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Recensione: Marco Zurzolo in “Suoni del Commissario Ricciardi” per CasaCorriere

Non poteva esserci un luogo più suggestivo del terrazzo del Parco del Granatello di Portici della Fondazione Anton Dohrn, completamente ristrutturato e progettato all’ombra del Vesuvio ed affacciato sul mare, per poter ospitare l’evento organizzato dal Corriere del Mezzogiorno  della presentazione della nuova collana musicale che, per ogni sabato, a partire dallo scorso 29 maggio, sarà in edicola insieme al giornale stesso, e che sabato sera, con il patrocinio del Comune di Portici guidato dal Sindaco Enzo Cuomo, ha ospitato il concerto di Marco Zurzolo per la presentazione del primo disco della rassegna “I suoni del Commissario Ricciardi” dedicato appunto alla storia del Commissario ideato dallo scrittore Maurizio de Giovanni, anch’egli ospite della serata stessa.

La serata, presentata dal Direttore Enzo D’Errico, ha avuto modo di mettere in luce questa straordinaria iniziativa del Corriere del Mezzogiorno di “non limitarsi alle sole parole” come lui stesso ha dichiarato, ma di dare spazio alla musica e ad iniziative per portare la musica al pubblico e il pubblico alla musica, ha dato spazio, prima del concerto alle parole del Sindaco Enzo Cuomo che ha spiegato un po’ la storia del luogo che stava ospitando l evento (un ex macello comunale poi diventato un parcheggio selvaggio utilizzato per lo più dagli avventori dei tanti locali della zona) diventato oggi un luogo di cultura visto che ospita un bellissimo Museo del Mare a cura, appunto, della Fondazione Dohrn,  e dell’orgoglio in quanto Sindaco della città che ha ospitato gran parte delle scene della serie TV tratta appunto dai libri dedicati al Commissario Ricciardi, a testimonianza del grande patrimonio architettonico e storico/culturale che una città come Portici può offrire sia al cinema che al turismo stesso. Lo stesso Enzo Saggiomo direttore della Fondazione Dohrn si è mostrato assolutamente felice  di aver aperto le porte del Museo ad un evento così importante del Corriere come appunto “CasaCorriere” a testimonianza del fatto che il rapporto tra cultura e scienza sia assolutamente correlato e che debba camminare insieme per testimoniare che questa Città debba finalmente tornare, dopo tanto tempo di chiusura e di isolamento causa covid, ad essere una città esempio assoluto della Cultura come della ricerca scientifica.  Parole confermate dall’intervento di Amedeo Manzo, Presidente della Banca di Credito Cooperativo, sponsor dell’iniziativa, proprio a testimonianza del fatto che un istituto bancario come la sua Banca sia assolutamente “attenta a cogliere un esempio di fermento culturale come questo per poter stare al fianco di chi attraverso eventi musicali, teatrali e culturali in generale, si impegnino a diffondere cultura e a promuovere iniziative per produrre economia, aspetto importantissimo in un momento difficile come quello che ormai da più di un anno stiamo vivendo nostro malgrado”.

Il concerto è stato aperto dalle parole dello stesso Maurizio de Giovanni che ha letto un suo testo nel quale descrive le “facce” di questa Città complicata per molti versi ma sicuramente affascinante e coinvolgente come nessuna altra città del mondo come lo è Napoli. Poi la musica. Marco Zurzolo, protagonista assoluto della musica jazz a livello nazionale ed internazionale, ospite dei più importanti festival jazz oltre ad essere ideatore, in società con Manuela Renno, cantante jazz e straordinaria insegnante di musica, di uno spazio dedicato alla musica come Spazio ZTl a via Foria che da diversi anni ospita nomi importantissimi del jazz e della musica in generale, oltre ad essere straordinario compositore di musiche e di colonne sonore di film e serie TV di grandissimo successo, come appunto quella che ha sottolineato le più belle scene della serie TV “IL Commissario Ricciardi” da poco trasmesso dalla RAI,

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Recensione – Un’ora di musica live : “Solo Pino Daniele ” al Teatro Summarte

di Annamaria De Crescenzo 
Foto di : SpectraFoto http://www.spectrafoto.com

Dodicesimo appuntamento con la musica online per un trio d’eccezione capitanato dall’energia inarrestabile dell’ideatore di queste serate musicali che ormai da diverse settimane stanno facendo compagnia ai numerosi appassionati del jazz che li seguono con grande entusiasmo ed interesse.

Giovedì 27 maggio Elio Coppola alla batteria, Antonio Caps al piano, Antonio Napolitano al contrabbasso, per il consueto appuntamento live organizzato in sinergia con tutto lo staff tecnico di Unica TV Channel e del Teatro Summarte di Somma Vesuviana, hanno deciso di proporre una serata particolare di musica interamente dedicata alla poesia e alla magia di Pino Daniele, invitando per tale serata due altre eccellenze della musica come Alessandro Castiglione alle chitarre e Greg Rega voce.

È sempre molto azzardato riproporre il repertorio di Pino Daniele in quanto Pino rappresenta, da sempre, la vera anima di Napoli, e le sue musiche, come i suoi testi, sono rimasti indelebili nel cuore dei fans di questo straordinario interprete della musica italiana che è sempre molto difficile poterle presentare in una veste diversa da quella che ha fatto lui nella versione originale. Tanti ci provano e non sempre (anzi quasi mai) tali risultati incontrano il favore di chi prova ad ascoltarli, senza poi rimpiangere la poesia e la magia delle canzoni di Pino che sono parte ormai della vita e delle emozioni di ognuno di noi.

Elio Coppola in collaborazione con Alessandro Castiglione per i testi e con tutti gli altri musicisti sul palco del Teatro Summarte ci è riuscito ampiamente visto che l’evento online è stato un autentico successo di pubblico che ha registrato, sulla pagina social di Unica TV Channel dalla quale è stata trasmessa, messaggi di complimenti e di gradimento della serata stessa.

Sul talento di Elio Coppola, Antonio Caps e  Antonio Napolitano non avevamo e non avremmo mai alcun dubbio. Piu volte insieme sul palco sia per tali eventi online che per altri progetti e/o collaborazioni che di volta in volta mettono il Trio insieme a tantissimi altri musicisti e cantanti/e del mondo jazz contemporaneo dando vita a serate sempre molto apprezzate dal pubblico, i tre musicisti hanno dato ancora una volta conferma della loro bravura ma questa volta anche della loro estrema versatilità a proporsi in un repertorio pop come quello di Pino Daniele, questa volta riarrangiato totalmente da Elio e da Alessandro con sonorità jazz, senza ne’ stravolgere i brani ne’ sradicarli dalla loro essenza originale ma anzi arricchendoli di un’atmosfera musicale come il jazz  che li rende ancora più emozionanti e coinvolgenti. Lo stesso Alessandro Castiglione, oltre ad essere un bravissimo arrangiatore, ha dato prova del suo talento in assoli davvero spettacolari con la sua amatissima chitarra.

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Correggio Jazz 2021 al Teatro Asioli : Franco d’Andrea New Things

Articolo e foto di Gabriele Lugli http://www.gabrielelugli.com

Correggio Jazz 2021”

FRANCO D’ANDREA NEW THINGS

Franco D’Andrea – pianoforte; Mirko Cisilino – tromba;

Enrico Terragnoli – chitarra, elettronica

Il pianista Franco D’Andrea ha presentato a Correggio Jazz 2021 “New Things”, l’album uscito nel marzo del 2020 con Enrico Terragnoli alla chitarra ed elettronica e Mirko Cisilino alla tromba,

il disco ha raggiunto la prima posizione come Miglior disco italiano dell’anno 2020 nel referendum TopJazz del mensile Musica Jazz.

In questo lavoro D’Andrea, sviluppa un principio sul quale lavora da qualche anno: “Fare musica con un intervallo,” che come ha chiarito il pianista, “partendo dal semplice utilizzo di un intervallo tra due note, può dare luogo a una serie molto ampia di soluzioni espressive e narrative, di scambi tra i musicisti, di stimoli creativi.”

Grazie alla perfetta intesa del trio, le combinazioni sonore abbracciano una ampia gamma di riferimenti, dal jazz classico dei primi pionieri all’Africa, abbracciando la musica del ‘900.

Il tutto, anche negli episodi più astratti, si svolge in una inedita prospettiva, nel segno della leggerezza.

Esemplare il contributo di Terragnoli per precisione e per la capacità di sottolineare e connettere il lavoro degli altri due strumenti, come prezioso è il contributo del giovane trombettista friulano Mirko Cisilino, già ben apprezzato sulla scena nazionale, è titolare tra l’altro dell’ottimo “Effetto carsico”, pubblicato lo scorso anno.

Quella di Franco D’Andrea è una musica che si rinnova sempre, in ogni concerto, e qui trova la sua espressione più inedita e contemporanea.

Con oltre 160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera, di cui 11 nella categoria “Musicista italiano dell’anno”, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni.

Photogallery Correggio Jazz Festival 2021 – Guano Padano “the movie Soundtrack Project” e Matteo Bordone No Land’s

Foto di :Gabriele Lugli  www.gabrielelugli.com

Quarta serata del Correggio Jazz 2021 doppio concerto di :

GUANO PADANO
“The Movie Soundtrack Project”
Da Morricone a Bob Dylan
Alessandro “Asso” Stefana
 – chitarra, steel guitar;
Danilo Gallo
 – basso elettrico; Zeno de Rossi – batteria

 da sito Correggio Jazz Festival /programma ufficiale 2021

Ricchi delle loro variegate esperienze, tra jazz, rock e musica d’autore, Alessandro “Asso” Stefana, Danilo Gallo e Zeno de Rossi nel 2008 hanno imboccato una stradina della campagna padana che improvvisamente è sbucata… nelle vaste lande del west statunitense, con una traslazione estetica e geografica degna delle ‘meraviglie’ di un Lewis Carroll. E infatti i Guano Padano mandano in cortocircuito la logica comune: vintage e avanguardia diventano tutt’uno, folk e punk sono come i due lati dello stesso 45 giri. Se ne sono accorti musicisti come Mike Patton, Marc Ribot, Bill Frisell, Chris Speed, i Calexico, Mark Orton e Vinicio Capossela, tutti rimasti coinvolti in collaborazioni con il trio.

Il power trio presenterà dal vivo un nuovo spettacolo, rivisitando alla propria maniera le musiche di film che hanno lasciato un segno nella storia, non solo cinematografica: dai temi firmati da Morricone per i western di Sergio Leone alle musiche dei film di Tarantino, passando per le composizioni di Nino Rota e Bob Dylan.

MATTEO BORTONE NO LAND’S
Julien Pontvianne
 – sax tenore, clarinetto; Francesco Diodati – chitarre;
Enrico Zanisi
 – Fender Rhodes, tastiere, effetti;
Matteo Bortone
 – contrabbasso, basso elettrico, elettronica;
Ariel Tessier
 – batteria

da  sito ufficiale Correggio Jazz /programma 2021

Matteo Bortone (nato a Otranto nel 1982) si è formato musicalmente a Parigi, dove ha vissuto per otto anni. Il suo rientro in Italia, nel 2013, ha coinciso col suo esordio discografico (Travelers), al quale nel 2015 ha fatto seguito Time Images, oltre alla vittoria del Top Jazz come miglior nuovo talento del jazz italiano. Questi primi dischi tratteggiano già compiutamente l’estetica di Bortone: una musica elettro-acustica dalle atmosfere rarefatte, segnata dagli affondi improvvisativi da rock sperimentale e da sonorità che privilegiano l’impasto di gruppo all’emergere dei singoli solisti. Questi tratti sono portati a ulteriore sviluppo nel recente disco No Land’s (Auand, 2020), la cui formazione è del resto un ampliamento di quella all’opera nei primi due album. Ma il tempo porta anche maturazione: nello sviluppo degli inserti solistici all’interno del suono collettivo, nell’elaborazione formale (che spazia dalla miniatura alle strutture ampiamente articolate), nella varietà degli ambienti sonori (tra pop-rock, psichedelia, elettronica, drone music).

Nel curriculum di Bortone, oltre alle esperienze da leader, figurano collaborazioni con Matt Renzi, Giovanni Guidi, Ada Montellanico, Greg Burk. Di rilievo è il suo contributo al trio di Alessandro Lanzoni e al quartetto di Roberto Gatto.

Jazz Art music inaugurazione rassegna jazz 2021 con aldo Farias, Franco De Crescenzo, Angelo Farias e Giuseppe La Pusata

Finalmente dopo così tanto tempo di forzata sospensione dei concerti dal vivo, ritorna a Napoli la musica jazz di altissimo livello. L’Associazione Jazz Art Music è tornata a proporre un concerto strepitoso sabato 15 maggio all’Underneath Cappella dei Musici in pieno centro storico con Aldo Farias (chitarra), Franco De Crescenzo (piano), Angelo Farias (basso) e Giuseppe La Pusata (batteria). Una nuova sala  dedicata ad eventi musicali, teatrali, culturali nonché allestimento di mostre fotografiche di bellissimo impatto visivo, è stata aperta finalmente per l’inaugurazione della nuova rassegna jazz che per ora vede in cartellone un altro concerto a giugno e che ci auguriamo siano solo l’inizio di una ripresa dei concerti live che ogni volta richiamano tantissimi appassionati del jazz come è accaduto anche sabato scorso, vista l’affluenza del pubblico che ha risposto con entusiasmo a questo primo concerto andato sold out in pochissimi giorni, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. Dopo la presentazione entusiasta di Vincenzo De Falco, sottolineando quanto sia importante poter finalmente ascoltare dal vivo una musica che da emozioni ancora più profonda quando appunto viene eseguita dal vivo, e quanto sia importante poter dare sostegno non sono alla  musica jazz ma anche ai musicisti ormai fermi quasi totalmente da quasi un anno e mezzo, hanno potuto, grazie all’Associazione Jazz Art Music, ritornare su un palco al cospetto del pubblico per poter fare quello che più amano e che fa parte della loro stessa vita e del loro stesso esistere: la musica. Sul palco per questa prima serata che si è dimostrata un vero e proprio successo, quattro tra i musicisti più di talento del panorama musicale jazz campano, che spesso suonano insieme in questa formazione e spesso si alternano nelle varie serate organizzate dall’Associazione nei rispettivi gruppi con i quali hanno pubblicato dischi di enorme successo.  Grande sinergia e profondo interplay quindi tra Aldo Farias, Angelo Farias, Franco De Crescenzo e Giuseppe La Pusata che hanno, ancora una volta, dimostrato di essere dei grandi professionisti del jazz riuscendo a mettere insieme talento, estro creativo e profonda intesa musicale riuscendo a creare una bellissima atmosfera in sala e coinvolgendo il pubblico in una sorta di grande emozione collettiva per questo auspicato quanto desiderato ritorno alla normalità. Durante la serata sono stati eseguiti brani standard jazz come “The Nearness of you” o “Darn that Dream” unitamente a brani originali tratti da album scritti dallo stesso Aldo Farias come “Hora” tratto da “The Different Ways”, “Roots”, “Leonardo”, “one for Trane” solo per citarne alcuni, fino a concludere con una applauditissima “Clown”. Prossimo appuntamento della rassegna 12 giugno con il concerto di Giulio Martino (sax), Pasquale Bardaro (vibrafono), Gianluigi Goglia (basso) e Giuseppe La Pusata (batteria).

Correggio Jazz Teatro Asioli: Chano dominguez & Hamilton De Holanda

Foto e articolo di: Gabriele Lugli    http://www.gabrielelugli.com/

TEATRO ASIOLI – CORREGGIO (RE)

“Correggio Jazz 2021”

CHANO DOMINGUEZ & HAMILTON DE HOLANDA

Chano Dominguez – pianoforte;

Hamilton de Holanda – mandolino a 10 corde

Chano Dominguez e Hamilton de Holanda formano un duo esotico sulla carta geografica come negli esiti musicali: le tradizioni spagnole e brasiliane vanno a braccetto con la modernità interpretativa e il gusto per l’improvvisazione di questi due virtuosi.

Lo spagnolo Chano Dominguez, in oltre 40 anni di carriera, ha suonato in compagnia di Paco De Lucia, Wynton Marsalis, Paquito D’Rivera, Jack DeJohnette, Herbie Hancock, Gonzalo Rubalcaba, Chucho Valdés, Joe Lovano, Stefano Bollani. Solista di enorme comunicativa, ha portato ai più alti livelli il connubio tra jazz e flamenco.

Hamilton de Holanda, nato nel 1976 a Rio de Janeiro e cresciuto a Brasilia, col suo personale e virtuosistico intreccio di choro e jazz ha creato una musica spumeggiante, segnalatasi più volte nelle nomination dei Latin Grammy. Ha collaborato con Yamandu Costa, Mike Marshall, Joel Nascimento, ma in Italia è celebre soprattutto per il duo formato con Stefano Bollani, immortalato anche su disco (O que será, 2013, ECM). La sua tecnica trasgressiva e rivoluzionaria, su uno strumento a 10 corde, gli è valsa l’appellativo di “Jimi Hendrix del mandolino”. Tradizione brasiliana e modernismi stilistici scorrono in parallelo, in un flusso magmatico e travolgente, ingegnoso eppure spontaneo.

Recensione: Musica e “light art” con Camilla Battaglia e Martin Mayer a La Torre di Modena

Recensione e Fotogallery di : Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Domenica 25 Ottobre La Torre di Modena ha presentato dal vivo in forma di concerto la produzione realizzata nel corso della residenza artistica Multimedi-on.

Camilla Battaglia e Martin Mayer, light designer di Berlino, insieme ai sei partecipanti selezionati per questo percorso, hanno proposto uno spettacolo multimediale dove luce e buio sono il palcoscenico su cui dialogare.

I musicisti si sono esibiti nella performance finale in cui, grazie alle proiezioni di Mayer, si sono trasformati in ‘interactive audiovisual sculptures’ ovvero silhouettes influenzate dall’azione della luce.

La volontà di coniugare il repertorio musicale con la “light art” in una performance multimediale ha indirizzato la ricerca di evocazioni  verso la realtà sospesa della poesia.

La scelta è ricaduta sulle poesie di E.E. Cummings, poeta americano la cui espressione si regge in bilico tra tradizione romantica dei contenuti e spinta formale verso innovazione linguistica.

Diverse evocazioni sono state concesse dalla fascinazione per la musica sacra dove i temi di “Lux” e “Tenebrarae”fossero chiari protagonisti.

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Line up:

Camilla Battaglia: voce, elettronica, direzione e composizione

Michele Bonifati: chitarra

Simone Di Benedetto c.basso

Giovanni Minguzzi: batteria

Filippo Orefice sax

Nicola Raccanelli: elettronica

Elena Roveda: flauto

Martin Mayer light designer

Progetto Sonda – Sondamusicaresidente – Centro Musica Modena

MULTIMEDI-ON è una residenza artistica, curata dalla Associazione MUSE e realizzata con il sostegno del Centro Musica del Comune di Modena, attraverso finanziamento Legge 2/18 Regione Emilia Romagna.

Recensione: Carlo Lomanto in “Passione” per Napoli Jazz Winter 2020

di  Annamaria De Crescenzo
Foto SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento del Napoli Jazz Winter 2020 sabato 24 ottobre all’Auditorium Salvo d’Acquisto di Napoli con il concerto di Carlo Lomanto in “Passione” un vero e proprio omaggio in jazz alla canzone napoletana che il musicista, cantante oltre che compositore e docente jazz ha voluto dedicare alla sua amatissima città in un periodo certamente tra i più difficili della storia italiana e mondiale contemporanea.

“Con la pandemia come tutti sono rimasto per due mesi a casa bloccato e ho deciso di usare questo tempo per rendere omaggio alla mia città ed alle sue più́ belle canzoni producendo da solo a casa un disco con la mia voce e la mia chitarra come protagonisti principali, la mia ispirazione é stata il grande Roberto Murolo con la sua “Antologia della Canzone Napoletana” che conservo gelosamente” 

Ha così commentato lo stesso Lomanto nel presentare questo suo nuovo progetto che ispirato da un bisogno interiore di dedicarsi alla musica e alle emozioni che da essa sono generate in un animo sensibile come quello di Carlo in un periodo di forzata distanza da palchi, sale registrazioni, aule universitarie che normalmente fanno parte della vita di ogni giorni di questo Artista dall’animo sensibile e dal modo di porsi elegante e discreto come un vero gentleman di altri tempi.

“Passione” è quindi non solo un progetto musicale di alto livello ma una risposta concreta che vede la Musica come la soluzione per poter riempirsi di emozioni e forza necessarie per poter affrontare e vincere un periodo così difficile per tutti. Il nome, come spiegato dallo stesso Lomanto durante il concerto, non è casuale, infatti “Passione” è una delle canzoni presenti nel suo primo album e quindi ha fortemente voluto tale brano anche per tale nuovo cd, ma anche per la passione intesa come sentimento, forza, determinazione che ha mosso sempre tutta la sua vita e continuerà a farlo per sempre.

In “Passione “Carlo Lomanto ha cercato di far dialogare la tradizione e la modernità sia nel suo modo di cantare che egli arrangiamenti dei brani stessi che ne fanno parte, a cominciare da “A Vucchella” del 1892 e fino ad arrivare all’indimenticabile Pino Daniele, oltre a tre nuovi brani dei quali ha composto le musichi su testi di tre autrici napoletane, Miriam Lattanzio, Federica Cammarota e Daniela Carelli che hanno scritto tre testi molto particolari e di grande spessore.

Carlo Lomanto, fortemente emozionato di tornare finalmente su un palco prestigioso come quello di Napoli Jazz Winter, una delle più importanti rassegne jazz sul territorio campano, è riuscito a coinvolgere il pubblico non solo con i suoi brani , ma anche con i suoi racconti riguardanti le emozioni, agli incontri con altri artisti come le amiche autrici che gli hanno regalato tre brani bellissimi, o lo stesso Roberto Murolo al quale anni fa Carlo propose un brano che poi ha presentato in sala che ha suscitato lunghissimi applausi.

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Recensione: Antonio Fresa in “Piano Verticale a soundtrack experience” per Napoli Jazz Winter 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

È rarissimo ormai che organizzatori e imprenditori legati al mondo musicale ad avere modo di poter ideare, progettare e realizzare una rassegna, un festival, un semplice evento. Le norme anticovid, la diffidenza del pubblico, le paure di un possibile contagio allontanano il pubblico dagli eventi, e ci vuole molto coraggio e molta determinazione a far sì che si possa ritornare alla normalità, fatta di emozioni e alla gioia che solo una serata di buona musica può dare.  E quando capitano tali serate non si può che apprezzare, sostenere ed applaudire il “coraggio” di chi sta facendo di tutto per tornare alla vita di sempre. Uno di questi uomini coraggiosi è sicuramente Michele Solipano che ha fortemente voluto organizzare l’edizione 2020 di Napoli Jazz Winter per conto dell’Associazione Napoli Jazz Club di Napoli, iniziata con grande successo venerdì 16 ottobre all’Auditorium salvo D’Acquisto del Vomero con il concerto di Antonio Fresa in piano solo in “Piano Verticale  a soundtrack experience” e che continuerà con altre due serate, sempre ad ottobre e sempre nello stesso Auditorium, il 24 con Carlo Lomanto in “Passione”omaggio in jazz alla canzone napoletana  e il 30 con Lello Petrarca in piano solo con l’omaggio alla musica di Ennio Morricone.

Pianista, Compositore, Arrangiatore, Produttore, Antonio Fresa ha avuto una formazione musicale eclettica che si arricchisce di un’esperienza di tre anni negli Stati Uniti presso l’Università Berklee School of Music e successivamente di un percorso classico che lo porterà al diploma in pianoforte presso il Conservatorio.

Ha dedicato i suoi primi anni di attività alla scrittura di arrangiamenti e composizioni originali per ensemble jazzistici e cameristici, oltre a dedicarsi alla produzione e a lavorare come assistente musicale alle musiche di diversi sceneggiati e film per la televisione, oltre a firmare colonne sonore di diversi film come –“Non è Giusto”, – Il mio nuovo Strano Fidanzato (vers. per mercato italiano)- Il principe di San Sereno – El camp – La Cantata dei Pastori – L’Arte della Felicità

 Nonostante un costante impegno in studio di registrazione come produttore, continua a dedicarsi all’attività di numerosi concerti in piano solo, oltre ad essere musicista nel gruppo di  Joe Barbieri e di  Nino Buonocore.

Il concerto di venerdì sera e un vero toccasana per l’anima. Antonio Fresa ha dimostrato non solo di essere un eccellente pianista ma anche un artista di una sensibilità fuori dal comune e da un profondo amore per la musica e per la composizione. Il progetto presentato segna una svolta nella vita artistica di Fresa in quanto e il racconto di un mondo di idee e di emozioni sussurrate, suscitate, ispirate dai tasti di un pianoforte verticale. Come ha lui stesso annunciato durante il concerto stesso “L’idea di tale progetto è nata dal desiderio e dall’esigenza di poter dare spazio ad uno strumento che accompagna noi  pianisti sin dall’inizio dei nostri studi ed è appunto il piano verticale, quello che i genitori possono permettersi di acquistare al figlio che inizia a studiare musica e che lo accompagna per le tante ore che si dedicano allo studio di tale strumento e il suono che ne è derivato, anche grazie al fatto che ho deciso di suonarlo con la sordina, un particolare strumento che ne attutisce i suoni,  per non dare fastidio ai vicini, quasi a farne un insieme di suoni ovattati, ma allo stesso tempo intrisi di una sorta di magia speciale”.  

Il progetto, diventato anche un disco pubblicato dalla casa discografica The Writing Room, e nato per le Vatican Chapels sull’Isola di San Giorgio a Venezia che hanno trasformato una visita tra natura ed architettura in una vera e propria esperienza multisensoriale, sottolineata dalla musica che è una vera e propria colonna sonora firmata da Antonio Fresa che ha creato undici composizioni, una per ciascuna delle installazioni, più il tema Close Afar riservato al Padiglione Asplund, firmato da Francesco Magnani e Traudy Pelzel, un vero e proprio preludio narrativo alla visita, non musica didascalica, bensì una struttura evocativa in grado di far emergere una nuova dimensione dalla visita.

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Recensione: Emmet Cohen Trio ospiti allo Spazio Te di Mantova

Recensione e Foto : Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Mercoledì 7 ottobre con il tutto esaurito si è svolto il bellissimo evento che ha visto protagonista lo statunitense Emmet Cohen e il suo trio allo Spazio Te di Mantova, organizzato dalla Fondazione Palazzo Te e dall’Associazione culturale 4’33”.

L’evento si è svolto in due set, vista l’emergenza Covid, e ha visto Emmet Cohen al pianoforte, Yasushi Nakamura al contrabbasso, e Kyle Poole alla batteria.

I tre hanno convinto e conquistato il pubblico con la capacità di spaziare con tecnica, freschezza ed eleganza tra i diversi generi di jazz, spaziando tra standard e improvvisazioni.

Una serata attesa dagli appassionati che aspettavano, pur con le dovute precauzioni, il ritorno alla musica dal vivo.

La speranza è che questa sia la prima di una serie di eventi che veda questo fantastico posto diventare un luogo dedicato al jazz in città.

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