Pompei INN.. Jazz: Giuseppe Venezia in “I’ve been waiting for you”

Articolo e foto di Annamaria De Crescenzo    

Dopo il grande successo di pubblico relativo alla prima serata della  XIV  edizione del Pompei INN.. Jazz Festival 2026  ideato ed organizzato da Music HUB sotto la Direzione Artistica di Gianpiero De Honestis e con il patrocinio del Comune di Pompei guidato dal neo sindaco Giuseppe Potenza, la seconda serata presenta un altro bellissimo progetto di uno dei più grandi talenti del panorama jazzistico italiano Giuseppe Venezia che con i suoi compagni di palco, Quentin Collins alla tromba, Attilio Troiano al sax e flauto, Andrea Candela al pianoforte ed Elio Coppola alla batteria ha presentato al pubblico “I’ve been waiting for you” .

Questo nuovo progetto di Venezia è riuscito ad ottenere diverse recensioni dalle più importanti riviste jazz  e altrettanto prestigiosi premi riuscendo ad ottenere    il 4 posto come miglior album dell’anno nel 2024 per Musica Jazz ,   Miglior Album Italia 2024 per Tracce di Jazz, e considerato da JazzIT  tra i migliori 100 album al mondo del 2024 .

Tali premi sono tutti assolutamente meritatissimi in quanto il progetto, ovunque venga presentato, ha sempre ottenuto degli straordinari sold out nei più importanti Festival Jazz e nei Jazz Club italiani e all’estero dove il pubblico ha mostrato grande consenso per la musica che Giuseppe Venezia è stato capace di comporre e presentare al pubblico.

Giuseppe Venezia è uno dei talenti più importanti del nostro Paese, non a caso ha conseguito anche premi per la rivista Musica Jazz come secondo miglior talento italiano e per la TOP JAZZ è stato considerato il sesto miglior musicista italiano.

Innamoratissimo della musica jazz e con una passione profonda per l ‘innovazione musicale e la tradizione jazzistica, Giuseppe Venezia ha un particolare carisma, quello di raccontare delle storie in musica che sono delle piccole gemme di poesia e di delicatezza nel raccontare la vita, i sentimenti, le passioni umane.

Nel corso della sua carriera ha avuto la possibilità di condividere il palco come sideman al fianco di tanti grandi talenti musicali come Enrico Rava, Gerry Bergonzi, Greg Hutchinson, Dado Moroni, Peter Bernstein ,  Jesse Davis, Emmeth Cohen , Eric Reed, Joe Farnsworth, David azeltine solo per citarne alcuni ma la particolare bravura è stata quella di attingere da ogni esperienza musicale accrescendo il suo bagaglio musicale e spirituale da musicista e compositore al punto tale da riuscire a portare tali emozioni nella sua Musica e rendendo i suoi brani di una poetica e di una particolare musicalità che affascina il pubblico presente ai suoi concerti.

È un uomo di grandi sentimenti Giuseppe Venezia e l’ascolto della sua Musica ne rivela ogni angolo della sua profonda umanità e della sua anima delicata e poetica, oltre che della sua straordinaria umiltà.

L’essenza di questo suo nuovo progetto non è solo nel disco, nel quale i musicisti  sono diversi da quello del concerto di Pompei avendo al piano un altro grande talento italiano Bruno Montrone e alla batteria un energico nonché’ eclettico Pasquale Fiore ad oggi considerato  uno dei migliori batteristi italiani , ma anche nella forza della musica dal vivo, dove in ogni brano Giuseppe Venezia da’ ad ogni musicista che condivide il palco con lui ampio spazio per poter viaggiare nelle sue note e renderle proprie con una personale interpretazione, il tutto all’interno di un progetto corale che attraversa la musica jazz come le grandi emozioni che la stessa suscita.

Il concerto è iniziato con una bellissima e dolcissima melodia “Prelude to a Message” che il contrabbassista ha dedicato al figlio Mauro  (in realtà tutto il disco è dedicato a lui, e alla sua grande emozione nel diventare padre ) , per continuare con le sonorità jazz di “Messaggeri” , seguito dalla “I’ve been waiting for your “ che da il titolo all’intero album e che narra appunto le emozioni di un’attesa cosi ‘importante che ha dato un’impronta diversa a tutta la sua dimensione di uomo e di artista, seguito da  “Just a line from the past”  e da “Song for Gerald” che Giuseppe Venezia ha dedicato al suo maestro Gerald Cannon che è un vero e proprio dialogo corale, e dove lo stesso Venezia riesce a trasmettere al pubblico tutto il suo amore per lo strumento che gli ha ispirato una melodia che arriva al cuore del pubblico.

Stessa dolcezza infinita per “The shortest story “che inizia con un bellissimo assolo di tromba di Quentin Collins  per poter continuare con lo swing più scatenato con “Blue Bird “ una vera e propria chicca di virtuosismo swing che ha letteralmente affascinato il pubblico presente, che ha applaudito il gruppo anche nell’interpretazione di alcuni brani standard conosciutissimi nel jazz e che hanno sottolineato lo straordinario talento e l’interplay profondo di tutti i musicisti sul palco.

Si dice che il jazz o si ama o si odia.

Bene, senza alcun dubbio, il jazz di Giuseppe Venezia non si può che amare e questo disco merita sicuramente il successo che ha e di essere presentato nei più importanti festival e rassegne jazz del nostro Paese e del mondo.

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