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Spazio ZTL : LUCA AQUINO in concerto 27 novembre ore 22

𝟐𝟕 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟏

𝐋𝐔𝐂𝐀 𝐀𝐐𝐔𝐈𝐍𝐎 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒓𝒕𝒐

Luca Aquino – Tromba e elettronica
Bruno Salicone – Pianoforte
Francesco Galatro – Contrabbasso 
Marco Fassari – Batteria

21:00 – 𝑨𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 / 22:00 – 𝑰𝒏𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒓𝒕𝒐
 
Il trombettista Luca Aquino, tra i musicisti italiani più apprezzati nel panorama internazionale, in una produzione originale, con un progetto realizzato appositamente per lo Spazio ZTL – ZurzoloTeatroLive.
Insieme a Francesco Galatro al contrabbasso, Bruno Salicone al pianoforte e Marco Fazzari alla batteria, Luca Aquino proporrà sue composizioni nuove, con l’aggiunta di brani estratti dalla sua pubblicazione discografica “Petra”, realizzata in Medioriente, e brani estratti dal suo album “Chiaro”, registrato qualche anno fa a Oslo col suo trio norvegese, insieme a un ospite d’eccezione: Lucio Dalla.
 
𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
15,00 € Formula Teatro (senza tavolini) con bottiglietta d’acqua inclusa.
 
𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐎𝐁𝐁𝐋𝐈𝐆𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀
📱 +39 392 3915529
📞 081 0331974
📩 zurzoloteatrolive@gmail.com
 
𝑺𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂 𝒄𝒉𝒆:
– è richiesto il greenpass;
– sarà effettuata la misurazione della temperatura corporea a tutti impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C;
– è necessario utilizzo obbligatorio di mascherine per gli spettatori;
– vige il divieto del consumo di cibo e bevande durante l’evento.
 
𝑵𝒐𝒊 𝒗𝒊 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐:
– l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori;
– la periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti;
– l’adeguata areazione naturale e ricambio d’aria;
– la disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani;
– la regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale.

Recensione: La Piccola Orchestra Feelix in “Canzoni in Jazz” al Teatro di Caserta

La Piccola Orchestra Feelix è stata protagonista assoluta domenica 21 novembre al Teatro Comunale «Costantino Parravano» di Caserta con “Canzoni in jazz” uno spettacolo musicale di altissimo livello, che fa parte della rassegna «Ripartiamo dal teatro», promossa dagli assessorati alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Caserta e finanziata dalla Regione Campania (POC Campania 2014-2020), in programma fino al 30 novembre.

La Piccola Orchestra Feelix è una nuova sfida per l’associazione Feelix e per tutti gli appassionati di jazz. L’associazione culturale Feelix nasce nel 2014 dall’iniziativa di amici appassionati per favorire la diffusione della musica jazz, e in generale della cultura musicale, a Caserta e al Sud. Lo stesso neologismo Feelix altro non è che l’incontro tra feeling e felix, un sentimento che evoca ritmi afro-americani e un’armonia che prelude al ritorno di una “Campania Felix”. -Si legge nella nota- L’associazione prende quota con la fondazione del club DayTwenty9, inaugurato il 29 aprile del 2015. Da quel momento ha collezionato più di 130 concerti, jam session tutte le settimane e ospiti artisti nazionali e internazionali. Dal 2017 l’associazione ha dato vita a una grande orchestra jazz, la Feelix Jazz Orchestra (già Campania Feelix Jazz Orchestra) che, giorno dopo giorno, ha messo insieme un vasto repertorio, incontrandosi nella sala del club DayTwenty9 adibita per l’occasione a sala prove, partendo dalle partiture scritte da Pietro Condorelli. Nel 2020, durante il periodo della forzata chiusura delle attività dell’associazione a causa del Covid, è stato ideato un nuovo progetto, quello di utilizzare il vastissimo repertorio della canzone d’autore italiane in chiave jazz: nasce appunto il nuovo progetto “Le canzoni in Jazz”.

In scaletta alcuni dei i brani più belli della musica leggera italiana, rielaborati con arrangiamenti jazz creati appositamente dallo stesso Direttore dell’orchestra Marcello Massa. E così, brani che hanno fatto la storia della canzone d’autore sono stati arrangiati per un combo orchestrale, ognuno in modo diverso per raccontare le diverse epoche del jazz dal dixieland allo swing, al be bop.

Marcello Massa,  seppur giovanissimo Direttore d’Orchestra, ha diretto con grande maestria un’orchestra piena di talenti straordinari come Ilaria Bucci (voce), Aldo Capasso (contrabbasso), Giampiero Franco (batteria), Antonio Perna (piano), Egidio Marchitelli (chitarra), Gianni Taglialatela (sax baritono), Gianni D’Argenzio (sax tenore), Giuseppe Giroffi (primo sax alto), Giovanni Gambardella (secondo sax alto), Franco Izzo (trombone), Antonio Baldino (prima tromba), Flavio Dapiran (seconda tromba).

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Recensione: KBC Collective ospiti del Napoli Jazz Festival 2021

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Un bellissimo incontro con la musica jazz internazionale di altissimo livello, sabato 20 novembre all’Auditorium Salvo D’Acquisto per l’edizione Napoli Jazz Festival 2021 organizzata dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano con il concerto del KBC Collective composto da Brian Blade alla batteria, Benjamin Koppel al sassofono e Scott Colley al contrabbasso. Il  loro sodalizio artistico nasce nel 2012 e si consolida in studio in piu album dove la creatività di Blade si è andata a mescolare perfettamente con le forti improvvisazioni di Colley e con il lirismo del sax di Koppel.

Il Trio ha voluto suonare rigorosamente in acustica  brani di loro composizione dando subito la prova che il vero jazz è assolutamente ancora tutto da scoprire, assaporare in una dimensione di ascolto assoluto. In sala tantissimi musicisti e soprattutto tanti batteristi campani che sono venuti ad ascoltare un genio della  batteria come Brian Blade che ha dato, qualora ce ne fosse bisogno, dimostrazione che il suo stile nel suonare il suo amatissimo strumento riesce a dare emozioni profonde libero da protagonismi lontani da quello che dovrebbe essere lo stile di un batterista jazz.

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Francesca Tandoi Trio ospite al MAV di Ercolano

10 dicembre 2021 h.21.00

Francesca Tandoi Trio

TEATRO MAV di Ercolano

Via Quattro Novembre, 44


Il Live Tones e Gabbianella club events presentano al teatro MAV di Ercolano, inserito nel programma della stagione teatrale 21/22, il concerto jazz “Francesca Tandoi Trio”.


Francesca Tandoi, pianoforte

Stefano Senni, contrabbasso

Giovanni Campanella, batteria.


Riconosciuta dalla critica e dal pubblico come uno dei talenti pianistici e vocali più interessanti della scena jazz internazionale, Francesca Tandoi è anche un’ ottima compositrice e una straordinaria band leader, che già alla sua giovane età vanta un percorso costellato di successi in tutto il mondo. Le sue performances in trio sono state definite più volte come ‘un’esplosione di swing’ e il suo pianismo incredibilmente virtuoso ed elegante.È proprio la formula del piano trio ad esserle più congeniale permettendole una libertà espressiva ad ampio raggio e di originale intensità in cui mantiene ben saldo il legame con il passato e con la tradizione jazzistica ma con la mente proiettata verso il futuro.Come leader dei suoi trio dal 2014 ad oggi ha già all’attivo diverse registrazioni “For Elvira” “Something blue” “Magic Three” e “Winddance” . Quest’ultimo appare nella classifica “top10 best jazz albums of 2017” della famosa rivista giapponese “Jazz life”. Ha partecipato nel 2021 agli eventi di Umbria Jazz sia a Perugia che Terni come ad altri svariati festival e rassegne jazz. In uscita nel 2022 il suo ultimo lavoro discografico “When in Rome”.

Con lei sul palco Stefano Senni al contrabbasso, uno dei musicisti più attivi e richiesti nel panorama jazzistico internazionale. Ha suonato in tutto il mondo, con i più grandi jazzisti d’oltreoceano ed è presente in oltre cento incisioni discografiche. 

Giovanni Campanella alla batteria, uno straordinario talento che affianca alla sua attività di batterista anche quella di pianista e compositore e che vanta innumerevoli collaborazioni live e in studio con alcuni dei più grandi nomi della scena jazz italiana e internazionale. 

Prevendita online Etes al link:
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Oppure prevendite classiche territoriali o al botteghino del teatro.

L accesso sarà consentito SOLO ai possessori di Super GreenPass

Photogallery: Charles Lloyd ospite del Padova Jazz Festival 2021

Foto di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Padova jazz Festival 2021

Teatro Verdi

Charles Lloyd – sassofoni, flauto
Gerald Clayton – pianoforte
Reuben Rogers – contrabbasso
Kendrick Scott – batteria

Charles Lloyd sta vivendo una seconda giovinezza musicale: nelle sue performance degli ultimi anni si percepisce una vibrazione che pare l’eco della spiritualità coltraniana, all’interno di un jazz dalla matrice vigorosa e dallo slancio solistico decisamente anticonformista.
Lloyd nasce a Memphis nel 1938 e inizia a suonare il sax già all’età di nove anni. Suo primo mentore è Phineas Newborn, pianista tra i più stupefacenti (e non adeguatamente noti) della storia della musica afroamericana, che accoglie il giovane Charles nella sua band. Gli esordi sono comunque soprattutto nel giro del blues, quello giusto: appena dodicenne suona già al fianco di B. B. King, Howlin’ Wolf, Johnny Ace.
Dopo essersi trasferito in California (nel 1956) suona nell’orchestra di Gerald Wilson e, dal 1960 al ’63, in quella di Chico Hamilton, per il quale è anche direttore musicale e artefice di una virata dal jazz da camera a un vigoroso post-bop. Contemporaneamente guida uno dei suoi primi gruppi, con una line up da antologia del new jazz dell’epoca: Billy Higgins, Don Cherry, Bobby Hutcherson e Terry Trotter. Lloyd entra poi al servizio di uno dei gruppi di maggior successo degli anni Sessanta, quello di Cannonball Adderley. Nel 1966 si mette alla guida di un quartetto (con Keith Jarrett, Cecil McBee e Jack DeJohnette) che lo impone definitivamente all’attenzione generale: la miscela di bop, free e world music sfonda ben al di là del mondo del jazz (dal vivo la band condivide il palco con Jimi Hendrix, Janis Joplin, i Cream, i Grateful Dead…).
Nel 1970, dopo lo scioglimento di questo meraviglioso quartetto, Lloyd si ritira dalle scene jazzistiche. Per un intero decennio le sue apparizioni sono assai scarse e comunque principalmente concentrate nel mondo del rock: lo si può sentire coi Doors, i Canned Heat e, più frequentemente, coi Beach Boys.
Fu l’incontro con Michel Petrucciani, nel 1981, a spingere nuovamente Lloyd verso la pratica jazzistica in maniera sporadica e poi, dal 1989, con una rinnovata costanza unita a una ritrovata forza espressiva. L’etichetta ECM ha documentato questa nuova fase creativa di Lloyd, ancora saldamente legata alla sua esperienza degli anni Sessanta ma con un suono più brunito e sinuoso, che ha ulteriormente messo in risalto le sue strabilianti doti anche sui tempi più ariosi.

(cit. https://www.padovajazz.com/festival/2021-11-18-charles-lloyd/)

Recensione: Mary Halvorson al Teatro Sociale di Mantova

Recensione e Foto di Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com/)

Il Teatro Sociale di Mantova torna ad ospitare la grande musica, grazie alla disponibilità della Fondazione Artioli l’Associazione Culturale 4’33” ha presentato martedì 16 novembre 2021

il progetto di Mary Halvorson “Code Girl” nell’unica data italiana del tour che vedrà impegnata la band in mezza Europa.

Mary Halvorson, non solo è una delle migliori chitarriste della scena jazz, ma è anche una straordinaria compositrice, poetessa, e band leader.

Fortemente influenzato dalla musica di Robert Wyatt il progetto “Code Girl” rappresenta uno dei punti fondamentali nello sviluppo della forma canzone mescolando la lezione del rock inglese con le nuove istanze del jazz d’oltre oceano.

L’indiscussa capacità compositiva di Mary Halvorson riesce a mettere in luce le doti dei musicisti che l’accompagnano restituendo all’ascoltatore l’immagine di personaggi di una scena teatrale.

Come in un’opera rock la musica di “Code Girl” ha la necessità di espandersi in un teatro che possa far circolare liberamente la musica e di sicuro il Teatro Sociale svolge perfettamente questo ruolo.

La band è composta da:

Amirtha Kidambi, voce

Adam O’Farrill, tromba

Brian Settles, sax tenore

Mary Halvorson, chitarra

Michael Formanek, contrabbasso

Tomas Fujiwara, batteria

Recensione: Sunday Morning in Jazz per Jam JazzArt Music

di Clementina Abbamondi
foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com )

Domenica 14 novembre 2021 all’interno della Chiesa dell’Ecce Homo ai Banchi Nuovi si è esibito un quartetto formato da Giulio Martino al sax, Franco De Crescenzo al piano, Gianluigi Goglia al basso e Giuseppe La Pusata alla batteria inaugurando la Rassegna “Sunday Morning in Jazz. La Chiesa è denominata anche “Cappella dei Musici “in quanto nel 1766 è stata sede di una Congregazione di “professori di musica” che aderì alla costituzione di un Monte dei Sussidi del ceto dei musici, che nasceva dall’esigenza di riconoscimento e tutela dei diritti dei musicisti e per soccorrere quei musicisti che diventavano inabili. Nella cripta della chiesa sono stati sepolti alcuni musicisti dell’epoca.

I musicisti che hanno inaugurato la Rassegna sono membri fondatori dell’Associazione” Jam Jazz Art Music” insieme ad Aldo Farias e Pasquale Bardaro.Il Presidente ed organizzatore degli eventi musicali Vincenzo De Falco nell’intervista rilasciata ad Around Music&Eventi, parlando dell’Associazione e dei suoi obiettivi  dice: “L’Associazione Jam Jazz Art Music “ nasce nel maggio 2018 con l’idea di creare cultura musicale attraverso i concerti e l’incontro con i musicisti italiani e trasmettere emozioni attraverso la musica”.

Questa iniziativa, dopo la pandemia che ha fermato la musica e ha determinato ancora di più disagi anche economici specialmente per i giovani musicisti è diventata fondamentale per sostenere e dare la possibilità di esibirsi in un contesto ed in uno spazio dove l’ascolto della musica possa essere finalmente goduto con attenzione dal pubblico che è sempre più desideroso di riappropriarsi di spazi musicali dove poter immergersi nell’emozione e nella cultura.

Il sassofonista Giulio Martino dice “Diversi anni fa era molto più facile esibirsi in quanto c’erano molti luoghi dove poter fare musica mentre nel periodo attuale è sempre più difficile trovare degli spazi dove poter suonare.

La Chiesa dei Musici è stata concessa dalla Diocesi all’Associazione “Under NeaTh”, di cui è responsabile Valentina Varrella, che è uno spazio aperto alle compagnie teatrali, alle associazioni, agli artisti, ai giovani autori, uno spazio culturale dedicato al teatro alle performing arts, alla tradizione partenopea e alla crescita sociale.  La Rassegna “Sunday Morning in Jazz” organizzata dall’” Associazione Jam Jazz Art Music “ha trovato proprio nella Chiesa dei Musici ospitalità per queste due domeniche di novembre il 14 alle 11.30 con il concerto “Cole Porter Songbook ed il 28 sempre alla stessa ora con il concerto del Collettivo Jazz Quartet.

Il sassofonista Giulio Martino ha introdotto il concerto dedicato interamente a Cole Porter uno dei cinque grandi del musical americano e ha presentato gli altri membri del quartetto Giuseppe La Pusata alla batteria, Gianluigi Goglia al basso e Franco De Crescenzo al piano.

Il concerto è iniziato col brano “I Love You” dove i 4 musicisti hanno dato prova del loro talento. Il quartetto è infatti formato da alcuni tra i più talentuosi musicisti del panorama musicale jazz campano, grande è la sinergia ed il profondo interplay che li accomuna riuscendo a creare una bellissima atmosfera.

Si sono susseguiti altri standards famosissimi come “Dream Dancing”,Everythings I Love”,”Just one of those Things”,”So in love” “I’ve got you under my skin”.

Al termine del concerto i musicisti hanno ringraziato il pubblico presente e hanno rinnovato l’invito a partecipare al concerto di domenica 28 novembre sempre alle 11.30 con una diversa formazione: Aldo Farias alla chitarra, Pasquale Bardaro al vibrafono, Angelo Farias al basso e Giuseppe La Pusata alla batteria.

L’Associazione UnderNeaTh ha invece in programma sempre nella Chiesa dei Musici venerdì 19 novembre alle 20,30 la commedia “Nina Chi?” di Valentina Varrella con la regia di Roberta Misticone. Per seguire gli eventi in programma dell’Associazione UnderNeaTh ci si può collegare sulla loro pagina facebook.

TRIANON VIVIANI, ANDREA SANNINO è “CAROSONE, L’AMERICANO DI NAPOLI” – da mercoledì 17 novembre

fondazionedirezione artistica Marisa Laurito

Trianon Viviani, Andrea Sannino è “Carosone, l’americano di Napoli

Il fortunato musical biografico sul grande cantapianista da mercoledì 17 a domenica 21 novembre

E per gli spettatori “il Teatro saporito”, le eccellenze gastronomiche di Forcella a un prezzo speciale

Andrea Sannino è il protagonista del fortunato musical Carosone, l’americano di Napoli, in scena al Trianon Vivianida mercoledì 17 a domenica 21 novembre.

In questo nuovo allestimento, prodotto da Gestione attività teatrali per l’Augusteo, in collaborazione con il teatro della Canzone napoletana, l’autore e direttore artistico Federico Vacalebre, biografo ufficiale del cantapianista scomparso venti anni fa, ha conservato le caratteristiche del viaggio all’insegna di uno stile, di un suono e di un’arte nazionalpopolare.

Lo spettacolo è la storia del più moderno dei musicisti italiani, dei suoi complici Gegè Di Giacomo e Peter Van Wood, del suo amico Fred Buscaglione, di sex symbol maggiorate di altri tempi come Maruzzella e le “mammifere modello 103”. Il tutto tra filmati di ieri e di oggi, scenografie digitali, suoni vintage e remix: ricanta Napoli. In scena una compagnia giovanissima, con band, dj in scena e un corpo di ballo electroswing, per la regia di Luigi Russo.

In locandina con Andrea Sannino, Raffaele GiglioGiovanni ImparatoClaudia LetiziaGeremia Longobardo e Forlenzo Massarone, accompagnati dal complesso CarosoneVincenzo Anastasio, sax e clarinetto, Gaetano Diodato, contrabbasso, Luigi Patierno, sax, Pino Tafuto, pianoforte, e Roberto Funaro, dj.

Il corpo di ballo delle “Maruzzelle” e dei “Sarracini” schiera Paolo AnzaloniGianluigi CacciapuotiChiara CampochiaroFederica MoscaFrancesco SabellaRaffaele SicilianoMarialucrezia SorgenteLuca Squadritti e Lorena Zinno.

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Recensione: Peter Erskine Trio ospite del Napoli Jazz Festival

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Sabato 13 novembre una vera e propria leggenda  della musica in concerto all’Auditorium Salvo d’Acquisto al Vomero, Peter Erskine, grande batterista dei Weather Report, ha suonato  per il Napoli Jazz Festival insieme con Alan Pasqua al piano e Darek Oles al contrabasso, dopo diverse tappe in Europa e in Italia, dopo aver realizzato l’album triplo “Live in L.A”  in un tour organizzato e prodotto dalla Zenart Cooperativa,  di grandissimo successo di pubblico e di critica.

Peter Erskine, 67 anni, è passato alla storia per aver fatto parte della band di fusion Weather Report con Jaco Pastorius e Joe Zawinul e con i quali ha registrato cinque dischi, tra i quali il famoso live “8.30”, premiato con un Grammy Award. Miglior batterista dell’anno per dieci volte secondo i lettori del Modern Drummer Magazine, iI suo nome appare in qualcosa come settecento titoli tra album – una cinquantina dei quali come leader o co-leader – e colonne sonore, e rimanda a gruppi storici come i Weather Report e gli Steps Ahead, le big band di Stan Kenton e di Maynard Ferguson, Joni Mitchell, Kate Bush, Jan Garbarek, Kenny Wheeler, gli Yellowjackets, Pat Metheny, John Scofield, Chick Corea, John Abercrombie, solo per citare alcune fra le tante esperienze che costellano il suo vasto curriculum, dove si contano anche altrettanti Grammy Awards. Erskine è apparso anche come solista con formazioni classiche come la London Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Ensemble Modern, Frankfurt Radio, Scottish Chamber, Ensemble Intercontemporain, Royal Opera House, BBC Symphony Orchestra, Oslo e Berlin Philharmonic Orchestra, tra le altre.

Alan Pasqua, ha suonato in tantissimi dischi insieme a Peter Erskine, la loro collaborazione con Vince Mendoza dura da molti anni.

Uno dei suoi primi ruoli da professionista è stato quello di tastierista nei Giants, nelle prime uscite discografiche. Nella fusion è fondamentale il suo apporto alla musica di Allan Holdsworth, ed ancora prima insieme a quest’ultimo nei Lifetime di Tony Williams.

Ha collaborato inoltre con: Bob Dylan, Michael Bublè, Pino Daniele e Santana, ecc.

Derek Oles, diminutivo di Darek Oleszkiewicz, nato in Polonia e trasferitosi subito dopo l’adolescenza a Los Angeles, inizia a suonare introdotto nel mondo del Jazz da Charlie Haden. Registra molti album sia come Leader che come Side Man, Collabora con molti jazzisti tra i quali Brad Mehldau, Bob Mintzer e appunto Erskine e Pasqua. Nel 2019 ha suonato in trio con Jonathan Barber e Pat Metheny, si ricorda un bellissimo concerto a Genova con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice ed il Trio di Metheny, prodotto da Zenart.

Il concerto è stato quello che si può definire, senza esagerazione alcuna, uno dei più importanti concerti jazz dell’anno in Italia. In sala tanti musicisti venuti ad applaudire il Maestro in assoluto della batteria ma anche gli altri due musicisti che compongono il Trio che non sono da meno dello stesso Peter Erskine in termini di talento e di comprovata professionalità.

Tanti i brani proposti al pubblico, per la maggior parte brani originali del Trio tra i quali alcuni presenti nell’album triplo “Live in L.A”  da poco pubblicato, oltre a due applauditissimi omaggi alla musica di Pino Daniele e nel finale del concerto stesso al mito  assoluto della musica jazz come Chick Corea.

 Lo stile del Trio è assolutamente straordinario ed emozionante e tanti i commenti   entusiasti da parte del  pubblico alla fine del concerto stesso  che possono essere sintetizzati  in un commento riportato dal noto musicista Carlo Lomanto che ha scritto sulla sua pagina social “Il concerto di sabato è stata una lezione su come si suona il Jazz, belle composizioni originali di Alan Pasqua, Interplay a manetta e nessuno dei tre ha mai suonato una nota in più di quello che serviva. Questo é il Jazz che mi piace!”

Non si può che essere assolutamente d’accordo . Se questo è il jazz che amiamo, ci auguriamo che possano esserci sempre tante occasioni per poter ascoltare altri concerti di così tanta bellezza.

Recensione: Simona Boo e Diego Imparato in “Comoverão” al Teatro Summarte

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Dopo il successo delle prime due serate della VII Edizione di Jazz&Baccalà al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) con i concerti di Daniele Sepe e Armanda Desidery, non poteva che continuare con un’altra bella serata, venerdì 12 novembre, con la musica bossanova di Simona Boo e Diego Imparato “Comoverão”.

Molisana di nascita, ma napoletana d’adozione, Simona Boo è un vero vulcano sia nella vita che sul palco dove esprime tutta la sua energia e la sua grinta.

Alle spalle una carriera molto particolare iniziata tardi rispetto agli standard del mercato musicale ma rivelatasi da subito pienissima di idee e progetti di grande successo. La musica l’ha conquistata quasi per caso, come lei stessa racconta, in Portogallo per partecipare al progetto Erasmus, fu invitata sul palco per cantare dei brani bossa insieme ad alcuni musicisti del luogo. Rientrando in Italia decise di dedicarsi alla musica, dedicandosi intensamente a studiare canto, prima privatamente poi presso il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli.  Da li una vera e propria ascesa verso il successo. Proprio al Conservatorio la notò Pietro Condorelli intuendone il suo grande talento la coinvolse come voce solita in “Jazz ideas and Songs” un bellissimo progetto fatto di teatro e musica che in questi anni ha fatto il giro dei più importanti jazz club e festival jazz italiani. Ma oltre al jazz e alla bossa, un’altra grande esperienza musicale entra a far parte della vita artistica di Simona Boo: i 99 Posse. Anche qui per caso, sapendo che stavano facendo dei provini per cercare una nuova voce femminile si presenta quasi per scommessa e fu l’inizio di una splendida collaborazione con uno dei gruppi rap/rock più conosciuti e amati dal pubblico. Ma Simona ha l’energia dentro e per questo non può mai fermarsi, e la sua carriera continua con altri due progetti straordinari come quelli ideati e presentati con una band eccezionale come i Cultural Boo Team e appunto con la collaborazione con Diego Imparato in “Comoverão”.

Quest’ultimo progetto ha ormai compiuto dieci anni e dopo un primo album di autentico successo, sta per essere pubblicato a gennaio il secondo album di musica brasiliana e non solo. Al Teatro Summarte hanno iniziato a dare qualche pillola del nuovo disco con il brano di Joao Bosco “Água, Mãe Água” e il meraviglioso “Lazzari Felici” di Pino Daniele e un brano originale scritto da me in lingua portoghese “Canto da Dor”.

Sul palco Simona e Diego sono stati da Mario Nappi al piano e tastiere, un musicista già da tempo elemento fondamentale della formazione in quartetto, tanto da essere protagonista in duo in un brano scioglilingua al piano e voce (“Pirituba”) e da Claudio Romano alla batteria.

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