Recensione: Carlo Lomanto in “Passione” per Napoli Jazz Winter 2020

di  Annamaria De Crescenzo
Foto SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento del Napoli Jazz Winter 2020 sabato 24 ottobre all’Auditorium Salvo d’Acquisto di Napoli con il concerto di Carlo Lomanto in “Passione” un vero e proprio omaggio in jazz alla canzone napoletana che il musicista, cantante oltre che compositore e docente jazz ha voluto dedicare alla sua amatissima città in un periodo certamente tra i più difficili della storia italiana e mondiale contemporanea.

“Con la pandemia come tutti sono rimasto per due mesi a casa bloccato e ho deciso di usare questo tempo per rendere omaggio alla mia città ed alle sue più́ belle canzoni producendo da solo a casa un disco con la mia voce e la mia chitarra come protagonisti principali, la mia ispirazione é stata il grande Roberto Murolo con la sua “Antologia della Canzone Napoletana” che conservo gelosamente” 

Ha così commentato lo stesso Lomanto nel presentare questo suo nuovo progetto che ispirato da un bisogno interiore di dedicarsi alla musica e alle emozioni che da essa sono generate in un animo sensibile come quello di Carlo in un periodo di forzata distanza da palchi, sale registrazioni, aule universitarie che normalmente fanno parte della vita di ogni giorni di questo Artista dall’animo sensibile e dal modo di porsi elegante e discreto come un vero gentleman di altri tempi.

“Passione” è quindi non solo un progetto musicale di alto livello ma una risposta concreta che vede la Musica come la soluzione per poter riempirsi di emozioni e forza necessarie per poter affrontare e vincere un periodo così difficile per tutti. Il nome, come spiegato dallo stesso Lomanto durante il concerto, non è casuale, infatti “Passione” è una delle canzoni presenti nel suo primo album e quindi ha fortemente voluto tale brano anche per tale nuovo cd, ma anche per la passione intesa come sentimento, forza, determinazione che ha mosso sempre tutta la sua vita e continuerà a farlo per sempre.

In “Passione “Carlo Lomanto ha cercato di far dialogare la tradizione e la modernità sia nel suo modo di cantare che egli arrangiamenti dei brani stessi che ne fanno parte, a cominciare da “A Vucchella” del 1892 e fino ad arrivare all’indimenticabile Pino Daniele, oltre a tre nuovi brani dei quali ha composto le musichi su testi di tre autrici napoletane, Miriam Lattanzio, Federica Cammarota e Daniela Carelli che hanno scritto tre testi molto particolari e di grande spessore.

Carlo Lomanto, fortemente emozionato di tornare finalmente su un palco prestigioso come quello di Napoli Jazz Winter, una delle più importanti rassegne jazz sul territorio campano, è riuscito a coinvolgere il pubblico non solo con i suoi brani , ma anche con i suoi racconti riguardanti le emozioni, agli incontri con altri artisti come le amiche autrici che gli hanno regalato tre brani bellissimi, o lo stesso Roberto Murolo al quale anni fa Carlo propose un brano che poi ha presentato in sala che ha suscitato lunghissimi applausi.

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Il concerto è iniziato con “A Vucchella”, seguito dal brano scritto con Daniela Carelli e dal famoso “Passione”, oltre al brano “Nun parla” scritta con Federica Cammarota e “Il cielo sotto i piedi” una dolcissima ballata scritta su testo di Myriam Lattanzio, in un viaggio nella musica che mette insieme le melodie della musica napoletana con le influenze jazz e della musica bossanova che lo stesso musicista ama infinitamente.

Tante le melodie napoletane raccontate in uno stile sobrio ed elegante voce e tre chitarre che Lomanto suona con un virtuosismo inimitabile, come “Anima e core”, “Catari’ “passando per l’allegria dello swing di Carosone in “Maruzzella”, autentico spartiacque della musica napoletana di fine anni ’50/60 che portò i ritmi della musica americana alle melodie napoletane, e l’ironia di “Io, mammeta e tu “ di Domenico Modugno che Lomanto interpreta con straordinaria verve e allegria.

Un concerto cosi straordinario non poteva che concludersi con uno dei blues di Pino Daniele più coinvolgenti come “A me mi piace o blues” accompagnato dallo schioccare delle dita del pubblico, per finire con una scatenata versione di  “je so pazz”  seguita in un bis reclamato a gran voce con una dolcissima “Napul’e’  “  con la quale Carlo Lomanto saluta con emozione il numeroso pubblico in sala, con la promessa di potersi rivedere a breve per altri concerti emozionanti come quello di sabato sera e che purtroppo, nonostante la forte determinazione dell’Associazione Napoli Jazz Club che ha fortemente voluto realizzare, anche in questi tempi infelici per la musica e la cultura in generale, sarà l’ultimo del Napoli Jazz Winter in quanto, le nuove norme Anticovid non permetteranno più di poter realizzare un concerto in Teatro fino al prossimo 24 novembre.

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