Umbria Jazz 2018 : Paolo Fresu presenta “Lumina”

di Clementina Abbamondi

Paolo Fresu & Devil Quartet in “Carpe Diem” ad Umbria Jazz Spring 1 Terni

di Clementina Abbamondi

Il concerto di Paolo Fresu è stato un vero successo. Fresu ha presentato il suo ultimo disco “Carpe Diem” con la strepitosa formazione Devil Quartet I cui componenti sono autentici specialisti dei loro strumenti. Il risultato finale è una fusione di sonorità superiore alla somma dei singoli. Bravissimi Bebo Ferrara alla chitarra acustica, costruita appositamente per dare una sonorità unica, Paolino Della Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.

La regia di Fresu governa sapientemente una musica che rappresenta l’incrocio di stili e linguaggi diversi che si riescono ad amalgamare perfettamente. Eccezionale Stefano Bagnoli che ha suonato solo con le spazzole inserendosi perfettamente nel progetto del nuovo disco che è tutto acustico. Dal primo brano “In minore”, scritto da Paolo Fresu si è passati altri brani scritti dai vari artisti del quartetto. Bellissimo il brano dedicato a Giulio Libano grande amico di Fresu e grandissimo arrangiatore e compositore. Gli ultimi brani suonati in questo strepitoso successo sono stati “Carpe Diem” che dà il nome al cd, “Ballata per Rimbaud” scritto da Stefano Bagnoli e poiché ha detto Fresu”poiché è troppo breve, un paio di temi e subito finisce”hanno deciso di suonare un ultimo brano “Un posto al sole” la cui base musicale è stata utilizzata per creare un brano che fosse di sostegno per i lavoratori dell’Alcoa azienda sarda in crisi. Bravissimo Fresu che ha deliziato il pubblico presente in sala col suono melodioso e graffiante della sua tromba.

Il Jazz Italiano per le terre del sisma III Edizione: Un evento straordinario a favore della ricostruzione grazie al potere della Musica

Il potere della musica è straordinario: varca e travalica i confini legati a stati, ideologie e idiomi. (Franco Mussida)

È proprio ciò che è accaduto nella lunga maratona del jazz che ha attraversato quattro città, simbolo delle altrettanto quattro Regioni colpite dal sisma che ha provocato, in tempi diversi, ingenti danni materiali e non alle popolazioni di tali zone. Il Jazz Italiano si è totalmente mobilitato a favore di un evento unico nel suo genere che ha visto 750 musicisti impegnati in 140  concerti, iniziando dal 31 Agosto a Scheggino in Umbria, per passare poi al 1 settembre a Camerino nelle Marche, il 2 settembre ad Amatrice in Lazio, fino all’appuntamento conclusivo di domenica 3 settembre a L’Aquila in Abruzzo dove, per 12 ore, partendo dalle 11 di mattina con il concerto inaugurale di Peppe Servillo & Solis String Quartet nella splendida location della Fontana delle 99 Cannelle fino alle 2 di notte a conclusione del concerto serale svoltasi nel piazzale della Basilica di Collemaggio con artisti di grandissimo livello.

Il progetto,  coordinato e gestito da Associazione I-Jazz, Associazione Midj e Casa del Jazz con il contributo del Mibact ed il main sponsor SIAESocietà Italiana degli Autori ed Editori, ha avuto un successo strepitoso di pubblico e critica, raggiungendo nella sola città de L’Aquila più di 45 mila presenze, nonostante un clima freddo nelle ore serali dell’evento conclusivo.

Lo stesso Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha affermato: “Il jazz italiano per L’Aquila è stata una grande prova per la cultura, per la musica e per la città dell’Aquila.  Quando i riflettori sono accesi, tutti sono attenti, sensibili e motivati. Questa iniziativa dovrà servire a ricordare per L’Aquila e per i comuni colpiti dal terremoto l’anno scorso nell’Italia centrale, che la ricostruzione delle città passa attraverso la ricostruzione delle case, dei palazzi, delle strade, ma anche attraverso il riportare la vita in quegli stessi luoghi”

E ancora : “La musica jazz è diventata strumento di comunione e riflessione rafforzando così il messaggio universale della musica da intendersi come idioma capace di migliorare il mondo mostrando tutta la sua forza comunicativa e poetica. Dopo il successo di questa terza Edizione, così come lo sono state le precedenti due edizioni del 2015 e 2016, possiamo liberamente affermare che esiste il jazz pre l’Aquila e il jazz post L’Aquila. Da questa esperienza tutti noi, musicisti, organizzatori, addetti stampa ,operatori del settore tecnico e fotografi, che possiamo collaborare insieme in una sorta di ritrovata forza ed energia per poter creare eventi di solidarietà e di musica come questo”.

Sono le parole di un orgogliosissimo quanto emozionatissimo Direttore Artistico Paolo Fresu, sempre presente con il sorriso e la disponibilità verso tutti, pronto a rilasciare interviste, dichiarazioni, e foto con il pubblico  in ogni fase della maratona del jazz, a partire da Scheggino fino a notte inoltrata sul palco di Collemaggio. Paolo Fresu, insieme alla Presidente dell’Associazione Mdij Ada Montellanico, a Corrado Beldi  Vice Presidente dell’Associazione I-Jazz  e tanti altri organizzatori e volontari, non ha smesso un attimo di spostarsi, non solo nelle prime tre città di Scheggino, Camerino ed Amatrice, ma anche negli oltre 18  palchi sparsi per tutta la città de L’Aquila, assicurandosi, in prima persona, che tutto venisse seguito e si svolgesse nel miglior modo possibile, così come del resto era stato egregiamente programmato.

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Paolo Fresu e Uri Caine in “Two Minuettos” : un capolavoro Jazz per Sant’Elmo Estate 2017

Articolo di Annamaria De Crescenzo
Foto a cura di SpectraFoto
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Serate come quella di martedì 11 luglio sono straordinarie per coloro che ascoltano e amano la musica jazz di altissimo livello. Paolo Fresu e Uri Caine, assoluti protagonisti di un progetto che ha affascinato ed emozionato il pubblico che ha scelto di ascoltare uno dei concerti più belli degli ultimi tempi, all’interno di una location assolutamente fantastica come il Piazzale d’Armi del Castello di Sant’Elmo a Napoli per la rassegna “Sant’Elmo Estate  2017 ” organizzata dall’Associazione Napoli Jazz Club (diretta da Michele Solipano)  in collaborazione con l’Associazione Incroci Sonori.

La collaborazione tra Paolo Fresu e Uri Caine, iniziata dodici anni fa, è una delle più belle ed affascinanti che il mondo jazz abbia realizzato negli ultimi anni, decisamente diversa dalle tante collaborazioni che si ascoltano abitualmente visto che il timbro a tratti malinconico a tratti lirico di Fresu  ma sempre improntati su una ricerca stilistica che lo porta ad essere riconosciuto come uno dei trombettisti più importanti del panorama italiano ed internazionale si sposa perfettamente con lo stile unico del pianista innamorato dei temi classici quanto di quelli jazzistici rielaborati in uno stile decisamente inimitabile.

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