Category Archives: Live

Recensione: Max Manfredi al Faber Festival, Giovanni Guidi a Portorotondo, Greta Panettieri quartet ad Alghero

Recensione e foto di Vittorio Santi 

Anche durante una vacanza non bisogna mai perdere l’abitudine di portarsi appresso la cara e amata reflex.

I motivi sono logicamente …cogliere le bellezze del territorio e…..sperare in qualche concerto da fotografare.

Ecco quindi che durante la mia permanenza in terra sarda ho potuto assistere a tre concerti ben diversi da loro:

Il primo( il 17 Luglio) celebrava il mio concittadino Fabrizio De Andrè al Faber Festival di Tempio Pausania, con l’esibizione del cantautore ligure  Max Manfredi, il quale ha riproposto una serie di brani storici di Faber, non trascurando la presentazione anche di alcuni sue canzoni vecchie e nuove.

Giusto il tempo di ….ricaricare le pile della reflex ecco che a Portorotondo (OT) il 19 Luglio appare quasi in sordina nell’anfiteatro Cerioli, il progetto di Giovanni Guidi: “Ojos de Gato”.

Una musica coinvolgente suonata con vigore e passione da tutta la Band. Ultimo ma solo per questioni temporali il 25 Luglio ad Alghero presso Lo Quarter l’esibizione di Greta Panettieri Quartet

Il pubblico presente ha potuto assaporare la varietà di toni e sfumature della sua voce ben valorizzata e supportata dalla band che non si è risparmiata durante tutta la durata del concerto. Insomma che dire non mi lamento… Se tutti i periodi feriali potessero essere accompagnati da buona musica e da queste occasioni, potrei anche pensare di andare in quiescenza!!

Recensione: Gonzalo Rubalcaba e AYMÉE Nuviola ospiti della XXVI Edizione del Pomigliano Jazz 2021

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

La quinta serata della XXVI edizione del  Pomigliano Jazz Festival 2021 è stata un’autentica esplosione di gioia pura e di travolgenti ritmi cubani con due miti della musica jazz latina come Gonzalo Rubalcaba e Aymée Nuviola che hanno presentato nel secondo dei due progetti musicali affidati a Gonzalo per questa spettacolare edizione del Pomigliano Jazz uno dei più bei concerti di tutta l’edizione di quest’anno con la presentazione del loro nuovo album “Viento Y Tiempo “, che stanno portando in giro per tutta l ‘Europa e che in Italia hanno già presentato sia alla Casa del Jazz di Roma che in tantissimi festival jazz italiani con tutto il gruppo che li accompagnano ormai da tantissimi mesi.

Nato in una famiglia di tradizione artistica musicale, dopo aver conseguito la laurea in composizione musicale nel 1983, Rubalcaba inizia ad uscire dai confini nazionali entro i quali già da tempo si esibiva e approda sui palcoscenici internazionali.

L’incontro con il bassista Charlie Haden, nel 1986, gli apre le porte della Blue Note, che lo inserisce nella propria “scuderia jazz” e per la quale inciderà negli anni successivi 14 album.

Il suo stile percussivo e la notevole tecnica gli hanno permesso di sviluppare un percorso artistico marcatamente jazz ma contaminato dalle diverse tradizioni musicali latine (principalmente quella cubana e quella messicana).

Con 15 nomination ai Grammy Awards (e vincitore nel 2002 – con Jay Newland e Charlie Haden alla produzione – con l’album “Nocturne” come Best Latin Jazz Album) e collaborazioni con i più grandi jazzisti (da Dizzy Gillespie a Herbie Hancock a Richard Galliano a Ron Carter, solo per citarne alcuni), Gonzalo Rubalcaba è considerato una delle stelle del jazz cubano.

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Recensione: Gonzalo Rubalcaba in “Mascalzone Latino” ospite della XXVI Edizione del Pomigliano Jazz 2021

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Quarta serata della XXVI Edizione del Pomigliano Jazz 2021 dedicata ad un progetto speciale che ha visto protagonista assoluto un’autentica star della musica latina jazz come Gonzalo Rubalcaba e una All stars di talenti indiscussi del panorama musicale italiano come Maria Pia De Vito (Voce), Daniele Sepe (sassofoni), Aldo Vigorito (contrabbasso), Giovanni Imparato (percussioni), Claudio Romano (batteria).


Gonzalo Rubalcaba, pianista, percussionista e compositore nato a L’Avana e più volte vincitore del Grammy ha proposto al parco pubblico di Pomigliano d’Arco (Napoli) due concerti diversi, in due giorni, il primo , mercoledi 28 luglio, un progetto inedito dal titolo “Mascalzone Latino”, un omaggio a Pino Daniele attraverso 11 brani del cantautore e chitarrista partenopeo riarrangiati dallo stesso Rubalcaba, commissionato dal festival e nato da un’idea di Onofrio Piccolo e Federico Vacalebre, il secondo, giovedi 29 luglio, un concerto piano e voce con la splendida Aymée Nuviola ispirato dal loro ultimo progetto “Viento Y Tiempo” .


Lo stesso Gonzalo Rubalcaba ha dichiarato in una recente intervista :” Quando il mio agente mi ha chiamato chiedendomi se fossi stato interessato a fare un concerto diverso da quelli che stiamo presentando in Europa ho accettato con entusiasmo. Con Federico Vacalebre e Onofrio Piccolo abbiamo parlato a lungo della possibilita’ di fare un lavoro sulla musica napoletana e di presentare un qualcosa di inedito. Pino è un artista straordinario, che non ho conosciuto personalmente, ma la sua musica, il suo sound personale mi ha subito conquistato. Ho ascoltato vari brani e alla fine ho scelto alcuni brani che mi sono sembrati più rappresentativi della sua immensa ricchezza musicale”.


Ed ancora: “In tutti questi mesi di preparazione degli arrangiamenti ho avuto modo di studiare i suoi dischi e grazie a lui sono riusciti ad entrare in uno spirito di una città come Napoli che lo ha ispirato e che lui ha saputo raccontare in tutti i suoi mille volti. E questo mi ha fatto innamorare della sua città che vedo molto simile alla mia terra, alla gente di Cuba che è dentro di me in ogni mio respiro . Insomma anch’io mi rivedo in Mascalzone Latino e sono fiero di aver collaborato a questo progetto che spero di poter portare in giro la musica di Pino Daniele e magari anche di registrare alcuni degli arrangiamenti che abbiamo preparato”.


Bellissima la presentazione di Federico Vacalebre chiamato ad inizio concerto sul palco per poter dare qualche informazione in più sul progetto stesso. Ha spiegato le tante ore di “zoomate” come lui stesso le ha definite, cioè ore trascorse su Zoom con Onofrio Piccolo e Gonzalo Rubalcaba per poter scegliere le canzoni che avrebbero fatto poi parte del progetto, scelta non facile visto l’enorme produzione musicale di tutta la carriera di Pino Daniele fino alla sua prematura scomparsa avvenuta sei anni fa. Ma alla fine il feeling tra i tre ideatori è stato immenso e il grandissimo talento di Gonzalo ha creato dei veri e propri capolavori musicali .

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Recensione: Il Circo Zen di Appino & co ospiti del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi(www.massimoradicchi.it)

Verucchio Festival. 29 Luglio 2021

Verucchio ore 20:45.

Ho appena finito di mangiare nella splendida piazzetta del paese, prendo un caffè e mi dirigo con calma verso la “terrazza” che come di consueto ospita la manifestazione.

Giro l’angolo e mi trovo una marea di gente in fila per il biglietto.

Ero stato accreditato anche nei giorni precedenti ma davvero tutta questa gente e questa fila non l’avevo mai trovata.

MI avvicino, ho l’accredito fotografico quindi mi fanno passare.

Come scorgo il palco vedo davvero tantissima gente e…dentro di me…dico “che bello…

Verucchio ospita ormai da anni questo meraviglioso Festival e negli anni ha ospitato artisti di calibro mondiale ma una platea cosi gremita, e soprattutto gremita così di giovani non me la ricordavo.

Nonostante tutte le limitazioni imposte dalla pandemia, (tutte rigorosamente rispettate) giovedì sera la terrazza di Verucchio (Piazza Battaglini) era davvero stracolma.

Il Circo Zen di Appino & co ha davvero radunato un sacco di pubblico dalla riviera e tutta la Valmarecchia.

Dopo tanto torno a sentire quel mormorio continuo, quel brusio che non sentivo oramai da un anno e mezzo. Un tuffo nel passato.

Nel frattempo, un tecnico che controlla gli strumenti, sale sul palco…si muove tra i cavi e nemmeno il tempo di riscendere che i ragazzi del circo zen sono su’…

Stavo preparando le macchine, le urla (quasi un boato) mi fanno capire che è ora di affrettarmi. Le chitarre iniziano a suonare.

Tutto acustico. Bellissimo.

Il loro rock un po’ folk un po’ punk è divertito…sanguigno. Vero.

Hanno energia da vendere e il pubblico ne ha più di loro. Cantano con loro, conoscono tutti i loro pezzi.

Il loro è un rock proletario che sa parlare alla gente.

Mi rendo conto di essere di fronte ad una vera rock band. Bravi. Davvero bravi cazzo.

Non sono politicamente corretti…mai banali nei testi e nelle musiche.

Ad un certo punto, come di consueto Appino e gli altri ragazzi partono con un loro mantra che tirano fuori ad ogni concerto…” andate tutti a fare in culo” …e la gente in coro con loro.” Andate tutti a fare in culo”.

Si…ce né davvero bisogno…in un mondo in cui oramai la forma si mangia la sostanza, ce né davvero bisogno.

Bellissima musica. Bellissimo concerto. Bravi ragazzi.

Recensione: Roberto Ciammarughi & Eugenio Allegri ospiti di “Moon in June 2021”

Recensione e Foto Di Emanuele Pontani

“Una Lauda per frate Francesco“

Roberto Ciammarughi / Eugenio Allegri

La suggestiva fortezza medievale della “Rocca del Leone” fa da cornice ad un pianoforte ed un microfono piazzati al centro del palco ed illuminati da calde luci bianche e azzurre.

Una scena semplice, priva di fronzoli, che sembra accogliere a braccia aperte il pubblico che in rispettoso silenzio si accomoda in platea.

In questa mistica atmosfera fanno il loro ingresso il maestro Roberto Ciammarughi accompagnato dalla prestante voce recitante di Eugenio Allegri.

I due artisti portano in scena “Una Lauda per frate Francesco” progetto che, come spiega Ciammarughi stesso, nasce originariamente nel lontano 1999-2000 come possibilità di relazione creativa tra un attore ed un musicista. Nel corso degli anni, poi, si è modificato assorbendo le tante e continue esperienze dei due autori fino ad arrivare al testo “cresciuto” di oggi.

L’opera fonde riflessioni personali ai versi del “Cantico delle Creature”. Il tutto recitato da un magistrale Allegri che, nel corso di tutta la serata, modula la sua voce facendola diventare musica. Passa con “francescana” semplicità dal tono alto e meravigliato nel declamare il “Cantico delle Creature”, al più cupo e serioso timbro dei momenti di riflessione, arrivando ai racconti dei Fioretti dove la voce si scalda ed acquisisce un ritmo jazz.

Le corde vocali dell’attore seguono attentamente le incessanti note che escono dal piano…due ore senza stop! Le dita di uno dei più grandi pianisti jazz sembrano non volersi fermare mai, corrono sui tasti con eleganza profonda, cambiano ritmo di continuo senza mai creare uno stacco, immergendo il pubblico in un mistico viaggio di parole, suoni e riflessioni.

Recensione: Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura ospiti del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Verucchio Festival. Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura.

Mentre una splendida brezza estiva accarezza il mio volto, abbasso per qualche secondo la macchina fotografica e mi godo il meraviglioso bandoneon di Daniele Di Bonaventura.

Dopo qualche istante il mormorio di alcune persone accanto a me si fa sempre più forte, riapro un occhietto e mi ritrovo, a pochi passi da me, Paolo Fresu, che è sceso in mezzo al pubblico con la sua tromba.

Vorrei fotografarlo ma è troppo buio là in mezzo…e allora, non posso che richiudere gli occhi e godermi quelle meravigliose note che fanno da contraltare a quelle di Daniele sul palco.

Un’ atmosfera magica che si ricrea ogni volta che ascolto Paolo Fresu.

Paolo e Daniele sono saliti sul palco a piedi scalzi…quasi a cercare un contatto con questa terra, con questo mondo, con questa realtà.

La loro musica onirica, piena di riferimenti al passato ma sempre proiettata nel futuro ti fa sognare.

Ti fa sognare sempre.

Gli occhi chiusi della gente ne sono la più vivida testimonianza.

Un bellissimo concerto dove il duo ha riproposto adattamenti della canzone italiana, argentina e brasiliana.

Sonorità sempre delicate, sinuose, avvolgenti.

Da fotografo e spettatore dico grazie a Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, quelle sensazioni di cui sopra, rendono, per quanto possibile, il mondo un posto migliore.

Recensione: James Senese ospite del Trasimeno Blues 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Parlare di James Senese è davvero difficile. Si è scritto così tanto di lui che non essere banali risulta davvero praticamente impossibile.

Io però voglio parlarvi della mia esperienza di fotografo e spettatore al cospetto di un mostro della musica italiana (potrei dire mostro della musica blues o funky-jazz ma sarebbe quasi irrispettoso visto l’immensa opera di James che avvolge davvero tantissimi generi.).

Giovedì 22 luglio, Castiglione del Lago.

Dopo essere entrato tra i primi alla Rocca per accaparrarmi la postazione proprio davanti al palco, mi siedo e aspetto. I tecnici audio sistemano le ultime cose, si spengono le luci.

Il maxischermo dietro al palco si accende e la serata ha inizio.

Il concerto è preceduto da un documentario straordinario (“JAMES”) che fu presentato nel settembre 2020 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Sono letteralmente rapito. Conoscevo un po la biografia di James ma questo documentario riesce a trasmettere davvero la parte più umana e se vogliamo il modo di rapportarsi alla vita e alla musica di un gradissimo artista che proprio non conoscevo.

Ad un certo punto, mi ritrovo a fotografare il maxischermo.

James che contratta un sax in un vecchio e storico negozio di musica di Napoli è davvero esilarante.

Il rapporto con gli amici…il nipote (anch’esso cantante). L’intervista in un ristorante in mezzo a tutta la gente. Una tavolata tra amici…mi sembra di essere li.

Il documentario si chiude con una clip tratta da un concerto dove lui dice al pubblico “noi ce ne jammo” (come fa sempre) …e la gente urla “no!!…nooo!” –

Si accendono le luci del palco, la gente inizia a mormorare….

Entra James, sono emozionato, non lo avevo mai visto né tantomeno fotografato.

La sua chioma inconfondibile.

 Prende il microfono e dice …” noi ce ne jammo”, la gente scoppia a ridere e dice “nooo” …” nooo dove vai!”.

Che il concerto abbia inizio.

Scatto foto con due macchine fotografiche cerco di farne molte. Voglio fare foto di cui mi ricorderò.

Tra pezzi storici e quelli più nuovi…tra riferimenti alla sua storia di Napoli Centrale e l’omaggio a Pino Daniele il concerto vola.

La voce del suo sax risuona fortissima. La gente balla. Ci sono un sacco di giovani.

Bellissimo.

“Noi ce ne jammo”.

Recensione: Sergio Cammariere ospite del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

In un post su instagram ho scritto, qualche giorno fa, che è stato un “onore ed un piacere fotografare ed ascoltare il Maestro Sergio Cammariere”.

È stato assolutamente così.

Raramente in un concerto (e oramai ne ho davvero molti alle spalle) mi è capitato di appoggiare per terra la macchina fotografica e ascoltare.

Quasi una “deposizione delle armi” di fronte a cotanta bellezza.

Adoro la fotografia e fotografare ma davvero sabato scorso a Verucchio, ho preferito scattare qualche foto in meno e godermi appieno quelle note.

Non avevo mai assistito ad un concerto di Sergio Cammariere e devo dire che è stato davvero speciale.

In un repertorio che andava dai suoi più noti pezzi ad altri del suo ultimo lavoro “piano nudo”, Cammariere e il suo quartetto storico hanno trasmesso davvero magia.

Si è vero, magia è un termine stra-abusato quando si parla di musica ma in questo caso, altri termini non saprebbero descrivere l’atmosfera che si respirava.

Sergio ha parlato col pubblico…scherzato…chiesto che brani volessero ascoltare.

Ma soprattutto ha suonato magistralmente.

Ad un certo punto ha detto “È come ritrovare una famiglia allargata, tornare in un habitat naturale “…. ed è la pura verità. Quando si crea questa “magia” fra pubblico e artista è come ritrovarsi a far parte della stessa famiglia. Ed è a quel punto che ci si ritrova tutti insieme a cantare “tutto quello che un uomo”

Recensione: la Pugno blues band ospite di Trasimeno Blues 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Trasimeno blues 2021.

26 anni. Sono 26 anni che Trasimeno Blues va in “onda” sulle rive del Lago e anche quest’anno l’ha fatto con rinnovata forza.

Ho voluto con tutte le mie forze essere presente a questo Festival perché io adoro Trasimeno Blues.

Ero un ragazzo ancora molto giovane quando andai per la prima volta e da allora o in veste di spettatore o come fotografo, sono tornato tantissime volte.

Lunedì 19 luglio.

All’Onda Road la voce calda e potente di Raffo Barbi (cantante della Pugno Blues Band) riecheggia sulle note di grandi classici ed inediti.

Maurizio Pugno ne ha fatta di strada, nato a Gubbio nel 1966, il suono della sua chitarra è andato via via sempre più affermandosi.

Artista di grande versatilità che ha collaborato con Tad Robinson, Mark Hummel, Dave Specter, Mike Turk, Sax Gordon, Kellie Rucker, Crystal White, Rico Blues Combo, Mitch Woods e altri, ha creato questa sua ultima formazione (la Pugno Blues Band -PBB) nel 2018 e nel 2021 a sfornato un nuovo bellissimo disco intitolato RESIZED fatto di splendide cover e di 3 brani originali.

All’onda Road, tra birre, pizza, patatine e splendidi assoli di Maurizio Pugno, il pubblico batte le mani a tempo. La gente si diverte, ride.

Questo è il blues.

Martedì 20 luglio è stata la volta di Nkem Favour Blues band.

La cornice era la storica location del Supernova di Vernazzano (ex Due lune) dove nel corso degli anni si sono alternati grandissimi nomi del blues.

Mia Nkem Favour è un’eccezionale interprete afroamericana che dal mondo del Gospel si è poi sempre più avvicinata alle sonorità e i sentimenti dall’anima blues.

Si è presentata accompagnata da musicisti blues della scena genovese italiana, tra i migliori interpreti del genere.

Nkem ruggisce…digrigna i denti ma al tempo stesso ti accarezza con una voce che oltre essere una potente “black voice” sa’ essere anche incredibilmente elegante e sinuosa.

Una grandissima lady singer accompagnata da una fisicità prorompente che conquista la scena.

Uno splendido ensemble che merita il favore del pubblico che si è conquistata negli anni.

Davvero un bel concerto immersi nella natura appena sopra il lago Trasimeno.

Da Vernazzano, mercoledì, ci siamo sposati a Panicale.

Il meraviglioso borgo di Panicale troneggia dall’alto su tutto il Trasimeno e proprio da qui, precisamente dal Parco Regina Margherita che ho assistito ad un doppio concerto…Elli de Mon e Noreda Graves.

Elli de Mon (alias Elisa De Munari) che si è esibita per prima è una “one woman band”.

Una musicista eccezionale che ha diviso il palco con artisti folk e blues di mezzo mondo.

 A colpi di slide e poi di sitar ha sfornato un repertorio che va dal blues al folk con influenze orientaleggianti che rendono la sua musica davvero unica.

Attorno a lei tutto il suo mondo musicale…le sue chitarre, il sitar, percussioni e cimbali.

Non avevo mai visto Elli dal vivo ma vi posso dire che se ricapiterà dalle mie parti andrò di nuovo a vederla e fotografarla perché ne vale davvero la pena.

Ogni parte del suo corpo suona e le sue labbra cantano. Questa è Elli.

Il tempo di smontare e rimontare gli strumenti e subito dopo appare una principessa del Blues.

Avevo già visto e conosciuto Noreda e rivederla è stato davvero un piacere.

Noreda era già stata ospite di Trasimeno Blues. L’avevo vista a Castiglione del Lago

Non dimenticherò mai quel concerto, in cui alla fine eravamo tutti commossi.

Il finale sulle note di purple rain resterà per sempre nel mio cuore.

Me la ritrovo qui a Panicale, più in forma che mai…il suo sguardo…la sua voce strepitosa, la sua grinta.

Una Anima Blues che proviene dal Gospel passando per il Soul e ogni sfumatura della Black music.

Ancora una volta un concerto straordinario…un’emozione.

Noreda Graves sa coinvolgere il pubblico come pochi altri…fa cantare la platea dividendola in due, alternando ritornelli e frasi. Il pubblico batte le mani a tempo e chiede il bis.

Noreda Graves, ancora una volta unica.

Recensione: Vinicio Capossela ospite della Rassegna moon In June 2021

Recensione e Foto Di Emanuele Pontani

Vinicio Capossela: “Bestiale Commedia “

Anticipato da strani suoni, effimeri fumi ed infernali luci rosse, con indosso una purpurea maschera da licantropo, fa il suo ingresso in scena un mefistofelico Vinicio Capossela.

Nella ammaliante cornice della “Rocca del Leone “a Castiglione del Lago (Perugia), prende vita la tappa umbra di “Bestiale Commedia”: tour di Vinicio Capossela a celebrazione dei 700 anni dalla morte del sommo poeta e scrittore fiorentino Dante Alighieri.

Quello che porta in scena l’eclettico cantautore è un viaggio tra santi, creature mitologiche, eroi e soprattutto peccatori. Sul palco il protagonista principale è affiancato da due figure fondamentali: l’inseparabile polistrumentista Vincenzo Vasi ed il maestro Raffaele Tiseo, che si calano nelle vesti di accompagnatori proprio come, per Dante, lo furono Beatrice e Virgilio.

Dante compie il suo viaggio fra i morti per salvare i vivi…Capossela conduce il suo nell’immaginazione musicale e letteraria per redimere il reale dallo smarrimento in cui si trova.

Citando le parole dell’artista stesso: “Affacciarsi a Dante è affacciarsi al pozzo della natura umana “e lui lo fa senza freni, dirompente e diretto come sempre.

Sfruttando a pieno diversi dei suoi testi (parte della sua discografia è infatti espressione dell’universo metafisico Dantesco) ed inscenando continui cambi di maschere e cappelli, l’artista tematizza così tanto con il pubblico che finisce per creare, con lo stesso, un dialogo di confronto così profondo da sfociare in una introspettiva riflessione sul mondo che circonda chiunque sia seduto in platea. 

Un’immersione totale, per più di due ore, nel meglio della cultura occidentale grazie alla capacità di questo artista di spaziare da Dante a Conrad da Wilde a Primo Levi passando per Omero e Bob Dylan…raccontando La Divina Commedia in modo unico, che solo a lui appartiene, Vinicio Capossela, in questo coinvolgente concerto, racconta di noi e del nostro tempo.

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