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Recensione: Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura ospiti del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Verucchio Festival. Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura.

Mentre una splendida brezza estiva accarezza il mio volto, abbasso per qualche secondo la macchina fotografica e mi godo il meraviglioso bandoneon di Daniele Di Bonaventura.

Dopo qualche istante il mormorio di alcune persone accanto a me si fa sempre più forte, riapro un occhietto e mi ritrovo, a pochi passi da me, Paolo Fresu, che è sceso in mezzo al pubblico con la sua tromba.

Vorrei fotografarlo ma è troppo buio là in mezzo…e allora, non posso che richiudere gli occhi e godermi quelle meravigliose note che fanno da contraltare a quelle di Daniele sul palco.

Un’ atmosfera magica che si ricrea ogni volta che ascolto Paolo Fresu.

Paolo e Daniele sono saliti sul palco a piedi scalzi…quasi a cercare un contatto con questa terra, con questo mondo, con questa realtà.

La loro musica onirica, piena di riferimenti al passato ma sempre proiettata nel futuro ti fa sognare.

Ti fa sognare sempre.

Gli occhi chiusi della gente ne sono la più vivida testimonianza.

Un bellissimo concerto dove il duo ha riproposto adattamenti della canzone italiana, argentina e brasiliana.

Sonorità sempre delicate, sinuose, avvolgenti.

Da fotografo e spettatore dico grazie a Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, quelle sensazioni di cui sopra, rendono, per quanto possibile, il mondo un posto migliore.

Recensione: James Senese ospite del Trasimeno Blues 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Parlare di James Senese è davvero difficile. Si è scritto così tanto di lui che non essere banali risulta davvero praticamente impossibile.

Io però voglio parlarvi della mia esperienza di fotografo e spettatore al cospetto di un mostro della musica italiana (potrei dire mostro della musica blues o funky-jazz ma sarebbe quasi irrispettoso visto l’immensa opera di James che avvolge davvero tantissimi generi.).

Giovedì 22 luglio, Castiglione del Lago.

Dopo essere entrato tra i primi alla Rocca per accaparrarmi la postazione proprio davanti al palco, mi siedo e aspetto. I tecnici audio sistemano le ultime cose, si spengono le luci.

Il maxischermo dietro al palco si accende e la serata ha inizio.

Il concerto è preceduto da un documentario straordinario (“JAMES”) che fu presentato nel settembre 2020 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Sono letteralmente rapito. Conoscevo un po la biografia di James ma questo documentario riesce a trasmettere davvero la parte più umana e se vogliamo il modo di rapportarsi alla vita e alla musica di un gradissimo artista che proprio non conoscevo.

Ad un certo punto, mi ritrovo a fotografare il maxischermo.

James che contratta un sax in un vecchio e storico negozio di musica di Napoli è davvero esilarante.

Il rapporto con gli amici…il nipote (anch’esso cantante). L’intervista in un ristorante in mezzo a tutta la gente. Una tavolata tra amici…mi sembra di essere li.

Il documentario si chiude con una clip tratta da un concerto dove lui dice al pubblico “noi ce ne jammo” (come fa sempre) …e la gente urla “no!!…nooo!” –

Si accendono le luci del palco, la gente inizia a mormorare….

Entra James, sono emozionato, non lo avevo mai visto né tantomeno fotografato.

La sua chioma inconfondibile.

 Prende il microfono e dice …” noi ce ne jammo”, la gente scoppia a ridere e dice “nooo” …” nooo dove vai!”.

Che il concerto abbia inizio.

Scatto foto con due macchine fotografiche cerco di farne molte. Voglio fare foto di cui mi ricorderò.

Tra pezzi storici e quelli più nuovi…tra riferimenti alla sua storia di Napoli Centrale e l’omaggio a Pino Daniele il concerto vola.

La voce del suo sax risuona fortissima. La gente balla. Ci sono un sacco di giovani.

Bellissimo.

“Noi ce ne jammo”.

Recensione: Sergio Cammariere ospite del Verucchio Festival 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

In un post su instagram ho scritto, qualche giorno fa, che è stato un “onore ed un piacere fotografare ed ascoltare il Maestro Sergio Cammariere”.

È stato assolutamente così.

Raramente in un concerto (e oramai ne ho davvero molti alle spalle) mi è capitato di appoggiare per terra la macchina fotografica e ascoltare.

Quasi una “deposizione delle armi” di fronte a cotanta bellezza.

Adoro la fotografia e fotografare ma davvero sabato scorso a Verucchio, ho preferito scattare qualche foto in meno e godermi appieno quelle note.

Non avevo mai assistito ad un concerto di Sergio Cammariere e devo dire che è stato davvero speciale.

In un repertorio che andava dai suoi più noti pezzi ad altri del suo ultimo lavoro “piano nudo”, Cammariere e il suo quartetto storico hanno trasmesso davvero magia.

Si è vero, magia è un termine stra-abusato quando si parla di musica ma in questo caso, altri termini non saprebbero descrivere l’atmosfera che si respirava.

Sergio ha parlato col pubblico…scherzato…chiesto che brani volessero ascoltare.

Ma soprattutto ha suonato magistralmente.

Ad un certo punto ha detto “È come ritrovare una famiglia allargata, tornare in un habitat naturale “…. ed è la pura verità. Quando si crea questa “magia” fra pubblico e artista è come ritrovarsi a far parte della stessa famiglia. Ed è a quel punto che ci si ritrova tutti insieme a cantare “tutto quello che un uomo”

Recensione: la Pugno blues band ospite di Trasimeno Blues 2021

Recensione e Foto Di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Trasimeno blues 2021.

26 anni. Sono 26 anni che Trasimeno Blues va in “onda” sulle rive del Lago e anche quest’anno l’ha fatto con rinnovata forza.

Ho voluto con tutte le mie forze essere presente a questo Festival perché io adoro Trasimeno Blues.

Ero un ragazzo ancora molto giovane quando andai per la prima volta e da allora o in veste di spettatore o come fotografo, sono tornato tantissime volte.

Lunedì 19 luglio.

All’Onda Road la voce calda e potente di Raffo Barbi (cantante della Pugno Blues Band) riecheggia sulle note di grandi classici ed inediti.

Maurizio Pugno ne ha fatta di strada, nato a Gubbio nel 1966, il suono della sua chitarra è andato via via sempre più affermandosi.

Artista di grande versatilità che ha collaborato con Tad Robinson, Mark Hummel, Dave Specter, Mike Turk, Sax Gordon, Kellie Rucker, Crystal White, Rico Blues Combo, Mitch Woods e altri, ha creato questa sua ultima formazione (la Pugno Blues Band -PBB) nel 2018 e nel 2021 a sfornato un nuovo bellissimo disco intitolato RESIZED fatto di splendide cover e di 3 brani originali.

All’onda Road, tra birre, pizza, patatine e splendidi assoli di Maurizio Pugno, il pubblico batte le mani a tempo. La gente si diverte, ride.

Questo è il blues.

Martedì 20 luglio è stata la volta di Nkem Favour Blues band.

La cornice era la storica location del Supernova di Vernazzano (ex Due lune) dove nel corso degli anni si sono alternati grandissimi nomi del blues.

Mia Nkem Favour è un’eccezionale interprete afroamericana che dal mondo del Gospel si è poi sempre più avvicinata alle sonorità e i sentimenti dall’anima blues.

Si è presentata accompagnata da musicisti blues della scena genovese italiana, tra i migliori interpreti del genere.

Nkem ruggisce…digrigna i denti ma al tempo stesso ti accarezza con una voce che oltre essere una potente “black voice” sa’ essere anche incredibilmente elegante e sinuosa.

Una grandissima lady singer accompagnata da una fisicità prorompente che conquista la scena.

Uno splendido ensemble che merita il favore del pubblico che si è conquistata negli anni.

Davvero un bel concerto immersi nella natura appena sopra il lago Trasimeno.

Da Vernazzano, mercoledì, ci siamo sposati a Panicale.

Il meraviglioso borgo di Panicale troneggia dall’alto su tutto il Trasimeno e proprio da qui, precisamente dal Parco Regina Margherita che ho assistito ad un doppio concerto…Elli de Mon e Noreda Graves.

Elli de Mon (alias Elisa De Munari) che si è esibita per prima è una “one woman band”.

Una musicista eccezionale che ha diviso il palco con artisti folk e blues di mezzo mondo.

 A colpi di slide e poi di sitar ha sfornato un repertorio che va dal blues al folk con influenze orientaleggianti che rendono la sua musica davvero unica.

Attorno a lei tutto il suo mondo musicale…le sue chitarre, il sitar, percussioni e cimbali.

Non avevo mai visto Elli dal vivo ma vi posso dire che se ricapiterà dalle mie parti andrò di nuovo a vederla e fotografarla perché ne vale davvero la pena.

Ogni parte del suo corpo suona e le sue labbra cantano. Questa è Elli.

Il tempo di smontare e rimontare gli strumenti e subito dopo appare una principessa del Blues.

Avevo già visto e conosciuto Noreda e rivederla è stato davvero un piacere.

Noreda era già stata ospite di Trasimeno Blues. L’avevo vista a Castiglione del Lago

Non dimenticherò mai quel concerto, in cui alla fine eravamo tutti commossi.

Il finale sulle note di purple rain resterà per sempre nel mio cuore.

Me la ritrovo qui a Panicale, più in forma che mai…il suo sguardo…la sua voce strepitosa, la sua grinta.

Una Anima Blues che proviene dal Gospel passando per il Soul e ogni sfumatura della Black music.

Ancora una volta un concerto straordinario…un’emozione.

Noreda Graves sa coinvolgere il pubblico come pochi altri…fa cantare la platea dividendola in due, alternando ritornelli e frasi. Il pubblico batte le mani a tempo e chiede il bis.

Noreda Graves, ancora una volta unica.

Recensione: Vinicio Capossela ospite della Rassegna moon In June 2021

Recensione e Foto Di Emanuele Pontani

Vinicio Capossela: “Bestiale Commedia “

Anticipato da strani suoni, effimeri fumi ed infernali luci rosse, con indosso una purpurea maschera da licantropo, fa il suo ingresso in scena un mefistofelico Vinicio Capossela.

Nella ammaliante cornice della “Rocca del Leone “a Castiglione del Lago (Perugia), prende vita la tappa umbra di “Bestiale Commedia”: tour di Vinicio Capossela a celebrazione dei 700 anni dalla morte del sommo poeta e scrittore fiorentino Dante Alighieri.

Quello che porta in scena l’eclettico cantautore è un viaggio tra santi, creature mitologiche, eroi e soprattutto peccatori. Sul palco il protagonista principale è affiancato da due figure fondamentali: l’inseparabile polistrumentista Vincenzo Vasi ed il maestro Raffaele Tiseo, che si calano nelle vesti di accompagnatori proprio come, per Dante, lo furono Beatrice e Virgilio.

Dante compie il suo viaggio fra i morti per salvare i vivi…Capossela conduce il suo nell’immaginazione musicale e letteraria per redimere il reale dallo smarrimento in cui si trova.

Citando le parole dell’artista stesso: “Affacciarsi a Dante è affacciarsi al pozzo della natura umana “e lui lo fa senza freni, dirompente e diretto come sempre.

Sfruttando a pieno diversi dei suoi testi (parte della sua discografia è infatti espressione dell’universo metafisico Dantesco) ed inscenando continui cambi di maschere e cappelli, l’artista tematizza così tanto con il pubblico che finisce per creare, con lo stesso, un dialogo di confronto così profondo da sfociare in una introspettiva riflessione sul mondo che circonda chiunque sia seduto in platea. 

Un’immersione totale, per più di due ore, nel meglio della cultura occidentale grazie alla capacità di questo artista di spaziare da Dante a Conrad da Wilde a Primo Levi passando per Omero e Bob Dylan…raccontando La Divina Commedia in modo unico, che solo a lui appartiene, Vinicio Capossela, in questo coinvolgente concerto, racconta di noi e del nostro tempo.

Recensione: Stefano Coppari 4tet ospite del Festival Jazz Flirt

Recensione di Clementina Abbamondi

 La XVII° edizione del Jazz Flirt Festival si svolgerà tra il 19 luglio ed il 10 agosto. La rassegna ospiterà grandi protagonisti del jazz nazionale come Paolo Angeli, Stefano Coppari, Gaetano Partipilo, Root Magic e l’Orchestra Giovanile di Jazz di Roma. Anche quest’anno l’Associazione Jazz Flirt è riuscita a realizzare un Festival Jazz grazie soprattutto all’entusiasmo e alla generosità dei propri soci e degli appassionati che partecipano ai vari concerti. 

Gerardo Albanese, segretario dell’Associazione socio fondatore del Jazz Flirt, dice “Un traguardo eccezionale questa XVII° edizione per un festival piccolo, ma tenace che nonostante la pochezza delle risorse economiche ed il periodo pandemico che stiamo attraversando, riesce a mantenere alto sia il livello della proposta che a moltiplicare i concerti grazie anche alla disponibilità del Comune di Minturno”. 

Stasera 22 luglio il Festival Jazz Flirt ha presentato il concerto di Stefano Coppari 4et composto da Stefano Coppari alla chitarra, Nico Tangerini al pianoforte, Lorenzo Scipioni al contrabbasso e Jacopo Ausili alla batteria. Le composizioni di Stefano Coppari sono ricche di sonorità moderne e sperimentali senza mai tralasciare la melodia e l’armonia. Una fusione di stili che va dal rock al jazz, alle avanguardie determinando un suono particolare e affascinante.

Questa formazione prende il via dal disco “Eureka” uscito nel 2016 un lavoro gradito sia in Italia sia all’estero. Questa sera nella bellissima location “La Tavola dei Cavalieri “sul lungomare di Gaeta Stefano Coppari ha presentato il suo nuovo lavoro discografico prodotto dalla prestigiosa etichetta AVAND dal titolo “SCAR LET”, un colore doppio che racchiude eleganza, ma anche passione ed energia. È dal rosso scarlatto che prende il nome il nuovo album diviso in due parole, a rappresentare la doppia anima del disco.

Il CD è uscito un anno fa ma, a causa della pandemia, il quartetto non era riuscito ancora a presentarlo dal vivo.    Il titolo “SCAR LET” suggerisce anche un lasciarsi curare attraverso la musica. Già dai primi brani eseguiti dal quartetto “Verde Come” e “Maine Coon” si capisce come le composizioni siano ricche di melodie ed effetti che determinano un suono unico ed originale ricco di ritmo.

È poi la volta del brano “Alther Ego” composto da Stefano Coppari ricco di effetti creati con il “loop”. L’unico brano non originale contenuto nel CD è “La Mouffe”composto  dal jazzista romeno Jonny Raducano che è stato stravolto e riarrangiato completamente in occasione  della partecipazione dello Stefano Coppari 4et nel 2018 al Festival Internazionale di Braila in Romania dedicato  proprio al grande pianista e compositore romeno che nel corso della sua vita ha collaborato con nomi eccellenti del jazz internazionale  come Duke Ellington Charles Mingus.Lo Stefano Coppari 4et in questa occasione ha vinto il premio come miglior formazione .

 Dolcissima la musica del brano “Ballerina” recentemente composto e non presente nel CD nel quale si ha la sensazione di veder volteggiare una ballerina e ci si sente trasportati dalla musica in una dimensione incantata.  Il brano” SCAR  LET “ che dà il titolo al CD inizia con una dolcissima melodia che si sprigiona dal piano e che si trasforma coinvolgendo tutti gli strumenti in un ritmo incalzante reso ancora più particolare dagli effetti della chitarra di Stefano Coppari.

Di grande impatto i dialoghi tra il contrabbasso e la chitarra ai quali si uniscono gli altri strumenti creando un perfetto interplay. Molti gli applausi del pubblico presente che si è fatto conquistare dall’eleganza, originalità e professionalità di questo quartetto formato da musicisti di grande talento. 

Il concerto è stato ospitato dal Ristorante “La Tavola dei Cavalieri” posto all’interno della base nautica Gioia sul lungomare di Gaeta dove lo chef Francesco Zamuner ha voluto creare uno spazio dedicato agli eventi culturali e musicali che sono già stati programmati nei mesi di giugno, luglio ed agosto.                                                                                                                                        

Recensione: Emilia Zamuner Hammond Trio ospite di “Musica senza confini jazz in villa”

di Clementina Abbamondi 

Nell’ambito della 24° Stagione 2021 del Maggio della Musica con la direzione artistica del pianista Michele Campanella, si sta svolgendo nei giardini di Villa Pignatelli la Rassegna “Musica senza confini-Jazz in Villa” che dall’8 al 31 luglio sta proponendo interessanti concerti e grandi interpreti del jazz italiano. Il 24 luglio si è svolto il concerto di “Emilia Zamuner Hammond trio” formato da Emilia Zamuner alla voce, Massimo Del Pezzo alla batteria e Leonardo Corradi all’organo Hammond.                                                                                                                                                     

Il trio ha presentato il progetto “Every day, I have the blues” dal famosissimo brano di B.B. King. Nonostante la giovane età Emilia Zamuner è già un talento. Piccolissima studia pianoforte con la nonna Laura Lamagna e, dopo essersi laureata al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella con il massimo dei voti, consegue la laurea specialistica in musica jazz. Nel 2016 si classifica al primo posto del prestigioso “Premio Internazionale Massimo Urbani “e nel 2019 è selezionata tra 5 finalisti del premio “Ella Fitzgerald Competition” di Washington (unica artista italiana) e vince con grande successo di pubblico e critica il secondo premio. È anche docente di canto jazz al Conservatorio Gesualdo Da Venosa di Potenza e del Centro della Voce” di Napoli della dottoressa Marina Tripodi. Prima del concerto Emilia Zamuner ha presentato il fotografo Riccardo Piccirillo che ha immortalato con i suoi scatti questa rassegna e che ha scritto un libro nel quale sono raccolte le foto di 10 anni di musica. Il titolo del libro è “Il silenzio che c’è fuori “ed è frutto del modo col quale Piccirillo fotografa i vari musicisti durante la pausa cogliendo il valore del silenzio.                      

Il primo brano che Emilia Zamuner canta è quello che dà il nome al progetto “Every DayI have the blues” di B.B. King e vuole essere dice Emilia un vero e proprio omaggio al blues ed in particolare a Ella Fitzgerald che, per Emilia, è stata una delle più grandi interpreti di questo genere musicale.

Il secondo brano è la bellissima ballad di Erroll Garner “Misty” che Emilia riesce ad interpretare in maniera magistrale con una grande padronanza tecnica. È poi la volta del brano di Frankie Laine “Georgia on My mind” che, grazie all’estensione vocale e alla ricchezza ed intensità ha incantato il pubblico creando un’emozione unica. Bravissimo il batterista Massimo Del Pezzo che con la sua performance efficace e misurata ha contribuito al perfetto interplay del gruppo. Stupendo l’assolo di Leonardo Corradi con l’organo Hammond che ha arricchito ancora di più l’esibizione del trio.  Dopo il brano “Angel Eyes” di cui Emilia ricorda la bellissima interpretazione di Frank Sinatra, è la volta di un brano “But Not For Me” di Chet Baker che, dice Emilia “è un brano che è un portafortuna per me in quanto l’ho presentato al “Premio Internazionale Massimo Urbani” dove nel 2016   mi sono classificata al primo posto. Il sassofonista Emanuele Cisi, presidente della Giuria del prestigioso Premio parlando della vincitrice disse “A colpire la giuria è stato il suo approccio alla musica, al palco, al pubblico, Un atteggiamento che coincide con lo spirito e la filosofia con cui Massimo Urbani suonava: positività, energia, entusiasmo ed umiltà. “Dopo il brano “Sonny” di Bobby Hebb, Emilia regala un bis richiesto a viva voce dal numeroso pubblico presente dando un saggio della sua bravura cantando per la prima volta con questa formazione un vero e proprio scioglilingua il celeberrimo brano “Old Mac Donald Had a Farm” interpretato da Ella Fitzgerald. 

 La voce di Emilia soave e cristallina sempre ricca di virtuosismi talvolta si trasforma in uno strumento di percussione infatti dice Emilia “amo suonarmi come una percussione” e altre volte diventa tromba con tutti gli effetti di questo strumento. Abilissima anche nella tecnica dello “scat” è sempre pronta ad affrontare nuove sfide. Ciò che rende l’interpretazione di Emilia Zamuner unica e speciale è che, oltre alla tecnica indiscutibile che ha acquisito nel corso degli anni, riesce a comunicare al pubblico delle emozioni intensissime.

Recensione: Bill Frisell Trio all’Arena Bike di Mantova

Recensione e Foto Di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

BILL FRISELL TRIO

Bill Frisell, chitarra

Thomas Morgan, contrabbasso

Rudy Royston, batteria

L’Associazione Culturale 4’33” il 22 luglio ha presentato il concerto del trio di Bill Frisell nell’ambito della programmazione estiva dell’Arena Bike allestita del comune di Mantova, sulla riva del lago inferiore, con lo sfondo dello splendido profilo della città di Mantova.

Bill Frisell ha proposto musiche tratte l’ultimo disco del trio uscito per la storica etichetta Blue Note dal titolo “Valentine”.

Oltre ai classici cavalli di battaglia del chitarrista americano il trio, completato da Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria ha eseguito composizioni originali.

La musica di Bill Frisell evoca i grandi spazi degli Stati Uniti mescolando nuove invenzioni alle diverse tradizioni musicali americane, rendendo la sua musica unica e inconfondibile.

Recensione: Alessio Boni, Alessandro Quarta e ArtEm String Quartet ospiti dell’Estate Musicale del Garda “Gasparo da Salo’ “

Recensione e Foto di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Sabato 17 Luglio per la 62ª edizione de l’Estate Musicale del Garda «Gasparo da Salò» ha avuto luogo nel Duomo di Salò «Il suono della bellezza», una serata fra poesia e musica con la voce recitante di Alessio Boni e il violino di Alessandro Quarta accompagnato dall’ArtEm String Quartet.

I testi letti da Alessio Boni vanno dal biblico Cantico dei Cantici e da «La bellezza non basta» di Ovidio a «La bellezza» di Hölderlin, l’«Inno alla bellezza intellettuale» di P. B. Shelley, «La notte mistica» di Rilke e il «Ricordo il meraviglioso istante» di Puskin, fino a «Ricordo» di Giorgio Caproni e a «Mi piace il verbo sentire» di Alda Merini.

La parte musicale ha compreso brani che vanno dal Settecento fino ai giorni nostri, partendo dal Vivaldi dell’Andromeda Liberata e delle Quattro Stagioni all’Händel di «Lascia ch’io pianga» da Rinaldo, Bach con la celebre Aria dall’Ouverture n. 3 e Mozart con la Marcia «Alla turca». In programma anche Brahms con la «Danza Ungherese n. 5» e Shostakovich col «Waltz n. 2» dalla «Jazz Suite», ma anche Morricone con «Gabriel’s Oboe» dal film «Mission» e i temi di «C’era una volta in America», e un omaggio a Louis Armstrong con «What a Wonderful World».

Alessio Boni ha studiato all’Accademia d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico» di Roma, ha poi lavorato con Giorgio Strehler e Luca Ronconi; sul piccolo schermo ha debuttato con «La donna del treno» per la regìa di Carlo Lizzani e, nel cinema, con «La meglio gioventù» di Marco Tullio Giordana. Ha interpretato personaggi come Caravaggio e Giacomo Puccini, il principe Andrej Bolkonskij, Walter Chiari e Ulisse. «I duellanti» e «Don Chisciotte» fra i suoi spettacoli.

Alessandro Quarta è un violinista che la Cnn nel 2013 ha definito «Musical Genius» e che nel 2017 a Montecitorio ha ricevuto il riconoscimento di «Miglior eccellenza italiana nel mondo» per la musica. In particolare il suo brano «Dorian Gray» ha ottenuto uno strepitoso successo.

Recensione: John Patitucci, Chris Potter e Brian Blade all’Agora Scarlatti

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Strepitoso successo di pubblico, ieri sera mercoledì 21 luglio all’Agora Scarlatti al Vomero per il secondo degli appuntamenti di musica jazz organizzati dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano nell’ambito dell’interessantissimo cartellone di musica/teatro/cabaret che accompagnerà per l’intera stagione estiva la città di Napoli e che sta diventando un importante punto di riferimento per tutti coloro che, dopo tanti mesi di sospensione di concerti ed eventi in generale, sentono il bisogno e il desiderio di ritornare alla normalità di una serata di musica e di divertimento.

Dopo il successo di Karima, sul palco dell’Agora Scarlatti due grandi eventi: in apertura di serata il concerto di Ciccio Merolla affiancato dalla chitarra di Pietro Condorelli e con il basso di Davide Afzal nel suo nuovo progetto “Future music project” e a seguire un Trio d’eccezione del mondo jazz internazionale John Patitucci al contrabbasso e basso, Chris Potter al sax tenore,e Brian Blade alla batteria.

Visibilmente emozionato, ma carico di quell’energia che ha sempre contraddistinto Ciccio Merolla e da un grande desiderio di tornare alla musica live, il percussionista napoletano che con il suo stile unico da voce a degli strumenti particolarissimi oltre a tutto ciò che ha nel suo animo sensibile e attento alla vita e ai mille volti del mondo stesso e dell’animo umano, ha dichiarato di essere molto felice di aprire la serata dedicata a tre grandi miti della musica jazz, e  ha presentato con molto orgoglio il suo nuovo progetto musicale, fiero di avere al suo fianco un Maestro indiscusso della chitarra come Pietro Condorelli e un virtuoso del basso come Davide Afzal che hanno arricchito la musica già di per se’ straordinaria di Merolla con un’alchimia di talento ed esperienza musicale che ha conquistato il pubblico presente. Un progetto inedito che ha alla base l’interplay, il dialogo tra musicisti attraverso gli strumenti e l’omaggio a grandi artisti quali Ryuchi Sakamoto, Rino Zurzolo e Gianluigi di Franco.

“L’intento – ha spiegato lo stesso Ciccio Merolla nel comunicato stampa della presentazione del progetto – è quello di coinvolgere il pubblico nell’interplay basato sul groove. ll mio set di percussioni, la sonorità, è quella che mi ha accompagnato per tutta la vita: è un ibrido tra batteria e percussioni basato sul beat che mi permette di girare il mondo e di andare con loro oltre, nell’universo. Ho con me due grandi artisti che sono Davide Afzal al basso e Pietro Condorelli alla chitarra. Sono come me persone che stravolgono i loro strumenti fino ad incontrare il pubblico portandolo nel loro mondo e abbracciandolo con suoni caldi e tempestosi. C’è chi definisce il Trio funky, chi lo preferisce hip hop, chi lo definisce jazz o world music, noi non definiamo, semplicemente apriamo il cuore e diamo quello che siamo”.

Sette i brani del nuovo progetto in scaletta che il Trio ha eseguito con grande talento e grande energia come “JoeZ”, “Ciccio’s Hang”, “O viaggio”, “Fore” seguiti da un bellissimo omaggio alla musica di Pino Daniele nel quale si e’ avvertito tutto l’amore che il Trio prova per la musica del musicista napoletano mai dimenticato, concludendo il loro concerto con due grandi successi di Merolla come  “Se chiamm ammore” e “Cash” , applauditissimi da tutto il pubblico presente. Un progetto che ha un fascino decisamente particolare, al quale auguriamo di conquistare tutto il successo che merita.

Il pubblico non vede l’ora che arrivi sul palco il Trio Patitucci/Potter/Blade anche perché’, e non è molto frequente purtroppo, la platea è pienissima di musicisti già affermati e di giovani talenti e studenti del Conservatorio di San Pietro a Majella che hanno scelto stasera di venire ad ascoltare ed applaudire i loro miti musicali. Riempie il cuore infatti una platea così variegata tra appassionati fedelissimi dei concerti jazz che si organizzano in città e cosi tanti giovani che studiano o hanno studiato musica e che hanno scelto di dedicare ad essa la loro vita e la loro carriera artistica. E non poteva essere scelta migliore ieri sera in quanto sin dalle prime note del concerto si ha avuto la sensazione di trovarsi davvero di fronte a tre miti della musica jazz internazionale che hanno suonato dei brani jazz con un livello che ha fatto venire i brividi a tutto il pubblico presente.

Il Trio composto da tre star jazz della musica d’oltreoceano sono arrivati in Italia, grazie alla Zenart Management, per un imperdibile tour a luglio 2021 per un totale di tredici date nei più grandi teatri e festival italiani.

John Patitucci, vincitore di due Grammy Awards e oltre quindici nomination, ha legato il suo nome ai più grandi artisti del panorama della musica jazz; solo per citarne alcuni Chick Corea, Wayne Shorter, Pat Metheny, Stan Getz, Herbie Hancock, Freddie Hubbard e molti altri,anche se deve molto all indimenticabile Chick Corea con il quale ha raggiunto una fama planetaria, collaborando con lui sin dal 1985 sia con l’Elektric Band che con l’Akoustic Band .

Sul palco anche Chris Potter, il quale vanta numerose collaborazioni con musicisti come Paul Motian, Ray Brown, Jim Hall, James Moody, Dare Douglas, Jole Lovano, Wayne Krenz, Mike Manieri e numerosi altri. Chris Potter viene considerato, grazie alle sue eccellenti abilità tecniche, alla versatilità con cui affronta diverse situazioni musicali, e al suo temperamento sperimentale e innovativo, come uno dei migliori sassofonisti jazz viventi.

Brian Blade, terzo vertice della formazione e mago della batteria, nel 1997 ha formato la Fellowship Band con cui ha pubblicato il suo album di debutto nel 1998, seguito da “Perceptual” (nel 2000), “Season of Changes” (2008), “Landmarks” (2014) e l’ultimo “Body and Shadow” (2017).

Ma il talento del Trio non è il solo aspetto che ha colpito ieri sera. L’empatia che da subito ha stabilito John Patitucci con il pubblico, insieme alla sua umiltà nel presentarsi ad esso, ha confermato da subito che ci siamo trovati di fronte ad una persona eccezionale oltre ad un musicista davvero straordinario, tra i più grandi contrabbassisti jazz del mondo intero.

Ha raccontato, in un italiano quasi perfetto (anche se  lui ha continuato a scusarsi per un italiano non comprensibile) le sue origini in parte calabresi e in parte napoletane/salernitane, delle quali si è dichiarato subito assolutamente orgoglioso e fiero, come si è dichiarato da subito straordinariamente emozionato di essere di nuovo a Napoli a suonare come non gli capitava più da tantissimo tempo, dai tempi dei vari tour con Chick Corea che ricorderà spesso durante la serata dedicandogli anche un bellissimo brano.  Il pubblico già visibilmente affascinato, si è lasciato emozionare e conquistare dalla sua musica, e già dai primi brani eseguiti con un carisma e un talento strepitoso unito al talento inarrivabile di Potter che con il suo sax ci ha fatto letteralmente sognare, e all’energia di Blade che ha accompagnato, senza protagonismi di sorta, gli altri due musicisti sul palco facendo della musica del Trio un’autentica armonia di suoni e di anime. Come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista qui a Napoli “Potter e Blade sono come una famiglia per me, abbiamo suonato spesso insieme e presto faremo un nuovo disco. Stasera sara’ un mix fra nuove e vecchie composizioni e qualche standard, fra cui un brano dei Beatles e un bellissimo omaggio al mio mentore e amico Chick Corea”

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