Recensione: Gonzalo Rubalcaba in “Mascalzone Latino” ospite della XXVI Edizione del Pomigliano Jazz 2021

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Quarta serata della XXVI Edizione del Pomigliano Jazz 2021 dedicata ad un progetto speciale che ha visto protagonista assoluto un’autentica star della musica latina jazz come Gonzalo Rubalcaba e una All stars di talenti indiscussi del panorama musicale italiano come Maria Pia De Vito (Voce), Daniele Sepe (sassofoni), Aldo Vigorito (contrabbasso), Giovanni Imparato (percussioni), Claudio Romano (batteria).


Gonzalo Rubalcaba, pianista, percussionista e compositore nato a L’Avana e più volte vincitore del Grammy ha proposto al parco pubblico di Pomigliano d’Arco (Napoli) due concerti diversi, in due giorni, il primo , mercoledi 28 luglio, un progetto inedito dal titolo “Mascalzone Latino”, un omaggio a Pino Daniele attraverso 11 brani del cantautore e chitarrista partenopeo riarrangiati dallo stesso Rubalcaba, commissionato dal festival e nato da un’idea di Onofrio Piccolo e Federico Vacalebre, il secondo, giovedi 29 luglio, un concerto piano e voce con la splendida Aymée Nuviola ispirato dal loro ultimo progetto “Viento Y Tiempo” .


Lo stesso Gonzalo Rubalcaba ha dichiarato in una recente intervista :” Quando il mio agente mi ha chiamato chiedendomi se fossi stato interessato a fare un concerto diverso da quelli che stiamo presentando in Europa ho accettato con entusiasmo. Con Federico Vacalebre e Onofrio Piccolo abbiamo parlato a lungo della possibilita’ di fare un lavoro sulla musica napoletana e di presentare un qualcosa di inedito. Pino è un artista straordinario, che non ho conosciuto personalmente, ma la sua musica, il suo sound personale mi ha subito conquistato. Ho ascoltato vari brani e alla fine ho scelto alcuni brani che mi sono sembrati più rappresentativi della sua immensa ricchezza musicale”.


Ed ancora: “In tutti questi mesi di preparazione degli arrangiamenti ho avuto modo di studiare i suoi dischi e grazie a lui sono riusciti ad entrare in uno spirito di una città come Napoli che lo ha ispirato e che lui ha saputo raccontare in tutti i suoi mille volti. E questo mi ha fatto innamorare della sua città che vedo molto simile alla mia terra, alla gente di Cuba che è dentro di me in ogni mio respiro . Insomma anch’io mi rivedo in Mascalzone Latino e sono fiero di aver collaborato a questo progetto che spero di poter portare in giro la musica di Pino Daniele e magari anche di registrare alcuni degli arrangiamenti che abbiamo preparato”.


Bellissima la presentazione di Federico Vacalebre chiamato ad inizio concerto sul palco per poter dare qualche informazione in più sul progetto stesso. Ha spiegato le tante ore di “zoomate” come lui stesso le ha definite, cioè ore trascorse su Zoom con Onofrio Piccolo e Gonzalo Rubalcaba per poter scegliere le canzoni che avrebbero fatto poi parte del progetto, scelta non facile visto l’enorme produzione musicale di tutta la carriera di Pino Daniele fino alla sua prematura scomparsa avvenuta sei anni fa. Ma alla fine il feeling tra i tre ideatori è stato immenso e il grandissimo talento di Gonzalo ha creato dei veri e propri capolavori musicali .

Come lo stesso Vacalebre ha sottolineato : “Scegliere tra l enorme patrimonio musicale di Pino non è stato assolutamente semplice, ma alla fine Gonzalo Rubalcaba ha voluto seguire due tracce : l’una che ha seguito le “radici” di Pino, cioè alcuni dei brani che più di tutti hanno raccontato il suo enorme amore per Napoli e l altra le “ali” cioè la sua straordinaria abilità nel tradurre la sua musica nei linguaggi musicali e nelle ispirazioni dei colori, dei sapori, dei ritmi del mondo, facendosi “contaminare” dai ritmi del blues, del jazz, della musica africana come quella orientale, della bellezza poetica dei mandrigali.


Ed infatti il concerto è stato un vero e proprio “viaggio” non nei testi delle canzoni di Pino ma nelle sue innumerevoli sfaccettature della sua musica, riuscendo a raccontarci un Pino Daniele davvero inedito, grazie anche alla bravura e al talento dei numerosi musicisti presenti sul palco che hanno accompagnato Gonzalo Rubalcaba in questo viaggio/concerto durato più di due ore e che ha suscitato la piena approvazione del numerosissimo pubblico presente al concerto stesso.
Si è iniziato con l’afrocubana “Cumba” con uno scatenatissimo Rubalcaba al pianoforte che ha raccontato come il ritmo di una città speciale come Napoli possa essere vicinissimo allo spirito e all’indole dell’anima cubana, seguito da una dolcissima “Chi tene o mare” che ha visto uno spettacolare Daniele Sepe esibirsi in alcuni passaggi con un talento strepitoso.
Poi è la volta di un “dialogo” meraviglioso tra il pianoforte di Gonzalo Rubalcaba e il contrabbasso di Aldo Vigorito, splendido musicista jazz con un talento unico, che ha fatto emozionare tantissimo il pubblico presente in un’inedita versione di “Napul’e’ ” tanto che sembrava che il brano fosse stato arrangiato da Rubalcaba proprio per esaltare il talento di Vigorito che ne ha fatto un vero gioiello musicale.
Il concerto entra nel vivo delle emozioni e la ritmica delle percussioni di Giovanni Imparato e della batteria di Claudio Romano si fanno sentire in brani travolgenti come “Tutta n’ata storia” ma anche il sax di Daniele Sepe diventa protagonista in brani che hanno segnato l entrata di Pino Daniele nel mondo del jazz internazionale come per il brano “Toledo” che vide la collaborazione con uno dei più grandi jazzisti del mondo come Wyane Shorter, o “Sicily” scritta e prodotta con un altro grandissimo della musica jazz mondiale come Chick Corea .
Il pubblico è assolutamente conquistato dagli arrangiamenti di Rubalcaba che si supera con il brano ” Quando ” che vede entrare in scena Aymée Nuviola , e soprattutto con i tre brani più delicati grazie all’interpretazione di un altro mito della musica jazz come Maria Pia de Vito che interpreta nel suo stile tre grandi successi di Pino come “Pace e serenita’”, “Gesu’ Gesu” e “Maggio se ne va” che diventano poesia grazie non solo alla sua voce ma anche al piano, dolce, delicato, e armonioso che l’accompagna.
Emozionato ma felice di essere stato accompagnato da cosi tanti talenti musicali della nostra città, e di aver dato ad un progetto cosi speciale tutta la sua “anima” e il suo “cuore” di artista, Gonzalo Rubalcaba fa un ultimo regalo al pubblico di Pomigliano Jazz dedicando, nel bis richiestissimo dal pubblico, una dolcissima quanto struggente versione di “Reginella” in piano solo che emoziona in maniera infinita tutto il pubblico presente.


In apertura del concerto il duo Franco Piccinno e Marco De Falco ( Elettronic Duo ) e Tony Miele con il suo Trio per la presentazione del suo nuovo album”Needed Noises”,dieci tracce originali che passano da sound modali (“Storie, piccole o grandi) ad ambienti misteriosi (“Twelve”), da colori cameristici (“Someday My Train Will Come”) a brani surf (“il tiranno”) da acquarelli acusiti (“Il maestro gentile”, “Canto XXX”) a deviazioni funk (“Nothing Boxe).

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