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Recensione : Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles concludono la XXV Edizione di Ethnos Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Non poteva concludersi che con un concerto strepitoso la XXV Edizione dell’Ethnos Festival come quello di Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles che hanno letteralmente conquistato il pubblico della Villa Vannucchi di San Giorgio a Cremano, protagonisti assoluti di un progetto unico come “Aguas”.

 Aguas riflette le prospettive di due generazioni di artisti cubani che vivono fuori dalla loro Madre Patria e interpretano le loro radici e tradizioni in un modo unico e raffinato. Le canzoni spaziano dal commovente all’esuberante, e sono l’espressione dell’eccezionale chimica musicale, della sensibilità poetica e dell’originalità dei due artisti. 

Il materiale utilizzato in Aguas è un mix coinvolgente e creativo delle radici Afro Cubane dei due artisti, di musica classica occidentale e jazz. L’album è dedicato all’acqua e specialmente a Oshun, la divinità dell’amore e signora dei fiumi nella tradizione Lucumi del retaggio Yoruba conosciuto come Santeria – una pratica spirituale importante per entrambi gli artisti. Come l’acqua è sinonimo di vita, energia, forza e spazio, la musica di questo album è ispirato dalle influenze più importanti dell’acqua – il suo potere nascosto, la sua infinita trasmutazione e la sua inarrestabile creazione. C’è anche una rappresentazione, per Omar e Yilian, dell’acqua come separazione da e nostalgia per la loro terra natia. In concerto, il rigoglioso pianismo di Omar Sosa si sposa anche perfettamente con le percussioni multicolori e multiformi (tamburi Bata, congas, bongos, quitiplas, maracas, guiro, piatti e altro) del percussionista venezuelano Gustavo Ovalles.

Omar Sosa
Uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il compositore e pianista cubano, classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale, dal forte sapore latino, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione. La carriera di Sosa incarna la mentalità aperta di un artista giramondo (ha vissuto nel nord e nel sud America, a Cuba ed in Spagna) e visionario, che ha lavorato incessantemente per cercare di costruire una visione musicale coerente e personale, davvero cosmopolita. Una ventina di dischi da leader in circa un quarto di secolo di attività professionale parlano da soli. Dentro una così nutrita ed interessante produzione musicale, vi sono ben sei album di piano–solo (l’ultimo, «Senses», è del 2014) – formula che ancor oggi forse predilige – ma anche  dei magnifici duetti con il trombettista Paolo Fresu – è un duo collaudatissimo il loro, di cui è appena uscito il terzo episodio discografico, «Eros» (2016) – qualche lavoro orchestrale e, negli ultimi tempi, anche il Quartetto Afrocubano, interamente composto da suoi connazionali, con cui nel 2015 ha inciso «Ilé», lavoro decisamente riuscito e suggestivo.

Yilian Cañizares
Classe 1980, nasce a L’Avana. Talento precoce, a soli sette anni viene ammessa alla prestigiosa Accademia di Musica Manuel Saumell per studiare violino. Nel 1995 vince una borsa di studio per perfezionarsi a Caracas, e due anni dopo ottiene l’ammissione ad un Conservatorio in Svizzera, dove si trasferisce. Ma la sua natura di artista curiosa ed onnivora la condurrà presto alla ricerca di nuovi sbocchi creativi. Decide così di iniziare a cantare, e guarda con grande interesse al jazz, trovando nel violinista Stéphane Grapelli un maestro cui ispirarsi. Forma un quartetto che chiama Ochumare, come la divinità Orisha degli arcobaleni, con cui vince nel 2008 un importante premio al festival jazz di Montreux. Con lo stesso gruppo incide anche i suoi due primi dischi, nel 2009 e 2011. Ma la fama internazionale arriva nel 2013, con l’album «Ochumare», il primo a suo nome. Il successo viene quindi confermato due anni dopo dal nuovo lavoro, «Invocaciòn» (2015). Il suo stile riflette una grande varietà di influenze, con tocchi di jazz, musica classica e musica cubana. Qualche critico ha parlato di un’orchestrazione jazz mescolata ad un rituale Yoruba. Yilian Cañizares canta in spagnolo, yoruba e francese, ed uno dei suoi tratti distintivi è proprio la naturale capacità di cantare e suonare il violino allo stesso tempo.

Gustavo Ovalles
Nato a Caracas nel 1967, come artista e professore ha viaggiato in tutto il mondo con i suoi strumenti tradizionali che includono maracas, culoepuya, quitiplas e bata drums. Con il pioneristico progetto di Omar Sosa Roots Trilogy, Gustavo ha calcato diversi importanti palchi in Europa, Giappone e Stati Uniti. Ha inoltre partecipato al l’album di Sosa Sentir, nominato ai Grammy. Attualmente vive un po’ in Francia e un po’ in Venezuela.

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Recensione: Anourar Brahem Trio ospiti della XXV Festival Ethnos

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)
traduzione di :Francesca Petrillo

Penultima serata della XXV Edizione di Ethnos Festival sabato 3 ottobre con uno straordinario trio sul palco allestito nel parco di Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano: Anouar Brahem Trio con Anouar Brahem all’ oud, Klaus Gesing al clarinetto basso e Björn Meyer al basso.

Nato nel 1957 ad Halfaouine, nel cuore della Medina di Tunisi, Anouar Brahem aveva dieci anni quando iniziò a studiare l’oud e in seguito proseguì il suo apprendistato con il grande maestro Ali Sriti. In un ambiente musicale arabo dove dominavano orchestre affollate, Brahem ha rivelato la sua personalità sfaccettata intraprendendo spontaneamente una missione personale per riportare l’oud allo status di uno strumento solista emblematico nella musica araba, mentre allo stesso tempo rompe con la tradizione nel suo lavoro di compositore integrando elementi di jazz e altre tradizioni musicali orientali e mediterranee nelle sue nuove opere.  Nella sua musica che rifugge dall’orientalismo nostalgico, combina le diverse qualità modali delle tradizioni arabe orientali e occidentali con complesse improvvisazioni. Nel 2010 ha ricevuto un Echo Jazz Award per la sua maestria sull’oud, lo strumento che nelle sue dita, diventa una naturale estensione della sua anima.  Anour Brahem si esibisce sotto l’etichetta ECM di Manfred Eicher, con la quale ha pubblicato otto album, tutto molto particolari e suggestivi nel loro genere.

La serata dell’Ethnos Festival è stata l’occasione, unica e rara, di poter ascoltare ed apprezzare questo artista che come ha affermato lo stesso Direttore Artistico Gigi Di Luca nella sua presentazione è stato un vero e proprio miracolo poterlo avere sul palco di Ethnos in quanto sempre in giro per il mondo per i suoi concerti , ed è stato un segno importantissimo poter affidare una serata ad un Artista cosi delicato e poetico in un momento di grande incertezza e di grande crisi per il mondo della musica e delle Arti in generale provocato da questa terribile pandemia che ci ha travolto da febbraio scorso. Come diceva lo stesso Di Luca :” Mai come in questo momento è importantissima la musica di Anouar Brahem, che ci riporta a sentimenti di quiete, dolcezza, di serenità perché è proprio questo di cui abbiamo piu bisogno oggi per trovare la forza per resistere e vincere su questa grande angoscia che ognuno di noi sta vivendo in questo momento”.

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Recensione: Maarja Nuut ospite della XXV Edizione del Festival Ethnos 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Terzo appuntamento della XXV Edizione Ethnos Festival 2020 venerdi 2 ottobre alla Villa del Parnaso di Torre Annunziata con una delle artiste più innovative e più creative degli ultimi anni della scena musicale internazionale : Maarja Nuut.

Il festival Ethnos, programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec, è organizzato da La Bazzarra, con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a CremanoPorticiErcolanoTorre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

Maarja Nuut è una cantante, violinista, artista elettronica e compositrice il cui lavoro abbraccia una vasta gamma di mondi musicali. Di formazione classica e alunno di diverse prestigiose scuole e istituzioni di musica, da allora ha approfondito una serie di generi disparati: musica classica Hindustana mentre studiava a Nuova Delhi, suoni e danze estoni, ricerca etnomusicologica e, più recentemente, i limiti esterni di looping e suoni elettronici. Alimentata dal suo istinto e dalla sua curiosità, tale esplorazione nasce da un bisogno interiore e dal desiderio di sondare il linguaggio musicale, le tecniche e le qualità espressive di ogni mondo, elementi che vortica nella sua arte ipnotizzante. 

Irrequieta creatività, Nuut è sempre stata interessata alla narrazione e a ciò che il passato può dirci sul futuro; per lei, i miti forniscono punti di connessione con il mondo moderno e gli sconvolgimenti sociali. Dall’uscita del suo disco di debutto Soolo nel 2013, ha ricevuto ampi consensi dalla critica insieme a numerosi premi e ha girato il mondo più volte come solista. Conosciuta per le sue esibizioni dal vivo avvincenti e spesso ipnotiche, ha anche collaborato con numerosi artisti come Sun Araw, l’Estonian Chamber Choir Sireen, Kristjan Järvi, Kiya Tabassian, Howie B e Hendrik Kaljujärv AKA Ruum tra gli altri. Il suo primo album con quest’ultimo, Muunduja , è stato pubblicato nell’ottobre 2018 per l’etichetta britannica 130701 e il secondo album, world inverted, è stato rilasciato a settembre in collaborazione con la casa discografica estone õunaviks. 

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Recensione: Aynur Doğan arriva in Campania alla XXV Edizione di Ethnos 2020

di Francesca Petrillo

Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

 

Giovedì 1 Ottobre alle ore 20. 30 si è esibita l’artista curda Aynur Doğan presso la suggestiva Villa Campolieto in occasione del 25esimo anniversario del festival Ethnos. L’atmosfera è stata resa ancora più magica grazie alla presenza di Xavier Torres Vicente (pianoforte) e di Sjahin During (percussioni). 

L’evento, il secondo del programma di quest’anno,dopo lo strepitoso successo del concerto dei Violons Barbers al Mav di Ercolano,   un anno importante per Ethnos visto che è la XXV edizione di tale manifestazione,  è stato organizzato da La Bazzarra e Scabec,  programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec,  con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

 Aynur Doğan è una delle voci più importanti del panorama musicale curdo. Il suo straordinario stile vocale e il successo che ha riscosso finora le hanno permesso di diventare una rappresentante del popolo curdo in Turchia. Vincitrice del Mediterranean Music Award nel 2017 nella categoria Donne del Mediterraneo, ha presentato in esclusiva il suo settimo e ultimo capolavoro discografico Hedûr (conforto), registrato tra Istanbul e Amsterdam,  il primo che vede Aynur Doğan anche in veste di produttrice, arrangiatrice e compositrice.

Quasi trent’anni fa Aynur Doğan lasciava la piccola cittadina di montagna Çemişgezek, nella provincia di Dêrsim, nella parte orientale dell’Anatolia, per trasferirsi ad Istanbul. Lì ebbe la possibilità di formarsi e studiare il saz nella prestigiosa accademia musicale Arif Sağ Müsik. A partire da “Seyir”, pubblicato nel 2002, ogni nuovo lavoro ha mostrato la sua capacità di indagare e cantare le tradizioni curde mettendole in dialogo con le diverse influenze che attraversano l’Anatolia e il mondo musicale contemporaneo, in un processo di apertura musicale.

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Recensione: I Violons Barbares inaugurano la XXV Edizione di Ethnos Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Come ogni anno, torna l’attesissimo appuntamento annuale di Ethnos, il festival internazionale della musica etnica, ideato e diretto da Gigi Di Luca, arrivato alla sua 25esima Edizione e che anche quest’anno porterà sui palchi dei 5 Comuni interessati dal progetto, dal 26 settembre al 4 ottobre 2020,  musicisti e artisti internazionali provenienti da Francia, Bulgaria, Mongolia, Marocco, Turchia, Estonia, Germania, Svezia, Tunisia, Cuba e Venezuela, tutti con stili musicali diversissimi tra loro ma tutti di grande talento e di unicità nel loro genere che, ne siamo sicuri, come ogni anno, saranno protagonisti assoluti di serate che resteranno nel cuore del numerosissimo pubblico che ogni anno aspetta con emozione e interesse le proposte di Gigi Di Luca, scelte artistiche che sono frutto delle sue innumerevoli partecipazioni a Festival musicali in tutto il mondo che gli permettono di conoscere musicisti di altissimo livello artistico e giovani talenti che anche quest’anno conquisteranno il pubblico campano.

Il festival Ethnos, programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec, è organizzato da La Bazzarra, con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a CremanoPorticiErcolanoTorre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

Le serate del Festival saranno anticipate dalle esibizioni dei vincitori del Gener/Azioni 2020, la sezione del Festival Ethnos dedicata ai giovani artisti under35, che quest’anno ha visto nelle scorse settimane partecipare decine e decine di progetti in 5 categorie come musica, teatro, cinema, danza e arte visiva mettendo in luce tantissimi giovani talenti di altissimo valore.

Quest’anno diverse difficoltà, sia per il rispetto delle norme anticovid che per le avverse condizioni meteorologiche, hanno costretto lo stesso Gigi Di Luca e tutto il preziosissimo e instancabile staff del Festival a cambiare, in tempi record, la location che avrebbe dovuto ospitare il primo concerto del 26 settembre. In poche ore, con diversi aggiornamenti sulla loro pagina social FB, è stato implementato un apposito link sulla pagina di Evenbrite per la prenotazione online al concerto ed è stata cambiata la location spostando il concerto da Ville Delle Ginestre di Torre Del Greco alla sala del MAV di Ercolano. E come spiegato dallo stesso Direttore Artistico ad inizio concerto, non è stata la sola difficoltà incontrata nell’organizzazione del Festival visto che lo stesso gruppo dei Violons Barbares protagonisti della serata in arrivo da Francoforte siano stati dirottati, causa maltempo, all’arrivo su Capodichino all’aeroporto di Bari, creando non poche difficoltà al Trio che invece ha accolto il cambio programma con il sorriso e un’incredibile forza di volontà derivato dal desiderio di portare la propria musica al pubblico di Ethnos che lo attendeva con grande emozione.

Il concerto dei Violons Barbares è stato anticipato dalle parole di Gigi Di Luca che ha illustrato il programma, spiegando appunto che nonostante le difficoltà per il delicatissimo momento di emergenza sanitaria che sta creando numerosissimi problemi al settore artistico, non hanno voluto assolutamente rinunciare a questa importantissima edizione , la 25esima, di Ethnos che riparte proprio da dove è nato nel 1995, nel cosiddetto “miglio d’oro” come scelta importante e simbolica di una “ripartenza” “con lo stesso entusiasmo di allora, per testimoniare come le scelte artistiche di Ethnos sono sempre di altissima qualità e portano davvero al pubblico un “pezzo” del mondo musicale internazionale che  è unico nel suo genere e che, trattandosi di concerti in esclusiva, non possono essere ascoltati altrove.

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Ethnos 25 Festival Internazionale della Musica Etnica XXV edizione

Ethnos 25

Festival Internazionale della Musica Etnica

XXV edizione

26 settembre – 4 ottobre 2020

 1995-2020: 25 anni di musica dei popoli ai piedi del Vesuvio

Ethnos, festival internazionale della musica etnica, ideato e diretto da Gigi Di Luca compie 25 anni e torna anche quest’anno, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, con un programma itinerante che coinvolge 5 comuni della provincia di Napoli. Dal 26 settembre al 4 ottobre 2020 per la XXV edizione si alterneranno in alcune tra le più prestigiose ville vesuviane musicisti e artisti internazionali provenienti da Francia, Bulgaria, Mongolia, Marocco, Turchia, Estonia, Germania, Svezia, Tunisia, Cuba e Venezuela. Tra i nomi più attesi e in esclusiva: Anouar Brahem, AynurOmar Sosa e Yilian Canizares.

Il festival Ethnos, programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec, è organizzato da La Bazzarra, con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a CremanoPorticiErcolanoTorre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

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Lúcia de Carvalho in concerto alla XXIV edizione di Ethnos 27 settembre a Villa Vannucchi

ETHNOS FESTIVAL XXIV edizione

presenta

LÚCIA DE CARVALHO

 

Venerdì 27 settembre 2019 ore 20.30

Villa Vannucchi – San Giorgio a Cremano

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

 

Lúcia de Carvalho in concerto alla XXIV edizione di Ethnos, festival internazionale di musica venerdì 27 ottobre a San Giorgio a Cremano. L’artista angolana si esibirà a Villa Vannucchi alle 20.30, accompagnata da Edouard Heilbronn (chitarra, coro) e Lionel Galonnier (batteria, percussioni, coro).

Origini angolane, infanzia portoghese e adolescenza francese, sono gli elementi che costituiscono l’esperienza umana e artistica di Lúcia de Carvalho, una storia meticcia dove convivono le radici africane, la passione per la musica brasiliana e portoghese, ma anche l’incontro con sonorità moderne come il reggae, il funk e il pop. Continua a leggere

Ndileka Mandela ospite del Festival Ethnos conferenza stampa al Mercadante (Na)

 

di Francesca Petrillo

La politica è quasi come un matrimonio, deve basarsi sul concetto di dialogo e rispetto“.

sono state queste le prime  parole della nipote primogenita di Nelson Mandela, Ndileka Mandela,  per la prima volta in Campania, durante l’incontro con  la stampa il 24 settembre presso il teatro Mercadante,  su invito di Gigi Di Luca, direttore artistico del Festival Ethnos, per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e delle identità culturali, oltre che per il suo impegno sociale, e di temi come quelli dell’importanza dell’istruzione e dell’educazione, accanto alla lotta, profondamente sentita, contro la violenza sulle donne. Non a caso sono questi i valori tramandati dal nonno, al quale la nostra protagonista era molto legata e con il quale condivide molti valori e molti principi tra i quali “unità e compromesso, soprattutto con coloro che la pensavano diversamente da lui“.

L’attivista sudafricana ha dichiarato di essere propugnatrice dell’eguaglianza dei cittadini (“Siamo tutti uguali“) e della libertà di espressione, e di essere profondamente legata anche al pensiero politico e culturale di Miriam Makeba la quale cercò di trasmettere questi valori attraverso la musica. Per Ndileka Mandela, anzi la musica e’ un valido mezzo comunicativo delle proprie idee, affinché si comunichi e non giudicare, solo così si potrà cercare un modo per risolvere i problemi sociali che ci sono ” (“Se non c’è rispetto reciproco, non si può dialogare e se non si dialoga non si arriva a una soluzione comune“).

Mandela si e’ sottoposta alle tante domande poste dalla stampa con gentilezza e massima disponibilita’, visibilmente emozionata e felice di tale incontro e soprattutto orgogliosa del Premio Ethnos che le sara’ consegnato martedi 24 settembre alle ore 19 alle Fonderie di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano.

Subito dopo, in occasione del centenario della nascita del nonno e del 10 ̊ anniversario della morte di Miriam Makeba, presso la Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano alle ore 20.30 si terrà uno spettacolo intitolato “MA.MA.Le voci di un sogno“, uno spettacolo di teatro, musica e danza che omaggia le figure di Nelson Mandela e Miriam Makeba e si fa portavoce dei loro messaggi di attivismo pacifista, rispetto dei diritti umani, diffusione dei valori della solidarieta’ e dell-accoglienza. Fortemente voluto, ideato e diretto dallo stesso Gigi Di Luca, e’ un progetto artistico che ha coinvolto piu’ di 22 migranti selezionati dallo stesso Di Luca ed artisti professionisti che hanno seguito le varie fasi della progettazione dello spettacolo con enorme partecipazione ed impegno e che si concludera’ a novembre a Castevolturno con una serata ideata appositamente per omaggiare simbolicamente e spiritualmente Miriam Makba a 10 anni dalla sua morte .

 

Ethnos Festival Internazionale Musica Etnica XXIII Edizione dal 20 settembre al 2 ottobre

ETHNOS

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA ETNICA

 LA XXIII EDIZIONE DAL 20 SETTEMBRE AL 2 OTTOBRE 2018

 

Con il concerto del trio Omar Sosa, Seckou Keita e Gustavo Ovalles, in programma a Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (Napoli), giovedì 20 settembre alle ore 20:30, inizia la XXIII edizione di Ethnos, festival internazionale di musica etnica. Fino al 2 ottobre, in sei comuni della provincia di Napoli, dal Vesuvio alla costa Flegrea, il festival ideato e diretto da Gigi Di Luca accoglierà artisti, musicisti e danzatori provenienti da Algeria, Capo Verde, Canada, Cuba, Iran, Libano, Marocco, Palestina, Senegal, Siria, Sudafrica, Togo e Venezuela. Oltre che da Belgio, Francia, Spagna e Italia, in particolare dal Meridione. Una grande festa dell’incontro, della contaminazione e dell’accoglienza tra musica, arte e intercultura dedicata quest’anno al continente africano.

L’evento, ideato da La Bazzarra e organizzato dal Comune di San Giorgio a Cremano, è finanziato dall’Assessorato allo Sviluppo ed alla Promozione del Turismo della Regione Campania (fondi POC 2014-2020), con il partenariato dei comuni di Bacoli, Casandrino, Torre Annunziata, Trecase e Volla.

Tra gli ospiti in cartellone: il quartetto del cantante, polistrumentista e sciamano musicale Arsène Duevi con ospite il trombettista Giovanni Falzone (21/9 a Trecase), il gruppo di ballerini folcloristici mediorientali Watan Dabke Group e il concerto folk di Taraf de Funicular (22/9 a Volla), il cantautore parigino Sandro Joyeux e l’ironico folk al femminile della Banda della Ricetta (23/9 a Volla), l’ensemble Arenaria diretto da Mario Crispi (24/9 a Casandrino), il progetto Caracas di Stefano Saletti e Valerio Corzani (25/9 a San Giorgio a Cremano), il sound rai algerino di Sofiane Saidi & Mazalda (26/9 a Torre Annunziata), l’incontro poetico fra kora, archi e strumenti persiani di Ablaye Cissoko con l’Ensemble Costantinople (27/9 a Torre Annunziata). E ancora, lo spettacolo dello scrittore e poeta Erri De Luca con il Canzoniere Grecanico Salentino (28/9 a San Giorgio a Cremano), la fusione del jazz con la musica Gnawa dei Gabacho Maroc (29/9 a Bacoli), il festoso concerto della capoverdiana Elida Almeida tra batuque, funaná, coladera e tabanka, per la chiusura del festival il 2 ottobre a San Giorgio a Cremano.

Anche in questa edizione continua l’esperienza del Premio Ethnos, istituito due anni fa per dare un riconoscimento ad artisti, intellettuali e scrittori che hanno saputo interpretare al meglio lo spirito della tradizione attraverso la contaminazione ed il cambiamento sociale. Dopo Peppe Barra (nel 2016) e lo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun (nel 2017), quest’anno il premio viene assegnato a Ndileka Mandela. L’attivista sudafricana per i diritti delle donne, nipote di Nelson Mandela, ritirerà il premio martedì 25 settembre alle ore 19 alle Fonderie di Villa Bruno (San Giorgio a Cremano).

A seguire, alle ore 20.30 a Villa Vannucchi, andrà in scena  lo spettacolo teatrale “Le Voci Di Un Sogno” – tributo a Nelsion Mandela e a Miriam Makeba, con artisti e musicisti immigrati, drammaturgia Davide Sacco e la regia di Gigi Di Luca, unico vincitore in Campania del bando MigrArti.

Il festival, inoltre, prevede un serie di percorsi di valorizzazione e riscoperta del territorio attraverso itinerari naturalistici sui sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio, visite guidate agli Scavi di Oplonti, alle Terme Vesuviane, a Villa Parnaso, al Museo archeologico dei Campi Flegrei, al Parco archeologico delle Terme Baia, al Museo del Corallo e alla città sommersa di Baia. Previsti, come consuetudine, anche workshop e laboratori, incontri, stage di danza e percussioni.

Novità assoluta di quest’anno è la nuova sezione dedicata ai giovani artisti under 35. Grazie al contributo della SIAE – progetto Sillumina, infatti, Ethnos apre le sue porte alle nuove realtà della musica etnica, folk e di ricerca ospitando il progetto Ethnos Gener/Azioni (22 settembre).

 

Nato nel 1995 con l’intento di recuperare le arcaiche tradizioni dell’area vesuviana, il Festival Ethnos  anno dopo anno ha allargato il suo raggio d’azione diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e uno tra i festival di world music più importanti e attesi d’Italia. Tra gli artisti ospitati in questi vent’anni ricordiamo Miriam Makeba, Gilberto Gil, Mercedes Sosa, Rokia Traorè, Ryūichi Sakamoto, Khaled, Dulce Pontes, Buena Vista Social Club, The Cheftains, Bombino, Oumou Sangaré, Fatumata Diawara. Oltre a grandi nomi del panorama musicale italiano come Ivano Fossati, Angelo Branduardi, Enzo Avitabile, Vinicio Capossela, Teresa De Sio, Mauro Pagani, Eugenio Bennato, Elena Ledda, Moni Ovadia, Nuova Compagnia di Canto Popolare, solo per citarne alcuni.

Tutti gli eventi in programma sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.
INFO E CONTATTI:

www.festivalethnos.itwww.facebook.com/EthnosFestival

 La Bazzarra, tel. 081 882 3978 – 327 316 8292

 

Lura al Festival Ethnos XXII Edizione: il ritmo travolgente di Capo Verde

Di Annamaria De Crescenzo
Foto by SpectraFoto
Ethnos_Lura_Villa Vannucchi_SpectraFoto_16-9-2017

Il Festival Ethnos giunto quest’anno alla XXII Edizione, è una delle manifestazioni artistico-culturali più interessanti del panorama musicale e non solo della nostra Regione. Progetto co-finanziato dalla Regione Campania, e diretto magistralmente dal Direttore Artistico Gigi Di Luca, coadiuvato da bravissimi collaboratori come Chiara Savelli (coordinamento organizzativo), Gaetano Petronio (Ufficio stampa nazionale), Umberto di Micco (ufficio stampa regionale), Giulio Di Donna (social media manager e Comunicazione) annovera quest’anno, oltre al Comune di San Giorgio come Comune organizzatore, altri Comuni partner come Bacoli, Casandrino, Massa Lubrense, Somma Vesuviana che ospiteranno, di volta in volta, i dieci eventi che, dal 16 settembre al 1 ottobre, ospiteranno artisti di rilievo internazionale, vere e proprie icone di mondi e culture lontane ma di grandissimo fascino e importanza artistica in siti di interesse storico-architettonico di estrema bellezza.

La bellezza e la forza di Ethnos sono proprio queste: scegliere, grazie alle straordinarie doti del Direttore Artistico Gigi Di Luca dei veri e propri talenti della musica etnica, in un intreccio di musica, danza, teatro e valorizzazione del territorio grazie ad un intenso programma di itinerari naturalistici e visite guidate ad alcuni tra i più bei musei, Chiese, Parchi archeologici e Catacombe del territorio napoletano, oltre, altra novità di quest’anno, a intrecciare al canto anche performance di altissimo livello di danza e teatro. Una vera e propria immersione della cultura degli altri popoli, senza trascurare le nostre radici storiche-ambientali-culturali che ha reso il Festival Ethnos uno dei festival della musica più importanti e di successo d’Italia, permettendo al pubblico napoletano e non solo di conoscere e apprezzare la migliore musica etnica del mondo.

Lo stesso Direttore Artistico Gigi Di Luca ha evidenziato che “Il Festival Ethnos si conferma come grande evento che integra la valorizzazione del territorio con la scoperta di nuove culture. Lo definirei quest’anno ” Festival del Golfo “, in quanto tocca gli estremi luoghi di una terra bagnata del mare e si estende da Bacoli a Massalubrense mantenendo però il baricentro vulcanico nell’area vesuviana e nel comune di San Giorgio a Cremano con concerti ed eventi collaterali  anche a Somma vesuviana, Casandrino, Napoli e Torre del Greco. 7 concerti, 1 spettacolo di danza, 1 premio Ethnos, 2 stage , itinerari e visite guidate per una conoscenza ulteriore di patrimoni nascosti. Ecco la XXII edizione di un festival storico ed atteso che guarda alla crescita civile e culturale e allo sviluppo turistico con la partecipazione di artisti in esclusiva italiana e regionale. La manifestazione rinnova la sua tradizione guardando a culture lontane da noi. E’ stato svolto un attento lavoro di selezione e di ricerca di artisti affermati in campo musicale e capaci di affascinare il pubblico esprimendo la propria identità culturale attraverso la musica, la danza,  la scrittura, per un festival sempre più multidisciplinare. In 22 anni anni probabilmente siamo riusciti, attraverso inedite performance, ad aiutare a superare stereotipi e pregiudizi di cui spesso alcuni popoli sono vittime. Abbiamo scelto di dedicare uno spazio maggiore alle donne che provengono da territori retrogradi, dove non esiste emancipazione femminile e la sottocultura spadroneggia. Inoltre si rafforza il Premio Ethnos che per la seconda edizione verrà consegnato allo scrittore e giornalista franco- marocchino Tahar Ben Jelloun, un premio che vuole essere un riconoscimento verso chi nella sua opera creativa, artistica e sociale ha saputo tracciare da buon conoscitore del mondo mediorientale ed europeo, un ponte tra le differenze, raccontando con i suoi libri la bellezza che vive in ogni cultura”.

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