Tag Archives: “evidenza tag”

Recensione: Frida Bollani Magoni ospite del Live Tones 2022

Recensione di Annamaria De Crescenzo

Venerdì 17 giugno alle ore 21,  lo straordinario concerto organizzato in maniera eccellente dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno e Ornella Falco, della giovanissima ma straordinaria pianista e cantante  per la prima volta in concerto a Napoli, nella splendida cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova, Frida Bollani Magoni, diciassettenne figlia d’arte di Petra Magoni e Stefano Bollani,

Da sempre immersa nel mondo dei suoni e della musica, Frida Bollani Magoni comincia a studiare regolarmente pianoforte classico all’età di 7 anni sotto la guida del maestro Paolo Razzuoli, che le insegna la notazione musicale in Braille. Ha collaborato più volte con l’Orchestra Operaia di Massimo Nunzi (Jazz Big Band) sia come cantante che come pianista esibendosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. In qualità di ospite si è esibita al Premio Bianca D’Aponte (concorso per cantautrici) nel teatro di Aversa nel 2017 e alla cerimonia di apertura degli Special Olympics 2018 presso l’ippodromo di Montecatini suonando e cantando davanti a 10.000 persone. Si è spesso esibita come ospite a sorpresa nei concerti dei genitori (Petra Magoni e Stefano Bollani) sia in Italia che all’estero. Ha anche esperienza nel mondo del musical avendo partecipato come cantante a: “The Adventures of Peter Pan” e “Jesus Christ meets the Orchestra”. Attualmente frequenta il Liceo Musicale Carducci di Pisa dove studia pianoforte. L’esordio live di Frida si è tenuto lo scorso 23/07/2020 al Giardino Scotto di Pisa.

Il 23 aprile 2021 è stata ospite speciale della fortunata trasmissione televisiva Rai Via dei Matti numero 0, condotta dal padre, Stefano Bollani, e da Valentina Cenni.
Frida, talento raro, è reduce dall’emozionante esibizione al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 2 giugno. Oltre alla toccante interpretazione dell’Inno nazionale, la giovanissima musicista ha eseguito in musica e voce una versione commovente del capolavoro di Lucio Dalla “Caruso” e omaggiato Franco Battiato, recentemente scomparso, con una bellissima interpretazione del brano “La Cura”.

Il 12 giugno da Orbetello parte la sua prima tournée che attraversa tutta la penisola. Nelle date del tour che si è concluso ad Ottobre, per poi riprendere a dicembre con 4 concerti in prestigiose chiede e cattedrali in Piemonte, Puglia e Basilicata, Frida si è esibita in quasi 30 concerti facendo sempre il tutto esaurito e calcando palchi prestigiosi. A Settembre suona a Milano per accompagnare Roberto Bolle in “L’Opera Meravigliosa. Roberto Bolle per il Duomo di Milano” ed inaugura la nuova edizione de “Il tempo delle donne” del Corriere della Sera in Triennale.

Il primo gennaio 2022 Frida è stata ospite dello show “Danza con me” di Roberto Bolle andato in onda in prima serata su Rai 1. Durante questi mesi ricchissimi di impegni e progetti Frida si dedica anche al lavoro di studio e alla produzione di brani e realizza con il produttore musicale inglese Jimmy Brixton il suo primo podcast.

Continua a leggere

Recensione: Danilo Rea e Erika Pagan al Campania Teatro Festival 2022

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, prosegue con tanti eventi in diversi luoghi della città. Luci accese su Capodimonte, dove, già nei primi giorni di Festival, artisti del calibro di Lina Sastri e Vinicio Marchioni, hanno calcato i palchi, regalando serate di grande teatro.

Tantissimi gli appuntamenti nelle varie forme di arte dalla musica al teatro, tanto che tale evento annuale del Campania Teatro Festival ormai è uno dei più seguiti di tutta la programmazione degli eventi cittadini estivi.

Martedi 14 giugno al Teatro Politeama un grandissimo concerto di Danilo Rea al pianoforte ed Erika Pagan alla voce, in “VIAGGIO DELLA CANZONE ATTRAVERSO I SECOLI”.

Il progetto è quello di condurre lo spettatore in un viaggio attraverso la musica nelle varie epoche. Una miscellanea di melodie scelte, classiche e non, dal ‘700 fino ad arrivare ai giorni nostri, rivive di nuove sonorità e sperimentazioni raccontate al pianoforte dal grande talento jazz Danilo Rea e dalla poliedrica voce di Erika Pagan, dando vita ad un’esperienza accattivante ed indimenticabile per l’ascoltatore.

Grande poeta tra i musicisti di jazz, audace improvvisatore dalla spiccata sensibilità melodica, Danilo Rea è certamente uno dei pianisti che più ha segnato la scena jazz in Italia negli ultimi decenni, tanto che viene spesso accostato al grande Keith Jarrett. A differenza delle star Usa, egli trae la propria aspirazione dalla tradizione dalla sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano. Il suo repertorio non conosce limiti di genere dai Beatles alle arie d’opera dagli standard jazz alle canzoni dei cantautori italiani, la sua musica dimostra un eclettismo che fanno del jazz un linguaggio applicabile a qualunque tipo di brano senza limiti di sorta.

Suoniamo per trasmettere ciò che ci emoziona a chi viene ad ascoltarci. Non c’è cosa più bella che l’arrivo di un ascoltatore che ti dice: grazie per le emozioni che questa sera mi hai dato. È lo scopo della musica, l’emozione, e la musica è in grado di arrivare a comunicarla più di ogni altra cosa.
(Danilo Rea, intervista da Piano Solo, Feb 2011)

Erika Pagan studia e si laurea presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida del M. Vittorio Terranova. Dopo il diploma di laurea, continua il suo perfezionamento dapprima con il M. Sherman Lowe a Venezia poi con il soprano Renata Scotto all’Accademia di Santa Cecilia durante i corsi di Opera Studio e infine con il Soprano Elizabeth Norberg-Shultz. Oltre alla dottrina classica ricevuta dai prestigiosi insegnanti che ha avuto modo di frequentare in Conservatorio a Milano e privatamente, ha preso parte a Masterclass, che le hanno permesso di arricchire le sue conoscenze didattiche anche di tutto il panorama di insegnamento d’oltreoceano, conferendole nuove e preziose competenze. In quattro anni di attività didattica, alcuni dei suoi allievi hanno già ottenuto riconoscimenti internazionali. Digital Event Manager: Esperta in eventi digitali, prepara cantanti e artisti al fine di creare video didattici e professionali per le nuove richieste digitali sia di teatri e concorsi, che per esibizioni streaming. Founder and Art director di WE STAGE una nuova piattaforma di streaming dedicata al mondo dell’opera lirica e del teatro classico.

Come dichiarato dalla stessa Erika Pagan ” É un vero e proprio esperimento in quanto unisce due mondi diversi tra loro come quello della musica classica e del jazz, in quanto nel mondo della classica prevale un certo stile con regole molto ferree, rispetto al jazz che molto spesso è pura improvvisazione, estro, creatività allo stato puro, e lavorare con uno dei talenti più importanti del jazz, anzi IL TALENTO, è stato per me una grandissima esperienza, un interessante esperimento che per me è stato molto importante “.

Recensione: Max Ionata ospite di “A ritmo di jazz” Villa Di Donato

Recensione di Clementina Abbamondi 

Nella settecentesca dimora storica   Villa di Donato che la padrona di casa Patrizia De Mennato da anni è riuscita a far rivivere, ospitando nel bellissimo salone e nei meravigliosi giardini eventi culturali, teatrali e musicali, mercoledì 8 giugno si è svolto l’evento “L’improvvisazione nella musica moderna “la Masterclass ed il concerto del sassofonista Max Ionata. Questa serata anticipa la rassegna” A ritmo di Jazz” diretta dal sassofonista Daniele Sepe e completa il percorso musicale in Villa di Donato già iniziato con la rassegna “La musica ha trovato casa” diretta da Brunello Canessa e “Max 70” di David Romano.

Nella Masterclass, rivolta” a tutti coloro che abbiano voglia di trovare una strada efficace nell’approccio all’improvvisazione”, sono stati trattati argomenti riguardanti l’armonia, il ritmo e l’uso corretto della melodia che sono da sempre i tre elementi fondamentali della musica.

I musicisti e gli studenti di musica si sono confrontati con Max Ionata, considerato uno dei maggiori sassofonisti italiani della scena del jazz contemporaneo. Alla fine della Masterclass si è svolto il concerto, aperto al pubblico, del sassofonista a cui è seguita una speciale “jam session” con i partecipanti della Masterclass.

Daniele Sepe ,curatore della rassegna “A ritmo di jazz” nella quale  sono  stati inseriti i due eventi, la Masterclass  ed il concerto del sassofonista Max Ionata ,ha presentato la formula con la quale prenderà il via la Rassegna nel mese di settembre :dice Daniele Sepe”  da settembre programmerò due appuntamenti mensili, prima la Masterclass con i giovani musicisti e contemporaneamente  “A note spiegate”, una masterclass non solo per i musicisti ma anche per un pubblico interessato alla storia del jazz ,una guida all’ascolto, agli stili, cercando anche di approfondire la storia sociale del jazz”.

Il sassofonista Daniele Sepe nasce nel quartiere Posillipo di Napoli nel 1960 A soli 16 anni partecipa allo storico disco “Tammurriata dell’Alfa sud” dei Zezi, gruppo operaio di Pomigliano d’Arco. Si diploma in flauto al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli .Dopo alcuni anni di esperienza prima come flautista classico di musica barocca e contemporanea ,poi di flautista turnista, nel 1990 realizza il suo primo album autoprodotto :” Malamusica”, Nel 1993 collabora con la band napoletana” 99 Posse per l’album “Curre curre guagliò”.Con l’album “Vite Perdite” del 1993 arriva il successo ed il disco realizzato dalla” Polosud Records” viene distribuito in tutto il mondo dall’etichetta tedesca “Piranha”. Nel 1996 pubblica “Viaggi fuori dai paraggi”, la sua prima antologia, e nel 1998 l’album “Lavorare stanca” che gli frutta la “targa Tenco” come miglior album in dialetto. Nel 1999 partecipa al progetto “La notte del dio che balla” con Teresa De Sio e Vinicio Capossela. Nel 2015 fonda il collettivo “Capitan Capitone e i fratelli della Costa” con cui pubblica tre album e inizia la collaborazione live in “Napoli Trip “con Stefano Bollani.Nel 2019 pubblica l’album dedicato al sassofonista argentino Leandro “Gato” Barbieri “The Cat with the hat” e collabora agli arrangiamenti dell’album di Vinicio Capossela “Ballate per uomini e bestie” che vince la targa Tenco come miglior album in assoluto. Numerose le sue collaborazioni con musicisti del panorama nazionale ed internazionale Durante la pandemia Daniele Sepe non si è   fermato e per reagire all’impossibilità di esibirsi dal vivo, ha affittato uno studio e ha registrato un po’ del repertorio abitualmente eseguito live insieme ai suoi fidi accompagnatori della” Rote Jazz Fraktion”. due album immessi dal musicista sulle piattaforme digitali: Lockdown #1 e 2.

Continua a leggere

Recensione: Vittorio Cuculo 4tet per “Live Jazz Concerts” Live Tones

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Penultima serata sabato 28 maggio della rassegna “Live jazz Concerts” organizzata dall’Associazione Live Tones di Napoli di Alberto Bruno e Ornella Falco in collaborazione con Pasquale Barbaro patron del Salone Margherita, con un evento imperdibile il concerto del Vittorio Cuculo 4tet, tre generazioni di jazz al confronto, guidato dal sassofonista Vittorio Cuculo accompagnato da tre musicisti straordinari Dario Rosciglione, noto e affermato contrabbassista, con un’esperienza maturata in vari generi musicali, mentre in campo jazzistico ha collaborato con i più famosi musicisti italiani e stranieri, e numerose sono le incisioni discografiche accumulate,  Stefano Lestini al pianoforte, storico pianista Rai, anche lui musicista con diverse esperienze in vari generi musicali e con preziose collaborazioni in campo jazzistico,  Gegè Munari alla batteria, una vera e propria colonna del jazz, storico batterista dalle prestigiose, innumerevoli collaborazioni con musicisti nazionali e internazionali, batterista dallo swing inconfondibile.

Vittorio Cuculo, seppure giovanissimo , appena 28 anni, vanta già un curriculum professionale di tutto rispetto con due album al suo attivo di successo e numerose collaborazioni con artisti internazionali e partecipazione a premi prestigiosi come il  “Premio Massimo Urbani” nel 2019 fino al recentissimo “Premio Roma Jazz Contest 2022” conferitogli pochi giorni fa all’Elegant Cafè di Roma.

Vittorio Cuculo e’ uno degli esempi che nelle nuove generazioni di musicisti jazz possono esserci vere e proprie miniere di talento musicale che possono donarci emozioni di rara bellezza.

Durante tutto il concerto, seguito dal pubblico in sala con notevolissima attenzione e interesse, ha quasi commosso l’evidente amore per la musica di Vittorio Cuculo che traspare in ogni sua nota del suo sassofono ma ancor di più la sua grande emozione ed orgoglio nel suonare con tre musicisti che sono davvero dei miti assoluti della musica jazz e vedere che per la musica e grazie alla musica si riesce a creare un progetto che è un vero e proprio incontro generazionale che mette insieme una vera e propria leggenda del jazz come Gegè Munari che all’età di …. Anni ha dimostrato di avere una grinta e una volontà straordinaria di suonare , un virtuoso del pianoforte che ha saputo emozionarci con le sue note come Stefano Lestini, e uno dei più grandi contrabbassisti italiani, figlio d’arte, che ha saputo accompagnare il quartetto con un talento che va al disopra di qualsiasi definizione di assoluta bellezza.

Dotato di grande affiatamento, il gruppo ha presentato brani repertorio i più importanti e noti standard della tradizione del Jazz come “in a Walked Bud”, “Caravan”, “Cherokee”, “You would be so nice to come home to”, “Giant steps”, “Bye Bye Blackbird” in perfette reinterpretazioni che grazie al perfetto interplay, all’esperienza dei musicisti sul palco e all’entusiasmo creativo del  giovane sassofonista romano, sono riusciti a proporre al pubblico vere e proprie chicche di un jazz puro che ha saputo conquistare ed emozionare il pubblico presente in sala.

Vittorio Cuculo ha un vero e proprio amore incondizionato per il jazz, e lo dimostra non solo con interpretazioni perfette dei brani presentati sul palco ma anche dai racconti che tale musica suscita in lui, e i tanti ricordi che ha quando accompagnava, poco più che bambino, i genitori ai vari concerti jazz di straordinari musicisti che lui ammirava e che poi da lì a poco sono diventati anche i suoi idoli assoluti . E ha anche altre due qualità , quella non solo  di mettersi in “ascolto” del talento assoluto   e dell’esperienza consolidata dei suoi compagni di viaggio verso i quali ha un’ammirazione e una riconoscenza assoluta per avergli permesso di poter realizzare questo progetto che, a mio modesto parere, dovrebbe essere invitato nei maggiori festival e rassegne jazz del nostro Paese, perché è davvero un bellissimo progetto, ma anche quella di “dare spazio” a coloro che saranno sicuramente il jazz del futuro, invitando sul palco due giovanissimi talenti come Davide Battista alla tromba e Elisabetta Saviano  alla batteria, i quali, insieme a Vittorio Cuculo, Stefano Lestini e Dario Rosciglione hanno presentato tre bellissime interpretazioni di “Donna Lee”, “In a sentimental mood” e “Night in Tunisia” che hanno letteralmente conquistato il pubblico.

Il Jazz va oltre le generazioni, le mode, il concetto stesso di tempo, ed è e può essere sempre di più una MUSICA per  i GIOVANI e con l’Associazione Live Tones questo si realizza e si realizzerà sempre di più in quanto sono sempre attenti ai giovani talenti o a talenti che ancora il pubblico non ha potuto conoscere ed apprezzare.

Come nel caso del prossimo concerto che organizzeranno il 17 giugno con Frida Bollani Mangoni nel suggestivo Complesso di Santa Maria la Nova di  Napoli

Biglietti: posto unico €27.

Prevendite: https://bit.ly/tickets_17giugno22

Live Tones Napoli, tel. 338.9941559

Recensione: Elisabetta Serio conclude la rassegna “Live Jazz Concerts”

Recensione di Clementina Abbamondi
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Domenica 29 maggio si è conclusa la rassegna “Live Jazz concert” organizzata da Alberto Bruno presidente del “Live Tones” nella nuova location del Salone Margherita. Durante il mese di maggio si sono susseguiti dal 7 al 29 cinque concerti con alcuni dei   protagonisti più importanti del panorama del jazz contemporaneo.   Sul palco stasera si sono esibiti dei musicisti di grande bravura Elisabetta Serio al piano, Leonardo De Lorenzo alla batteria ed al contrabbasso il giovanissimo talento napoletano Aldo Capasso.

Elisabetta Serio, dopo la laurea in jazz presso il Conservatorio di Benevento, approfondisce gli studi con Valerio Silvestro (che vanta collaborazioni con Chet Baker), segue i seminari con Barry Harris e   Rita   Marcotulli.  Nel 2010 vince   come compositrice il “Premio Carosone” ed il “Premio Piedigrotta” e l’anno successivo si aggiudica il “Premio Lucca Donna in jazz”.  Elisabetta Serio è uno dei più validi talenti del jazz italiano recente.  La pianista-compositrice ha testato tutti o quasi i colori della musica prima di incidere album, April del 2013 è dedicato al padre per la sua dipartita, e Sedici nel 2017 registrato prima della collaborazione della pianista con Pino Daniele con il quale ha anche condiviso il palco per ben quattro anni. Ha suonato con Rino Zurzolo, Enzo Gragnaniello, Z-Star, Gianluca Grignani, Noa e il compianto Andrea Parodi, esibendosi in festival e concerti fra Italia ed estero.  L’ultimo disco “Piano Napoli” del 2020 ha unito Elisabetta Serio e Lorenzo Hengeller in un progetto che si può definire una inusuale e   sensibile   commistione di   intenti musicali. Le diverse   esperienze di Hengeller e Serio si uniscono nella medesima ed elegante padronanza dello strumento ma ciascuno portatore di un ingrediente personale.

Leonardo De Lorenzo dal 1985 svolge un ‘intensa attività concertistica e didattica. Presidente dell’Associazione di promozione sociale e culturale “L’Isola dei Girasoli”, con la quale conduce il progetto “Musica in corsia –i concerti del sorriso”, portando la musica negli Ospedali   pediatrici italiani. Ha registrato numerosi dischi in qualità di sideman e come leader. Ha collaborato, suonato e registrato con alcuni dei nomi più prestigiosi nel campo del jazz nazionale ed internazionale. In veste di leader ha pubblicato “Entropia” nel 2006, “Pictures” nel 2010 “Nice to Meet You” nel 2012. Inoltre ha pubblicato l’audio libro di favole e musica dal titolo “Le Favole dell’Isola dei Girasoli”, scritto dai bambini delle scuole di San Giuseppe Vesuviano, il lavoro “Waiting for” nel 2016 e l’audio libro  “Ti presento Francesco”  dedicato  al  figlio Francesco, al quale il batterista ha dedicato  gran  parte delle  sue  composizioni,  con  la presenza  di prestigiosi ospiti come Tullio De Piscopo, Paolo Fresu  e  la violoncellista  Giovanna Famulari.  Nel 2017  è uscito  il  CD “The Ugly Duckling” e nel  2021  “On Five”  per  Alfa Music  registrato  dal  vivo  in  studio col  pubblico. Ha anche pubblicato tre libri di tecnica del tamburo ed una raccolta di studi per il tamburo.

 Aldo Capasso, classe 1993,  bassista  e  contrabbassista jazz  napoletano  ha  già  riscosso numerosi premi e riconoscimenti durante festival nazionali e internazionali di grande rilievo.  Fin dalla prima adolescenza inizia lo studio del basso elettrico con il maestro Davide Costagliola. L’interesse per la musica jazz lo spinge ad intraprendere studi mirati sulla musica d’insieme e sull’improvvisazione. Infatti,  segue   i corsi  di  musica  d’insieme  con  il maestro Sergio  Di  Natale. Quindi, studia poi contrabbasso e improvvisazione sullo strumento con il maestro Gianluigi Goglia. Inoltre, si iscrive al corso di basso elettrico presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e, nel 2017, si laurea con il massimo dei voti. L’esperienza concertistica del contrabbassista jazz si concretizza in diverse formazioni musicali. Inoltre, partecipa a molteplici festival di rilievo, quali: Umbria Jazz, Jazzit Fest,  Piacenza Jazz Fest,  Tuscia in Jazz,  Pomigliano jazz, Agorà Jazz Festival e Janula Jazz Festival. Inoltre, partecipa al Festival dei Conservatori italiani, Rassegna Noteverde, Pozzuoli jazz, International  Jazz Day 2017,  Ispani Jazz festival  e  tanti altri. Dal 2014 vince una serie di premi e riconoscimenti che sottolineano la portata artistica di Aldo Capasso. Infatti, vince il primo premio con il “Cesi-Marciano Ensemble” al   Concorso  Internazionale  di  Esecuzione musicale di Airola. Nello stesso anno vince la prima edizione del premio “Giovani in jazz” in occasione del Janula Jazz Festival. Nel  2015  viene  selezionato  per  il  progetto  europeo  Giosi Jazz.It  e  grazie  al  quale si esibisce  per  la Fondazione  Siena Jazz.  Successivamente  suona  per  il  musical  “Change”  nella orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2018 partecipa con la formazione jazz  “Ergio Valente Trio”  al  Piacenza  Jazz  Festival  – Premio Bettinardi,  vincendo  il  premio  del  pubblico.  Quindi, partecipa al  Bucarest   International  Jazz  Competition, dove  vince   lo  “Special Prize”.  Infine, il contrabbassista  jazz  si  aggiudica  il  primo  posto  al  Premio internazionale Fara Music Jazz Live. Discografia Drop it!, Giannini Piracci Electric Quartet, No Voices Records, 20

Alberto Bruno  presenta  il  trio   dicendo  “Sto cercando da tempo di  organizzare questo concerto e finalmente ci sono riuscito,  sono  tre  musicisti che adoro e con i quali ho un rapporto  di amicizia e quindi sono molto contento di averli  qui stasera. Vorrei  che un brano del concerto fosse dedicato al  grande  trombettista  Marco Tamburini  che purtroppo ci  ha  lasciati sette anni fa.”e ancora,” volevo dire al numeroso e affezionato pubblico che ha partecipato a questa rassegna che in autunno il” Live Tones” organizzerà una nuova rassegna di concerti live” . 

Continua a leggere

Recensione: Daniele Scannapieco 4tet ospiti della rassegna “Live Jazz Concerts” Salone Margherita

di Annamaria de Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Terzo appuntamento della rassegna “Live Jazz Concerts” al Salone Margherita di Napoli organizzata dall’Associazione Live Tones diretta da Alberto Bruno in collaborazione con Pasquale Barbaro, con il quartetto di Daniele Scannapieco.

Daniele Scannapieco, salernitano, è uno degli esponenti di punta della cosiddetta scena campana del jazz, che ha prodotto molti talenti. Dopo il diploma al Conservatorio “Giuseppe Martucci” ha fatto parte della Salerno Liberty City Band, per poi trasferirsi a Roma. Qui ha conosciuto tra gli altri Stefano Di Battista e con lui si trasferì in Francia per un lungo tour. Con Fabrizio Bosso ha fondato gli High Five, storica formazione jazz che e ha come componenti Julian Oliver Mazzariello al piano, Luca Mannutza al piano, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Gli anni duemila sono per il musicista salernitano un’importante tappa per la sua carriera artistica. Vince, infatti, il prestigioso premio premio europeo “Djando d’or” ed il premio “Positano” come miglior musicista campano. Inoltre, per due anni consecutivi (2002 – 2003) è tra i primi classificati di Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ad oggi insegna Sax al Conservatorio di Salerno “Giuseppe Martucci” ed è attivo nel panorama jazzistico italiano, riscuotendo grande successo in ogni suo concerto.

Ha collaborato con Danilo Rea, Flavio Boltro, Dado Moroni, Greg Hutchinson, Dee Dee Bridgewater, Giovanni Tommaso, Henri Salvador, Eric Legnini. E, ancora, Enzo Pietropaoli, Dino Piana, Roberto Gatto. Tra i suoi attuali progetti, il Daniele Scannapieco Quartet è la formazione in cui suona con il fratello Tommaso al contrabbasso, Michele Di Martino al piano e Luigi Del Prete alla batteria. È un progetto molto affiatato, dotato di un grande interplay e una spiccata vocazione per il mainstream. La band si collega al jazz tradizionale, ma con una forte identità personale che si avverte in ogni brano presentato durante tutto il concerto.

D’altronde gli stessi Alberto Bruno e Ornella Falco del Live Tones hanno scelto questo quartetto proprio dopo l’ascolto della loro ultima performance nel settembre 2021 a Terni per la prestigiosa rassegna di Umbria Jazz, dove ogni sera, negli spazi del locale che li ospitavano, si assisteva a serate sempre in sold out in un’atmosfera straordinaria di consenso del pubblico come solo nei grandi jazz club italiani si può provare.

È la stessa sensazione si è potuta avvertire nella sala del Salone Margherita di Napoli con un pubblico assolutamente affascinato ed entusiasta per i brani jazz presentati dal quartetto con un talento davvero indiscutibile. Brani originali dello stesso Daniele Scannapieco si sono alternati a splendide interpretazioni di brani come “Save your love for me” , “Biri kurusai”, “Lonnie’s lament”, “Nancy” , “Doll of the bride” solo per citarne alcuni, anticipati dalle parole dello stesso Daniele Scannapieco che ha mostrato ancora una volta di conoscere, insieme ai suoi validissimi musicisti, profondamente la musica jazz e scegliendo i brani negli arrangiamenti di grandi maestri del jazz più vicini al loro modo di intendere e di “sentire” la musica jazz.

Profonde emozioni una particolarissima “Almeno tu” riarrangiata con sonorità jazz di grandissimo coinvolgimento, seguita da una strepitosa “In a sentimental mood” e da una bellissima interpretazione di “the Jodi Grind “di Horace Silver con il quale il quartetto ha ringraziato il numerosissimo pubblico presente in sala che ha tributato loro lunghissimi applausi, segno tangibile dell’apprezzamento di una musica che ha arricchito l’anima e il cuore.

Prossimi due appuntamenti della rassegna sabato 28 maggio Vittorio Cuculo jazz quartet feat Gege Munari, Dario Rosciglione, Stefano Lestini

Link di prenotazione:

https://forms.gle/KF4f7UbwjkqKEuhq5

 e domenica 29 maggio di Elisabetta Serio, Aldo Capasso, Leonardo de Lorenzo

link di prenotazione:

https://forms.gle/dnaBord9Rmb7GnHd6

Recensione: Gabriele Coen ospite della XVIII Edizione Jazz Flirt Festival

Recensione di Clementina Abbamondi

Oggi 21 maggio 2022 nel Piccolo Teatro Iqbal a Formia si è svolto l’ultimo concerto della Rassegna” Spring”, anteprima della XVIII Edizione del Jazz Flirt Festival “Jewishe Experience”, progetto del clarinettista e sassofonista Gabriele Coen e del chitarrista Francesco Poeti accompagnati da un ospite Laerte Scotti all’organetto.  Il progetto di Gabriele Coen è incentrato su una immersione nel mondo musicale ebraico, un viaggio tra il” Klezmer” l’antica musica delle comunità ebraiche dell’Europa Orientale, che negli ultimi trenta anni sta vivendo una nuova grande riscoperta in America e in Europa, musica profana che trae la propria linfa dai rumori della strada come il canto della sinagoga.

Gabriele Coen, sassofonista, clarinettista e compositore si dedica da oltre venti anni all’incontro tra jazz e musiva etnica in particolare mediterranea ed est europea, svolgendo un’intensa attività a livello nazionale e internazionale. E’ fondatore dei “KlezRoym” la più nota formazione italiana dedita alla riattualizzazione del patrimonio musicale ebraico, con cui ha inciso cinque dischi per l’etichetta CNI.Con il progetto  Atlante Sonoro ha inciso nel 2004 “Duende”(CNI-RAI TRADE)accolto  con grandissimo favore dal pubblico e dalla critica e nel 2006 il cd “Alhambra” sempre con la CNI-RAI TRADE.A gennaio del 2009 è uscito il primo disco come Gabriele Coen “Jewish Experience” intitolato “Golem” per Alfa Music Dal 2010 Gabriele Coen incide per la Tzadik,la prestigiosa etichetta newyorchese di John Zorn : Awakening”(2010) e “Yiddish Melodies in jazz”(2013)

Francesco Poeti, chitarrista e compositore studia presso il Saint Louis College of Music a Roma. Frequenta corsi con i più importanti chitarristi del panorama internazionale quali Adam Rogers, Mike Stern, Scott Henderson e molti altri. Dopo aver vinto nel 2001 la borsa di studio frequentando i corsi chiamati “e love jazz” tenuti tra gli altri da Peter Bernstein, partecipa a numerosi festival di jazz. Collabora con molti artisti e incide vari dischi di cui due a suo nome “Lost in g.r.a.” e “Emergentry”.

Continua a leggere

Recensione: Elio Coppola Trio & Lauren Henderson ospiti al Winehouse di Napoli

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto: (http://www.spectrafoto.com)

Sabato 14 maggio  al Winehouse di Napoli il pubblico presente ha potuto ascoltare, nell’ambito della rassegna jazz, sotto la direzione artistica di Marco Panico, che da quasi un anno sta portando in sala il jazz italiano ed internazionale, un concerto d’eccezione del batterista Elio Coppola in trio con Antonio CapsAntonio Napolitano al basso, e la splendida voce di Lauren Henderson nel loro nuovo progetto musicale “Musa”.

Elio Coppola si è fatto apprezzare nel panorama jazzistico sia italiano che internazionale.  Ha Perfezionato i suoi studi negli Stati Uniti col grande batterista Kenny Washington. I suoi “ritmi” hanno accompagnato alcuni tra i migliori musicisti al mondo tra cui Benny Golson, Peter Bernstein, Dado Moroni, Ronnie Cuber e tanti altri. Apprezzatissimo dai colleghi è importante ricordare la sua amicizia e la stima reciproca che lo lega al grande Maestro Tullio De Piscopo. Negli ultimi anni, fino al 2020 ha fatto diverse esperienze a New York con i più grandi musicisti americani e nei più grandi jazz club newyorkesi come il Birdland jazz club, lo Smoke Jazz club e il Mezzrow club.

Con il suo Trio, negli ultimi anni e spesso con la partecipazione straordinaria di musicisti e cantanti del jazz internazionale ha girato l’Italia in diverse rassegne e festival jazz tra i più importanti del mondo jazzistico italiano e in diversi e importantissimi club come il famosissimo Blue Note di Milano nel quale spesso si è esibito con un’altra grande voce del jazz come quella di Yoice Yuille.

Il concerto di sabato sera è iniziato con un brano strumentale con il solo Trio sul palco “The Great City” un bellissimo successo di Shirley Horn che è stato un ottimo preludio alla serata che si sarebbe annunciata un grande evento musicale per gli ospiti del Winehouse di Napoli.

Subito dopo è arrivata sul palco la splendida Lauren Henderson, con il suo portamento elegante e regale in abito, che con il Trio ha presentato al pubblico alcuni dei brani standard jazz riarrangiati con grande talento e interpretati con grande professionalità  come  “At last long love” (portata al successo dal grande Frank Sinatra)   , “Ahora”, “Forget me” (sempre di Shirley Horn) ,  Il meraviglioso “The look of love”  grande successo della meravigliosa Diana Krall, “Riptide” (splendida ballade di bossa nova) , “Perfidia” incisa da Nat King Cole nel 1959, magnifico brano con un bellissimo ritmo di rumba, famosissima al mondo e che nel 2013 fu scelta dal regista Ferzan Ozpetek nel suo film “Magnifica presenza” e che la voce di Lauren Henderson rende magnificamente in tutta la sua essenza.

Subito dopo si torna al jazz puro con il brano “I concentrate   on you” canzone scritta da Cole Porter interpretata, fra gli altri da Ella Fitzgerald, per chiudere con “Besame mucho” che ha emozionato il numerosissimo pubblico presente e al quale la stessa artista ha dedicato una splendida versione di “What you want do for love” scritta dal cantautore americano Bobby Caldwell.

per info programmazione maggio

www.wine-house.it

Info&prenotazioni 345 867 76 20

📍Via Nuova Marina 5, Napoli

Conferenza stampa di presentazione programma Umbria Jazz 2022

Di Annamaria De Crescenzo

Si è svolta mercoledi 18 maggio la conferenza stampa della presentazione dell’attesissimo programma di Umbria Jazz 2022 nella famosissima sala concerti del Blue Note, il più importante Jazz club di Italia che ogni anno ospita migliaia di concerti seguitissimi sempre da un numerosissimo pubblico appassionato di tale genere musicale e non solo .

Presentata da Nick the Nightfly che al Blue Note ormai è di casa da decenni non solo come musicista ma anche come conduttore radiofonico di Radio Montecarlo, visto che è proprio dalla sala del Blue Note che ogni sera conduce il suo programma, la conferenza stampa è stata un autentico successo, sia in termini di presenze in sala oltre al Presidente della Fondazione Umbria Jazz Gian Luca Laurenzi, della Presidente di Regione Umbria Donatella Tesei,   del Sindaco di Perugia Andrea Romizi, dell’amministratore delegato di Radio Mediaset  Paolo Salvaderi, del Direttore Artistico Carlo Pagnotta,  di tantissimi giornalisti, conduttori radiofonici del gruppo Radio Mediaset, musicisti e rappresentanti del settore musicale, oltre che tutto lo staff tecnico e organizzativo  di Umbria Jazz stesso.

La conferenza stampa e’ inizata proprio dal discorso di benvenuto del Presidente Gian Luca Laurenzi il quale ha dichiarato “Umbria Jazz ricomincia alla grande, non un ritornare perché noi in realtà non ci siamo mai fermati ,  bloccati dal fermo di tutte le attività nel febbraio 2020, pochi giorni dopo l’annuncio del programma, siamo riusciti a proporre un’edizione 2021, anche se in versione ridotta, di tutto rispetto con tantissimi concerti e musicisti bravissimi. Ma ora è tempo di ricominciare con tantissimi nomi sia del jazz italiano che internazionale, con un programma che attraversa un po’ tutte le sfaccettature del complesso mondo musicale jazzistico nel mondo intero. E lo facciamo con un entusiasmo  straordinario e con un programma che torna alla sua formula consueta e con una rinnovata amicizia con Radio Montecarlo  media partner di Umbria Jazz e con lo stesso Nick che conosciamo ormai da tantissimi anni. E Torniamo con 260 eventi in 11 giorni, 11 diversi location 90 band con un totale di circa 500 musicisti musica in ogni luogo del centro storico di Perugia dalla mattina a notte inoltrata, un chilometro quadrato  di  una città che diventa lo scenario storico medievale nel quale si realizzeranno tutti i concerti della rassegna stessa. Tornano i concerti gratuiti all aperto, riprende il percorso di U4fkids un evento importantissimo per i bambini e per le loro famiglie che ha come obiettivo quello di avvicinare le nuove generazioni alla musica jazz in una sorta di gioco che coinvolgerà tantissime persone e che quest’anno si terrà nei giardini dell’Arena Santa Giuliana. Ritorneranno le Clinics legate al Barkley School di Boston che offrono agli studenti di tutto il mondo a specializzarsi nel jazz e che vedono centinaia di giovani coinvolti in tale progetto e che riempiranno le strade di Perugia con i loro strumenti e la loro allegria e entusiasmo. 

Entusiasmo confermato anche dalle parole di Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria, che ha dichiarato di ritenere importantissima la presenza di Umbria Jazz in una Regione che sta lavorando da anni per diventare una Regione aperta non solo al Turismo, ma anche ad eventi culturali, musicali e dello spettacolo in generale che possono mettere in risalto le bellezze culturali, architettoniche, paesaggistiche della Regione stessa. La Regione Umbria ha creato un percorso non solo di sostegno economico di un progetto cosi importante come Umbria Jazz ma si sta dedicando a progetti importantissimi come la rinascita dell’aereoporto di Perugia dove si stanno implementando nuove rotte nazionali ed internazionali in modo tale da rendere l’Umbria non solo una Regione al centro dell’Italia ma anche dell’Europa stessa.

Stesso entusiasmo anche nelle parole del Sindaco che non solo ha ringraziato il Presidente Terenzi , lo staff organizzativo di Umbria Jazz oltre allo stesso Pagnotta che 50 anni fa ebbe questa straordinaria intuizione di creare un Festival che potesse avere al centro di tutto la musica jazz, ma ha anche rinnovato l’impegno da parte dell’istituzione che lui rappresenta a collaborare intensamente per tutta la durata del Festival a far sì che possa realizzarsi un evento che anche quest’anno possa definirsi assolutamente unico e spettacolare nel suo genere. 

Perugia è legatissima ad Umbria Jazz e siamo fieri che i nostri vicoli, i nostri teatri, i nostri musei, palazzi storici della città possano essere i luoghi scelti da Umbria Jazz per poter dare vita a giornate di musica davvero strepitose. L’altro elemento che renderà la nostra città molto accattivante in questo periodo è l’atmosfera di campus della Musica, grazie a questa attenzione alle nuove generazioni partendo proprio dai bambini e adolescenti di 4xKids fino agli studenti dei piu importanti conservatori del mondo che nei giorni del Festival saranno in città non solo per imparare ma anche per viversi la Musica con gioia ed entusiasmo. Inoltre con grande orgoglio vi annuncio che i luoghi dedicati ai concerti aumenteranno,  ci sarà anche una nuova piazza e numerosi luoghi che accoglieranno tanti importanti concerti, e che una delle location degli eventi musicali del Festival sarà una rinnovata sala del Galleria Nazionale dell’Umbria  che quest’anno vi accoglierà con tutta la sua ritrovata bellezza vista la recente ristrutturazione e che sarà anche sede dei festeggiamenti dei 500 anni dalla morte del Perugino che ricorrerà nel 2023, in concomitanza dei 50 anni del Festival e ci impegneremo sin d ‘ora di creare un’Edizione ancora più importante ed emozionante di sempre.  In ultimo ormai è chiaro che Umbria Jazz crea dipendenza e molti di voi che sono qui oggi in sala lo possono testimoniare. Allora  che ben venga questa dipendenza, Perugia è con Umbria Jazz da sempre e sempre lo sarà’”.

I progetti quindi oltre ai concerti previsti dal programma sono tanti come hanno sottolineato anche le parole di Giovanni Tommaso, responsabile organizzativo delle Clinics, fieramente orgoglioso che dopo quasi due anni, la Città si riempirà di giovani che hanno messo al centro della propria esistenza lo studio della musica  e confermata l’importanza di tale progetto per la loro carriera, in termini non solo di condivisione delle competenze musicali che i vari maestri daranno loro nel corso dell’Edizione e che porterà alcuni di loro a poter frequentare un corso di altissima specializzazione proprio alla Barkley School di Boston, ma anche di esperienza di vita che difficilmente potranno dimenticare nella loro vita personale e professionale, e ovviamente anche quello dedicato ai bambini, presentato magnificamente dalla parole del coordinatore Fabrizio Croce che viene fuori dall’intuizione di voler creare una sorta di “passaggio di testimone” dell’amore verso il jazz dalle generazioni attuali alle future generazioni, in modo tale da suscitare in loro la curiosità verso questa musica e magari desiderare di diventare dei grandi musicisti del futuro o più semplicemente il pubblico del futuro. Tale progetto, interessantissimo sotto ogni punto di vista, è il punto di arrivo di un lavoro enorme fatto con gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado a partire dalla scuola materna fino alle superiori, e con le scuole di Musica e che anche quest’anno vedrà il coinvolgimento di bambini di età diverse, a partire dai primissimi anni di vita fino a 18 anni , e le loro famiglie in una sorta di percorso studio/gioco  che non ha paragoni.

Poi arrivano le parole dell’Amministratore Delegato di Radio Mediaset Paolo Salvaderi che non solo ringrazia la Fondazione Umbria Jazz per averli scelti come Media Partner dell’evento ma sottolinea l’importanza di tale evento al punto tale che, dichiara, di aver voluto mettere a disposizione dello staff organizzativo del Festival tantissimi conduttori e giornalisti della Radio per poter seguire l’evento in ogni momento della giornata e dedicare a tali giornate vere e proprie maratone in radio per dare a questa edizione l’importanza che merita.

La conferenza stampa si è conclusa con le parole del Direttore Artistico Carlo Pagnotta, colonna portante dell’intero Festival, che da 50 anni sceglie, insieme ad uno staff di collaboratori di grandissimo talento tutti citati da Carlo come riconoscimento del loro impegno e professionalità , gli artisti  di Umbria Jazz tra i più importanti e assoluti  protagonisti della musica internazionale e italiana del jazz, presentando nomi molte volte in esclusiva al Festival o in anteprima assoluta in Italia prima di proseguire magari in successive tappe dei loro tour italiani ed Europei. Non dimentichiamo che nomi importantissimi come Chick Corea, Diana Krall, Sarah Jane Morris, Dee Dee Bridgewater, Herbie Hanckock solo per citarne alcuni  delle centinaia e centinaia d artisti  che si sono succeduti sul palco di Umbria Jazz in questi 49 anni di Festival, sono stati e sono tuttora presenti sul palco di Umbria Jazz.

A grande sorpresa, Carlo Pagnotta ha preferito dare il microfono a Manuele Morbidini, sassofonista affermato nonché musicista dell’Orchestra Jazz di Perugia che lo stesso Direttore Artistico ha presentato come “colui che sarà, anzi lo spero, il futuro Direttore Artistico di Umbria Jazz”.

A Manuele Morbidini è stato dato quindi l’onore di presentare alla stampa e ai presenti in sala il variegato e corposo programma di Umbria Jazz 2022 che si può visualizzare al seguente  link: https://www.umbriajazz.it/artisti-uj22/  e  che vedrà alternarsi sui 15 palchi di Umbria jazz i nomi più prestigiosi del jazz in tutte le sue complesse sfaccettature e volti di questo genere musicale, spiegando che i tre spazi più rappresentativi del Festival daranno spazio a diverse visioni del jazz nel mondo.

Si partirà il giorno 8 Luglio con una sorta di grande festa della musica con i Funk off con Mark Lettieri all’Arena Santa Giuliana seguito da Joss Stone che rappresenta l’anima soul del jazz nel mondo. I giorni successivi sarà dato spazio ad una serata “sguardo sul Brasile “ con Marisa Monte e Gilberto Gil , un immergersi nella musica di Cuba con il Duo Gonzalo Rubalcaba e Aymee Nuviola e i CimaFunk, per seguire con i ritmi groove e soul di grandissimi artisti come Christone KingFish Ingram trio  e Jamie Cullum, seguiti da Dee Dee Bridgewater , Incognito, seguiti da concerti spettacoli di jazz mondiale come quelli di Herbie Hancock e Diana Krall per finire con un week end spettacolare sabato 16 luglio arriverà sul palco dell’Arena Tom Jones per concludere domenica 17 con il concerto di Jeff Beck.

Altrettanto spettacolari i concerti previsti alla Galleria Nazionale dell Umbria con formazioni  che con la loro arte esalteranno i luoghi meravigliosi della Galleria,  e altrettanto strepitosi i concerti  previsti al Teatro Morlacchi  che vedranno nomi internazionali come Christian McBride , Kurt Elling, Charles Lloyd , a nomi italiani come Enrico Rava, Dado Moroni, Paolo Fresu, Rita Marcotulli, e dove si festeggeranno i 25 anni di carriera dei Doctor 3 composto da Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra.

Ovviamente il Festival è anche tantissimo altro, come i concerti gratuiti in piazza IV Novembre e ai Giardini Carducci, e da quest’anno anche in Piazza matteotti che sarà lo scenario meraviglioso per la musica swing, e in via Della Viola che sarà in prima serata location di concerti di artisti come Samara Joy, Shake em up jazz band, Mathis Picard seguiti da strepitose jam session guidate ormai dalla The Resident Band formata da Piero Odorici, Daniele Scannapieco, Paolo Birro, Aldo Zunino, Anthony Pinciotti.

La conferenza stampa è stata seguita da un concerto di Danilo Rea in piano solo che ha emozionato la platea con una breve ma intensa performance con la quale ha dato ancora una volta conferma delle sue straordinarie doti pianistiche e compositive con brani tratti sia dalla tradizione jazzistica internazionale che musiche italiane e brani da lui stesso composti che hanno emozionato il pubblico che lo ha applaudito a lungo alla fine del concerto stesso

Non ci resta quindi che dare appuntamento a Perugia dal 8 al 17 luglio per Umbria Jazz 2022.

I biglietti per i concerti dell’Arena Santa Giuliana sono già disponibili online, da oggi in vendita anche il Teatro Morlacchi e la Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Per info sul programma dettagliato e  per l’acquisto dei biglietti gia disponibili online:

https://www.umbriajazz.it/artisti-uj22/

Il manifesto ufficiale di Umbria Jazz 22 opera di Luigi Marazzi.

Recensione: Andrea Rea Trio in “El Viajero” per Live Jazz Concerts

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento della rassegna “Live Jazz Concerts” al Salone Margherita di Napoli organizzata e diretta dall’Associazione Live Tones in collaborazione con Pasquale Barbaro, con il concerto di Andrea Rea Trio in “El Viajero

Il pianista Andrea Rea (Classe 1983, originario di Pomigliano D’arco (NA) ma romano di adozione) è uno dei nomi più richiesti nell’ambiente jazzistico.Collabora da anni al fianco di numerosi musicisti tra cui: Stefano Di Battista, Dianne Reeves, John Patitucci, solo per citarne alcuni.

Il suo approccio e la sua musica si rifanno ad innumerevoli colori ispirati sicuramente dalla tradizione jazzistica la quale funge da supporto ad un linguaggio personale influenzato da diverse tipologie di musiche.

In questo Andrea si fa aiutare da personalità musicali intelligenti e sensibili in grado di sviluppare al meglio le sue idee di partenze. Come il contrabbassista Daniele Sorrentino (Stefano Di Battista, Joe Barbieri) già presente nel suo apprezzato lavoro d’esordio “Arioso” ed “Impasse” ed il batterista Lorenzo Tucci considerato uno dei nomi di spicco della batteria jazz in Italia.

In questo lavoro intitolato “El Viajero” uscito il 18 giugno 2021 per l’etichetta italiana Filibusta Records, inserito nella lista dei primi 100 album (Greatest jazz album) del Jazzit award 2021, il filo conduttore che lega la diversità dei brani è il viaggiatore (el Viajero per l’appunto) che spazia tra i diversi generi e luoghi che il pianista partenopeo ha deciso di raccontare.

In “ El Viajero” ognuna delle otto tracce (tra cui 3 composizioni originali) ha un significato evocativo molto personale: e’ presente oltre al bellissimo omaggio alla musica Sud Americana (C.Aguirre,M.Rojas,H. De Hollanda) la quale non a caso rappresenta un influenza costante nella musica di Rea, e’ presente un prezioso contributo di Giacomo Tantillo alla Tromba nel brano “En la Orilla del Mundo”.

El Viajero (Il Viaggiatore) è quindi un viaggio, il viaggio, quello personale, realizzato attraverso culture e luoghi di diversi paesi, che in qualche modo hanno influenzato la musica di Rea oltre ad essere un “viaggio” nelle sue emozioni di artista delicato, sensibile, quasi timido, ma di grandissimo talento pianistico e compositivo di rara bellezza.

Continua a leggere

« Vecchi articoli Recent Entries »