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Recensione: Umbria Jazz 50th Anniversary /Sala Podiani


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Ogni anno Umbria Jazz è l’evento più importante di tutto il panorama degli appuntamenti italiani riguardanti il jazz e tra i primi posti di tutti gli altri eventi internazionali di tale genere musicale.

Non a caso ogni anno si registrano numeri record in termini di presenza di pubblico proveniente da tutto il mondo ma anche di Artisti italiani ed internazionali che ogni anno propongono concerti di altissimo livello da tutti i palchi allestiti in tutta la città di Perugia a partire da quelli storici come quello di Piazza IV Novembre o Giardini Carducci, Arena Santa Giuliana o Teatro Morlacchi o più recentemente nella bellissima Sala Podiani allestita all’interno della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Quest’anno poi, in occasione del 50esimo anniversario dell’Umbria Jazz Festival, i concerti sono stati ancora più numerosi e tutti di altissimo interesse e valore artistico, per giunta tutta la Redazione è stata messa a dura prova e per “tentare” di raccontare lo spirito che da 50 anni anima il senso del Festival stesso, abbiamo scelto di riepilogare, per luoghi, i tanti concerti ai quali abbiamo assistito durante i tanti giorni di programmazione dell’Umbria Jazz.

Iniziamo quindi dai concerti che nel primo week end di programmazione sono stati presentati alla Sala Podiani, un luogo di grande intensità emotiva e sensoriale, dove si è registrato quasi sempre, nonostante il caldo, il tutto esaurito.

I nomi tutti di grande livello internazionale, da Dado Moroni, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi a Nduduzo Makhathini sudafricano, al cubano David Virelles e alla tedesca Olivia Trummer, in duo con Nicola Angelucci. Il Trio Brandee Younger che ha suonato l’arpa classica uno strumento non usale nel mondo del jazz. La grande performance di Marc Ribot che ha riscosso grandissimo successo nei due set quello delle 12 e delle 15.30.

Da citare il duo con Miguel Zenón sax contralto e Luis Perdomo al piano duo dalle sonorità latine, e anche il duo sax/chitarra Pietro Tonolo e Giancarlo Bianchetti. Un bellissimo progetto jazz di Vanessa Tagliabue Yorke non ultimi Enrico Morello in “Cyclic Signs” con Francesco Lento, Daniele Tittarelli e Matteo Botone e il trio MiXMONK con Joey Baron, Robin Verheyen e Bram De Looze.

Recensione: Nick TheNightfly ospite di “Agora’ San Sebastiano al Vesuvio” per Napoli Jazz Club

Di Annamaria De Crescenzo
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Per il terzo appuntamento di musica jazz, su idea di Michele Solipano direttore artistico dell’Associazione Napoli Jazz Club di Napoli, inserito nel ricchissimo  programma di “Agora’ San Sebastiano al Vesuvio” giovedi  6 luglio un concerto imperdibile con uno dei piu’ grandi interpreti della musica jazz oltre a grandissimo esperto musicale, Nick The Nightfly  in  “Hey! Mr Bacharach”, dedicato ai più grandi successi di Burt Bacharach, riarrangiati dal maestro Gabriele Comeglio con la partecipazione straordinaria di Simona Bencini, un disco meraviglioso con il quale ha reso omaggio ad uno dei compositori più influenti ed amati di tutti i tempi. Una magnifica impresa musicale quella di unire il Pop raffinato di Bacharach con il ritmo jazz e swing della sua band con la quale ormai  Nick TheNightfly vive la sua musica da anni.

Il dj e musicista scozzese che conduce un programma di grandissimo  su 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 dal 1989 sarà accompagnato da Jerry Popolo al sassofono, Claudio Colasazza al pianoforte, Francesco Puglisi al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria.

Tanti i brani che Bacharach ha scritto durante la sua carriera  ma la scelta di quelli presentati al pubblico è ricaduta su quelli più amati da Nick.

Ho scelto quelli che fanno parte della memoria musicale che ho di lui – dichiara – nel disco c’è anche un mio brano originale ‘Still In Love’ che dedico a Mr Bacharach, è un brano dove ad influenzarmi è stata la sua musica. Ho avuto il piacere di intervistarlo in diverse occasioni – aggiunge – ed il mio ricordo di lui è di una persona piacevolissima, colta, curiosa, simpatica e piena di aneddoti sulla sua lunga vita nel mondo della musica. Il ricordo più nitido di Bacharach che ho è stato in occasione di un suo concerto all’Arena di Milano, che ho presentato e assistito dal palco, insieme alla mia famiglia. Un concerto indimenticabile. Quella sera ascoltando le sue musiche ho rivissuto una parte della mia vita e pensavo a quanta magia c’è dentro una canzone, legata a ricordi e momenti della vita e che ci accompagnerà per sempre. Spero che il nostro omaggio alle musiche di Burt Bacharach, Hal David e gli altri autori vi piacciano -conclude – regalandovi emozioni e momenti belli come i nostri durante le registrazioni e l’esecuzione dal vivo di Hey! Mr Bacharach“.

Tantissimi i brani presentati durante la serata, prima soltanto da Nick TheNightFly poi da Simona Bencini che ha interpretato alcuni dei brani portati al successo da alcune delle voci piu’ importanti dello scenario musicale internazionale, come Arthur’s theme (The best that you can do), Close to you, I say a little prayer, Still in love, I’ll never fall in love again, This guy’s in love with you, Walk on by, What the world need now is love

Pubblico entusiasta, Nick the Nightfly assolutamente irresistibile , nel suo solito stile da protagonista assoluto del palco, ha raccontato aneddoti divertenti come quelli relativi all’intervista proprio con il grande Bacharach in occasione di un suo ultimo arrivo in Italia e di un incontro con lo stesso Nick che è rimasto nel cuore e nella mente del musicista come un momento incredibile della sua vita di artista e di Direttore Artistico quale egli è visto che guida la programmazione artistica del famoso Blue Note di Milano da tantissimi anni.

Il concerto è stato di un’emozione unica, il pubblico assolutamente affascinato dalla musica di Nick e degli straordinari musicisti che lo accompagnano sul palco e dalla voce meravigliosa di Simona Bencini e alla fine del concerto stesso il pubblico entusiasta ha salutato in una straordinaria standing ovation l’ultimo brano in scaletta “I say a little prayer” che ha fatto ballare l’intera platea.

Recensione: Lorenzo Simoni vince il Premio Massimo Urbani 2023

Di Clementina Abbamondi

Il  giorno  1  e 2  luglio 2023  si è svolta la  XXVII  edizione  del Premio internazionale Massimo Urbani  il premio è il più importante concorso per solisti  jazz,  ideato e fondato da Paolo Piangiarelli, storico organizzatore produttore e discografico maceratese   recentemente scomparso,   il premio   è  stato intitolato a Massimo Urbani geniale sassofonista  romano prematuramente scomparso. 

Il concorso ha l’obiettivo di valorizzare i giovani   talenti del  jazz  emergenti, contribuendo allo sviluppo della loro carriera artistica.    La prima serata  della manifestazione si è  svolta,  causa maltempo, nell’ Auditorium  Benedetto XIII di Camerino, mentre la seconda serata si è svolta  nella cornice incantevole  “ dei giardini della Rocca Borgesca”,  con i  suoi alberi   secolari   e  un  superbo belvedere.    

Il primo gruppo  che si è  esibito è  stato Antonio Ottaviano Bright  6et, il sassofonista   vincitore  del premio Massimo Urbani  2022. Il Sestetto ha presentato un progetto  ricco di energia  ed improvvisazioni.    

Dopo  l’ esibizione di Antonio Ottaviano ha preso il via la Finale del Premio Internazionale Massimo Urbani.

Nella  serata  del Premio  a Camerino si sono esibiti:      

Lorenzo Simoni al sax alto, primo classificato,    Vitantonio Gasparri  al vibrafono, secondo classificato e premio della Critica e  Pubblico, Gianmarco Ferri alla chitarra,   terzo classificato, Igor  Senderov  al  sax  alto,    terzo  pari merito,  Perla Palmieri  voce, premio Social e Borsa di studio Nuoro Jazz, Cimino Edoardo alla chitarra,Borsa di studio Fara Music,   Federico  Califano al  sax  alto,  Donato Edoardo  al  sax  alto,  Andrea  Margherita Martinelli   voce,  Marco Ullstein     al vibrafono.

Il  vincitore è stato premiato dal  presidente della  giuria   Francesco Cafiso anche lui vincitore giovanissimo del Premio Internazionale Massimo Urbani  che, chiamato sul palco ha dichiarato  che il livello artistico dei concorrenti era veramente  molto alto e che quindi era stato molto difficile  decretare  il vincitore  Dice  Cafiso “ il Premio Internazionale  Massimo Urbani rappresenta  una importantissima occasione  di confronto e di condivisione musicale e quindi deve essere uno stimolo  per voi giovani musicisti  di coltivare questa grande passione  per la musica

La  bravura del sassofonista Maurizio Urbani  è quella di un musicista ricco di tecnica  e passione che riesce a comunicare  ai giovani musicisti che ricevono da lui stimoli e consigli.  Come ogni anno Maurizio Urbani ha invitato i  musicisti finalisti del Premio a salire sul palco e suonare con il suo gruppo,  regalando al pubblico presente  un concerto ricco di energia. Spettacolare è stato il concerto finale eseguito  dal Presidente della giuria  Francesco Cafiso che accompagnato da  Alessandro Lanzoni  al piano, Gabriele Pesaresi al  contrabbasso, e Massimo  Manzi alla batteria,  ha incantato il pubblico  presente con le sue performance ricche  di  talento, la sua vena giocosa sempre presente nelle sue  esibizioni  e l’ uso dell’ improvvisazione che rende le sue interpretazioni  uniche. Francesco Cafiso  è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana del titolo di Cavaliere della Repubblica in quanto ha portato la musica italiana nel mondo. Il talentuoso sassofonista ha invitato Lorenzo Simoni  vincitore del  Premio  a suonare col gruppo. La manifestazione si è svolta in maniera perfetta grazie a tutti gli organizzatori dell’ evento:  Daniele Massimi Presidente di Musicando Jazz per la sua instancabile presenza ad ogni  fase della manifestazione, a Pamela  e  tutti i volontari  che  rendono questo evento sempre più  spettacolare, un plauso va anche alla sezione tecnica che ha gestito in  maniera eccellente  luci   e suoni. Molto gradita dai presenti  l’Apericena  delle diciannove  con la degustazione dei  vini  e delle specialità  gastronomiche del territorio  e  della birra artigianale

Recensione: Chiara Civello ospite di “Agorà San Sebastiano al Vesuvio”

Di Annamaria De Crescenzo
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Ritorna dopo  il grande successo dell’edizione dell’anno scorso, la rassegna “Agorà San Sebastiano al Vesuvio”con un ricchissimo programma di spettacoli e film all’aperto nel grande Parco Urbano di Via Panoramica a San Sebastiano al Vesuvio, che proporrà ben 45 film, 8 spettacoli e 6 concerti all’aperto  tra i quali anche concerti  jazz di altissimo livello come quelli  di Roberto Gatto, Elisabetta Serio, Javier Girotto e tanti altri, sezione ideata, curata ed organizzata dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano.

 Tra gli altri ospiti dell’intera rassegna nomi importantissimi del Teatro, Musica e cultura in generale come Paolo Caiazzo, Maurizio De Giovanni, Marco Zurzolo e tanti altri personaggi dello spettacolo.

Il primo concerto giovedì 22 giugno con la straordinaria voce di Chiara Civello in “Sono come sono tour 2023” che l’ha vista protagonista assoluta con una band d’eccezione sul palco allestito in grande stile nel Parco Urbano e che ha visto l’affluenza di un vastissimo pubblico venuto ad applaudire una delle voci più interessanti del panorama jazz internazionale .

Dopo un album di grandissimo successo “Chansons” e dal recente tour “Sono Come Sono” che è un richiamo al titolo del suo ultimo singolo, pubblicato da Four Flies Records, e che è un vero e proprio inno alla libertà di essere e di amare, la cantante e polistrumentista  Chiara Civello porterà in giro per l’Italia questo nuovo spettacolo che è un repertorio di canzoni che “raccontano “ il suo percorso artistico e di vita, dagli esorti a New York, alle collaborazioni artistiche in Brasile, alle riletture di canzoni del mondo e tutte le influenze musicali e culturali che l’hanno portata ad essere l’artista di altissimo livello quale lei è.

Con una voce come poche artiste hanno  in Italia, Chiara Civello e Tauna delle ultime grandi regine del jazz. Famosa negli Stati Uniti e in Brasile forse anche più che da noi, ha avuto modo di lavorare nella sua carriera con artisti come Michael Bublé, James Taylor, Burt Bacharach, Gilberto Gil, Al Jarreau, Pino Daniele e anche Tony Bennett, profondamente innamorato della sua voce.

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Recensione: Giovanni Truppi & Unterwasser ospiti al Teatro Acacia per “Vomero Suona”

Di Annamaria De Crescenzo
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Sabato 15 aprile un concerto di grandi emozioni al Teatro Acacia del nuovo tour organizzato da Ponderosa Music & Arts, iniziato il 1 aprile presso il Teatro del Parco di Mestre e che si concluderà stasera allo Spazio Rossellini di Roma. di Giovanni Truppi che ha presentato il suo nuovo album,” Infinite possibilità per esseri finiti”, che vede sul palco in un’unione perfetta musica e teatro d’ombra.

Il cantautore, sempre alla ricerca di nuove possibilità sonore e artistiche, si è esibito in un concerto assolutamente non tradizionale, ma bensì un vero e proprio viaggio attraverso le emozioni uniche e straordinarie della musica di Giovanni Truppi che ha visto l’artista affiancato dal produttore Marco Buccelli e dalla compagnia di teatro d’ombra Unterwasser.

Quest’ultima, composta esclusivamente da donne, è stata vincitrice del Premio della Critica 2022 dell’ANCT ed è nota per la sua raffinata cura dei dettagli e la sua attenzione alle luci e alle ombre.

Infatti, in un’atmosfera davvero molto particolare, con Giovanni Truppi prima al piano poi alla chitarra, con luci bassissime, quasi al buio, per dare spazio alle ombre proiettate alle spalle dell’artista stesso, ogni brano eseguito dal cantautore napoletano, è stato un dialogo con il teatro d’ombra di Unterwasser e con gli strumenti (batteria, percussioni, chitarra di Marco Buccelli tutti montati in modo tale che il musicista li suonasse di spalle al pubblico) , creando un’esperienza unica e coinvolgente per il pubblico numerosissimo in sala.

Infinite possibilità per esseri finiti uscito in primavera per Virgin Music Las/Universal Music Italia è un album molto articolato in cui la formula del fraseggi otra piano e spoken word si mescola alla fitta trama di elettronica, ambient, hip-hop (e anche i fratelli Eno) creata dal duo Buccelli-Contessa ed è un racconto che va oltre la sfera personale arrivando a note che fanno di Giovanni Truppi un cantautore molto sensibile orientato a temi che rivelano il suo carattere orientato a temi importantissimi a carattere universale e politico quali l’impegno sociale, il privilegio e la finitezza dell’essere umano che in questo album sono sviluppati attraverso storie autobiografiche fatte di persone e luoghi ben precisi che vanno dal quartiere romano di Centocelle dove abita sino a Bologna, in una sorta di un’osservazione lucida e precisa sui limiti dell’uomo e sulle sue declinazioni che lo stesso cantautore persegue senza sosta da oltre dieci anni e

Oltre alla poesia dei brani di Truppi, il concerto ha un suo fascino particolare perchè oltre ai temi particolari le parole e le emozioni sono strettamente legate tra loro e si intrecciano con i visual creati ad hoc dalla compagnia di teatro d’ombra, in un connubio sorprendente tra immagine e suono, connubio che ha letteralmente conquistato ed affascinato il pubblico presente in Teatro.

Recensione: Walter Ricci 4tet ospiti di “Jazz & Baccalà” al Teatro Summarte

di Annamaria De Crescenzo
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Grandissimo successo di pubblico per la terza serata della XI Edizione di “Jazz & Baccalà “ che ha visto come protagonista assoluto di un concerto spettacolare una delle più belle voci maschili jazz degli ultimi dieci anni come quella di Walter Ricci che, con un trio di validissimi musicisti come Dario Deidda, Elio Coppola  e Daniele Scannapieco,   ha dato vita ad uno dei più bei concerti proposti  durante tutti questi anni di jazz proposto dal Teatro Summarte.

Walter Ricci, classe 1989, cresce in un ambiente musicale grazie agli stimoli provenienti dal padre musicista. Si forma così con l’ascolto di ogni genere di musica ma, fin da giovanissimo, è il jazz in tutte le sue declinazioni a incuriosirlo e ad appassionarlo, dal pop sino al contemporary jazz e in pochi anni lo troviamo già sui palchi dei jazz club più ambiti ad esibirsi con musicisti già noti e di rinomata esperienza. Nel 2006 vince il “Premio Nazionale Massimo Urbani”. Nel 2009 arriva l’ incontro con Pippo Baudo che lo invita al programma “Domenica In” come vocalist dell’orchestra diretta da Pippo Caruso. Nelle numerosissime puntate del programma ha l’occasione di incontrare e duettare con artisti di fama internazionale, tra i quali Michael Bublé e Mario Biondi. Nel 2015 partecipa ed arriva in semifinale al prestigioso Monk Competition a Los Angeles organizzato da Quincy Jones. Spaziando dal jazz al pop, Walter Ricci duetta con i più grandi musicisti del mondo come Richard Bona, George Benson e Mario Biondi.

Seppur con cosi tanta  esperienza alle spalle Walter Ricci è rimasto il ragazzo semplice di un tempo, innamoratissimo della musica che propone con grande entusiasmo e talento, innamoratissimo delle emozioni di stare su un palco di fronte al pubblico che ogni volta dimostra di adorarlo sempre di più.

La particolarità di questo cantante musicista (bravissimo anche al pianoforte) è quella di saper dominare il palco e guidare il pubblico, con la sua voce meravigliosa da vero jazzista sullo stile dei più bravi artisti americani, attraverso le emozioni che solo il jazz, studiato, interpretato, vissuto come lo vive con grande passione ed entusiasmo Walter Ricci sa dare.

Il concerto è iniziato con una bellissima interpretazione di “You make me feel so young” una canzone del 1946 composta da Josef Myrow, con testo scritto da Mack Gordon e incisa da tantissimi cantanti americani come Perry Como, Frank Sinatra che l’inserì nell’album “Songs for Swingin’Lovers” del 1956, fino a Michael  Bublé che l’ha inserita nell’album “To be loved” nel 2013, seguito da un altro splendido successo della musica americana come “Love” dello straordinario Nat King Cole.

Subito dopo brani spettacolari della tradizione jazzistica come “You don’t Know me “ splendido brano cantato anche da una particolarissima coppia di artisti straordinari come Ray Charles e Diana Krall, per passare di nuovo alla musica delle grandi emozioni con i brani Monnalisa, portata al successo sempre dal grande Nat King Cole , “Pennies from Heaven” nella quale Walter Ricci esprime tutto il suo talento da crooner affascinando la platea letteralmente conquistata dalla voce di Walter ma anche dal talento assoluto dei musicisti del quartetto che sono stati superlativi, non solo nel mondo musicale dei crooner americani ma anche del pop/soul come quello di un brano famosissimo di Stevie Wonder come “Overjoyed” o  dalle sonorita’ squisitamente jazz  come “Blues in the corner”  e “It’s all right with me” bellissimo brano portato al successo da una delle più belle voci di ogni tempo come Ella Fitzgeral, per poter poi finire ad una bellissima interpretazione di “Guarda che luna” e di “Reginella” in una sorta di omaggio alla musica della tradizione napoletana ma sempre rivisitata e reinterpretata con lo stile unico e appassionato del quartetto che e’ stato salutato dal pubblico presente in sala con un lunghissimo applauso finale.

Prossimo appuntamento di “Jazz & Baccalà il 1 aprile con Simona De Rosa feat  Michal Ciesielski in “Genub”

Link di acquisto: https://www.summarte.it/blogs/news/jazz-baccala-ix-edizione-

febbraio-aprile

In caso di intolleranze comunicare prima dell’evento

Teatro Summarte

Via Roma, 15 – Somma Vesuviana (NA)

0813629579 – 3935667597

http://www.summarte.it

Recensione: Alla V Edizione di Pignatelli in Jazz Daniele di Bonaventura

Di Clementina Abbamondi

Dal 5 marzo 2023 ha preso il via nella Villa Pignatelli la V Edizione della Rassegna “Pignatelli in jazz” con la Direzione artistica di Emilia Zamuner.

Dopo l’esibizione di alcuni allievi di canto di Emilia Zamuner del Conservatorio di Salerno, è iniziato il concerto di Daniele di Bonaventura. Il bandoneonista, nato a Fermo nelle Marche, è un compositore, arrangiatore, pianista che ha coltivato sin dall’inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata. Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango. Proprio per questi motivi Daniele di Bonaventura parlando con il numeroso pubblico presente nella Villa Pignatelli dice: Vedo che non avete ricevuto il programma, il motivo è che cambio sempre la scaletta prima dell’inizio del concerto, stamattina ascolterete principalmente dei brani originali anche perché amo comporre”.

Si susseguono durante il concerto i brani “Con me”, “Un valzer alla Pedona”, dedicato ad un paesino marchigiano,” Reminiscenze”, e ancora due brani scritti durante la pandemia “Preludio d’inverno” e “Aria”. Bellissimi i brani “Le mie colline” dedicato alle colline marchigiane e “Il mio tango “

Daniele di Bonaventura ha poi composto un brano dedicato a Napoli, una tarantella “Tarantella d’autunno”

La musica del bandoneonista è una mescolanza di tristezza e gioia. La melodia che questo straordinario compositore e musicista riesce a trarre dal suo strumento è dolcissima ed al contempo triste e giocosa e frutto della continua improvvisazione. Il suono del suo bandoneon riesce ad incantare e commuovere il pubblico che lo ascolta.

Bravissimi i musicisti che compongono la “Chamber Orchestra Rotary Youth” diretti mirabilmente dal Maestro Nicola Colafelice.

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Recensione: Igor Caiazza ospite della rassegna Jazz & Baccalà al Teatro Summarte

di Annamaria De Crescenzo
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Secondo appuntamento della IX Edizione di “Jazz & Baccalà “ organizzata al Teatro Summarte  che ormai è considerata uno degli appuntamenti pù importanti della programmazione jazzistica della nostra città, con il concerto di  Igor Caiazza in “People” con Mario Nappi al pianoforte, Tommaso Scannapieco al contrabbasso, e guest star d’eccezione Nico Gori al sax e clarinetto.

Compositore e arrangiatore, percussionista classico e jazz dalla carriera di altissimo livello e le molteplici collaborazioni con grandi artisti come Bobby McFerrin, Placido Domingo, Lang Lang, Stefano Bollani, Mika, Zucchero, Elio, Andrea Bocelli, Igor Caiazza arriva a questo secondo album da leader dopo il primo “Blu” (Abeat Records) che ha visto la presenza di grandi artisti come Fabrizio Bosso e Javier Girotto. In ambito orchestrale, diverse le incisioni discogra!che con Decca, Sony, Deutsche Grammophone e RAI.

PEOPLE è il  suo secondo disco pubblicato  (con la prestigiosa partecipazione di Nico Gori Nico Gori a titolo di Special guest) in cui Caiazza conferma tutto il suo amore per il jazz – linguaggio musicale in cui si riconosce libero ed in piena condivisione – e che dedica ai rapporti umani, alla loro particolarità ed importanza: “Ho pensato a quanto la presenza o assenza di un essere umano condizioni la vita di ognuno di noi, e quanto ciò sia importante non solo per il nostro umore, per la nostra serenità, per i nostri sentimenti, ma anche per le nostre ispirazioni. Quando siamo in un luogo, bello o brutto che sia, la compagnia è fondamentale e cambia totalmente la nostra percezione del luogo e delle cose. Fateci caso!”

Igor Caiazza è un musicista straordinario, oltre che un uomo dotato di una sensibilità particolare e di un profondo senso del rispetto di valori importantissimi come l’amicizia e il rispetto e la giusta valorizzazione del talento dei musicisti che lo accompagnano nei suoi progetti musicali.

Questo si denota da una sua recente dichiarazione : “ Ogni volta che registro un disco è fondamentale avere innanzitutto amici, e luoghi “amici” dove registrarlo, questo è lo spirito migliore per condividere ed esprimere la musica. Con Nico Gori Nico Gori abbiamo deciso di registrare un disco proprio per la complicità che c’è stata nei concerti dal vivo e non è un caso che abbia scelto il Mareká Studio di Vittorio Riva e Francesca Prattico, con la collaborazione alla regia di Piero De Asmundis. Tutti gli altri musicisti, Claudio Filippini Claudio Filippini al pianoforte e Marco de Tilla Marco de Tilla al contrabbasso, e gli ospiti che ci hanno regalato la loro presenza, Emilia Zamuner, Marco Zurzolo e Alessandro Tedesco Emilia Zamuner, Marco Zurzolo e Alessandro Tedesco, sono prima di tutto amici con i quali la relazione umana è del tutto naturale, semplice e spontanea! Tant’è che le registrazioni sono andate in perfetta armonia, senza ansie, senza fretta, senza stress. È sembrato come passare due giorni di vacanza insieme agli amici di sempre.”

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Recensione: Joyce Elaine Yuille & The Hammond Groovers ospiti di “Jazz & Baccala’ ” al Teatro Summarte

Di Annamaria De Crescenzo
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Continua la IX Edizione della rassegna “Jazz & Baccalà ’” dopo il grande successo dei mesi invernali con altri sei concerti previsti in cartellone da febbraio ad aprile.

La formula ampliamente consolidata di coniugare uno dei prodotti emblema della città di Somma Vesuviana  con la splendida musica jazz è ancora una volta la chiave di successo di questa ormai conosciutissima rassegna che vede  alternarsi sul palco del Teatro Summarte i più  grandi nomi del panorama jazz italiano ed internazionale.

La nuova rassegna è iniziata sabato 18 febbraio con la straordinaria voce di Joyce Yuille & the Hammond Groovers, progetto che è stato presentato sempre con grandissimo successo su numerosissimi palcoscenici italiani come quello del Blue Note di Milano che in festival e rassegne jazz in tutta Europa.

Joyce Elaine Yuille, originaria di New York City. La cantante afroamericana è entrata giovanissima nella Fiorello Laguardia High School of The Music & Performing Arts di Manhattan dove ha studiato canto lirico.

Joyce oltre ad avere un grande talento musicale con una vocalità elegante e al tempo stesso potente passionale, è apprezzata nei  più importanti festival e jazz club del circuito, con un ampio panorama di collaborazioni internazionali. Già da  diversi anni collabora con gli Hammond Groovers, un gruppo formato da tre tra i più richiesti e talentuosi musicisti sulla scena jazz italiana e NewYorkese: Daniele Cordisco alla chitarra, vincitore del premio Massimo Urbani è sicuramente uno dei chitarristi più interessanti degli ultimi anni sulla scena italiana, Antonio Caps all’organo Hammond, molto versatile e virtuoso dello strumento ed
il talentuoso Elio Coppola alla batteria che con i suoi ritmi ha già accompagnato alcune tra le leggende mondiali del jazz come Joey De Francesco, Benny Golson e Peter Bernstein.

Il concerto è iniziato con una splendida interpretazione di “Nature Boy” una canzone registrata nel 1947 per la prima volta dal cantante jazz americano Nat King Cole, seguito da “I didn’t know what time it was” altro bellissimo brano standard jazz  scritto nel 1939 da  Richard Rogers e portato al successo dalle piu’ belle voci jazz di tutti i tempi come Ella Fitzgerald o Billie Holiday solo per citarne alcune.

Tanti i brani presentati ad un pubblico entusiasta e numerosissimo in sala come “You’d be so nice to come home to “ o “In my solitude” una bellissima ballade presentata inizialmente in duo solo voce e chitarra e che ha emozionato tutta la platea seguito dal ritmo di “Lady be good” durante il quale uno scatenatissimo Elio Coppola ha suonato uno strepitoso assolo riuscendo a suonare girando intorno alla batteria stessa senza fermarsi mai dimostrando un’energia e un talento alla batteria fuori dal comune.

Con “Sunny” Joyce Elaine Yuille incanta il pubblico con la sua straordinaria voce e la sua energia dirompente da grande artista capace di dominare la scena con la sua fortissima personalità e carisma professionale riuscendo a coinvolgere tutto il pubblico e farlo cantare con lei, seguito poi da “Worksong” per il quale l’artista ha invitato a salire sul palco il giovane sassofonista Luciano Foria , concludendo poi il concerto con una bellissima interpretazione di “Hit that jive jack” altro splendido brano portato al successo dall’indimenticabile Nat King Cole durante il quale tutto la band ha cantato insieme a Joyce, e salutando il pubblico nell’acclamatissimo bis con un’emozionante interpretazione di “Georgia on my mind” applauditissima da tutto il pubblico presente in sala.

Prossimo appuntamento della rassegna “Jazz & Baccalà” sabato 4 marzo Igor Caiazza in “People” feat Nico Gori.

Recensione: Ray Gelato and the Giants ospiti della rassegna “I Colori della Musica”

Di Annamaria De Crescenzo
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Un grandissimo successo di pubblico, meritatissimo visto il valore dell’artista invitato alla rassegna “I colori della Musica” organizzata dal Teatro Campano sotto la direzione artistica di Luciano Moscati, Presidente dell’Associazione I Senzatempo di Avellino che ha accolto, nella sala del Teatro Partenio, l’irresistibile  musica di Ray Gelato and the Giants.

Il concerto è stato una vera e propria miscela di brani contagiosa, spettacolare, irresistibile che ha fatto la fortuna del sassofonista e cantante inglese, da tempo amatissimo non solo in patria per la sua simpatia e la sua verve, nonché per esecuzioni musicali impeccabili.

Ray Gelato è più di altri colui che ha riscoperto con successo lo spirito più disincantato di tanta musica in voga negli anni Quaranta e Cinquanta: soprattutto dal vivo, lui e la sua band trascinano il pubblico in una sorta di rito collettivo all’insegna del più sano e tonificante divertimento.

Merito anche di influenze e canzoni che vanno da Nat King Cole a Frank Sinatra, da Cole Porter a Louis Prima, da Sammy Davis Jr. a Louis Jordan, senza dimenticare capisaldi della tradizione italiana, in special modo partenopea.

Nella sua carriera  numerosi album, sia con questa formazione, sia con i romagnoli Good Fellas. Ultimo in ordine di uscita “ Wonderful!” lavoro che vede grande maturità dell’artista espressa con quel ritmo shuffle che lo rende favorito ad un pubblico estremamente variegato.

Ray Gelato ha partecipato a numerosissime trasmissioni televisive in Italia ed ovunque nel mondo; tra le altre Maurizio Costanzo show, buona domenica, il boom , ed è stato ospite dei The good fellas per lo spettacolo dei comici Aldo, Giovanni e Giacomo “tel chi el telun”. Trasferitosi in Florida ha eseguito concerti in tutti gli Stati Uniti. Riportando la sua musica là dove è nata, Ray ha trovato tanta ammirazione ed un nuovo pubblico. Nell’anno seguente, spinto da questa nuova popolarità presso l’alta società britannica, ha suonato dal vivo al matrimonio di Sir Paul Mc Cartney, ed addirittura ad un party pubblico tenuto da Sua Maestà, la Regina d’Inghilterra, la quale si dice abbia ballato compiaciuta! Preparatevi quindi a partecipare attivamente ad uno spettacolo che non vi lascerà da soli neanche per un minuto.

Ray Gelato è più di altri colui che ha riscoperto con successo lo spirito più disincantato di tanta musica in voga negli anni Quaranta e Cinquanta: soprattutto dal vivo, lui e la sua band trascinano il pubblico in una sorta di rito collettivo all’insegna del più sano e tonificante divertimento.

Nello stile e nell’estetica di Ray Gelato i riferimenti a Buscaglione, Carosone, Rabagliati e Natalino Otto sono infatti evidentissimi. Nel suo repertorio “Tu vuo’ fa l’americano” va quindi a braccetto con “Just A Gigolo”, “O Marie” con “Everybody Loves Somebody”, “Carina” con “I Ain’t Got Nobody”, “That’s Amore” con “Just One of Those Things”. Con Ray Gelato e i suoi “giganti” non c’è stato un attimo per annoiarsi: travolgente, ironico, con una carica inesauribile di vitalità dall’inizio alla fine del concerto, irresistibile nel suo accento americano nel dialogare con il pubblico, nel presentare i vari brani in scaletta, presentando i suoi musicisti con una verve e un’allegria che va oltre tutto e tutti.

Insomma un concerto davvero straordinario che ha conquistato tutto il pubblico numerosissimo in Teatro, in un finale con una travolgente “Just a Gigolo”  che  l’artista e la sua band  ha dedicato a tutta la platea  che ha salutato Ray Gelato con una meritatissima standing ovation e lunghissimi applausi.

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