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Recensione: Andrea Rea Trio in “El Viajero” per Live Jazz Concerts

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento della rassegna “Live Jazz Concerts” al Salone Margherita di Napoli organizzata e diretta dall’Associazione Live Tones in collaborazione con Pasquale Barbaro, con il concerto di Andrea Rea Trio in “El Viajero

Il pianista Andrea Rea (Classe 1983, originario di Pomigliano D’arco (NA) ma romano di adozione) è uno dei nomi più richiesti nell’ambiente jazzistico.Collabora da anni al fianco di numerosi musicisti tra cui: Stefano Di Battista, Dianne Reeves, John Patitucci, solo per citarne alcuni.

Il suo approccio e la sua musica si rifanno ad innumerevoli colori ispirati sicuramente dalla tradizione jazzistica la quale funge da supporto ad un linguaggio personale influenzato da diverse tipologie di musiche.

In questo Andrea si fa aiutare da personalità musicali intelligenti e sensibili in grado di sviluppare al meglio le sue idee di partenze. Come il contrabbassista Daniele Sorrentino (Stefano Di Battista, Joe Barbieri) già presente nel suo apprezzato lavoro d’esordio “Arioso” ed “Impasse” ed il batterista Lorenzo Tucci considerato uno dei nomi di spicco della batteria jazz in Italia.

In questo lavoro intitolato “El Viajero” uscito il 18 giugno 2021 per l’etichetta italiana Filibusta Records, inserito nella lista dei primi 100 album (Greatest jazz album) del Jazzit award 2021, il filo conduttore che lega la diversità dei brani è il viaggiatore (el Viajero per l’appunto) che spazia tra i diversi generi e luoghi che il pianista partenopeo ha deciso di raccontare.

In “ El Viajero” ognuna delle otto tracce (tra cui 3 composizioni originali) ha un significato evocativo molto personale: e’ presente oltre al bellissimo omaggio alla musica Sud Americana (C.Aguirre,M.Rojas,H. De Hollanda) la quale non a caso rappresenta un influenza costante nella musica di Rea, e’ presente un prezioso contributo di Giacomo Tantillo alla Tromba nel brano “En la Orilla del Mundo”.

El Viajero (Il Viaggiatore) è quindi un viaggio, il viaggio, quello personale, realizzato attraverso culture e luoghi di diversi paesi, che in qualche modo hanno influenzato la musica di Rea oltre ad essere un “viaggio” nelle sue emozioni di artista delicato, sensibile, quasi timido, ma di grandissimo talento pianistico e compositivo di rara bellezza.

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Recensione: Joey Calderazzo e John Patitucci per “Vomero Suona” Napoli Jazz Club

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un duo formato da fuoriclasse del jazz , Joey Calderazzo e John Patitucci, per un incontro al vertice nella sala dell’Auditorium Salvo D’Acquisto di Napoli per l’ultimo concerto, sabato 14 maggio, della rassegna “VomeroSuona” organizzata da Napoli Jazz Club con la direzione di Michele Solipano

Uno dei migliori pianisti della sua generazione, dopo aver registrato tredici album come leader, Joey Calderazzo ha percorso la strada da bambino prodigio a musicista di sessione richiesto a membro d’élite dei migliori ensemble del jazz. Ha accompagnato i geni della musica, da Michael Brecker e Branford Marsalis a Jack DeJohnette e Dave Holland. Durante il suo viaggio, Calderazzo ha esplorato audacemente la propria psiche e il suo posto nel mondo, come compositore, improvvisatore, membro della band e leader.

Ascoltandolo suonare, sembra che il giovane pianista americano raccolto abbia con grande maestria la difficile eredità di giganti del calibro di Art Tatum e Jerry Roll Morton ed abbia creato un linguaggio musicale del tutto personale.


 
John Patitucci è nato a Brooklyn, New York, nel 1959 e ha iniziato a suonare il basso elettrico all’età di dieci anni, cimentandosi successivamente con il basso acustico e il pianoforte. Passa rapidamente dal suonare soul e rock al blues, al jazz e alla musica classica: i suoi gusti eclettici gli hanno fatto esplorare tutti i generi musicali come musicista e compositore. Le sue sei registrazioni da solista per la GRP Records e le sue registrazioni successive gli hanno portato due Grammy Awards e oltre quindici nomination ai Grammy. 

In sala sin dai primi istanti dell’arrivo sul palco dei due musicisti abbiamo avuto la sensazione di ritrovarci di fronte a due assoluti astri megagalattici del panorama jazzistico internazionale.

In completo elegante Joey Calderazzo, in total black come da diversi anni ormai, il grandissimo John Patitucci si sono presentati al pubblico in sala con grande autoironia, divertimento, sorrisi e una naturale propensione a comunicare, oltre alla propria musica, anche le proprie emozioni e la grande gioia di ritrovarsi di nuovo insieme di fronte al pubblico che li adora in un tour che li vedrà girare per tantissime città italiane, sotto la guida sapiente del loro manager tour italiano Alex Travi della Zenart, che li sta accompagnando in ogni tappa del tour seguendoli dalle prove in teatro al consueto giro turistico in città che lo stesso Patitucci non manca mai di fare con relativa (obbligatoria) sosta gastronomica per godere della cucina napoletana, soprattutto della pizza che lui ama particolarmente.

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Recensione: Elio Coppola Trio & Lauren Henderson alla VIII Edizione di Jazz & Baccalà

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di Gianni Esposito (www.giovanni-esposito.it)

Sabato 7 marzo al Teatro Summarte di Somma Vesuviana il pubblico presente ha potuto ascoltare, nell’ambito della rassegna ormai giunta alla VIII edizione “Jazz &Baccalà “un concerto d’eccezione del batterista Elio Coppola in trio con Antonio Caps, Antonio Napolitano al basso, e la splendida voce di Lauren Henderson nel loro nuovo progetto musicale “Musa”.

Elio Coppola, classe 85’, sebbene giovanissimo si è fatto apprezzare nel panorama jazzistico sia italiano che internazionale.  Ha Perfezionato i suoi studi negli Stati Uniti col grande batterista Kenny Washington. I suoi “ritmi” hanno accompagnato alcuni tra i migliori musicisti al mondo tra cui Benny Golson, Peter Bernstein, Dado Moroni, Ronnie Cuber e tanti altri. Apprezzatissimo dai colleghi è importante ricordare la sua amicizia e la stima reciproca che lo lega al grande Maestro Tullio De Piscopo. Negli ultimi anni, fino al 2020 ha fatto diverse esperienze a New York con i più grandi musicisti americani e nei più grandi jazz club newyorkesi come il Birdland jazz club, lo Smoke Jazz club e il Mezzrow club.

Con il suo Trio, negli ultimi anni e spesso con la partecipazione straordinaria di musicisti e cantanti del jazz internazionale ha girato l’Italia in diverse rassegne e festival jazz tra i più importanti del mondo jazzistico italiano e in diversi e importantissimi club come il famosissimo Blue Note di Milano nel quale spesso si è esibito con un’altra grande voce del jazz come quella di Yoice Yuille.

Il concerto di sabato sera è iniziato con due brani in Trio, il primo un medley di due brani entrambi di Dizzy Gillespie al quale Elio Coppola fa sempre un piccolo tributo, “Alma” e “Two bass hit”, il secondo “Let’s” di Tommy Flanagan

Subito dopo è arrivata sul palco del Teatro Summarte la splendida Lauren Henderson, elegantissima nel suo abito lungo oro e nero, che con il Trio ha presentato al pubblico alcuni dei brani standard jazz riarrangiati con grande talento e interpretati dall’affascinante voce di Lauren come  “At last long love”   , “Ahora”, “Forget me”,  Il meraviglioso “The look of love”  grande successo della meravigliosa Diana Krall, “Riptide”, “Perfidia” di Nat King Cole,   per chiudere con “Besame mucho” che ha emozionato il numerosissimo pubblico presente e al quale la stessa artista ha dedicato una splendida versione di “What you want do for love”.

Il Trio con Lauren Henderson sarà in tour Mercoledì 11 maggio al 38 Riv a Parigi, Venerdì 13 maggio al Sounds Jazz Club di Bruxelles, Sabato 14 maggio all’AnJazz Festival di Oslo.

Recensione: Gabriel Marciano & Domenico Sanna ospiti di “Live Jazz Concert” al Salone Margherita

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Emozioni e musica jazz sabato 7 maggio, grazie alla proposta di una rassegna jazz che nasce dalla collaborazione dell’Associazione Live Tones di Alberto Bruno e Ornella Falco, con il Salone Margherita della Galleria Umberto , uno dei luoghi più belli di tutta Napoli, protagonista delle serate della società napoletana di inizio ‘900 e che ancora oggi, sotto la sapiente guida di Pasquale Barbaro, si conferma uno dei più importanti luoghi della musica e della cultura della nostra città, oltre che come tutti sanno, “Tempio” assoluto del Tango che qui ha trovato la sua “naturale ” casa da sempre, visto che ospita da decenni sia milonghe frequentatissime che serate di gala con le esibizioni dei più grandi maestri internazionali di tango.
Live Jazz concert è una rassegna che dal 7 al 28 maggio porterà nella sala del Salone Margherita 5 concerti con alcuni dei protagonisti del jazz italiano più importanti e affascinanti a livello musicale che esistono oggi nel jazz contemporaneo.
Ad inaugurare tale rassegna il concerto del 7 maggio, in una sala gremitissima di appassionati del jazz, del sassofonista contralto Gabriel Marciano e il pianista Domenico Sanna, accompagnati da una sezione ritmica composta da Giulio Scianatico al contrabbasso e Cesare Mangiocavallo alla batteria.


Domenico Sanna è un pianista tra i più raffinati che abbiamo in Italia e il suo nome si fa spazio sempre di più tra i grandi, perché dalla sua parte, non c’è solo tecnica o virtuosismo, ma un qualche indomito desiderio di ricerca Ha debuttato nella discografia internazionale con ‘BrooklynBeat’ ft Ameen Saleem e Dana Hawkins, album in trio registrato a NewYork. Ha suonato in più di 40 album da sideman e condiviso palchi in giro per il mondo con artisti di fama internazionali come Dave Liebman, Jeff Ballard, Steve Grossman, Bill Stewart, Peter Bernstein, Mat Penman, Lage Lund, Rick Margitza, Greg Hutchinson, Joe Lovano, Bobby Whatson, Eddie Gomez, Logan Richardson, Michael Rosen, Gege Telesforo, Roberto Gatto, Stefano di Battista, Dario Deidda, Giorgio Rosciglione, Gege Munari, Maurizio Giammarco, Fabrizio Bosso solo per citarne alcuni.


Emozionatissimi nel presentare questo nuovo progetto che mette insieme due generazioni di musicisti in una sorta di “dialogo musicale ” non solo tra diversi stili jazzistici ma anche di esperienze consolidate come nel caso di Domenico Sanna, da anni protagonista di tantissime serate in rassegne e festival jazz seguitissimi in tutta Italia ma anche di tre giovani talenti che hanno un grande desiderio e una fortissima determinazione non solo nel dedicare la propria vita alla musica ma anche quella di portare nelle atmosfere jazz tutto quello che hanno imparato nei loro anni di studi ma anche di innovazioni, evoluzioni stilistiche del loro particolare modo di “viversi” e “sentire ” il jazz attraverso la loro sensibilità e il loro strumento musicale.
É quello che è emerso in tutti i momenti del concerto stesso, sotto gli occhi e soprattutto l’ascolto attentissimo dei numerosissimi appassionati in sala che hanno seguito il concerto con particolare attenzione.
Il nuovo progetto è stato quindi l’occasione per presentare sia brani standard jazz in particolari e indovinatissimi arrangiamenti che brani scritti sia da Sanna che da Gabriel Marciano . Si è iniziato con “DDLJ” di Jaky Byard, “Evidente” (un brano contrafact scritto da Sanna sul brano di Monk Evidence), “hicarus” ( di Gabriel Marciano ) “Ottobre” (sempre di Sanna ) poi “Tea for two” (arrangiamento preso da alcuni Changes di Art Tatum ) per salutare il pubblico con un’applauditissima “Central Park Wes”t di J.Coltrane.


Il concerto è stato una vera e propria emozione nell’emozione, Domenico Sanna insieme a Gabriel Marciano hanno dato vita ad un vero e proprio dialogo tra sax e pianoforte in maniera perfetta, e a loro si sono uniti in un coinvolgente interplay gli altri due musicisti sul palco che, nonostante la giovane età, hanno dimostrato di avere tutte le qualità professionali per poter ambire ad una grande carriera artistica nel mondo del jazz come meritano.


Prossimo appuntamento della rassegna “Live Jazz Concerts” domenica 15 maggio ore 18.30 Andrea Rea Trio in “El Viajero” con Andrea Rea al piano, Daniele Sorrentino al contrabbasso, Lorenzo Tucci alla batteria.
Salone Margherita Tango Club, Via Santa Brigida, 67 Napoli
Contributo ascolto concerto € 15,00


🔴Prenotazione al seguente link:
https://forms.gle/ThMTVBnKHYkSRqVGA
Info e Prenotazioni: 081426097/ 3389941559/ 3356369512

Recensione: Chiara Civello in “Chanson” per “VomeroSuona” Napoli Jazz Club

 

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Strepitoso successo di pubblico e di critica il concerto di giovedì 5 maggio all’Auditorium Salvo D’Acquisto di Napoli, organizzato da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano nell’ambito della rassegna “Vomero Suona”, di Chiara Civello che ha presentato il suo nuovo album “Chanson”.

Chiara Civello è una cantautrice romana la cui vita artistica si divide tra Italia, Stati Uniti e Brasile. Né pop, né jazz, lontanissima dalle classificazioni musicali, con sei dischi all’attivo, un passaggio a Sanremo e avidamente aperta sul mondo, la sua musica potrebbe essere definita da una serie di ossimori: naturalmente sofisticata, globale e italiana. 
A Boston e New York si forma artisticamente ed entra in contatto con personaggi come Burt Bacharach e Tony Bennett che la definirà la miglior cantante jazz della sua generazione; è stata la prima italiana a incidere per la leggendaria etichetta Verve. In Brasile trova un’altra casa collaborando con Chico Buarque, Ana Carolina, Maria Gadù, Gilberto Gil e tantissimi altri.
Artista e donna avventurosa, ha metabolizzato le culture dei continenti che ha attraversato e oggi parla e canta in inglese, italiano, portoghese, spagnolo e francese, senza mai prendere fissa dimora, né in una città, né in uno stile.


La cantante italiana Chiara Civello e il produttore Marc Collin si uniscono oggi per la seconda volta, dopo “Eclipse”, in questo nuovo “Chansons: Chiara Civello Sings International French Standards”, dodici classici dal 1945 al 1975, tutti scritti da cantautori francesi.
Da Michel Legrand a Charles Aznavour passando per Charles Trenet, Édith Piaf, Jacques Brel, Gilbert Bécaud e Francis Lai: nomi familiari degli amanti della musica di lingua francese, ma meno al grande pubblico internazionale; canzoni che hanno varcato i confini della loro terra natìa senza che il grande pubblico ne conosca l’appartenenza alla storia musicale francese. Canzoni che qui passano dall’ombra alla luce.


Chi avrebbe mai pensato che Feelings, The Good Life o My Way sono tutti firmati da autori francesi? Pezzi che Frank Sinatra, Julio Iglesias, Elvis Presley, Madonna, Lady Gaga, Luciano Pavarotti, Céline Dion, Dali-da, i Sex Pistols o Caetano Veloso hanno inciso e portato al successo a livello internazionale.

È da tanto che l’artista aveva il desiderio di poter pubblicare un disco dedicato alla musica francese e “Chanson” esprime al massimo il suo desiderio, in quanto lo fa non certo scimmiottando tante cantanti che si sono ispirate alla musica francese ma con il suo stile originale, con il patrimonio jazzistico che sempre l’accompagna, con la musicalità che fa parte della sua personalità, con quell’eleganza e la dolcezza del suo timbro vocale che fa parte ormai dello stile Chiara Civello.

La produzione è pura con il tocco di Marc Collin: un pò retrò con una varietà di stili che vanno dal piano bar, nel senso nobile del termine (I Will Wait For You, My Way, The Good Life), allo swing (Petite Fleur), ai ritmi cubani (Feelings), batteria e beat con improvvisazioni vocali e al pianoforte (La Vie en Rose), fino al soul (What Now My Love) e anche blaxploitation (Hier Encore) .

Chiara Civello oltre a suonare il piano e ovviamente le sue amatissime chitarre, racconta il nuovo album con grande emozione, spiegando al pubblico tanti aneddoti che hanno determinato la scelta dei brani presenti nell’album dai quali si avverte il suo grande amore per la musica francese. Storie che forse molti non sanno come quella di “My Way” che ha fatto parte del repertorio di Frank Sinatra, Elvis Presley e tantissimi altri cantanti americani al punto che si è sempre pensato che fosse una canzone americana invece nasce col titolo “Comme d’habitude” portata al successo da Claude Francois nel 1968, o come nel caso di “Feelings” portata al successo internazionale  da Morris Albert nel 1975 ma che fu contestata da Loulou Gaste’, compositore francese, che portò Albert in tribunale per plagio di una sua canzone composta nel 1956 dal titolo “Pour toi” che Chiara Civello interpreta in maniera assolutamente emozionante.

Il concerto non è stato solo l’occasione per presentare le canzoni del nuovo disco ma anche per rivivere le emozioni dei suoi successi di sempre come “Non Andare via” , “ora”, “Qualcuno come te”, “Cuore in tasca”, le splendide reinterpretazioni di “Io che amo solo te” e “Metti una sera a cena” e l’ultimo successo “Perdiamoci”  che fa parte della colonna sonora della serie TV  “Imma Tataranni Sostituto procuratore” scritto dalla stessa Civello con Andrea Farri e la straordinaria partecipazione di Emanuele Trevi (premio Strega 2021).

Il prossimo evento   di “Vomero Suona” il 14 maggio con il concerto di John Patitucci e Joey Calderazzo

Info e acquisto biglietti:

Recensione: 30 aprile Giornata internazionale del jazz al Teatro “Iabal Masih ” Formia

di Clementina Abbamondi 

Ieri sabato 30 aprile 2022 si sono esibiti a Formia nel Piccolo Teatro “Iqbal Masih” due quartetti .I due concerti sono stati organizzati dall’Associazione “Jazz Flirt “musica &altri amori in occasione della Giornata internazionale del jazz istituita dall’UNESCO. La Giornata internazionale del jazz è nata da un’idea di Herbie Hancock,pianista ed ambasciatore UNESCO ma soprattutto icona mondiale di un jazz che sa guardare avanti ed espande la sua forza in tutto il mondo.Il jazz è un genere musicale che è ricco di momenti di improvvisazione,ricerca della libertà e rispetto della libertà stessa sia che si riferisca a quella individuale sia alla libertà dei popoli. Il jazz ,quindi,come strumento di pace e strumento educativo ed inclusivo. Gerardo Albanese ,alla guida del “Jazz Flirt” formiano ha presentato ,finalmente in presenza dopo i due lunghi anni della pandemia,due concerti di due gruppi di musicisti che hanno presentato i loro nuovi progetti.

Il gruppo “Brew 4et” è composto da Gianluca Manfredonia al vibrafono,Giuseppe Giroffi al sax,Alex Perrone alla batteria e Luca Varavallo al contrabbasso,che durante la pandemia hanno lavorato al loro ultimo progetto”DROPS” uscito da poco con l’etichetta norvegese Losen Records.

Il gruppo di musicisti ha in comune la passione per la musica e per il jazz che amano contaminare con sonorità nuove sempre con lo sguardo rivolto alla tradizione. A seguire si è esibito il gruppo dei “DAB FOUR” con Dario D’Abrosca  al sax tenore e alla tastiera, Cosmo Ripa alla tromba,Ivan D’Abrosca al basso elettrico,Rodrigo Bastoni alla batteria .

Il concerto dei “Brew 4et”è stato emozionante e coinvolgente.I musicisti sono talentuosi e ricchi di interplay che si percepisce durante tutto il concerto anche perchè oltre al dialogo dei vari strumenti è palese l’affiatamento ,un comune sentire ed un legame profondo di amicizia e stima che accomuna i componenti del quartetto.Il risultato è un suono che ti avvolge e ti coinvolge regalandoti momenti di grande intensità emotiva.

Di grande effetto ed originalità è stato l ‘utilizzo degli archetti con i quali Gianluca Manfredonia ha suonato il vibrafono dialogando con il contrabbasso di Luca Varavallo .Il risultato sono state delle vibrazioni uniche ed intense frutto oltre che dell’abilità dei musicisti di un continuo studio e sperimentazione del suono.

Bravissimi anche i musicisti del secondo gruppo i “DAB FOUR”che si è esibito sul palco dando prova di grande originalità con una costante ricerca sonora grazie all’ausilio di effetti e dell’uso del loop. Nel 2018 era già uscito il loro primo CD “The Time Machine” in trio. In questo concerto sul palco del Teatro formiano il gruppo ha presentato il nuovo progetto questa volta in quartetto  con la partecipazione del trombettista Cosmo Ripa che ne arricchisce le potenzialità espressive.

L’Associazione “Jazz Flirt” ha programmato un altro concerto il 21 maggio alle 21 sempre nel Piccolo Teatro “Iabal Masih” del duo Gabriele Coen al sax soprano e clarinetto e Francesco Poeti alla chitarra per il progetto “Jewish Experience” Il mondo musicale ebraico:klezmer,canzone yiddish,musica sefardita e jewish jazz. Inoltre presso il Ristorante “La Tavola dei Cavalieri” a Gaeta si potranno ascoltare due concerti nel mese di maggio che fanno parte della Rassegna “Jam in piazzetta” primavera 2022. Il primo concerto giovedì 12 alle ore 21 con Simone Pannozzo Power Trio -Il Funk e giovedì 26 sempre alle 21 con Cyrano Vatel Trio -Jazz Manouche.

Fabrizio Bosso Quartet  e Music For Love a favore dei bambini di Taranto

Ora possiamo annunciarlo ufficialmente: dopo tanti mesi di rinvio per i noti motivi, il 21 maggio a Taranto il Teatro Fusco accoglierà il Fabrizio Bosso Quartet.

L’evento organizzato da Music for Love e prodotto da Franco Nannucci e Paola Troise Mangoni, con il generoso supporto di alcuni Sponsor (CONAD e ALACRAN GROUP e Alessandra Lo Savio )  destinerà il ricavato della serata  al Reparto di Pediatria Oncoematologica di Taranto.

Insieme a Fabrizio Bosso alla tromba saranno sul palco: Julian Oliver Mazzariello al Pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.

Biglietti disponibili solo in prevendita e informazioni chiamando il numero 3770826395.

Se materialmente siete impossibilitati a partecipare sappiate che è possibile fare sentire la vostra presenza al progetto tramite donazioni.

Non esitate a chiedere informazioni e regalare speranza a chi ne ha bisogno.

Vi aspetto a Taranto il 21 Maggio.

About Jazz #00 – JOE BARBIERI QUARTET – 23 aprile 2022

ABOUT JAZZ #00

JOE BARBIERI QUARTET

“TRATTO DA UNA STORIA VERA”

sabato 23 aprile 2022 – ore 21:00

auditorium san francesco – chiavari

Prosegue a pieno ritmo “About Jazz #00” la rassegna jazz organizzata dall’assessorato al turismo del comune di Chiavari e curata dal jazz club cittadino e dal suo direttore artistico Rosario Moreno.

Sabato 23 aprile alle ore 21:00 sarà indiscusso protagonista Joe Barbieri con il suo quartet, che a Chiavari presenterà il suo ultimo lavoro discografico “Tratto da una storia Vera”.

Accompagnato da Pietro Lussu al pianoforte, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Bruno Marcozzi alla batteria e percussioni, la chitarra, la voce e le canzoni di Barbieri fanno tappa all’Auditorium San Francesco di Chiavari.

Lo scorso anno Joe Barbieri ha pubblicato, in tutta Europa ed in Asia, il nuovo album di inediti dal titolo “Tratto da una storia vera”. Un album palpitante, cinematico, generoso, in cui ogni canzone vibra con passione e luminosa onestà, curato in prima persona e fino all’ultimo dettaglio da Barbieri.

Il fil rouge che sta alla radice dei nuovi brani è che tutti, in qualche modo, fioriscono dal vissuto più personale del cantautore napoletano. Al suo fianco una schiera di artisti amici: da Carmen Consoli a Sergio Cammariere, da Tosca a Jaques Morelenbaum, da Fabrizio Bosso a Mauro Ottolini, Alberto Marsico e alcuni tra i musicisti di maggior talento del nostro Paese ed altri strumentisti che hanno registrato dai quattro angoli del pianeta.

La sua musica, venduta in decine di migliaia di copie, è pubblicata in molti paesi del mondo, e la sua personale cifra stilistica – che lega la canzone d’autore al jazz e alla musica world – lo ha portato nel corso degli anni ad incrociare collaborazioni con colleghi in ciascuno di questi ambiti, da Omara Portuondo a Stefano Bollani, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge Drexler a Hamilton De Holanda, calcando alcuni tra i palchi più prestigiosi del pianeta.

La rassegna si concluderà venerdì 29 aprile con il concerto in occasione dell’International Jazz Day che vedrà la presenza di un protagonista assoluto del jazz italico: Enrico Rava.

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Joe Barbieri è un’affascinante anomalia. Un outsider che al di fuori del binario dell’industria si è saputo costruire un percorso personale, all’estero come in Italia, e che è riuscito nel raro esercizio di convogliare il genuino apprezzamento di colleghi, critica e pubblico.

Barbieri ha all’attivo 6 album di brani originali, ‘In Parole Povere’ (2004), ‘Maison Maravilha’ (2009), ‘Respiro’ (2012), ‘Cosmonauta da Appartamento’ (2015), ‘Origami’ (2017) e ‘Tratto da una storia vera’ (2021), oltre ad un CD+DVD dal vivo, ‘Maison Maravilha Viva‘, 2010, registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma e due dischi-tributo entrambi dedicati ai suoi numi tutelari nel jazz: ovvero Chet Baker, ‘Chet Lives!’, 2013, e Billie Holiday, ‘Dear Billie’, 2019.

A cura di:

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Recensione: Marco Zurzolo ospite della rassegna “Jazz & Baccala’ ” al Teatro Summarte

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (wwww.spectrafoto.com)

Venerdì 8 aprile  un appuntamento speciale con la Marco Zurzolo band al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) nell’ambito della rassegna “Jazz & Baccala’”   per un concerto speciale con le musiche del suo cuore che hanno accompagnato la presentazione del libro “I Napoletani non sono romantici” pubblicato da una storica ed importantissima casa editrice del centro storico di Napoli, Colonnese, e che raccoglie i racconti della vita del sassofonista nella luce della Napoli degli anni  ’70, via San Sebastiano e il Conservatorio di San Pietro a Majella, del suo quartiere di nascita, Bagnoli, insieme a otto microracconti di Elvio Porta.

Un libro speciale, un vero “dono” che Marco Zurzolo ha voluto fare al suo amatissimo pubblico per raccontare i suoi ricordi di bambino nato in una famiglia speciale, di fronte al mare di Bagnoli, in casa con il fratello Rino, musicista straordinario, grazie al quale Marco capisce che la musica è e sarebbe stata per sempre la sua vita. Le pagine di questo libro, che Marco ha ricordato durante il concerto, parlano di importantissimi incontri con protagonisti assoluti della Musica di quegli anni come Enzo Avitabile e Pino Daniele (il gigante con gli occhiali) e con ricordi indelebili che il suo cuore conserva come un prezioso scrigno dal quale trae forza ancora oggi per poter scrivere brani che emozionano il cuore.

Marco Zurzolo ha dato ancora una volta prova del suo grande amore per la musica e per la sua città, anche se deve lottare sempre contro tutto e tutti per difendere la sua identità e la sua bellezza di metropoli unica al mondo, e come sempre, tra musica e racconti di vita, conquista il numerosissimo pubblico presente in sala.  

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Recensione: Mine vaganti al Teatro Diana fino al 24 aprile

“La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate pensando che non vi sentissi ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani”

È la sintesi meravigliosa di uno spettacolo teatrale che emoziona l’anima, il significato profondo di “Mine Vaganti” in scena al Teatro Diana dal 6 aprile e che vede sul palco di questo prestigioso e storico teatro di Napoli un cast d’eccezione per quella che è stata considerata dalla critica una vera e propria sfida intrigante e riuscitissima per Ferzan Özpetek che firma la sua prima regia teatrale.

 “La sfida è già stata vinta”, dice Francesco Pannofino, protagonista dello spettacolo (nel film Ennio Fantaschini, ndr), “perché abbiamo sempre riempito i teatri e nessuno ha mai dimostrato nostalgia della pellicola, anzi…”. Con lui sul palco anche Iaia Forte (la mamma), Simona Marchini nei panni dell’indimenticabile nonna, Erasmo Genzini (Tommaso), Carmine Recano (Antonio) Roberta Astuti (Alba), Sarah Falanga (la zia), Mimma Lovoi (la governante), Francesco Maggi, Luca Pantini, Edoardo Purgatori (gli amici di Tommaso).

Coloro che si sono innamorati nel 2010 del film che conquisto due David di Donatello e cinque Nastri d’Argento hanno rivissuto in Teatro le stesse emozioni che conquistarono il pubblico sin dalle prime scene di un film che dopo 12 anni racconta vicende ancora di fortissima attualità.

“Mine vaganti” è la storia di una famiglia che da generazioni possiede e dirige un famoso pastificio che nel film era ambientata a Lecce e che invece in teatro è ambientata a Gragnano, che vedrà ben presto la propria ordinaria routine stravolta da importanti novità. Tommaso Cantone, studente fuorisede, torna nella sua citta con due obiettivi: riuscire a comunicare a tutti di non essere un brillante studente di economia bensì un uomo con ambizioni letterarie e di essere omosessuale e innamorato di uno splendido ragazzo suo convivente.  Prima di parlare, tuttavia, viene interrotto dalla rivelazione di suo fratello Antonio, che trova il coraggio di comunicare a tutti i suoi parenti (prima di lui) la propria omosessualità. A questo punto, dunque, Tommaso decide di restare a Gragnano per rivedere tutti i suoi piani e per lottare affinché la verità, in un mondo familiare ricco di segreti, contraddizioni e di credenze ormai fuori moda, venga sempre rivelata.

L’attento occhio del regista turco è quello di stigmatizzare e far cadere una serie di luoghi comuni radicati nella società italiana attraverso l’ironia. Proprio come in altre storie raccontate dal regista, infatti, si racconta di omosessualità e di famiglia, ambientando con naturalezza entrambe le realtà in un contesto eterogeneo, nel quale proprio l’omosessualità viene inserita all’interno delle vicende, non è implicita ma è l’oggetto del contendere, tema intorno al quale si sviluppa l’intera storia.

Come dichiarato dallo stesso regista: “ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento”

Ed infatti la storia risulta in parte raccontata, in una sorta di monologo di Erasmo Genzini (Tommaso), un vero e proprio talento naturale per la recitazione al punto tale che non fa rimpiangere assolutamente Riccardo Scamarcio che interpretava tale personaggio nel film , in parte svolta anche in platea, tra il sorriso divertito e sorpreso del pubblico della prima meta delle file della platea, nessuna scenografia se non un gioco di luci e di atmosfera grazie anche alla sapiente mano di Luigi Ferrigno che si e inventato un gioco di movimenti con i tendaggi , che simboleggiano quasi la pasta, appunto, negli appositi macchinari per farla essiccare, e le luci di Pasquale Mari che fanno la loro parte, come per i costumi di Alessandro Lai, colorati e sgargianti, oltre al fatto che i tre amici gay sono diventati due che alla fine della storia, con un vero colpo a sorpresa diventano protagonisti, insieme a Teresa la cameriera di casa Cantone, di  un balletto con costumi sfavillanti, per poter marcare, facendone perfino una caricatura, quella loro omosessualità fino  a quel momento scarsamente celata e che invece poi “esplode” in tutta la propria travolgente allegria.

Il testo è magnificamente interpretato da tutti gli attori e attrici, sia quelli con una lunga carriera artistica come Pannofino, Iaia Forte, Simona Marchini che i più giovani del cast che hanno dimostrato un grandissimo talento attoriale che ha emozionato, divertito, e coinvolto il numerosissimo pubblico presente in sala.

In definitiva, Mine Vaganti è uno spettacolo, in scena fino al 24 aprile, assolutamente da NON perdere!

Per info e acquisto biglietti online:

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