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SPAZIO ZTL 14 GENNAIO 2023 ORE 21.00 “AROUND BEIJING” – Simona De Rosa e Michal Ciesielski

CONCERTI SPAZIO ZTL

14 GENNAIO ORE 31.00

“AROUND BEIJING”

Simona De Rosa – Voce
Michal Ciesielski – Pianoforte

Pechino 2018. I due musicisti si incontrano in un club dove entrambi partecipavano ad una jam session. Da allora nasce una forte amicizia e una solida collaborazione che confluisce nella produzione di un disco in uscita quest’anno. Entrambi docenti jazz del prestigioso Contemporary Music Academy di Pechino, Michal e Simona hanno portato la loro musica in Cina al Tahui Jazz Festival, in Inner Mongolia, al Lincoln Center di Shanghai, Blue Note di Pechino e in tantissimi jazz club. Per la prima volta si esibiranno insieme a Napoli dove proporranno il loro repertorio originale e riarrangiamenti dei classici americani.

21:00 – 𝑨𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂
21:45 – 𝑰𝒏𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒓𝒕𝒐

𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
10,00 € Formula Teatro

𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐎𝐁𝐁𝐋𝐈𝐆𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀
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Recensione: Fabrizio Bosso in “We Wonder” all’Auditorium Parco della Musica di Roma

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Un Fabrizio Bosso , visibilmente emozionato e commosso, ha avuto il meritato affetto e partecipazione del pubblico che lo ama da decenni e che gli ha tributato lunghissimi applausi e un meritatissimo sold out, sabato 7 gennaio, per la presentazione dal vivo del suo ultimo lavoro discografico “WE WONDER” tributo alla musica del grande cantautore americano Stevie Wonder, pubblicato lo scorso settembre dalla Warner Music e disponibile in cd, vinile e digitale.

Il trombettista torinese in quartetto, con Julian Oliver Mazzariello al pianoforte e tastiere, Jacopo Ferrazza al basso e contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria e special guest Nico Gori al clarinetto e sax, , sono i protagonisti assoluti di un tributo alla musica di uno degli artisti più iconici della musica internazionale. Non è stato facile per il musicista selezionare i brani da una discografia così ampia e che ha influenzato gran parte della musica del secolo scorso, contribuendo alla nascita di nuovi generi musicali ma Fabrizio Bosso è stato capace di creare un autentico gioiello preziosissimo nella musica sia con questo disco che è una vera chicca musicale da non perdere assolutamente e sia  proponendo  in scaletta una selezione di brani che attraversano la carriera di Stevie Wonder dalla fine degli anni Sessanta fino all’ultima pubblicazione del 2004.

Elegantissimo nel suo completo grigio ha esordito subito con brani memorabili della discografia di Stevie Wonder come “I Wish”, “Moon Blue”, e la straordinaria interpretazione di “My Cherie” e di “Another Star”. In pubblico in sala, gremitissima in ogni ordine di posto dalla platea alla galleria dell’importante Sala Sinopoli, in un religiosissimo silenzio, si gode ogni nota del genio musicale di Fabrizio Bosso e di tutti gli altri musicisti che condividono il palco con lui.

Appena prende la parola per presentare il suo progetto e i suoi fidatissimi musicisti   che ormai, come lui stesso dichiara, “sono i miei fedelissimi compagni di viaggio, ci conosciamo da cosi tanto tempo che ormai tra noi c’è un sodalizio artistico di grandissimo livello ai quali si aggiunge stasera come nel disco stesso un grandissimo musicista che mi ha onorato del suo talento come Nico Gori”, ironizza sul titolo pubblicato in un recente articolo che lo definiva, nonostante una bella foto in primo piano con la sua amatissima tromba, un sassofonista di grande talento.

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Recensione: Denise King e gli Hammond Groovers concludono la IX Edizione di “Jazz & Baccalà “

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Grande successo di pubblico per il concerto conclusivo, sabato 3 dicembre, della IX Edizione di “Jazz & Baccalà” che ha visto sul palco del Teatro Summarte, sotto la direzione artistica di Marco Panico, grandi artisti del panorama jazz italiano ed internazionale tra i quali, appunto, la cantante Denise King e gli Hammond Groovers composti da Elio Coppola alla batteria, Daniele Cordisco alla chitarra e Antonio Caps all’organo Hammond.

I concerti di Denise King sono una full immersion di sonorità jazz, rithm & blues, soule gospel. La sua voce straordinariamente armonica, raffinata, elegante su tutte le note, produce un’intensa energia musicale carica di un feeling travolgente e capace di fondere stili diversi in perfetta tradizione afroamericana. Scoperta da Dexter Wansel, produttore, arrangiatore e regista della Philadelphia International Records, Denise King ha conquistato il grande pubblico con quattro cd di successo e magistrali live-show nei più prestigiosi jazz club, festival e teatri di Philadelphia, Atlantic City e New York. Tra i tanti progetti e collaborazioni ci sono musicisti internazionali come Bobby Durham, Archie Shepp, Mickey Roker, Roy Hargrove, Christian McBride, Orrin Evans, Uri Caine, McCoy Tyner e le grandi star del blues Ruth Brown e Koko Taylor fino alle pop star del calibro di Billy Paul e Céline Dion. Denise ama lo swing ed è capace di coinvolgere il pubblico con la sua musica, in particolar modo quando canta le ballads. L’ultimo progetto a cui sta attualmente lavorando è un tributo alla cantante che più l’ha ispirata, Sarah Vaughan.

Per l’occasione la cantante è stata accompagnata dagli HAMMOND GROOVERS ossia il pluripremiato DANIELE CORDISCO (Jerry Weldon, Ronnie Cuber, Pat Bianchi, Fabrizio Bosso) alla chitarra, il virtuoso ANTONIO CAPS (Flavio Boltro, Greg Hutchinson, Stefano di Battista) all’organo hammond e il talentuoso batterista ELIO COPPOLA (Joey De Francesco, Benny Golson, Peter Bernstein, George Cables, Shawnn Monteiro, Dado Moroni).

Il trio ha registrato un grande successo in tutta Europa ed in America esibendosi in alcuni tra i più famosi jazz Festival e Jazz Club accompagnando alcuni tra i più prestigiosi artisti internazionali.

Il concerto di sabato è stato l’occasione per ascoltare brani standard jazz delle più belle voci jazz mondiali, alcuni brani soul pop come quello che Denise King ha dedicato a Amy Winehouse, e alcuni brani originali del gruppo presenti nel disco “Tell Me When” registrato nel 2017 ed edito da Musicology Records.

Recensione: Elisabetta Serio quartet guest star Sarah Jane Morris ospite di “Jazz & Baccalà ” 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento della IX Edizione di Jazz & Baccalà 2022 al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA), rassegna ideata ed organizzata dallo stesso Teatro sotto la direzione artistica di Marco Panico, ha visto sul palco ormai prestigioso del teatro stesso una straordinaria pianista Elisabetta Serio che con il suo quartetto composto da Jerry Popolo al sax, Aldo Capasso al contrabbasso e Claudio Romano alla batteria e con una guest di rara bellezza artistica come Sarah Jane Morris ha presentato il suo nuovo progetto “Te doy el gusto” che significa “ darsi il permesso, permesso di essere liberi, forti, se stessi e consapevoli in una verità che non fa rumore” come raccontato dalla stessa Elisabetta Serio in Teatro.

Pianista compositrice and band leader, Elisabetta Serio suona composizioni originali, principalmente strumentali, attingendo dalle sue variegate esperienze artistiche e non solo, sia come side che come leader. Le sue composizioni sono sempre altamente ispirate da tutte le emozioni della vita e si avverte tutto questo in ogni singola nota della sua musica che ha come obiettivo cercare un ordine al caos dell’anima e un modo per raccontarne le emozioni con melodie che toccano il cuore.

Il suo ‘suono’ si ispira alle sue collaborazioni con diversi artisti, primo fra tutti Pino Daniele, poeta e leader del Neapolitan power, oppure artisti stranieri come la cantante inglese Z Star, con la quale ha girato in tour in Europa e non solo, oppure musicisti come Stefano di Battista, Javier Girotto, Phil Palmer, Dave Douglas, Trilok Gurtu, per citarne alcuni.

Il quartetto che l’accompagna sul palco del Teatro Summarte è assolutamente “stellare”, il suono meraviglioso del sax di Jerry Popolo che è un virtuoso assoluto di tale strumento che lui suona in modo davvero mirabile, unito alla ritmica della batteria di Claudio Romano o al talento al contrabbasso di un seppure giovanissimo Aldo Capasso che  ormai è considerato non più una giovane promessa del jazz italiano ma un vero e proprio  musicista di altissimo valore viste le numerose esperienze e collaborazioni artistiche che ha avuto in questi ultimi anni, rendono il talento indiscutibile di Elisabetta Serio sia come pianista che come compositrice assolutamente coinvolgente ed emozionante.

In più la presenza di una delle artiste più amate da Elisabetta, Sarah Jane Morris, ha reso il concerto di sabato 19 novembre un concerto che il pubblico presente non dimenticherà mai.

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Recensione: Francesco Marziani Trio al Mav di Ercolano per Live Tones 2022

Di Clementina Abbamondi
Foto Spectra Foto (www.spectrafoto.com)

Sabato 19 novembre 2022 ,presso il Teatro M.A.V. Di Ercolano ,si è tenuto il concerto jazz del trio formato da tre musicisti partenopei Francesco Marziani al pianoforte, Antonio Napolitano al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria.

L’evento rientra nella programmazione promossa da Gabbianella club S.r.l. che ha assunto la gestione del Teatro M.A.V. di Ercolano.

Alberto Bruno, Presidente del “Live Tones” che ha organizzato il concerto ,ha ringraziato sia il pubblico presente in sala e sia Gianluigi Osteri ,manager della Gabbianella Club, da sempre in prima linea nel diffondere arte e cultura e ha presentato i musicisti che dice “conosco da tanti anni questi bravissimi musicisti e sono legato da  sentimenti di affetto e stima al pianista Francesco Marziani e lo ammiro per l’impegno e l’amore che ha verso la musica “ e ancora “questa sera il trio formato da Francesco Marziani al pianoforte, Antonio Napolitano al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria presenterà il CD TROISI ,il primo lavoro discografico che li vede insieme”.

Il disco è stato inciso per Cose Sonore/Alman Music ed è dedicato a Troisi l’attore napoletano che ha saputo animare la scena teatrale e cinematografica con la sua ironia ed il suo umorismo, sempre velato da una nota di malinconia. L’album contiene otto tracce in tutto, alcune delle quali sono composizioni di Miles Davis,Fats Waller e Stevie Wonder, altre invece sono brani originali composti da Francesco Marziani. Grazie a questo disco il trio ha  l’opportunità di esprimere le proprie idee musicali . Nelle note di presentazione del CD si legge “Il trio ha un linguaggio radicato nella tradizione della musica afroamericana pur se sempre rivolto alla ricerca di ritmi e soluzioni armoniche differenti attraverso la creazione di composizioni originali. Particolare attenzione è rivolta alle contaminazioni musicali in cui si fa spazio il pensiero del territorio”.

I brani raccolti nel CD TROISI si susseguono durante il concerto .due brani composti da Francesco Marziani “Little Child” e “Troisi” che dà il titolo al CD che rappresenta un omaggio all’indimenticabile attore partenopeo. In questo brano i musicisti riescono ad esprimere con i loro strumenti la personalità di Troisi allegra ma sempre un po’ velata di tristezza. Bellissima l’interpretazione del brano” Lately “ di S. Wonder e “The Jiherbug Watz” di F.Waller.

I musicisti durante il concerto hanno dato prova del loro virtuosismo  con degli assoli ricchi di grande energia e passione ed è stato evidente il legame profondo che li lega ed il divertimento ,il piacere e la complicità nel suonare insieme. Di grande effetto è risultata l’interpretazione di Francesco Marziani del famosissimo brano “Anima” cantato dall’indimenticabile Pino Daniele e composto dalla pianista Rita Marcotulli.

I tre musicisti ,in questo concerto, suonano con grande interplay e riescono ad esprimere appieno la loro improvvisazione, grazie anche alla grande amicizia che li lega da tempo e alla condivisione di idee maturate nei tanti anni nei quali hanno collaborato.

Recensione: “L’Orientale è jazz” ad inaugurare l’anno accademico 2022 dell’Università L’Orientale di Napoli

Di Clementina Abbamondi

Martedì 15 novembre 2022 nella bellissima Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, si è tenuto il concerto “L’Orientale è Jazz” ad inaugurare l’anno accademico dell’Università L’Orientale. Di Napoli in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella, l’ISMEO e il Centro Studi Sebetia-Ter. Il Rettore dell’Orientale Roberto Tottoli ha detto in una intervista che la colonna sonora ideale è la musica jazz, un genere che fa della contaminazione culturale il suo punto di forza in quanto lo spirito dell’Ateneo ha come” mission” l’incontro tra culture per la reciproca conoscenza ed un reciproco apprezzamento.

Il concerto ha visto salire sul palco Giuseppe Bassi contrabbassista barese, un musicista versatile, la cui musica passa dal jazz più tradizionale, alla avanguardia, dal funk alla musica classica. Nella sua carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi musicisti jazz del mondo. Giuseppe Bassi è molto vicino alla cultura giapponese e nel 2020 è uscito il CD” Atomic Bass” frutto del suo viaggio in Giappone dopo il terribile disastro nucleare della Centrale Atomica di Fukushima, avvenuto in seguito al violento tsunami che colpì il Giappone nel 2011 e nel 2022 “I Will Touch You” frutto della collaborazione con la pianista giapponese Sumire Kuribayaschi.

Giuseppe Bassi, dopo aver ringraziato il Conservatorio di Napoli e L’Orientale per averlo invitato a partecipare al concerto dice “Non avrei mai sperato e sognato di suonare con questo grande musicista perché apparteniamo a culture lontanissime e suoniamo musiche diverse e quindi sono onorato di presentare Berkant Cakici che trasporterà con la sua musica gli spettatori nell’atmosfera dei suoi luoghi di provenienza”. Il percussionista turco Berkant Cakici ha creato uno stile personale dopo aver studiato sotto la guida del grande maestro di darbuk Hamdi Akatay ed è diventato un virtuoso di un’ampia gamma di percussioni, ha partecipato ad innumerevoli progetti artistici e festival nella scena del jazz e della word music.

Intensissima e coinvolgente è stata la performance di Berkant Cakici che, con grande maestria e tecnica ha tratto dai suoi strumenti il kik e il doholio un ritmo ed un’energia travolgente grazie alla quale è riuscito a far rivivere le atmosfere ed il fascino della sua cultura.

Giuseppe Bassi ha poi presentato gli altri due musicisti che si sono esibiti con lui sul palco della Sala Scarlatti la violinista giapponese Nanako Tarui che suona ogni genere di musica dal jazz all’hip hop alla classica. Nanako Tarui canta, suona e dipinge, ha al suo attivo diversi progetti musicali e ha collaborato con artisti a livello internazionale ed il pianista, tastierista e arrangiatore napoletano Paolo Sessa.

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Recensione: Sasa’ Mendoza al Teatro Summarte per “Coprifuoco”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Emozionante concerto, sabato 12 novembre al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) per la presentazione del nuovo disco di Sasa’ Mendoza COPRIFUOCO  realizzato durante uno dei periodi più bui della storia dei nostri tempi, durante le lunghe chiusure, dove ognuno di noi ha vissuto momenti davvero difficili per l’isolamento imposto, per la mancanza di una vita quotidiana, per la paura di una sorta di tempesta che ci ha travolti tutti nella vita come nelle emozioni e nelle paure.

Sasà Mendoza nasce a Napoli il 20 Maggio 1960  diplomandosi al Conservatorio di Salerno nel 1990 in pianoforte. Ragazzo dalle virtù indiscusse comincia la sua carriera da subito affiancato da grandi nomi. Jazz, sound mediterraneo, progetti culturali, sono ancora oggi “leitmotiv” del suo grande desiderio di ” voler fare” senza mai discostarsi dalla sua sensibilità. ll sorriso irresistibile del  Musicista partenopeo Sasà Mendoza,  come quello del suo amato Dalai Lama, racchiude il segreto di un uomo che, della sua sensibilità, del suo approccio pacifico,  del suo rispetto per l’ambiente e l’umanità tutta, ne ha fatto tesoro, preparando così sempre di più la sua anima  ad accogliere una “musicalità” aperta, priva di pregiudizi, dove le diverse culture, attraverso note e virtuosismi, comunicano tra loro scambiandosi spirito umanitario, speranza, autenticità, per una vita sempre migliore.

“QUARANTENA NAPULEGNA”. Così il nostro amico Sasà definisce nel suo disco  il coprifuoco e i continui lockdown che hanno caratterizzato questi ultimi due anni. 

Lui stesso racconta: “ Era il periodo che tutti noi ci sentivamo “Sepolti vivi” tra il suono straziante delle sirene, delle ambulanze e i TG che non passavano altro che immagini di ospedali, di morti. Quando si perdevano i propri cari senza la possibilità di poterli vedere e salutare e quando ci è stata negata ogni possibilità di contatto umano e sociale, nessun abbraccio e, nonostante tutto, fuori i balconi si cantava, si suonava e si gridava “andrà tutto bene!”

Ogni brano racconta come una fotografia del momento e delle emozioni in esso vissute come la sensazione che il mondo “si era fermato”, e come “ognuno di noi lo guardava impaurito dietro le finestre di casa impotenti e bloccati dalla pandemia”

Così nascono Aret a na’ fenesta, Sepolti vivi, alcuni dei brani contenuti nel CD e così tutti gli altri, con una motivazione, con un dolore da raccontare”.

Laddove il mondo era bloccato, il mondo dell’Arte lo è stato ancora di più, niente più concerti, niente più teatro, niente più musica, niente più incontri tra musicisti per registrare brani nuovi , per suonare insieme . Ma un gruppo di musicisti, amici, non si arrendono a questo assordante e tetro silenzio. Pur costretti a stare segregati in casa cominciano il “tam tam” di note, parole, accordi e melodie. Uno scambio di emozioni attraverso la rete che permette a “COPRIFUOCO” di prendere vita e donare a chi la vita l’ha persa, l’immortalità.

Ed ecco che nasce il nuovo disco, e come lui stesso racconta dal palco del Teatro Summarte sono stati ispirati dalla perdita di amici musicisti a lui  molto vicini che lo  hanno accompagnato durante il mio percorso musicale suonando nei miei concerti. Andalucia Lontana é uno d quei brani che rievoca sentimenti puri, amicizia, passione infinita che lui stesso ha per la sua adoratissima Musica.

La sensibilità di Susà Mendoza si avverte anche in un altro brano “Transfiguration” perché’ questa pandemia ha cambiato tutto il nostro essere, ci ha trasformati in persone molto più fragili e con ferite profonde e insanabili. Ma è in Lia, è un brano dedicato alla madre che Sasà mette a nudo la sua delicatissima anima di artista e di uomo, riuscendo a mettere in un brano tutte le forti emozioni che ha vissuto per la perdita improvvisa della mamma, che è un meraviglioso concentrato di note ed armonie così coinvolgenti che emozionano il numerosissimo pubblico in sala.

Sul palco del Teatro Summarte, spesso si è emozionato ma ancor più quando ha dedicato un  pensiero speciale al suo amico  JOE AMORUSO con il quale spesso si  trovavano  a parlare di esoterismo e di come la musica fosse mezzo per entrare nella propria anima.  Gli ha dedicato il brano “Sognando Joe“, che nel disco Sasa’ Mendoza ha suonato con musicisti che da sempre hanno fatto parte della sua storia musicale come: James Senese,Tony Esposito,Enzo Gragnaniello, Ciccio Merolla, Peppe Sannino e Antonio Onorato che con la sua band composta da Mario De Paola e Diego Imparato per anni hanno condiviso con Joe lo stesso palco.

La lista dei musicisti che hanno suonato in “COPRIFUOCO” è lunga ognuno da casa ha voluto offrire il proprio contributo, continua Sasà, per questo li ringrazio tutti, amici e musicisti eccezionali: Nico Di Battista, Fredy Malfi, Savio Arato, Romeo Barbaro, Aniello Misto, Carlo Avitabile, Michele Montefusco, Gianni Guarracino, Roberto Giangrande, Antonio Mambelli, Domenico De Marco, Leonardo di Lorenzo, Roberto Perrone, Enrico del Gaudio, Dario Spinelli e Dario Franco.

Lo stesso Sasa’ Mendoza nel raccontare il nuovo disco ha dichiarato: “Ogni brano è legato a una storia, ho ricercato la specificità dei musicisti e inviato loro i temi musicali che riprendevano e rielaboravano rimandandomi i file via e-mail. È come se avessimo registrato in studio. In quel periodo ho pensato spesso che  sarebbe bello presentare il disco dal vivo, trovare un teatro per rivederci e suonare insieme”. Quel giorno è arrivato qui con voi. “

Ma in questo nuovo disco non ci sono solo sentimenti ed emozioni intense di un periodo che non dimenticheremo mai, ma sinceramente è soprattutto un inno alla speranza, alla gioia, alla vita che continua con la sua ” bella musica” e suoi abbracci ed è davvero, secondo il nostro parere, un disco assolutamente da acquistare e ascoltare con grandissima attenzione.

Recensione: Avvenne a Napoli di Eduardo De Crescenzo e Julian Oliver Mazzariello al Teatro Cilea di Napoli

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Grandissimo successo di pubblico e di critica, concerto di una bellezza musicale e culturale che lascia senza fiato, l’appuntamento attesissimo che si è svolto ieri sera al Teatro Cilea di Napoli del progetto “AVVENNE A NAPOLI passione per voce e fisarmonica (Eduardo De Crescenzo) e piano (Julian Oliver Mazzariello)  un originalissimo concerto sospeso tra la migliore tradizione e innovazione italiana, con uno strepitoso Eduardo De Crescenzo, già icona di eleganza, che ha interpretato la Canzone Classica Napoletana del periodo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 fino ai primi anni ’50 con l’arrivo dell’influenza jazz che cambio completamente il modo di interpretare la musica napoletana di quegli anni storici. 

Il concerto di ieri sera, come citato dallo stesso De Crescenzo, ha presentato ad un pubblico numerosissimo e attentissimo in sala,  parte del vastissimo repertorio che l’ha formato come musicista e interprete, seppure nell’evoluzione della sua personalità musicale,  contraddistinguendolo con  quello stile “unico” che lo rende un artista unico nella sua poetica musicalità e un napoletano innamorato della Canzone Napoletana tradizionale oltre che dell’anima poetica e culturale della città di Napoli stessa.

Il concerto è un vero e proprio evento che l’Artista regala al suo pubblico per raccontare alle nuove generazioni un miracolo che AVVENNE A NAPOLI: musicisti pregevoli e grandi poeti crearono un repertorio, figlio dell’Opera – ma anche sua moderna evoluzione – per inventare la “forma canzone” così come la conosciamo oggi.

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Recensione: Rosa Emilia Dias ospite della IX Edizione di “Jazz & Baccalà”

Di Annamaria De Crescenzo
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Arrivata alla IX Edizione, la rassegna “Jazz&Baccalà “ che ogni anno riesce ad attrarre tantissimi appassionati di jazz al Teatro Summarte che ne cura la realizzazione e la Direzione Artistica nella persona di Marco Panico, è iniziata, venerdì 4 novembre con un delicato concerto, quello di Rosa Emilia Dias 4tet in “Magic Bahia”  con Rosa Emilia alla voce, Giovanni Buoro alla chitarra classica, Domenico Santaniello al contrabbasso e Roberto Rossi alla batteria

Rosa Emilia Dias, che ha al suo attivo 9 album e 1 libro pubblicati , ha proposto canzoni che raccontano la sua terra magica, gli incontri fra le culture, le religioni, gli antichi ritmi e i rituali tramandati dagli abitanti originari brasiliani e dagli africani che arrivarono in Brasile.

Il  concerto di venerdì sera ha avuto una dimensione molto coinvolgente, quasi un’occasione speciale  per  assaporare le vari influenze musicali arrivate in Brasile (in particolare a Bahia) da tutto il mondo grazie ad un spettacolo allegro, spensierato e allo stesso tempo pieno di energia, profondità e vitalità.

 Il concerto Magic Bahia ha ripercorso  un repertorio vibrante dedicato alle tematica di Bahia attraverso le canzoni e le poesie della cantautrice, oltre alle immancabili composizioni dei figli di quella terra come Gilberto Gil, Caetano Veloso, João Gilberto e Dorival Caymmi, grazie anche al talento incredibile dei musicisti che l’hanno accompagnata sul palco che  hanno dedicato gran parte della loro carriera allo studio e al perfezionamento della  Musica Popolare Brasiliana .

Tra samba, bossa, axè music, forrò e altri ritmi del Nordest brasiliano, non sono mancati  i canti sacri ispirati alla cultura afro discendente.

La bellezza della musica presentata è stata un’autentica emozione e il pubblico è stato coinvolto dall’entusiasmo e dalla gioia che Rosa Emilia Dias è stata capace di trasmettere in sala.

Sia i brani dell’ultimo disco “Madrigal” (una vera e propria composizione poetica) come Árvore Mágica, Verde, Tristorosa  firmate dal poeta Cacaso, mentre Le Tue Mani, Madrigal e Filhotes firmate dagli stessi Giovanni  Buoro e Rosa Emilia  che quelli che l’Artista interpreta attingendo dagli immancabili classici della Musica Popolare Brasiliana come Carinhoso, Berimbau e Canto de Ossanha hanno letteralmente conquistato il cuore e l’anima del numerosissimo pubblico presente nella sala del Teatro Summarte, fino alle bellissime emozioni di una canzone interpretata in maniera magistrale da Rosa Emilia come “Estate” e alle note coinvolgenti del brano che l’artista ha scelto per concludere il concerto come “Shimbalaie”, grande successo di Maria Gadu, che Rosa Emilia interpreta in un modo assolutamente emozionante.

Prossimo appuntamento di “Jazz & Baccala’” 19 novembre con il concerto di Elisabetta Serio  in “Te doy el gusto” con special guest  Sarah Jane Morris.

Info e prenotazioni :  https://www.summarte.it/blogs/news/jazz-baccala-ix-edizione

Recensione: Joe Barbieri in “30 anni suonati” per Napoli Jazz Club di Napoli

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Meravigliosa serata di musica e di amicizia quella di venerdì 7 ottobre al Teatro Acacia di Napoli, organizzata da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano,  per la seconda tappa del nuovo tour “30 anni Suonati” di Joe Barbieri, tour partito il giorno prima a Milano e che proseguirà nei più importanti Teatri italiani e che è stata l’occasione per poter non solo presentare al pubblico il suo nuovo disco “Tratto da una Storia vera” ma anche per celebrare le “nozze di perla” ovvero 30 anni di musica di questo musicista/autore amatissimo dal pubblico, che anche in questa occasione e’ accorso in Teatro per poter festeggiare il loro amatissimo idolo della musica.

Grazie alla felice intuizione di Pino Daniele che proprio il 7 ottobre (ma del 1992) in qualità di produttore mise un diciottenne Joe prima in uno studio e poi sul palco del Festival di voci nuove di Castrocaro, ha avuto inizio un viaggio entusiasmante che si estende oggi sulla distanza di un repertorio appassionato ed amatissimo dai fan, sulla considerevole somma di centinaia di concerti in molti Paesi del mondo, oltre che sulla ragguardevole sostanza di dodici album.

Joe Barbieri ha attualmente all’attivo 6 album di brani originali (“In Parole Povere” 2004, “Maison Maravilha” 2009, “Respiro” 2012, “Cosmonauta Da Appartamento” 2015, “Origami” 2017 e “Tratto Da Una Storia Vera” 2021), oltre ad un cd+dvd dal vivo (“Maison Maravilha Viva” 2010) registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma e due dischi-tributo entrambi dedicati ai suoi numi tutelari nel jazz: ovvero Chet Baker (“Chet Lives!” 2013) e Billie Holiday (“Dear Billie” 2019). La sua musica (venduta in decine di migliaia di copie) è pubblicata in molti Paesi del mondo, e la sua personale cifra stilistica – che lega la canzone d’autore al jazz e alla musica world – lo ha portato nel corso degli anni ad incrociare collaborazioni con colleghi in ciascuno di questi ambiti (da Omara Portuondo a Stefano Bollani, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge Drexler a Hamilton De Holanda) ed a calcare alcuni tra i palchi più prestigiosi del pianeta.

Anticipato dai singoli Retrospettiva Futura” e “Maravilhosa Avventura”, Il nuovo disco conterrà, oltre ad una ispirata e rinnovata fotografia del meglio del repertorio di Barbieri anche tre bonus track: due nuove canzoni (la prima dall’eloquente titolo “Retrospettiva Futura” e la seconda che Joe ha scritto per omaggiare i propri fan e che si chiama “Maravilhosa Avventura”) oltre ad una densa rilettura di “Dettagli”, classico a firma di Roberto Carlos e Bruno Lauzi, portato al successo da Ornella Vanoni e che il prossimo anno compirà 50 anni esatti.

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