Category Archives: Live

Recensione: “Mammasontantofelice” al Teatro Garage

Recensione e Foto di Vittorio Santi

Sabato 9 Aprile a cura dell’Associazione “La Chascona” è approdato a Genova questo spettacolo a cui io (per fortuna) son stato caldamente invitato ad assistere.

Un monologo scritto e interpretato da Angelica Bifano.

Lei Attrice giovane ma già molto esperta, diplomata alla scuola del Teatro di Udine, ci ha accompagnato in un viaggio all’interno di una famiglia matriarcale tipicamente del Sud.

Protagoniste tre rappresentanti di diverse generazioni: l’anziana mamma, la figlia Delfina (una cinquantenne) pervasa dalla presenza materna che non risparmia pressanti consigli e raccomandazioni corroborati della sua esperienza e la nipote Alice di otto anni, ci raccontano l’intreccio di tre modi diversi di percorrere il loro percorso di vita a seconda delle loro personali abitudini quotidiane e aspirazioni.

I componenti del gruppo, offrono uno spaccato quanto più reale della vita di tutti i giorni di una famiglia “qualunque” che culmina nel pranzo della domenica con tutte le sue problematiche più o meno essenziali.

Lo spettacolo si conclude in maniera molto intima, lasciando spazio allo spettatore di ritrovarsi e confrontarsi con le proprie esperienze di vita.

Il tutto con l’apporto di una scenografia essenziale, dove trova posto anche una sigaretta che segnerà alcuni dei momenti essenziali all’interno della rappresentazione.

Angelica riesce con la sua espressività anche corporea, a far parlare tre diverse persone con sfumature diverse mettendo a nudo i loro conflitti le loro complicità.

Il risultato sono stati circa 55 minuti oltremodo piacevoli, dove il ritmo non ha conosciuto momenti di pausa e che ha coinvolto il pubblico del Teatro con ripetuti applausi spontanei sia durante lo svolgimento…che al termine, tanto che la protagonista si è arresa …ai presenti che l’hanno “costretta” a raccontarsi.

Spettacolo vincitore Premio Internazionale Lydia Biondi 2018

                                 Premio Controvento 2019

Recensione: Marco Zurzolo ospite della rassegna “Jazz & Baccala’ ” al Teatro Summarte

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (wwww.spectrafoto.com)

Venerdì 8 aprile  un appuntamento speciale con la Marco Zurzolo band al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) nell’ambito della rassegna “Jazz & Baccala’”   per un concerto speciale con le musiche del suo cuore che hanno accompagnato la presentazione del libro “I Napoletani non sono romantici” pubblicato da una storica ed importantissima casa editrice del centro storico di Napoli, Colonnese, e che raccoglie i racconti della vita del sassofonista nella luce della Napoli degli anni  ’70, via San Sebastiano e il Conservatorio di San Pietro a Majella, del suo quartiere di nascita, Bagnoli, insieme a otto microracconti di Elvio Porta.

Un libro speciale, un vero “dono” che Marco Zurzolo ha voluto fare al suo amatissimo pubblico per raccontare i suoi ricordi di bambino nato in una famiglia speciale, di fronte al mare di Bagnoli, in casa con il fratello Rino, musicista straordinario, grazie al quale Marco capisce che la musica è e sarebbe stata per sempre la sua vita. Le pagine di questo libro, che Marco ha ricordato durante il concerto, parlano di importantissimi incontri con protagonisti assoluti della Musica di quegli anni come Enzo Avitabile e Pino Daniele (il gigante con gli occhiali) e con ricordi indelebili che il suo cuore conserva come un prezioso scrigno dal quale trae forza ancora oggi per poter scrivere brani che emozionano il cuore.

Marco Zurzolo ha dato ancora una volta prova del suo grande amore per la musica e per la sua città, anche se deve lottare sempre contro tutto e tutti per difendere la sua identità e la sua bellezza di metropoli unica al mondo, e come sempre, tra musica e racconti di vita, conquista il numerosissimo pubblico presente in sala.  

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Recensione: Noa in “To Napoli with love” con i Solig String Quartet al Teatro Trianon Viviani

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Strepitoso  successo il concerto tenutosi il 2 aprile al Teatro Trianon Viviani di Napoli  di Noa e i Solis String Quartet per “To Napoli with love” uno spettacolo inedito con una scaletta creata appositamente per tale data.


Cantautrice, poeta, compositrice, percussionista, relatrice, attivista e madre di tre figli, Achinoam Nini in arte Noa, ha debuttato come cantante nel 1991 e si è fatta  apprezzare in coppia al chitarrista Gil Dor. Il loro primo album è Achinoam Nini e Gil Dor Live. Tre anni più tardi debutta con un lavoro in studio, intitolato Noa, in cui è inserito il suo primo vero successo: “I Dont’Know”.

Il 1996 è l’anno del suo secondo disco, Calling, che gli permette per la prima volta di essere apprezzata anche in Italia, dove si presenta tra l’altro per prendere parte a un concerto di Antonello Venditti in Piazza del Plebiscito a Napoli. Il rapporto con il nostro Paese però si stringe ancora di più l’anno dopo, quando viene scelta da Roberto Benigni per interpretare il brano Beautiful That Way, canzone principale della colonna sonora del film La vita è bella.

La sua carriera esplode definitivamente e gli anni Duemila sono ricchi di pubblicazioni di discreto successo, oltre che riconoscimenti importanti come ambasciatrice della pace proveniente dal mondo della cultura. Nel 2005 partecipa al Live 8 al Circo Massimo e l’anno dopo è in gara a Sanremo con il brano Un discorso generale, insieme a Carlo Fava e Solis String Quartet, insignito del Premio della Critica Mia Martini. Un ulteriore momento importante per la sua carriera è l’approdo all’Eurovision Song Contest nel 2009 in coppia con la connazionale Mira Awad. Nell’occasione canta There Must Be Another Way, interpretata in inglese, ebraico e arabo, e arriva al 16° posto

Nel 2011 pubblica l’album Noapolis, in cui la cantante riprende alcuni tra i più bei brani della canzone classica napoletana, fra cui Santa Lucia Luntana e I’ te vurria vasa’, presentate in anteprima a Napoli il 6 dicembre 2010.

Nel 2014, dopo quattro anni di lavorazione al fianco di Gil Dor (chitarrista, arrangiatore, compositore), Noa ritorna con un nuovo album intitolato “Love Medicine”, al quale partecipano anche grandi jazzisti tra cui Pat Metheny, altro suo storico collaboratore nonché produttore anche del suo primo lavoro nel 1994, che per l’occasione compone il brano Eternity in beauty. 

Nel marzo 2019 pubblica il nuovo disco Letters to Bach, progetto discografico prodotto da Quincy Jones, che nasce dalla profonda ammirazione di Noa per il genio del compositore tedesco Johann Sebastian Bach. Nell’album, Noa riprende 12 brani musicali di Bach, arricchendoli con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Gli arrangiamenti per chitarra sono stati realizzati da Gil Dor.

Ma la sua intensa produzione musicale non si ferma qui e nel 2021 ha pubblicato “Afterllogy” il primo totalmente jazz e realizzato in proprio durante il lockdown causato dalla pandemia. Nella sala di registrazione annessa alla propria abitazione, la cantante israeliana e il suo compagno artistico e amico di una vita Gil Dor  hanno cosi scelto dodici brani di cui sentivano il bisogno interpretativo e, senza pianificare molto, complice la perfetta intesa professionale,hanno dato vita ad un disco davvero strepitoso.

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Recensione: Pino Jodice quartet guest star Tommy Smith per “VomeroSuona22”

di Annamaria De Crescenzo 
foto di SpectraFoto (wwww.spectrafoto.com)

Altro grande successo il concerto di venerdì 25 marzo al Teatro Salvo D’Acquisto di Napoli, nell’ambito della rassegna VomeroSuona22, ideata e organizzata dall’Associazione Napoli Jazz club diretta da Michele Solipano, di uno straordinario nome del jazz italiano ed internazionale come Pino Jodice, pianista e compositore oltre che straordinario docente, e del suo trio formato da Luca Bulgarelli al contrabbasso e Pietro Iodice alla batteria.

Il progetto presentato è di quelli che invitano all’ascolto attento e silenzioso ed infatti in sala dalla prima nota si è avvertito subito un grandissimo coinvolgimento del pubblico e una grande emozione nell’ascoltare brani storici del vastissimo repertorio di uno dei miti assoluti del jazz mondiale come Chick Corea, scomparso nel febbraio dell’anno scorso ma sempre presente nel cuore degli appassionati del jazz di tutto il mondo.

Ospite del trio di Pino Jodice il sassofonista Tommy Smith, un musicista di grande levatura internazionale che vanta collaborazioni con musicisti del calibro di John Scofield, Bradford Marsalis, Kurt Elling, Kenny Barron, Gary Burton, Makoto Ozone, John Patitucci, John Taylor, Joe Lovano, Bill Stewart, è inoltre un validissimo direttorecompositorearrangiatore e sassofonistadellaScottish National Jazz Orchestra, oggi una delle orchestre più importanti d’Europa, nonché Jazz Educator e responsabile del dipartimento di jazz del Royal Conservatory di Glasgow.

Il quartetto  ha dato vita ad un concerto straordinario con i loro arrangiamenti e con un quartetto eccezionale il repertorio di Chick Corea attraversando sia il mondo acustico come quello più fusion che ha caratterizzato in parte lo stile unico ed inimitabile di Corea, nello stile altrettanto unico degli arrangiamenti di Pino Jodice e dello stesso Tommy Smith, che senza alcun protagonismo, ha arricchito ancora di più le emozioni che la musica del Trio riesce a dare al pubblico ogni volta che si trovano insieme sul palco.

Il concerto è iniziato con il brano “Quarter no. 1”, seguito da “Crystal silence”, “Bourbon Street” (dedicato ad uno dei locali storici di Napoli dove i due fratelli Iodice hanno mosso i primi passi come musicisti), “Humpty Dumpty”, “Windows” solo per citare alcuni dei brani presentati durante la serata, conclusasi con una spettacolare “Quarter no. 2” e dal brano eseguito alla fine della serata per salutare il pubblico di Napoli con uno dei brani più belli dell’amatissimo Pino Daniele riarrangiato proprio da Chick Corea nel 2006 “Sicily”.

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Recensione: accademia s.sofia unisannio grandi pagine strumentali

di Monica Carbini   

Giunta al suo quarto appuntamento, continua con grande successo la Stagione Concertistica 2022, progettata da Accademia Santa Sofia in sinergia con Università degli Studi del Sannio, sotto la direzione artistica di Filippo Zigante e Marcella Parziale, e la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

Sabato 19 marzo sempre nell’ Auditorium Sant’Agostino di Benevento la rinomata Orchestra da Camera Accademia di Santa Sofia con il concerto dal titolo “Le Grandi Pagine Strumentali” ha regalato ancora emozioni forti e grande commozione a un pubblico preparato e appassionato.

Grazie al fondamentale valore aggiunto di maestri solisti dal pregiato curriculum, dalla riconosciuta perizia tecnica e dalla notevole sensibilità espressiva come Marco Serino, Konzertmeister e Primo violino, Gianluigi Pennino Primo contrabbasso e Francesco Solombrino alla Viola, l’Orchestra da Camera S.Sofia, straordinario concentrato di talenti ed eccellenze tecniche e artistiche, ha affrontato con impareggiabile maestria un programma impegnativo e intenso. Interessanti e ammirevoli le scelte, originali e non scontate.

Il concerto apre con il fantasmagorico e sorprendente “Gran Duo concertante per violino, contrabbasso e archi” di Giovanni Bottesini (1821 – 1889) celebre contrabbassista, considerato “il Paganini del contrabbasso”, uno dei più geniali artisti del secolo verdiano, nonché compositore e direttore d’orchestra amico di Verdi, che lo scelse per la prima assoluta di “Aida” al Cairo il 24 dicembre 1871. Nell’esecuzione perfetta dell’ensemble, il duetto continuo tra il violino di Marco Serino e il Contrabbasso di Gianluigi Pennino è straordinario e intrigante. In risposta alle ripetute e insistenti sfide e provocazioni del sornione, primo violino, Serino, il contrabbasso di Pennino prende letteralmente vita, abbandonando il suo abituale, confortevole ruolo di supporto armonico e sottofondo ritmico per intraprendere un’energica, mirabolante, funambolica esperienza da strumento solista in un duello tagliente e serrato, magnificamente rappresentato. L’orchestra tutta dà prova di grande affiatamento e concentrazione. “Grandi Pagine…” non è più soltanto un titolo, ed emozioni palpabili scorrono tra il palco e la sala. Applausi riconoscenti e scroscianti. Filippo Zigante interviene per una breve presentazione di autori e composizioni eseguite nella serata.

Le emozioni si fanno ancora più forti quando arriva la dedica a tutti i caduti dell’orribile guerra in Ucraina con lo struggente e bellissimo “Adagio per archi”, brano celeberrimo del compositore americano Samuel Barber (1910 – 1981). L’adagio fu eseguito per la prima volta l’11 maggio 1938 in una trasmissione radiofonica, da New York, dalla NBC Symphony Orchestra diretta da Arturo Toscanini. Profondo, emozionale e carico di lirismo, il pezzo fu usato in vari film, e resta memorabile in Platoon (1986) di Oliver Stone.

Il silenzio assoluto al termine del brano sottolinea l’efficacia di un interpretazione commovente che ferma il respiro del pubblico poi liberato in un applauso calorosissimo.

Il terzo autore in programma è uno dei pilastri della musica contemporanea, Paul Hindemit (1895 – 1963) musicista tedesco, compositore, direttore d’orchestra e teorico della musica vicino all’espressionismo. La composizione scelta “Trauermusik per viola e archi” (composta nel 1936 in memoria di Giorgio V d’Inghilterra) però se ne discosta per un intimo e commosso senso di religiosità, tendente a un’ascetica severità. La viola solista di Francesco Solombrino, fulcro esecutivo, domina i quattro movimenti con una melodia decisa, controllata, densa e ricca di colori drammatici e spunti interpretativi.

Il concerto si chiude con Edvard Grieg (1843 – 1907) uno dei più grandi compositori del nord Europa, tra i più importanti compositori norvegesi di tutti i tempi, radicato nella tradizione popolare nazionale e apprezzato per il suo raffinato senso lirico. I cinque movimenti della “Holberg suite”, scritta per i duecento anni dalla nascita del drammaturgo Ludvig Holberg (1684 – 1754) padre della letteratura danese,  riprendono proprio le danze popolari scandinave del diciottesimo secolo. L’ensemble preciso e compatto attorno al Konzertmeister Marco Serino, ritrova toni più lievi e cantabili e con sapiente destrezza traghetta il pubblico verso nostalgiche atmosfere da fiaba nordica. Il lungo applauso finale ottiene un bis entusiasmante. E così arriva la fulminante musica popolare macedone col brano “Pašona kolo” e tutta l’orchestra d’archi tra musica, grida e fischi si anima in una frenetica e vorticosa danza virtuale. Gran finale. Applausi.

Sempre calorosi e ispirati alla bellezza dell’arte come unico linguaggio di pace e fratellanza, i saluti iniziali di Maria Buonaguro, Presidente Amici dell’Accademia e di Marcella Parziale.

L’intervento divulgativo introduttivo “InfoSfera e InfoEntity” invece ha visto una riflessione di Aniello Cimitile sulla necessità di conoscere meccanismi e linguaggi della cosiddetta infosfera, e di stabilire dei nuovi principi etici, filosofici, sociologici, civili, di diritto, ecc. per poter sopravvivere dentro questa realtà attuale, dove noi viviamo, sommersi dalle informazioni. Noi, sia come fruitori sia come produttori di informazioni, siamo info-organismi che in relazione interdipendente con l’intelligenza artificiale partecipiamo alla costituzione di un intelligenza collettiva. Se non possediamo gli strumenti culturali, scientifici, tecnologici per muoverci al suo interno perdiamo il controllo delle nostre informazioni e dunque di noi stessi. L’alternativa è rimanere sconnessi, fuori dal mondo. Inquietante metafora della vita. (Monica Carbini)

Je sto vicino a te 67 una mega festa sold out con mascherine personalizzate

Una mega festa per Pino Daniele, quella che si è tenuta ieri sera al Teatro Palapartenope, sala gremita con 3.000 spettatori tutti con mascherina rigorosamente realizzata in esclusiva per l’evento Je Sto Vicino a te 67. Due ore e mezza di spettacolo serrato tra cantanti, musicisti d’eccezione e filmati inediti. In sala tra gli altri il sindaco Gaetano Manfredi, il Presidente della Camera di Commercio di Napoli Ciro Fiola, il Console Generale dell’Ucraina Maksym Kovalenko, l’Assessore Pier Paolo BarettaFabiola Sciabbarrasi seconda moglie di Pino Daniele e Cristina Daniele secondogenita del “Nero a metà”, Antonio Bassolino e la senatrice Anna Maria Carloni.

Al Palapartenope ieri si è consumato un rito alchemico, preceduto da un minuto di silenzio per le vittime della guerra. I conduttori Alessandro Greco e Daria Luppino hanno guidato i presenti in un viaggio sublime, accompagnati dai tanti amici del cantautore: Remo Anzovino ha eseguito al piano il tema di Ricomincio da tre, Ron accompagnato da un quartetto d’archi e dal Maestro Adriano Pennino al piano ha cantato Quando, Peppe Barra Cammina Cammina, mentre i Negrita si sono lanciati in una versione super ballabile di Je so’ Pazzo con Nello Daniele. Momento commovente di Nello Daniele quando accompagnato al piano dal maestro Antonio Annonna  interpreta Allora sì, a sorpresa la special guest Ivan Granatino duetta con  Nello Daniele in Yes I Know, Maurizio de Giovanni, invece legge un suo testo inedito in cui si chiede Pino come avrebbe interpretato la Napoli post pandemia. E poi ancora Francesco Baccini con Voglio di più, Cristina Donadio interpreta in maniera teatrale il testo di Stella Nera accompagnata da Saturnino, Andrea Sannino canta Terra Mia. Tra le clip proiettate, un meraviglioso video inedito di Giuliano Sangiorgi che interpreta Mal di te, e poi i saluti di Lina SastriMassimo Ranieri….Il finale inaspettato, tutti gli artisti sul palco compresi il direttore artistico Giorgio Verdelli, e il produttore Rino Manna a cantare Napul’è accompagnati dal maestro Antonio Sinagra. Per i curiosi di scoprire tutto ciò che accaduto sul palco ieri sera, l’appuntamento è fissato per la sera di Pasqua su Raitre.

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Recensione: “Pino Daniele Opera” al Teatro Trianon Viviani

di Annamaria De Crescenzo
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Il 19 marzo Pino Daniele avrebbe compiuto 67 anni. Il giorno precedente a questo speciale ricorrenza  speciale dell’artista ancora oggi amatissimo dal pubblico, venerdì 18 marzo, alle 21, il Trianon Viviani ha ricordato il cantante musicista compositore napoletano  con il concerto “Pino Daniele Opera”, che ha visto  la partecipazione di diversi musicisti, tra i quali alcuni dei   collaboratori storici del “Nero a metà”.

Il pubblico ha aderito con grande entusiasmo alla serata  diretta da Paolo Raffone, amico storico di Pino e arrangiatore di alcuni suoi brani, che l’ha ideata insieme al cantante interprete Michele Simonelli, per la produzione di Wing e Record M. e Simonelli che è stato accompagnato da un ensemble da camera di nove elementi Alessandro de Carolis (flauto), Marco Patierno (clarinetto), Alessia Viti (violino), Marco Traverso (viola), Giovanni Sanarico (violoncello), Cira Romano (arpa), Lorenzo Traverso (pianoforte), Eduardo Robbio (mandolino e mandoloncello) e Pasquale De Paola (batteria) e cinque special guests straordinari come  Rosario Jermano, Ernesto Vitolo, Antonio Onorato, Roberto Giangrande – in più occasioni a fianco di Pino – e Jerry Popolo.

« Pino Daniele Opera è un’opera cameristica in senso stretto nel segno del concertismo con un dialogo tra le voci degli strumenti. Non è un musical, ma un “concerto” vero e proprio” – spiegano Paolo Raffone e Michele Simonelli – e abbiamo fortemente voluto mantenere intatto il sentimento e l’anima dei brani di Pino».

Un viaggio emozionante per ritrovare, sotto una veste sonora inedita, tutte quelle suggestioni che si diffondono naturalmente dalle melodie e dai versi delle canzoni dell’Artista che ha riportato “Napoli” e la sua musica al centro dell’universo artistico nazionale ed internazionale.

Pubblicato discograficamente nel 2018, il progetto è stato presentato in luoghi come: Cortile della Reggia del Real Bosco di Capodimonte (NA), Maschio Angioino (NA), Chiostro di San Lorenzo Maggiore (NA), Chiesa di Santa Maria degli Angeli (CE), Villa Fiorentino (Sorrento), Teatro Augusteo (NA), Palazzo Donn’Anna Posillipo. (NA), Teatro Romano di Ostia Antica (RM).

Con gli arrangiamenti originali di Raffone, sono stati interpretati sedici tra i maggiori brani di successo del cantautore, che vanno cronologicamente da Napule è, dall’album Terra mia del 1977 – in cui Pino esprime appieno un profondo legame con la tradizione partenopea e mediterranea sia per le sonorità che per i testi – a Senza ‘e te, del 2001, contenuta nel cd Medina.

Sul palco tanta energia e tantissimo talento che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nella musica di Pino. La bellezza di questo progetto e’ che sul palco, nell’eseguire i vari brani si sono susseguiti i vari musicisti che hanno condiviso tante volte il palco con Pino come “nun ce sta piacere” con Jerry Popolo, “Maggio se ne va “  e “Chi tene o mare” con Antonio Onorato, “A testa in giu” e “Voglio di piu’ “, “Alleria” con Ernesto Vitolo, oppure con l’intera ensemble in brani straordinariamente interpretati come “Napule e’ “ , “A me mi piace o blues”, e nel finale del concerto stesso in una travolgene “Yes I Know my way “ applauditissima dal pubblico emozionato e felice per una serata di musica davvero strepitosa.

Recensione: Cinzia Tedesco in “Le donne del jazz”

Di Annamaria De Crescenzo

Foto di SpectraFoto:(http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento, sabato 5 marzo, della rassegna “VomeroSuona” ideata e realizzata da Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano, che dopo il grande successo del concerto con Mario Venuti, ha proposto, sempre nella sala dell’Auditorium Salvo D’Acquisto, il bellissimo Progetto di Cinzia Tedesco “Le donne del jazz”, accompagnata dal Maestro Pino Jodice al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Pietro Iodice alla batteria e Luigi Di Nunzio al sassofono.

Cinzia Tedesco è un talento naturale, una donna grintosa e con una presenza scenica affascinante e travolgente.

Cantante ma anche compositrice, interprete di musical e laureata con lode in Informatica, rappresenta appieno l’artista ‘a tutto tondo’, versatile e poliedrica, amante della ‘buona musica’. Quello che davvero l’appassiona è il talento che emerge dalla performance musicale senza pregiudiziali di stile o genere. Inizia a studiare chitarra classica e contemporaneamente si esibisce nei locali della Puglia spaziando tra il blues, il soul e la musica latina, un’esperienza fatta sul campo e che l’ha resa forte e padrona della scena. Dopo la Laurea, si trasferisce a Roma dove avviene l’incontro con il jazz, una musica che le consente di liberare la sua energia creativa ed interpretativa. Da allora tantissimi I progetti come “Verdi’s mood”, “Mister Puccini”, “Like a Bob Dylan”,  “Kings of pop in jazz” e “Le Donne del Jazz” che la vedono protagonista assoluta di concerti interessantissimi che ha portato in giro per l’Italia in diversi festival e rassegne jazz di altissimo livello.

Il Progetto presentato sul palco dell’Auditorium, un concerto molto desiderato da tempo come ha dichiarato la stessa cantante, emozionatissima ed elegantissima nel suo abito nero lungo, è stato un vero e proprio viaggio all’interno della musica di alcune tra le più grandi voci femminili del jazz di tutti I tempi da Ella Fitzgerald a Barbra Streisand.

Tutti I brani presentati sono stati arrangiati dal Mº Pino Jodice e sono stati anticipate da tanti racconti ed aneddoti riguardanti le donne protagoniste del Progetto stesso, racconti frutto di un intenso studio sul jazz che la stessa Cinzia Tedesco ha preparato con amorevole cura, arricchendo ogni storia con grande passione e grande partecipazione emotiva.

Cinzia ha una voce molto particolare e sul palco lo dimostra ampiamente fino ad emozionare il pubblico con la sua grande grinta e la sua fortissima ambizione di portare le emozioni che lei stessa prova nell’ascoltare e riproporre, in un modo molto intenso, la musica di donne che lei stessa ama profondamente.

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Recensione:  Mario Maglione al Teatro Trianon in “Napoli … in smocking “

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto: (http://www.spectrafoto.com)

Domenica 6 marzo, alle 18.00, Mario Maglione è stato il protagonista del concerto “Napoli… in smoking”, un viaggio attraverso la Canzone napoletana dai Murolo a Totò. Partendo da un omaggio a Fausto Cigliano, recentemente scomparso, lo chansonnier partenopeo propone un live intimo e suggestivo, con le più belle melodie degli autori e degli interpreti della canzone classica napoletana, come Ernesto e Roberto Murolo, Bovio, Tagliaferri, Totò, Taranto e Carosone.

Ad accompagnare Mario Maglione in questa prima assoluta al Trianon Viviani, Emidio Ausiello (percussioni), Sasà Pelosi (basso), Lorenzo dei Panama (tastiere) e Michele Cordova (mandolino e chitarra). La produzione esecutiva del concerto è di Magazzini di fine millennio.

Mario Maglione è uno dei migliori esponenti della canzone classica napoletana. Un interprete colto e raffinato dei nostri giorni, erede spirituale di Roberto Murolo, un figlio della nostra Terra, vincitore di numerosi premi, noto nell’ambiente della musica partenopea e non solo, infatti durante la sua carriera artistica ha più volte valicato i confini nazionali diffondendo la canzone classica napoletana in diversi paesi del mondo, profondo conoscitore di un repertorio senza tempo che ha  portato il pubblico nei vicoli di Napoli, nelle piazze, nei cortili dei palazzi, tra la gente, i colori, i profumi e la magia che solo la canzone napoletana sa evocare.

Brani e melodie che raccontano sentimenti Universali, un inno alla Vita e alla Speranza, un Patrimonio artistico e culturale immenso, apprezzato in tutto il mondo, canzoni che uniscono i popoli, un’eccellenza che ci appartiene da custodire, tutelare e valorizzare. 

Visibilmente emozionato e felice di fronte al pubblico, che nonostante l’anticipo dell’orario del concerto alle 18, scelto a causa della concomitanza con la partita del Napoli allo Stadio Maradona, era presente ad uno dei più bei concerti di musica classica napoletana al quale abbiamo assistito negli ultimi anni. L’atmosfera del concerto era proprio quella della quale abbiamo sempre più bisogno, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo dovuto superare negli ultimi due anni. Sentirsi a casa, grazie alla musica e alla voce, sempre splendida, del Maestro Mario Maglione fa davvero bene al cuore e anzi ci auguriamo che simili iniziative vengano riproposte più spesso e con una risposta da parte del pubblico ancora più forte in modo tale da consolidare e rafforzare il legame che c’è tra il popolo napoletano e la canzone napoletana e il Trianon che da sempre è il Tempio d’eccezione proprio della musica e della tradizione culturale di Napoli.

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Recensione: Nilza Costa Quartet ospiti di “Jazz e Baccala’ “

Di Annamaria De Crescenzo
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Grande successo per la quarta serata della VIII Edizione “Jazz & Baccala’” in programma da gennaio a maggio, per il concerto di Nilza Costa Quartet , composto da Nilza Costa voce, Daniele Sanimone chitarre elettriche e a sette corde, Roberto “RED” Rossi batteria, percussioni e vocali, Maurizicio Piancastelli tromba, effetti e tastiere , sul palco del Teatro Summarte venerdi 4 marzo per la presentazione del nuovo album “Le notti di San Patrizio”.

Nilza Costa è una cantante e autrice/compositrice brasiliana di Salvador De Bahia , città fortemente influenzata dalle tradizioni “afro”. La passione per la musica le viene trasmessa dalla nonna materna (di origine afroindigena) che accompagnandola alle feste Candomblé le permette di avvicinarsi alla cultura Yoruba, religione afro brasiliana, basata sul culto degli Orixas, divinità appartenenti originariamente alla mitologia dei popoli dell’ Africa Occidentale. In Brasile inizia ad esibirsi come solista del coro della Chiesa di San Lazzaro di San Salvador di Bahia.
Ma il suo percorso artistico comincia a dare i primi frutti in Italia, dove si trasferisce nel 2006.

La particolarità di Nilza Costa è unire i ritmi ancestrali d’Africa con le forme tradizionali della cultura musicale e religiosa brasiliane (quali il Candomblé, la Capoeira, Samba Duro, Maculel ê e la Cantigas de Roda), trasfigurandosi nel suo canto in un linguaggio artistico estremamente originale e improvvisato.
Queste tradizioni che provengono da tempi e luoghi diversi dal mondo, sono da lei filtrate con una spiccata attitudine sincretica grazie anche al contributo di musicisti Jazz di altissimo livello dei quali si avvale sia nella produzione che nei concerti.

Il concerto è stato un racconto musicale di tre mondi , Brasile/Africa/Europa, intriso di sonorita’ particolarissime che hanno letteralmente conquistato il numeroso pubblico presente in Teatro.

Grazie a Nilza e ai suoi bravissimi musicisti siamo riusciti a vivere un appassionante viaggio nella migliore World Music che contamina l’Afro-Jazz con Samba, Blues e ipnotiche atmosfere, grazie a canzoni che raccontano, con sentimento religioso, con malinconia, ma anche con speranza, il modo di vivere di uomini e donne lontani dalla propria terra, attraverso un mix di suoni della natura e di idiomi Afro-jazz e Yoruba. 

Prossimo appuntamento della VIII Edizione di Jazz e Baccalà venerdi 25 marzo con il concerto di Laura Taglialatela feat Logan Richardson “41st Parallel”

Info e prenotazioni:

Teatro Summarte Via Roma 15 Somma Vesuviana (NA)

http://www.summarte.it

081/3629579 – 393/5667597

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