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TEATRO AUGUSTEO | “Così parlò Bellavista” dal 19 al 28 novembre

In scena al Teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta 263, da venerdì 19 a domenica 28 novembre 2021, lo spettacolo teatrale “Così parlò Bellavista” con Geppy Gleijeses, che cura anche la regia, e con Marisa Laurito e Benedetto Casillo.

Lo spettacolo, tratto dall’indimenticabile film e romanzo di Luciano De Crescenzo, arriva al Teatro Augusteo in Edizione Gold, con le scene di Roberto Crea, le musiche di Claudio Mattone, i costumi di Gabriella Campagna e le luci di Luigi Ascione.

L’adattamento teatrale di Geppy Gleijeses non è una semplice sbobinatura del film, il regista al riguardo afferma: “Chi sa di cinema e di teatro ci insegna che sono necessari codici di comunicazione molto diversi. Lo spazio scenico a cui ho pensato, che Roberto Crea ha splendidamente realizzato, ritrae il Palazzo dello Spagnolo, che con i suoi incroci di scale e le sue prospettive diventa un luogo della mente. Nella corte del palazzo, suddividendo a volte la scena in settori, si svolge tutto il racconto, con il cenacolo, il tavolo dei pomodori, la trattoria, il negozio di arredi sacri e via dicendo. Non avrei potuto condurre in porto questa impresa senza attori straordinari come Marisa Laurito, deliziosa interprete che è stata la migliore amica di Luciano; e Benedetto Casillo, mitico Salvatore vice sostituto portiere. E le musiche in parte originali e in parte nuove del Maestro Claudio Mattone. Ah, dimenticavo: Bellavista sarò io, perdonate l’ardire. Abbiamo voluto ambientare lo spettacolo negli stessi anni del film e in realtà non abbiamo dovuto adeguare all’oggi nemmeno una battuta. Come ci ha insegnato Luciano, dobbiamo avere fede: Napoli, con il suo spirito d’adattamento, è forse l’ultima speranza che ha il genere umano per sopravvivere”. 

Ticket al botteghino o su bigliettoveloce.it: platea € 35,00. Galleria € 25,00.

Si segnala che dal 3 dicembre prenderà il via la stagione teatrale 2021/2022 del Teatro Augusteo, con otto titoli in abbonamento, di cui uno in opzione. Un programma di altissima qualità che offre ad abbonati e spettatori serate di puro divertimento, musica e spunti di riflessione, con musical di successo, prosa, show divertenti e l’immancabile commedia napoletana con la sua tradizione di comicità. 

Informazioni sono disponibili su teatroaugusteo.it o telefonando allo 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato dalle ore 10:30 alle 19:30.

Ufficio stampa Marco Calafiore

Recensione: Tango Macondo al Teatro Carcano di Milano

Recensione e Foto Di Gabriele Lugli : (http://www.gabrielelugli.com)

Da martedì 2 a domenica 7 novembre 2021 sul palco del Teatro Carcano di Milano è andato in scena Tango Macondo, il nuovo spettacolo teatrale e musicale che dopo “Tempo di Chet” vede protagonista alla tromba e flicorno Paolo Fresu questa volta coadiuvato con Daniele di Bonaventura al bandoneon e Pierpaolo Vacca all’organetto.

Liberamente tratto da un romanzo di Salvatore Niffoi, Tango Macondo è la storia di Matoforu, un “venditore di metafore” sardo e del suo amore grande, Anzelina Bisocciu, la sua cantatrice.

Un viaggio con Ugo Dighero, Rosanna Naddeo, Paolo Li Volsi in un territorio “ai confini tra il delirio e la geografia” che parte da Mamoiada in Sardegna, il paese in Barbagia del leggendario Carnevale e delle sue maschere diaboliche e grottesche e arriva a incrociare Macondo, il paese immaginario nato dall’universo onirico e mitico di Gabriel García Márquez con tutto il suo bagaglio di visioni e prodigi.

Ad arricchire e a dare senso a questo sontuoso universo narrativo sarà la musica, che grazie alla creazione musicale di Fresu e della sua tromba guiderà il racconto, restituendogli tutta la ricchezza evocativa, facendo fermentare passioni e follia, radiografate in tutta la loro umanità e ricchezza.

Narrazione e musica, tanghi e musica popolare, riti arcaici e onirica contemporaneità, Tango Macondo va alla ricerca del sapore incantato di un tempo in cui le storie servivano anche ad alleviare la fatica del vivere e a ribadire la necessità quasi fisiologica dell’essere umano di ascoltare e raccontare.

È  uscito da pochi giorni un album della Tuk Music.

Dodici brani, in tre dei quali possiamo ascoltare le voci di tre straordinarie artiste come Malika Ayane, Tosca e Elisa.

 

Lo spettacolo è firmato da Giorgio Gallione, drammaturgo e regista e messo in scena dal Teatro Stabile di Bolzano.

Oltre ai musicisti ed attori sono sul palco i danzatori Luca Alberti, Alice Pan, Valentina Squarzoni, Francesca Zaccaria.

Recensione: John Scofield e Dave Holland ospiti del Bologna Jazz Festival 2021

Recensione e Foto di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com/)

Tutto esaurito al Teatro Duse per un duo di grande rilievo internazionale, quello formato da John Scofield alla chitarra e da Dave Holland al contrabbasso.

John Scofield ha influenzato il mondo del jazz fin dagli anni ’70,

e lo fa ancora oggi in maniera significativa.

Scofield si è espresso con facilità ed entusiasmo nel gergo del bebop, del blues, del jazz-funk, del jazz, della musica elettronica e dei complessi orchestrali.

Indipendentemente dalla sua formazione stilistica, il distinto suono della sua chitarra e le sue composizioni sono inconfondibili, sempre arricchite da un’improvvisazione d’eccellenza dedicata alla più raffinata tradizione jazz.

Ha fatto parte di grandi formazioni e progetti del Jazz storico, Miles Davis, Gerry Mulligan, Dave Liebman su tutti, autore a propria volta e curioso interprete di tante formazioni nelle quali la sperimentazione e la ricerca sono state prassi correnti e centrali.

Dave Holland continua a lavorare su progetti nuovi con una notevole spinta creativa.

Il contrabbassista inglese, nel 1968 fu notato da Miles Davis fino a preferirlo a Ron Carter.

A New York, Holland, iniziò la sua carriera tra i big e registrò alcuni dischi chiave di Davis. Dopo questa esperienza formò il gruppo Circlee con Chick Corea, Barry Altschul e Anthony Braxton, aprendo un lungo sodalizio con la casa discografica tedesca ECM.

D’altro canto, è uno dei migliori musicisti jazz degli ultimi decenni e tra i migliori viventi. Un interprete raffinato e coltissimo che ha solcato la storia di questa musica, da sempre al massimo livello possibile.

I due vecchi amici hanno giocato sulle sottigliezze, sulle sfumature, sul rendere ogni brano una vibrante poesia, fino a concludere con Mr. B, brano che Holland ha dedicato al musicista che lo colpì da giovane facendogli decidere di suonare il contrabbasso: Ray Brown.

Spazio ZTL – PIPPO MATINO “MMM” trio – 13 novembre

𝟏𝟑 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟏

𝐏𝐢𝐩𝐩𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐧𝐨 “ 𝐌𝐌𝐌” 𝐭𝐫𝐢𝐨 

ZurzoloTeatroLive – PIPPO MATINA “MMM” trio – 13.11.2021

È il Trio che propone PIPPO MATINO in occasione del concerto allo Spazio ZTL. Considerato uno dei musicisti più interessanti e virtuosi del panorama bassistico Europeo, ha al suo attivo la regolare partecipazione ai più importanti eventi e festival dedicati alla musica ed al basso elettrico. Infatti ha preso parte sempre da protagonista e solista a tutte le edizioni dell’Eurobassday di Verona, al Musikmesse di Francoforte, al Disma di Rimini, al Bass Player live di NEW YORK e LOS ANGELES e al Jazz Italiano a New York.

Nella formazione proposta per questo concerti, verrà affiancato da due dei musicisti più interessanti della scena musicale Napoletana: Antonio Mambelli alla batteria e Giulio Martino al sax tenore. Le peculiarità di questa band sono groove, sonorità intriganti ed originali, accompagnate da momenti melodici tipici del mediterraneo.

Il meglio del repertorio di Pippo Matino, con brani tratti dai sui 12 Album e alcuni standards di jazz. 

𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 

15,00 € Formula Teatro (senza tavolini).

𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐎𝐁𝐁𝐋𝐈𝐆𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀

📱 +39 392 3915529

📞 081 0331974

📩 zurzoloteatrolive@gmail.com

Si ricorda che:

– è richiesto il greenpass;

– sarà effettuata la misurazione della temperatura corporea a tutti impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C;

– è necessario utilizzo obbligatorio di mascherine per gli spettatori;

– vige il divieto del consumo di cibo e bevande durante l’evento.

Noi vi assicuriamo:

– l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori;

– la periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti;

– l’adeguata areazione naturale e ricambio d’aria;

– la disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani;

– la regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale.

Recensione: Marco Zurzolo inaugura la nuova programmazione 2021/22 dello Spazio ZTL

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Sicuramente la Musica, e soprattutto quella live, è una delle forme d’Arte che è mancata di più in tutto questo lunghissimo tempo di pandemia. Fortunatamente in queste ultime settimane stiamo assistendo alla riapertura di teatri e spazi adibiti alla musica, agli spettacoli teatrali e culturali in generale che stanno registrando una grande affluenza di pubblico, finalmente entusiasta di questo rientro alla normalità della vita.

Ed è quello che è accaduto sabato 6 novembre con la riapertura dello Spazio ZTL per l’inaugurazione della stagione 2021/2022 della programmazione musicale che vedrà sin dal mese di novembre e dicembre alcuni tra i più grandi nomi del jazz campano e che sicuramene continuerà nei prossimi mesi con altri concerti di grandissimo livello.

D’altronde lo Spazio ZTL ci ha ormai abituato da diversi anni ad avere il privilegio di poter ascoltare  la più bella musica che viene presentata nella nostra Città oltre ad incarnare un vero e proprio punto di riferimento culturale non solo per il quartiere che la ospita ma anche per tutta Napoli visto che ospita diversi corsi per bambini, giovani ed adulti sia nel mondo della musica, del canto e delle arti in generale, oltre che ospitare delle Mostre artistiche di rara bellezza ed eventi culturali di grandissimo interesse, grazie all’impegno di Marco Zurzolo e di Manuela Renno, entrambi soci fondatori di questa straordinaria realtà culturale.

Ed è stato proprio Marco Zurzolo ad inaugurare la nuova stagione musicale con il nuovo progetto “I Napoletani non sono romantici “con alcuni dei suoi amici /compagni di palco di sempre come Alessandro Tedesco al trombone, Gabriella Grossi al sax baritono, Carlo Fimiani alla chitarra, Vittorio Riva alla batteria, Marco De Tilla al contrabbasso.

In questo progetto, Marco Zurzolo ha proposto una nuova visione della musica, basata sulla fusione di suoni e linguaggi diversi, dal Jazz alla Canzone tradizionale di Napoli e del Mediterraneo, un vero e proprio viaggio sonoro che rievochi ricordi e sensazioni tra le armonie ed il suono delle suggestive parole di Elvio Porta e di suoi scritti personali.

Marco Zurzolo si è presentato sul palco dello Spazio Ztl , decisamente emozionato per la riapertura di quella che è la sua seconda “casa”, lo “spazio  preferito del cuore  e dell’anima” ma anche in grandissima forma sia nell’intrattenere il pubblico con storie e aneddoti sul suo percorso artistico che nel suonare il suo amatissimo sax alto con il quale, ormai da decenni, ci ha abituato a conoscere, apprezzare  ed innamorarci della  sua musica.

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Camera Jazz Club di Bologna @ programmazione dal 11 al 13 novembre


Vicolo Alemagna snc (angolo via Santo Stefano) 40125 Bologna
https://camerajazzclub.com
GIOVEDÌ 11 NOVEMBRE ORE 22:00AMAR CORDA “ITALIAN SWING QUARTET”
Tosca Zampini, voce Tolga During, chitarra
Matteo Zucconi, contrabbasso Riccardo Frisari, batteriaIl gruppo propone un repertorio che spazia dai grandi classici dell’era dello swing italiano, resi famosi nel mondo da artisti come Mina, Carosone, Buscaglione e tanti altri, fino ad arrivare ai giorni nostri, rivisitando brani di autori più contemporanei e composizioni originali. Non si tratta solo di un omaggio ai grandi, ma anche di una lettura personale che riflette varie influenze stilistiche che hanno caratterizzato l’evoluzione del jazz, dallo swing ad atmosfere più latine come la Bossa nova ed il Bolero. Tutti i brani sono stati riarrangiati appositamente per la formazione, lasciando sempre molto spazio all’improvvisazione, rendendo così ogni concerto unico e coinvolgente.“CONCERTO IN COLLABORAZIONE CON ATER FONDAZIONE”Contributo concerto €10
a sostegno dei musicisti e delle attività culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”
VENERDÌ 12 NOVEMBRE ORE 22:00 DANNY GRISSETT TRIO
Danny Grissett, piano Paolo Benedettini, contrabbasso
Adam Pache, batteriaDanny Grissett originario di Los Angeles, California, pianista / compositore, è stato sulla scena LA Jazz con la guida di uno dei suoi mentori, il batterista Billy Higgins ed ha iniziato a suonare con artisti come Billy Higgins, George Coleman, Jackie McLean, e Ralph Moore. Nel 2002 è entrato a far parte con il batterista Roy McCurdy nel trio di John Heard, (ex bassista con il trio di Ahmad Jamal e Oscar Peterson.) Nel 2003 Danny si trasferisce a New York, e già dai primi mesi divenne un Sideman di scelta per artisti come Vincent Herring e Vanessa Rubin. Dopo il suo arrivo a NY, egli ha tenuto concerti a livello internazionale e partecipato a festival jazz club in Italia, Francia, Germania, Giappone, Sud Africa, Colombia, e in molte città degli Stati Uniti. Ha suonato con tali notabili come Freddie Hubbard, Benny Golson, La Mingus Big Band, Marcus Strickland, Russell Malone, Steve Nelson, Jeremy Pelt, Nicholas Payton, Buster Williams, ed è un membro del quintetto di Tom Harrell.In 2006.Contributo concerto €15
a sostegno dei musicisti e delle attività culturali dell’associazione “Jazz Club Bologna”
SABATO 13 NOVEMBRE ORE 22:00ZENO DE ROSSI TRIO: ELPIS
Francesco Bigoni, sassofono Giorgio Pacorig, pianoforte
Zeno De Rossi, batteriaContributo concerto €10Ridotto BJF Card € 5,00Produzione Concerto BJF
INFO E PRENOTAZIONIreservations@camerajazzclub.com
📲WhatsApp 391 1682442Affiliazione Endas ingresso riservato ai soci,
quota annuale €15 
per la tessere seguire le istruzioni al link: https://camerajazzclub.com/registrati/

Recensione: Gianni Conte in “Duje Paravise” al Teatro Trianon

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

La cultura della tradizione della canzone napoletana non poteva trovare luogo migliore per poterla accogliere se non gli spazi del Teatro Trianon di Napoli, storico teatro che sorge in uno dei quartieri storici e popolari della Città, e che ormai da due anni sta riscoprendo una sorta di “rinascita” culturale grazie al nuovo Direttore Artistico Marisa Laurito e a tutto il suo staff organizzativo che ha fortemente voluto tale impegno per poter donare alla Città stessa uno spazio particolare per il Teatro, la musica, e tantissime iniziative culturali che danno una nuova forza a chi vive di Teatro e per il Teatro.

Finalmente dopo tanti anni  il Ministero della Cultura ha riconosciuto il Trianon come struttura di produzione teatrale e nel mese di ottobre scorso è stata  inaugurata la “stanza delle Meraviglie della canzone napoletana” uno speciale spazio “immersivo” dove grazie ad impianti digitali i visitatori possono entrare virtualmente in una Napoli di altri tempi e con una “passeggiata immersiva” rivivere tra suoni, colori ed immagini in movimento, la storia della canzone napoletana con un’esperienza multisensoriale e a breve la sala Enrico Caruso diventerà la Stanza della Memoria  uno spazio pubblico per accedere ad una fruizione completa del patrimonio della canzone napoletana e delle culture musicali della Campania archiviato sul portale SoNa, Contesto Musica dell’ecosistema digitale ArCCa, promosso dalla Regione Campania ed attuato da Scabec SpA.

La programmazione della stagione 2021/2022 oltre a recuperare gli spettacoli che a causa della pandemia non è stato possibile mettere in scena prevede tantissimi spettacoli teatrali, musicali di altissimo livello e tante iniziative per i giovani talenti e una serie di laboratorî per costruire un Centro nazionale d’arte e inclusione sociale, con una particolare attenzione al quartiere di Forcella.

In questa ricca e variegata programmazione del Teatro, ennesimo successo, domenica 7 novembre, per il concerto di Gianni ConteDuje Paravise” accompagnato da musicisti straordinari come   Cristian Capasso al basso, Massimo Volpe al piano, Antonio Mambelli alla batteria e con la partecipazione straordinaria di Mariano Caiano voce e percussioni e Pippo Noviello nel ruolo di “San Pietro”.

Gianni Conte è un napoletano d.o.c, voce meravigliosa, raggiunge un successo strepitoso e fino al ’91 come leader indiscusso del fenomeno piano-bar e protagonista nei locali più accreditati di mezza Italia. Dal 1992 al 1995 è in RAI, in qualità di pianista e cantante, ospite fisso in trasmissioni seguitissime, dal 1996 voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, oltre ad affermarsi grazie anche alla sua carriera solista una delle vocalità più importanti e stimate della tradizione melodica partenopea di oggi.

Nel 1993 è sul palco del Teatro Ariston al fianco del grande Maestro Roberto Murolo che lo volle con sé per presentare il brano “L’Italia è bella” al Festival di Sanremo.

In qualità di autore, ha scritto per Peppino di Capri, Nino Frassica, Umberto Bellissimo (per cui ha composto il disco “Non solo Varietè” sui testi dello stesso compianto attore) e le musiche di “Bene & Male”, commedia musicale in lingua napoletana

In occasione del centenario della nascita di Eduardo De Filippo, ha presentato in anteprima al Teatro Augusteo di Napoli la canzone “Filumè” (testo è di Ilio Stellato) da lui stesso composta.

Nel 2020 scrive una canzone #stattacasa in collaborazione con Mirea Flavia Stellato, giovane giornalista ed attrice in forza alla compagnia di Vincenzo Salemme per raccontare il lockdown da Covid-19, per esorcizzare la paura del coronavirus e mantenere alta l’attenzione sulla questione igiene e norme di sicurezza che ci hanno accompagnato purtroppo per tutto il periodo iniziale della quarantena imposta dal coronavirus in quasi tutto il 2020.

L’idea dello spettacolo viene dal testo di “Duje Paravise” una delle più belle canzoni napoletane scritta dal 1928 musicata da E.A. Mario, nella quale duje viecchie prufessure ‘e cuncertino esaltano l’incanto e la bellezza della musica e della città partenopea, al cospetto di san Pietro e di tutti i santi, entusiasti e meravigliati ascoltatori. 

I due vecchi professori sono stati simpaticamente ed ironicamente interpretati da Gianni Conte e Mariano Caiano, accompagnati da Pippo Noviello, un elegante San Pietro, che li ha accolti in questo immaginario Paradiso (palcoscenico del Trianon) insistendo con loro affinché’ rimanessero a deliziarlo, insieme ai musicisti/santi del Paradiso stesso, con una sorta di viaggio nelle più belle canzoni della tradizione napoletana.

Le due voci dei protagonisti in scena, quella più classica di Gianni Conte e quella più contemporanea caratterizzata da un groove più moderno di Mariano Caiano, bravissimo percussionista oltre che cantante, hanno dato vita ad un concerto davvero unico.

Il concerto è iniziato con i classici di sempre come “Marechiaro”, “Mandulinata a Napule”, “O Paese d’o Sole”, “Guapparia”, “Canzone appassiunata” affiancati dai ritmi travolgenti di alcune delle canzoni più belle del repertorio carosoniano come “” O Sarracino”, “Maruzzella”, “Scapricciatiello” conquistando tutto il pubblico presente in sala che li omaggia con lunghissimi ed emozionatissimi applausi.

Verso la fine del concerto un bellissimo spazio al rap di Mariano Caiano che ha presentato un suo brano a testimonianza che la musica napoletana di livello si può esprimere anche tramite linguaggi differenti da quelli che storicamente appartengono alla canzone della tradizione napoletana senza mai perderne in termini di bellezza e di importanza culturale, per poi ritornare di nuovo agli amatissimi classici napoletani come “Simme ‘e Napule Paisa’” , una travolgente e scatenatissima versione di “Luna Rossa” sullo stile dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, fino ad un’applauditissima “O surdato ‘Nnamurato” con la quale Gianni Conte ha concluso un concerto con il quale ha dimostrato ancora una volta non solo la bellezza della sua voce ma anche del fatto che la canzone napoletana ha ancora tanto da dare e da dire alle generazioni di ogni età.

Simona Boo & Diego Imparato al Teatro Summarte 12 novembre

JAZZ & BACCALA’ VII EDIZIONE     

SIMONA BOO & DIEGO IMPARATO

MARIO NAPPI QUARTET PIANO

Special guest

CLAUDIO ROMANO BATTERIA

Eccoci anche al terzo appuntamento della rassegna di Jazz&Baccala del 2021.

Il 12 novembre andrà in scena lo spettacolo COMO VERAO con Simona Boo & Diego Imparato, quartett con Mario Nappi piano. Special Guest Claudio Romano batteria

Il duo bossanova e samba Comoverão nasce dalla comune passione di Diego Imparato e Simona Boo per la musica brasiliana.
La cantante Simona realizza il sogno di quando ha intrapreso la carriera musicale, potere esprimere con questo genere il suo lato sognante e malinconico cantando “baixinho” (a bassa voce).

Il bassista Diego reinventa il modo di suonare il basso esplorando altre soluzioni molto più vicine ad uno strumento armonico.
Le loro esibizioni esplorano i classici della MPB (Musica Popular Brasileira) interpretando con personalità le opere di João Gilberto, Caetano Veloso, Dorival Caymmi, Tom Jobim e molti altri. Inoltre il repertorio si arricchisce della produzione musicale brasiliana più recente di Marisa Monte, Roberta Sà, Maria Gadu, Ivete Sangalo e Adriana Calcanhotto.

Dopo quasi sette anni di collaborazione finalmente il duo registra il suo primo disco con il nome omonimo. In gennaio 2018 per l’etichetta Orange Bug Record esce il disco “Comoverão” che significa “Come l’estate” e tutto il contenuto del cd riproduce un clima tropicale e festoso. Vi hanno preso parte ospiti tra i più talentuosi della scena partenopea e la preziosa partecipazione del percussionista e cantante brasiliano Robertinho Bastos.

Sempre format music&food:

degustazione di piatti della tradizione partenopea e grandissimi artisti del panorama jazz preparati dal ristorante ‘’CASA A TRE PIZZI’’ unica sede dal 1958 a Somma Vesuviana.

Dinner ore 21:00

Music ore 22:15

Per info:

TEATRO SUMMARTE 0813629579/ 3935667597

PREZZO POLTRONA 15 EURO 

PREZZO AL TAVOLO 20 EURO 

Recensione: “Sulle tracce di Pino” e “Pino Daniele -Ritratto d’autore”

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Pino Daniele Alive, La Mostra” è un progetto espositivo multimediale, organizzato dalla Fondazione Made in Cloister (progetto di rigenerazione urbana per l’area di Porta Capuana a Napoli) con la collaborazione del figlio di Pino Daniele, Alessandro Daniele, e del fotografo Guido Harari, in calendario dal 18 settembre al 31 dicembre 2021 a Napoli nel complesso di Santa Caterina a Formiello, poi da tale data sarà un progetto itinerante che  toccherà altre città italiane

Nel suggestivo chiostro del Cinquecento che ospita la mostra sono esposti per la prima volta in grande formato scatti iconici di Pino Daniele, realizzati dai fotografi che lo hanno seguito durante la sua carriera, da Lino Vairetti a Mimmo Jodice, fino a Cesare Monti, Guido Harari, Luciano Viti, Giovanni Canitano, Adolfo Franzò, Roberto Panucci, Letizia Pepori.

É la prima mostra itinerante multimediale sull’artista napoletano scomparso nel 2015 ed è stata progettata con l’obiettivo di raccontare l’anima dell’Uomo in Blues. Tantissime le foto che ne raccontano le sue innumerevoli “anime” artistiche e personali, si parte dall’inizio della Mostra dalle foto di un Pino Daniele giovanissimo, timidissimo quasi impacciato, fino a quelle delle copertine dei suoi album dove si nota una vera e propria trasformazione dell’artista.

Al centro dello spazio, protagonisti sono alcuni oggetti e strumenti cari all’artista — tra gli altri, alcune sue chitarre rese celebri anche dalle copertine dei suoi dischi, il mandolino utilizzato per le registrazioni di “Napule è”, i fogli scritti di suo pugno con le scalette dei concerti, un vero e proprio allestimento di uno dei suoi camerini dove lui amava circondarsi, oltre a sofisticati strumenti per poter accordare le sue amatissime chitarre, anche alcuni oggetti dai quali non si separava mai.

La mostra è anche una sorta di contenitore di attività no profit a cura della Pino Daniele Trust Onlus, che arricchirà il programma, durante tutti i week end di novembre e dicembre, con una serie di appuntamenti didattici, live e divulgativi delle opere dell’artista.

Uno di questi appuntamenti si è svolto il 6 novembre con un doppio appuntamento, il primo alle ore 17 “ Sulle Tracce di Pino” – un’analisi stilistica e testuale di alcuni brani di Pino Daniele  a cura del M° Fabrizio Bianco, docente del Conservatorio di Milano, e alle 18 due tra i più importanti giornalisti musicali italiani  Ernesto Assante e Gino Castaldo hanno raccontato l’opera di Pino Daniele attraverso musica, testi, storie e tante curiosità.

Due appuntamenti che si sono rivelati di una bellezza incredibile in quanto hanno attratto tantissimo pubblico che ha seguito entrambi gli appuntamenti con un’attenzione e un interesse assoluti.

L’incontro è iniziato con la guida all’ascolto delle tracce originali della registrazione in studio di uno dei brani più belli della discografia di Pino Daniele che è “Anna Verrà”. Ascoltare le parole del Maestro Fabrizio Bianco, docente del Conservatorio di Milano, è stata un’esperienza straordinaria, una vera e propria guida non solo nell’estro creativo dell’Artista ma anche nelle varie fasi dell’ideazione e realizzazione del brano che ha portato il pubblico ad emozionarsi per il lavoro immenso che solo un genio della Musica come Pino Daniele poteva mai creare. Fabrizio Bianco è riuscito ad emozionare i presenti sottolineando i vari momenti che l’artista napoletano sceglieva per poter registrare ora la chitarra che era per lui la vita, ora il piano, ora il sassofono, ora la voce in una perfetta alchimia di suoni, di emozioni, di stili musicali che vanno davvero verso la perfezione assoluta.  Lo stesso Bianco ha avuto la stessa emozione quando ci ha guidato all’ascolto di un altro brano “Maggio se ne va” facendoci ascoltare la traccia registrata in studio da un mito assoluto del jazz mondiale come Wayne Shorter, invitato da Pino Daniele per registrare “Toledo” e che si trovò alle prove di “maggio se ne va” e ne fu totalmente conquistato al punto che volle fortemente  partecipare anche alla registrazione di tale brano oltre a quello per il quale era stato contattato. Ne venne fuori un capolavoro della musica che ancora oggi fa emozionare anche se ascoltato milioni di volte ed infatti anche nello spazio del cortile della Mostra l’emozione del pubblico è totale. Continua a leggere

Recensione: Andrea Sannino in “Carosone l’Americano a Napoli” al Teatro Augusteo

di Annamaria De Crescenzo

Strepitoso successo venerdì 5 Novembre al Teatro Augusteo di Napoli per la prima serata di “Carosone l’ americano a Napoli” , una produzione Gestione Attività Teatrali di Roberta Starace e Giuseppe Caccavale, con la partecipazione del teatro Trianon Viviani,  in scena fino a domenica 14 novembre con uno spettacolare Andrea Sannino , protagonista del musical, che era previsto in scena nel centenario della nascita del grande Maestro ma che causa restrizioni pandemica era stato sospeso, e che ora torna, con grande trepidazione ed attesa da parte di tutto il pubblico, su testo e direzione artistica di Federico Vacalebre e la regia di Luigi Russo.

Federico Vacalebre, biografo ufficiale del Maestro, ha ripreso il suo musical che ebbe già uno strepitoso successo arricchendolo di elementi assolutamente indovinati per poter catturare l’attenzione e il riscontro favorevole del pubblico. Una sorta di teatro nella Musica e di Musica nel Teatro. Accanto ad Andrea Sannino un bravissimo attore Geremia Longobardo  nel ruolo di FeFe’ (alter ego di Federico Vacalebre?) un autore tormentato dalla necessita di trovare la spiegazione dell’inaspettato ritiro dalle scene di Carosone, avvenuto con un annuncio a sorpresa che lascio interdetti gli stessi componenti del suo gruppo,  il 7 settembre 1960 alla fine della trasmissione televisiva “Serata di Gala” durante la quale Carosone spiego, che seppur all’apice della carriera,  era venuto il momento di lasciare la scena per sempre. La teatralità del gesto suscito scalpore enorme e nessuno riuscì mai a capire veramente i motivi, anche se in realtà il geniale artista aveva probabilmente intuito che i tempi stavano  cambiando, era stato negli Stati Uniti, aveva ascoltato i Platters, visto all’opera i cantanti di rock and roll dell’epoca, e aveva capito che anche in Italia sarebbe arrivata ben presto un enorme ondata di cambiamento e certamente un grande genio della Musica quale era stato non aveva alcuna intenzione di finire ad essere una sorta di caricatura di se stesso ed ebbe l intelligenza di capire che solo un addio al culmine del successo poteva regalargli l’immortalità artistica cosi come poi è effettivamente avvenuto .

Dall’ossessione che divora Fefe’  nel vano tentativo di scoprire tale motivo dell’abbandono dalle scene del Maestro per poter poi scrivere il seguito di una serie televisiva che ebbe uno strepitoso successo nella quale si raccontava la vita e la carriera del Maestro,  si sviluppa tutta la trama dello spettacolo, dall’incontro con il Maestro stesso (bellissima la scena di Andrea Sannino che appare sulla sommità di un enorme scala illuminata elegantissimo nella giacca bianca che il Maestro Carosone amava indossare nei suoi show che ha portato in tutto il mondo), dalla necessita di svelare il “Mistero” , fino all’ esecuzione di tutti i più grandi successi del Maestro Carosone «Tu vuo’ fa l’americano», «Torero», «Maruzzella», «Caravan petrol! », «Pigliate ‘na pastiglia», «’O sarracino», “Maruzzella” sono per citare alcuni dei brani interpretati  magnificamente da Andrea Sannino e dei suoi compagni di viaggio  del “Complesso Carosone” formato da  Vincenzo Anastasio (Sax e clarino), Gaetano Diodato (Contrabasso), Luigi Patierno (Sax), Pino Tafuto (Pianoforte), Roberto Funaro (DJ)., con remix di Gransta Msv.

Il tutto accompagnato da straordinarie coreografie di Massimiliano Pinto ed interpretate dal corpo di ballo delle “Maruzzelle” e dei “Saracini” composto da Paolo Anzaloni, Gianluigi Cacciapuoti, Chiara Campochiaro, Federica Mosca, Francesco Sabella, Raffaele Siciliano, Marialucrezia Sorgente, Luca Squadritti, Lorena Zinno.

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