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SPAZIO ZTL 14 GENNAIO 2023 ORE 21.00 “AROUND BEIJING” – Simona De Rosa e Michal Ciesielski

CONCERTI SPAZIO ZTL

14 GENNAIO ORE 31.00

“AROUND BEIJING”

Simona De Rosa – Voce
Michal Ciesielski – Pianoforte

Pechino 2018. I due musicisti si incontrano in un club dove entrambi partecipavano ad una jam session. Da allora nasce una forte amicizia e una solida collaborazione che confluisce nella produzione di un disco in uscita quest’anno. Entrambi docenti jazz del prestigioso Contemporary Music Academy di Pechino, Michal e Simona hanno portato la loro musica in Cina al Tahui Jazz Festival, in Inner Mongolia, al Lincoln Center di Shanghai, Blue Note di Pechino e in tantissimi jazz club. Per la prima volta si esibiranno insieme a Napoli dove proporranno il loro repertorio originale e riarrangiamenti dei classici americani.

21:00 – 𝑨𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂
21:45 – 𝑰𝒏𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒓𝒕𝒐

𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
10,00 € Formula Teatro

𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐎𝐁𝐁𝐋𝐈𝐆𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀
ONLINE ➡️ https://www.zurzoloteatrolive.it/news/14-01-2023-around-beijing-simona-de-rosa-e-michal-ciesielski/ 
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TRIANON VIVIANI, FLO canta le “Brave ragazze” – venerdì 13 gennaio, ore 21

Fondazione

direzione artistica Marisa Laurito

Trianon Viviani, Flo canta le “Brave ragazze”

Domani, venerdì 13 gennaio, alle 21, la cantautrice propone le storie di
donne straordinarie tra Violeta Parra e Gilda Mignonette

Al Trianon Viviani, domani, venerdì 13 gennaio, alle 21, sarà di scena Flo
con “Brave ragazze”.

Con questo recital la cantautrice racconta la musica e la vita di donne
straordinarie, che, “armate” di canzoni, hanno lasciato un segno indelebile
nella cultura latina: storie di coraggio e rivoluzione che ci restituiscono
una visione contemporanea e allargata della prospettiva femminile e del
carattere latino.

Le brave ragazze – autrici o ispiratrici di questo concerto – sono donne
divise tra grandi successi e grandi solitudini, pietre miliari della nostra
musica e della nostra cultura. Come Gabriella Ferri e Violeta Parra,
entrambe simboli di passione incontenibile e mal di vivere. Come la Lupe,
l’artista cubana che incantò Hemingway, Tennessee Williams e Marlon Brando,
che, dopo l’enorme successo in America, conobbe l’oblio in sedia a rotelle e
la vita da senza tetto. Come Leda Valladares, la cantante ricercatrice del
Tucuman, che con il suo registratore raccoglieva sul campo canzoni antiche e
urla solitarie, che andavano via via scomparendo: a lei che recuperava la
memoria, l’ironia macabra della sorte la condannò a finire i suoi giorni in
una clinica per malati di Alzheimer. Come, infine, Gilda Mignonette, la più
famosa cantante napoletana d’America, la Regina degli emigranti che morì in
mare, durante la traversata da New York a Napoli, dopo aver espresso il
desiderio di morire nella propria amata città natale: sul suo certificato di
morte verranno riportate le coordinate del punto in cui si spense, da
migrante per sempre.

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Recensione: Denise King e gli Hammond Groovers concludono la IX Edizione di “Jazz & Baccalà “

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com)

Grande successo di pubblico per il concerto conclusivo, sabato 3 dicembre, della IX Edizione di “Jazz & Baccalà” che ha visto sul palco del Teatro Summarte, sotto la direzione artistica di Marco Panico, grandi artisti del panorama jazz italiano ed internazionale tra i quali, appunto, la cantante Denise King e gli Hammond Groovers composti da Elio Coppola alla batteria, Daniele Cordisco alla chitarra e Antonio Caps all’organo Hammond.

I concerti di Denise King sono una full immersion di sonorità jazz, rithm & blues, soule gospel. La sua voce straordinariamente armonica, raffinata, elegante su tutte le note, produce un’intensa energia musicale carica di un feeling travolgente e capace di fondere stili diversi in perfetta tradizione afroamericana. Scoperta da Dexter Wansel, produttore, arrangiatore e regista della Philadelphia International Records, Denise King ha conquistato il grande pubblico con quattro cd di successo e magistrali live-show nei più prestigiosi jazz club, festival e teatri di Philadelphia, Atlantic City e New York. Tra i tanti progetti e collaborazioni ci sono musicisti internazionali come Bobby Durham, Archie Shepp, Mickey Roker, Roy Hargrove, Christian McBride, Orrin Evans, Uri Caine, McCoy Tyner e le grandi star del blues Ruth Brown e Koko Taylor fino alle pop star del calibro di Billy Paul e Céline Dion. Denise ama lo swing ed è capace di coinvolgere il pubblico con la sua musica, in particolar modo quando canta le ballads. L’ultimo progetto a cui sta attualmente lavorando è un tributo alla cantante che più l’ha ispirata, Sarah Vaughan.

Per l’occasione la cantante è stata accompagnata dagli HAMMOND GROOVERS ossia il pluripremiato DANIELE CORDISCO (Jerry Weldon, Ronnie Cuber, Pat Bianchi, Fabrizio Bosso) alla chitarra, il virtuoso ANTONIO CAPS (Flavio Boltro, Greg Hutchinson, Stefano di Battista) all’organo hammond e il talentuoso batterista ELIO COPPOLA (Joey De Francesco, Benny Golson, Peter Bernstein, George Cables, Shawnn Monteiro, Dado Moroni).

Il trio ha registrato un grande successo in tutta Europa ed in America esibendosi in alcuni tra i più famosi jazz Festival e Jazz Club accompagnando alcuni tra i più prestigiosi artisti internazionali.

Il concerto di sabato è stato l’occasione per ascoltare brani standard jazz delle più belle voci jazz mondiali, alcuni brani soul pop come quello che Denise King ha dedicato a Amy Winehouse, e alcuni brani originali del gruppo presenti nel disco “Tell Me When” registrato nel 2017 ed edito da Musicology Records.

Recensione: “Quadri di un’esposizione” a Villa di Donato

Di Clementina Abbamondi

Sabato 5  dicembre  2022  nel bellissimo giardino d’inverno  della  settecentesca Villa di Donato, per  la  Rassegna “La Musica ha Trovato Casa “, finanziata dal  Comune di Napoli ed   in collaborazione con MAX 70 in Villa di  Donato ed Avos Project  è stato proposto l’evento “Quadri di un’esposizione” che vuole mettere  a  confronto  il  genio creativo di Modest Musorgskij ed il talento di Emerson Lake and Palmer i quali, poco più che ventenni , riscrissero in chiave rock progressive “Pictures at an Exhibition”.

La padrona di casa Patrizia De Mennato ha presentato il concerto dicendo “ Questo spettacolo “ Quadri di un’esposizione”  dimostra  appieno la sinergia tra  due delle principali Rassegne  musicali della Stagione : la Classica diretta da  David Romano e La Contemporanea diretta da Brunello Canessa  ed in particolare, per  me rappresenta una serata ricca di grandi emozioni in quanto il concerto di stasera è stato progettato proprio a Villa di Donato nel 2017 ed incarna a pieno la filosofia che accompagna i nostri eventi , ossia un continuo dialogo tra generi musicali, il piacere di suonare insieme e di dare una “casa” alla musica e poterla godere dal vivo insieme ad i nostri appassionati amici”.

Patrizia De Mennato presenta quindi i musicisti Brunello Canessa, voce, chitarra e basso, Giuseppe Sarno alla tastiera, Elio Positano alla batteria e Fabio Fornaciari, uno dei giovani musicisti di Amos Project, al piano solo.

Dice Patrizia De Mennato “Quest’ anno oltre ad ascoltare dal vivo la musica cerchiamo di promuovere un accompagnamento all’ascolto, stasera in particolare voglio invitare sul palco Diego Nuzzo un carissimo amico con il quale ho una sintonia particolare ed è un meraviglioso narratore “.

Diego Nuzzo, architetto, musicista e scrittore e ideatore della Rassegna “Wunderkammer” dedicata al teatro e alla musica da camera, ha detto “E’ un privilegio unico e prezioso ammirare dei quadri in una situazione tranquilla senza distrazioni. Voi potete immaginare quello che Musorgskij ha provato quando ha visitato la Mostra dedicata a San Pietroburgo in memoria del suo amico pittore Viktor Hartmann prematuramente scomparso.

Sono i quadri di Hartmann che hanno ispirato la bellissima” suite” composta da Musorgskij che comprende 15 pezzi di cui 10 quadri e 5 Promenade che rappresentano una passeggiata che lo spettatore fa tra un quadro e l’altro”.

Le Promenade presentano sempre lo stesso tema, con leggere variazioni, quasi a far risaltare i vari stati d’ animo che pervadono il compositore per il quadro appena visto e la ripetizione del tema funge inoltre da elemento di coesione in una composizione basata su forti contrasti tra un soggetto e l’altro. L’opera presenta caratteri fortemente sperimentali. In particolare, il pianismo di tipo percussivo taglia completamente i ponti con la tradizione romantica, aprendo la porta alla musica del Novecento. Il motivo ed il ritmo principale delle “Promenade” richiamano le canzoni popolari russe.

Diego Nuzzo ha presentato il giovane pianista Fabio Fornaciari che ha suonato due delle Promenade e due pezzi, il primo Gnomus rappresenta il primo quadro dell’esposizione, un nano malvagio che si aggira nella foresta ed il secondo “Il vecchio castello” è ambientato in Francia dove un trovatore intona la sua struggente canzone d’amore davanti alle mura di un castello medievale. Nel primo quadro già si sente che siamo lontanissimi dalle armonizzazioni romantiche ottocentesche e ricorda quasi una colonna sonora contemporanea mentre nel secondo “Il vecchio castello” rappresenta l’episodio più lirico dell’intera raccolta, malinconico, trasognato.

Bravissimo Fabio Fornaciari che ha incantato il numeroso pubblico presente dimostrando che, nonostante la giovane età, da’ già prova di un indiscusso talento.

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Recensione: Elio in “Ci vuole orecchio” al Teatro Cilea di Napoli

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Chi altri se non Elio poteva portare in scena le canzoni di Enzo Jannacci?
Proprio lui, infatti, insieme alle Storie Tese, è l’erede più puro dello stile del poetastro, come l’artista amava definirsi, e anche della sua milanesità (brani del complessino come Zelig: la cunesiùn del polpacc e Parco Sempione hanno molto delle canzoni su Milano di Jannacci, ma anche quelli di Abbecedario e Luigi il pugilista potrebbero essere due personaggi usciti dalla penna del cantautore milanese).

E allora lo spettacolo Ci vuole orecchio è il naturale approdo della passione di Elio per Jannacci ed il suo personale omaggio ad uno dei suoi maestri.
Omaggio perfettamente riuscito e che ieri sera ha presentato al Teatro Cilea di Napoli un concerto/spettacolo di grande emozione.

Sul palco insieme ad Elio una band di musicisti giovanissimi ma decisamente bravi tecnicamente e che non si limitano solamente a suonare, essendo parte integrante del recital, tra musica e scambi di battute col “capobanda”. Capitanati dal Maestro Alberto Tafuri al pianoforte ci sono Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono, Giulio Tullio al trombone.


La bellissima e coloratissima scenografia di Lorenza Goberti e i costumi di Elisabetta Menziani, con le luci del light designer Aldo Mantovani, ci hanno riportato alle atmosfere agli anni ’60 e ’70, per immergerci in un altro tempo, quello di quando quelli che portavano i scarp del tennis erano i barboni, mentre oggi le scarpe da ginnastica sono diversificate e oggetto di moda, come ironizza Elio in uno dei monologhi tra una canzone e l’altra.

Già, perché lo spettacolo non è solamente una carrellata di canzoni di Jannacci per rendergli omaggio, ma tra un brano e l’altro ci sono delle parti narrate e recitate, scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Dello stesso Elio, ma anche di Umberto EcoFrancesco PiccoloMarco Presta, fino a Michele Serra e Dario Fo.

Un’ora e venti in bilico tra allegria e tristezza, fra tragedia e farsa, gioia e malinconia.  Seduto in teatro ti senti trasportare nel mondo sensibile di Jannacci che con il suo umorismo e la sua poesia riusciva sempre a strappare una risata o un sorriso anche se nei suoi racconti si nascondeva sempre un realismo ai confini del surreale, che diventava a tratti  toccante e con risvolti dolceamari come è d’altronde la vita stessa.

Elio ancora una volta con questo spettacolo è riuscito a proporre al  suo pubblico un momento di assoluta e rara bellezza in quanto è riuscito a   riesce a rendere omaggio a Jannacci e al suo mondo perfettamente, dimostrando ancora una volta di esserne suo  degno erede.

Uno spettacolo da vedere, giocoso e profondo, perché in questi tempi soprattutto, è quello di cui abbiamo più bisogno. 

Recensione: Eddy Napoli in “Viva Napoli” al Teatro Trianon

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

 

Emozionante concerto sabato 26 novembre al Trianon Viviani di Eddy Napoli.  Figlio di Vincenzo De Crescenzo, autore del noto brano Luna rossa, ha proposto un progetto “Viva Napoli” , scritto e diretto dallo stesso Eddy Napoli  per celebrare, nel 2020,  i 70 anni di vita del famosissimo brano “Luna Rossa”, scritto dal padre e pubblicato nel 1950.

Purtroppo causa pandemia, i festeggiamenti per tale evento furono sospesi e come ha dichiarato lo stesso cantante sul palco del Trianon, sono stati semplicemente rimandati a 2025 per poter festeggiare i 75 anni di tale importantissimo gioiello della canzone simbolo di Napoli nel mondo, assieme ad altri brani del repertorio classico napoletano, che hanno fatto  rivivere allo spettatore, con l’esecuzione dal vivo, emozioni e stati d’animo unici.

Eduardo De Crescenzo in arte Eddy Napoli è figlio d’arte, il padre Vincenzo De Crescenzo è l’autore della famosa Luna Rossa. È cugino dell’omonimo cantante e musicista Eduardo De Crescenzo. È stato a lungo il solista de “L’Orchestra Italiana” di Renzo Arbore e la sua voce ha contribuito alla grande popolarità che vanta oggi l’orchestra nel mondo. È autore e compositore di musiche per opere teatrali e cinematografiche di Vincenzo De Crescenzo, Pupella Maggio, Nunzio Gallo, Mario Merola nonché di canzoni, tra gli altri, per Roberto Murolo, Raffaella Carrà. Nel 2004 è protagonista di un concerto live al Teatro di Erode di Atene con George Dalaras e Dulce Pontes; durante l’evento viene registrato un CD/DVD che diventa Disco di Platino in Grecia. La sua attività Artistica lo ha visto protagonista di numerosi concerti in Italia e all’estero accompagnato dalla sua “Luna Rossa Orchestra”. Poco prima del lockdown ha fatto tappa ad Ashdod in Israele, a Paphos in Cipro in occasione del riconoscimento dato alla Città come Capitale Europea della Cultura, ad Atene per altri concerti con George Dalaras.

Il concerto è stato un vero e proprio  viaggio cantato e raccontato che parte da fine ‘800 e arriva ad oggi. Un live che ha emozionato, divertito, che per quasi tre ore di spettacolo ha fatto cultura ed è riuscito ad abbracciare ogni fascia di età ed ogni genere di pubblico.

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Recensione: Pink Floyd Legend in “Atom Heart Mother” al Teatro Augusteo di Napoli

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di Catuogno Mario (SpectraFoto)- http://www.spectrafoto.com

il 23 novembre al Teatro Augusteo di Napoli è andato in scena “ATOM HEART MOTHER”, il capolavoro dei Pink Floyd uscito nel 1970.
Protagonisti della serata i Pink Floyd Legend che, dopo un primo set in cui suoneranno (nella loro classica formazione) alcuni tra i più grandi successi del gruppo britannico, riproporranno l’esecuzione integrale della celebre suite.
La realizzazione di Atom Heart Mother dal vivo è una produzione unica e speciale: i Pink Floyd Legend, infatti, sono l’unico gruppo che dal 2012 porta in scena la lunga suite nella versione integrale, accompagnati, come nell’originale, da Coro e Orchestra.
Atom Heart Mother, le cui partiture orchestrali furono scritte dal giovane compositore sperimentale Ron Geesin, si snoda attraverso straordinarie combinazioni tra musica classica e rock, alternando momenti pervasi da eleganti melodie ad altri di pura potenza sinfonica: Atom è considerato il disco della maturità e un punto di svolta nel percorso artistico per i Pink Floyd che abbandonano la psichedelia in nome del progressive rock.
Come tutte le produzioni firmate Pink Floyd Legend, le oltre due ore di musica si sono avvalse di un incredibile disegno luci e di sorprendenti effetti scenografici che, uniti alla fedeltà degli arrangiamenti, all’utilizzo di strumentazione vintage, ai video dell’epoca proiettati su schermo circolare di 5 metri, ad Algie il grande maiale gonfiabile, ai costumi di scena, ai laser, ricreano quel senso di spettacolo totale per vivere un’indimenticabile “Floyd Experience”
PINK FLOYD LEGEND : Nati nel 2005, i Pink Floyd Legend sono oggi riconosciuti come il gruppo italiano che rende, in ogni loro spettacolo, il miglior omaggio alla musica dei Pink Floyd, grazie alla realizzazione di show perfetti, frutto dello studio approfondito delle partiture e dei concerti live che la band inglese ha proposto nel corso degli anni.


Da Atom Heart Mother, la celebre suite per orchestra e coro, che dal 2012 a oggi, a ogni rappresentazione, ha realizzato il “tutto esaurito” (come al Teatro Olimpico e l’Auditorium della Conciliazione di Roma), al tour italiano di The Dark Side of The Moon, insieme alla straordinaria Durga Mc Broom (vocalist dei Pink Floyd dal 1987 e per la prima volta su un palco con una band italiana), nel 2015, aggiungono un importante tassello alla loro biografia grazie all’esecuzione integrale, in prima assoluta mondiale, dell’album The Final Cut in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario dello sbarco di Anzio, con la presenza dello stesso Roger Waters.
Il tour 2016 è stato caratterizzato da concerti/evento, in luoghi di assoluto prestigio, che hanno visto una grandissima partecipazione di pubblico che ha assistito alle nuove messa in scena di “The Dark Side Of The Moon” e “Atom Heart Mother” (con una nuova orchestra e un coro di 140 elementi, nel magnifico Sferisterio di Macerata – storica sede dell’opera mondiale) e l’inedito “Live At Pompeii” che ha ripreso vita nel palcoscenico del Teatro Romano di Ostia antica in occasione della prima edizione della rassegna “Il Mito e il Sogno”, registrando anche qui il tutto esaurito e una lunga standing ovation finale.
Il 19 novembre, poi, Roma è diventata il palcoscenico della prima grande giornata/evento dedicata alla musica dei Pink Floyd quando i Legend hanno proposto uno show molto speciale, ripercorrendo l’intera carriera della formazione britannica, con ospiti di eccezione tra cui Carlo Massarini che ha fatto gli onori di casa, catapultando il pubblico attraverso racconti ed aneddoti.

Nella primavera di quest’anno, infine, la celebrazione dei quarant’anni di ANIMALS, andata in scena a Roma all’Auditorium Conciliazione e a Milano al LINEARCIAK, ha confermato il successo della band con un ennesimo tutto esaurito. In queste due occasioni, ospite speciale della serata è stato il giornalista Andrea Scanzi, uno dei più grandi conoscitori e appassionati dei Pink Floyd, che ha raccontato la genesi del disco e gli aneddoti e le particolarità che l’hanno caratterizzato.


http://www.pinkfloydlegend.it

Recensione: Elisabetta Serio quartet guest star Sarah Jane Morris ospite di “Jazz & Baccalà ” 2022

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento della IX Edizione di Jazz & Baccalà 2022 al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA), rassegna ideata ed organizzata dallo stesso Teatro sotto la direzione artistica di Marco Panico, ha visto sul palco ormai prestigioso del teatro stesso una straordinaria pianista Elisabetta Serio che con il suo quartetto composto da Jerry Popolo al sax, Aldo Capasso al contrabbasso e Claudio Romano alla batteria e con una guest di rara bellezza artistica come Sarah Jane Morris ha presentato il suo nuovo progetto “Te doy el gusto” che significa “ darsi il permesso, permesso di essere liberi, forti, se stessi e consapevoli in una verità che non fa rumore” come raccontato dalla stessa Elisabetta Serio in Teatro.

Pianista compositrice and band leader, Elisabetta Serio suona composizioni originali, principalmente strumentali, attingendo dalle sue variegate esperienze artistiche e non solo, sia come side che come leader. Le sue composizioni sono sempre altamente ispirate da tutte le emozioni della vita e si avverte tutto questo in ogni singola nota della sua musica che ha come obiettivo cercare un ordine al caos dell’anima e un modo per raccontarne le emozioni con melodie che toccano il cuore.

Il suo ‘suono’ si ispira alle sue collaborazioni con diversi artisti, primo fra tutti Pino Daniele, poeta e leader del Neapolitan power, oppure artisti stranieri come la cantante inglese Z Star, con la quale ha girato in tour in Europa e non solo, oppure musicisti come Stefano di Battista, Javier Girotto, Phil Palmer, Dave Douglas, Trilok Gurtu, per citarne alcuni.

Il quartetto che l’accompagna sul palco del Teatro Summarte è assolutamente “stellare”, il suono meraviglioso del sax di Jerry Popolo che è un virtuoso assoluto di tale strumento che lui suona in modo davvero mirabile, unito alla ritmica della batteria di Claudio Romano o al talento al contrabbasso di un seppure giovanissimo Aldo Capasso che  ormai è considerato non più una giovane promessa del jazz italiano ma un vero e proprio  musicista di altissimo valore viste le numerose esperienze e collaborazioni artistiche che ha avuto in questi ultimi anni, rendono il talento indiscutibile di Elisabetta Serio sia come pianista che come compositrice assolutamente coinvolgente ed emozionante.

In più la presenza di una delle artiste più amate da Elisabetta, Sarah Jane Morris, ha reso il concerto di sabato 19 novembre un concerto che il pubblico presente non dimenticherà mai.

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Recensione: Francesco Marziani Trio al Mav di Ercolano per Live Tones 2022

Di Clementina Abbamondi
Foto Spectra Foto (www.spectrafoto.com)

Sabato 19 novembre 2022 ,presso il Teatro M.A.V. Di Ercolano ,si è tenuto il concerto jazz del trio formato da tre musicisti partenopei Francesco Marziani al pianoforte, Antonio Napolitano al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria.

L’evento rientra nella programmazione promossa da Gabbianella club S.r.l. che ha assunto la gestione del Teatro M.A.V. di Ercolano.

Alberto Bruno, Presidente del “Live Tones” che ha organizzato il concerto ,ha ringraziato sia il pubblico presente in sala e sia Gianluigi Osteri ,manager della Gabbianella Club, da sempre in prima linea nel diffondere arte e cultura e ha presentato i musicisti che dice “conosco da tanti anni questi bravissimi musicisti e sono legato da  sentimenti di affetto e stima al pianista Francesco Marziani e lo ammiro per l’impegno e l’amore che ha verso la musica “ e ancora “questa sera il trio formato da Francesco Marziani al pianoforte, Antonio Napolitano al contrabbasso e Massimo Del Pezzo alla batteria presenterà il CD TROISI ,il primo lavoro discografico che li vede insieme”.

Il disco è stato inciso per Cose Sonore/Alman Music ed è dedicato a Troisi l’attore napoletano che ha saputo animare la scena teatrale e cinematografica con la sua ironia ed il suo umorismo, sempre velato da una nota di malinconia. L’album contiene otto tracce in tutto, alcune delle quali sono composizioni di Miles Davis,Fats Waller e Stevie Wonder, altre invece sono brani originali composti da Francesco Marziani. Grazie a questo disco il trio ha  l’opportunità di esprimere le proprie idee musicali . Nelle note di presentazione del CD si legge “Il trio ha un linguaggio radicato nella tradizione della musica afroamericana pur se sempre rivolto alla ricerca di ritmi e soluzioni armoniche differenti attraverso la creazione di composizioni originali. Particolare attenzione è rivolta alle contaminazioni musicali in cui si fa spazio il pensiero del territorio”.

I brani raccolti nel CD TROISI si susseguono durante il concerto .due brani composti da Francesco Marziani “Little Child” e “Troisi” che dà il titolo al CD che rappresenta un omaggio all’indimenticabile attore partenopeo. In questo brano i musicisti riescono ad esprimere con i loro strumenti la personalità di Troisi allegra ma sempre un po’ velata di tristezza. Bellissima l’interpretazione del brano” Lately “ di S. Wonder e “The Jiherbug Watz” di F.Waller.

I musicisti durante il concerto hanno dato prova del loro virtuosismo  con degli assoli ricchi di grande energia e passione ed è stato evidente il legame profondo che li lega ed il divertimento ,il piacere e la complicità nel suonare insieme. Di grande effetto è risultata l’interpretazione di Francesco Marziani del famosissimo brano “Anima” cantato dall’indimenticabile Pino Daniele e composto dalla pianista Rita Marcotulli.

I tre musicisti ,in questo concerto, suonano con grande interplay e riescono ad esprimere appieno la loro improvvisazione, grazie anche alla grande amicizia che li lega da tempo e alla condivisione di idee maturate nei tanti anni nei quali hanno collaborato.

Recensione: “L’Orientale è jazz” ad inaugurare l’anno accademico 2022 dell’Università L’Orientale di Napoli

Di Clementina Abbamondi

Martedì 15 novembre 2022 nella bellissima Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, si è tenuto il concerto “L’Orientale è Jazz” ad inaugurare l’anno accademico dell’Università L’Orientale. Di Napoli in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella, l’ISMEO e il Centro Studi Sebetia-Ter. Il Rettore dell’Orientale Roberto Tottoli ha detto in una intervista che la colonna sonora ideale è la musica jazz, un genere che fa della contaminazione culturale il suo punto di forza in quanto lo spirito dell’Ateneo ha come” mission” l’incontro tra culture per la reciproca conoscenza ed un reciproco apprezzamento.

Il concerto ha visto salire sul palco Giuseppe Bassi contrabbassista barese, un musicista versatile, la cui musica passa dal jazz più tradizionale, alla avanguardia, dal funk alla musica classica. Nella sua carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi musicisti jazz del mondo. Giuseppe Bassi è molto vicino alla cultura giapponese e nel 2020 è uscito il CD” Atomic Bass” frutto del suo viaggio in Giappone dopo il terribile disastro nucleare della Centrale Atomica di Fukushima, avvenuto in seguito al violento tsunami che colpì il Giappone nel 2011 e nel 2022 “I Will Touch You” frutto della collaborazione con la pianista giapponese Sumire Kuribayaschi.

Giuseppe Bassi, dopo aver ringraziato il Conservatorio di Napoli e L’Orientale per averlo invitato a partecipare al concerto dice “Non avrei mai sperato e sognato di suonare con questo grande musicista perché apparteniamo a culture lontanissime e suoniamo musiche diverse e quindi sono onorato di presentare Berkant Cakici che trasporterà con la sua musica gli spettatori nell’atmosfera dei suoi luoghi di provenienza”. Il percussionista turco Berkant Cakici ha creato uno stile personale dopo aver studiato sotto la guida del grande maestro di darbuk Hamdi Akatay ed è diventato un virtuoso di un’ampia gamma di percussioni, ha partecipato ad innumerevoli progetti artistici e festival nella scena del jazz e della word music.

Intensissima e coinvolgente è stata la performance di Berkant Cakici che, con grande maestria e tecnica ha tratto dai suoi strumenti il kik e il doholio un ritmo ed un’energia travolgente grazie alla quale è riuscito a far rivivere le atmosfere ed il fascino della sua cultura.

Giuseppe Bassi ha poi presentato gli altri due musicisti che si sono esibiti con lui sul palco della Sala Scarlatti la violinista giapponese Nanako Tarui che suona ogni genere di musica dal jazz all’hip hop alla classica. Nanako Tarui canta, suona e dipinge, ha al suo attivo diversi progetti musicali e ha collaborato con artisti a livello internazionale ed il pianista, tastierista e arrangiatore napoletano Paolo Sessa.

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