Recensione: Carlo Lomanto in “Passione” per Napoli Jazz Winter 2020

di  Annamaria De Crescenzo
Foto SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Secondo appuntamento del Napoli Jazz Winter 2020 sabato 24 ottobre all’Auditorium Salvo d’Acquisto di Napoli con il concerto di Carlo Lomanto in “Passione” un vero e proprio omaggio in jazz alla canzone napoletana che il musicista, cantante oltre che compositore e docente jazz ha voluto dedicare alla sua amatissima città in un periodo certamente tra i più difficili della storia italiana e mondiale contemporanea.

“Con la pandemia come tutti sono rimasto per due mesi a casa bloccato e ho deciso di usare questo tempo per rendere omaggio alla mia città ed alle sue più́ belle canzoni producendo da solo a casa un disco con la mia voce e la mia chitarra come protagonisti principali, la mia ispirazione é stata il grande Roberto Murolo con la sua “Antologia della Canzone Napoletana” che conservo gelosamente” 

Ha così commentato lo stesso Lomanto nel presentare questo suo nuovo progetto che ispirato da un bisogno interiore di dedicarsi alla musica e alle emozioni che da essa sono generate in un animo sensibile come quello di Carlo in un periodo di forzata distanza da palchi, sale registrazioni, aule universitarie che normalmente fanno parte della vita di ogni giorni di questo Artista dall’animo sensibile e dal modo di porsi elegante e discreto come un vero gentleman di altri tempi.

“Passione” è quindi non solo un progetto musicale di alto livello ma una risposta concreta che vede la Musica come la soluzione per poter riempirsi di emozioni e forza necessarie per poter affrontare e vincere un periodo così difficile per tutti. Il nome, come spiegato dallo stesso Lomanto durante il concerto, non è casuale, infatti “Passione” è una delle canzoni presenti nel suo primo album e quindi ha fortemente voluto tale brano anche per tale nuovo cd, ma anche per la passione intesa come sentimento, forza, determinazione che ha mosso sempre tutta la sua vita e continuerà a farlo per sempre.

In “Passione “Carlo Lomanto ha cercato di far dialogare la tradizione e la modernità sia nel suo modo di cantare che egli arrangiamenti dei brani stessi che ne fanno parte, a cominciare da “A Vucchella” del 1892 e fino ad arrivare all’indimenticabile Pino Daniele, oltre a tre nuovi brani dei quali ha composto le musichi su testi di tre autrici napoletane, Miriam Lattanzio, Federica Cammarota e Daniela Carelli che hanno scritto tre testi molto particolari e di grande spessore.

Carlo Lomanto, fortemente emozionato di tornare finalmente su un palco prestigioso come quello di Napoli Jazz Winter, una delle più importanti rassegne jazz sul territorio campano, è riuscito a coinvolgere il pubblico non solo con i suoi brani , ma anche con i suoi racconti riguardanti le emozioni, agli incontri con altri artisti come le amiche autrici che gli hanno regalato tre brani bellissimi, o lo stesso Roberto Murolo al quale anni fa Carlo propose un brano che poi ha presentato in sala che ha suscitato lunghissimi applausi.

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Carlo Lomanto “Passione” Napoli Jazz winter 2020 il 24 ottobre ore 20

NAPOLI JAZZ WINTER 2020
Auditorium Salvo D’Acquisto
Via Morghen 60 -Napoli

Sabato 24 Ottobre ore 20.00
CARLO LOMANTO “Passione”
Omaggio in jazz alla canzone napoletana

Sabato 24 ottobre alle ore 20 presso l’Auditorium Salvo D’Acquisto del Vomero, ancora un altro appuntamento con il Napoli Jazz Winter, il grande festival del jazz organizzato dall’Associazione Culturale “Napoli Jazz Club”. Questa volta l’appuntamento è con Carlo Lomanto in “ Passione”, un omaggio in jazz alla canzone napoletana.

Con la pandemia, come tutti sono rimasto per due mesi a casa bloccato – spiega Carlo Lomanto- e ho deciso di usare questo tempo per rendere omaggio alla mia città ed alle sue piú belle canzoni producendo da solo a casa un disco con la mia voce e la mia chitarra come protagonisti principali, la mia ispirazione é stata il grande Roberto Murolo con la sua “Antologia della Canzone Napoletana” che conservo gelosamente.Ovviamente il mio modo di affrontare la tradizione é stato sicuramente influenzato dalla mia passione per il Jazz e per la Bossanova ed il prodotto che ne é venuto fuori é un viaggio che parte dalla tradizione con “A Vucchella” scritta nel 1892 da Gabriele D’Annunzio e Paolo Tosti fino ad arrivare al nostro beneamato Pino Daniele, passando per Carosone e Modugno. Mi sono permesso di inserire nell’album anche tre canzoni di mia composizione con i testi di tre autrici Napoletane, Miriam Lattanzio, Federica Cammarota e Daniela Carelli, che hanno scritto tre testi di grande spessore e le ringrazio per questo splendido regalo”.

I concerti del Napoli Jazz Winter sono organizzati nel massimo rispetto delle normative anti Covid per permetterne la fruizione in totale sicurezza.

 

Info & Prevendita bigliettI presso le prevendite abituali 081.5568054 – 0815564726 – 081.7611221 – 081.5519188

 

www.go2.itoppure consultare le pagine FB ; Napoli Jazz Club Gruppo FB ; Quelli del …..Napoli Jazz Club

 

Posto Unico €. 12,00 + prev

Ufficio stampa Manuela Ragucci

manu3laragucci@gmail.com 

Recensione: Antonio Fresa in “Piano Verticale a soundtrack experience” per Napoli Jazz Winter 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

È rarissimo ormai che organizzatori e imprenditori legati al mondo musicale ad avere modo di poter ideare, progettare e realizzare una rassegna, un festival, un semplice evento. Le norme anticovid, la diffidenza del pubblico, le paure di un possibile contagio allontanano il pubblico dagli eventi, e ci vuole molto coraggio e molta determinazione a far sì che si possa ritornare alla normalità, fatta di emozioni e alla gioia che solo una serata di buona musica può dare.  E quando capitano tali serate non si può che apprezzare, sostenere ed applaudire il “coraggio” di chi sta facendo di tutto per tornare alla vita di sempre. Uno di questi uomini coraggiosi è sicuramente Michele Solipano che ha fortemente voluto organizzare l’edizione 2020 di Napoli Jazz Winter per conto dell’Associazione Napoli Jazz Club di Napoli, iniziata con grande successo venerdì 16 ottobre all’Auditorium salvo D’Acquisto del Vomero con il concerto di Antonio Fresa in piano solo in “Piano Verticale  a soundtrack experience” e che continuerà con altre due serate, sempre ad ottobre e sempre nello stesso Auditorium, il 24 con Carlo Lomanto in “Passione”omaggio in jazz alla canzone napoletana  e il 30 con Lello Petrarca in piano solo con l’omaggio alla musica di Ennio Morricone.

Pianista, Compositore, Arrangiatore, Produttore, Antonio Fresa ha avuto una formazione musicale eclettica che si arricchisce di un’esperienza di tre anni negli Stati Uniti presso l’Università Berklee School of Music e successivamente di un percorso classico che lo porterà al diploma in pianoforte presso il Conservatorio.

Ha dedicato i suoi primi anni di attività alla scrittura di arrangiamenti e composizioni originali per ensemble jazzistici e cameristici, oltre a dedicarsi alla produzione e a lavorare come assistente musicale alle musiche di diversi sceneggiati e film per la televisione, oltre a firmare colonne sonore di diversi film come –“Non è Giusto”, – Il mio nuovo Strano Fidanzato (vers. per mercato italiano)- Il principe di San Sereno – El camp – La Cantata dei Pastori – L’Arte della Felicità

 Nonostante un costante impegno in studio di registrazione come produttore, continua a dedicarsi all’attività di numerosi concerti in piano solo, oltre ad essere musicista nel gruppo di  Joe Barbieri e di  Nino Buonocore.

Il concerto di venerdì sera e un vero toccasana per l’anima. Antonio Fresa ha dimostrato non solo di essere un eccellente pianista ma anche un artista di una sensibilità fuori dal comune e da un profondo amore per la musica e per la composizione. Il progetto presentato segna una svolta nella vita artistica di Fresa in quanto e il racconto di un mondo di idee e di emozioni sussurrate, suscitate, ispirate dai tasti di un pianoforte verticale. Come ha lui stesso annunciato durante il concerto stesso “L’idea di tale progetto è nata dal desiderio e dall’esigenza di poter dare spazio ad uno strumento che accompagna noi  pianisti sin dall’inizio dei nostri studi ed è appunto il piano verticale, quello che i genitori possono permettersi di acquistare al figlio che inizia a studiare musica e che lo accompagna per le tante ore che si dedicano allo studio di tale strumento e il suono che ne è derivato, anche grazie al fatto che ho deciso di suonarlo con la sordina, un particolare strumento che ne attutisce i suoni,  per non dare fastidio ai vicini, quasi a farne un insieme di suoni ovattati, ma allo stesso tempo intrisi di una sorta di magia speciale”.  

Il progetto, diventato anche un disco pubblicato dalla casa discografica The Writing Room, e nato per le Vatican Chapels sull’Isola di San Giorgio a Venezia che hanno trasformato una visita tra natura ed architettura in una vera e propria esperienza multisensoriale, sottolineata dalla musica che è una vera e propria colonna sonora firmata da Antonio Fresa che ha creato undici composizioni, una per ciascuna delle installazioni, più il tema Close Afar riservato al Padiglione Asplund, firmato da Francesco Magnani e Traudy Pelzel, un vero e proprio preludio narrativo alla visita, non musica didascalica, bensì una struttura evocativa in grado di far emergere una nuova dimensione dalla visita.

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Piacenza Jazz Fest reloaded: 17 ottobre Parker 100 con Cafiso, Cigalini e Jesse Davis

Ass. Cult. Piacenza Jazz Club

via Musso, 5 – 29122 Piacenza

  1. iva 01376290332

       Tel/Fax 0523-579034

     info@piacenzajazzclub.it

In collaborazione con Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna

L’OMAGGIO A CHARLIE PARKER A FIRMA DI TRE SAX D’AUTORE: FRANCESCO CAFISO, MATTIA CIGALINI E JESSE DAVIS

A cento anni dalla nascita sulle orme di un innovatore che ha segnato un’epoca

Piacenza, 12 ottobre 2020 – Tra le belle e doverose celebrazioni che il mondo del Jazz sta dedicando a Charlie Parker nel centenario della sua nascita (molte meno di quante fossero in realtà in programma, a causa della sopraggiunta pandemia) si inserisce il concerto in programma sabato 17 ottobre al Teatro President (via Manfredi, Piacenza). Il concerto nasce dalla storica collaborazione tra la rassegna Crossroads – jazz e altro in Emilia-Romagna, organizzata dall’associazione Jazz Network, e il Piacenza Jazz Club. Protagonista assoluto della scena musicale a livello planetario, Parker è il musicista e compositore che ha cambiato le carte in tavola sia del suo strumento, il sax contralto, che della musica, contribuendo in maniera determinante a creare il bebop. A rendere omaggio al suo genio saranno schierati un trio di sax contralti Francesco Cafiso, Mattia Cigalini e Jesse Davis, affiancati da una sezione ritmica che si avvale dell’estro di Andrea Pozza al pianoforte, di Aldo Zunino al contrabbasso e di Matteo Gonzi alla batteria.

Per l’acquisto dei biglietti è vivamente consigliata la prevendita. Anche questo concerto avrà un doppio spettacolo: il primo alle 19.30 e il secondo alle 22.00. I biglietti sono acquistabili presso la sede del Piacenza Jazz Club nei pomeriggi feriali dalle 15.00 alle 19.30 e il sabato mattina dalle 10.00 alle 12.30, in tutte le tabaccherie e ricevitorie Sisal oppure sul sito diyticket.it.

Conosciuto come “Il Mozart d’America” o meglio come “Bird”, come veniva soprannominato da tutti, forse perché con la sua musica si riusciva veramente a volare, Charlie Parker è il musicista e compositore che ha reinventato il saxofono contralto e ha contribuito più di tutti a fondare il bebop, caratterizzato da tempi molto veloci e da elaborazioni armoniche innovative, imponendo uno stile e un modo di suonare a generazioni di musicisti. Una carriera e una vita brevi, morì quando non aveva neanche 35 anni, ma durante le quali si è imposto, entrando a far parte della storia della musica. Con il suo talento è stato capace di rendere uno strumento, il saxofono, fino ad allora relegato all’accompagnamento, protagonista di brani ed esibizioni. È uscito di scena prematuramente ma la sua musica continua a influenzare il mondo.

Testimone ne è la front line schierata in occasione di questo centenario, con tre saxofonisti di primo piano impegnati a rileggere la musica di Parker senza darsi troppi limiti, ma utilizzandola più spesso come stimolo per imprimervi una propria impronta personale. Un omaggio alla musica di un genio riconosciuto, che si avvale di una sezione ritmica di tutto rispetto. Ai nostri saxofonisti Francesco Cafiso e Mattia Cigalini, ben noti nel circuito internazionale, si affianca il quotato solista americano Jesse Davis, ennesimo talento sbocciato a New Orleans. Una festa per gli amanti del saxofono e del bebop, in un concerto di puro Jazz a denominazione di origine controllata.

Piacenza Jazz Fest è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club con la direzione artistica di Gianni Azzali, il decisivo sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia Romagna e del Comune di Piacenza, il patrocinio del MiBACT e la collaborazione di una fitta rete di associazioni, istituzioni e realtà culturali e imprenditoriali del territorio piacentino e non.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito http://www.piacenzajazzfest.it o visitare la pagina Facebook del festival http://www.facebook.it/piacenzajazzfest. Per contatti si può scrivere alla mail a biglietti@piacenzajazzclub.it oppure telefonare allo 0523.579034 – 366.5373201

 

Angelica Dadomo (addetta stampa)
ufficiostampa@piacenzajazzclub.it
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Arisa, Mannarino, Truppi e molti altri al Premio d’Aponte 2020

ARISA, MANNARINO, TRUPPI, CASALE/DI MICHELE/NAVA, TÊTES DE BOIS, ‘A67 E MOLTO ALTRO: IL PREMIO BIANCA D’APONTE 2020 FA IL PIENO DI OSPITI

IL 23 E 24 OTTOBRE AD AVERSA L’UNICO CONTEST ITALIANO PER CANTAUTRICI – NUMEROSI I PREMI PER LE FINALISTE

PREMIO ALLA CARRIERA DELLA CITTÀ DI AVERSA ALLA NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE

Mannarino_foto di Alessandro Treves

Un cast di prim’ordine quello del Premio Bianca d’Aponte 2020 – Città di Aversa: ad affiancare le finaliste del contest ci saranno infatti artisti come Alessandro Mannarino, Giovanni Truppi, Le ‘Cantautrici’ (ovvero Rossana Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava), i Têtes de Bois, gli A’67, Giuseppe Anastasi, Brunella Selo, Alfina Scorza. Insieme a loro la madrina di questa edizione, Arisa, che interpreterà “Cantico dei matti” di Bianca d’Aponte (la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata) insieme a vari suoi brani.

Inoltre la città di Aversa riconoscerà alla Nuova Compagnia di Canto Popolare un Premio alla carriera. Continua a leggere

NAPOLI JAZZ WINTER- ANTONIO FRESA piano solo “ Piano Verticale – a soundtrack experience”16 Ottobre Auditorium Salvo D’Acquisto

Napoli Jazz Winter 2020

presenta

ANTONIO FRESA piano solo
“ Piano Verticale – a soundtrack experience”
Venerdì 16 Ottobre ore 19.00

Auditorium Salvo D’Acquisto

Via Morghen 60 – Vomero – Napoli

Ritorna il Napoli Jazz Winter, il grande festival del jazz organizzato dall’Associazione Culturale “Napoli Jazz Club” che, per il mese di ottobre, presenta ottime serate all’insegna del jazz che si svolgeranno al Vomero presso l’Auditorium Salvo D’Acquisto. Si parte venerdì 16 ottobre alle ore 19 con “Antonio Fresa e il suo pianoforte nel live “Piano Verticale – a soundtrack experience”, un viaggio che spazia dalla Mostra del Cinema di Venezia al Festival di Sanremo, da “Piano Verticale” alle Vatican Chapels: questa potrebbe essere la sintesi per raccontare questo artista, ma Antonio Fresa è molto di più, è compositore, direttore d’orchestra, produttore, side-man fra i più sensibili e ricercati. “Piano Verticale” è un progetto che segna una svolta nella vita artistica di Antonio Fresa.

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Padova Jazz Festival 2020 : 23 Edizione dal 3 al 22 novembre 2020

Associazione Culturale Miles
Comune di Padova
Assessorato alla Cultura Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova

 

 

 

 

 

 

 

 

23° edizione

3 – 22 novembre 2020

 

Un inno all’Europa, con un cast artistico proveniente da Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Germania e Olanda, oltre a una notevole rappresentanza di musicisti statunitensi che dell’Europa hanno fatto la loro seconda casa: il programma del Padova Jazz Festival lancia segnali di illuminismo artistico e, ci si augura, anche sociale. Riflettori puntati, tra gli altri, su David MurrayBinker GoldingLucy Woodward, ma tra i protagonisti della ventitreesima edizione del festival, che si svolgerà dal 3 al 22 novembre, ci saranno anche molti italiani. Anzi, sono proprio le star di casa nostra a brillare particolarmente, a partire dal super trio che affianca Enrico RavaStefano Bollani e Gianluca Petrella. Si distingue poi il gruppo di Gegè Telesforo, mentre il duo pianistico formato da Dado Moroni e Danny Grissett apre la strada ai dialoghi musicali internazionali.

L’attività concertistica si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle normative e ordinanze per gli spettacoli dal vivo, in seguito alle quali i posti disponibili saranno limitati. La produzione del festival si adeguerà prontamente a qualunque variazione normativa nell’interesse della sicurezza: pertanto si consiglia di verificare il sito internet www.padovajazz.com per essere aggiornati su eventuali cambiamenti di orario o di sede dei concerti.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. I concerti alla Sala dei Giganti si realizzano in collaborazione con il Centro d’Arte dell’Università di Padova, storica associazione cittadina attiva sin dagli anni Quaranta.

La Top 5 di Padova Jazz

Nonostante i tempi che impongono di limitare significativamente la capienza delle sale teatrali, il Padova Jazz Festival 2020 non rinuncia ai concerti di fascia alta: sulla qualità della musica e l’importanza degli artisti invitati non si retrocede.

Ed ecco quindi due serate alla Sala dei Giganti (Palazzo del Liviano), la prima per gli estimatori del grande jazz saldamente ancorato alle radici della tradizione afroamericana, la seconda che proietta questa stessa musica verso la contemporaneità. Il 5 novembre due fenomenali pianisti come Dado Moroni e Danny Grissett si confronteranno sul repertorio di Charlie Parker, mentre il 13 il sassofonista Binker Golding, astro emergente della scena jazz londinese, trasferirà la lezione di tenoristi come Coltrane e Michael Brecker dentro le trame di un emozionante e moderno jazz metropolitano. Continua a leggere

IL COMPLESSO PALAPARTENOPE RIPARTE DAI GIOVANI – RASSEGNA CONTROVENTO

L’8 Marzo, ha segnato la chiusura di entrambe le sale dello spazio di Fuorigrotta, per ben 8 mesi il Teatro Palapartenope e Casa della Musica, hanno cessato la loro attività causa lockdown, un silenzio assordante che finalmente cesserà il 13 Ottobre con la ripresa della programmazione teatrale.
A riportare il pubblico in sala a CASA DELLA MUSICA FEDERICO I, nel rispetto di tutte le norme anti covid, saranno i giovani under 35 protagonisti della rassegna Controvento, giunta alla sua terza edizione.

 La scelta non è stata casuale, ma voluta, punto di forza dell’iniziativa è il senso di appartenenza e di solidarietà tipico del popolo partenopeo e che si tramuta all’atto pratico nel dare spazio e voce a quegli artisti, maestranze e compagnie che non godono di contributi pubblici e che si sostentano con i soli fondi personali e proventi degli spettacoli. Uno spiraglio ed una mano tesa a quelle compagnie che pur portando avanti una ricerca innovativa sul linguaggio teatrale e sui temi trattati, mantengono, e anzi si pongono come obiettivo prioritario, la comunicazione con il pubblico, un’esperienza trasversale, a cui tante diverse persone, tante culture diverse possono partecipare.

Una programmazione di spettacoli quasi totalmente inediti per la Regione Campania e che recepisce il pullulare di creatività, di proposte, di movimenti, di fermenti intellettuali, di prosa, di musica, di danza e di tutto ciò che il mondo teatrale nazionale è portatore.

Ad aprire la stagione il 13 e 14 Ottobre sarà lo spettacolo ERO 70scritto e diretto da Emanuele Bilotta con David Capoccetti, la cui interpretazione cerca di snocciolare, anno dopo anno, le evoluzioni sotterranee che hanno portato al fenomeno dell’eroina di massa, prendendola molto alla larga. C’è modo di parlare della leggenda dei “comunisti mangiabambini”, del processo che ha reso illegale la Canapa nel mondo, delle fake news, dei ragazzi americani che sniffavano la colla per costruire gli aeroplanini, con la speranza che il teatro possa essere un mezzo per far aprire gli occhi, poiché questi fenomeni, il più delle volte, prendono piede per l’incapacità di essere visti quando stanno nascendo. Ora il problema è più grande, perché, per drogarsi non serve neanche più il buco. Ormai l’eroina si fuma, si sniffa, non lascia segni. Continua a leggere

Recensione: Emmet Cohen Trio ospiti allo Spazio Te di Mantova

Recensione e Foto : Gabriele Lugli (http://www.gabrielelugli.com)

Mercoledì 7 ottobre con il tutto esaurito si è svolto il bellissimo evento che ha visto protagonista lo statunitense Emmet Cohen e il suo trio allo Spazio Te di Mantova, organizzato dalla Fondazione Palazzo Te e dall’Associazione culturale 4’33”.

L’evento si è svolto in due set, vista l’emergenza Covid, e ha visto Emmet Cohen al pianoforte, Yasushi Nakamura al contrabbasso, e Kyle Poole alla batteria.

I tre hanno convinto e conquistato il pubblico con la capacità di spaziare con tecnica, freschezza ed eleganza tra i diversi generi di jazz, spaziando tra standard e improvvisazioni.

Una serata attesa dagli appassionati che aspettavano, pur con le dovute precauzioni, il ritorno alla musica dal vivo.

La speranza è che questa sia la prima di una serie di eventi che veda questo fantastico posto diventare un luogo dedicato al jazz in città.

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Recensione : Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles concludono la XXV Edizione di Ethnos Festival 2020

di Annamaria De Crescenzo
foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Non poteva concludersi che con un concerto strepitoso la XXV Edizione dell’Ethnos Festival come quello di Omar Sosa, Yilian Cañizares e Gustavo Ovalles che hanno letteralmente conquistato il pubblico della Villa Vannucchi di San Giorgio a Cremano, protagonisti assoluti di un progetto unico come “Aguas”.

 Aguas riflette le prospettive di due generazioni di artisti cubani che vivono fuori dalla loro Madre Patria e interpretano le loro radici e tradizioni in un modo unico e raffinato. Le canzoni spaziano dal commovente all’esuberante, e sono l’espressione dell’eccezionale chimica musicale, della sensibilità poetica e dell’originalità dei due artisti. 

Il materiale utilizzato in Aguas è un mix coinvolgente e creativo delle radici Afro Cubane dei due artisti, di musica classica occidentale e jazz. L’album è dedicato all’acqua e specialmente a Oshun, la divinità dell’amore e signora dei fiumi nella tradizione Lucumi del retaggio Yoruba conosciuto come Santeria – una pratica spirituale importante per entrambi gli artisti. Come l’acqua è sinonimo di vita, energia, forza e spazio, la musica di questo album è ispirato dalle influenze più importanti dell’acqua – il suo potere nascosto, la sua infinita trasmutazione e la sua inarrestabile creazione. C’è anche una rappresentazione, per Omar e Yilian, dell’acqua come separazione da e nostalgia per la loro terra natia. In concerto, il rigoglioso pianismo di Omar Sosa si sposa anche perfettamente con le percussioni multicolori e multiformi (tamburi Bata, congas, bongos, quitiplas, maracas, guiro, piatti e altro) del percussionista venezuelano Gustavo Ovalles.

Omar Sosa
Uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il compositore e pianista cubano, classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale, dal forte sapore latino, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione. La carriera di Sosa incarna la mentalità aperta di un artista giramondo (ha vissuto nel nord e nel sud America, a Cuba ed in Spagna) e visionario, che ha lavorato incessantemente per cercare di costruire una visione musicale coerente e personale, davvero cosmopolita. Una ventina di dischi da leader in circa un quarto di secolo di attività professionale parlano da soli. Dentro una così nutrita ed interessante produzione musicale, vi sono ben sei album di piano–solo (l’ultimo, «Senses», è del 2014) – formula che ancor oggi forse predilige – ma anche  dei magnifici duetti con il trombettista Paolo Fresu – è un duo collaudatissimo il loro, di cui è appena uscito il terzo episodio discografico, «Eros» (2016) – qualche lavoro orchestrale e, negli ultimi tempi, anche il Quartetto Afrocubano, interamente composto da suoi connazionali, con cui nel 2015 ha inciso «Ilé», lavoro decisamente riuscito e suggestivo.

Yilian Cañizares
Classe 1980, nasce a L’Avana. Talento precoce, a soli sette anni viene ammessa alla prestigiosa Accademia di Musica Manuel Saumell per studiare violino. Nel 1995 vince una borsa di studio per perfezionarsi a Caracas, e due anni dopo ottiene l’ammissione ad un Conservatorio in Svizzera, dove si trasferisce. Ma la sua natura di artista curiosa ed onnivora la condurrà presto alla ricerca di nuovi sbocchi creativi. Decide così di iniziare a cantare, e guarda con grande interesse al jazz, trovando nel violinista Stéphane Grapelli un maestro cui ispirarsi. Forma un quartetto che chiama Ochumare, come la divinità Orisha degli arcobaleni, con cui vince nel 2008 un importante premio al festival jazz di Montreux. Con lo stesso gruppo incide anche i suoi due primi dischi, nel 2009 e 2011. Ma la fama internazionale arriva nel 2013, con l’album «Ochumare», il primo a suo nome. Il successo viene quindi confermato due anni dopo dal nuovo lavoro, «Invocaciòn» (2015). Il suo stile riflette una grande varietà di influenze, con tocchi di jazz, musica classica e musica cubana. Qualche critico ha parlato di un’orchestrazione jazz mescolata ad un rituale Yoruba. Yilian Cañizares canta in spagnolo, yoruba e francese, ed uno dei suoi tratti distintivi è proprio la naturale capacità di cantare e suonare il violino allo stesso tempo.

Gustavo Ovalles
Nato a Caracas nel 1967, come artista e professore ha viaggiato in tutto il mondo con i suoi strumenti tradizionali che includono maracas, culoepuya, quitiplas e bata drums. Con il pioneristico progetto di Omar Sosa Roots Trilogy, Gustavo ha calcato diversi importanti palchi in Europa, Giappone e Stati Uniti. Ha inoltre partecipato al l’album di Sosa Sentir, nominato ai Grammy. Attualmente vive un po’ in Francia e un po’ in Venezuela.

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