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Recensione: Gianni Conte in “Duje Paravise” al Teatro Trianon

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

La cultura della tradizione della canzone napoletana non poteva trovare luogo migliore per poterla accogliere se non gli spazi del Teatro Trianon di Napoli, storico teatro che sorge in uno dei quartieri storici e popolari della Città, e che ormai da due anni sta riscoprendo una sorta di “rinascita” culturale grazie al nuovo Direttore Artistico Marisa Laurito e a tutto il suo staff organizzativo che ha fortemente voluto tale impegno per poter donare alla Città stessa uno spazio particolare per il Teatro, la musica, e tantissime iniziative culturali che danno una nuova forza a chi vive di Teatro e per il Teatro.

Finalmente dopo tanti anni  il Ministero della Cultura ha riconosciuto il Trianon come struttura di produzione teatrale e nel mese di ottobre scorso è stata  inaugurata la “stanza delle Meraviglie della canzone napoletana” uno speciale spazio “immersivo” dove grazie ad impianti digitali i visitatori possono entrare virtualmente in una Napoli di altri tempi e con una “passeggiata immersiva” rivivere tra suoni, colori ed immagini in movimento, la storia della canzone napoletana con un’esperienza multisensoriale e a breve la sala Enrico Caruso diventerà la Stanza della Memoria  uno spazio pubblico per accedere ad una fruizione completa del patrimonio della canzone napoletana e delle culture musicali della Campania archiviato sul portale SoNa, Contesto Musica dell’ecosistema digitale ArCCa, promosso dalla Regione Campania ed attuato da Scabec SpA.

La programmazione della stagione 2021/2022 oltre a recuperare gli spettacoli che a causa della pandemia non è stato possibile mettere in scena prevede tantissimi spettacoli teatrali, musicali di altissimo livello e tante iniziative per i giovani talenti e una serie di laboratorî per costruire un Centro nazionale d’arte e inclusione sociale, con una particolare attenzione al quartiere di Forcella.

In questa ricca e variegata programmazione del Teatro, ennesimo successo, domenica 7 novembre, per il concerto di Gianni ConteDuje Paravise” accompagnato da musicisti straordinari come   Cristian Capasso al basso, Massimo Volpe al piano, Antonio Mambelli alla batteria e con la partecipazione straordinaria di Mariano Caiano voce e percussioni e Pippo Noviello nel ruolo di “San Pietro”.

Gianni Conte è un napoletano d.o.c, voce meravigliosa, raggiunge un successo strepitoso e fino al ’91 come leader indiscusso del fenomeno piano-bar e protagonista nei locali più accreditati di mezza Italia. Dal 1992 al 1995 è in RAI, in qualità di pianista e cantante, ospite fisso in trasmissioni seguitissime, dal 1996 voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, oltre ad affermarsi grazie anche alla sua carriera solista una delle vocalità più importanti e stimate della tradizione melodica partenopea di oggi.

Nel 1993 è sul palco del Teatro Ariston al fianco del grande Maestro Roberto Murolo che lo volle con sé per presentare il brano “L’Italia è bella” al Festival di Sanremo.

In qualità di autore, ha scritto per Peppino di Capri, Nino Frassica, Umberto Bellissimo (per cui ha composto il disco “Non solo Varietè” sui testi dello stesso compianto attore) e le musiche di “Bene & Male”, commedia musicale in lingua napoletana

In occasione del centenario della nascita di Eduardo De Filippo, ha presentato in anteprima al Teatro Augusteo di Napoli la canzone “Filumè” (testo è di Ilio Stellato) da lui stesso composta.

Nel 2020 scrive una canzone #stattacasa in collaborazione con Mirea Flavia Stellato, giovane giornalista ed attrice in forza alla compagnia di Vincenzo Salemme per raccontare il lockdown da Covid-19, per esorcizzare la paura del coronavirus e mantenere alta l’attenzione sulla questione igiene e norme di sicurezza che ci hanno accompagnato purtroppo per tutto il periodo iniziale della quarantena imposta dal coronavirus in quasi tutto il 2020.

L’idea dello spettacolo viene dal testo di “Duje Paravise” una delle più belle canzoni napoletane scritta dal 1928 musicata da E.A. Mario, nella quale duje viecchie prufessure ‘e cuncertino esaltano l’incanto e la bellezza della musica e della città partenopea, al cospetto di san Pietro e di tutti i santi, entusiasti e meravigliati ascoltatori. 

I due vecchi professori sono stati simpaticamente ed ironicamente interpretati da Gianni Conte e Mariano Caiano, accompagnati da Pippo Noviello, un elegante San Pietro, che li ha accolti in questo immaginario Paradiso (palcoscenico del Trianon) insistendo con loro affinché’ rimanessero a deliziarlo, insieme ai musicisti/santi del Paradiso stesso, con una sorta di viaggio nelle più belle canzoni della tradizione napoletana.

Le due voci dei protagonisti in scena, quella più classica di Gianni Conte e quella più contemporanea caratterizzata da un groove più moderno di Mariano Caiano, bravissimo percussionista oltre che cantante, hanno dato vita ad un concerto davvero unico.

Il concerto è iniziato con i classici di sempre come “Marechiaro”, “Mandulinata a Napule”, “O Paese d’o Sole”, “Guapparia”, “Canzone appassiunata” affiancati dai ritmi travolgenti di alcune delle canzoni più belle del repertorio carosoniano come “” O Sarracino”, “Maruzzella”, “Scapricciatiello” conquistando tutto il pubblico presente in sala che li omaggia con lunghissimi ed emozionatissimi applausi.

Verso la fine del concerto un bellissimo spazio al rap di Mariano Caiano che ha presentato un suo brano a testimonianza che la musica napoletana di livello si può esprimere anche tramite linguaggi differenti da quelli che storicamente appartengono alla canzone della tradizione napoletana senza mai perderne in termini di bellezza e di importanza culturale, per poi ritornare di nuovo agli amatissimi classici napoletani come “Simme ‘e Napule Paisa’” , una travolgente e scatenatissima versione di “Luna Rossa” sullo stile dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, fino ad un’applauditissima “O surdato ‘Nnamurato” con la quale Gianni Conte ha concluso un concerto con il quale ha dimostrato ancora una volta non solo la bellezza della sua voce ma anche del fatto che la canzone napoletana ha ancora tanto da dare e da dire alle generazioni di ogni età.

Recensione: Armanda Desidery ospite della VII Edizione di Jazz&Baccalà

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Dopo il primo concerto della settimana scorsa di Daniele Sepe, un altro straordinario successo per il secondo   appuntamento della VII Edizione di Jazz&Baccalà ideata e diretta da Elio Coppola e realizzata al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, (NA) con il concerto di  Armanda Desidery Quartet.

Musicista napoletana, pianista e compositrice, Armanda Desidery, dotata di grande forza espressiva e di talento sempre coltivato, ha saputo fare breccia nel cuore del pubblico. Un’infinta passione per il mondo Latin Jazz l’ha spinta durante tutta la sua carriera a ricercare sempre nuove collaborazioni tendendo alto il valore delle donne nella musica.

Ha collaborato con una serie di musicisti e artisti di interesse nazionale. Insieme al già citato Roberto De Simone, si ricorda Gianni Lamagna, Antonella Ippolito, Antonello Paliotti. E, ancora, Bruno Garofalo, Daniele Sepe, Eduardo De Crescenzo, Lino Cannavacciuolo e Arthur Louise. E poi con Luca Signorini, Ray Mantilla, Ernesticco, Pavel Molina Ruiz e Brunella Selo. Seguono Pino De Vittorio, Bruno Biriaco, Agostino Marangolo, John Surmann e Mario Castiglia. Inoltre, Cosè Antonio Molina, Irina Arozarena, Doris Lavin, Alvaro Martinez, Andrès Roman, Lea Costa. Infine, con Gianni Lamagna e Liliana De Curtis.

Nel 2015 ha pubblicato il disco Blackmaba con Giulio Martino, Antonio De Luise e Gianluca Brugnano, seguito nel 2017 da  “la stanza dei colori” con Gianfranco Campagnoli, Gerardo Palumbo, Gianluca Brugnano, e Guido Russo.

Sul palco del Teatro Summarte, accompagnata da validissimi musicisti come Francesco Galatro al basso, Gerardo Palumbo alle percussioni, Marco Fazzari alla batteria, è stata un vero e proprio ciclone di energia e di vitalità. Elegantissima in un bellissimo completo pantalone nero, sempre bellissima e con un sorriso eccezionale, al pianoforte si trasforma in vera e propria esplosione travolgente al punto che il pubblico ne è stato assolutamente conquistato.

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Tommaso Primo in concerto alla festa della cooperazione “Mane e mane”, venerdì 29 aprile alla Villa comunale di Frattamaggiore (Napoli)

TOMMASO PRIMO IN CONCERTO

Alla VII edizione della FESTA “MANE E MANE”

Venerdì 29 ottobre 2021 ore 21

Villa Comunale di Frattamaggiore (Napoli)

ingresso gratuito

Musica, creatività e condivisione. Giunge alla settima edizione “Mane e mane” la festa della cooperazione organizzata e promossa dalla onlus Cantiere Giovani, in programma venerdì 29 ottobre nella Villa comunale di Frattamaggiore (Napoli).

Realizzata in collaborazione con il CSL e un’ampia rete territoriale di associazioni, scuole e istituzioni, “Mane e mane” torna quest’anno dopo il rinvio dello scorso ottobre dovuto all’emergenza sanitaria, con il consueto invito a ritrovarsi e condividere idee e proposte nel rinnovato parco cittadino. Un momento d’incontro e divertimento attraverso diverse attività ad accesso gratuito, che culmineranno con il live acustico di Tommaso Primo.

Accompagnato da Peppe Spinelli alla chitarra e Stella Manfredi al violino, il cantautore partenopeo presenta dal vivo i brani del suo ultimo lavoro discografico, “Favola Nera”. Prodotto e pubblicato dalle label Full Heads e Arealive, sostenuto dal contributo di Gioia Concept – primo marchio solidale in Campania –  “Favola Nera” comprende 9 brani che raccontano la Napoli antica e oscura del Centro storico. Le sue storie si intrecciano con quelle delle periferie dimenticate per poi ritornare nuovamente nel ventre della città. Nell’ album, sospeso tra le villanelle del novecento e la canzone folk operaia, si alternano le storie degli ultimi, vittime di agglomerati urbani abbandonati a sé stessi.

Il programma delle attività della Festa “Mane e mane” inizierà nel primo pomeriggio alle ore 15 con l’apertura degli stand dedicati alla cooperazione locale e internazionale. Allo stesso orario si terrà “Guerrilla Gardening”: gli alunni e le alunne del Liceo delle Scienze Umane “F.Durante” faciliteranno ragazzi più piccoli delle Scuole “Capasso-Mazzini” e “Genoino” nella realizzazione di un intervento di hinterland art nell’area giardino della Villa comunale.

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Armanda Desidery ospite della VII Edizione di Jazz & Baccalà

Armanda Desidery quartet

Armanda desidery-piano

Francesco Galatro-Contrabbasso

Marco Fazzari-batteria

Gerardo Palumbo-percussioni

Dopo il successo di Daniele Sepe che ha inaugurato la nuova rassegna di Jazz&Baccala, il 29 ottobre andrà in scena ARMANDA DESIDERY QUARTET.

Il suono di Armanda è sicuramente quello del pianoforte più latino che esista in Italia ma – come dimostrano le sue collaborazioni, in primis quella con Ray Mantilla ,con il percussionista Ernesticco, con L’orchestra colombiana Guayacan – è anche quello di un’artista capace di interagire e collaborare a grandi livelli. Il repertorio di questo progetto è  basato  su  composizioni  originali  di  Armanda  e  su  qualche  standard adeguatamente rielaborato. Il “Sueno Latino” è garantito dal  virtuosismo  di Marco Fazzari , dall’incisivo contrabbasso di Francesco Galatro,dalle percussioni di Gerardo Palumbo e dal pianismo di Armanda  che collega  e colora  il  tutto con le tipiche figurazioni cubane e caraibiche.

Questo quartetto è una formazione che mescola i suoni della musica latina, del jazz ,del flamenco con riferimenti ai maestri del genere (a partire da Dizzy  Gillespie a Machito, a Tito Puente, a Paquito D’Rivera), con  risultati  che  toccano  tutte  le  corde  degli   appassionati  non mancando  di suscitare tutto quell’ampio spettro emozionale  tipico di questa  musica, divertente, molto energetica ma anche irrimediabilmente romantica.

(”la stanza dei colori”e’ la testimonianza di tutta la musica descritta e del valore di questo trio :tutte composizioni originali di Armanda Desidery e la collaborazione di numerosi , prestigiosi ospiti.Un disco dalle mille sonorita’,immediato e divertente).

Sempre format music&food: 

degustazione di piatti della tradizione partenopea e grandissimi artisti del panorama jazz preparati dal ristorante ‘’CASA A TRE PIZZI’’ unica sede dal 1958 a Somma Vesuviana. 

Dinner ore 21:00

Music ore 22:15

Per info:

TEATRO SUMMARTE 0813629579/ 3935667597

PREZZO POLTRONA 15 EURO  

PREZZO AL TAVOLO 20 EURO 
 
 
 TEATRO SUMMARTE

Via Roma, 15

80049 Somma Vesuviana

Info 081/3629579

Recensione: Simone Schettino ospite del Teatro Cilea di Napoli

di Annamaria De Crescenzo

Successo garantito per la seconda data dello spettacolo “Il meglio di …” di Simone Schettino, in scena al Teatro Cilea da venerdì sera fino a domenica pomeriggio, quattro repliche in tre giorni di programmazione che hanno visto ritornare al Cilea, finalmente, un pubblico entusiasta ed emozionato  nel poter non solo recuperare le date degli stessi spettacoli della stagione scorsa che erano stati sospesi proprio a causa della pandemia  ma anche finalmente tornare a divertirsi ed emozionarsi con uno dei comici cabarettisti più divertenti degli ultimi decenni.

Dopo aver recitato in cabaret insieme a Biagio Izzo dal 1998 al 2000 debuttò, proprio al Teatro Cilea, in quello stesso anno. Diversi spettacoli  in teatro (“Il fondamentalista napoletano”, “ Dov’eravamo rimasti? “, “Se tocco il fondo …sfondo”, “Se permettete vorrei andare oltre” solo per citarne alcuni)  e  diverse partecipazioni a programmi di gran successo come “Convenscion” e “Super Ciro, e naturalmente negli ultimi anni nelle diverse edizioni del famosissimo “Made in sud” che rappresenta per tutti i comici napoletani e non che ne fanno parte una vera e propria consacrazione nel mondo della comicità italiana e Schettino ne è da anni una vera e propria “punta di diamante”.  Nel 2017 con “Made in China napoletano” ha diretto il suo primo film del quale è anche protagonista.

In questo spettacolo Simone Schettino riveste i panni del monologhista puro in compagnia dei suoi testi più divertenti. Di spalle un grande schermo che riporta in una sorta di enorme cartellone una serie di parole e lettere che anticipa il senso dello spettacolo, una sorta di viaggio nelle parole e nelle emozioni vissute non solo in questo periodo di totale sospensione della comicità’ e del teatro in generale ma anche di tanti momenti di spettacoli precedenti del cabarettista accolti dal pubblico con lunghissimi applausi e tantissime risate.

Simone Schettino, visibilmente emozionato e felice di poter calcare di nuovo la scena di un Teatro importante come il Cilea, ha iniziato  il suo monologo proprio partendo dall’analisi divertita e divertente di tutti i momenti iniziali del lockdown, dalla spesa che era l unico momento di libertà , dalle bandiere “andrà tutto bene”, dai cori che ci accompagnavano le nostre lunghe serate in casa, alla speranza che da tutto questo momento cosi particolare ne potessimo uscire migliori come persone. Come sempre, Simone è straordinario nell’analizzare vizi e virtu’ non solo del genere umano ma anche tutto quello che ruota intorno alla politica (non stanno attaccati alla poltrona, stanno inchiodati! ) ai luoghi comuni (“erano meglio gli anni 80/90”), al modo di educare i figli (“ma se a 7 anni gli dai un tablet per giocare, a 18 anni se non gli regali una navicella spaziale non lo guarderà neppure il regalo! ) , a rimpiangere i tempi andati che, come ricorda lo stesso Schettino, non erano sicuramente migliori di questo , ma “eravamo semplicemente giovani e per questo ci sembrava tutto più bello “ ! Divertentissimo quando parla dei miti del calcio, insuperabile quando analizza le differenze tra il mondo di oggi e quello di quando lui era poco più che un ragazzo, straordinario quando nel finale racconta una cena in uno di quei ristoranti alla moda della nouvelle cousine, con un improbabile piatto a base di un solo chicco di riso, invecchiato di 20 anni nelle campagne tibetane oltre a tanti altri racconti che hanno divertito fino alla lacrime il numeroso pubblico presente in sala.

Insomma, bentrovata allegria e bentrovato, finalmente, Simone Schettino.

Recensione: Ergio Valente ospite di ItaClub Jazz Festival

Recensione di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

La prima Edizione del ITACLUB Jazz Festival, il primo festival diffuso dei jazz club italiani con 60 eventi disseminati su gran parte del territorio nazionale e che ha visto uniti  23  dei più importanti jazz club italiani sotto un unico tema “l’incontro” in riferimento al fondamentale momento della nostra esistenza a cui abbiamo dovuto rinunciare per tanto tempo a causa delle misure restrittive dovute alla pandemia, e mai un tema poteva essere più indicato per una musica come il jazz che da sempre è considerata la musica dell’Incontro per eccellenza, visto che mette insieme in maniera trasversale e assolutamente unica sia differenti stili musicali che  generazioni e generazioni di musicisti e appassionati jazz che va oltre qualsiasi ostacolo e limite.

Questa prima esperienza ha dato l’opportunità di mostrare e dimostrare come i jazz club sono da sempre luoghi di fondamentale importanza per la musica jazz visto che per un’intera settimana sono stati la “casa” di veri e propri incontri fatti di concerti, di presentazioni di dischi e di libri che parlano di musica, di scambio culturale, musicale e personale fra musicisti e pubblico

Nella nostra città tale incontro è stato realizzato dall’Associazione Live Tones che tantissimi anni ha portato il grande jazz a Napoli e in tale occasione hanno organizzato due concerti straordinari, il primo il 14 ottobre di Enrico Pieranunzi e Valentina Ranalli, il secondo il 15 ottobre con uno dei più bravi pianisti jazz Ergio Valente.

Classe 1988, oltre ad essere un valentissimo pianista jazz, è anche un delicatissimo e sensibile compositore di musiche straordinarie. Ha all’attivo diverse formazioni di estrazione jazz e latin, sue principali fonti di ispirazione. In particolare, tantissimi concerti al suo attivo con una delle sue formazioni di successo, il trio jazz che porta il suo nome con Marco Fazzari alla batteria e Aldo Capasso al contrabbasso.

Ergio Valente inizia a studiare pianoforte a undici anni, complice l’aria musicale di famiglia che circonda il musicista da sempre. Quindi si diploma in pianoforte classico presso il Conservatorio di Benevento “Nicola Sala”. A guidarlo è la M° Orsolina D’Urso.

Tuttavia, non perde l’occasione di inoltrarsi nel meraviglioso mondo del Jazz. Infatti, contemporaneamente agli studi classici studia pianoforte jazz con i pianisti e compositori Andrea Beneventano e Ramberto Ciammarrughi.

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Recensione: “Valentina Sings Pieranunzi” con Enrico Pieranunzi e Valentina Ranalli

Recensione di Clementina Abbamondi
Foto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Il 14 ottobre 2021 il Teatro sito all’interno del MAV, Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, ha ospitato   il concerto “Valentina Sings Pieranunzi “, organizzato dall’Associazione” Live Tones” presieduta da Alberto Bruno nell’ambito della I° Edizione dell’Italia Jazz Club.  La prima Edizione del “Festival diffuso dei Jazz Club Italiani”, prevede oltre 60 eventi disseminati su gran parte del territorio nazionale che si è svolto dal giorno 8 al 15 ottobre che sarà una giornata speciale, il tutto in nome del jazz. Per questa prima Edizione è stato scelto il tema “L’Incontro”, in riferimento al fondamentale momento della nostra esistenza, a cui abbiamo dovuto rinunciare per tanto tempo a causa della pandemia. I Jazz club ritornano ad essere luoghi di fondamentale importanza per la musica jazz; rapporto costante tra il pubblico e gli artisti unendo il paese in nome della musica jazz.

L’Associazione “Live Tones” di cui è presidente Alberto Bruno, da anni è tra gli attori protagonisti degli eventi jazz nella città di Napoli. Fino a marzo 2020, quando la pandemia ha bloccato anche il mondo dello spettacolo, ha assicurato una programmazione continuativa fatta di concerti jazz in location private e pubbliche e a settembre 2021 ha ripreso il “Summer Live Tones” arrivato alla X Edizione, con il concerto di Giovanni Guidi piano solo nel cortile del Maschio Angioino, dedicato a Mario Guidi, menager di jazz internazionale scomparso nel dicembre 2019.

Il concerto di stasera “Valentina Sings Pieranunzi”, con Valentina Ranalli alla voce ed Enrico Pieranunzi al piano si riallaccia al tema dell’”Itaclub Jazz Festival” che è quello dell’”Incontro”.

In questo concerto si incontrano   le parole di Valentina Ranalli e la musica di Enrico Pieranunzi. Questo è un progetto nuovo ed inedito, nato da una tesi di laurea di Valentina Ranalli dal   titolo” Cantare Enrico Pieranunzi”. L’ incontro tra Valentina e Pieranunzi   è avvenuto, come racconta il maestro, dopo aver ricevuto dall’insegnante di canto di Valentina del Conservatorio di Santa Cecilia una e-mail nella quale veniva informato del progetto di una bravissima allieva di scrivere la tesi sulle sue composizioni. In seguito è nata una collaborazione che ha portato alla realizzazione di testi sulle musiche del maestro. Dice il maestro Pieranunzi “Valentina è riuscita a dare una veste nuova alla mia musica “illuminandola di versi di straordinaria bellezza” Il maestro    Enrico Pieranunzi compositore, pianista, arrangiatore ha registrato più di settanta CD collaborando con i più grandi nomi della jazz internazionale esibendosi oltre che nei principali paesi europei anche in America e Giappone.   L’ unico musicista Italiano ad avere suonato più volte ed aver registrato a suo nome nello storico “Village Venguard” di New York.  È stato riconosciuto nel   1989, 2003 e 2008 come migliore musicista Italiano nell’ annuale referendum “Top Jazz” della rivista Musica Jazz. Molte composizioni del maestro sono diventate degli standards suonati da musicisti di tutto il mondo: “Les Amants”, “Night Bird”, “Fellini’s Waltz”. Nel 2014 gli è stato assegnato l’Echo Jazz Award.      

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Live Tones – ITAClub Jazz Festival + Giornata Nazionale dei Jazz Club

Italia Jazz Club presenta 

Si alza il sipario su

ITACLUB JAZZ FESTIVAL

FRA I PROTAGONISTI NON POTEVA MANCARE LA CAMPANIA CON

LO STORICO LIVE TONES NAPOLI

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e sta per alzarsi il sipario su ITACLUB Jazz Festival. Un’imponente manifestazione che si articolerà in oltre sessanta eventi disseminati su tutto il territorio nazionale e che culminerà nella prima Giornata Nazionale dei Jazz Club, il prossimo 15 ottobre.

Così dichiara Giovanni Serrazanetti, presidente dell’associazione Italia Jazz Club: “La nostra associazione fa parte della Federazione Jazz Italiano, presieduta da Paolo Fresu, che raccoglie alcuni dei migliori Jazz Club del Paese. Quest’anno abbiamo vinto il bando ministeriale, con il progetto ITACLUB Jazz Festival e siamo orgogliosi di presentarlo. Si tratta di un vero e proprio festival diffuso, che illustrerà tutto quello che fanno i jazz club, realtà presenti sui territori in maniera capillare. I jazz club sono grandi palestre per i musicisti giovani che si stanno affermando e allo stesso tempo luoghi dove i musicisti già affermati possono presentare il proprio lavoro ad un pubblico affezionato, che partecipa attivamente all’atto creativo. Questa è la nostra grande forza, siamo luoghi veri, dove il feeling si tocca”.

Non poteva non far parte della partita lo storico jazz club Live Tones che da anni porta avanti con passione e costanza l’impegno a promuovere e diffondere il jazz, rappresentando un autentico punto di riferimento per tanti appassionati, musicisti, professionisti del settore e semplici amatori.

LITACLUB Jazz Festival, si terrà dall’8 al 15 ottobre, proponendo eventi realizzati dai propri associati in 23 dei più importanti jazz club italiani, fra i quali il Live Tones. Dai concerti alle masterclass, dalle mostre alle presentazioni di libri, dai laboratori alle guide all’ascolto, l’intero Stivale sarà percorso da una grande festa dedicata al jazz e agli irrinunciabili presidi dedicati a questa meravigliosa musica, i jazz club.

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Recensione: Chiara Civello e Rita Marcotulli duo ospiti all’Agorà scarlatti

Recensione a cura di Annamaria De Crescenzo
foto: SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Un bellissimo concerto e una bellissima atmosfera, ieri sera, giovedi 26 agosto all’Agorà Scarlatti al Vomero per il concerto, organizzato da Napoli Jazz club diretta da Michele Solipano, di Chiara Civello & Rita Marcotulli Duo che ha visto, ancora una volta, una presenza straordinaria di pubblico, come ormai si sta verificando per tutte le date organizzate in questa bellissima location napoletana.
La voce di Chiara Civello e la sua immancabile chitarra e il pianoforte di Rita Marcotulli si incontrano per la prima volta insieme sul palco in questo tour che in qualsiasi data sta riscontrando un notevole successo di pubblico e di critica.


Chiara Civello è una cantante e autrice che spazia dalla canzone al jazz, dalla musica italiana a quella americana e brasiliana. Rita Marcotulli è una pianista con una lunga esperienza anche nel jazz nord-europeo e che ha saputo dare un’impronta molto personale ai suoi progetti.
Si sono conosciute attraverso la mediazione di Pino Daniele, con il quale entrambe hanno collaborato, e da poco tempo hanno iniziato a esibirsi in concerto anche con l’apporto di altri musicisti.
Il jazz di entrambe; la canzone d’autore di Chiara, cui Rita è tutt’altro che estranea; la sperimentazione musicale di Rita, che trova in Chiara un partner perfetto; il virtuosismo di entrambe ai rispettivi strumenti, voce e pianoforte: questi sono stati gli ingredienti di un concerto che ha emozionato, stupito, commosso il pubblico presente.


Dopo una intro di solo piano si parte con «Travessia» brano tratto dall’omonimo album del compositore, cantante e chitarrista brasiliano, Milton Nascimento. Poi «Bocca di rosa» di Fabrizio De André. Il pubblico sembra ipnotizzati dal suono del pianoforte della Marcotulli e dalla particolarità della voce della Civello. Le due musiciste, tra sperimentazioni e virtuosismi, appassionano, stupiscono e fanno divertire. Un’ora è mezza di concerto, con rivisitazioni di classici come “Il muro dei ricordi” nella bellissima versione di Jannacci, “Metti una sera a cena” o brani di Chiara Civello come “Resta”, fino al doppio omaggio a Pino Daniele con “L’ironia di sempre” e “Anima” fino al bis «Io che amo solo te» di Sergio Endrigo che il pubblico ha accolto con un lunghissimo applauso.


Prossimo appuntamento con la musica d’autore sarà il 4 settembre con il concerto di Sergio Caputo.

Recensione: John Patitucci, Chris Potter e Brian Blade all’Agora Scarlatti

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Strepitoso successo di pubblico, ieri sera mercoledì 21 luglio all’Agora Scarlatti al Vomero per il secondo degli appuntamenti di musica jazz organizzati dall’Associazione Napoli Jazz Club diretta da Michele Solipano nell’ambito dell’interessantissimo cartellone di musica/teatro/cabaret che accompagnerà per l’intera stagione estiva la città di Napoli e che sta diventando un importante punto di riferimento per tutti coloro che, dopo tanti mesi di sospensione di concerti ed eventi in generale, sentono il bisogno e il desiderio di ritornare alla normalità di una serata di musica e di divertimento.

Dopo il successo di Karima, sul palco dell’Agora Scarlatti due grandi eventi: in apertura di serata il concerto di Ciccio Merolla affiancato dalla chitarra di Pietro Condorelli e con il basso di Davide Afzal nel suo nuovo progetto “Future music project” e a seguire un Trio d’eccezione del mondo jazz internazionale John Patitucci al contrabbasso e basso, Chris Potter al sax tenore,e Brian Blade alla batteria.

Visibilmente emozionato, ma carico di quell’energia che ha sempre contraddistinto Ciccio Merolla e da un grande desiderio di tornare alla musica live, il percussionista napoletano che con il suo stile unico da voce a degli strumenti particolarissimi oltre a tutto ciò che ha nel suo animo sensibile e attento alla vita e ai mille volti del mondo stesso e dell’animo umano, ha dichiarato di essere molto felice di aprire la serata dedicata a tre grandi miti della musica jazz, e  ha presentato con molto orgoglio il suo nuovo progetto musicale, fiero di avere al suo fianco un Maestro indiscusso della chitarra come Pietro Condorelli e un virtuoso del basso come Davide Afzal che hanno arricchito la musica già di per se’ straordinaria di Merolla con un’alchimia di talento ed esperienza musicale che ha conquistato il pubblico presente. Un progetto inedito che ha alla base l’interplay, il dialogo tra musicisti attraverso gli strumenti e l’omaggio a grandi artisti quali Ryuchi Sakamoto, Rino Zurzolo e Gianluigi di Franco.

“L’intento – ha spiegato lo stesso Ciccio Merolla nel comunicato stampa della presentazione del progetto – è quello di coinvolgere il pubblico nell’interplay basato sul groove. ll mio set di percussioni, la sonorità, è quella che mi ha accompagnato per tutta la vita: è un ibrido tra batteria e percussioni basato sul beat che mi permette di girare il mondo e di andare con loro oltre, nell’universo. Ho con me due grandi artisti che sono Davide Afzal al basso e Pietro Condorelli alla chitarra. Sono come me persone che stravolgono i loro strumenti fino ad incontrare il pubblico portandolo nel loro mondo e abbracciandolo con suoni caldi e tempestosi. C’è chi definisce il Trio funky, chi lo preferisce hip hop, chi lo definisce jazz o world music, noi non definiamo, semplicemente apriamo il cuore e diamo quello che siamo”.

Sette i brani del nuovo progetto in scaletta che il Trio ha eseguito con grande talento e grande energia come “JoeZ”, “Ciccio’s Hang”, “O viaggio”, “Fore” seguiti da un bellissimo omaggio alla musica di Pino Daniele nel quale si e’ avvertito tutto l’amore che il Trio prova per la musica del musicista napoletano mai dimenticato, concludendo il loro concerto con due grandi successi di Merolla come  “Se chiamm ammore” e “Cash” , applauditissimi da tutto il pubblico presente. Un progetto che ha un fascino decisamente particolare, al quale auguriamo di conquistare tutto il successo che merita.

Il pubblico non vede l’ora che arrivi sul palco il Trio Patitucci/Potter/Blade anche perché’, e non è molto frequente purtroppo, la platea è pienissima di musicisti già affermati e di giovani talenti e studenti del Conservatorio di San Pietro a Majella che hanno scelto stasera di venire ad ascoltare ed applaudire i loro miti musicali. Riempie il cuore infatti una platea così variegata tra appassionati fedelissimi dei concerti jazz che si organizzano in città e cosi tanti giovani che studiano o hanno studiato musica e che hanno scelto di dedicare ad essa la loro vita e la loro carriera artistica. E non poteva essere scelta migliore ieri sera in quanto sin dalle prime note del concerto si ha avuto la sensazione di trovarsi davvero di fronte a tre miti della musica jazz internazionale che hanno suonato dei brani jazz con un livello che ha fatto venire i brividi a tutto il pubblico presente.

Il Trio composto da tre star jazz della musica d’oltreoceano sono arrivati in Italia, grazie alla Zenart Management, per un imperdibile tour a luglio 2021 per un totale di tredici date nei più grandi teatri e festival italiani.

John Patitucci, vincitore di due Grammy Awards e oltre quindici nomination, ha legato il suo nome ai più grandi artisti del panorama della musica jazz; solo per citarne alcuni Chick Corea, Wayne Shorter, Pat Metheny, Stan Getz, Herbie Hancock, Freddie Hubbard e molti altri,anche se deve molto all indimenticabile Chick Corea con il quale ha raggiunto una fama planetaria, collaborando con lui sin dal 1985 sia con l’Elektric Band che con l’Akoustic Band .

Sul palco anche Chris Potter, il quale vanta numerose collaborazioni con musicisti come Paul Motian, Ray Brown, Jim Hall, James Moody, Dare Douglas, Jole Lovano, Wayne Krenz, Mike Manieri e numerosi altri. Chris Potter viene considerato, grazie alle sue eccellenti abilità tecniche, alla versatilità con cui affronta diverse situazioni musicali, e al suo temperamento sperimentale e innovativo, come uno dei migliori sassofonisti jazz viventi.

Brian Blade, terzo vertice della formazione e mago della batteria, nel 1997 ha formato la Fellowship Band con cui ha pubblicato il suo album di debutto nel 1998, seguito da “Perceptual” (nel 2000), “Season of Changes” (2008), “Landmarks” (2014) e l’ultimo “Body and Shadow” (2017).

Ma il talento del Trio non è il solo aspetto che ha colpito ieri sera. L’empatia che da subito ha stabilito John Patitucci con il pubblico, insieme alla sua umiltà nel presentarsi ad esso, ha confermato da subito che ci siamo trovati di fronte ad una persona eccezionale oltre ad un musicista davvero straordinario, tra i più grandi contrabbassisti jazz del mondo intero.

Ha raccontato, in un italiano quasi perfetto (anche se  lui ha continuato a scusarsi per un italiano non comprensibile) le sue origini in parte calabresi e in parte napoletane/salernitane, delle quali si è dichiarato subito assolutamente orgoglioso e fiero, come si è dichiarato da subito straordinariamente emozionato di essere di nuovo a Napoli a suonare come non gli capitava più da tantissimo tempo, dai tempi dei vari tour con Chick Corea che ricorderà spesso durante la serata dedicandogli anche un bellissimo brano.  Il pubblico già visibilmente affascinato, si è lasciato emozionare e conquistare dalla sua musica, e già dai primi brani eseguiti con un carisma e un talento strepitoso unito al talento inarrivabile di Potter che con il suo sax ci ha fatto letteralmente sognare, e all’energia di Blade che ha accompagnato, senza protagonismi di sorta, gli altri due musicisti sul palco facendo della musica del Trio un’autentica armonia di suoni e di anime. Come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista qui a Napoli “Potter e Blade sono come una famiglia per me, abbiamo suonato spesso insieme e presto faremo un nuovo disco. Stasera sara’ un mix fra nuove e vecchie composizioni e qualche standard, fra cui un brano dei Beatles e un bellissimo omaggio al mio mentore e amico Chick Corea”

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