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Oscar 2020, vittoria storica di Parasite. Joaquin Phoenix miglior attore

La 92esima edizione degli Oscar si è tenuta nella notte tra domenica e lunedì a Los Angeles. Il premio per il miglior film è andato a Parasite  film sudcoreano di Bong Joon-ho, che ha vinto anche l’Oscar per la miglior regia e i premi per il miglior film internazionale e per la miglior sceneggiatura originale.

Con quattro premi totali è stato il film più premiato della cerimonia. Parasite – che è un thriller, ma anche una satira sociale, con momenti da commedia ma anche drammatici – parla, senza dire troppo, di una famiglia povera che si infiltra in una famiglia ricca. La vittoria di Parasite rappresenta la prima volta che il premio Oscar per il miglior film viene assegnato a un film non in inglese (nel 2012 aveva vinto The Artist, che però era un film muto).

Parasite a parte, è stata un’edizione molto equilibrata, con diversi film che si sono spartiti i premi principali. 1917 il film di guerra di Sam Mendes, favorito della vigilia, ha vinto tre premi Oscar (miglior sonoro, miglior fotografia e migliori effetti speciali) mentre Joker, C’era una volta … a Hollywood  e Le Mans ’66 – La grande sfida ne hanno vinti due ciascuno. Continua a leggere

Recensione: PARASITE: La lotta di classe come non l’avevamo mai vista

di Alessio Bosi
trama: La famiglia Kim, composta dal padre Kim Ki-taek, la madre Chung-sook, il figlio Ki-woo e la figlia Ki-jeong, vive in un piccolo appartamento seminterrato, facendo lavori temporanei a basso costo e lottando per far quadrare i conti. L’amico di Ki-woo, Min-Hyuk, che si sta preparando a studiare all’estero, suggerisce che Ki-woo si finga studente universitario per assumere il suo lavoro come tutor inglese per la ricca figlia adolescente della famiglia Park, Da-hye.
Bong Joon-ho porta al cinema le disuguaglianze sociali ed economiche in una maniera del tutto imprevedibile.
Il film è un mix di generi: si va dalla commedia della prima parte, dove si ride, guardando i vari stratagemmi usati dalla famiglia per uscire dalla propria condizione, al melodramma, si riflette attraverso i dialoghi, mai banali, concepiti per sottolineare ulteriormente le differenze tra chi ha e chi non ha e si arriva fino al dramma vero e proprio, la lotta tra poveri, con un crescendo di situazioni, che sfocia nel grottesco.
Un film potente, spiazzante, pungente, estremo.
In una parola: un’autentica rivelazione!

Recensione: Richard Jewell: la denuncia di Eastwood al Sistema

di Alessio Bosi

Trama: è la storia vera di Richard Jewell, la guardia di sicurezza che scoprì l’ordigno esploso al Centennial Park di Atlanta, in occasione delle Olimpiadi del 1996, che causò la morte di due persone e il ferimento di altre 100 ma che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori senza il suo coraggioso intervento.
Dall’essere un eroe a diventare il primo sospettato, però, il passo è brevissimo, specie se si uniscono due poteri forti…. il governo e i media.

 

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Quando due tra i poteri più forti del mondo ti accusano non c’è scampo, la tua vita è finita. Questa è la feroce denuncia di Clint Eastwood nei confronti del Sistema, quel Sistema che prima ti celebra come eroe nazionale poi, in un lampo, ti travolge con tutta la sua violenza soprattutto psicologica additandoti, agli occhi dell’opinione pubblica, come un mostro, senza uno straccio di prova, senza darti la possibilità di capire cosa ti stia succedendo. Il film è potente, intenso, ben recitato dai tre protagonisti principali, con Kathy Bates forse un pelino sopra gli altri ma anche un ottimo Sam Rockwell ed un Paul Walter Hauser calato perfettamente nei panni di Richard Jewell.   A dispetto dei suoi quasi 90 anni, Clint dietro la macchina da presa ci sa ancora fare.

Da vedere.

Vieni a Vivere a Napoli : il vero volto di Napoli al cinema

di Francesca Petrillo

Commedia in 3 episodi ma legati dallo stesso tema: il rapporto che Napoli ha con i cittadini immigrati.Il primo episodio NINA E YOYO è diretto da Guido Lombardi,LUBA è diretto invece da Francesco Prisco,mentre invece MAGNIFICO SHOCK vede alla regia Edoardo De Angelis.

Il film è stato presentato al Bifest di Bari nel 2016e vuole essere un omaggio all’intera città,similitudine di accoglienza e integrazione multietnica,che abbraccia 3 culture in paricolare oltre a quella tradizionalista dei napoletani:cinese,ucraina e cingalese.

Ma di che cosa tratta piu’ nello specifico ?

Il film si focalizza sugli effetti dell’incontro tra le diverse etnie,i diversi modi di vivere, e punta a raggiungere una completa dimensione europea,dove non esistono classici stereotipi e i diversi usi e costumi tendono sempre piu’ a fondersi.Cio’ emerge nel primo episodio,in cui Nino si dovrà riscoprire nei confronti del piccolo cinese “Yoyo”,oppure nel terzo episodio,dove il giovane fattorino cingalese Amila Diggamaralalage verrà coinvolto in un vortice pazzo di concerti neomelodici e nevrosi in limousine;fino a diventare l’amante per un giorno di Myriam,”starletta” arrabbiata e solitaria,costretta a stare in bilico tra serenate,matrimoni e serenate.

Alla conferenza stampa del 23 marzo,alla prima proiezione del film ha avuto luogo un intenso e proficuo dibattito con due personaggi del cast: Luba(Valentina Lapushova) e Amila(Bagya Lankapura),ai quali sono state poste diverse domande.È stata un’ottima occasione per conoscere e condividere culture diverse dalla nostra e soprattutto per interagire direttamente con due personaggi del film.

 

Logan – the Wolverine L’epilogo di un supereroe

di Alessio Bosi

loganLa trama: El Paso, 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant’anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.

Un film che poco ha in comune con gli altri della serie degli X-Men, se si escludono le scene d’azione, pur essendo il protagonista il più rappresentativo degli eroi Marvel. Questo è il SUO film più significativo, più intenso e cupo, anche violento (è vietato ai minori di 14 anni).  L’eroe con l’adamantio non ha più voglia di lottare, fa fatica a riprendersi dalle ferite, si imbottisce di farmaci e alcool, è cinico, quasi privo di emozioni o di sentimenti, almeno all’apparenza….ma tutto ciò è figlio delle sofferenze subite negli anni, troppi anni (è l’unico sopravvissuto, insieme al professor Xavier, un commovente Patrick Stewart) e qui ne porta tutto il peso. Troverà, però, un’altra persona speciale per cui lottare. A mio avviso il miglior Wolverine della serie, il più vero; Hugh Jackman si immedesima nel suo personaggio in maniera incredibile, lo “sente”. Attenzione alla bambina… ne vedrete delle belle!

 

 

Lo chiamavano Jeeg Robot: il cinema italiano che rinasce

La trama: Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c’è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.

Film coraggioso, fuori dal comune, sorprendente. Considerato da molti addetti ai lavori, a mio avviso giustamente, il film italiano dell’anno 2016.  Un supereroe “umano”, un ottimo Claudio Santamaria, uno che odia ” ‘a ggente”, che cerca di sfruttare i suoi superpoteri in modo “non convenzionale” ma che si prende anche cura della vicina di casa, la bravissima Ilenia Pastorelli .  E poi c’è lui, “lo zingaro”, un memorabile Luca Marinelli, il Joker della borgata romana, un’interpretazione sopra le righe.

Insomma, il cinema italiano sta tornando… adesso anche noi abbiamo il nostro supereroe.

News: in diretta i premi del David di Donatello 2017

61esima edizione dei David di Donatello, lo storico premio dell’Accademia del Cinema Italiano. Ecco i premi:

Migliore Attore Protagonista a Stefano Accorsi per ‘Veloce Come Il Vento’

Migliore Produttore ad Attilio De Razza e Pierpaolo Verga per ‘Indivisibili’

Migliore Documentario a ‘Crazy For Football‘ di Volfango De Biasi

Migliore Cortometraggio ad ‘A Casa Mia‘ di Mario Piredda

Migliore Regista a Paolo Virzì per ‘La Pazza Gioia’

Migliore Autore Della Fotografia a Michele D’Attanasio per ‘Veloce Come Il Vento’

Migliore Regista Esordiente a Marco Danieli per ‘LaRagazza Del Mondo’

Migliore Canzone Originale ad ‘Abbi Pietà Di Noi’, musica e testi di Enzo Avitabile per ‘Indivisibili’

Migliori Effetti Digitali ad Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network per ‘Veloce Come Il Vento’

Migliore Montatore a Gianni Vezzosi per ‘Veloce Come Il Vento’

Miglior Scenografo a Tonino Zera per ‘La Pazza Gioia’

Miglior Film dell’Unione Europea a ‘Io Daniel Blake‘ di Ken Loach

Miglior Film Straniero ad ‘Animali Notturni‘ di Tom Ford

Migliore Musicista a Enzo Avitabile per ‘Indivisibili’

Migliore Suono ad Angelo Bonanni, Diego De Santis, Mirko Perri e Michele Mazzucco per ‘Veloce Come Il Vento’

Premio David Giovani al film ‘In Guerra Per Amore‘ di Pierfrancesco Diliberto

Migliore Acconciatore a Daniela Tartari per ‘La Pazza Gioia’

Migliore Truccatore a Luca Mazzoccoli per ‘Veloce Come Il Vento’

Migliore Costumista a Massimo Cantini Parrini per ‘Indivisibili’

Migliore Sceneggiatura Adattata a Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti e Salvatore De Mola per ‘La Stoffa Dei Sogni’

Migliore Sceneggiatura Originale a Nicola Guaglianone, Barbara Petronio ed Edoardo De Angelis per ‘Indivisibili’

Miglior Attirce Non Protagonista a Antonia Truppo per ‘Indivisibili’

Miglior Attore Non Protagonista a Valerio Mastandrea per la sua interpretazione nel film ‘Fiore’

Fuocoammare: la necessità di raccontare la realtà

locandinaTrama: Gianfranco Rosi racconta Lampedusa attraverso la storia di Samuele, un ragazzino che va a scuola, ama tirare sassi con la fionda che si è costruito e andare a caccia di uccelli. Preferisce giocare sulla terraferma anche se tutto, attorno a lui, parla di mare e di quelle migliaia di donne, uomini e bambini che quel mare, negli ultimi vent’anni, hanno cercato di attraversarlo alla ricerca di una vita degna di questo nome trovandovi spesso, troppo spesso, la morte.

Un documentario di assoluta necessità prima di tutto a livello culturale.
Interessante l’idea dei due livelli che vanno di pari passo, il primo con la storia di Samuele e dei suoi parenti e amici, uno spaccato di vita quotidiana nell’isola; il secondo con le storie reali, drammatiche, strazianti (raccontate però con uno stile asciutto) di chi cerca di trovare, oltre quel mare, quello che nel proprio paese non ha più.
Impossibile dimenticare la testimonianza del medico, l’unico dell’isola.
Assolutamente da vedere per non girare più, come ormai siamo abituati a fare, la testa dall’altra parte.

Trailer Fuocoammare

Naples ’44: per non dimenticare

naples-44Tutto è nato dal racconto di mio padre che un giorno mi parlò di come fosse sopravvissuto a un bombardamento solo perché si trovava sul lato giusto della strada. Mi disse che per capire come abbia vissuto la città in quel periodo dovevo assolutamente leggere Naples ’44 di Norman Lewis. Cosa che ho fatto adorandolo”.

Così ha esordito Francesco Patierno, nonché regista di “Naples ‘44”, un docufilm semplicemente eccezionale, ad un dibattito avvenuto recentemente nelle sale del cinema Modernissimo di Napoli, a cui alcuni di noi studenti abbiamo avuto la possibilità di partecipare grazie ad un progetto scolastico. Continua a leggere

Manchester by the sea: Il delicato racconto di un dolore

manchesterLa trama: Lee Chandler conduce una vita solitaria in un seminterrato di Boston, tormentato dal suo tragico passato. Quando suo fratello Joe muore, è costretto a tornare nella cittadina d’origine, sulla costa, e scopre di essere stato nominato tutore del nipote Patrick, il figlio adolescente di Joe. Mentre cerca di capire cosa fare con lui, e si occupa delle pratiche per la sepoltura, rientra in contatto con l’ex moglie Randy e con la vecchia comunità da cui era fuggito. Allontanare il ricordo della tragedia diventa sempre più difficile. Continua a leggere

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