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Recensione: Peter Erskine Trio ospite del Napoli Jazz Festival

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Sabato 13 novembre una vera e propria leggenda  della musica in concerto all’Auditorium Salvo d’Acquisto al Vomero, Peter Erskine, grande batterista dei Weather Report, ha suonato  per il Napoli Jazz Festival insieme con Alan Pasqua al piano e Darek Oles al contrabasso, dopo diverse tappe in Europa e in Italia, dopo aver realizzato l’album triplo “Live in L.A”  in un tour organizzato e prodotto dalla Zenart Cooperativa,  di grandissimo successo di pubblico e di critica.

Peter Erskine, 67 anni, è passato alla storia per aver fatto parte della band di fusion Weather Report con Jaco Pastorius e Joe Zawinul e con i quali ha registrato cinque dischi, tra i quali il famoso live “8.30”, premiato con un Grammy Award. Miglior batterista dell’anno per dieci volte secondo i lettori del Modern Drummer Magazine, iI suo nome appare in qualcosa come settecento titoli tra album – una cinquantina dei quali come leader o co-leader – e colonne sonore, e rimanda a gruppi storici come i Weather Report e gli Steps Ahead, le big band di Stan Kenton e di Maynard Ferguson, Joni Mitchell, Kate Bush, Jan Garbarek, Kenny Wheeler, gli Yellowjackets, Pat Metheny, John Scofield, Chick Corea, John Abercrombie, solo per citare alcune fra le tante esperienze che costellano il suo vasto curriculum, dove si contano anche altrettanti Grammy Awards. Erskine è apparso anche come solista con formazioni classiche come la London Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Ensemble Modern, Frankfurt Radio, Scottish Chamber, Ensemble Intercontemporain, Royal Opera House, BBC Symphony Orchestra, Oslo e Berlin Philharmonic Orchestra, tra le altre.

Alan Pasqua, ha suonato in tantissimi dischi insieme a Peter Erskine, la loro collaborazione con Vince Mendoza dura da molti anni.

Uno dei suoi primi ruoli da professionista è stato quello di tastierista nei Giants, nelle prime uscite discografiche. Nella fusion è fondamentale il suo apporto alla musica di Allan Holdsworth, ed ancora prima insieme a quest’ultimo nei Lifetime di Tony Williams.

Ha collaborato inoltre con: Bob Dylan, Michael Bublè, Pino Daniele e Santana, ecc.

Derek Oles, diminutivo di Darek Oleszkiewicz, nato in Polonia e trasferitosi subito dopo l’adolescenza a Los Angeles, inizia a suonare introdotto nel mondo del Jazz da Charlie Haden. Registra molti album sia come Leader che come Side Man, Collabora con molti jazzisti tra i quali Brad Mehldau, Bob Mintzer e appunto Erskine e Pasqua. Nel 2019 ha suonato in trio con Jonathan Barber e Pat Metheny, si ricorda un bellissimo concerto a Genova con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice ed il Trio di Metheny, prodotto da Zenart.

Il concerto è stato quello che si può definire, senza esagerazione alcuna, uno dei più importanti concerti jazz dell’anno in Italia. In sala tanti musicisti venuti ad applaudire il Maestro in assoluto della batteria ma anche gli altri due musicisti che compongono il Trio che non sono da meno dello stesso Peter Erskine in termini di talento e di comprovata professionalità.

Tanti i brani proposti al pubblico, per la maggior parte brani originali del Trio tra i quali alcuni presenti nell’album triplo “Live in L.A”  da poco pubblicato, oltre a due applauditissimi omaggi alla musica di Pino Daniele e nel finale del concerto stesso al mito  assoluto della musica jazz come Chick Corea.

 Lo stile del Trio è assolutamente straordinario ed emozionante e tanti i commenti   entusiasti da parte del  pubblico alla fine del concerto stesso  che possono essere sintetizzati  in un commento riportato dal noto musicista Carlo Lomanto che ha scritto sulla sua pagina social “Il concerto di sabato è stata una lezione su come si suona il Jazz, belle composizioni originali di Alan Pasqua, Interplay a manetta e nessuno dei tre ha mai suonato una nota in più di quello che serviva. Questo é il Jazz che mi piace!”

Non si può che essere assolutamente d’accordo . Se questo è il jazz che amiamo, ci auguriamo che possano esserci sempre tante occasioni per poter ascoltare altri concerti di così tanta bellezza.

Recensione: Simona Boo e Diego Imparato in “Comoverão” al Teatro Summarte

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Dopo il successo delle prime due serate della VII Edizione di Jazz&Baccalà al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) con i concerti di Daniele Sepe e Armanda Desidery, non poteva che continuare con un’altra bella serata, venerdì 12 novembre, con la musica bossanova di Simona Boo e Diego Imparato “Comoverão”.

Molisana di nascita, ma napoletana d’adozione, Simona Boo è un vero vulcano sia nella vita che sul palco dove esprime tutta la sua energia e la sua grinta.

Alle spalle una carriera molto particolare iniziata tardi rispetto agli standard del mercato musicale ma rivelatasi da subito pienissima di idee e progetti di grande successo. La musica l’ha conquistata quasi per caso, come lei stessa racconta, in Portogallo per partecipare al progetto Erasmus, fu invitata sul palco per cantare dei brani bossa insieme ad alcuni musicisti del luogo. Rientrando in Italia decise di dedicarsi alla musica, dedicandosi intensamente a studiare canto, prima privatamente poi presso il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli.  Da li una vera e propria ascesa verso il successo. Proprio al Conservatorio la notò Pietro Condorelli intuendone il suo grande talento la coinvolse come voce solita in “Jazz ideas and Songs” un bellissimo progetto fatto di teatro e musica che in questi anni ha fatto il giro dei più importanti jazz club e festival jazz italiani. Ma oltre al jazz e alla bossa, un’altra grande esperienza musicale entra a far parte della vita artistica di Simona Boo: i 99 Posse. Anche qui per caso, sapendo che stavano facendo dei provini per cercare una nuova voce femminile si presenta quasi per scommessa e fu l’inizio di una splendida collaborazione con uno dei gruppi rap/rock più conosciuti e amati dal pubblico. Ma Simona ha l’energia dentro e per questo non può mai fermarsi, e la sua carriera continua con altri due progetti straordinari come quelli ideati e presentati con una band eccezionale come i Cultural Boo Team e appunto con la collaborazione con Diego Imparato in “Comoverão”.

Quest’ultimo progetto ha ormai compiuto dieci anni e dopo un primo album di autentico successo, sta per essere pubblicato a gennaio il secondo album di musica brasiliana e non solo. Al Teatro Summarte hanno iniziato a dare qualche pillola del nuovo disco con il brano di Joao Bosco “Água, Mãe Água” e il meraviglioso “Lazzari Felici” di Pino Daniele e un brano originale scritto da me in lingua portoghese “Canto da Dor”.

Sul palco Simona e Diego sono stati da Mario Nappi al piano e tastiere, un musicista già da tempo elemento fondamentale della formazione in quartetto, tanto da essere protagonista in duo in un brano scioglilingua al piano e voce (“Pirituba”) e da Claudio Romano alla batteria.

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Spazio ZTL – PIPPO MATINO “MMM” trio – 13 novembre

𝟏𝟑 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟏

𝐏𝐢𝐩𝐩𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐢𝐧𝐨 “ 𝐌𝐌𝐌” 𝐭𝐫𝐢𝐨 

ZurzoloTeatroLive – PIPPO MATINA “MMM” trio – 13.11.2021

È il Trio che propone PIPPO MATINO in occasione del concerto allo Spazio ZTL. Considerato uno dei musicisti più interessanti e virtuosi del panorama bassistico Europeo, ha al suo attivo la regolare partecipazione ai più importanti eventi e festival dedicati alla musica ed al basso elettrico. Infatti ha preso parte sempre da protagonista e solista a tutte le edizioni dell’Eurobassday di Verona, al Musikmesse di Francoforte, al Disma di Rimini, al Bass Player live di NEW YORK e LOS ANGELES e al Jazz Italiano a New York.

Nella formazione proposta per questo concerti, verrà affiancato da due dei musicisti più interessanti della scena musicale Napoletana: Antonio Mambelli alla batteria e Giulio Martino al sax tenore. Le peculiarità di questa band sono groove, sonorità intriganti ed originali, accompagnate da momenti melodici tipici del mediterraneo.

Il meglio del repertorio di Pippo Matino, con brani tratti dai sui 12 Album e alcuni standards di jazz. 

𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 

15,00 € Formula Teatro (senza tavolini).

𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐎𝐁𝐁𝐋𝐈𝐆𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀

📱 +39 392 3915529

📞 081 0331974

📩 zurzoloteatrolive@gmail.com

Si ricorda che:

– è richiesto il greenpass;

– sarà effettuata la misurazione della temperatura corporea a tutti impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C;

– è necessario utilizzo obbligatorio di mascherine per gli spettatori;

– vige il divieto del consumo di cibo e bevande durante l’evento.

Noi vi assicuriamo:

– l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori;

– la periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti;

– l’adeguata areazione naturale e ricambio d’aria;

– la disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani;

– la regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale.

Recensione: Marco Zurzolo inaugura la nuova programmazione 2021/22 dello Spazio ZTL

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Sicuramente la Musica, e soprattutto quella live, è una delle forme d’Arte che è mancata di più in tutto questo lunghissimo tempo di pandemia. Fortunatamente in queste ultime settimane stiamo assistendo alla riapertura di teatri e spazi adibiti alla musica, agli spettacoli teatrali e culturali in generale che stanno registrando una grande affluenza di pubblico, finalmente entusiasta di questo rientro alla normalità della vita.

Ed è quello che è accaduto sabato 6 novembre con la riapertura dello Spazio ZTL per l’inaugurazione della stagione 2021/2022 della programmazione musicale che vedrà sin dal mese di novembre e dicembre alcuni tra i più grandi nomi del jazz campano e che sicuramene continuerà nei prossimi mesi con altri concerti di grandissimo livello.

D’altronde lo Spazio ZTL ci ha ormai abituato da diversi anni ad avere il privilegio di poter ascoltare  la più bella musica che viene presentata nella nostra Città oltre ad incarnare un vero e proprio punto di riferimento culturale non solo per il quartiere che la ospita ma anche per tutta Napoli visto che ospita diversi corsi per bambini, giovani ed adulti sia nel mondo della musica, del canto e delle arti in generale, oltre che ospitare delle Mostre artistiche di rara bellezza ed eventi culturali di grandissimo interesse, grazie all’impegno di Marco Zurzolo e di Manuela Renno, entrambi soci fondatori di questa straordinaria realtà culturale.

Ed è stato proprio Marco Zurzolo ad inaugurare la nuova stagione musicale con il nuovo progetto “I Napoletani non sono romantici “con alcuni dei suoi amici /compagni di palco di sempre come Alessandro Tedesco al trombone, Gabriella Grossi al sax baritono, Carlo Fimiani alla chitarra, Vittorio Riva alla batteria, Marco De Tilla al contrabbasso.

In questo progetto, Marco Zurzolo ha proposto una nuova visione della musica, basata sulla fusione di suoni e linguaggi diversi, dal Jazz alla Canzone tradizionale di Napoli e del Mediterraneo, un vero e proprio viaggio sonoro che rievochi ricordi e sensazioni tra le armonie ed il suono delle suggestive parole di Elvio Porta e di suoi scritti personali.

Marco Zurzolo si è presentato sul palco dello Spazio Ztl , decisamente emozionato per la riapertura di quella che è la sua seconda “casa”, lo “spazio  preferito del cuore  e dell’anima” ma anche in grandissima forma sia nell’intrattenere il pubblico con storie e aneddoti sul suo percorso artistico che nel suonare il suo amatissimo sax alto con il quale, ormai da decenni, ci ha abituato a conoscere, apprezzare  ed innamorarci della  sua musica.

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Recensione: Gianni Conte in “Duje Paravise” al Teatro Trianon

Recensione di Annamaria De Crescenzo
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La cultura della tradizione della canzone napoletana non poteva trovare luogo migliore per poterla accogliere se non gli spazi del Teatro Trianon di Napoli, storico teatro che sorge in uno dei quartieri storici e popolari della Città, e che ormai da due anni sta riscoprendo una sorta di “rinascita” culturale grazie al nuovo Direttore Artistico Marisa Laurito e a tutto il suo staff organizzativo che ha fortemente voluto tale impegno per poter donare alla Città stessa uno spazio particolare per il Teatro, la musica, e tantissime iniziative culturali che danno una nuova forza a chi vive di Teatro e per il Teatro.

Finalmente dopo tanti anni  il Ministero della Cultura ha riconosciuto il Trianon come struttura di produzione teatrale e nel mese di ottobre scorso è stata  inaugurata la “stanza delle Meraviglie della canzone napoletana” uno speciale spazio “immersivo” dove grazie ad impianti digitali i visitatori possono entrare virtualmente in una Napoli di altri tempi e con una “passeggiata immersiva” rivivere tra suoni, colori ed immagini in movimento, la storia della canzone napoletana con un’esperienza multisensoriale e a breve la sala Enrico Caruso diventerà la Stanza della Memoria  uno spazio pubblico per accedere ad una fruizione completa del patrimonio della canzone napoletana e delle culture musicali della Campania archiviato sul portale SoNa, Contesto Musica dell’ecosistema digitale ArCCa, promosso dalla Regione Campania ed attuato da Scabec SpA.

La programmazione della stagione 2021/2022 oltre a recuperare gli spettacoli che a causa della pandemia non è stato possibile mettere in scena prevede tantissimi spettacoli teatrali, musicali di altissimo livello e tante iniziative per i giovani talenti e una serie di laboratorî per costruire un Centro nazionale d’arte e inclusione sociale, con una particolare attenzione al quartiere di Forcella.

In questa ricca e variegata programmazione del Teatro, ennesimo successo, domenica 7 novembre, per il concerto di Gianni ConteDuje Paravise” accompagnato da musicisti straordinari come   Cristian Capasso al basso, Massimo Volpe al piano, Antonio Mambelli alla batteria e con la partecipazione straordinaria di Mariano Caiano voce e percussioni e Pippo Noviello nel ruolo di “San Pietro”.

Gianni Conte è un napoletano d.o.c, voce meravigliosa, raggiunge un successo strepitoso e fino al ’91 come leader indiscusso del fenomeno piano-bar e protagonista nei locali più accreditati di mezza Italia. Dal 1992 al 1995 è in RAI, in qualità di pianista e cantante, ospite fisso in trasmissioni seguitissime, dal 1996 voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, oltre ad affermarsi grazie anche alla sua carriera solista una delle vocalità più importanti e stimate della tradizione melodica partenopea di oggi.

Nel 1993 è sul palco del Teatro Ariston al fianco del grande Maestro Roberto Murolo che lo volle con sé per presentare il brano “L’Italia è bella” al Festival di Sanremo.

In qualità di autore, ha scritto per Peppino di Capri, Nino Frassica, Umberto Bellissimo (per cui ha composto il disco “Non solo Varietè” sui testi dello stesso compianto attore) e le musiche di “Bene & Male”, commedia musicale in lingua napoletana

In occasione del centenario della nascita di Eduardo De Filippo, ha presentato in anteprima al Teatro Augusteo di Napoli la canzone “Filumè” (testo è di Ilio Stellato) da lui stesso composta.

Nel 2020 scrive una canzone #stattacasa in collaborazione con Mirea Flavia Stellato, giovane giornalista ed attrice in forza alla compagnia di Vincenzo Salemme per raccontare il lockdown da Covid-19, per esorcizzare la paura del coronavirus e mantenere alta l’attenzione sulla questione igiene e norme di sicurezza che ci hanno accompagnato purtroppo per tutto il periodo iniziale della quarantena imposta dal coronavirus in quasi tutto il 2020.

L’idea dello spettacolo viene dal testo di “Duje Paravise” una delle più belle canzoni napoletane scritta dal 1928 musicata da E.A. Mario, nella quale duje viecchie prufessure ‘e cuncertino esaltano l’incanto e la bellezza della musica e della città partenopea, al cospetto di san Pietro e di tutti i santi, entusiasti e meravigliati ascoltatori. 

I due vecchi professori sono stati simpaticamente ed ironicamente interpretati da Gianni Conte e Mariano Caiano, accompagnati da Pippo Noviello, un elegante San Pietro, che li ha accolti in questo immaginario Paradiso (palcoscenico del Trianon) insistendo con loro affinché’ rimanessero a deliziarlo, insieme ai musicisti/santi del Paradiso stesso, con una sorta di viaggio nelle più belle canzoni della tradizione napoletana.

Le due voci dei protagonisti in scena, quella più classica di Gianni Conte e quella più contemporanea caratterizzata da un groove più moderno di Mariano Caiano, bravissimo percussionista oltre che cantante, hanno dato vita ad un concerto davvero unico.

Il concerto è iniziato con i classici di sempre come “Marechiaro”, “Mandulinata a Napule”, “O Paese d’o Sole”, “Guapparia”, “Canzone appassiunata” affiancati dai ritmi travolgenti di alcune delle canzoni più belle del repertorio carosoniano come “” O Sarracino”, “Maruzzella”, “Scapricciatiello” conquistando tutto il pubblico presente in sala che li omaggia con lunghissimi ed emozionatissimi applausi.

Verso la fine del concerto un bellissimo spazio al rap di Mariano Caiano che ha presentato un suo brano a testimonianza che la musica napoletana di livello si può esprimere anche tramite linguaggi differenti da quelli che storicamente appartengono alla canzone della tradizione napoletana senza mai perderne in termini di bellezza e di importanza culturale, per poi ritornare di nuovo agli amatissimi classici napoletani come “Simme ‘e Napule Paisa’” , una travolgente e scatenatissima versione di “Luna Rossa” sullo stile dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, fino ad un’applauditissima “O surdato ‘Nnamurato” con la quale Gianni Conte ha concluso un concerto con il quale ha dimostrato ancora una volta non solo la bellezza della sua voce ma anche del fatto che la canzone napoletana ha ancora tanto da dare e da dire alle generazioni di ogni età.

Recensione: “Sulle tracce di Pino” e “Pino Daniele -Ritratto d’autore”

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Pino Daniele Alive, La Mostra” è un progetto espositivo multimediale, organizzato dalla Fondazione Made in Cloister (progetto di rigenerazione urbana per l’area di Porta Capuana a Napoli) con la collaborazione del figlio di Pino Daniele, Alessandro Daniele, e del fotografo Guido Harari, in calendario dal 18 settembre al 31 dicembre 2021 a Napoli nel complesso di Santa Caterina a Formiello, poi da tale data sarà un progetto itinerante che  toccherà altre città italiane

Nel suggestivo chiostro del Cinquecento che ospita la mostra sono esposti per la prima volta in grande formato scatti iconici di Pino Daniele, realizzati dai fotografi che lo hanno seguito durante la sua carriera, da Lino Vairetti a Mimmo Jodice, fino a Cesare Monti, Guido Harari, Luciano Viti, Giovanni Canitano, Adolfo Franzò, Roberto Panucci, Letizia Pepori.

É la prima mostra itinerante multimediale sull’artista napoletano scomparso nel 2015 ed è stata progettata con l’obiettivo di raccontare l’anima dell’Uomo in Blues. Tantissime le foto che ne raccontano le sue innumerevoli “anime” artistiche e personali, si parte dall’inizio della Mostra dalle foto di un Pino Daniele giovanissimo, timidissimo quasi impacciato, fino a quelle delle copertine dei suoi album dove si nota una vera e propria trasformazione dell’artista.

Al centro dello spazio, protagonisti sono alcuni oggetti e strumenti cari all’artista — tra gli altri, alcune sue chitarre rese celebri anche dalle copertine dei suoi dischi, il mandolino utilizzato per le registrazioni di “Napule è”, i fogli scritti di suo pugno con le scalette dei concerti, un vero e proprio allestimento di uno dei suoi camerini dove lui amava circondarsi, oltre a sofisticati strumenti per poter accordare le sue amatissime chitarre, anche alcuni oggetti dai quali non si separava mai.

La mostra è anche una sorta di contenitore di attività no profit a cura della Pino Daniele Trust Onlus, che arricchirà il programma, durante tutti i week end di novembre e dicembre, con una serie di appuntamenti didattici, live e divulgativi delle opere dell’artista.

Uno di questi appuntamenti si è svolto il 6 novembre con un doppio appuntamento, il primo alle ore 17 “ Sulle Tracce di Pino” – un’analisi stilistica e testuale di alcuni brani di Pino Daniele  a cura del M° Fabrizio Bianco, docente del Conservatorio di Milano, e alle 18 due tra i più importanti giornalisti musicali italiani  Ernesto Assante e Gino Castaldo hanno raccontato l’opera di Pino Daniele attraverso musica, testi, storie e tante curiosità.

Due appuntamenti che si sono rivelati di una bellezza incredibile in quanto hanno attratto tantissimo pubblico che ha seguito entrambi gli appuntamenti con un’attenzione e un interesse assoluti.

L’incontro è iniziato con la guida all’ascolto delle tracce originali della registrazione in studio di uno dei brani più belli della discografia di Pino Daniele che è “Anna Verrà”. Ascoltare le parole del Maestro Fabrizio Bianco, docente del Conservatorio di Milano, è stata un’esperienza straordinaria, una vera e propria guida non solo nell’estro creativo dell’Artista ma anche nelle varie fasi dell’ideazione e realizzazione del brano che ha portato il pubblico ad emozionarsi per il lavoro immenso che solo un genio della Musica come Pino Daniele poteva mai creare. Fabrizio Bianco è riuscito ad emozionare i presenti sottolineando i vari momenti che l’artista napoletano sceglieva per poter registrare ora la chitarra che era per lui la vita, ora il piano, ora il sassofono, ora la voce in una perfetta alchimia di suoni, di emozioni, di stili musicali che vanno davvero verso la perfezione assoluta.  Lo stesso Bianco ha avuto la stessa emozione quando ci ha guidato all’ascolto di un altro brano “Maggio se ne va” facendoci ascoltare la traccia registrata in studio da un mito assoluto del jazz mondiale come Wayne Shorter, invitato da Pino Daniele per registrare “Toledo” e che si trovò alle prove di “maggio se ne va” e ne fu totalmente conquistato al punto che volle fortemente  partecipare anche alla registrazione di tale brano oltre a quello per il quale era stato contattato. Ne venne fuori un capolavoro della musica che ancora oggi fa emozionare anche se ascoltato milioni di volte ed infatti anche nello spazio del cortile della Mostra l’emozione del pubblico è totale. Continua a leggere

Recensione: Javier Girotto in “Tango Nuevo Revisited” ospite di “Chambre and Jazz Music House” a Praiano

Grandissimo successo di pubblico per il concerto di inaugurazione della “Chambre and Jazz Music House” con il concerto jazz di Javier Girotto “Tango Nuevo Revisited”, organizzato in collaborazione con Eugenio Rubei, direttore artistico dell’Alexanderplatz di Roma e fortemente voluto da Gaetano Iacquinto che, in sinergia con il Sindaco di Praiano Annamaria Caso e il parroco della Parrocchia di San Luca, ha voluto dedicare  a Praiano questa prima edizione di musica di altissimo livello.

La “Chambre and Jazz Music House è progetto nato ed organizzato a Praiano, Costa d’Amalfi, con l’obiettivo di divulgare musica Jazz e da camera a residenti e turisti, italiani e stranieri che scelgono la Costiera per le loro vacanze.

La musica classica sarà ospitata nella sala della Congrega opera del 1600, adiacente alla Chiesa di San Luca completamente ristrutturata,  e sarà la sede di dodici eventi di musica da camera già programmati per il 2022 con il Direttore Musicale Carmine Laino del San Carlo di Napoli, mentre la Piazza San Luca antistante la Chiesa e contigua alla Congrega è la terrazza sul mare che con 300 posti a sedere ospiterà i 6 eventi di musica Jazz già programmati per il 2022 in collaborazione con l’Alexanderplatz di Roma, diretto da una delle menti più eccelse e illuminate del mondo jazz Eugenio Rubei, il quale ha in mente di sorprendere il pubblico praianese e non solo con le sue proposte jazz scelte tra i più ‘ grandi musicisti italiani ed internazionali del mondo jazz contemporaneo.

 Il Museo Diocesano, che completa il Polo Musicale di Praiano, sarà disponibile per Master Class per i giovani della Costiera che nei mesi invernali vogliono avvicinarsi allo studio dei vari strumenti musicali.

Il Trio del grande sassofonista argentino Javier Girotto ha presentato in questa serata che può essere considerata come la “data zero” di questa nuova rassegna, il progetto “Tango Nuevo Revisited”, un concerto in bilico tra tango e jazz ispirato all’incontro artistico tra Astor Piazzolla e Gerry Mulligan.

Javier Girotto, al sax baritono, è stato affiancato da Gianni Iorio al bandoneon e da Pasquale Stafano pianoforte, che ha dovuto sostituire all’ultimo minuto, il maestro Alessandro Gwis, bloccato in Sardegna ma che ha dimostrato di essere un grande professionista del pianoforte nonostante abbia avuto pochissimo tempo per poter provare ed imparare le musiche e le melodie del progetto stesso.

Il progetto è assolutamente meraviglioso, un autentico incontro tra due generi musicali, apparentemente lontani tra loro ma nel concreto vicinissimi come linguaggio musicale, come il jazz e il tango e che l’incontro tra due Maestri come Piazzolla e Gerry Mulligan ha reso assolutamente coinvolgente ed emozionante.

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Recensione: Daniele Sepe in “Blind Mary” ospite di “Jazz & Baccala’”

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Straordinario successo di pubblico alla prima serata della VII Edizione 2021 di “Jazz & Baccalà” diretta da Elio Coppola ed organizzata al Teatro Summarte di Somma Vesuviana con il primo concerto dei 4 appuntamenti previsti in cartellone per questa nuova edizione con il concerto di Daniele Sepe in “Blind Mary”.

Tantissima l’attesa per questo ritorno finalmente in sala dopo quasi due anni di completa sospensione di qualsiasi programmazione teatrale e musicale del Teatro stesso, causa pandemia. Tantissime le prenotazioni e l’emozione di poter tornare finalmente ad ascoltare un concerto live e di godere finalmente di una serata all’insegna del jazz e della buona cucina, visto che come da storica tradizione ormai da sette anni, il concerto viene anticipato da un’ottima cena a base di baccalà che delizia il palato degli ospiti in sala.

L’emozione ha coinvolto tutti, dal Direttore Artistico allo staff del Teatro Summarte che ha accolto il pubblico con la solita gentilezza e professionalità ma quest’anno anche con una notevole emozione, suscitata dal fatto di vedere tantissime persone che hanno riempito la sala sia per la cena e concerto che nella formula “solo concerto” e che, visto l’entusiasmo dimostrato durante tutta la serata, hanno ancora una volta confermato che proviamo tutti un assoluto bisogno di tornare alla vita che vivevamo prima di questo dolorosissimo momento che ci ha visto obbligati a rinunciare a qualsiasi passione, soprattutto quella della musica e degli spettacoli in generale.

Emozionatissimi anche gli stessi musicisti sul palco, in primis di Daniele Sepe, il quale nonostante la proverbiale ironia, ha più volte affermato che era bellissimo vedere la platea cosi piena del Teatro e poter cosi, dopo tantissimo tempo, esibirsi finalmente dal vivo di fronte ad un pubblico entusiasta ed emozionato.

Il progetto “Blind Mary”  portato sul palco da Daniele Sepe è un progetto ambizioso e particolare e che mette insieme il talento di musicisti straordinari come Mario Nappi al piano, Davide Costagliola al basso, Paolo Forlini alla batteria  e  con il quale Sepe ha portato in scena un vero e proprio viaggio nella musica internazionale di artisti mondiali come Sonny Rollins, Gato Barbieri (Nunca Mas) , Atahualpa yupanqui , Turlough O’Carolan  (Blind Mary) concludendo il concerto con una carrellata di brani delle più belle colonne sonore di film storici come “Toto, Peppino e la dolce vita” fino ad una trascinante versione della colonna sonora del film famosissimo di Alberto Sordi “Il prof Dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue”  applauditissima dal numerosissimo pubblico presente in sala.

Prossimo appuntamento della VII Edizione di “Jazz & Baccalà “ il 29 ottobre con Armanda Desidery Quartet

Per info e prenotazioni: 0813629579 – 3935667597

Pomigliano Jazz in Campania XXVI Edizione dal 24 al 30 luglio

POMIGLIANO JAZZ in CAMPANIA

XXVI edizione

VesuvioAvellaPomigliano d’Arco

24 – 30 luglio 2021

www.pomiglianojazz.com

Concerti esclusivi, produzioni inedite e progetti speciali con musicisti italiani e internazionali in dialogo tra loro. La XXVI edizione del festival Pomigliano Jazz in Campania presenta dal 24 al 30 luglio un programma ricco di incontri ed eventi unici, pensati e realizzati per questa occasione.

15 concerti in totale con grandi nomi del jazz, musicisti campani e artisti internazionali impegnati in diverse esibizioni: Dave DouglasGonzalo RubalcabaAymée NuviolaEnzo AvitabileStefano Di BattistaMarco Zurzolo, l’Orchestra Napoletana di JazzMaria Pia De VitoLuca AquinoDaniele SepeFrancesco Nastro sono alcuni dei protagonisti attesi quest’anno. E ancora, gli omaggi a Ennio Morricone e Pino Daniele, l’anteprima del nuovo progetto discografico di Itinera (l’etichetta di Pomigliano Jazz) e – novità assoluta – la nascita dell’Orchestra del Ritmo e dell’Improvvisazione, prima azione del progetto Young Jazz Lab che coinvolge oltre 100 ragazzi delle scuole campane.

Il festival ideato e diretto da Onofrio Piccolo, programmato e finanziato dalla Regione Campania e dal MiC – Ministero della Cultura, è organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz con Scabec, in partenariato con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e i comuni di Pomigliano d’Arco e Avella.

DUE EVENTI SPECIALI PER L’APERTURA, IN DUE LOCATION D’ECCEZIONE

Ad inaugurare la XXVI edizione di Pomigliano Jazz, sabato 24 luglio alle 18, sarà il suggestivo concerto sul gran cono del Vesuvio, divenuto ormai uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale in Campania. Sulla vetta del vulcano più famoso al mondo andrà in scena l’inedito live che vede protagonisti il trombettista e compositore statunitense Dave Douglas e il sassofonista partenopeo Marco Zurzolo. Con loro, a completare l’inusuale formazione che si esibirà sullo spettacolare palco allestito a quota 1200 metri, sull’orlo del cratere, che abbraccia dall’alto il golfo di Napoli, ci saranno due contrabbassisti, Aldo Vigorito e Federica Michisanti. Un quartetto allestito appositamente per questa esibizione, per la prima volta in assoluto, con un programma musicale inedito e incursioni nella tradizione ebraica e napoletana.

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Meeting del Mare, la XXV edizione a Marina di Camerota (SA) dal 22 al 25 luglio. Tra gli ospiti Ariete, Iosonouncane e Venerus. Apertura affidata alla CREA meets Orchestra diretta da Pasquale Bardaro, ensemble di 15 musicisti che spazia dai poemi lirici ai temi jazz

MEETING DEL MARE

XXV edizione – IL CORPO

Dal 22 al 25 Luglio 2021

Molo Grande – Marina di Camerota (SA)

www.meetingdelmare.it

Il Meeting del Mare festeggia i suoi primi 25 anni con l’edizione 2021 del festival diretto da don Gianni Citro, in programma dal 22 al 25 luglio a Marina di Camerota (SA).

Musica, danza, mostre e incontri in riva al mare animeranno per 4 giorni e 4 notti la cittadina cilentana, pronta a ospitare 50 esibizioni di artisti e musicisti da tutta Italia, con tre headliner: ArieteIosonouncane e Venerus.

Organizzata dalla Fondazione Meeting del Mare CREA con il sostegno della Regione Campania e del Comune di Camerota, la XXV edizione è dedicata al tema “il corpo” e si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-covid.

Nell’era della celebrazione del corpo mediatico, reso immagine, perché viviamo il trionfo del mondo virtuale, il Meeting del Mare ci chiama a un incontro di corpi, fatti di carne, sangue e parole. Tante parole che, condotte da suoni, diventano respiro.

Dopo l’anteprima di giugno con le attività del MdM Camp – residenza artistica sostenuta da SIAE con il progetto Per chi Crea, che per due settimane ha ospitato 8 giovani artisti under 35, guidati da Eugenio Cesaro e Lorenzo Kruger – il festival entra nel vivo. Giovedì 22 luglio la serata inaugurale della rassegna – ad accesso gratuito – presenta un concerto esclusivo con la CREA meets Orchestra diretta da Pasquale Bardaro. Un travolgente esperimento orchestrale con un ensemble di 15 musicisti, che vaga dai poemi lirici ai temi jazz: composizioni originali di Bardaro ispirate a famose arie d’opera italiane (Rossini, Verdi, Puccini). Sul palco, insieme al vibrafonista e percussionista originario di Camerota ci saranno Sara Vanderwert (voce), Nicola Pellegrino (clarinetto), Andrea Marotta (corno inglese), Claudio Mautone (sax alto), Bruno Cucciniello (sax tenore), Angelo Carpinelli (sax baritono), Antonio FedulloFrancesco Trenga e Alessandro Modesti (tromba), Antonio Reda e Giovanni Reda (trombone), Mirko Maria Matera (piano, rhodes, elettronica), Vincenzo Maurogiovanni (basso) e Pierluigi Villani (batteria).

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