Category Archives: Live

Recensione: Fabrizio (Pippo) Lamberti in Pessimismo e Fastidio: “maledetta musica” al Teatro di Sori

Recensione e Foto a cura di Vittorio Santi

Pessimismo e Fastidio: “maledetta musica”

Dopo tanti anni di scrittura musicale per innumerevoli occasioni e partecipazione come pianista a tour con Artisti del calibro di R. Vecchioni, E. Finardi, Pierangelo Bertoli nonché il tour mondiale con Eros Ramazzati, Fabrizio (Pippo) Lamberti musicista e compositore genovese, fondatore insieme al compianto Rufus Nocera del gruppo comico “Cavalli Marci “, ha finalmente deciso di presentare al pubblico la sua musica.

L’evento in prima nazionale si è svolto al Teatro di Sori, davanti a un pubblico attento e numeroso.

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Recensione: INCOGNITO ha festeggiato il 29 Novembre al Vox Club di Nonantola (Modena) il suo 40° anniversario di carriera!

Di Gabriele Lugli 
Foto: Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

INCOGNITO ha festeggiato il 29 Novembre al Vox Club di Nonantola (Modena) il suo 40° anniversario di carriera!

Soul, jazz, funk ed energia pura nel mix della band pioniera dell’acid jazz.

Formatisi nel 1979, gli Incognito capitanati dal carismatico Jean-Paul “Bluey” Maunick (chitarrista, anima e mente del gruppo) hanno pubblicato, in oltre 40 anni di carriera, 15 album e hanno visto alternarsi negli anni decine di musicisti e cantanti, sempre di altissimo valore.

Negli anni gli Incognito hanno mantenuto fede alla loro idea musicale, ovvero quella di un sound che potesse conciliare la raffinatezza del jazz con il calore e la sensualità sonora del soul-funk.

Musica coinvolgente, arrangiamenti ineccepibili ricchi di fiati e percussioni e un groove irresistibile sempre più orientato al contemporany R&B.

 

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Recensione: Musica jazz allo Spazio ZTL con Di Nunzio, Condorelli, Busanca e Brugnano

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di Clementina Abbamondi

 

Sabato  10 novembre nello  Spazio Zurzolo Teatro Live,  aperto a tutti  coloro che hanno voglia di  trovare un luogo in cui condividere  interessi   artistici   e  nuove  conoscenze,   si  è  svolto  il  concerto  del  quartetto composto  da  Pietro Condorelli alla chitarra, Luigi Di Nunzio al sax alto, Gianluca Brugnano  alla batteria e Alessio Busanca all’ organo Hammond.

Lo spazio ZTL   sorge all’interno della ex  Cappella Mauro restaurata da Marco Zurzolo  che  in società  con Manuela Renna   ha creato un centro  di aggregazione culturale proponendo  oltre alla  musica  anche mostre e un percorso  didattico sotto  la direzione artistica del M°Marco Zurzolo,  attraverso la propedeutica  infantile, l ‘insegnamento  dei  singoli  strumenti,  agevolando la partecipazione  dei ragazzi del  quartiere.

All’ interno dell’ ex Cappella  si respira  un’ area ricca di arte in senso  lato le pareti  sono ricche  di opere d’arte contemporanea , sui  tavolini adornati  con candele  una pergamena  con il menù della  serata a cura dell’ Associazione Scuderia Borbonica. Continua a leggere

il Trio Mare Nostrum con Fresu, Galliano, Lundgren conclude il Roma Jazz Fest 2019

di Annamaria De Crescenzo
foto di Mario Catuogno by SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Domenica 1° dicembre non poteva esserci concerto più appropriato per concludere una riuscitissima edizione del Roma Jazz Fest 2019 come quello di “Mare Nostrum” di Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti) Richard Galliano (fisarmonica, accordina) e Jan Lundgren (pianoforte).

In un’affollatissima Sala Sinopoli, e con un’emozione grandissima, il Trio è stato accolto da un lunghissimo e meritatissimo applauso da parte del pubblico presente, degno tributo al talento e alla bravura dei tre musicisti tra i più bravi jazzisti al mondo.

Quello formato dall’italiano Paolo Fresu, dal francese Richard Galliano e dallo svedese Jan Lundgren è stato definito “il primo supergruppo euro jazz”. La storia è nota: tutto è iniziato da una jam session in Giappone, alla quale parteciparono Lundgren, raffinato pianista svedese, e Galliano, considerato l’erede del grande Astor Piazzolla, che intrecciarono subito un ottimo rapporto. Considerando che il batterista abituale del trio di Lundgren era anche membro di uno dei tanti gruppi di Fresu, era inevitabile che prima o poi i tre si sarebbero incontrati.

Nonostante i caratteri e i background culturali molto diversi, hanno anche molto in comune: sono infatti tre dei musicisti più inclini al gusto per la melodia di tutta la scena jazz europea e sono tutti e tre degli sperimentatori sempre in cerca di nuove esperienze. Suonando in trio hanno sviluppato una sorta di alleanza, forti affinità e profonda simbiosi artistica. Anche i loro strumenti, così diversi, creano invece insieme un suono ideale, inconfondibile.

 

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Recensione: Roberto Ottaviano al Roma Jazz Fest edizione 2019 in “Eternal Love”

di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno by SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Sabato 30 novembre penultimo concerto del Roma Jazz Fest con uno dei musicisti più interessanti del panorama jazzistico italiano: Roberto Ottaviano che ha presentato il suo nuovo progetto musicale “Eternal Love”.

Roberto Ottaviano, saxofonista, compositore, didatta, è sulla scena jazzistica internazionale da quasi quarant’anni. Ha suonato ed inciso con alcuni tra i più importanti musicisti americani ed europei a cavallo tra diverse generazioni: D. Gillespie, C. Baker, A. Farmer, M. Waldron, R. Workman, A. Mangelsdorff, G. Gaslini, E. Rava, S. Swallow, F. Koglmann, P. Favre, K. Wheeler, K. Tippett, K. Berger, H. Bennink, A. Andersen, T. Gurtu, H. Drake, e tantissimi altri. Oltre che dirigere proprie formazioni, tra cui Astrolabio con G. Trovesi, G. Ferris e M. Godard, il QuarkTet con A. Hawkins, M. Formanek e G. Hemingway, ed il Trio Griòts con G. Maier e Z. De Rossi, suona con la Minafric Orchestra e con Canto General di Pino Minafra.

Si è esibito in Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Danimarca, Norvegia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Iugoslavia, Albania, Romania, Russia, India, Giappone, Messico, Tailandia, Marocco, Algeria, Costa d’Avorio, Senegal, Camerun, Stati Uniti, Canada, ed ha inciso per Red, Splasc(h), Soul Note, Dodicilune, Hat Art, Intakt, ECM, DIW ed Ogun. Continua a leggere

Recensione: Carmen Souza ospite del Roma Jazz Fest edizione 2019

di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno by SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

A distanza da quasi un mese dall’inizio del Roma Jazz Festival, durante il quale si sono esibiti sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, della Casa del Jazz e del Monk di Roma artisti di livello internazionale, venerdì 28 novembre si apre il week end conclusivo del Festival con il concerto di Carmen Souza.

Nata a Lisbona in una famiglia cristiana di Capo Verde, Carmen Souza è cresciuta in un ambiente linguistico misto di creolo, il dialetto di Capo Verde, che i suoi genitori parlavano a casa e il portoghese, sempre circondata dallo stile di vita di Capo Verde.

Theo Pascal, il suo produttore e mentore, uno dei migliori bassisti del Portogallo, scoprì il suo talento e introdusse Carmen al jazz e ad altre sonorità contemporanee che hanno influenzato notevolmente il suo sviluppo musicale.

Carmen Souza è andata in tournée in tutto il mondo dal 2005 e ha suonato in festival come The North Sea Jazz Festival, Leverkusener Jazztage, San Francisco Jazz Festival e molti altri conquistando un posto speciale e unico nella cultura musicale capoverdiana. Nel 2013 ha vinto il titolo di Migliore cantante femminile e Migliore Musica con l’album Kachupada ai “Grammys” del Capo Verde – Cabo Verde Music Awards 2013.

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Recensione: Sasà Mendoza in “Latin jazz Combo” al Kind of Blue

di Annamaria De Crescenzo

foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Sabato 23 novembre sul palco del nuovo spazio per la musica “Kind of Blue” sito ad Agnano, nell’ambito della rassegna Napoli jazz Winter organizzata e diretta da Napoli Jazz Club e diretta da Michele Solipano un nuovo progetto musicale di Sasà Mendoza “Latin Jazz Combo”. Con lui sul palco anche Peppe Sannino alle percussioni, Gianfranco Campagnoli alla tromba, Cristina Zeta alla voce, Dario Spinelli al basso e Domenico De Marco alla batteria con i quali ha dato vita ad una serata di musica dedicata ai ritmi e alle sonorita’ della musica latin jazz, con alcuni delle più belle canzoni della bossanova come “Tristeza” di Toquinho, “Agua de beber” di Antonio Carlos Jobim, “ seguite da brani di milonga e ritmi sudamericani, e brani originali del pianista napoletano, tra i quali “Alba Mediterranea” con i quali ha conquistato la platea.

Musicista partenopeo, Sasà Mendoza si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Salerno nel 1990. Nel 1995 ha inciso il suo primo album “Alba Mediterranea”, dove le suggestioni del sound mediterraneo   sono ispirate dalle leggende, dalla magia e dà i miti classici della grande tradizione partenopea. Artista sensibile ha partecipato a vari progetti culturali con “‘ O Cuorp ‘e Napule” e “Song ‘e Napoli” atti a realizzare progetti di adozione e recupero del   territorio, e del restauro di monumenti della città di Napoli, affiancandosi ad artisti come: Zurzolo, Onorato, Esposito, Senese, Bennato, Cercola, e Gragnaniello con il quale ha collaborato per  diversi anni e partecipato a diversi premi come il premio Tenco 1996, al Festival della Musica di Parigi nel 200, alla IV edizione “Mediterraneo Video Festival” nell’ambito della rassegna internazionale “Mediterraneo tra Musica e Paesaggio”, nel 2004 al “PREMIO CAROSONE” con una rivisitazione in chiave Jazz di  “GUAGLIONE”, dedicandosi anche alla produzione di un cd “Sponde” nel 2006 patrocinato da AMNESTY INTERNATIONAL il cui ricavato andò a favore  di CONTROL ARMS , campagna contro l’uso delle armi, nel 2010 al Teatro Sistina di Roma insieme a numerosi artisti internazionali  tra cui Ennio Morricone ha partecipato ad  uno spettacolo di beneficenza a favore della ricostruzione della “mensa di Celestino” dei poveri de l’Aquila, distrutta dal terremoto, e per  l’acquisto di macchinari per il reparto di Ematologia Pediatrica dell’ospedale Bambino  Gesù di Roma. Nel marzo 2010 al Teatro Greco di Roma insieme con Enzo De Caro in uno spettacolo dedicato a Massimo Troisi dal titolo: POETA MASSIMO”, e sempre nel 2010 ha inciso il suo CD “Guardando il mare”, edito da Blue & Blue musica di Milano da Halidon.

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Recensione: Al Jazz Festival di Bologna : il mondo dei suoni di HERMETO PASCOAL & GRUPO

Recensione e Foto di: Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Al Bologna Jazz Festival il mondo dei suoni di HERMETO PASCOAL & GRUPO

Bella serata di brasilian jazz, a dir poco eccentrico.

Nel Grupo,che da solo sa swingare carioca, spiccano tre elementi davvero talentuosi, in testa il grintoso sassofonista.

Hermeto, ha inevitabilmente ipnotizzato e divertito tutta la grande platea dell’Unipol Auditorium per circa due ore con colori sonori e con suoni di giocattoli e oggettistica varia.

Alla fine l’ottuagenario artista alagoense, che Miles Davis chiamò simpaticamente “albino pazzo” ha donato un pezzo scritto a Bologna nel pomeriggio per il pubblico bolognese.

Con lui sul palco Jota P., sassofoni e flauti, André Marques, piano, flauto e percussioni, Itiberê Zwarg, basso elettrico e percussioni, Ajurinã Zwarg, batteria e percussioni e Fábio Pascoal, percussioni.

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Recensione : Per la rassegna JazzMi al Teatro della Triennale di Milano: Enrico Rava Special

Recensione e Foto di: Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Nell’ambito di JazzMi, al Teatro della Triennale di Milano, si è svolto il concerto di Enrico Rava Special.

Nella sua lunga carriera Enrico Rava ha collaborato prima con artisti come Gato Barbieri e Steve Lacy, poi con Roswell Rudd, Carla Bley, Cecil Taylor, per citarne alcuni.

Dopo un breve soggiorno a Buenos Aires, poi uno lungo a New York, il ritorno in Italia e le innumerevoli collaborazioni con Lee Konitz, Pat Metheny, Joe Lovano, Geri Allen, Michel Petrucciani, e la predisposizione a scoprire nuovi talenti.

 

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Recensione: AL Teatro Ristori di Verona per la rassegna Jazz en Rose la pianista Hiromi

Recensione e Foto di Gabriele Lugli: (http://www.gabrielelugli.com)

La pianista e compositrice nippo – statunitense Hiromi, protagonista indiscussa del jazz contemporaneo si è esibita l’8 novembre 2019 al Teatro Ristori di Verona per la rassegna Jazz en Rose quest’anno dedicato alla figura femminile.

Hiromi comincia a suonare il pianoforte in giovane età, e già a 12 anni inizia a esibirsi in pubblico. A 17 anni ha l’occasione di suonare dal vivo con il pianista Chick Corea durante un concerto tenuto da quest’ultimo a Tokyo. Nel 1999 Hiromi si iscrive al prestigioso Berklee College of Music di Boston dove studia con il grande Oscar Peterson.

Alla Berklee conosce il celebre pianista Ahmad Jamal, divenuto poi suo mentore. Il suo debutto arriva con l’album d’esordio Another Mind, prodotto dal bassista Richard Evans, già suo insegnante alla Berklee, e da Ahmal Jamal. Con centomila copie vendute e svariati premi, tra cui “Album of the Year” da parte della Recording Industry Association of Japan, Hiromi continua la sua straordinaria carriera portando la sua musica in tour in tutto il mondo e partecipando ai più prestigiosi Jazz Festival internazionali. Le influenze rock, progressive, jazz, fusion l’hanno resa un’artista originale che ottiene grandi riconoscimenti e premi per tutti i suoi dischi.

Nel 2004 pubblica “Brain”, seguito da un tour di concerti che la porta all’Umbria Jazz Festival, dove apre l’esibizione dei “Big Four”: Hancock, Shorter, Corea e Blade. L’album, costituito da 8 brani interamente originali, vanta un vasto repertorio e sorprende con le grandi velocità di “Kung Fu World Champion”, con gli intrecci sinfonici di Desert on the Moon e con i meravigliosi assoli di “Green Tea Farm”.

 

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