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New Conversations – Vicenza JazZ XXV Edizione : Aggiornamento programma

XXV Edizione

1-10 luglio 2021

COMUNICATO STAMPA

New Conversations – Vicenza Jazz giunge nel 2021 a un’edizione in qualche modo storica: è la venticinquesima e segna il ritorno dopo la chiusura dovuta alla pandemia. Un anniversario ‘recuperato’ che si svolgerà nel segno di numerose novità. Per la prima volta il festival si terrà in estate, dall’1 al 10 luglio. Molte delle scenografie per i live saranno all’aperto, alcune inedite nella geografia della manifestazione: da Parco Querini al Chiostro di Santa Corona, il Giardino del Teatro Olimpico, il Tempio di San Lorenzo, Palazzo Chiericati, la Basilica Palladiana, Palazzo Leoni Montanari, l’eterno Teatro Olimpico e il Teatro Comunale.

All’interno di una straordinaria varietà di stili, gusti e proposte, immaginate dalla direzione artistica di Riccardo Brazzale, nel programma di Vicenza Jazz 2021 emergono alcuni temi conduttori ben definiti: dal gemellaggio artistico con la Norvegia (con Nils Petter Molvær Rebekka Bakken tra gli altri), allo spazio particolarmente ampio dedicato ai giovani musicisti e agli artisti italiani (tra i quali spicca Paolo Fresu con Petra Magoni). Le presenze di Brad Mehldau, Gonzalo Rubalcaba e Fred Hersch fanno invece emergere la vocazione per il jazz internazionale più prestigioso, lanciando un nuovo percorso di ascolti: quello dedicato ad alcuni dei più importanti pianisti in attività.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2021 è promosso dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz. Acqua Recoaro è sponsor tecnico del festival.

NorveJazz

Per le prime quattro giornate del festival, Vicenza sarà un avamposto della scena musicale norvegese.

La Scandinavia è sempre stata una terra ricettiva nei confronti della musica afroamericana, in tutte le sue storiche espressioni, dallo stile classico allo swing, il bop e le sue evoluzioni. La scena locale non ha tardato ad appropriarsi del vocabolario jazzistico e, ormai da diversi decenni, lo ha integrato nella propria sensibilità nordica. Improvvisazione e forme jazzistiche si sono così fuse con sonorità terse e contenuti tematici dalla cantabilità quanto mai idiomatica. E una rigogliosa scena underground prepotentemente votata al modernismo e alla tecnologia sonora si è affiancata al mainstream acustico.

In quattro concerti, sempre al Teatro Comunale, Vicenza Jazz 2021 riuscirà a cogliere tutte queste diverse espressioni, importandole direttamente dalla Norvegia: il trombettista Nils Petter Molvær è l’alfiere di un nu-jazz ad alto tasso tecnologico (1 luglio); il sassofonista Trygve Seim con il suo “Helsinki Song” si dimostra erede dello stile più soave di Jan Garbarek (il 2, in una serata che vedrà svolgersi anche la finale dell’Olimpico Jazz Contest, con i sassofonisti Giovanni Fochesato, Michele Tino, Matteo Zecchi); il gruppo della cantautrice Rebekka Bakken sfoggia delle irresistibili atmosfere rétro (il 3); i Red Kite fanno confluire le esperienze più sperimentali del jazz e il rock anni Settanta in una moderna sintesi progressive jazz (il 4).

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Recensione: Sergio Cammariere in “Sannio Jazz Fest 2021”

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Dopo una lunga attesa, dovuta al fermo di tutte le attività culturali causa covid, ritorna la grande musica live nell’ambito del Sannio Jazz Fest 2021 organizzato da Napoli Jazz Club di Napoli e diretto da Michele Solipano, venerdì 18 Sergio Cammariere è tornato ad esibirsi al Teatro Romano di Benevento, in una serata di grandissimo successo di critica e di pubblico.

Talentuoso, riservato e sensibile, una carriera trentennale, undici album da cantautore, venti colonne sonore per il cinema, dodici premi internazionali, collaborazioni con grandi nomi della musica italiana, Premio Tenco nel 2002 con “Dalla pace del mare lontano”, e terzo posto a Sanremo 2003 con “Tutto quello che un uomo”, oggi Cammariere continua a regalare emozioni attraverso le sue sonorità raffinate e intense. Dopo  “La fine di tutti i guai” del 2019 ha pubblicato recentemente un album composto da  brani strumentali dal titolo “Piano Nudo”, un bellissimo progetto, un disco coraggioso in quanto non sono tanti i cantautori che pubblicano album strumentali ma Sergio Cammariere è anche uno straordinario pianista jazz e così, dopo la pubblicazione di “Piano” del 2017, primo disco di solo pianoforte, e avendo continuato a comporre, editare, ascoltare da lontano, suonare, e registrare nuovi brani strumentali ha pensato, a giusta ragione, di pubblicare un secondo album che, ne siamo certi, sarà un autentico successo.

Carico di umanità, stile, classe ed eleganza di altri tempi, Cammariere è capace di emozionarsi ancora nonostante tanti anni di attività professionale e di coinvolgere ed emozionare il pubblico presente nell’arena del Teatro Romano di Benevento con la sua Musica d’Autore.

Insieme ai musicisti che lo seguono ormai da anni, Luca Bulgarelli (contrabbasso) e Amedeo Ariano (batteria) ha presentato alcuni dei suoi più grandi successi della sua carriera artistica.

Sergio Cammariere arriva puntuale sul palco allestito con grande sapienza scenica e luci d’effetto puntate sulla bellezza artistica del Teatro che diventa esso stesso scenografia naturale del concerto stesso, nella sua inarrivabile eleganza e con quel suo portamento elegante che lo rende un uomo di grande fascino oltre che meraviglioso poeta grazie alle sue canzoni che spesso sono ispirate a sentimenti importantissimi come l’amore e l’amicizia.

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Recensione: Maurizio Capone & BungtBangt ospiti di “Campania Teatro Festival 2021”

di Annamaria De Crescenzo 
Foto: Mario Catuogno di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Sabato 19 giugno atmosfera adrenalinica per il tanto desiderato concerto di Maurizio Capone & BungtBangt all’Anfiteatro di Avella, concerto organizzato nell’ambito del Campania Teatro Festival che quest’anno presenta un ricchissimo programma composto da 150 eventi all’aperto e in sicurezza tra prosa, musica, mostre, letture, oltre a tante altre attività durante le varie giornate della rassegna.

Finanziato dalla Regione Campania ed organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival sotto la direzione artistica di Ruggero Cappuccio il Campania Teatro Festival è una vera e propria “rivoluzione artistica” in un momento storico difficilissimo nel quale abbiamo un bisogno incredibile di musica, teatro, cultura e arte.

Maurizio Capone & BungtBangt tornano sul palco, dopo un anno di forzato “esilio” dai live causa covid, in un concerto, che come nel loro stile, ha messo insieme l’energia incredibile e la forza coinvolgente della loro musica che è pura esplosione di gioia. Lo spettacolo guidato dalla sapiente regia di Raffaele Florio dal titolo “Come suona il caos è una vera e propria pièce musicale con i maggiori successi dello storico collettivo di musicisti eco-ambientalisti.

Lo stesso Maurizio Capone, leader della band, ha cosi sottolineato il loro ritorno sul palco: “Un ritorno alla vita, è questa la sensazione che abbiamo nel tornare a fare concerti. Non a caso si dice “suonare dal vivo”, e noi saremo vivi come non mai. Abbiamo lavorato tanto a questo nuovo concerto con l’obiettivo, e la speranza, di poter fare un lungo tour. Saranno due concerti nei quali vogliamo ritrovare il contatto tra le nostre canzoni e la nostra anima da performer concependoli come una festa dove tutti si potranno divertire in modo spensierato e consapevole. Vogliamo che il pubblico assista a qualcosa di unico che solo noi con le nostre caratteristiche possiamo creare. Sarà la nostra firma su un’estate di rinascita che auguriamo a tutta l’Italia ed all’intero pianeta!

Le emozioni scaturite da un concerto cosi particolare sono davvero difficili da raccontare, ad iniziare dalle emozioni di vedere il pubblico arrivare, piano piano, a riempire tutto lo spazio allestito all’interno dell’Anfiteatro di Avella, in pieno rispetto delle norme anticovid stabilite per i concerti all’aperto, fino all’arrivo sul palco della band capitanata da Maurizio Capone alla voce, percussaglie, scopa elettrica, Mr.Paradais scatolophon, basso da ponte e percussaglie, Maestro Zanella buatteria, Horus tubolophon, mazzimba e percussaglie. 

Maurizio Capone, napoletano di sangue e nel sangue, inizia la sua attività artistica negli anni ‘80 accostandosi al jazz militando nella formazione rock dei 666 pur collaborando con altri artisti, tra cui Pino Daniele (produttore del gruppo), Phil Manzanera, Eugenio Bennato, Tony Esposito, Roberto Murolo e Alan Sorrenti.

Nel 1993 con l’album “Capone” comincia la sua carriera da solista che lo porterà ad essere uno tra i musicisti più originali del panorama italiano, un creativo che produce musica in modo innovativo e scrive testi che toccano temi scottanti che a volte anticipano il sentire comune stimolando ancora oggi le nuove generazioni ad aprire la mente.

Da allora un percorso artistico di grande spessore e un impegno nel sociale unico nel suo genere, tanto da guadagnarsi da parte della critica il riconoscimento di artista “avanti rispetto ai tempi”, dando vita nei primi anni ‘90 al progetto “Sciarap”, una contaminazione fra ritmi e generi musicali africani, caraibici, afroamericani e partenopei.

Da sempre attento ai bisogni e alle emozioni delle varie anime e volti dell’essere umano, Maurizio riesce a fondere nella sua musica e grazie ai suoi amatissimi strumenti presi dalla vita quotidiana come bidoni, contenitori di plastica, barattoli di vetro, pentole,  scope e così via e rielaborati al punto tale da diventare dei veri e propri strumenti musicali riesce a dare vita a brani che sono dei veri e propri capolavori di quello che lui stesso definisce come “Junk music” o musica ecologica in quanto i loro strumenti sono realizzati con materiali riciclati e reinventati non solo grazie ad una creatività straordinaria ma anche a costo zero e nel pieno rispetto per l ‘ambiente.  

Tante le collaborazioni artistiche del gruppo a partire da Daniele Silvestri, i Negramaro, Edoardo Bennato, e tanti i dischi prodotti fino all’ultimo disco “Mozzarella Nigga” con ospiti illustri come il batterista afroamericano Don Moye dell’Art Ensamble of Chicago, Daniele Sepe, Gnut, Shaone de la Famiglia, Nelson, Dario Sansone dei Foja, Roberto Colella de La Maschera.

Recentemente, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente promossa dall’ONU, Capone&BungtBangt ha pubblicato il brano inedito “Io Sono…”, un singolo che riporta sulla scena discografica una delle band più originali del panorama musicale nazionale ed internazionale e che in sole tre settimane ha superato 600 mila streaming sulle piattaforme digitali.

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Michele Placido, Giuliana De Sio e Remo Anzovino protagonisti dal 20 al 26 giugno di “Irpinia Madre Contemporanea”, festival ideato e organizzato da Antonia De Mita

IRPINIA MADRE CONTEMPORANEA

presenta

MICHELE PLACIDO – 20 giugno a Calabritto
GIULIANA DE SIO – 23 giugno a Montaguto

REMO ANZOVINO – 26 giugno a Petruro Irpino

Dal 20 al 26 giugno 2021 torna Irpinia Madre Contemporanea, originale festival ideato e organizzato da Antonia De Mita per riscoprire la bellezza dei borghi irpini e valorizzare le risorse di un territorio ricco di storia e tradizione.

Michele PlacidoGiuliana De Sio e Remo Anzovino saranno i protagonisti dei prossimi appuntamenti della rassegna che riprende le sue attività dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza sanitaria, che ha di fatto azzerato le iniziative culturali e gli spettacoli dal vivo nell’ultimo anno. Tre nuovi eventi che seguono quelli già realizzati con l’omaggio a Bernardo Bertolucci di Adriano Giannini, nel Castello della Leonessa di Montemiletto e il concerto della soprano Carmen Giannattasio a Rocca San Felice.

Tornare a condividere arte, storia e bellezza, rendendosi conto di cosa realmente ci rende felici, mi ricorda una frase di Italo Calvino che parlava del coraggio della felicità. Manifestazioni come la nostra rappresentano un momento importante di condivisione per ritrovarsi, tornando a respirare cultura, arte e tradizioni. Questa è sicuramente una parte di felicità” dichiara Antonia De Mita.

Ad inaugurare la IV edizione di Irpinia Madre Contemporanea sarà Michele Placido, in scena domenica 20 giugno ore 20 nel borgo di Quaglietta a Calabritto, nell’alta Valle del Sele. L’attore, regista e sceneggiatore pugliese presenta il recital “Serata D’onore”, accompagnato alla chitarra da Gianluigi Esposito e Antonio Saturno. Un viaggio poetico-musicale tra le più belle pagine della poesia e del teatro non solo italiano, che per circa due ore condurrà gli spettatori in una sorta di racconto/dialogo. Placido interpreterà poesie e monologhi di grandi autori come Dante, Neruda, Montale, D’Annunzio e non mancheranno i versi dei più importanti poeti e scrittori napoletani come Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo.

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Capone&BungtBangt due concerti per il Campania teatro festival. 19 e 24 giugno il ritorno live per la eco band

CAPONE & BUNGTBANGT
doppio spettacolo al CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2021

Capone & BungtBangt tornano con due live ricchi di energia e contenuti.
Sono i fondatori italiani della junk music, o musica ecologica, e i loro strumenti realizzati con materiali riciclati sono simbolo di creatività a costo zero: non c’è persona che non resti affascinata dalla Scopa Elettrica, una comune scopa con un elastico che suona come una chitarra elettrica, o dalla Buatteria, la batteria realizzata con bidoni di plastica e metallo dal suono anche più innovativo della batteria convenzionale. Il concerto di Capone & BungtBangt è una vera iniezione di energia positiva.

Due gli spettacoli inseriti nel cartellone del Campania Teatro festival 2021 diretto da Ruggiero Cappuccio:
sabato 19 Giugno presso l’Anfiteatro di Avella (Av)
giovedi 24 giugno presso Piazza umberto I di Montesarchio (Bn)
Inizio ore 21:00 biglietti euro 8,00 intero – euro 5 ridotto
prevendite https://campaniateatrofestival.it/spettacolo/come-suona-il-caos/

Con la regia di Raffaele Florio la band capitanata da Maurizio Capone propone due spettacoli dal titolo “Come suona il caos” una pièce musicale con i maggiori successi dello storico collettivo di musicisti eco-ambientalisti.

Un ritorno alla vita, è questa la sensazione che abbiamo nel tornare a fare concerti. Non a caso si dice “suonare dal vivo”, e noi saremo vivi come non mai. – dichiara maurizio Capone – “Abbiamo lavorato tanto a questo nuovo concerto con l’obbiettivo, e la speranza, di poter fare un lungo tour. Saranno due concerti nei quali vogliamo ritrovare il contatto tra le nostre canzoni e la nostra anima da performer concependoli come una festa dove tutti si potranno divertire in modo spensierato e consapevole. Vogliamo che il pubblico assista a qualcosa di unico che solo noi con le nostre caratteristiche possiamo creare. Sarà la nostra firma su un’estate di rinascita che auguriamo a tutta l’Italia ed all’intero pianeta!

Recentemente, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente promossa dall’ONU, Capone&BungtBangt ha pubblicato il brano inedito “Io Sono…”, un singolo che riporta sulla scena discografica una delle band più originali del panorama musicale nazionale ed internazionale e che in sole tre settimane ha superato 600 mila streaming sulle piattaforme digitali.

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Peppe Vessicchio/ Art Village: comunicato post conferenza stampa

“L’Arte è lavoro. La Musica è lavoro”.
Il Maestro Peppe Vessicchio dirige la Sezione Musica dell
hub culturale e Accademia più grande dItalia: Art Village.

In soli due anni è divenuto l’Accademia artistica più grande d’Italia e hub culturale di eccellenza: è l’Art Village di Roma, un luogo di fermento professionale con concerti, spettacoli, produzioni, casting e formazione, dove transitano grandi volti della danza, della musica e dello spettacolo – da Roberto Bolle a Rossella Brescia, Giorgio Pasotti, Leonardo Pieraccioni, Lucio Presta, Virginia Raffaele, Vinicio Marchioni, Diana Del Bufalo, Cinzia Leone e Virginio.

Un progetto visionario e di successo della Fabrizio Di Fiore Entertainment, che ha affidato la direzione artistica a Luciano Cannito, noto regista e coreografo a livello internazionale (Metropolitan di New York, Teatro alla Scala di Milano, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Bol’shoj di Mosca, Orange County Performing Arts Center di Los Angeles, Place des Artes di Montréal, Grand Theatre de Bordeaux), divenuto negli ultimi anni anche un amato volto televisivoUna scelta vincente, non solo per i progetti e gli spettacoli realizzati ed esportati sul territorio italiano, ma anche per l’alta qualità della sezione Accademica che, nonostante la drammaticità della pandemia (soprattutto per il settore dello spettacolo) è riuscita a tutelare didattica e opportunità professionali per i suoi studenti, anche durante il lockdown.

Luciano Cannito: “Considero l’Art Village una vera e propria rivoluzione culturale: a partire da una qualità artistica di altissimo livello, l’impronta di ogni attività è all’insegna dell’etica, della meritocrazia, e dell’introduzione al mondo del lavoro. Perché, più che mai in questo momento è importante ribadirlo, l’Arte è Lavoro.”

Un auditorium, 14 aule e sale prova, 2 studi di registrazione, sala relax con computer ed appartamenti per ospitare fino a 30 artisti:tutto in un’unica immensa sede di 2500 mq, in ulteriore ampliamento, in via Aurelia 477.        

  Fabrizio Di Fiore: “Sono i numeri più importanti, perché raccontano la possibilità di dare spazio all’Arte, alla Cultura, alle produzioni, di dare un futuro ai giovani attraverso la creazione artistica, di continuare a fare innovazione e ad onorare il nostro patrimonio culturale.”

Oltre al protocollo di intesa con l’Accademia delle Belle Arti di Roma per stimolare collaborazioni creative con gli studenti di scenografia e costume, all’interno dell’Art Village vi sono due compagnie di danza professionali, il Roma City Musical e il Roma City Ballet Company: premiata compagnia di artisti internazionali che ospita star della danza mondiale, con cui Art Village ha realizzato la produzione di diversi spettacoli tra cui “Lo Schiaccianoci” e “Cenerentola”, portati in tour nei teatri italiani collezionando molti sold out.   
All’interno dell’hub anche il Centro di Danza Balletto di Roma: dal 1960, una delle storiche scuole d’Italia dove si sono formati grandi nomi del panorama della danza italiana ed internazionale. Oggi il suo corpo docenti è tra i più qualificati ed il rigore e la disciplina che si respira nei bellissimi studi, rendono questa scuola tra le più accreditate a livello professionale e formativo. Non solo perfezionamento artistico e creativo, ma anche manageriale: è il caso del Diploma Accademico in Performing Arts, con certificazione internazionale Pearson, che include materie dedicate agli aspetti legali, manageriali e alle strategie promozionali.     


Oltre alla formazione, l’Art Village ospita ogni mese performance, produzioni, prove di teatro e tv, concerti e casting – il prossimo si terrà il19 e 20 giugno per il musical “7 spose per 7 fratelli” con la regia di Luciano Cannito e le musiche dal vivo di Peppe Vessicchio, che nel 2022 sarà in tour in tutta Italia a partire dal Teatro Brancaccio di Roma.Sarà proprio il Maestro Vessicchiocompositore e direttore d’orchestra, vera e propria icona della musica italiana, a ricoprire il ruolo di Direttore Musicale dell’Art Village: sono già in cantiere produzioni e importanti novità sul fronte della didattica e del lavoro, alcune delle quali sono state annunciate durante la conferenza stampa all’Art Village di martedì 15 giugno.

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Recensione: Teresa De Sio ospite di “Open Festival III Edizione “

Di Annamaria De Crescenzo
Foto by SpectraFoto© http://www.spectrafoto.com

Terza ed ultima serata della III Edizione di “Open Festival” domenica 13 giugno svoltasi in due location diverse del territorio di Ercolano, Settecento Frivolezze (da un’idea di Gigi Di Luca) con una performance teatrale alle 19 a Villa Campolieto della Compagnia Teatro dell’Osso “Regine Sorelle” con Titti Nuzzolese scritto e diretto da Mirko Di Martino seguito poi dal concerto conclusivo del Festival di Teresa de Sio al Parco urbano del Miglio d’Oro.

Una serata davvero particolare e unica nel suo genere  che ha concluso un’edizione che, ancora una volta, ci porta ad affermare che le scelte artistiche e culturali di Gigi Di Luca sono davvero  frutto di una ricerca e di un’attenzione ai particolari e all’esigenza di fare cultura dando risalto non solo alla bellezza e alla storia  luoghi del territorio che ospitano i suoi Festival o le sue rassegne sempre interessantissime come Pugliano, Villa Campolieto, Parco Archeologico di Ercolano, Basilica di Pugliano, il centro storico di Ercolano, ma anche alla scoperta e alla valorizzazione di espressioni artistiche che variando da un genere all’altro e da una forma all’altra dell’essere Artista rappresentano intensamente l’obiettivo stesso di “Open Festival” che, come dice il nome è apertura totale senza alcuna barriera ad ogni forma di Arte e di Cultura.

La serata conclusiva del Festival è stata anticipata dalle parole del Sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto e dallo stesso Direttore Artistico Gigi Di Luca che hanno voluto non solo mettere in evidenza quanto sia determinante l’importanza di un evento come questo per l’intera Città di Ercolano che, prima della pandemia, si stava impegnando fortemente nel settore della Cultura, dell’Arte e del Turismo, forte delle enormi potenzialità che tale territorio ha grazie ai Beni Culturali , Archeologici ed Architettonici   della Città e dello spirito imprenditoriale dei cittadini che in pochi anni hanno creato tantissimi B&B e quindi decuplicando le potenzialità di ospitalità turistica della città stessa.

Dal lato artistico Gigi Di Luca ha sottolineato l’importanza di dare risalto non solo ad artisti noti al grande pubblico come Onorato, Tony Esposito e Teresa de Sio, ma anche realtà artistiche molto particolari come quelle rappresentate nelle performance artistiche, teatrali, circensi e di musica e di danza presentate nelle serate del Festival e l’ampio spazio dedicato ai più piccoli grazie a laboratori e momenti di aggregazione di grande successo. D’altronde è la formula vincente che lo stesso Di Luca applica anche per altri Festival da lui stesso diretti ed organizzati e che da tale formula scaturiscono eventi, rassegne e festival che non solo emozionano il pubblico ma lo rendono consapevole di aver partecipato ad eventi unici nel loro genere.

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Recensione: Antonio Onorato New Quartet ospite di “Open Festival III Edizione”

Di Annamaria De Crescenzo
Foto by SpectraFoto© - http://www.spectrafoto.com

Finalmente la musica live torna a far parte delle nostre serate e delle nostre emozioni  grazie a “OPEN festival  III Edizione” una bellissima rassegna ideata da La Bazzarra e organizzata dal Comune di Ercolano, con la direzione artistica di Gigi Di Luca e cofinanziata dalla Regione Campania, rassegna che ha unito, con l’immancabile e raffinata alchimia come solo un Direttore Artistico come Gigi Di Luca sa fare, tutte i vari volti dell’Arte come la musica, il teatro, la danza, l’arte circense, con la valorizzazione delle bellezze architettoniche e culturali di una Città come Ercolano che da sempre è simbolo di Cultura, di Storia e di Arte in generale.

Iniziata venerdi 11 giugno con la visita guidata alla Basilica di Pugliano, il laboratorio circense  “Circobus” dedicato ai più piccoli, lo spettacolo “Zoe il principio della Vita”, è continuato sabato pomeriggio con “Synaulia  Luna Janara” uno spettacolo straordinario  tutto dedicato ai suoni, alle musiche e alle  danze dell’antichità per poi concludersi in serata con il magnifico concerto al Parco Urbano del Miglio d Oro,  di Antonio Onorato New Quartet e la straordinaria partecipazione di Tony Esposito.

Il concerto ha suscitato da subito uno straordinario interesse nel pubblico al punto tale che l’evento è risultato in sold out dopo solo pochissime ore dalla pubblicazione del link per la prenotazione dell’ingresso gratuito al concerto.

Antonio Onorato, musicista straordinariamente sensibile e con un animo da poeta della chitarra, oltre che essere un virtuoso di questo suo amatissimo strumento, è entrato di diritto nella storia della chitarra italiana con uno stile originale e in continua evoluzione, capace di unire sonorità jazz con quelle blues, la bossanova con sonorità della cultura degli Indiani d’America (dei quali ne è profondamente innamorato) fino ai travolgenti ritmi del Mediterraneo e dell’Africa in particolare. Ha suonato in tutto il mondo e ha collaborato con i più grandi nomi della musica come Pino Daniele, Franco Cerri, Toninho Horta, Jamese Senese, Gerald Cannon, Enrico Rava .

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Dal 24 giugno al 5 luglio la quinta edizione del festival “A Vigevano Jazz”

Dal 24 giugno al 5 luglio torna “A Vigevano Jazz”

con l’omaggio a Lelio Luttazzi
di Caterina Comeglio e GMA Ensemble,

il sax di Rick Margitza & la Big Band Jazz Company

e il tributo a Charlie Parker di Emilio Soana e Cochi Ponzoni

VIGEVANO (PV) – Dopo lo stop forzato, causa pandemia, dello scorso anno, torna a Vigevano, dal 24 giugno al 5 luglio, il festival “A Vigevano Jazz”, manifestazione organizzata dal Comune di Vigevano e dall’associazione culturale Jazz Company con il patrocinio della Regione Lombardia e il sostegno di Banca Generali. Quest’anno la rassegna, il cui direttore artistico è il sassofonista Gabriele Comeglio, è inserita nel cartellone di “Vigevano Estate”, il palinsesto di eventi che animeranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi i luoghi più suggestivi della città dei Duchi.

La quinta edizione di “A Vigevano Jazz” porta in dote tre imperdibili appuntamenti per gli appassionati della musica di qualità (tutti gli eventi si svolgeranno nel cortile del Castello, è previsto un doppio set alle ore 20.30 e alle 22; ingresso libero con prenotazione obbligatoria on line sul sito vigevanoestate.it): il primo, in programma giovedì 24 giugno, è “Lelio!”, concerto-tributo a Lelio Luttazzi, il “re dello swing”, il grande artista triestino che ha attraversato in punta di piedi la storia della musica e dello spettacolo italiano. Scomparso nel 2010 a 87 anni, Luttazzi è stato non solo uno dei personaggi di maggior successo della canzone italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche un protagonista di primo piano della televisione, della radio e del cinema. Alla presenza della moglie Rossana, che introdurrà la serata, renderanno omaggio a Lelio Luttazzi la GMA Ensemble e la vocalist Caterina Comeglio: in scaletta alcuni dei suoi più grandi successi, da “Legata ad uno scoglio” a “Pigro”, da “Souvenir d’Italie” a “Chiedimi tutto”, ma non solo.

La GMA Ensemble è un gruppo formato da giovani musicisti provenienti dai Conservatori di musica lombardi, che hanno già una notevole esperienza alle spalle, affiancati da professionisti di valore; Caterina Comeglio, una delle più promettenti cantanti jazz italiane, ha all’attivo collaborazioni con grandi nomi della scena pop, da Mika a Roby Facchinetti dei Pooh, e nel 2019 si è aggiudicata il Premio Luttazzi. È in uscita un suo album solista registrato ai mitici Capitol Studios di Los Angeles, con la partecipazione dei più importanti sessionmen americani (tra cui i sassofonisti Bob Mintzer e Brian Scanlon e il pianista Russell Ferrante).

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David Hazeltine 4tet @Camera Jazz Club 13/06/21

David Hazeltine 4tet “Remember Cedar”

David Hazeltinepiano🎷Piero Odorici tenorsax

🎻Aldo Zunino bass 🥁Bernd Reiter drums

Questa band internazionale unisce tre grandi jazzisti europei, che si conoscono da molti anni per vari progetti, con una top star assoluta della scena jazz di New York il pianista David Hazeltine considerato un comprovato specialista della musica di Cedar Walton. Insieme i quattro musicisti seguono la loro passione musicale, il jazz straight-ahead classico e swinging moderno e si dedicano in questo tour al lavoro musicale della leggenda del pianoforte Cedar Walton, uno dei loro grandi modelli.

Hazeltine ha iniziato la sua carriera professionale nella zona di Chicago all’età di 13 anni, come pianista residente della Jazz Gallery di Milwaukee, ha avuto l’opportunità di accompagnare musicisti jazz ospiti come Sonny Stitt, Pepper Adams, Charles McPherson, Al Cohn, Lou Donaldson, Eddie Harris e Chet Baker. Quest’ultimo lo convinse a venire a New York per la prima volta nel 1981, e nel 1992 si trasferì finalmente nella Grande Mela. Negli anni successivi ha lavorato con Curtis Fuller, Junior Cook, Jon Hendricks, Louis Hayes, Ron Carter, Al Foster, Jon Faddis, James Moody, il sestetto hardbop One for All e moltissimi altri.

🪑 50 posti disponibili, distanziamento e sanificazione: tutto nella massima sicurezza possibile ✅ PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

reservations@camerajazzclub.com  

WhatsApp 391 1682442

Contributo concerto €20 a sostegno dei musicisti e delle attivita culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”

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