, e numerosi sponsor che sono stati citati diverse volte nel corso della serata stessa scelti tra i più importanti imprenditori napoletani e campani, è stato ancora una volta un grandissimo successo, come nelle precedenti edizioni, seguito in piazza da un numerosissimo pubblico e in diretta sui più importanti canali Social e diverse troupe televisive. Dietro le quinte i numerosi ospiti dell’evento, tutti uniti in un’atmosfera di amicizia e di desiderio di stare insieme che fa di questi grandi Artisti un gruppo affiatato ed entusiasta sia della serata che degli obiettivi del Premio stesso, come più volte affermato dallo stesso Simioli che ha fortemente voluto questo Premio come giusto riconoscimento del talento, grinta e determinazione degli Artisti (musicisti,cantanti, imprenditori, attrici) che dimostrano di essere legati alla propria città e fanno di tutto per poterla non solo renderla migliore ma anche essere ai vertici del proprio ambito professionale. Per tale motivo, ad ogni Premio consegnato sul palco è stata letta la “motivazione” per l’assegnazione del premio stesso, sull’applauso del pubblico che evidentemente ne condivideva ed apprezzava pienamente le scelte degli organizzatori.

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PRISONER 709 Michele o Caparezza?

caparezzaCaparezza torna dopo 3 anni e lo fa in grande stile, con l’album più intimo e personale della sua carriera. Capa lascia il posto a Michele, in un percorso circolare (la prima e l’ultima canzone sono praticamente identiche, con la differenza che nel primo pezzo l’atmosfera è più cupa, pessimista, il testo molto critico, nell’ultimo l’autore lascia spazio al ritmo, alla leggerezza, non ci sono strofe “parlate”) zeppo di riferimenti alla numerologia (7 o 9?), che ci racconta i suoi momenti di crisi, i suoi dubbi, il problema dell’acufene di cui soffre da poco più di due anni, ma anche la voglia di reagire, la presa di coscienza della propria situazione, la raggiunta maturità e la positività, che emerge specialmente in un brano, quel “Ti fa stare bene” uscito in contemporanea ed in contrapposizione (volutamente) con uno dei pezzi più cupi e più difficili, il “Prisoner 709” che da’ il titolo al cd.

Insomma, non resta che ascoltarlo per farvi un’idea.
A mio avviso uno dei migliori lavori del cantante di Molfetta.

I Virtuosi di San Martino : Il Teatro che affascina – Intervista al Maestro Roberto Del Gaudio

Di Annamaria De Crescenzo

Prima di andare in scena il Maestro Roberto Del Gaudio ci ha concesso una bella e interessante intervista:

Parliamo oggi con uno degli Artisti più interessanti del panorama teatrale italiano, leader dei Virtuosi di San Martino, Roberto Del Gaudio. Come nasce l’idea del nome del gruppo e quando nasce quest’idea di fare teatro, cabaret, musica in una sorta di spettacolo nello spettacolo?

La scelta del nome Virtuosi di San Martino risale alla notte dei tempi, credo nel 1994, quindi davvero tantissimi anni fa. Perché questo nome? mah! Forse perché San Martino è il protettore dei “cornuti” secondo la tradizione popolare e magari ci ha ispirato questo fattore, oppure perché San Martino è il Santo di questa breve estate invernale che avviene a novembre e dunque poiché il virtuosismo, la tecnica attoriale, i rudimenti del mestiere di stare in scena sono ormai un ricordo dei tempi andati, una specie di estate fuggevole, ecco quindi il discorso che si riallaccia a San Martino, e al nome scelto per il gruppo.

Riguardo poi all’idea di far sprofondare in scena vari linguaggi tra i quali quello teatrale e quello musicale, quest’ idea non è stata un’idea dei Virtuosi di San Martino ma è un’idea che esiste da quando esiste il Teatro, considerato che la tragedia greca, ad esempio, era cantata. Oggi invece vengono riprodotte le tragedie greche senza musica anche a Siracusa e sono una cosa spaventosa, è come leggere un libretto di un’opera di Rossini o di Verdi senza musica. Il grande Teatro dell’Occidente ha avuto da sempre uno strettissimo legame con la musica ed ecco quindi, attenendoci agli autori più vicini a noi, Brecht, Petrolini, Viviani solo per citarne alcuni, è venuta fuori l’idea di riproporre con forza e con tenacia questo tipo di Teatro.

 

Obiettivo riuscitissimo visto anche il talento dei musicisti che ti accompagnano in scena

I musicisti che sono con me sul palco (Carmine Ianniciello violino, Federico Odling violoncello, Vittorio Ricciardi flauto, Carmine Terracciano chitarra) infatti non sono mai stati meri esecutori della musica proposta ma veri e propri protagonisti dello spettacolo stesso. Infatti sebbene siano tutti professori di Conservatorio guidati da un eccellente compositore come Federico Odling in scena sono “attori della loro musica” nel senso che è come se recitassero una parte, tramutando un quartetto classico in un vero e proprio coro greco, che prende parte alla vicenda attivamente e contrappuntando le tesi e le storie della “voce narrante” che sarei io. I Virtuosi quindi sono un fenomeno “comico” che affonda le sue radici nella tragedia greca, anche se questo non sempre ci viene riconosciuto. Infatti spesso, quando parlo con i giornalisti mi chiedono “Ma tu sei un musicista?”, non capendo che il Teatro greco era in origine strutturato proprio in questo modo, non come quello di oggi, che è incasellato in specifici generi come al supermercato ci sono i vari scaffali e i vari settori. Invece il Teatro dovrebbe essere tutt’altro, è il luogo dove tutte le competenze dovrebbero interagire e sprofondare. Infatti mi manca molto nella nostra esperienza artistica avere 4 danzatori classici ovviamente, 4 Tersicorei, facendo capire che il nostro Teatro non è “all’avanguardia” ma è al contrario un Teatro che affonda le sue radici nel Teatro greco. Oggi poi il termine “avanguardia” è fortemente abusato e utilizzato in maniera impropria, è diventato un pretesto per abolire la tecnica. Cioè qualsiasi persona che non sa far nulla si mette a fare il regista o l’attore di avanguardia, come diceva Pasolini “Qualsiasi artista che non è tale, si può professare artista all’avanguardia mettendosi al di fuori delle regole”. Invece le regole ci sono eccome. È come se qualcuno si mettesse a giocare a tresette con uno che sta giocando ad asso pigliatutto. Nel mio Teatro invece le regole ci sono e tutto non è frutto di mera improvvisazione ma è una seria ricerca e un’elaborazione e rielaborazione di regole antiche ma sempre attualissime per fare il vero Teatro.

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Fabio Concato per Napolinfest San Gennaro Day al Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore (NA)

di Annamaria De Crescenzo
Foto by SpectraFoto

Un calendario fittissimo di spettacoli, rappresentazioni teatrali, concerti ed eventi artistici, una sorta di doveroso omaggio alle quattro grandi rassegne legate alla tradizione partenopea: Piedigrotta in Festa, la festa padronale di San Gennaro, la Festa di Sant’Alfonso Maria De’ Liguori, la Festa della Madonna del Rosario. Napoli al centro del programma “Napolinfest -Naviganti, Eroi, Poeti e Santi della Città” , un progetto del Comune di Napoli, Regione Campagnia e Gabbianella Club srl, sotto la direzione Artistica del giornalista Lugi Necco, che diventa una meravigliosa opportunità per i cittadini e i turisti che dal 11 settembre al 7 ottobre hanno la possibilità di rivivere la bellezza delle grandi tradizioni popolari e degli spettacoli ad esse legate nel corso del tempo.

Tantissimi gli Artisti coinvolti nel progetto: da Ron, Francesca Marini, Antonello Roni, Monica Sarnelli, Federico Salvatore, Andrea Sannino, Eugenio Bennato solo per citarne alcuni, e tutti impegnati in quelli che sono stati o saranno eventi di grandissimo successo di pubblico e di critica. Grande trepidazione per l’evento più atteso: il San Gennaro Day, un premio identitario per prestigiosi ospiti a cura della “Jesce Sole” con la Direzione Artistica e la conduzione di Gianni Simioli.

Domenica 17 settembre il Chiostro del Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore ha ospitato, con uno strepitoso sold out già da diverse settimane, il concerto di uno degli artisti più applauditi e amati del panorama musicale italiano: Fabio Concato.

Presentato da Alessandro Incerto, noto attore napoletano, di fronte ad una numerosissima pletea di oltre cinquecento persone, con il Direttore Artistico Luigi Necco in prima fila e Gianluigi Osteri della Gabbianella Club Events, il cantante e musicista milanese ma con il cuore decisamente “napoletano” ha incantato la platea con i suoi successi di sempre, ma anche con la sua signorilità, i suoi modi garbati e la sua deliziosa autoironia che lo fanno amare da tutto il suo affezionatissimo pubblico.

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Lura al Festival Ethnos XXII Edizione: il ritmo travolgente di Capo Verde

Di Annamaria De Crescenzo
Foto by SpectraFoto
Ethnos_Lura_Villa Vannucchi_SpectraFoto_16-9-2017

Il Festival Ethnos giunto quest’anno alla XXII Edizione, è una delle manifestazioni artistico-culturali più interessanti del panorama musicale e non solo della nostra Regione. Progetto co-finanziato dalla Regione Campania, e diretto magistralmente dal Direttore Artistico Gigi Di Luca, coadiuvato da bravissimi collaboratori come Chiara Savelli (coordinamento organizzativo), Gaetano Petronio (Ufficio stampa nazionale), Umberto di Micco (ufficio stampa regionale), Giulio Di Donna (social media manager e Comunicazione) annovera quest’anno, oltre al Comune di San Giorgio come Comune organizzatore, altri Comuni partner come Bacoli, Casandrino, Massa Lubrense, Somma Vesuviana che ospiteranno, di volta in volta, i dieci eventi che, dal 16 settembre al 1 ottobre, ospiteranno artisti di rilievo internazionale, vere e proprie icone di mondi e culture lontane ma di grandissimo fascino e importanza artistica in siti di interesse storico-architettonico di estrema bellezza.

La bellezza e la forza di Ethnos sono proprio queste: scegliere, grazie alle straordinarie doti del Direttore Artistico Gigi Di Luca dei veri e propri talenti della musica etnica, in un intreccio di musica, danza, teatro e valorizzazione del territorio grazie ad un intenso programma di itinerari naturalistici e visite guidate ad alcuni tra i più bei musei, Chiese, Parchi archeologici e Catacombe del territorio napoletano, oltre, altra novità di quest’anno, a intrecciare al canto anche performance di altissimo livello di danza e teatro. Una vera e propria immersione della cultura degli altri popoli, senza trascurare le nostre radici storiche-ambientali-culturali che ha reso il Festival Ethnos uno dei festival della musica più importanti e di successo d’Italia, permettendo al pubblico napoletano e non solo di conoscere e apprezzare la migliore musica etnica del mondo.

Lo stesso Direttore Artistico Gigi Di Luca ha evidenziato che “Il Festival Ethnos si conferma come grande evento che integra la valorizzazione del territorio con la scoperta di nuove culture. Lo definirei quest’anno ” Festival del Golfo “, in quanto tocca gli estremi luoghi di una terra bagnata del mare e si estende da Bacoli a Massalubrense mantenendo però il baricentro vulcanico nell’area vesuviana e nel comune di San Giorgio a Cremano con concerti ed eventi collaterali  anche a Somma vesuviana, Casandrino, Napoli e Torre del Greco. 7 concerti, 1 spettacolo di danza, 1 premio Ethnos, 2 stage , itinerari e visite guidate per una conoscenza ulteriore di patrimoni nascosti. Ecco la XXII edizione di un festival storico ed atteso che guarda alla crescita civile e culturale e allo sviluppo turistico con la partecipazione di artisti in esclusiva italiana e regionale. La manifestazione rinnova la sua tradizione guardando a culture lontane da noi. E’ stato svolto un attento lavoro di selezione e di ricerca di artisti affermati in campo musicale e capaci di affascinare il pubblico esprimendo la propria identità culturale attraverso la musica, la danza,  la scrittura, per un festival sempre più multidisciplinare. In 22 anni anni probabilmente siamo riusciti, attraverso inedite performance, ad aiutare a superare stereotipi e pregiudizi di cui spesso alcuni popoli sono vittime. Abbiamo scelto di dedicare uno spazio maggiore alle donne che provengono da territori retrogradi, dove non esiste emancipazione femminile e la sottocultura spadroneggia. Inoltre si rafforza il Premio Ethnos che per la seconda edizione verrà consegnato allo scrittore e giornalista franco- marocchino Tahar Ben Jelloun, un premio che vuole essere un riconoscimento verso chi nella sua opera creativa, artistica e sociale ha saputo tracciare da buon conoscitore del mondo mediorientale ed europeo, un ponte tra le differenze, raccontando con i suoi libri la bellezza che vive in ogni cultura”.

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