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Recensione: Nick the Nightfly & Sarah Jane Morris al Sannio Music Fest 2022

di Annamaria De Crescenzo 
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Per la seconda data del Sannio Music Fest al Teatro Romano di Benevento, rassegna organizzata da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano, due grandissimi nomi del panorama jazzistico internazionale per un concerto imperdibile, mercoledi 6 luglio, con Nick the Nightfly straordinaria “voce “ da decenni di Radio Montecarlo oltre che leader e voce di gruppi jazz di grandissimi successo e Sarah Jane Morris che ha arricchito il repertorio del concerto con brani di autentica bellezza che l’artista ha impreziosito e fatto risaltare con la sua particolarissima voce.

Il concerto ha proposto un’intensa performance che  ha raccontato la storia artistica di questo versatile quintetto attraverso tanti stili differenti – dal jazz al soul, dal pop alla musica lounge – frutto di incontri con grandi artisti e soprattutto di sonorità diverse, una sorta di “viaggio” che parte dall’Italia passando per Parigi, Brasile, Stati Uniti, fino ad arrivare alla mia terra, la Scozia, per tornare all’Italia, terra molto amata da Nick.

Nick the Nightfly, origini scozzesi, è conosciuto soprattutto per il suo programma radiofonico “Monte Carlo Nights” il programma notturno più famoso d’Italia, di nuove musiche e tendenze che quest’anno compie un anniversario importante “30” anni di radio e che conduce tutt’ora, oltre ad essere il Direttore Artistico del famosissimo “Blue Note” di Milano dal quale conduce tutte le sere il suo programma amatissimo dal grande pubblico radiofonico.

Dal 1989 Nick The Nightfly è specializzato in musica di qualità, il suo programma ha portato in Italia la musica new age, la fusion, la world music, la musica brasiliana, il jazz, l’acid jazz e negli ultimi anni anche i suoni del nujazz, il lounge e la chill out, le musiche di frontiera, con un occhio sempre attento ai protagonisti di ieri e di oggi.

Il concerto è stata l’occasione per Nick The Nightfly di presentare la musica da lui tanto amata, raccontando diversi aneddoti riguardanti i meravigliosi momenti che lui stesso vive da ormai 30 anni e che lo ha portato sui palcoscenici più importanti non solo in Italia ma nel mondo. Nick è un autentico “ciclone”, contagia tutti con la su prorompente energia e la allegria e la sua autentica passione per la musica. Passione che mette sempre non solo durante la conduzione del suo “Montecarlo Nights” ma anche quando presenta, negli ultimi anni ormai è presenza fissa, star internazionali della musica jazz e non solo dal prestigioso palco di Umbria Jazz nelle sue varie edizioni sia a Perugia che a Terni che ad Orvieto, diventando ormai anche in tali occasioni, la “voce narrante del jazz”.

Ospite d’eccezione in occasione del concerto al Sannio Music Fest di Benevento, è stata la cantante Sarah Jane Morrische, con le sue straordinarie qualità vocali, spazia dal rock al blues al jazz e al soul con un’estensione di quattro ottave che fa letteralmente venire i brividi con la sua fortissima individualità che oltre alla voce straordinaria, è da tantissimi anni impegnata in battaglie civili che la rendono ancora più una presenza straordinaria nel mondo musicale internazionale.

Ad accompagnare i due c’erano Jerry Popolo al sax, Amedeo Ariano alla batteria, Francesco Puglisi al basso elettrico e Marco De Gennaro al piano: jazzisti di lungo corso, musicisti esperti e navigati, capaci di coinvolgere il pubblico presente e di conquistarlo con il loro inesauribile talento.

Oltre ai brani del suo ultimo cd e di tanti altri suoi successi, Nick the Nightfly ha voluto omaggiare Napoli con una canzone di Pino Daniele, presentando poi sul palco l’artista britannica che ha emozionato il numeroso pubblico presente al Teatro Romano con bellissimi successi della sua carriera artistica oltre a cantare due brani con lo stesso Nick the Nightlfy concludendo con una bellissima e applauditissima “Let the Music Play”.

Il prossimo appuntamento della rassegna. per la sezione ‘On The Road’Sant’Agata dei Gotivenerdì 8 luglio, con il concerto della pianista siciliana SADE MANGIARACINA.

L’intero programma di Sannio Music Fest 2022:

DOM. 10 LUGLIO 2022 | GIOVANNI AMATO4et – MONTESARCHIO  

GIOV. 14 LUGLIO 2022 | CARMEN SOUZA duo – SAN SALVATORE TELESINO    

MART. 19 LUGLIO 2022 | RON CARTER Foursight 4et  – TEATRO ROMANO BN

GIOV. 21 LUGLIO 2022 |  RICHARD GALLIANO New York tango trio – TEATRO ROMANO BN

MART. 26 LUGLIO 2022 | LELLO PETRARCA – SAN SALVATORE TELESINO    

Biglietti ancora disponibili, acquistabili pressole prevendite abituali (tel. 0824. 361973 – 0824.700025)

 oppure on line su www.go2.it || www.napolijazz.it || www.ticketone.it.

Recensione: 18esima Edizione del Festival JazzFlirt 2022

di Clementina Abbamondi 

La 18° Edizione del Festival organizzato dall’ Associazione JazzFlirt Musica & Altri amori,ha preso il via
il 4 luglio 2022 nella suggestiva “Area Archeologica Caposele “a Formia .

Ospite della serata il contrabbassista William Parker, una leggenda del jazz con il primo tour europeo di cui una della due tappe è Formia. Il contrabbassista ha suonato assieme a due musicisti d’eccezione ,Pasquale Mirra al vibrafono e
Hamid Drake alla batteria presentando un progetto eclettico e innovativo.
Il concerto è stato aperto dal gruppo “Tetrad 4et “ formato da Gianluca Manfredonia al
vibrafono,Armando Iacovella alla chitarra,Alessandro Del Signore al contrabbasso e Alessandro Forte
alla batteria.,una giovane formazione locale riunita in un progetto caratterizzato da composizioni originali
in cui si avvicendano scrittura e una grande capacità improvvisativa.

Prima del concerto ,Gerardo Albanese ,storico Fondatore dell’Associazione Jazz Flirt &Altri Amori,
presentando al pubblico la 18° Edizione del Festival Jazz ha detto” è stato un traguardo inimmaginabile
raggiungere i 18 anni del Festival.

Infatti , l’Associazione ha dovuto superare nel corso di questi anni grandi difficoltà che hanno messo in discussione il prosieguo di questo Festival Jazz. Cerchiamo ora di raccogliere i frutti di questi anni spesi a promuovere e diffondere la cultura musicale in generale ed in particolare modo quella afroamericana che è quella che predilegiamo. L’Associazione ha portato avanti anche numerose attività collaterali come guida all’ascolto,seminari,laboratori,rassegne video,160 concerti,580 musicisti sono stati ospiti dal Festival Jazz Flirt nel corso di questi 18 anni.Abbiamo
conquistato con i nostri concerti un pubblico sempre più numeroso al quale va il nostro calorosissimo
applauso,un pubblico che ci ha sempre sostenuto e si è lasciato incuriosire dalle nostre proposte”.

A questo punto Gerardo Albanese ha presentato il nuovo Presidente dell’Associazione Emilio Civita che
,dopo aver ringraziato Gerardo Albanese per la sua indispensabile presenza e disponibilità nel guidare in
tutti questi anni il timone dell’Associazione, ha presentato i due musicisti di fama internazionale il
bassista William Parker ed il batterista Amir Drake che sono ritornati sul palco del Festival Jazz Firt dopo
18 anni in quanto erano già presenti nella I° Edizione e ,dice Emilio Civita, “ci fecero l’onore di
suonare anche se allora eravamo sconosciuti ed alle prime armi”.Il Presidente dell’Associazione Jazz Flirt
& Altri Amori ha ringraziato l’Amministrazione Comunale che dice “ha dato un grande contributo ed
impegno e ha creduto in questo 18° Festival ,anche dopo due anni di pandemia che avevano bloccato gli
eventi e la musica” Un sentito ringraziamento è andato anche ai vari sponsor che hanno permesso al Jazz
Firt di organizzare dei concerti di alto livello”, e aggiunge” tengo molto che ad aprire il concerto sia un
quartetto di musicisti locali in quanto stiamo cercando di portare la musica jazz nel nostro territorio e
quindi abbiamo dato la possibilità ad un gruppo di giovani e talentuosi musicisti di presentare un loro
progetto originale in anteprima.


I “Tetra 4et “ sono un gruppo che nasce nel 2021 ed è figlio della forte esigenza espressiva dei musicisti
che lo compongono .A dare nome al gruppo è un concetto che spazia dalla geometria alla
filosofia, intersecandosi inevitabilmente con il mondo musicale. Un tetraedo dove ogni faccia è
rappresentata dal contributo unico dei singoli musicisti, riunito in un progetto caratterizzato da
composizioni originali in cui improvvisazione e scrittura si avvicendano naturalmente.
Gianluca Manfredonia al vibrafono dopo aver lanciato l’uscita del suo progetto in solo “Piovra
Project”incide anche l’album con i Brew4et per l’etichetta “Losen Records”“Drops” che è il disco
d’esordio del gruppo con il quale sta ora lavorando alla realizzazione del secondo disco.Nel 2021 sempre
col gruppo “Brew4et” Gianluca Manfredonia ha partecipato al Contest organizzato dal “Val d’Angri
Jazz” ricevendo dalla giuria il premio come miglior musicista e ha ricevuto meritatamente i complimenti
del Sindaco di Castelforte, paese nativo di Gianluca per il suo grande talento che ha conquistato con
passione, impegno e sacrificio.
Armando Iacovella alla chitarra, Alessandro Del Signore al contrabbasso e Alessandro Forte alla batteria
completano il quartetto. Il gruppo ha suonato alcuni brani originali che prossimamente faranno parte del
loro primo CD : Augumented time,Sotomayor,Almost 11,Cantata dei giorni dispari e Coming and going. I
musicisti ,durante il concerto, hanno dimostrato un grande interplay e grande talento.
Dopo l’esibizione dei “Tetra 4et” sono saliti sul palco dei veri mostri sacri ,il contrabbassista William
Parker, il vibrafonista Pasquale Mirra ed il batterista Hamin Drake.
William Parker bassista, compositore e leader della band è da decenni in prima linea nella scena jazz
creativa .La sua musica è innovativa ,nato nel 1952 ,è tra i più attivi musicisti afroamericani degli ultimi
30 anni..La sua formazione è tutta interna alla musica d’avanguardia di New York dei primi 70 anni.

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Recensione: Art Hirahara Trio ospiti della Summer Live Tones 2022

Di Annamaria enzo
Foto di SpectraFoto (wwww.spectrafoto.com)

Ospiti internazionali e una location da mozzafiato per la XI Edizione del Summer Live Tones 2022 organizzata dall’Associazone Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco che per tale evento si sono avvalsi della collaborazione di tutto lo splendido staff organizzativo e tecnico di Gabbianella Events diretta da un inarrestabile Gianluigi Osteri.

Ormai da tanti anni il Live Tones offre sempre concerti di artisti che sono delle vere e proprie stelle del firmamento musicale jazz internazionale e questi due primi appuntamenti previsti in una delle location più belle di tutto il panorama architettonico culturale dell’intera Campania ne sono la conferma assoluta.

Infatti il Museo Nazionale di Pietrarsa nelle date del 1 luglio e del 7 luglio accoglierà gli appassionati del jazz in un panorama davvero spettacolare, in uno spazio meraviglioso che darà agli ospiti del concerto modo di poter, oltre ad assistere al concerto, di poter visitare uno dei luoghi più belli della nostra regione, tutto compreso nel biglietto del concerto stesso.

Il 1 luglio si è iniziato con il concerto di Art Hirahara Trio con  Art Hirahara al pianoforte, Aldo Vigorito al contrabbasso, Marco Fazzari alla   batteria.

Compositore, pianista, tastierista e produttore musicale, Art Hirahara vive ormai da tantissimi anni a New York. Nel corso della sua carriera ha creato un “sound” tutto suo, che attraversa generi e confini e va dal jazz tradizionale all’avant-gard. Ha registrato sei album come leader per l’etichetta jazz Posi-Tone Records, e compare in dozzine di album di altri artisti internazionali. Si esibisce non solo sui palcoscenici americani, ma anche quelli di Europa, Asia, Sud America e Medio Oriente. Oltre a suonare con la sua band, ha avuto il privilegio di esibirsi con grandi nomi del jazz internazionali tra i quali Don Braden, Freddy Cole, Stacey Kent, royal hartigan e Akira Tana.

Come ha raccontato lo stesso Alberto Bruno durante la presentazione del concerto, Art Hirahara ha stretto ormai da tempo un’affettuosa amicizia con lo stesso Direttore Artistico tanto che in occasione di un suo recentissimo concerto al prestigioso Blue Note di Milano aveva invitato Alberto Bruno a partecipare al concerto, prendendo poi un impegno formale con lui di poter organizzare, appena possibile, una data a Napoli.

Occasione che si è presentata appunto il 1 luglio, in concomitanza delle ferie estive del pianista che ha avuto modo, tornando in Italia, di poter organizzare con il Live Tones questo concerto, unica data in Italia, che è stato un vero e proprio evento musicale, sia per la bellezza del luogo che l’ha ospitato che per la musica che per l’affiatamento stesso del Trio,  che non aveva mai suonato insieme prima di quest’occasione, ma grazie al talento di Aldo Vigorito e di Marco Fazzari, due strepitosi musicisti campani che hanno colto al volo l’opportunità di poter suonare con un mito internazionale della musica jazz, studiando e provando in pochissimi giorni la musica composta dallo stesso Art Hirahara ed eseguendo, con una perfezione inimitabile, i bellissimi standard jazz proposti dal Trio stesso.

Art Hirahara ha uno stile pianistico che emoziona, sa trarre fuori dal pianoforte note così magiche e così sensibili da creare dolcissime melodie in grado di poter davvero emozionare i cuori, tanto che è sembrato essere quello che spesso si definisce come il vero “jazz dell’anima”. Tanti i brani della sua intensa produzione musicale come “The Shadowist”, “Il Sentiero degli Dei”, “Ships Passing”, “Escherian Steps” che si sono intervallati all’esecuzione davvero coinvolgente di brani standard di jazz come “Turnaround” di Ornette Coleman, “Boliva” di Cedar Walton, “You do Something to Me “ di Cole Porter, fino a brani della musica bossanova come “If you never come to me” di Antonio Carlos Jobim, suonati alla perfezione e con grande entusiasmo ed evidente amore per la musica non solo da Art Hirarara ma anche dagli stessi Aldo Vigorito e Marco Fazzari, evidentemente emozionati e felici di aver avuto l’invito di poter condividere una serata unica e irripetibile di musica straordinaria come quella di venerdi scorso, concludendo poi, in un lunghissimo applauso del pubblico presente, con una bellissima interpretazione di “Peace” di Horace Silver.

Prossimo appuntamento del Summer Live Tones 2022 giovedi 7 luglio sempre al Museo di Pietrarsa con il concerto   di   Giuseppe Bassi Sumire Kuribayashi in “I will touch you”
Sumire Kuribayashi pianoforte
Giuseppe Bassi cbasso

L’ingresso è dalle ore 20,00 per visitare liberamente il Museo.
Il costo del biglietto è di 20,00 euro comprensivo della visita libera al museo e dell’ascolto del concerto, acquistabile la sera alla biglietteria predisposta o sul circuito on line go2 o prevendite fisiche territoriali.
https://www.boxol.it/…/giuseppe-bassi-sumire…/411161
INFO: 3389941559

È possibile parcheggiare al Pietrarsa Parking convenzionato con il Museo di Pietrarsa per i suoi visitatori e che si trova a pochi metri dalla struttura.

Recensione : 26° Edizione del “Premio Internazionale Massimo Urbani”

Recensioni di Clementina Abbamondi

Il 25 -26 giugno 2022 si è svolta a Camerino la 26° Edizione del “Premio Internazionale Massimo Urbani”, il prestigioso concorso internazionale per solisti che dal 1996 scopre giovani talenti del jazz e il cui scopo è quello di attirare musicisti talentuosi nel territorio. Il Premio nasce nel 1996 ad Urbisaglia (MC), da un’idea del direttore artistico e straordinario promotore di jazz Paolo Piangiarelli, produttore della casa discografica Philology Label, scomparso il 1° gennaio di quest’anno, al quale sarà dedicata questa Edizione. Paolo Piangiarelli ha voluto istituire questo Premio in memoria di Massimo Urbani, geniale sassofonista romano prematuramente scomparso. Il Premio, che oggi coinvolge le città di Camerino, Urbisaglia e Macerata è organizzato dall’Associazione Culturale Musicando Jazz di cui è Presidente Daniele Massimi e dal 2004 viene supportato dal Comune di Camerino e da UNICAM che istituendo il Premio UNICAM jazz, dà la possibilità ai vincitori di incidere il loro primo disco da professionisti. Nel 2007 il Premio acquisisce l’aggettivo “Internazionale “con l’obiettivo di estendere i confini del premio all’estero. Il concorso ha selezionato quest’anno più di 80 solisti, attraverso rigorose selezioni dal vivo valutate da una giuria che quest’anno è composta dai due Presidenti: il sassofonista Baptiste Herbin, ed il trombonista Massimo Morganti e dalla sezione ritmica formata dal pianista Massimiliano Rocchetta, da Gabriele Pesaresi al contrabbasso e da Massimo Manzi alla batteria.

I finalisti del Premio Internazionale Massimo Urbani 2022 sono 10 musicisti.

Venerdì 24 giugno sul prato dell’agriturismo PAPPAFO’ Country House, incorniciato dalle colline marchigiane in una serata impreziosita da un bellissimo tramonto, si è svolta l’anteprima del Premio Internazionale Massimo Urbani, una cena spettacolo. La” Musicando Jazz Orchestra” ha suonato alcuni dei brani più famosi del grande jazzista Charles Mingus come omaggio ai 100 anni dalla sua nascita. Come ha detto Daniele Massimi, Presidente di Musicando Jazz, “L’Orchestra è nata nel 2018 grazie ad un’idea e al coordinamento del musicista Stefano Conforti che ha coinvolto in questo progetto circa 25 musicisti jazz marchigiani. La Musicando Jazz Orchestra diretta dal Maestro Luca Pecchia, rappresenta un forte segnale di rinascita dei territori e delle comunità colpiti dal terremoto del 2016”. Il concerto è stato impreziosito dai bellissimi assoli di Stefano Bedetti al sax e di uno dei presidenti della giuria del Premio Internazionale Massimo Urbani il talentuoso sassofonista Baptiste Herbin. È stato poi chiamato a suonare alcuni brani al piano il bravissimo Tommaso Perazzo già vincitore nel 2018 del Premio.

Sabato 25 alle 17 nei bellissimi giardini comunali della Rocca Borgesca di Camerino come ogni anno il PIMU ha dedicato un appuntamento pomeridiano ai bambini ed in collaborazione all’ Associazione “Adesso Musica” ha organizzato dei laboratori di “Musica per gioco”.

Alle 19 si è svolto” l’aperitivo concerto al tramonto “con il “Lorenzo Bisogno Quartet” formato da Lorenzo Bisogno al sax tenore (vincitore del Premio Internazionale Massimo Urbani 2021), Manuel Magrini al pianoforte, Pietro Paris al contrabbasso e Lorenzo Brilli alla batteria. Lorenzo Bisogno ha presentato alcuni brani da lui composti per il suo cd che uscirà a breve:” Time to find out”, “Open Spaces”,” Groovy””, Searching for the next”,” Cicli lunari” e anche due arrangiamenti degli standars “317 east32nd street” di Lennie Tristano e “The Moontrane” di Woody Shaw.

Il sassofonista ha dimostrato ancora una volta di essere oltre che un eccellente musicista anche un bravissimo compositore. Inoltre, il “Lorenzo Bisogno Quartet”, è dotato di interplay e grande affinità musicale e affiatamento tra i musicisti del gruppo.

Alle 21 sul palco allestito sotto una quercia della Rocca Borgesca di Camerino con un bellissimo prato circondato da alberi centenari e da un panorama mozzafiato sulle colline marchigiane ha preso il via la XXVI edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani.

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Recensione: Noa ospite del “Sannio Music Fest” 2022 al Teatro Romano di Benevento

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (wwww.spectrafoto.com)

Strepitoso  successo il concerto tenutosi il 23 giugno di   di Noa in  “30th Anniversary Tour ” al Teatro Romano di Benevento, nell’ambito del Sannio  Music Fest 2022, organizzato da Napoli Jazz Club e diretto da Michele Solipano, che prevede un cartellone di pregio per accompagnare questo inizio afoso d’estate Beneventana, con eventi non solo in città, ma anche nella provincia circostante e la novità dell’edizione 2022 è proprio la sezione on the road con concerti non solo al Teatro Romano, ma anche nel Cortile del Vescovado di Sant’Agata dei Goti, nella Villa comunale Montesarchio e nella splendida Abbazia benedettina di San Salvatore Telesino


Cantautrice, poeta, compositrice, percussionista, relatrice, attivista e madre di tre figli, Achinoam Nini in arte Noa, ha debuttato come cantante nel 1991 e si è fatta  apprezzare in coppia al chitarrista Gil Dor. Il loro primo album è Achinoam Nini e Gil Dor Live. Tre anni più tardi debutta con un lavoro in studio, intitolato Noa, in cui è inserito il suo primo vero successo: “I Dont’Know”.

Il 1996 è l’anno del suo secondo disco, Calling, che gli permette per la prima volta di essere apprezzata anche in Italia, dove si presenta tra l’altro per prendere parte a un concerto di Antonello Venditti in Piazza del Plebiscito a Napoli. Il rapporto con il nostro Paese però si stringe ancora di più l’anno dopo, quando viene scelta da Roberto Benigni per interpretare il brano Beautiful That Way, canzone principale della colonna sonora del film La vita è bella.

La sua carriera esplode definitivamente e gli anni Duemila sono ricchi di pubblicazioni di discreto successo, oltre che riconoscimenti importanti come ambasciatrice della pace proveniente dal mondo della cultura. Nel 2005 partecipa al Live 8 al Circo Massimo e l’anno dopo è in gara a Sanremo con il brano Un discorso generale, insieme a Carlo Fava e Solis String Quartet, insignito del Premio della Critica Mia Martini. Un ulteriore momento importante per la sua carriera è l’approdo all’Eurovision Song Contest nel 2009 in coppia con la connazionale Mira Awad. Nell’occasione canta There Must Be Another Way, interpretata in inglese, ebraico e arabo, e arriva al 16° posto

Nel 2011 pubblica l’album Noapolis, in cui la cantante riprende alcuni tra i più bei brani della canzone classica napoletana, fra cui Santa Lucia Luntana e I’ te vurria vasà, presentate in anteprima a Napoli il 6 dicembre 2010.

Nel 2014, dopo quattro anni di lavorazione al fianco di Gil Dor (chitarrista, arrangiatore, compositore), Noa ritorna con un nuovo album intitolato “Love Medicine”, al quale partecipano anche grandi jazzisti tra cui Pat Metheny, altro suo storico collaboratore nonché produttore anche del suo primo lavoro nel 1994, che per l’occasione compone il brano Eternity in beauty. 

Nel marzo 2019 pubblica il nuovo disco Letters to Bach, progetto discografico prodotto da Quincy Jones, che nasce dalla profonda ammirazione di Noa per il genio del compositore tedesco Johann Sebastian Bach. Nell’album, Noa riprende 12 brani musicali di Bach, arricchendoli con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Gli arrangiamenti per chitarra sono stati realizzati da Gil Dor.

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Recensione: Freedom Trio & Fabrizio Bosso ospiti del Sannio Music Fest 2022

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

FREEDOM TRIO

Lello Petrarca: tastiere
Emiliano De Luca: basso elettrico
Claudio Borrelli: batteria
Special guest:
Fabrizio Bosso:tromba

Il Freedom Trio è una formazione campana che   riunisce in un gruppo stabile e coeso le forze di tre solisti che da tempo vantano una frequentazione delle platee nazionali appassionate di jazz, affiancando di volta in volta, anche stabilmente, i nomi più prestigiosi del panorama musicale italiano, tra i quali spiccano Pietro Condorelli, Emanuele Cisi, Pietro Tonolo, Fabio Morgera, Maurizio Giammarco, Gabriele Mirabassi, Rosario Giuliani, Marco Tamburini, tra gli altri.

Il repertorio proposto è costituito quasi esclusivamente di composizioni originali tratte dai lavori discografici di ognuno dei componenti (tra cui l’ultimo del pianista Lello Petrarca, dal titolo “Reflections”), nei cui mood aleggia lo “spettro” sia di reminiscenze coltraniane (presenti in ogni situazione che voglia dirsi moderna), ma anche di atmosfere mediterranee e classiche, con spesso uno sfondo melodico di ispirazione inevitabilmente partenopea, evitando accuratamente certe oleografie purtroppo frequenti in proposte provenienti dalle nostre parti, bilanciando dunque il virtuosismo con il gusto per il lirismo ed il colore.

Agli originali si affiancano riletture di standard poco battuti, provenienti dai songbook di autori moderni.

Il trio di base, per il concerto del 19 giugno nell’ambito della programmazione del Sannio Music Fest 2022 organizzato da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano ,  ha ospitato a Montesarchio (BN)  uno tra i più noti ed autorevoli esponenti del jazz europeo, e non solo: il grandissimo trombettista Fabrizio Bosso, solista presente in infinite collaborazioni tutte ad altissimi livelli, anche nel campo della musica pop, con il quale il Freedom Trio ha dimostrato di avere una grandissima affinità musicale e un perfetto interplay riuscendo a dare un’impronta originale e molto coinvolgente  ai brani presentati durante il concerto stesso, accolti dal pubblico con grande entusiasmo e partecipazione.

Prossimo appuntamento del Sannio  Music Fest 2022 il 2 luglio  al Cortile del Vescovado di Sant’Agata dei Goti (BN) di Valerio Virzo 5tet.

Per info e prenotazioni:

#napolijazzclub

www.go2.it | www.tickeone.it | www.napolijazz.it

Info ; 0824. 361973 | 0824.700025

Recensione: Malika Ayane ospite del FestivaLOVE di Scandiano

Recensione e Foto di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.it)

É stata la voce unica di Malika Ayane ha incantato ieri sera e salutato l’edizione 2022 di FestivaLOVE a Scandiano.

Dopo la parentesi covid da qui riparte il tour estivo della cantante.

In questo viaggio musicale Malika è accompagnata da una band eccezionale composta da Stefano Brandoni alla chitarra, Andrea Andreoli al trombone, Raffaele Trapasso al basso, Carlo Gaudiello al piano e Searcy Leif alla batteria.

Lo spettacolo è prodotto e organizzato da Friends & Partners

                                Le prossime date del tour:

21 giugno 2022        Napoli – Festa della Musica

24 luglio 2022          Bard (AO) – Aosta Classica – Forte di Bard

29 luglio 2022          Castiglione del Lago (PG) – Lacustica

9   agosto 2022        Matera – SONIC PARK

4   settembre 2022   Vigevano (PV) – Estate in castello

15 settembre 2022    Francavilla Fontana (BR) –

                               Piazza Giovanni XXIII

Recensione: Frida Bollani Magoni ospite del Live Tones 2022

Recensione di Annamaria De Crescenzo

Venerdì 17 giugno alle ore 21,  lo straordinario concerto organizzato in maniera eccellente dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco, della giovanissima ma straordinaria pianista e cantante  per la prima volta in concerto a Napoli, nella splendida cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova, Frida Bollani Magoni, diciassettenne figlia d’arte di Petra Magoni e Stefano Bollani,

Da sempre immersa nel mondo dei suoni e della musica, Frida Bollani Magoni comincia a studiare regolarmente pianoforte classico all’età di 7 anni sotto la guida del maestro Paolo Razzuoli, che le insegna la notazione musicale in Braille. Ha collaborato più volte con l’Orchestra Operaia di Massimo Nunzi (Jazz Big Band) sia come cantante che come pianista esibendosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. In qualità di ospite si è esibita al Premio Bianca D’Aponte (concorso per cantautrici) nel teatro di Aversa nel 2017 e alla cerimonia di apertura degli Special Olympics 2018 presso l’ippodromo di Montecatini suonando e cantando davanti a 10.000 persone. Si è spesso esibita come ospite a sorpresa nei concerti dei genitori (Petra Magoni e Stefano Bollani) sia in Italia che all’estero. Ha anche esperienza nel mondo del musical avendo partecipato come cantante a: “The Adventures of Peter Pan” e “Jesus Christ meets the Orchestra”. Attualmente frequenta il Liceo Musicale Carducci di Pisa dove studia pianoforte. L’esordio live di Frida si è tenuto lo scorso 23/07/2020 al Giardino Scotto di Pisa.

Il 23 aprile 2021 è stata ospite speciale della fortunata trasmissione televisiva Rai Via dei Matti numero 0, condotta dal padre, Stefano Bollani, e da Valentina Cenni.
Frida, talento raro, è reduce dall’emozionante esibizione al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 2 giugno. Oltre alla toccante interpretazione dell’Inno nazionale, la giovanissima musicista ha eseguito in musica e voce una versione commovente del capolavoro di Lucio Dalla “Caruso” e omaggiato Franco Battiato, recentemente scomparso, con una bellissima interpretazione del brano “La Cura”.

Il 12 giugno da Orbetello parte la sua prima tournée che attraversa tutta la penisola. Nelle date del tour che si è concluso ad Ottobre, per poi riprendere a dicembre con 4 concerti in prestigiose chiede e cattedrali in Piemonte, Puglia e Basilicata, Frida si è esibita in quasi 30 concerti facendo sempre il tutto esaurito e calcando palchi prestigiosi. A Settembre suona a Milano per accompagnare Roberto Bolle in “L’Opera Meravigliosa. Roberto Bolle per il Duomo di Milano” ed inaugura la nuova edizione de “Il tempo delle donne” del Corriere della Sera in Triennale.

Il primo gennaio 2022 Frida è stata ospite dello show “Danza con me” di Roberto Bolle andato in onda in prima serata su Rai 1. Durante questi mesi ricchissimi di impegni e progetti Frida si dedica anche al lavoro di studio e alla produzione di brani e realizza con il produttore musicale inglese Jimmy Brixton il suo primo podcast.

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Recensione: Danilo Rea e Erika Pagan al Campania Teatro Festival 2022

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, prosegue con tanti eventi in diversi luoghi della città. Luci accese su Capodimonte, dove, già nei primi giorni di Festival, artisti del calibro di Lina Sastri e Vinicio Marchioni, hanno calcato i palchi, regalando serate di grande teatro.

Tantissimi gli appuntamenti nelle varie forme di arte dalla musica al teatro, tanto che tale evento annuale del Campania Teatro Festival ormai è uno dei più seguiti di tutta la programmazione degli eventi cittadini estivi.

Martedi 14 giugno al Teatro Politeama un grandissimo concerto di Danilo Rea al pianoforte ed Erika Pagan alla voce, in “VIAGGIO DELLA CANZONE ATTRAVERSO I SECOLI”.

Il progetto è quello di condurre lo spettatore in un viaggio attraverso la musica nelle varie epoche. Una miscellanea di melodie scelte, classiche e non, dal ‘700 fino ad arrivare ai giorni nostri, rivive di nuove sonorità e sperimentazioni raccontate al pianoforte dal grande talento jazz Danilo Rea e dalla poliedrica voce di Erika Pagan, dando vita ad un’esperienza accattivante ed indimenticabile per l’ascoltatore.

Grande poeta tra i musicisti di jazz, audace improvvisatore dalla spiccata sensibilità melodica, Danilo Rea è certamente uno dei pianisti che più ha segnato la scena jazz in Italia negli ultimi decenni, tanto che viene spesso accostato al grande Keith Jarrett. A differenza delle star Usa, egli trae la propria aspirazione dalla tradizione dalla sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano. Il suo repertorio non conosce limiti di genere dai Beatles alle arie d’opera dagli standard jazz alle canzoni dei cantautori italiani, la sua musica dimostra un eclettismo che fanno del jazz un linguaggio applicabile a qualunque tipo di brano senza limiti di sorta.

Suoniamo per trasmettere ciò che ci emoziona a chi viene ad ascoltarci. Non c’è cosa più bella che l’arrivo di un ascoltatore che ti dice: grazie per le emozioni che questa sera mi hai dato. È lo scopo della musica, l’emozione, e la musica è in grado di arrivare a comunicarla più di ogni altra cosa.
(Danilo Rea, intervista da Piano Solo, Feb 2011)

Erika Pagan studia e si laurea presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida del M. Vittorio Terranova. Dopo il diploma di laurea, continua il suo perfezionamento dapprima con il M. Sherman Lowe a Venezia poi con il soprano Renata Scotto all’Accademia di Santa Cecilia durante i corsi di Opera Studio e infine con il Soprano Elizabeth Norberg-Shultz. Oltre alla dottrina classica ricevuta dai prestigiosi insegnanti che ha avuto modo di frequentare in Conservatorio a Milano e privatamente, ha preso parte a Masterclass, che le hanno permesso di arricchire le sue conoscenze didattiche anche di tutto il panorama di insegnamento d’oltreoceano, conferendole nuove e preziose competenze. In quattro anni di attività didattica, alcuni dei suoi allievi hanno già ottenuto riconoscimenti internazionali. Digital Event Manager: Esperta in eventi digitali, prepara cantanti e artisti al fine di creare video didattici e professionali per le nuove richieste digitali sia di teatri e concorsi, che per esibizioni streaming. Founder and Art director di WE STAGE una nuova piattaforma di streaming dedicata al mondo dell’opera lirica e del teatro classico.

Come dichiarato dalla stessa Erika Pagan ” É un vero e proprio esperimento in quanto unisce due mondi diversi tra loro come quello della musica classica e del jazz, in quanto nel mondo della classica prevale un certo stile con regole molto ferree, rispetto al jazz che molto spesso è pura improvvisazione, estro, creatività allo stato puro, e lavorare con uno dei talenti più importanti del jazz, anzi IL TALENTO, è stato per me una grandissima esperienza, un interessante esperimento che per me è stato molto importante “.

Recensione: Max Ionata ospite di “A ritmo di jazz” Villa Di Donato

Recensione di Clementina Abbamondi 

Nella settecentesca dimora storica   Villa di Donato che la padrona di casa Patrizia De Mennato da anni è riuscita a far rivivere, ospitando nel bellissimo salone e nei meravigliosi giardini eventi culturali, teatrali e musicali, mercoledì 8 giugno si è svolto l’evento “L’improvvisazione nella musica moderna “la Masterclass ed il concerto del sassofonista Max Ionata. Questa serata anticipa la rassegna” A ritmo di Jazz” diretta dal sassofonista Daniele Sepe e completa il percorso musicale in Villa di Donato già iniziato con la rassegna “La musica ha trovato casa” diretta da Brunello Canessa e “Max 70” di David Romano.

Nella Masterclass, rivolta” a tutti coloro che abbiano voglia di trovare una strada efficace nell’approccio all’improvvisazione”, sono stati trattati argomenti riguardanti l’armonia, il ritmo e l’uso corretto della melodia che sono da sempre i tre elementi fondamentali della musica.

I musicisti e gli studenti di musica si sono confrontati con Max Ionata, considerato uno dei maggiori sassofonisti italiani della scena del jazz contemporaneo. Alla fine della Masterclass si è svolto il concerto, aperto al pubblico, del sassofonista a cui è seguita una speciale “jam session” con i partecipanti della Masterclass.

Daniele Sepe ,curatore della rassegna “A ritmo di jazz” nella quale  sono  stati inseriti i due eventi, la Masterclass  ed il concerto del sassofonista Max Ionata ,ha presentato la formula con la quale prenderà il via la Rassegna nel mese di settembre :dice Daniele Sepe”  da settembre programmerò due appuntamenti mensili, prima la Masterclass con i giovani musicisti e contemporaneamente  “A note spiegate”, una masterclass non solo per i musicisti ma anche per un pubblico interessato alla storia del jazz ,una guida all’ascolto, agli stili, cercando anche di approfondire la storia sociale del jazz”.

Il sassofonista Daniele Sepe nasce nel quartiere Posillipo di Napoli nel 1960 A soli 16 anni partecipa allo storico disco “Tammurriata dell’Alfa sud” dei Zezi, gruppo operaio di Pomigliano d’Arco. Si diploma in flauto al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli .Dopo alcuni anni di esperienza prima come flautista classico di musica barocca e contemporanea ,poi di flautista turnista, nel 1990 realizza il suo primo album autoprodotto :” Malamusica”, Nel 1993 collabora con la band napoletana” 99 Posse per l’album “Curre curre guagliò”.Con l’album “Vite Perdite” del 1993 arriva il successo ed il disco realizzato dalla” Polosud Records” viene distribuito in tutto il mondo dall’etichetta tedesca “Piranha”. Nel 1996 pubblica “Viaggi fuori dai paraggi”, la sua prima antologia, e nel 1998 l’album “Lavorare stanca” che gli frutta la “targa Tenco” come miglior album in dialetto. Nel 1999 partecipa al progetto “La notte del dio che balla” con Teresa De Sio e Vinicio Capossela. Nel 2015 fonda il collettivo “Capitan Capitone e i fratelli della Costa” con cui pubblica tre album e inizia la collaborazione live in “Napoli Trip “con Stefano Bollani.Nel 2019 pubblica l’album dedicato al sassofonista argentino Leandro “Gato” Barbieri “The Cat with the hat” e collabora agli arrangiamenti dell’album di Vinicio Capossela “Ballate per uomini e bestie” che vince la targa Tenco come miglior album in assoluto. Numerose le sue collaborazioni con musicisti del panorama nazionale ed internazionale Durante la pandemia Daniele Sepe non si è   fermato e per reagire all’impossibilità di esibirsi dal vivo, ha affittato uno studio e ha registrato un po’ del repertorio abitualmente eseguito live insieme ai suoi fidi accompagnatori della” Rote Jazz Fraktion”. due album immessi dal musicista sulle piattaforme digitali: Lockdown #1 e 2.

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