Photogallery Correggio Jazz Festival 2021 – Guano Padano “the movie Soundtrack Project” e Matteo Bordone No Land’s

Foto di :Gabriele Lugli  www.gabrielelugli.com

Quarta serata del Correggio Jazz 2021 doppio concerto di :

GUANO PADANO
“The Movie Soundtrack Project”
Da Morricone a Bob Dylan
Alessandro “Asso” Stefana
 – chitarra, steel guitar;
Danilo Gallo
 – basso elettrico; Zeno de Rossi – batteria

 da sito Correggio Jazz Festival /programma ufficiale 2021

Ricchi delle loro variegate esperienze, tra jazz, rock e musica d’autore, Alessandro “Asso” Stefana, Danilo Gallo e Zeno de Rossi nel 2008 hanno imboccato una stradina della campagna padana che improvvisamente è sbucata… nelle vaste lande del west statunitense, con una traslazione estetica e geografica degna delle ‘meraviglie’ di un Lewis Carroll. E infatti i Guano Padano mandano in cortocircuito la logica comune: vintage e avanguardia diventano tutt’uno, folk e punk sono come i due lati dello stesso 45 giri. Se ne sono accorti musicisti come Mike Patton, Marc Ribot, Bill Frisell, Chris Speed, i Calexico, Mark Orton e Vinicio Capossela, tutti rimasti coinvolti in collaborazioni con il trio.

Il power trio presenterà dal vivo un nuovo spettacolo, rivisitando alla propria maniera le musiche di film che hanno lasciato un segno nella storia, non solo cinematografica: dai temi firmati da Morricone per i western di Sergio Leone alle musiche dei film di Tarantino, passando per le composizioni di Nino Rota e Bob Dylan.

MATTEO BORTONE NO LAND’S
Julien Pontvianne
 – sax tenore, clarinetto; Francesco Diodati – chitarre;
Enrico Zanisi
 – Fender Rhodes, tastiere, effetti;
Matteo Bortone
 – contrabbasso, basso elettrico, elettronica;
Ariel Tessier
 – batteria

da  sito ufficiale Correggio Jazz /programma 2021

Matteo Bortone (nato a Otranto nel 1982) si è formato musicalmente a Parigi, dove ha vissuto per otto anni. Il suo rientro in Italia, nel 2013, ha coinciso col suo esordio discografico (Travelers), al quale nel 2015 ha fatto seguito Time Images, oltre alla vittoria del Top Jazz come miglior nuovo talento del jazz italiano. Questi primi dischi tratteggiano già compiutamente l’estetica di Bortone: una musica elettro-acustica dalle atmosfere rarefatte, segnata dagli affondi improvvisativi da rock sperimentale e da sonorità che privilegiano l’impasto di gruppo all’emergere dei singoli solisti. Questi tratti sono portati a ulteriore sviluppo nel recente disco No Land’s (Auand, 2020), la cui formazione è del resto un ampliamento di quella all’opera nei primi due album. Ma il tempo porta anche maturazione: nello sviluppo degli inserti solistici all’interno del suono collettivo, nell’elaborazione formale (che spazia dalla miniatura alle strutture ampiamente articolate), nella varietà degli ambienti sonori (tra pop-rock, psichedelia, elettronica, drone music).

Nel curriculum di Bortone, oltre alle esperienze da leader, figurano collaborazioni con Matt Renzi, Giovanni Guidi, Ada Montellanico, Greg Burk. Di rilievo è il suo contributo al trio di Alessandro Lanzoni e al quartetto di Roberto Gatto.

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