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AGORA’ SCARLATTI: domenica 1 agosto in scena Gino Rivieccio in “Stiamo Freschi”

Musica, teatro, cinema, cabaret: prosegue il ricco calendario di appuntamenti nel segno della cultura e dello spettacolo che nei mesi di luglio, agosto e settembre, si svolgeranno (in tutta sicurezza nel rispetto dei protocolli anti-covid) nel cuore del Vomero presso gli spazi dell’Istituto Salesiano Don Bosco.  

Ideatori del progetto due imprenditori napoletani operanti nel campo dello spettacolo: Franco Branco – Cooperativa Unione Musicisti Artisti italiani, Luigi Molfetta – Sirioevents, insieme ai due partner Michele Solipano – Napoli Jazz Club e Peppe Minopoli – Red Carpet e al direttore dell’Istituto Salesiano don Franco Gallone.

Domani domenica 1 agosto in scena Gino Rivieccio con lo spettacolo  “Stiamo Freschi”

Biglietti: 20 euro primo settore, 15 euro secondo settore.

Inizio spettacolo ore 21.

COME ARRIVARE ALL’AGORA’ SCARLATTI

L’arena è facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici, si trova a 200 metri dalla

stazione Vanvitelli della Linea 1 della metropolitana, a 150 m dalla fermata Piazza Fuga della Funicolare Centrale e dalla fermata Morghen della Funicolare di Montesanto, a 250 m dalla fermata Cimarosa della Funicolare di Chiaia e in prossimità dell’uscita Arenella o via Caldieri della tangenziale.

Parcheggio convenzionato (5 euro tutta la sera) : Eura 2000 multiservice – via Morghen 28/30  

Dott.ssa Francesca ScognamiglioGiornalista professionista 

Recensione: Il Circo Zen di Appino & co ospiti del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi(www.massimoradicchi.it)

Verucchio Festival. 29 Luglio 2021

Verucchio ore 20:45.

Ho appena finito di mangiare nella splendida piazzetta del paese, prendo un caffè e mi dirigo con calma verso la “terrazza” che come di consueto ospita la manifestazione.

Giro l’angolo e mi trovo una marea di gente in fila per il biglietto.

Ero stato accreditato anche nei giorni precedenti ma davvero tutta questa gente e questa fila non l’avevo mai trovata.

MI avvicino, ho l’accredito fotografico quindi mi fanno passare.

Come scorgo il palco vedo davvero tantissima gente e…dentro di me…dico “che bello…

Verucchio ospita ormai da anni questo meraviglioso Festival e negli anni ha ospitato artisti di calibro mondiale ma una platea cosi gremita, e soprattutto gremita così di giovani non me la ricordavo.

Nonostante tutte le limitazioni imposte dalla pandemia, (tutte rigorosamente rispettate) giovedì sera la terrazza di Verucchio (Piazza Battaglini) era davvero stracolma.

Il Circo Zen di Appino & co ha davvero radunato un sacco di pubblico dalla riviera e tutta la Valmarecchia.

Dopo tanto torno a sentire quel mormorio continuo, quel brusio che non sentivo oramai da un anno e mezzo. Un tuffo nel passato.

Nel frattempo, un tecnico che controlla gli strumenti, sale sul palco…si muove tra i cavi e nemmeno il tempo di riscendere che i ragazzi del circo zen sono su’…

Stavo preparando le macchine, le urla (quasi un boato) mi fanno capire che è ora di affrettarmi. Le chitarre iniziano a suonare.

Tutto acustico. Bellissimo.

Il loro rock un po’ folk un po’ punk è divertito…sanguigno. Vero.

Hanno energia da vendere e il pubblico ne ha più di loro. Cantano con loro, conoscono tutti i loro pezzi.

Il loro è un rock proletario che sa parlare alla gente.

Mi rendo conto di essere di fronte ad una vera rock band. Bravi. Davvero bravi cazzo.

Non sono politicamente corretti…mai banali nei testi e nelle musiche.

Ad un certo punto, come di consueto Appino e gli altri ragazzi partono con un loro mantra che tirano fuori ad ogni concerto…” andate tutti a fare in culo” …e la gente in coro con loro.” Andate tutti a fare in culo”.

Si…ce né davvero bisogno…in un mondo in cui oramai la forma si mangia la sostanza, ce né davvero bisogno.

Bellissima musica. Bellissimo concerto. Bravi ragazzi.

Recensione: Roberto Ciammarughi & Eugenio Allegri ospiti di “Moon in June 2021”

Recensione e Foto Di Emanuele Pontani

“Una Lauda per frate Francesco“

Roberto Ciammarughi / Eugenio Allegri

La suggestiva fortezza medievale della “Rocca del Leone” fa da cornice ad un pianoforte ed un microfono piazzati al centro del palco ed illuminati da calde luci bianche e azzurre.

Una scena semplice, priva di fronzoli, che sembra accogliere a braccia aperte il pubblico che in rispettoso silenzio si accomoda in platea.

In questa mistica atmosfera fanno il loro ingresso il maestro Roberto Ciammarughi accompagnato dalla prestante voce recitante di Eugenio Allegri.

I due artisti portano in scena “Una Lauda per frate Francesco” progetto che, come spiega Ciammarughi stesso, nasce originariamente nel lontano 1999-2000 come possibilità di relazione creativa tra un attore ed un musicista. Nel corso degli anni, poi, si è modificato assorbendo le tante e continue esperienze dei due autori fino ad arrivare al testo “cresciuto” di oggi.

L’opera fonde riflessioni personali ai versi del “Cantico delle Creature”. Il tutto recitato da un magistrale Allegri che, nel corso di tutta la serata, modula la sua voce facendola diventare musica. Passa con “francescana” semplicità dal tono alto e meravigliato nel declamare il “Cantico delle Creature”, al più cupo e serioso timbro dei momenti di riflessione, arrivando ai racconti dei Fioretti dove la voce si scalda ed acquisisce un ritmo jazz.

Le corde vocali dell’attore seguono attentamente le incessanti note che escono dal piano…due ore senza stop! Le dita di uno dei più grandi pianisti jazz sembrano non volersi fermare mai, corrono sui tasti con eleganza profonda, cambiano ritmo di continuo senza mai creare uno stacco, immergendo il pubblico in un mistico viaggio di parole, suoni e riflessioni.

Recensione: Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura ospiti del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Verucchio Festival. Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura.

Mentre una splendida brezza estiva accarezza il mio volto, abbasso per qualche secondo la macchina fotografica e mi godo il meraviglioso bandoneon di Daniele Di Bonaventura.

Dopo qualche istante il mormorio di alcune persone accanto a me si fa sempre più forte, riapro un occhietto e mi ritrovo, a pochi passi da me, Paolo Fresu, che è sceso in mezzo al pubblico con la sua tromba.

Vorrei fotografarlo ma è troppo buio là in mezzo…e allora, non posso che richiudere gli occhi e godermi quelle meravigliose note che fanno da contraltare a quelle di Daniele sul palco.

Un’ atmosfera magica che si ricrea ogni volta che ascolto Paolo Fresu.

Paolo e Daniele sono saliti sul palco a piedi scalzi…quasi a cercare un contatto con questa terra, con questo mondo, con questa realtà.

La loro musica onirica, piena di riferimenti al passato ma sempre proiettata nel futuro ti fa sognare.

Ti fa sognare sempre.

Gli occhi chiusi della gente ne sono la più vivida testimonianza.

Un bellissimo concerto dove il duo ha riproposto adattamenti della canzone italiana, argentina e brasiliana.

Sonorità sempre delicate, sinuose, avvolgenti.

Da fotografo e spettatore dico grazie a Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, quelle sensazioni di cui sopra, rendono, per quanto possibile, il mondo un posto migliore.

Recensione: Sergio Cammariere ospite del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

In un post su instagram ho scritto, qualche giorno fa, che è stato un “onore ed un piacere fotografare ed ascoltare il Maestro Sergio Cammariere”.

È stato assolutamente così.

Raramente in un concerto (e oramai ne ho davvero molti alle spalle) mi è capitato di appoggiare per terra la macchina fotografica e ascoltare.

Quasi una “deposizione delle armi” di fronte a cotanta bellezza.

Adoro la fotografia e fotografare ma davvero sabato scorso a Verucchio, ho preferito scattare qualche foto in meno e godermi appieno quelle note.

Non avevo mai assistito ad un concerto di Sergio Cammariere e devo dire che è stato davvero speciale.

In un repertorio che andava dai suoi più noti pezzi ad altri del suo ultimo lavoro “piano nudo”, Cammariere e il suo quartetto storico hanno trasmesso davvero magia.

Si è vero, magia è un termine stra-abusato quando si parla di musica ma in questo caso, altri termini non saprebbero descrivere l’atmosfera che si respirava.

Sergio ha parlato col pubblico…scherzato…chiesto che brani volessero ascoltare.

Ma soprattutto ha suonato magistralmente.

Ad un certo punto ha detto “È come ritrovare una famiglia allargata, tornare in un habitat naturale “…. ed è la pura verità. Quando si crea questa “magia” fra pubblico e artista è come ritrovarsi a far parte della stessa famiglia. Ed è a quel punto che ci si ritrova tutti insieme a cantare “tutto quello che un uomo”

Recensione: la Pugno blues band ospite di Trasimeno Blues 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Trasimeno blues 2021.

26 anni. Sono 26 anni che Trasimeno Blues va in “onda” sulle rive del Lago e anche quest’anno l’ha fatto con rinnovata forza.

Ho voluto con tutte le mie forze essere presente a questo Festival perché io adoro Trasimeno Blues.

Ero un ragazzo ancora molto giovane quando andai per la prima volta e da allora o in veste di spettatore o come fotografo, sono tornato tantissime volte.

Lunedì 19 luglio.

All’Onda Road la voce calda e potente di Raffo Barbi (cantante della Pugno Blues Band) riecheggia sulle note di grandi classici ed inediti.

Maurizio Pugno ne ha fatta di strada, nato a Gubbio nel 1966, il suono della sua chitarra è andato via via sempre più affermandosi.

Artista di grande versatilità che ha collaborato con Tad Robinson, Mark Hummel, Dave Specter, Mike Turk, Sax Gordon, Kellie Rucker, Crystal White, Rico Blues Combo, Mitch Woods e altri, ha creato questa sua ultima formazione (la Pugno Blues Band -PBB) nel 2018 e nel 2021 a sfornato un nuovo bellissimo disco intitolato RESIZED fatto di splendide cover e di 3 brani originali.

All’onda Road, tra birre, pizza, patatine e splendidi assoli di Maurizio Pugno, il pubblico batte le mani a tempo. La gente si diverte, ride.

Questo è il blues.

Martedì 20 luglio è stata la volta di Nkem Favour Blues band.

La cornice era la storica location del Supernova di Vernazzano (ex Due lune) dove nel corso degli anni si sono alternati grandissimi nomi del blues.

Mia Nkem Favour è un’eccezionale interprete afroamericana che dal mondo del Gospel si è poi sempre più avvicinata alle sonorità e i sentimenti dall’anima blues.

Si è presentata accompagnata da musicisti blues della scena genovese italiana, tra i migliori interpreti del genere.

Nkem ruggisce…digrigna i denti ma al tempo stesso ti accarezza con una voce che oltre essere una potente “black voice” sa’ essere anche incredibilmente elegante e sinuosa.

Una grandissima lady singer accompagnata da una fisicità prorompente che conquista la scena.

Uno splendido ensemble che merita il favore del pubblico che si è conquistata negli anni.

Davvero un bel concerto immersi nella natura appena sopra il lago Trasimeno.

Da Vernazzano, mercoledì, ci siamo sposati a Panicale.

Il meraviglioso borgo di Panicale troneggia dall’alto su tutto il Trasimeno e proprio da qui, precisamente dal Parco Regina Margherita che ho assistito ad un doppio concerto…Elli de Mon e Noreda Graves.

Elli de Mon (alias Elisa De Munari) che si è esibita per prima è una “one woman band”.

Una musicista eccezionale che ha diviso il palco con artisti folk e blues di mezzo mondo.

 A colpi di slide e poi di sitar ha sfornato un repertorio che va dal blues al folk con influenze orientaleggianti che rendono la sua musica davvero unica.

Attorno a lei tutto il suo mondo musicale…le sue chitarre, il sitar, percussioni e cimbali.

Non avevo mai visto Elli dal vivo ma vi posso dire che se ricapiterà dalle mie parti andrò di nuovo a vederla e fotografarla perché ne vale davvero la pena.

Ogni parte del suo corpo suona e le sue labbra cantano. Questa è Elli.

Il tempo di smontare e rimontare gli strumenti e subito dopo appare una principessa del Blues.

Avevo già visto e conosciuto Noreda e rivederla è stato davvero un piacere.

Noreda era già stata ospite di Trasimeno Blues. L’avevo vista a Castiglione del Lago

Non dimenticherò mai quel concerto, in cui alla fine eravamo tutti commossi.

Il finale sulle note di purple rain resterà per sempre nel mio cuore.

Me la ritrovo qui a Panicale, più in forma che mai…il suo sguardo…la sua voce strepitosa, la sua grinta.

Una Anima Blues che proviene dal Gospel passando per il Soul e ogni sfumatura della Black music.

Ancora una volta un concerto straordinario…un’emozione.

Noreda Graves sa coinvolgere il pubblico come pochi altri…fa cantare la platea dividendola in due, alternando ritornelli e frasi. Il pubblico batte le mani a tempo e chiede il bis.

Noreda Graves, ancora una volta unica.

Recensione: Vinicio Capossela ospite della Rassegna moon In June 2021

Recensione e Foto Di Emanuele Pontani

Vinicio Capossela: “Bestiale Commedia “

Anticipato da strani suoni, effimeri fumi ed infernali luci rosse, con indosso una purpurea maschera da licantropo, fa il suo ingresso in scena un mefistofelico Vinicio Capossela.

Nella ammaliante cornice della “Rocca del Leone “a Castiglione del Lago (Perugia), prende vita la tappa umbra di “Bestiale Commedia”: tour di Vinicio Capossela a celebrazione dei 700 anni dalla morte del sommo poeta e scrittore fiorentino Dante Alighieri.

Quello che porta in scena l’eclettico cantautore è un viaggio tra santi, creature mitologiche, eroi e soprattutto peccatori. Sul palco il protagonista principale è affiancato da due figure fondamentali: l’inseparabile polistrumentista Vincenzo Vasi ed il maestro Raffaele Tiseo, che si calano nelle vesti di accompagnatori proprio come, per Dante, lo furono Beatrice e Virgilio.

Dante compie il suo viaggio fra i morti per salvare i vivi…Capossela conduce il suo nell’immaginazione musicale e letteraria per redimere il reale dallo smarrimento in cui si trova.

Citando le parole dell’artista stesso: “Affacciarsi a Dante è affacciarsi al pozzo della natura umana “e lui lo fa senza freni, dirompente e diretto come sempre.

Sfruttando a pieno diversi dei suoi testi (parte della sua discografia è infatti espressione dell’universo metafisico Dantesco) ed inscenando continui cambi di maschere e cappelli, l’artista tematizza così tanto con il pubblico che finisce per creare, con lo stesso, un dialogo di confronto così profondo da sfociare in una introspettiva riflessione sul mondo che circonda chiunque sia seduto in platea. 

Un’immersione totale, per più di due ore, nel meglio della cultura occidentale grazie alla capacità di questo artista di spaziare da Dante a Conrad da Wilde a Primo Levi passando per Omero e Bob Dylan…raccontando La Divina Commedia in modo unico, che solo a lui appartiene, Vinicio Capossela, in questo coinvolgente concerto, racconta di noi e del nostro tempo.

Recensione: Stefano Coppari 4tet ospite del Festival Jazz Flirt

Recensione di Clementina Abbamondi

 La XVII° edizione del Jazz Flirt Festival si svolgerà tra il 19 luglio ed il 10 agosto. La rassegna ospiterà grandi protagonisti del jazz nazionale come Paolo Angeli, Stefano Coppari, Gaetano Partipilo, Root Magic e l’Orchestra Giovanile di Jazz di Roma. Anche quest’anno l’Associazione Jazz Flirt è riuscita a realizzare un Festival Jazz grazie soprattutto all’entusiasmo e alla generosità dei propri soci e degli appassionati che partecipano ai vari concerti. 

Gerardo Albanese, segretario dell’Associazione socio fondatore del Jazz Flirt, dice “Un traguardo eccezionale questa XVII° edizione per un festival piccolo, ma tenace che nonostante la pochezza delle risorse economiche ed il periodo pandemico che stiamo attraversando, riesce a mantenere alto sia il livello della proposta che a moltiplicare i concerti grazie anche alla disponibilità del Comune di Minturno”. 

Stasera 22 luglio il Festival Jazz Flirt ha presentato il concerto di Stefano Coppari 4et composto da Stefano Coppari alla chitarra, Nico Tangerini al pianoforte, Lorenzo Scipioni al contrabbasso e Jacopo Ausili alla batteria. Le composizioni di Stefano Coppari sono ricche di sonorità moderne e sperimentali senza mai tralasciare la melodia e l’armonia. Una fusione di stili che va dal rock al jazz, alle avanguardie determinando un suono particolare e affascinante.

Questa formazione prende il via dal disco “Eureka” uscito nel 2016 un lavoro gradito sia in Italia sia all’estero. Questa sera nella bellissima location “La Tavola dei Cavalieri “sul lungomare di Gaeta Stefano Coppari ha presentato il suo nuovo lavoro discografico prodotto dalla prestigiosa etichetta AVAND dal titolo “SCAR LET”, un colore doppio che racchiude eleganza, ma anche passione ed energia. È dal rosso scarlatto che prende il nome il nuovo album diviso in due parole, a rappresentare la doppia anima del disco.

Il CD è uscito un anno fa ma, a causa della pandemia, il quartetto non era riuscito ancora a presentarlo dal vivo.    Il titolo “SCAR LET” suggerisce anche un lasciarsi curare attraverso la musica. Già dai primi brani eseguiti dal quartetto “Verde Come” e “Maine Coon” si capisce come le composizioni siano ricche di melodie ed effetti che determinano un suono unico ed originale ricco di ritmo.

È poi la volta del brano “Alther Ego” composto da Stefano Coppari ricco di effetti creati con il “loop”. L’unico brano non originale contenuto nel CD è “La Mouffe”composto  dal jazzista romeno Jonny Raducano che è stato stravolto e riarrangiato completamente in occasione  della partecipazione dello Stefano Coppari 4et nel 2018 al Festival Internazionale di Braila in Romania dedicato  proprio al grande pianista e compositore romeno che nel corso della sua vita ha collaborato con nomi eccellenti del jazz internazionale  come Duke Ellington Charles Mingus.Lo Stefano Coppari 4et in questa occasione ha vinto il premio come miglior formazione .

 Dolcissima la musica del brano “Ballerina” recentemente composto e non presente nel CD nel quale si ha la sensazione di veder volteggiare una ballerina e ci si sente trasportati dalla musica in una dimensione incantata.  Il brano” SCAR  LET “ che dà il titolo al CD inizia con una dolcissima melodia che si sprigiona dal piano e che si trasforma coinvolgendo tutti gli strumenti in un ritmo incalzante reso ancora più particolare dagli effetti della chitarra di Stefano Coppari.

Di grande impatto i dialoghi tra il contrabbasso e la chitarra ai quali si uniscono gli altri strumenti creando un perfetto interplay. Molti gli applausi del pubblico presente che si è fatto conquistare dall’eleganza, originalità e professionalità di questo quartetto formato da musicisti di grande talento. 

Il concerto è stato ospitato dal Ristorante “La Tavola dei Cavalieri” posto all’interno della base nautica Gioia sul lungomare di Gaeta dove lo chef Francesco Zamuner ha voluto creare uno spazio dedicato agli eventi culturali e musicali che sono già stati programmati nei mesi di giugno, luglio ed agosto.                                                                                                                                        

Recensione: Emilia Zamuner Hammond Trio ospite di “Musica senza confini jazz in villa”

di Clementina Abbamondi 

Nell’ambito della 24° Stagione 2021 del Maggio della Musica con la direzione artistica del pianista Michele Campanella, si sta svolgendo nei giardini di Villa Pignatelli la Rassegna “Musica senza confini-Jazz in Villa” che dall’8 al 31 luglio sta proponendo interessanti concerti e grandi interpreti del jazz italiano. Il 24 luglio si è svolto il concerto di “Emilia Zamuner Hammond trio” formato da Emilia Zamuner alla voce, Massimo Del Pezzo alla batteria e Leonardo Corradi all’organo Hammond.                                                                                                                                                     

Il trio ha presentato il progetto “Every day, I have the blues” dal famosissimo brano di B.B. King. Nonostante la giovane età Emilia Zamuner è già un talento. Piccolissima studia pianoforte con la nonna Laura Lamagna e, dopo essersi laureata al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella con il massimo dei voti, consegue la laurea specialistica in musica jazz. Nel 2016 si classifica al primo posto del prestigioso “Premio Internazionale Massimo Urbani “e nel 2019 è selezionata tra 5 finalisti del premio “Ella Fitzgerald Competition” di Washington (unica artista italiana) e vince con grande successo di pubblico e critica il secondo premio. È anche docente di canto jazz al Conservatorio Gesualdo Da Venosa di Potenza e del Centro della Voce” di Napoli della dottoressa Marina Tripodi. Prima del concerto Emilia Zamuner ha presentato il fotografo Riccardo Piccirillo che ha immortalato con i suoi scatti questa rassegna e che ha scritto un libro nel quale sono raccolte le foto di 10 anni di musica. Il titolo del libro è “Il silenzio che c’è fuori “ed è frutto del modo col quale Piccirillo fotografa i vari musicisti durante la pausa cogliendo il valore del silenzio.                      

Il primo brano che Emilia Zamuner canta è quello che dà il nome al progetto “Every DayI have the blues” di B.B. King e vuole essere dice Emilia un vero e proprio omaggio al blues ed in particolare a Ella Fitzgerald che, per Emilia, è stata una delle più grandi interpreti di questo genere musicale.

Il secondo brano è la bellissima ballad di Erroll Garner “Misty” che Emilia riesce ad interpretare in maniera magistrale con una grande padronanza tecnica. È poi la volta del brano di Frankie Laine “Georgia on My mind” che, grazie all’estensione vocale e alla ricchezza ed intensità ha incantato il pubblico creando un’emozione unica. Bravissimo il batterista Massimo Del Pezzo che con la sua performance efficace e misurata ha contribuito al perfetto interplay del gruppo. Stupendo l’assolo di Leonardo Corradi con l’organo Hammond che ha arricchito ancora di più l’esibizione del trio.  Dopo il brano “Angel Eyes” di cui Emilia ricorda la bellissima interpretazione di Frank Sinatra, è la volta di un brano “But Not For Me” di Chet Baker che, dice Emilia “è un brano che è un portafortuna per me in quanto l’ho presentato al “Premio Internazionale Massimo Urbani” dove nel 2016   mi sono classificata al primo posto. Il sassofonista Emanuele Cisi, presidente della Giuria del prestigioso Premio parlando della vincitrice disse “A colpire la giuria è stato il suo approccio alla musica, al palco, al pubblico, Un atteggiamento che coincide con lo spirito e la filosofia con cui Massimo Urbani suonava: positività, energia, entusiasmo ed umiltà. “Dopo il brano “Sonny” di Bobby Hebb, Emilia regala un bis richiesto a viva voce dal numeroso pubblico presente dando un saggio della sua bravura cantando per la prima volta con questa formazione un vero e proprio scioglilingua il celeberrimo brano “Old Mac Donald Had a Farm” interpretato da Ella Fitzgerald. 

 La voce di Emilia soave e cristallina sempre ricca di virtuosismi talvolta si trasforma in uno strumento di percussione infatti dice Emilia “amo suonarmi come una percussione” e altre volte diventa tromba con tutti gli effetti di questo strumento. Abilissima anche nella tecnica dello “scat” è sempre pronta ad affrontare nuove sfide. Ciò che rende l’interpretazione di Emilia Zamuner unica e speciale è che, oltre alla tecnica indiscutibile che ha acquisito nel corso degli anni, riesce a comunicare al pubblico delle emozioni intensissime.

Recensione: Bill Frisell Trio all’Arena Bike di Mantova

Recensione e Foto Di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

BILL FRISELL TRIO

Bill Frisell, chitarra

Thomas Morgan, contrabbasso

Rudy Royston, batteria

L’Associazione Culturale 4’33” il 22 luglio ha presentato il concerto del trio di Bill Frisell nell’ambito della programmazione estiva dell’Arena Bike allestita del comune di Mantova, sulla riva del lago inferiore, con lo sfondo dello splendido profilo della città di Mantova.

Bill Frisell ha proposto musiche tratte l’ultimo disco del trio uscito per la storica etichetta Blue Note dal titolo “Valentine”.

Oltre ai classici cavalli di battaglia del chitarrista americano il trio, completato da Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria ha eseguito composizioni originali.

La musica di Bill Frisell evoca i grandi spazi degli Stati Uniti mescolando nuove invenzioni alle diverse tradizioni musicali americane, rendendo la sua musica unica e inconfondibile.

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