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Recensione: Javier Girotto in “Tango Nuevo Revisited” ospite di “Chambre and Jazz Music House” a Praiano

Grandissimo successo di pubblico per il concerto di inaugurazione della “Chambre and Jazz Music House” con il concerto jazz di Javier Girotto “Tango Nuevo Revisited”, organizzato in collaborazione con Eugenio Rubei, direttore artistico dell’Alexanderplatz di Roma e fortemente voluto da Gaetano Iacquinto che, in sinergia con il Sindaco di Praiano Annamaria Caso e il parroco della Parrocchia di San Luca, ha voluto dedicare  a Praiano questa prima edizione di musica di altissimo livello.

La “Chambre and Jazz Music House è progetto nato ed organizzato a Praiano, Costa d’Amalfi, con l’obiettivo di divulgare musica Jazz e da camera a residenti e turisti, italiani e stranieri che scelgono la Costiera per le loro vacanze.

La musica classica sarà ospitata nella sala della Congrega opera del 1600, adiacente alla Chiesa di San Luca completamente ristrutturata,  e sarà la sede di dodici eventi di musica da camera già programmati per il 2022 con il Direttore Musicale Carmine Laino del San Carlo di Napoli, mentre la Piazza San Luca antistante la Chiesa e contigua alla Congrega è la terrazza sul mare che con 300 posti a sedere ospiterà i 6 eventi di musica Jazz già programmati per il 2022 in collaborazione con l’Alexanderplatz di Roma, diretto da una delle menti più eccelse e illuminate del mondo jazz Eugenio Rubei, il quale ha in mente di sorprendere il pubblico praianese e non solo con le sue proposte jazz scelte tra i più ‘ grandi musicisti italiani ed internazionali del mondo jazz contemporaneo.

 Il Museo Diocesano, che completa il Polo Musicale di Praiano, sarà disponibile per Master Class per i giovani della Costiera che nei mesi invernali vogliono avvicinarsi allo studio dei vari strumenti musicali.

Il Trio del grande sassofonista argentino Javier Girotto ha presentato in questa serata che può essere considerata come la “data zero” di questa nuova rassegna, il progetto “Tango Nuevo Revisited”, un concerto in bilico tra tango e jazz ispirato all’incontro artistico tra Astor Piazzolla e Gerry Mulligan.

Javier Girotto, al sax baritono, è stato affiancato da Gianni Iorio al bandoneon e da Pasquale Stafano pianoforte, che ha dovuto sostituire all’ultimo minuto, il maestro Alessandro Gwis, bloccato in Sardegna ma che ha dimostrato di essere un grande professionista del pianoforte nonostante abbia avuto pochissimo tempo per poter provare ed imparare le musiche e le melodie del progetto stesso.

Il progetto è assolutamente meraviglioso, un autentico incontro tra due generi musicali, apparentemente lontani tra loro ma nel concreto vicinissimi come linguaggio musicale, come il jazz e il tango e che l’incontro tra due Maestri come Piazzolla e Gerry Mulligan ha reso assolutamente coinvolgente ed emozionante.

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Recensione: Daniele Sepe in “Blind Mary” ospite di “Jazz & Baccala’”

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Straordinario successo di pubblico alla prima serata della VII Edizione 2021 di “Jazz & Baccalà” diretta da Elio Coppola ed organizzata al Teatro Summarte di Somma Vesuviana con il primo concerto dei 4 appuntamenti previsti in cartellone per questa nuova edizione con il concerto di Daniele Sepe in “Blind Mary”.

Tantissima l’attesa per questo ritorno finalmente in sala dopo quasi due anni di completa sospensione di qualsiasi programmazione teatrale e musicale del Teatro stesso, causa pandemia. Tantissime le prenotazioni e l’emozione di poter tornare finalmente ad ascoltare un concerto live e di godere finalmente di una serata all’insegna del jazz e della buona cucina, visto che come da storica tradizione ormai da sette anni, il concerto viene anticipato da un’ottima cena a base di baccalà che delizia il palato degli ospiti in sala.

L’emozione ha coinvolto tutti, dal Direttore Artistico allo staff del Teatro Summarte che ha accolto il pubblico con la solita gentilezza e professionalità ma quest’anno anche con una notevole emozione, suscitata dal fatto di vedere tantissime persone che hanno riempito la sala sia per la cena e concerto che nella formula “solo concerto” e che, visto l’entusiasmo dimostrato durante tutta la serata, hanno ancora una volta confermato che proviamo tutti un assoluto bisogno di tornare alla vita che vivevamo prima di questo dolorosissimo momento che ci ha visto obbligati a rinunciare a qualsiasi passione, soprattutto quella della musica e degli spettacoli in generale.

Emozionatissimi anche gli stessi musicisti sul palco, in primis di Daniele Sepe, il quale nonostante la proverbiale ironia, ha più volte affermato che era bellissimo vedere la platea cosi piena del Teatro e poter cosi, dopo tantissimo tempo, esibirsi finalmente dal vivo di fronte ad un pubblico entusiasta ed emozionato.

Il progetto “Blind Mary”  portato sul palco da Daniele Sepe è un progetto ambizioso e particolare e che mette insieme il talento di musicisti straordinari come Mario Nappi al piano, Davide Costagliola al basso, Paolo Forlini alla batteria  e  con il quale Sepe ha portato in scena un vero e proprio viaggio nella musica internazionale di artisti mondiali come Sonny Rollins, Gato Barbieri (Nunca Mas) , Atahualpa yupanqui , Turlough O’Carolan  (Blind Mary) concludendo il concerto con una carrellata di brani delle più belle colonne sonore di film storici come “Toto, Peppino e la dolce vita” fino ad una trascinante versione della colonna sonora del film famosissimo di Alberto Sordi “Il prof Dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue”  applauditissima dal numerosissimo pubblico presente in sala.

Prossimo appuntamento della VII Edizione di “Jazz & Baccalà “ il 29 ottobre con Armanda Desidery Quartet

Per info e prenotazioni: 0813629579 – 3935667597

Recensione: Ergio Valente ospite di ItaClub Jazz Festival

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

La prima Edizione del ITACLUB Jazz Festival, il primo festival diffuso dei jazz club italiani con 60 eventi disseminati su gran parte del territorio nazionale e che ha visto uniti  23  dei più importanti jazz club italiani sotto un unico tema “l’incontro” in riferimento al fondamentale momento della nostra esistenza a cui abbiamo dovuto rinunciare per tanto tempo a causa delle misure restrittive dovute alla pandemia, e mai un tema poteva essere più indicato per una musica come il jazz che da sempre è considerata la musica dell’Incontro per eccellenza, visto che mette insieme in maniera trasversale e assolutamente unica sia differenti stili musicali che  generazioni e generazioni di musicisti e appassionati jazz che va oltre qualsiasi ostacolo e limite.

Questa prima esperienza ha dato l’opportunità di mostrare e dimostrare come i jazz club sono da sempre luoghi di fondamentale importanza per la musica jazz visto che per un’intera settimana sono stati la “casa” di veri e propri incontri fatti di concerti, di presentazioni di dischi e di libri che parlano di musica, di scambio culturale, musicale e personale fra musicisti e pubblico

Nella nostra città tale incontro è stato realizzato dall’Associazione Live Tones che tantissimi anni ha portato il grande jazz a Napoli e in tale occasione hanno organizzato due concerti straordinari, il primo il 14 ottobre di Enrico Pieranunzi e Valentina Ranalli, il secondo il 15 ottobre con uno dei più bravi pianisti jazz Ergio Valente.

Classe 1988, oltre ad essere un valentissimo pianista jazz, è anche un delicatissimo e sensibile compositore di musiche straordinarie. Ha all’attivo diverse formazioni di estrazione jazz e latin, sue principali fonti di ispirazione. In particolare, tantissimi concerti al suo attivo con una delle sue formazioni di successo, il trio jazz che porta il suo nome con Marco Fazzari alla batteria e Aldo Capasso al contrabbasso.

Ergio Valente inizia a studiare pianoforte a undici anni, complice l’aria musicale di famiglia che circonda il musicista da sempre. Quindi si diploma in pianoforte classico presso il Conservatorio di Benevento “Nicola Sala”. A guidarlo è la M° Orsolina D’Urso.

Tuttavia, non perde l’occasione di inoltrarsi nel meraviglioso mondo del Jazz. Infatti, contemporaneamente agli studi classici studia pianoforte jazz con i pianisti e compositori Andrea Beneventano e Ramberto Ciammarrughi.

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Recensione: “Valentina Sings Pieranunzi” con Enrico Pieranunzi e Valentina Ranalli

Recensione di Clementina Abbamondi
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il 14 ottobre 2021 il Teatro sito all’interno del MAV, Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, ha ospitato   il concerto “Valentina Sings Pieranunzi “, organizzato dall’Associazione” Live Tones” presieduta da Alberto Bruno nell’ambito della I° Edizione dell’Italia Jazz Club.  La prima Edizione del “Festival diffuso dei Jazz Club Italiani”, prevede oltre 60 eventi disseminati su gran parte del territorio nazionale che si è svolto dal giorno 8 al 15 ottobre che sarà una giornata speciale, il tutto in nome del jazz. Per questa prima Edizione è stato scelto il tema “L’Incontro”, in riferimento al fondamentale momento della nostra esistenza, a cui abbiamo dovuto rinunciare per tanto tempo a causa della pandemia. I Jazz club ritornano ad essere luoghi di fondamentale importanza per la musica jazz; rapporto costante tra il pubblico e gli artisti unendo il paese in nome della musica jazz.

L’Associazione “Live Tones” di cui è presidente Alberto Bruno, da anni è tra gli attori protagonisti degli eventi jazz nella città di Napoli. Fino a marzo 2020, quando la pandemia ha bloccato anche il mondo dello spettacolo, ha assicurato una programmazione continuativa fatta di concerti jazz in location private e pubbliche e a settembre 2021 ha ripreso il “Summer Live Tones” arrivato alla X Edizione, con il concerto di Giovanni Guidi piano solo nel cortile del Maschio Angioino, dedicato a Mario Guidi, menager di jazz internazionale scomparso nel dicembre 2019.

Il concerto di stasera “Valentina Sings Pieranunzi”, con Valentina Ranalli alla voce ed Enrico Pieranunzi al piano si riallaccia al tema dell’”Itaclub Jazz Festival” che è quello dell’”Incontro”.

In questo concerto si incontrano   le parole di Valentina Ranalli e la musica di Enrico Pieranunzi. Questo è un progetto nuovo ed inedito, nato da una tesi di laurea di Valentina Ranalli dal   titolo” Cantare Enrico Pieranunzi”. L’ incontro tra Valentina e Pieranunzi   è avvenuto, come racconta il maestro, dopo aver ricevuto dall’insegnante di canto di Valentina del Conservatorio di Santa Cecilia una e-mail nella quale veniva informato del progetto di una bravissima allieva di scrivere la tesi sulle sue composizioni. In seguito è nata una collaborazione che ha portato alla realizzazione di testi sulle musiche del maestro. Dice il maestro Pieranunzi “Valentina è riuscita a dare una veste nuova alla mia musica “illuminandola di versi di straordinaria bellezza” Il maestro    Enrico Pieranunzi compositore, pianista, arrangiatore ha registrato più di settanta CD collaborando con i più grandi nomi della jazz internazionale esibendosi oltre che nei principali paesi europei anche in America e Giappone.   L’ unico musicista Italiano ad avere suonato più volte ed aver registrato a suo nome nello storico “Village Venguard” di New York.  È stato riconosciuto nel   1989, 2003 e 2008 come migliore musicista Italiano nell’ annuale referendum “Top Jazz” della rivista Musica Jazz. Molte composizioni del maestro sono diventate degli standards suonati da musicisti di tutto il mondo: “Les Amants”, “Night Bird”, “Fellini’s Waltz”. Nel 2014 gli è stato assegnato l’Echo Jazz Award.      

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Recensione: “Frida en silencio” di Israel Varela conclude la IIa edizione di Around Jazz

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Domenica 10 ottobre uno  straordinario  concerto ha concluso una delle rassegne jazz di successo che ha accompagnato questo periodo di fine estate romana “Around Jazz” giunta alla seconda edizione,  organizzato e diretto dal Direttore Artistico Fabio Giachetta e  seguito dall’esperienza ormai consolidata dell’addetto stampa  Fiorenza Gherardi De Candei, Press e che ha visto, sul palco allestito nel meraviglioso parco del Mausoleo di  Cecilia Metella sulla Via Appia l’avvicendarsi di straordinari musicisti di altissimo livello come Roberto Gatto, Gege’ Telesforo, Antonio Farao, Ramberto Ciammarughi,  Javier Girotto, Stefania Tallini, Stefano di Battista, Cinzia Tedesco solo per citarne alcuni. Una rassegna che ha visto un’importante affluenza di pubblico sia ai concerti serali che in quelli organizzati nelle splendide mattinate di un ottobre decisamente mite che ha attratto appassionati della musica jazz e non solo a partecipare a questi veri e propri incontri fatti di musica, amicizia ed emozioni.

La serata finale di tale rassegna non poteva essere stata affidata che ad un’Artista che ha saputo attrarre ed emozionare un pubblico numerosissimo che ha testimoniato ancora una volta che quando un progetto è di altissimo livello come quello presentato da Israel Varela come “Frida en silencio” il pubblico accorre, anche da altre Regioni, per poter emozionarsi di fronte ad un concerto di pura poesia come quello presentato domenica.

Con il progetto FRIDA EN SILENCIO la vita di Frida Kahlo è narrata in un modo fuori dal comune, attraverso la musicalità e la personalità del batterista, compositore e cantante messicano Israel Varela. Un uomo che con la sua musica riesce sempre a mostrare la profondità del suo pensiero, che osserva e comprendere l’essere umano. Attraverso sonorità raffinate e soluzioni ritmiche innovative, Varela ci racconta una straordinaria donna, icona contemporanea, nata nel 1907 a Coyoacán in Messico. Una storia caratterizzata da passioni e sventure, da ribellione contro le costrizioni del nazismo e dalla malattia che l’ha accompagnata in un lungo tratto della sua vita fino alla morte, causata proprio dalle condizioni fisiche nel 1954, a soli 47 anni.

Varela, vincitore del Euro Latin Award nel 2009 con il suo primo album e celebre per la bellezza del suo suono, l’omogeneità della timbrica e l’eleganza esecutiva che lo hanno portato a condividere i palchi di tutto il mondo con artisti come Pat Metheny, Charlie Haden, Yo Yo Ma, George Benson, Mike Stern, Diego Amador e, in Italia, Pino Daniele. 

Questo progetto portato in giro per il mondo da ormai più di cinque anni ha dato vita ad un disco pubblicato nello scorso luglio e che racchiude brani che esprimono tutto il meraviglioso mondo interiore di Varela. Artista meraviglioso, autore di brani che rapiscono il cuore e l’anima, sul palco si presenta come un messaggero di poesia e di anima delicata. Solo ascoltarlo presentare i  brani del disco che hanno suonato durante il concerto stesso non si può che farsi coinvolgere e trascinare dalla bellezza della sua musica, ispirata, come ha raccontato la stesso Varela, più che dai dipinti di Frida Khalo dai testi delle lettere meravigliose che ha scritto e dedicato al grande amore della sua vita Diego Ribera.

E il mondo interiore di Frida non poteva essere raccontato in una dimensione  poetica più emozionante di quella che suscita Varela con brani come “Flores” “Veo Horizontes”, “Colores de Tayen”, Lo que el agua” , “Silencio” scritta con la stessa Serena Brancale, splendida voce sul palco ha dato una carica espressiva ancora più intensa ed emozionante alla musica di Varela, e naturalmente “Espejo de la Noche” che incarna la dolcezza, la sensibilità e l’emozione che solo la musica di Israel Varela sa suscitare nell’anima di un pubblico che è rimasto dall’inizio alla fine in un silenzio assoluto per ascoltare ogni nota con un’attenzione e una carica emotiva che solo nei concerti dei grandi progetti come questo si può assaporare.

Sicuramene non  è stato facile scrivere la musica su testi cosi importanti, ma lo stesso Varela ha raccontato che alla fine è riuscito a realizzare un progetto cosi importante per la sua stessa carriera artistica perché’ tanti pensieri, emozioni narrate da Frida Khalo nelle sue lettere sono le emozioni che lui stesso prova e sono le idee e valori nei  quali lui stesso crede e per i  quali  vive intensamente la sua vita.

Nell’ascoltare il concerto si ha avuto la sensazione di trovarsi di fronte ad un uomo ed Artista davvero speciale, dotato di una sensibilità’ e di un’umanità e umiltà personale ed artistica che è difficile da trovare nel mondo attuale. Il progetto dedicato a Frida Khalo è di una bellezza che  interrompe il fiato, anche perché’ sia nel disco nel quale Israel Varela ha voluto musicisti internazionali insieme a grandi artisti del panorama jazzistico italiano, che sul palco dove è stato accompagnato da musicisti straordinari come Rita Marcotulli al pianoforte, Serena Brancale voce, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, un bellissimo quartetto d’archi  Noemi Loi, Carla Mulas violini, Chiara Ciancone viola, Susanna Garcia violencello e Josi Varela alle tastiere, mentre le coreografie di flamenco sono state interpretate dalla ballerina Nazaret Reyes che ha letteralmente incantato il pubblico.

Non ci resta quindi che dare appuntamento alla prossima edizione che, ne siamo sicuri, sarà ancora di più un autentico successo di pubblica e di critica.

Recensione : “Hommage a Piazzolla” a Villa di Donato

Articolo e foto di Clementina Abbamondi 

Stasera 10 ottobre, dopo tanto tempo, la musica da camera ritorna nel luogo per cui è nata, la splendida Sala da Ballo di Villa di Donato. La dimora settecentesca accoglie i suoi ospiti dando il via alla sesta Edizione dei “Live in Villa di Donato”. Dopo una   pausa   forzata a causa del Covid, fino alla fine di luglio 2022, la Rassegna proporrà spettacoli teatrali, musica classica, blues e una borsa di studio per talenti emergenti.

Il concerto inaugurale “Hommage a Piazzolla” rientra nella rassegna “Max 70”, dedicata alla musica da camera è curata da David Romano, violinista dell’Accademia di Santa Cecilia che insieme al pianista Mario Montore ed al violoncellista Diego Romano dedicano un omaggio nel giorno del centenario della sua nascita ad Astor Piazzolla, genio ed inventore del tango nuevo.  “Per la musica da camera, racconta Patrizia de Mennato  padrona di casa  ed  ideatrice di  “Live in Villa di Donato, diretta come sempre dal violinista  David Romano, rinnoviamo la filosofia di affiancare a  musicisti di  prima grandezza  dei  giovani  talenti  della  scuola  internazionale di  eccellenza  “Avos Project” percorrendo  insieme  le  sfide esecutive e  le esperienze  di crescita degli  artisti, credendo  in  una rinascita  incentrata  sul  riconoscimento del talento degli allievi e sulla bellezza come unica vera forza capace di muovere il desiderio di migliorarsi. Grazie a tale collaborazione sul palcoscenico di Villa di Donato si alterneranno docenti ed allievi, abbattendo la classica barriera docente discente, presentando in concerto un giovanissimo concertista che potrà esibirsi e affrontare il suo battesimo accolto dal nostro selezionatissimo pubblico”.

Il programma di stasera “Hommage a Piazzolla” prevede :

Piazzolla improptu per piano solo

Le Grand tango per violoncello e pianoforte

Le Estaciones partenas per violoncello,violino e pianoforte.

Questa  sera  ad  affiancare  David Romano spalla  dei  secondi  violini  dell’Orchestra  Sinfonica dell’ Accademia di  Santa Cecilia, membro  fondatore  dell’ Orchestra  Stradivari, Presidente della  Associazione  MAR  ed  ideatore, curatore  e  direttore  artistico  di  “Villa Pennisi  in  Musica”  ad Acireale  e  Diego  Romano  secondo violoncello  con  obbligo del  primo  dell’Orchestra Sinfonica dell’Accademia  Nazionale  di  Santa Cecilia, vincitore  di  molteplici  concorsi  e  premi  anche  lui membro fondatore del Sestetto Stradivari, un giovane talento Mario Montore pianista che ha già al suo attivo molteplici vittorie a concorsi solistici e noto nel campo anche internazionale per l’intensissima attività di camerista con il  “Quartetto Avos”.  Mario Montore è anche ideatore, fondatore e presidente dell’”Avos Project”, Scuola internazionale di eccellenza di Roma.

Ad aprire il concerto è il pianista Mario Montore che dà prova del suo virtuosismo interpretando alcuni brani di Astor Piazzolla tra i più famosi “Tanti anni prima (Ave Maria)” composto per il film di Marco Bellocchio Enrico IV e “Libertango” brano che simboleggia la rottura del compositore dal Tango classico e il suo abbraccio al “Nuevo  Tango”.

Il secondo brano è “Le Grand Tango” scritto da Piazzolla nel 1982 per il violoncellista russo Mstislav Rostropovich dove al pianoforte si unisce il suono del violoncello suonato da Diego Romano.” Le Grand Tango” inizia con ritmi di tango fortemente accentati mentre nella seconda sezione si sviluppa un ampio dialogo tra il violoncello ed il pianoforte. Nella sezione finale, per la quale Piazzolla ha fornito l’indicazione di tempo “giocoso” presenta uno stato d’animo di energia elettrica. Bravissimi i due musicisti che hanno interpretato perfettamente la composizione di Piazzolla fedele alle sonorità, ai ritmi e agli strumenti della sua terra l’Argentina ma influenzato dalle suggestioni sinfoniche, le sperimentazioni del jazz che creano un nuovo genere, originale e personalissimo. Nella terza composizione eseguita questa volta   dai tre musicisti “ Estagiones portenas”e scritta da Piazzolla tra il 1964 e il 1970 si intrecciano felicemente tradizione colta, jazz e “nuevo tango” .Stagioni partenas  perché  legate all’atmosfera  e  agli aromi del  grande  porto  di Buenos Aires. Inevitabile il confronto con le stagioni di Vivaldi, distanti più di due secoli. I tre musicisti sono riusciti a coinvolgere il pubblico in un raffinato gioco a chiave di contrasti e affinità   tracciando avvolgenti paesaggi interiori animati da sentimenti contrastanti: dalla dolcezza al dolore dalla nostalgia alla passione.

Il trio formato da David Romano, Diego Romano, Mario Montore ha eseguito altri due famosissimi brani di Astor Piazzolla: “Oblivion” e “La muerte del angel” quest’ultimo ricco di virtuosismi.

Il pubblico ha tributato al trio un caloroso applauso riconoscendogli l’intensità delle interpretazioni e il virtuosismo dei musicisti.

Al concerto è seguita una squisita cena servita nelle stanze della settecentesca dimora.

Perfetta l’organizzazione e l’accoglienza della padrona di casa Patrizia De Mennato.

Recensione: Enrico Pieranunzi ospite di Spoleto Jazz Season 2021

Recensione e Gallery di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Enrico Pieranunzi è un pianista raffinato, discreto, misurato. La sua musica è pulita, limpida ma allo stesso tempo intensa e ricca di accelerazioni e variazioni ritmiche.

“Ora non so’ cosa vi suonerò’ e come…” dice all’inizio dice del concerto. Un processo in divenire…spontaneo, improvvisato.

Passare da Scarlatti a My foolish heart è davvero “unlimited” (cosi ‘è intitolato il suo ultimo lavoro). In fondo la sua grandezza sta tutta qui.

Non è sono solo lo stile e la tecnica (di quello che è senza dubbio uno dei più grandi pianisti italiani degli ultimi 30 anni) a colpirci e disorientarci ma è la sua grandezza nel rivisitare terreni già esplorati e superare ogni barriera tra generi diversi.

Scavalcare confini. Superare limiti appunto.

In fin dei conti è questo che fa il jazz…il grande jazz. Enrico Pieranunzi è veramente un maestro del piano. Avevo già avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo.

Sono passati 20 anni circa e me lo ritrovo a qualche metro di distanza. Stavolta ho anche la fortuna di fotografarlo…

Spoleto e il teatro Caio Melisso hanno assistito ad un concerto di altri tempi. Meraviglioso. Applausi, bis finale.

Visioni in musica.

Recensione: Il tango di Dieguito

Di Annamaria De Crescenzo
Foto SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un successo strepitoso la prima assoluta del nuovo recital su Diego Armando Maradona in scena a Piazza Convento ad Avella sabato 25 settembre , uno spettacolo meraviglioso di musica e parole ispirato alla vita e alla personalità del grande idolo del calcio mondiale, nato dall’incontro tra l’argentino Diego Moreno, napoletano di adozione visto che ormai vive a Napoli da trent’anni, compositore, cantante e chitarrista, l’attore napoletano Patrizio Rispo,  grande protagonista del teatro e della Tv il cui personaggio degli ultimi anni nella fiction “Un posto al sole”  Raffaele Giordano, è un super tifoso del Napoli e soprattutto del grande calciatore e Paolo Romano, docente universitario e curatore di tantissimi eventi culturali ed artistici che ha collaborato ai testi e alla realizzazione, con i due artisti, dell’intero spettacolo.

La voce di Patrizio Rispo che ha letto alcuni testi originali ispirati a scritti su Maradona dalle più grandi firme del giornalismo, del calcio, della cultura in generale come Gianni Minà, Maurizio De Giovanni, Ciro Ferrara, Edoardo Galeano, Osvaldo Soriano, Marco Ciriello solo per citarne alcuni , unitamente a testi scritti dallo stesso Paolo Romano, oltre ad un testo inedito, in esclusiva per lo spettacolo, di Antonello Perillo, caporedattore TGR Campania della Rai che avrebbe potuto dare una svolta fulminea alla sua carriera che in quegli anni stava appena iniziando ma che lo stesso giornalista ha tenuto gelosamente nascosto per tutelare l’immagine pubblica dell’idolo dei tifosi di tutti il mondo.

Il progetto ha un notevole impatto emotivo, non solo per i ricordi che le parole di Patrizio Rispo evocano in tutto il numerosissimo pubblico presente in piazza, ma anche per la musica dello stesso Diego Moreno che ha eseguito diversi suoi brani originali insieme a musiche straordinarie di grandissimi musicisti internazionali come Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Maria elena Walsh solo per citarne alcuni, eseguite da un gruppo di musicisti di altissimo livello come Mariano Navone al bandoneon, Giorgio Savarese piano , Domenico Guastafierro flauto, Roberto Giangrande basso e contrabbasso, Davide Ferrante percussioni e batteria e la presenza di due ballerini ed insegnanti di tango come Paola Cabrera e Rogelio Bravo che hanno fatto sognare il pubblico con le loro esibizioni di tango.

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Recensione: Chiavari in Jazz 2021 un successo strepitoso!

Recensione e Foto di Vittorio Santi

Chiavari in Jazz 2021: l’appuntamento da non perdere.

Con il concerto di Nino Buonocore, il 17 settembre si è chiusa anche quest’anno la rassegna musicale organizzata da Rosario Moreno e il Comune di Chiavari.

Tre le date in programma per questa edizione.

Protagonisti di questa kermesse, funestata purtroppo da un grave lutto che ha colpito tutta la cittadinanza, oltre al quintetto di chiusura, sono stati il mandolinista Carlo Aonzo e Tullio De Piscopo.

La scelta degli Artisti si è rivelata quanto mai appropriata in quanto ha saputo amalgamare diversi stili musicali e dare modo alle persone presenti (sempre in ottemperanza delle norme attualmente in vigore) di gustare e applaudire in modo generoso e convinto le varie performance.

Aonzo con la sua maestria insieme ai suoi compagni di viaggio, Luciano Puppo al contrabbasso, Ruben Bellavia alla batteria, Lorenzo Piccone alla chitarra e Daniele Sepe al sax ha sdoganato uno strumento poco sconosciuto e forse anche poco apprezzato.

Cosa dire di Tullio De Piscopo? Una continua sferzata di energia; un Maestro che malgrado i tanti anni di attività, riesce a catalizzare e stupire il pubblico per ben due ore senza sosta.

Il concerto di Nino Buonocore ha avuto toni e note più intimistiche: accompagnato da Antonio De Luise al contrabbasso, Antonio Fresa al piano, Bruno Marcozzi alla batteria e con lo special guest Max Ionata al sax, ha fatto veleggiare il pubblico tra le sue note leggere e la sua voce suadente.

In definitiva, una rassegna che ottiene ogni anno l’apprezzamento del pubblico sempre numeroso e attento.

L’estate ormai ci ha lasciato, l’autunno bussa alle porte, ma noi contiamo sulle sorprese natalizie di qualche altro bell’appuntamento musicale in questo angolo di Riviera di Levante.

Recensione: Danilo Rea e Fiorella Mannoia/ Ida Nielsen & The Funkbots ospiti di Umbria Jazz weekend 2021

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

L’atmosfera mattutina di Terni che inizia a prepararsi per accogliere il terzo giorno di programmazione musicale è galvanizzante. Tutta la città si è preparata da tempo per accogliere questa grande maratona della musica e i locali che hanno allestito gli spazi per i concerti previsti nei loro luoghi si danno da fare con grande entusiasmo sin dal mattino per preparare le sale dei concerti che, come da programma, iniziano già dall’ora del pranzo.

La nostra giornata di Umbria Jazz inizia proprio in uno di questi locali, il Caffè del Corso, che ospita il trio di Accordi e Disaccordi. In tanti in sala, non solo per gustare le ottime prelibatezze preparate dallo staff del locale, ma soprattutto per ascoltare la musica del Trio composto da   Alessandro Di Virgilio alla chitarra, Dario Berlucchi alla chitarra e Dario Scopesi al contrabbasso, composta da sonorità che combinano le più disparate influenze jazz, blues e della musica tradizionale, con originali sonorità dal gusto cinematografico, mantenendo una matrice stilistica gipsy jazz. Tra i simboli di Umbria Jazz, visto che ormai sono ospiti fissi delle varie rassegne annuali, rappresentano un progetto italiano molto attivo nel panorama swing nazionale ed internazionale oltre ad incarnare una rarità musicale tutta italiana, come afferma lo stesso Emanuele Cisi, altro grande artista jazz di fama internazionale che li ha definiti “virtuosi di corde che si esibiscono con un entusiasmo contagioso, regalando al pubblico divertimento intriso di swing e aromi gipsy”.

Il loro repertorio è composto da brani originali le cui sonorità combinano le più disparate influenze jazz, swing, blues e della musica tradizionale, con originali sonorità acustiche e dal gusto cinematografico, mantenendo un’iniziale matrice stilistica gipsy jazz, influenzata dalle sonorità del chitarrista Django Reinhardt. La bellezza di un concerto di Accordi Disaccordi è l estrema semplicità con il quale il Trio presenta al pubblico la sua musica, anticipata sempre da una presentazione dello stesso Dario Berlucchi che, con grande carisma, riesce a catturare l’attenzione del pubblico, narrando la storia della musica gipsy alla quale le loro composizioni originali si sono ispirate, la vita dei musicisti che li hanno conquistati come appunto Django Reinhardt. Molto bella ed emozionante una delle loro composizioni originali “Stay” che il regista Walter Veltroni ha scelto come colonna sonora del film “Fabrizio De Andre’ e PFM il concerto ritrovato” che coniuga perfettamente il binomio emozioni/musica nella sua interezza e profondità.

Il pomeriggio invece è la volta di un altro bel locale il Rendez-vous in Piazza San Francesco proprio di fronte all’omonima Chiesa di San Francesco che durante tutta la rassegna ha ospitato in due set sempre di grandissimo successo di pubblico (ore 18.30 e 22.30) il concerto di Piero Odorici & Roberto Rossi sextet feat Stephanie Belmondo.

Una band strepitosa da grande emozione quella che vede sul palco del Rendez-vous formata da Piero Odorici sax tenore, Stéphane Belmondo tromba e flicorno, Roberto Rossi trombone, Paolo Birro pianoforte, Aldo Zunino contrabbasso, Anthony Pinciotti batteria.

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