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Recensione: “Frida en silencio” di Israel Varela conclude la IIa edizione di Around Jazz

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Domenica 10 ottobre uno  straordinario  concerto ha concluso una delle rassegne jazz di successo che ha accompagnato questo periodo di fine estate romana “Around Jazz” giunta alla seconda edizione,  organizzato e diretto dal Direttore Artistico Fabio Giachetta e  seguito dall’esperienza ormai consolidata dell’addetto stampa  Fiorenza Gherardi De Candei, Press e che ha visto, sul palco allestito nel meraviglioso parco del Mausoleo di  Cecilia Metella sulla Via Appia l’avvicendarsi di straordinari musicisti di altissimo livello come Roberto Gatto, Gege’ Telesforo, Antonio Farao, Ramberto Ciammarughi,  Javier Girotto, Stefania Tallini, Stefano di Battista, Cinzia Tedesco solo per citarne alcuni. Una rassegna che ha visto un’importante affluenza di pubblico sia ai concerti serali che in quelli organizzati nelle splendide mattinate di un ottobre decisamente mite che ha attratto appassionati della musica jazz e non solo a partecipare a questi veri e propri incontri fatti di musica, amicizia ed emozioni.

La serata finale di tale rassegna non poteva essere stata affidata che ad un’Artista che ha saputo attrarre ed emozionare un pubblico numerosissimo che ha testimoniato ancora una volta che quando un progetto è di altissimo livello come quello presentato da Israel Varela come “Frida en silencio” il pubblico accorre, anche da altre Regioni, per poter emozionarsi di fronte ad un concerto di pura poesia come quello presentato domenica.

Con il progetto FRIDA EN SILENCIO la vita di Frida Kahlo è narrata in un modo fuori dal comune, attraverso la musicalità e la personalità del batterista, compositore e cantante messicano Israel Varela. Un uomo che con la sua musica riesce sempre a mostrare la profondità del suo pensiero, che osserva e comprendere l’essere umano. Attraverso sonorità raffinate e soluzioni ritmiche innovative, Varela ci racconta una straordinaria donna, icona contemporanea, nata nel 1907 a Coyoacán in Messico. Una storia caratterizzata da passioni e sventure, da ribellione contro le costrizioni del nazismo e dalla malattia che l’ha accompagnata in un lungo tratto della sua vita fino alla morte, causata proprio dalle condizioni fisiche nel 1954, a soli 47 anni.

Varela, vincitore del Euro Latin Award nel 2009 con il suo primo album e celebre per la bellezza del suo suono, l’omogeneità della timbrica e l’eleganza esecutiva che lo hanno portato a condividere i palchi di tutto il mondo con artisti come Pat Metheny, Charlie Haden, Yo Yo Ma, George Benson, Mike Stern, Diego Amador e, in Italia, Pino Daniele. 

Questo progetto portato in giro per il mondo da ormai più di cinque anni ha dato vita ad un disco pubblicato nello scorso luglio e che racchiude brani che esprimono tutto il meraviglioso mondo interiore di Varela. Artista meraviglioso, autore di brani che rapiscono il cuore e l’anima, sul palco si presenta come un messaggero di poesia e di anima delicata. Solo ascoltarlo presentare i  brani del disco che hanno suonato durante il concerto stesso non si può che farsi coinvolgere e trascinare dalla bellezza della sua musica, ispirata, come ha raccontato la stesso Varela, più che dai dipinti di Frida Khalo dai testi delle lettere meravigliose che ha scritto e dedicato al grande amore della sua vita Diego Ribera.

E il mondo interiore di Frida non poteva essere raccontato in una dimensione  poetica più emozionante di quella che suscita Varela con brani come “Flores” “Veo Horizontes”, “Colores de Tayen”, Lo que el agua” , “Silencio” scritta con la stessa Serena Brancale, splendida voce sul palco ha dato una carica espressiva ancora più intensa ed emozionante alla musica di Varela, e naturalmente “Espejo de la Noche” che incarna la dolcezza, la sensibilità e l’emozione che solo la musica di Israel Varela sa suscitare nell’anima di un pubblico che è rimasto dall’inizio alla fine in un silenzio assoluto per ascoltare ogni nota con un’attenzione e una carica emotiva che solo nei concerti dei grandi progetti come questo si può assaporare.

Sicuramene non  è stato facile scrivere la musica su testi cosi importanti, ma lo stesso Varela ha raccontato che alla fine è riuscito a realizzare un progetto cosi importante per la sua stessa carriera artistica perché’ tanti pensieri, emozioni narrate da Frida Khalo nelle sue lettere sono le emozioni che lui stesso prova e sono le idee e valori nei  quali lui stesso crede e per i  quali  vive intensamente la sua vita.

Nell’ascoltare il concerto si ha avuto la sensazione di trovarsi di fronte ad un uomo ed Artista davvero speciale, dotato di una sensibilità’ e di un’umanità e umiltà personale ed artistica che è difficile da trovare nel mondo attuale. Il progetto dedicato a Frida Khalo è di una bellezza che  interrompe il fiato, anche perché’ sia nel disco nel quale Israel Varela ha voluto musicisti internazionali insieme a grandi artisti del panorama jazzistico italiano, che sul palco dove è stato accompagnato da musicisti straordinari come Rita Marcotulli al pianoforte, Serena Brancale voce, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, un bellissimo quartetto d’archi  Noemi Loi, Carla Mulas violini, Chiara Ciancone viola, Susanna Garcia violencello e Josi Varela alle tastiere, mentre le coreografie di flamenco sono state interpretate dalla ballerina Nazaret Reyes che ha letteralmente incantato il pubblico.

Non ci resta quindi che dare appuntamento alla prossima edizione che, ne siamo sicuri, sarà ancora di più un autentico successo di pubblica e di critica.

Recensione: Enrico Pieranunzi ospite di Spoleto Jazz Season 2021

Recensione e Gallery di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Enrico Pieranunzi è un pianista raffinato, discreto, misurato. La sua musica è pulita, limpida ma allo stesso tempo intensa e ricca di accelerazioni e variazioni ritmiche.

“Ora non so’ cosa vi suonerò’ e come…” dice all’inizio dice del concerto. Un processo in divenire…spontaneo, improvvisato.

Passare da Scarlatti a My foolish heart è davvero “unlimited” (cosi ‘è intitolato il suo ultimo lavoro). In fondo la sua grandezza sta tutta qui.

Non è sono solo lo stile e la tecnica (di quello che è senza dubbio uno dei più grandi pianisti italiani degli ultimi 30 anni) a colpirci e disorientarci ma è la sua grandezza nel rivisitare terreni già esplorati e superare ogni barriera tra generi diversi.

Scavalcare confini. Superare limiti appunto.

In fin dei conti è questo che fa il jazz…il grande jazz. Enrico Pieranunzi è veramente un maestro del piano. Avevo già avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo.

Sono passati 20 anni circa e me lo ritrovo a qualche metro di distanza. Stavolta ho anche la fortuna di fotografarlo…

Spoleto e il teatro Caio Melisso hanno assistito ad un concerto di altri tempi. Meraviglioso. Applausi, bis finale.

Visioni in musica.

Candlelight: Tributo a Morricone e Rota a lume di candela

Biglietti
🎫 Zona A: visibilità premium
🎫 Zona B: ottima visibilità
🎫 Zona C: buona visibilità
🎫 Zona D: visibilità limitata

I posti vengono assegnati all’arrivo, in base al tipo di biglietto acquistato.

Punti salienti
🕯️ Un’atmosfera intima a lume di candela
🎹 Le musiche dei grandi film storici italiani eseguiti da un duo pianoforte e sassofono
🏯 Nella splendida Villa Domi
✔️ Un evento organizzato nella massima sicurezza e nel rispetto delle ultime misure sanitarie

Informazioni generali
📍 Dove: Villa Domi
📅 Date e orari: varie date disponibili alle 19:30 e 21:30 (seleziona l’orario desiderato al momento dell’acquisto)
⏳ Durata: 65 minuti (circa). Le porte aprono 30 minuti prima dell’inizio del concerto. Non saranno consentiti ritardi
👤 Requisiti di età: 8 anni e oltre. I minori di 16 anni devono essere accompagnati da un adulto
♿ Accessibilità: questo luogo dispone di un accesso disabili
🚗 Parcheggio disponibile in loco
❓ Per accedere all’evento è necessario essere in possesso del Green Pass valido: maggiori info qui. Per leggere la FAQ di questo evento, clicca qui
🔗 La tua sicurezza è importantissima per Fever. Per leggere le misure di sicurezza applicate nei nostri concerti, clicca qui

ProgrammaGabriel’s Oboe (Mission) – E. MorriconeSuite da “C’era Una Volta in America” – E. MorriconeNow we are free (Il Gladiatore) – H. ZimmerRomeo e Giulietta – N. RotaNuovo Cinema Paradiso – E. MorriconeIl Padrino – parte I e II – N. RotaMetti una Sera a Cena – E. MorriconeLa Leggenda del Pianista sull’Oceano – E. MorriconeThe Heart Asks Pleasure First (Lezioni di Piano) – M. NymanIl Clan dei Siciliani – E. MorriconeLa Califfa – E. MorriconeUltimo Tango a Parigi – G. BarbieriMoon River (Colazione da Tiffany) – H. ManciniSomeday My Prince will come (Biancaneve e i sette nani) – F. Churchill
Musicisti

  • Duo pianoforte e sassofono – Luca Ruggero Jacovella & Alessandro Tomei

Descrizione
Il cinema si celebra a lume di candela con Candlelight! Che tu stia cercando un’esibizione di musica classica meravigliosamente unica o un’esperienza romantica e intimista, questa esibizione fa al caso tuo. Non è necessario conoscere tutte le colonne sonore per godersi la serata: basta semplicemente sedersi, assaporare l’atmosfera straordinaria e lasciarsi trasportare dal suono della tromba e del pianoforte. Nella sontuosa Villa Domi di Napoli, le candele creeranno un’atmosfera grazie a dei giochi di luce sulle pareti. Preparati a un viaggio tra le nuvole con i capolavori più apprezzati di Morricone e Rota!

Per maggiori info ed acquisto biglietti

https://feverup.com/m/101315

JAZZ & BACCALA 2021 TEATRO SUMMARTE

Ritorna la rassegna musicale JAZZ & BACCALA‘ con nomi del panorama jazz internazionale e tante nuove ricette a base di Baccalà.
Jazz&Baccalà è la rassegna di Jazz del Teatro Summarte di Somma Vesuviana, giunta alla VII edizione

La rassegna adotta fin dall’inizio il format music&food, proponendo ad ogni spettacolo la degustazione di piatti della tradizione partenopea e grandissimi artisti del panorama jazz.

Inaugura il 15 ottobre 2021 l’artista  Daniele Sepe Sax in Blind Mary con Mario Nappi piano, Davide Costagliola basso e Paolo Forlini alla batteria.

A seguire il 29 ottobre 2021 Armanda Desidery piano Quartet con Francesco Galatro al basso, Marco Fazzari alla batteria, Gerardo Palumbo alle percussioni.

12 novembre 2021 Simona Boo e Diego Imparato   Mario Nappi e special Guest Claudio Romano alla batteria

3 DICEMBRE 2021 GREG REGA CANTANTE TRIBUTO A PINO DANIELE  CON ELIO COPPOLA BATTERIA, Alessandro Castiglione alla chitarra e  Antonio Napolitano al basso

Teatro Summarte
Via Roma 15
Somma Vesuviana (NA)
http://www.summarte.it

15 EURO  POLTRONA
20 EURO TAVOLO 

15 EURO  POLTRONA
20 EURO TAVOLO 

Rassegna (PA Appia Antica) AROUND JAZZ – 2a edizione dal 1° al 10 ottobre

Una scenografia naturale spettacolare, grandi concerti con volti noti della musica e del cinema italiano, un nuovo Village con angolo food&beverage, e il fascino dell’Appia Antica.

Questi gli ingredienti della 2a edizione del Rassegna “Dal Tramonto all’Appia – Around Jazz”, promossa dal Parco Archeologico dell’Appia Antica (Ministero della Cultura) in collaborazione con il Parco Regionale dell’Appia Antica (Regione Lazio) con la direzione artistica di Fabio Giacchetta.

Dal 1° al 10 ottobre, un cartellone di grandi artisti tra cui Alessandro Haber con Ramberto Ciammarughi, John De Leo con Roberto Gatto, Rita Marcotulli e Serena Brancale ospiti di Israel Varela, Fabrizio Bosso con Fabio Zeppetella, Stefano Di Battista con Stefania Tallini, Seamus Blake, Gegè Telesforo, Javier Girotto, Max Ionata, Flavio Boltro, Ares Tavolazzi, Cinzia Tedesco. Il programma completo sul sito www.parcoarcheologicoappiaantica.it.

Già lo scorso anno, durante una indimenticabile prima edizione piena di consensi e di sold out, il Mausoleo di Cecilia Metella (via Appia Antica 161) ha incantato il pubblico divenendo cornice mozzafiato del palco allestito nel Castrum Caetani. Un’occasione unica per immergersi nella storia e nella bellezza della via Appia Antica, avvolti dal fascino della campagna romana.
Simone Quilici, Direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, ha commentato in conferenza stampa: “Dopo la prima edizione c’è stata grande richiesta per “Around Jazz”. Questa Rassegna rappresenta una sintesi perfetta, data dalla interazione armonica tra archeologia, natura e arte. Come scenografia di questa 2a edizione è stato scelto uno dei luoghi-icona del Parco Archeologico: il Mauseoleo di Cecilia Metella, che farà da cornice ad un programma di eventi davvero ricco.”  

Novità di quest’anno, l’allestimento di un’area Village all’aperto, con angoli dedicati all’accoglienza del pubblico, al food&beverage e agli incontri con gli artisti e un’area per i concerti, con una speciale copertura a prova di pioggia a protezione del palco e della platea.
Presente alla conferenza anche il Direttore del Parco Regionale dell’Appia Antica Alma Rossi: “Siamo felici di essere presenti per “Around Jazz”, una Rassegna di grande importanza che contribuisce a far uscire la via Appia Antica dai suoi confini abituali: da storica strada consolare a via “musicale”.  

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Recensione: Il tango di Dieguito

Di Annamaria De Crescenzo
Foto SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un successo strepitoso la prima assoluta del nuovo recital su Diego Armando Maradona in scena a Piazza Convento ad Avella sabato 25 settembre , uno spettacolo meraviglioso di musica e parole ispirato alla vita e alla personalità del grande idolo del calcio mondiale, nato dall’incontro tra l’argentino Diego Moreno, napoletano di adozione visto che ormai vive a Napoli da trent’anni, compositore, cantante e chitarrista, l’attore napoletano Patrizio Rispo,  grande protagonista del teatro e della Tv il cui personaggio degli ultimi anni nella fiction “Un posto al sole”  Raffaele Giordano, è un super tifoso del Napoli e soprattutto del grande calciatore e Paolo Romano, docente universitario e curatore di tantissimi eventi culturali ed artistici che ha collaborato ai testi e alla realizzazione, con i due artisti, dell’intero spettacolo.

La voce di Patrizio Rispo che ha letto alcuni testi originali ispirati a scritti su Maradona dalle più grandi firme del giornalismo, del calcio, della cultura in generale come Gianni Minà, Maurizio De Giovanni, Ciro Ferrara, Edoardo Galeano, Osvaldo Soriano, Marco Ciriello solo per citarne alcuni , unitamente a testi scritti dallo stesso Paolo Romano, oltre ad un testo inedito, in esclusiva per lo spettacolo, di Antonello Perillo, caporedattore TGR Campania della Rai che avrebbe potuto dare una svolta fulminea alla sua carriera che in quegli anni stava appena iniziando ma che lo stesso giornalista ha tenuto gelosamente nascosto per tutelare l’immagine pubblica dell’idolo dei tifosi di tutti il mondo.

Il progetto ha un notevole impatto emotivo, non solo per i ricordi che le parole di Patrizio Rispo evocano in tutto il numerosissimo pubblico presente in piazza, ma anche per la musica dello stesso Diego Moreno che ha eseguito diversi suoi brani originali insieme a musiche straordinarie di grandissimi musicisti internazionali come Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Maria elena Walsh solo per citarne alcuni, eseguite da un gruppo di musicisti di altissimo livello come Mariano Navone al bandoneon, Giorgio Savarese piano , Domenico Guastafierro flauto, Roberto Giangrande basso e contrabbasso, Davide Ferrante percussioni e batteria e la presenza di due ballerini ed insegnanti di tango come Paola Cabrera e Rogelio Bravo che hanno fatto sognare il pubblico con le loro esibizioni di tango.

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Recensione: Chiavari in Jazz 2021 un successo strepitoso!

Recensione e Foto di Vittorio Santi

Chiavari in Jazz 2021: l’appuntamento da non perdere.

Con il concerto di Nino Buonocore, il 17 settembre si è chiusa anche quest’anno la rassegna musicale organizzata da Rosario Moreno e il Comune di Chiavari.

Tre le date in programma per questa edizione.

Protagonisti di questa kermesse, funestata purtroppo da un grave lutto che ha colpito tutta la cittadinanza, oltre al quintetto di chiusura, sono stati il mandolinista Carlo Aonzo e Tullio De Piscopo.

La scelta degli Artisti si è rivelata quanto mai appropriata in quanto ha saputo amalgamare diversi stili musicali e dare modo alle persone presenti (sempre in ottemperanza delle norme attualmente in vigore) di gustare e applaudire in modo generoso e convinto le varie performance.

Aonzo con la sua maestria insieme ai suoi compagni di viaggio, Luciano Puppo al contrabbasso, Ruben Bellavia alla batteria, Lorenzo Piccone alla chitarra e Daniele Sepe al sax ha sdoganato uno strumento poco sconosciuto e forse anche poco apprezzato.

Cosa dire di Tullio De Piscopo? Una continua sferzata di energia; un Maestro che malgrado i tanti anni di attività, riesce a catalizzare e stupire il pubblico per ben due ore senza sosta.

Il concerto di Nino Buonocore ha avuto toni e note più intimistiche: accompagnato da Antonio De Luise al contrabbasso, Antonio Fresa al piano, Bruno Marcozzi alla batteria e con lo special guest Max Ionata al sax, ha fatto veleggiare il pubblico tra le sue note leggere e la sua voce suadente.

In definitiva, una rassegna che ottiene ogni anno l’apprezzamento del pubblico sempre numeroso e attento.

L’estate ormai ci ha lasciato, l’autunno bussa alle porte, ma noi contiamo sulle sorprese natalizie di qualche altro bell’appuntamento musicale in questo angolo di Riviera di Levante.

Recensione: Danilo Rea e Fiorella Mannoia/ Ida Nielsen & The Funkbots ospiti di Umbria Jazz weekend 2021

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

L’atmosfera mattutina di Terni che inizia a prepararsi per accogliere il terzo giorno di programmazione musicale è galvanizzante. Tutta la città si è preparata da tempo per accogliere questa grande maratona della musica e i locali che hanno allestito gli spazi per i concerti previsti nei loro luoghi si danno da fare con grande entusiasmo sin dal mattino per preparare le sale dei concerti che, come da programma, iniziano già dall’ora del pranzo.

La nostra giornata di Umbria Jazz inizia proprio in uno di questi locali, il Caffè del Corso, che ospita il trio di Accordi e Disaccordi. In tanti in sala, non solo per gustare le ottime prelibatezze preparate dallo staff del locale, ma soprattutto per ascoltare la musica del Trio composto da   Alessandro Di Virgilio alla chitarra, Dario Berlucchi alla chitarra e Dario Scopesi al contrabbasso, composta da sonorità che combinano le più disparate influenze jazz, blues e della musica tradizionale, con originali sonorità dal gusto cinematografico, mantenendo una matrice stilistica gipsy jazz. Tra i simboli di Umbria Jazz, visto che ormai sono ospiti fissi delle varie rassegne annuali, rappresentano un progetto italiano molto attivo nel panorama swing nazionale ed internazionale oltre ad incarnare una rarità musicale tutta italiana, come afferma lo stesso Emanuele Cisi, altro grande artista jazz di fama internazionale che li ha definiti “virtuosi di corde che si esibiscono con un entusiasmo contagioso, regalando al pubblico divertimento intriso di swing e aromi gipsy”.

Il loro repertorio è composto da brani originali le cui sonorità combinano le più disparate influenze jazz, swing, blues e della musica tradizionale, con originali sonorità acustiche e dal gusto cinematografico, mantenendo un’iniziale matrice stilistica gipsy jazz, influenzata dalle sonorità del chitarrista Django Reinhardt. La bellezza di un concerto di Accordi Disaccordi è l estrema semplicità con il quale il Trio presenta al pubblico la sua musica, anticipata sempre da una presentazione dello stesso Dario Berlucchi che, con grande carisma, riesce a catturare l’attenzione del pubblico, narrando la storia della musica gipsy alla quale le loro composizioni originali si sono ispirate, la vita dei musicisti che li hanno conquistati come appunto Django Reinhardt. Molto bella ed emozionante una delle loro composizioni originali “Stay” che il regista Walter Veltroni ha scelto come colonna sonora del film “Fabrizio De Andre’ e PFM il concerto ritrovato” che coniuga perfettamente il binomio emozioni/musica nella sua interezza e profondità.

Il pomeriggio invece è la volta di un altro bel locale il Rendez-vous in Piazza San Francesco proprio di fronte all’omonima Chiesa di San Francesco che durante tutta la rassegna ha ospitato in due set sempre di grandissimo successo di pubblico (ore 18.30 e 22.30) il concerto di Piero Odorici & Roberto Rossi sextet feat Stephanie Belmondo.

Una band strepitosa da grande emozione quella che vede sul palco del Rendez-vous formata da Piero Odorici sax tenore, Stéphane Belmondo tromba e flicorno, Roberto Rossi trombone, Paolo Birro pianoforte, Aldo Zunino contrabbasso, Anthony Pinciotti batteria.

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Recensione: Monty Alexander e El Comite’ Cuban Groove ospiti di Umbria Jazz Weekend

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Dopo un avvio di enorme successo dell’edizione Umbria Jazz Weekend iniziata giovedì 16 settembre con tutta la città di Terni in totale accoglienza degli artisti presenti in cartellone nei vari concerti programmati sia nei vari locali della città che si sono resi disponibili come l’Ecurie, il Pazzaglia, il Ristorante Piazzetta, il Fat Art Club, il Caffe del Corso, il Rendez Vous, il Mishima,  e la straordinaria location dell’Anfiteatro Romano con il suo main stage e il pre concerto serale negli spazi del Baravai Stage, venerdì 17 settembre il nostro arrivo ad Umbria Jazz è iniziato con lo straordinario concerto di Monty Alexander Trio seguito da quello di El Comité Cuban Groove.

Già dalle prime ore in città e dall’affettuosa accoglienza in sala stampa da parte di Cristiano Romano, addetto stampa di Umbria Jazz, e di tutto lo staff organizzativo, ci aveva dato la conferma della necessità sia degli organizzatori, staff, artisti che del pubblico stesso, di un necessario ritorno alla normalità dopo più di un anno di lontananza dai concerti live, dalle amicizie che si stringono sotto palco tra i fotografi, stampa, staff, e dal desiderio di viversi e assaporare ogni istante di questa bellissima atmosfera che solo un concerto jazz sa donare al proprio pubblico.

Umbria Jazz è un mondo a sé, un mondo di amicizie, di progetti, di persone che vivono di musica ma anche di arte, cultura, di scambio di esperienze musicali diverse perché provenienti da ambienti musicali diversi.

Umbria jazz è incontro, è vita, è passione, è non fermarsi mai di fronte alle difficoltà, è lavoro, è turismo per le città che ospitano le quattro rassegne che ogni anno si ripetono in altrettanti mesi dell’anno e che richiamano a Perugia, Orvieto e da qualche anno anche Terni migliaia di appassionati del Jazz che tornano ogni anno con un entusiasmo che solo frequentando un festival così ben organizzato si riesce a vivere.

E anche quest’anno nonostante le difficoltà organizzative legate appunto al periodo post covid con innumerevoli restrizioni che hanno messo a dura prova ma, ampiamente superata, gli organizzatori e lo staff sia direttivo che tecnico siamo stati entusiasti spettatori di una rassegna che, si può tranquillamente affermare, è stata un autentico successo.

Inoltre gli artisti invitati al Festival sono sempre delle straordinarie scoperte o delle meravigliose riconferme che il talento esiste e la fa da padrona ad Umbria Jazz.

La prima grande emozione del nostro “viaggio ” all’interno di Umbria Jazz weekend ci è stato dato proprio dal concerto serale all’Anfiteatro con Monty Alexander Trio composto da   Monty Alexander al pianoforte, Paul Berner al contrabbasso, Jason Brown alla batteria.

Monty Alexander è uno dei maggiori pianisti di tutta la storia del jazz, con in una carriera che dura da cinque decenni. Un artista di culto, che ancora oggi, gira il mondo senza sosta con vari progetti, deliziando un pubblico globale attratto dalla sua vibrante personalità e dal suo messaggio profondo.

 Calca le scene dal lontano 1958, ha inciso oltre 75 album a suo nome e la sua carriera è una collezione di successi internazionale inarrivabile. Lungo questa strada artistica, ha suonato e inciso con artisti provenienti da ogni angolo possibile dell’universo musicale: Frank Sinatra, Tony Bennett, Ray Brown, Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Clark Terry, Quincy Jones, Ernest Ranglin, Barbara Hendricks, Bill Cosby, Bobby McFerrin, Sly Dunbar e Robbie Shakespeare. Le origini giamaicane hanno lasciato una traccia inconfondibile di vivacità e solarità nel suo approccio musicale. “Il ritmo, il tempo sta sempre alla base delle composizioni che scrivo”, dice. “Quando suono il mio unico obiettivo è che la gente si senta bene e si diverta. Mi sento un ponte tra due culture, quella giamaicana e americana”.  Il suo jazz luminoso e spettacolare, a tratti travolgente, coniuga melodia e swing in una miscela cui è difficile resistere.

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Recensione: Giovanni Guidi ospite per la X Edizione del Live Tones

Di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Mercoledì 15 settembre un grande evento musicale ed emozionale al Maschio Angioino   organizzato dal Live Tones del pianista Giovanni Guidi. Un concerto speciale dedicato ad un uomo e manager e promotore di grandi eventi musicali scomparso nel dicembre 2019 dal titolo “Angeli e Demoni”.

Un bellissimo concerto che ha sancito anche i dieci anni di programmazione dell’Associazione Live Tones e non era possibile scegliere un’artista più sensibile e emozionale di Giovanni Guidi, astro ormai ampliamente emerso del jazz italiano ed internazionale che ha un’anima davvero speciale e una sensibilità musicale che è unica nel suo genere. Umbro di Foligno, suona il pianoforte sempre con grande ispirazione e trasporto, al punto tale che spesso, sul palco del cortile del Maschio Angioino, sembra la musica trasporti il suo corpo e allo stesso tempo il corpo detta una sorta di “guida e ispirazione” alla musica stessa.

Angeli e Demoni è un progetto ideato e composti da brani originali alternati a standard della tradizione jazz. Un vero capolavoro della musica nel quale si avverte dalla prima all’ultima nota che è un progetto ideato con le emozioni e l’amore di un figlio verso un padre meraviglioso in tutto, sia nei sentimenti che nel lavoro che amava intensamente e che svolgeva con il massimo della professionalità visto che rappresentava artisti di altissimo livello come Enrico Rava, Stefano Bollani solo per citarne alcuni dei tantissimi da lui rappresentati.

“Angeli e Demoni” non è un titolo casuale in quanto è un vero e proprio viaggio attraverso la musica dal paradiso all’inferno e viceversa tra un alternarsi di gioia e tristezza, emozione e condivisione.

Giovanni Guidi, innamoratissimo della nostra città, è stato presentato da Alberto Bruno Presidente dell’Associazione Live Tones, con parole di grandissimo orgoglio e di grande emozione e ha appunto potuto assaporare, nei suoi quattro giorni di permanenza in città, la bellezza della nostra città arrivando ad assaporare anche gli applausi e l’amore che il pubblico ha tributato alla sua musica durante tutto il concerto.

Nonostante l’emozione del concerto, Giovanni Guidi ha espresso tutto il tuo talento in brani meravigliosi come “Mama, Mama, mama” “Padres Guidi”, “Trilli Guidi”, “Azzurro”, concludendo con un applauditissimo bis con due bellissimi brani come “Moon River”, e “”You aint’t gonna Know me cause you think you Know me “.

L’emozione del jazz continua con il Live Tones con grandissime novità nei prossimi mesi che porteranno la bellissima musica di artisti meravigliosi nella nostra Città che ha bisogno di musica, di emozioni, e di cultura.

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