Raiz & Radicanto in “Casa” al Teatro Sannazzaro: le atmosfere e la musica del Mediterraneo

di Annamaria De Crescenzo
Foto:SpectraFoto

Raiz ©SpectraFoto

 “Noi Artisti in fondo abbiamo un unico vero obiettivo: quello di donare emozioni al nostro pubblico, facendo ritornare alla propria vita, dopo un nostro concerto, con una gioia in più nel cuore e nell’anima. Se stasera tornerete a casa con quest’emozione dentro e con la sensazione di “camminare” un po’ sollevati da terra……allora amm’ fatt’ ‘o nuost’ ! “

Con queste parole, Gennaro Della Volpe, in arte Raiz ha sintetizzato meravigliosamente l’atmosfera del concerto con i Radicanto, tenutosi mercoledi 10 gennaio al Teatro Sannazzaro di Napoli organizzato, nell’ambito della rassegna “Sound of the City” da “Jesce Sole” in collaborazione con lo stesso Teatro Sannazzaro. E questa volta il “sound” non è solo di Napoli ma è stato un vero e proprio viaggio in quella che lo stesso Raiz chiama “musica immaginaria mediterranea” ricco di suoni, odori, sensazioni, ricordi e suggestioni nel quale l’ex leader degli Almamegretta dialoga con i Radicanto, gruppo popolare pugliese nato nel 1996 per opera del musicista Giuseppe De Trizio e che unisce le radici popolari e il canto, musica folk e canzone d’autore, vantando collaborazioni molto prestigiose con diversi musicisti ed artisti tra i quali Teresa De Sio, Pietra Montecorvino, Dario Fo, Lucilla Galeazzi, solo per citarne alcuni.

Raiz & Radicanto ©SpectraFoto

Il concerto ha presentato alcuni canzoni di “Casa” l’album che Raiz &Radicanto hanno pubblicato nel 2012 per Arealive/Edel con il sostegno di Puglia Sounds è la rilettura elegante di brani di Raiz e degli Almamegretta, di ballate e brani religiosi, di cantighe sefardite, salmi, canzone napoletana, fado portoghese, ritmi nordafricani, mediorientali e asiatici. La musica come i testi raccontano le atmosfere di Mediterraneo unito, rafforzato anzicchè diviso dalle differenze linguistiche, culturali e religiose, perché “al di là delle naturali differenze siamo attraversati da un’unica grande energia che è quella portata dal mare che ci lambisce, rendendoci fratelli nel sangue e nell’anima, e la musica può diventare la vera unione e lo stretto legame che ci può far superare le differenze e le diffidenze e rafforzare quello ci unisce e ci rende simili”.

La voce particolare di Raiz, in questo progetto ancora più emozionante, a tratti malinconica, struggente, talmente evocativa che pare per davvero provenire dal più profondo dell’anima e magnificamente interpretativa di sentimenti ed emozioni di “poeti” di ogni angolo del Mediterraneo, è messa ancora più in risalto dalla bravura e dal talento dei Radicanto, con le melodie sapientamente intrecciate e cadenzate dalle chitarre acustiche di Giuseppe Di Trizio, dell’oud di Adolfo La Volpe, dalle percussioni di Francesco De Palma, o dalle note particolarissime della fisarmonica di Giovanni Chiapparino.

“Casa” è il racconto del mondo che anima il Mediterraneo, le emozioni vissute, la musica che si ascolta negli incontri conviviali, nella vita di tutti i giorni, nei sentimenti vissuti e che sono uguali sia nell’angolo più lontano delle Yemen, come in Marocco, piuttosto che a Gerusalemme. Al centro però sempre Napoli, che essendo al centro esatto del Mediterraneo, ha preso un po’ da tutti. Raiz si mostra particolarmente orgoglioso di tale progetto al punto tale che lo “racconta” non solo con le parole ma anche con la sua particolare forza interpretativa fatta di gesti, di movenze, atteggiamenti , grazie ai quali sembra che la musica attraversi il suo corpo, facendo vivere al pubblico l’atmosfera che potrebbero vivere gli altri popoli nell’ascoltare melodie così particolari e coinvolgenti.

Raiz ©SpectraFoto

La bellezza del progetto è anche quella di unire modernità a tradizione. Accanto a brani storici dei tantissimi scritti dallo stesso Raiz e che fanno parte della sua carriera artistica come “Gramigna” , “A Rrosa int’ o giardino mio” “Catene”, “Respiro”, “Rev Rav” ed una straordinaria “Nun te scurdà”, riarrangiati in chiave acustica e reinterpretati con un’intensità emotiva molto suggestiva, altrettanto emozionanti come “La rosa enflorese” la cantiga sefardita che unisce melodie della Spagna medievale a quelli dei canti ebraici per lo Shabbat, al canto greco di “Aremu rindineddha” si intrecciano antichi canti salentini, per finire alla solennità del salmo “Shabechi Yerushalaim” una vera e propria testimonianza di fede, approdo perfetto di un concerto assolutamente perfetto.

Molto emozionante alla fine della serata l’arrivo sul palco di due “voci” di Napoli molto prestigiose: Lucariello e Franco Ricciardi. Con il primo, con il quale Raiz ha condiviso un progetto importantissimo come quello che vede coinvolti i ragazzi del carcere minorile di Airola cantando “Porteme la’ fore” , con il secondo ha duettato nel brano “Capisc a mme” e una bellissima versione di “Indifferentemente” anticipando che ci sarà (speriamo presto) un disco insieme.

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Prossimo appuntamento della rassegna il 30 gennaio con James Senese e i Napoli Centrale.

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