Una serata partecipata, intensa e accolta con calore dal pubblico. Venerdì 27 marzo, al Summarte di Somma Vesuviana, la rassegna Jazz & Baccalà ha ospitato “Anima”, il progetto guidato da
Il cartellone della XII edizione di “Jazz & Baccalà”, la rassegna che da anni porta al Teatro Summarte di Somma Vesuviana alcuni tra i protagonisti del jazz italiano, ha vissuto
L’ultimo appuntamento del 2025 di Jazz & Baccalà XII edizione si è trasformato in uno di quei concerti che, chi c’era, ricorderà con un sorriso complice… e chi non c’era
Ieri sera, al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, per la XII edizione di Jazz e Baccalà, Marco Zurzolo ha portato in scena “Forcella”, il suo nuovo progetto narrativo-musicale che intreccia
Di Annamaria De CrescenzoFoto di SpectraFoto(http://www.spectrafoto.com) Ieri sera, nel cuore verde del Parco Urbano di San Sebastiano al Vesuvio, si è conclusa la sezione musicale della quarta edizione della rassegna
Di Annamaria De CrescenzoFoto di SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com) Ieri sera a San Sebastiano al Vesuvio, all’Arena San Sebastiano, nell’ambito della rassegna Sere d’Estate 2025 – diretta artisticamente da Michele Solipano –
Di Annamaria De CrescenzoFotogallery di Mario (http://www.spectrafoto.com) A San Sebastiano al Vesuvio, l’anima di Pino rivive con Friends for PinoAll’interno della rassegna “Sere d’Estate 2025” La quarta edizione di Sere
ARENA SAN SEBASTIANO SERE D’ESTATE 2025Parco Urbano San Sebastiano al VesuvioMercoledi 6 Agosto ore 21.15FRIEND FOR PINO Ernesto Vitolo | Gigi De Rienzo | Franco Giacoia | Jerry Popolo Claudio
Di Annamaria De CrescenzoFoto di Mario(www.spectrafoto.com) Arena San Sebastiano – Sere d’Estate 2025 è la rassegna culturale che anima il suggestivo Parco Urbano di via Panoramica a San Sebastiano al
Di Annamaria De CrescenzoFoto di Mario Catuogno (http://www.spectrafoto.com) Perugia si è confermata anche quest’anno capitale della musica internazionale con la nuova edizione di Umbria Jazz – o meglio, Umbria Music,
Quarta serata del Correggio Jazz 2021 doppio concerto di :
GUANO PADANO “The Movie Soundtrack Project” Da Morricone a Bob Dylan Alessandro “Asso” Stefana – chitarra, steel guitar; Danilo Gallo – basso elettrico; Zeno de Rossi – batteria
Ricchi delle loro variegate esperienze, tra jazz, rock e musica d’autore, Alessandro “Asso” Stefana, Danilo Gallo e Zeno de Rossi nel 2008 hanno imboccato una stradina della campagna padana che improvvisamente è sbucata… nelle vaste lande del west statunitense, con una traslazione estetica e geografica degna delle ‘meraviglie’ di un Lewis Carroll. E infatti i Guano Padano mandano in cortocircuito la logica comune: vintage e avanguardia diventano tutt’uno, folk e punk sono come i due lati dello stesso 45 giri. Se ne sono accorti musicisti come Mike Patton, Marc Ribot, Bill Frisell, Chris Speed, i Calexico, Mark Orton e Vinicio Capossela, tutti rimasti coinvolti in collaborazioni con il trio.
Ilpower triopresenterà dal vivo un nuovo spettacolo, rivisitando alla propria maniera le musiche di film che hanno lasciato un segno nella storia, non solo cinematografica: dai temi firmati da Morricone per i western di Sergio Leone alle musiche dei film di Tarantino, passando per le composizioni di Nino Rota e Bob Dylan.
Matteo Bortone (nato a Otranto nel 1982) si è formato musicalmente a Parigi, dove ha vissuto per otto anni. Il suo rientro in Italia, nel 2013, ha coinciso col suo esordio discografico (Travelers), al quale nel 2015 ha fatto seguito Time Images, oltre alla vittoria del Top Jazz come miglior nuovo talento del jazz italiano. Questi primi dischi tratteggiano già compiutamente l’estetica di Bortone: una musica elettro-acustica dalle atmosfere rarefatte, segnata dagli affondi improvvisativi da rock sperimentale e da sonorità che privilegiano l’impasto di gruppo all’emergere dei singoli solisti. Questi tratti sono portati a ulteriore sviluppo nel recente disco No Land’s(Auand, 2020), la cui formazione è del resto un ampliamento di quella all’opera nei primi due album. Ma il tempo porta anche maturazione: nello sviluppo degli inserti solistici all’interno del suono collettivo, nell’elaborazione formale (che spazia dalla miniatura alle strutture ampiamente articolate), nella varietà degli ambienti sonori (tra pop-rock, psichedelia, elettronica, drone music).
Nel curriculum di Bortone, oltre alle esperienze da leader, figurano collaborazioni con Matt Renzi, Giovanni Guidi, Ada Montellanico, Greg Burk. Di rilievo è il suo contributo al trio di Alessandro Lanzoni e al quartetto di Roberto Gatto.
Finalmente dopo così tanto tempo di forzata sospensione dei concerti dal
vivo, ritorna a Napoli la musica jazz di altissimo livello.
L’Associazione Jazz Art Music è tornata a proporre un
concerto strepitoso sabato 15 maggio all’Underneath Cappella dei Musici in
pieno centro storico con Aldo Farias (chitarra), Franco
De Crescenzo (piano), Angelo Farias (basso) e Giuseppe
La Pusata (batteria).
Una nuova sala dedicata ad eventi musicali, teatrali, culturali nonché
allestimento di mostre fotografiche di bellissimo impatto visivo, è stata
aperta finalmente per l’inaugurazione della nuova rassegna jazz che per ora
vede in cartellone un altro concerto a giugno e che ci auguriamo siano solo
l’inizio di una ripresa dei concerti live che ogni volta richiamano tantissimi
appassionati del jazz come è accaduto anche sabato scorso, vista l’affluenza
del pubblico che ha risposto con entusiasmo a questo primo concerto andato sold
out in pochissimi giorni, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.
Dopo la presentazione entusiasta di Vincenzo De Falco, sottolineando quanto
sia importante poter finalmente ascoltare dal vivo una musica che da emozioni
ancora più profonda quando appunto viene eseguita dal vivo, e quanto sia
importante poter dare sostegno non sono alla musica jazz ma anche ai
musicisti ormai fermi quasi totalmente da quasi un anno e mezzo, hanno potuto,
grazie all’Associazione Jazz Art Music, ritornare su un palco al cospetto del
pubblico per poter fare quello che più amano e che fa parte della loro stessa
vita e del loro stesso esistere: la musica.
Sul palco per questa prima serata che si è dimostrata un vero e proprio
successo, quattro tra i musicisti più di talento del panorama musicale jazz
campano, che spesso suonano insieme in questa formazione e spesso si alternano
nelle varie serate organizzate dall’Associazione nei rispettivi gruppi con i
quali hanno pubblicato dischi di enorme successo. Grande sinergia e profondo
interplay quindi tra Aldo Farias, Angelo Farias, Franco De Crescenzo e Giuseppe
La Pusata che hanno, ancora una volta, dimostrato di essere dei grandi
professionisti del jazz riuscendo a mettere insieme talento, estro creativo e
profonda intesa musicale riuscendo a creare una bellissima atmosfera in sala e
coinvolgendo il pubblico in una sorta di grande emozione collettiva per questo
auspicato quanto desiderato ritorno alla normalità.
Durante la serata sono stati eseguiti brani standard jazz come “The Nearness
of you” o “Darn that Dream” unitamente a brani originali tratti da album
scritti dallo stesso Aldo Farias come “Hora” tratto da “The Different Ways”,
“Roots”, “Leonardo”, “one for Trane” solo per citarne alcuni, fino a concludere
con una applauditissima “Clown”.
Prossimo appuntamento della rassegna 12 giugno con il concerto di
Giulio Martino (sax), Pasquale Bardaro (vibrafono), Gianluigi Goglia (basso) e
Giuseppe La Pusata (batteria).
Chano Dominguez e Hamilton de Holanda formano un duo esotico sulla carta geografica come negli esiti musicali: le tradizioni spagnole e brasiliane vanno a braccetto con la modernità interpretativa e il gusto per l’improvvisazione di questi due virtuosi.
Lo spagnolo Chano Dominguez, in oltre 40 anni di carriera, ha suonato in compagnia di Paco De Lucia, Wynton Marsalis, Paquito D’Rivera, Jack DeJohnette, Herbie Hancock, Gonzalo Rubalcaba, Chucho Valdés, Joe Lovano, Stefano Bollani. Solista di enorme comunicativa, ha portato ai più alti livelli il connubio tra jazz e flamenco.
Hamilton de Holanda, nato nel 1976 a Rio de Janeiro e cresciuto a Brasilia, col suo personale e virtuosistico intreccio di choro e jazz ha creato una musica spumeggiante, segnalatasi più volte nelle nomination dei Latin Grammy. Ha collaborato con Yamandu Costa, Mike Marshall, Joel Nascimento, ma in Italia è celebre soprattutto per il duo formato con Stefano Bollani, immortalato anche su disco (O que será, 2013, ECM). La sua tecnica trasgressiva e rivoluzionaria, su uno strumento a 10 corde, gli è valsa l’appellativo di “Jimi Hendrix del mandolino”. Tradizione brasiliana e modernismi stilistici scorrono in parallelo, in un flusso magmatico e travolgente, ingegnoso eppure spontaneo.
Il Tenco Ascolta è la manifestazione ideata dal Club Tenco che dà spazio agli emergenti di qualità
Roma, 19 maggio 2021 – Dopo il lungo periodo di interruzione dei live dovuto alle restrizioni per contrastare il Covid-19, torna Il Tenco Ascolta, format ideato dal Club Tenco che si sviluppa in una serie di spettacoli in giro per l’Italia, durante i quali il Club invita ad esibirsi dal vivo i cantautori ritenuti più interessanti tra le centinaia che ogni anno spediscono il proprio materiale.
IL CLUB TENCO ESPRIME IL PROPRIO DOLORE PER LA SCOMPARSA DI
FRANCO BATTIATO
Nel comprensibile dolore che ci attanaglia in questo momento, il nostro cervello si affolla dei tanti ricordi dell’uomo e del cantautore Franco Battiato. Come ognuno sa, nelle giornate della Rassegna della Canzone d’Autore si consuma con intelligenza ed allegria la grande arte dell’incontro. Per questo le prime immagini che vengono in mente sono i momenti del dopo Tenco all’ultimo piano dell’Ariston, dove si tira tardi parlando di tutto. Guccini ricorda di quando, intorno ad uno di questi tavoli insieme a Fiorella Mannoia e Antonio Silva, Battiato raccontò un’infinità di barzellette facendo ridere tutti. Lui, che veniva preso in giro da tanti di noi attraverso le canzoncine satiriche di Davide Riondino che recitava le implorazioni di una improbabile mamma di Battiato: “Franco, esci di camera! Vai a giocare con gli altri bambini… sennò mi diventi grullo”.
Musica, Teatro, Danza e Cinema. Sono le 4 sezioni di Ethnos Gener/Azioni, concorso rivolto ad artisti under 35 promosso e organizzato da La Bazzarra in collaborazione con il Comune di San Giorgio a Cremano.
Giunto alla terza edizione, Gener/Azioni è la sezione del Festival Ethnos dedicata a giovani artisti, gruppi e compagnie che legano la propria creatività e i loro progetti a tematiche improntate o sul dialogo tra le culture, sulla sperimentazione e sulla contaminazione, oppure su lavori artistici che rileggono in chiave contemporanea ed originale il mondo delle tradizioni popolari.
Una importante vetrina inserita nella XXVI edizione del Festival Ethnos (3-26 settembre 2021) che offre la possibilità di vincere anche un premio di €500,00 per promuovere la propria attività artistica. Una vera e propria chiamata alle arti per musicisti, attori, danzatori, registi e creativi che intendono mettersi in gioco in un periodo di grosse difficoltà per il settore dello spettacolo e della musica dal vivo.
Il bando è disponibile sul sito www.festivalethnos.it e per partecipare basterà compilare l’apposito form d’iscrizione a seconda della categoria per cui si intende proporsi entro il 15 giugno 2021.
Sono ammessi a Ethnos Gener/Azioni artisti in solo o in gruppo, per la musica, singoli artisti o compagnie per il teatro e la danza, progetti filmici di cortometraggi e docufilm anche di più registi e autori per il cinema.
Un’apposita commissione artistica, formata dalla direzione artistica del festival Ethnos e da giornalisti ed esperti di settore, visionerà il materiale pervenuto e selezionerà fino ad un massimo di 10 proposte per la sezione musica e 5 proposte per le sezioni di teatro, danza e cinema, che parteciperanno alle finali inserite nel programma del festival. Tra gli eventi collaterali c’è anche la possibilità di partecipare ad un workshop sul tema delle produzioni e del mercato nazionale ed internazionale per lo scambio dei linguaggi artistici.
«Ciò che la creatività contemporanea di artisti emergenti può darci è forma e sostanza preziosa», sottolinea di direttore artistico del festival Ethnos, Gigi Di Luca. «Lo è ancora di più se chiediamo ai giovani, attraverso questo bando dedicato a loro come sezione specifica di Ethnos, di confrontarsi con le identità che in un continuo mutare creano nuove società; di rileggere la tradizione affinché possa essere moderna ed attuale. Dopo il grande successo delle passate edizioni in termini di iscrizioni, fermento e qualità artistica, ben venga per il terzo anno Ethnos Gener/Azioni, che con i linguaggi della musica, del teatro, del cinema e della danza può raccontare il tempo presente, il tempo della rinascita per una grande festa degli incontri e del “contagio” culturale».
Ogni mattina una canzone, eseguita da un grande interprete, dall’archivio storico Ascn della Rai
Da giovedì 20 maggio, alle 8, sulla web tv del sito del teatro della Canzone napoletana
Giovedì 20 maggio, alle 8 del mattino, prende il via Scètate, il nuovo appuntamento musicale quotidiano sul web del Trianon Viviani con il grande repertorio conservato dall’Archivio storico della Canzone napoletana (Ascn) della Rai.
Pubblicata sulla web tv del sito istituzionale del teatro della Canzone napoletana, teatrotrianon.org/webtv, questa striscia giornaliera in streaming (gratuito) è il buongiorno musicale che Marisa Laurito dedica a tutti gli appassionati: «Cosa c’è di meglio che affacciarsi a un nuovo giorno iniziandolo con una nostra melodiosa canzone e magari sorseggiando un buon caffè?» spiega il direttore artistico.
Frutto dell’accordo di collaborazione tra fondazione Trianon Viviani e Rai Campania (centro di produzione tv della Rai di Napoli), l’appuntamento prevede una clip musicale quotidiana, della durata media di quattro minuti, curata dall’Ascn. In ognuna, utilizzando i documenti audiovisivi dell’Archivio storico, Gino Aveta, autore di programmi radiotelevisivi, organizzatore musicale e giornalista, introdurrà all’ascolto di una canzone eseguita da un grande interprete.
La programmazione fino alla fine del mese proporrà i brani più famosi dedicati a maggio. Giovedì 20 si parte con un grande classico, Era de maggio, di Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa, nell’intensa interpretazione di Angela Luce. Nei giorni successivi ascolteremo, tra gli altri, Renzo Arbore, Sergio Bruni, Vittorio De Sica, Aurelio Fierro, Carlo Missaglia, Pino Daniele Opera, Franco Ricci, Giacomo Rondinella, Alan Sorrenti, Mario Trevi e Claudio Villa.
Trianon Viviani, 18 maggio 2021
nota benetutta la documentazione informativa (testuale e audiovisiva)della programmazione e delle attivitàdel Trianon Viviani – teatro della Canzone napoletanaè scaricabile dalla sezione ufficio comunicazione del sito istituzionaleteatrotrianon.org/ufficio-comunicazione
Dopo otto mesi, il teatro della Canzone napoletana accoglie i suoi spettatori con un concerto speciale del premio Oscar
sabato 29 maggio, alle 20, La musica è pericolosa
Sabato 29 maggio, alle 20, il Trianon Viviani riaprirà le porte ai suoi spettatori con un concerto speciale di Nicola Piovani.
Lo spettacolo si terrà nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, dopo otto mesi di chiusura all’attività dal vivo, durante i quali il teatro della Canzone napoletana, diretto artisticamente da Marisa Laurito, ha proseguito la propria programmazione in streaming.
Il premio Oscar per la colonna sonora de La vita è bella di Roberto Benigni presenterà La musica è pericolosa, un concerto che ripercorrerà, attraverso la musica e alcuni video, momenti significativi della sua intensa carriera, con alcunesorprese per il pubblico partenopeo: un viaggio musicale in libertà, attraverso cui Piovani racconterà i percorsi che l’hanno portato a fiancheggiare il lavoro di tanti artisti, come Fabrizio De André, Federico Fellini e Luigi Magni, per il teatro, il cinema e la televisione. In questo concerto speciale per Napoli, i brani teatralmente inediti si alternano a nuovi arrangiamenti di testi noti.
Il titolo richiama quello del libro di appunti autobiografici dell’Autore, in cui la musica diventa un pretesto per parlare della vita, e dove la vita si lascia agganciare proprio in quei momenti in cui un’aria, una combinazione di suoni, il fragore di una banda o l’audacia di un’orchestra hanno saputo toccarci il cuore e dirci qualcosa di più su questa rocambolesca avventura di essere musicalmente al mondo: una “vita cantabile”.
I video di scena integreranno la narrazione con spezzoni di film e spettacoli, nonché immagini che artisti, come Lele Luzzati e Milo Manara, hanno dedicato all’opera musicale di Piovani.
Il concerto vedrà Nicola Piovani al pianoforte, accompagnato da Marina Cesari (sax e clarinetto), Pasquale Filastò (violoncello e chitarra), Ivan Gambini (batteria e percussioni), Marco Loddo (contrabbasso) e Sergio Colicchio (tastiere e fisarmonica).
I biglietti sono acquistabili online nel circuito AzzurroService.net. Prezzi, comprensivi dei diritti di prevendita: posti di platea e galleria di platea 25 €, posti di palco di primo e secondo ordine 22 €, posti di palco di terzo ordine 18 euro.
Informazioni: tel. 081 2258285 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; sabato, dalle 10 alle 13:30); email boxoffice@teatrotrianon.org.
Jazz Network, Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura
Ater, Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura, Comune di Rimini Settore Cultura
Comune di Correggio, Comune di Imola Assessorato alla Cultura
Comune di Russi – Teatro Comunale, Comune di Bagnacavallo Assessorato alla Cultura, Antico Convento San Francesco di Bagnacavallo
Comune di Modena Assessorato alle Politiche Giovanili, La Tenda di Modena, Associazione Culturale Muse
Comune di Castelnuovo Rangone Assessorato alla Cultura, Associazione Amici del Jazz di Modena
Comune di Parma Assessorato alla Cultura, Casa della Musica Parma, Ars Canto G. Verdi Parma
Italian Jazz Orchestra, Entroterre Festival, Associazione Scuola Musicale D. Alighieri Bertinoro
Fondazione Rocca dei Bentivoglio, Corti Chiese e Cortili
Comune di Castel San Pietro Terme Assessorato alla Cultura, Combo Jazz Con il patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori
Club di Imola, Uisp Castel San Pietro Terme
Comune di Casalgrande Assessorato Tempo Libero, Comune di Massa Lombarda Assessorato alla Cultura
Comune di Medicina, Associazione Culturale I Portici di Medicina, Associazione Culturale Eretici del Barbarossa di Medicina
Comune di Solarolo Assessorato alla Cultura, Comune di Fusignano Assessorato alla Cultura
Comune di Gambettola Assessorato alla Cultura, La Baracca dei Talenti Gambettola, Teatro del Drago
Comune di Dozza Assessorato alla Cultura, Piacenza Jazz Club, Jazz Club Ferrara, Camera Jazz&Music Club Bologna
Cisim di Lido Adriano – Associazione Culturale Il Lato Oscuro della Costa, Fondazione Teatro Socjale Piangipane
Mama’s Club Ravenna, Bronson Produzioni
Ministero della Cultura
Con il patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori
XXII Edizione
17 maggio – 7 dicembre 2021
COMUNICATO
Una sfida in circostanze straordinarie: questa è l’edizione 2021 del festival Crossroads. La data iniziale è fissata per il 17 maggio, quella finale il 7 dicembre: quasi sette mesi di calendario nei quali saranno incastonati oltre 60 concerti che coinvolgeranno circa 400 artisti: gli abituali numeri da capogiro della gigantesca manifestazione itinerante che attraversa tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni. Tutto ciò con la consapevolezza che si dovrà convivere con le limitazioni poste agli spettacoli dal vivo e agli spostamenti dalla situazione di emergenza sanitaria: si tratterà quindi di fare quanto possibile per andare in scena, ma non ci si dovrà sorprendere di fronte a cambiamenti di programma. Il festival comunicherà prontamente sui propri canali ogni eventuale rinvio di data.
L’ampiezza del cartellone si riflette nella varietà degli stili musicali che si ascolteranno, dal più solido jazz di matrice afroamericana agli apporti sonori introdotti dai contatti con nuove geografie e dalla modernizzazione dei linguaggi musicali: un vero ecumenismo dell’improvvisazione jazzistica.
Crossroads 2021 è organizzato come sempre da Jazz Network in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni.
Artisti residenti
Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Peppe Servillo, Javier Girotto: sono tutti protagonisti assoluti del jazz italiano e Crossroads li ha letteralmente adottati, come artisti residenti del festival, invitandoli a esibirsi con numerosi e sempre diversi progetti musicali.
Paolo Fresu sarà al centro di tre diversi duetti, ognuno con una sua peculiare caratterizzazione. La sua prima apparizione sarà con il pianista Roberto Cipelli e celebrerà un legame artistico che copre l’intera carriera dei due musicisti (26 giugno, Medicina, Parco Ca’ Nova). Tornerà poi il 23 settembre in un connubio dalle sfumature elettriche con un suo storico partner, il chitarrista Bebo Ferra (Piangipane, Teatro Socjale). Il terzo duetto sarà assieme al bandoneonista Daniele di Bonaventura, per quello che è uno dei progetti più poetici mai concepiti da Fresu (11 ottobre, Russi, Teatro Comunale).
Abbinamenti memorabili anche per Enrico Rava: a Castelnuovo Rangone (27 giugno, Terramara di Montale) sarà l’ospite d’onore dei Lo Greco Bros, mentre a Piangipane (15 ottobre) sarà in duo con il chitarrista Roberto Taufic.
Nelle sue numerose apparizioni, Fabrizio Bosso avrà anche occasione di condividere il palco con altri artisti residenti. Sarà così il 30 settembre con gli “Uomini in Frac”, il fortunato omaggio a Domenico Modugno che coinvolge un cast stellare: oltre a Bosso, Peppe Servillo, Javier Girotto, Rita Marcotulli, Furio Di Castri e Mattia Barbieri (Imola, Teatro dell’Osservanza). E poi ancora il 6 novembre al Teatro Fabrizio De André di Casalgrande con “Storyville Story”, l’omaggio agli albori del jazz di New Orleans co-diretto con Mauro Ottolini. Troveremo invece Bosso in veste solistica come special guest del Jazz in’It Combo, in una produzione originale di matrice swing-bop (3 giugno, Zola Predosa, Ca’ la Ghironda Modern Art Museum), e, successivamente, nel trio Drumpet assieme a Lorenzo Tucci alla batteria e Daniele Sorrentino al contrabbasso (1 ottobre, Massa Lombarda, Sala del Carmine).
Peppe Servillo e Javier Girotto, oltre a far parte degli “Uomini in frac”, torneranno assieme nel trio che li unisce al pianista Natalio Mangalavite, con un nuovo progetto dedicato a Lucio Dalla (22 ottobre, Piangipane). Servillo è poi convocato per un ispirato duo con il pianoforte di Danilo Rea (15 luglio, Rimini, Corte degli Agostiniani). Girotto invece sarà una delle vigorose presenze solistiche dell’originale Barionda, un quartetto di sax baritoni più batteria ideato dall’impressionante sassofonista altoatesina Helga Plankensteiner (20 maggio, Correggio, Teatro Asioli).
Ravenna Jazz
La creatività degli artisti residenti sarà il tratto distintivo del festival Ravenna Jazz, che si terrà con una formula dalle serate non consecutive tra il 29 luglio e il 19 novembre e il cui programma sarà inglobato nel cartellone di Crossroads, pur conservando la sua autonomia. Fabrizio Bosso, assieme alla vocalistSilvia Donati, si unirà all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti, in una produzione originale basata sul repertorio di Marlene Dietrich, riproposto in versione jazz-sinfonica (29 luglio, Rocca Brancaleone). Mauro Ottolini con i suoi Sousaphonix eseguirà la sonorizzazione dal vivo del film Inferno di Francesco Bertolini (1911): è il contributo che il festival dà alle ricche celebrazioni cittadine del 700° anniversario di Dante Alighieri (19 agosto, Rocca Brancaleone). Rava e Ottolini, con il direttore Tommaso Vittorini e il beatboxer Alien Dee, saranno invece nel monumentale cast di “Pazzi di Jazz”: un’immensa compagine orchestrale e corale formata da giovanissimi musicisti, impegnati in un programma dedicato a Miles Davis (settembre, data da definirsi).
La cantante israeliana Noa, star della wold music, sarà protagonista con la sua band del principale evento estivo del festival, in un nuovo progetto dalla marcata influenza jazzistica (5 agosto, Parco del Museo Classis Ravenna). Ancora all’aperto (2 settembre, Rocca Brancaleone) sarà l’esibizione del sassofonista Alessandro Scala, figura autorevole della scena jazzistica romagnola: il suo quintetto Groovology si distingue per la presenza di Giovanni Falzone alla tromba.
La programmazione autunnale si svolgerà in modalità da jazz club itinerante. Al Teatro Socjale si ascolterà la frizzante vocalist francese Camille Bertault, in quartetto (29 ottobre). Il palcoscenico del Bronson di Madonna dell’Albero esige, per sua tradizione, gruppi dal notevole impatto: ed ecco quindi serviti il duo che sovrappone gli scratch del rapper DJ Gruff al trombone di Gianluca Petrella (23 ottobre) e gli estrosi archi del duo austriaco BartolomeyBittmann (13 novembre). Avranno un tocco anticonformista i due live in programma al Cisim di Lido Adriano: il solo di Derek Brown, che applica la tecnica del beatbox al sassofono (12 novembre), e il Tingvall Trio, che porta alla sua massima intensità emotiva l’estetica del jazz scandinavo (19 novembre).
A Barbara Casini sarà affidato il workshop di “Mister Jazz” (12 settembre, Centro Mousiké).
la Fondazione Ente Ville Vesuviane presenta la mostra
COSI’ FAN TUTTI
Opere dalla collezione di Ernesto Esposito
Villa Campolieto – Ercolano
7 maggio – 14 novembre 2021
a cura di Marianna Agliottone
in collaborazione con Fondazione Ernesto Esposito e noh art
Università Suor Orsola Benincasa
Banca di Credito Popolare di Torre del Greco
progetto realizzato con il sostegno della Regione Campania
con il patrocinio morale Comune di Ercolano
“Così fan tutti. Opere dalla collezione di Ernesto Esposito” è la mostra promossa e prodotta dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane e segna il momento della sua “ripartenza”.
Nell’anno in cui festeggia i 50 anni di vita la Fondazione riapre i propri spazi tornando alle sue origini. Nel 1984, dopo il primo importante restauro, Villa Campolieto ospitò la mostra di arte contemporanea “Terrae Motus”, ideata dal gallerista napoletano Lucio Amelio che, coinvolgendo i maggiori artisti contemporanei, organizzò una rassegna ideata per essere “una macchina per creare un terremoto continuo dell’anima”, dedicata alla catastrofe che aveva devastato il 23 novembre 1980 la Campania e la Basilicata. Collegandosi idealmente a quella straordinaria esposizione, la Fondazione espone trentacinque opere della raccolta di Ernesto Esposito, importante e raffinato collezionista napoletano che, con Lucio Amelio, ha vissuto la stessa intensa stagione artistica e quella esperienza iniziale nelle sale di Villa Campolieto. Una collezione in continuo “rinnovamento” che offre l’opportunità di comprendere come si stia evolvendo l’arte contemporanea mondiale.
<<Uno degli obiettivi primari dell’attuale Consiglio di Gestione della Fondazione Ente Ville Vesuviane – dichiara il Presidente Gianluca Del Mastro – è quello di valorizzare la “grande bellezza” delle Ville, di rendere le incantevoli strutture, diffuse su un territorio vastissimo, contenitori e catalizzatori di eventi e mostre, momenti di riflessione collettiva, in cui la cultura si fa suono, parola, immagine. In questo senso è benvenuta la mostra ”Così fan tutti”, che presenta opere di arte contemporanea dalla collezione di Ernesto Esposito. L’architettura e le pitture settecentesche di Villa Campolieto si fondono con le opere di grandi interpreti in un dialogo senza soluzione di continuità, tra giochi di luci e ombre, sotto lo sguardo attento dello sterminator Vesevo. E non è un caso che la Mostra sia stata organizzata proprio quest’anno: antico e moderno si incontrano in maniera sublime nel momento in cui la Fondazione festeggia i suoi 50 anni di vita, e, ancora di più, nel tempo in cui le Ville Vesuviane, così come il mondo intero, vivono la loro rinascita e la loro rigenerazione dopo il buio dell’anno pandemico.>>
Un percorso espositivo, quello curato da Marianna Agliottone, sviluppato a stretto contatto con il collezionista Esposito, noto stilista la cui raccolta di arte contemporanea vanta opere provenienti da tutto il mondo che spaziano dalla fotografia alla pittura, dalle installazioni ai video fino a opere monumentali.
<< Trascinante è il termine che userei per definire Ernesto Esposito, il suo lavoro, la sua collezione – afferma Lucia Anna Iovieno, Responsabile Conservazione e Valorizzazione Fondazione Ente Ville Vesuviane – E infatti la mostra, già dal titolo, prova a coinvolgere il pubblico, dichiarandolo parte del gioco espositivo. A questa forza trascinante abbiamo attinto per creare una esposizione che si sviluppa nelle sale del piano nobile di Villa Campolieto confrontandosi con la qualità spaziale dell’edificio che a sua volta dialoga con una ugualmente potente natura circostante. La scelta delle opere, frutto di una selezione condivisa, nasce soprattutto dalla volontà di rendere gli spazi parte integrante dell’esposizione. Lasciandoci condurre dal genius loci, abbiamo pensato alle opere che potessero interagire con l’architettura, esaltarla e esserne esaltate.>>
<<Questa mostra segna l’inizio di un nuovo percorso intrapreso dalla Fondazione. A distanza di cinquant’anni, proseguendo nel solco tracciato dall’Ente per le Ville Vesuviane, la Fondazione si apre al dialogo potenziando il proprio ruolo di catalizzatore di processi economici, sociali e culturali sul territorio campano – afferma Roberto Chianese, Direttore Generale Fondazione Ente Ville Vesuviane – L’Arte ha il compito di suscitare emozione, riflessione, dialogo, a volte scontro. Il contrasto tra la storia della Villa Campolieto, le sue architetture e i suoi affreschi, e le sculture, i colori e i materiali delle opere esposte, si propongono di stimolare questo confronto che si amplifica e diviene ancora più urgente in un territorio straordinario e dalle potenzialità ancora inesplorate, che la Fondazione, con i propri luoghi di aggregazione, orienta verso azioni di coesione sociale tese a superare le contraddizioni del presente che siamo chiamati a vivere.>>
Nelle attività di allestimento della mostra sono stati coinvolti i docenti e gli studenti del Corso di laurea in restauro dell’Università Suor Orsola Benincasa, rettore Lucio d’Alessandro, diretti e coordinati dal direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche Paola Villani e dal presidente del Corso di laurea in restauro, Pasquale Rossi, con una attività laboratoriale di redazione dei condition report delle opere.
LA MOSTRA
La mostra si apre con We the people di Dahn Vo (uno dei 250 elementi in cui l’artista ha scomposto la statua della Libertà), che dialoga con le statue di Minerva e Mercurio raffigurate negli affreschi della sala, e si chiude con la video installazione di Candice Breitz Double Whitney (I Will Always Love You) grazie a cui Whitney Houston canta nel Salone delle Feste. La lunga prospettiva del braccio settentrionale si chiude con il grande arazzo del giovane artista brasiliano Alexander Maxwell (prima opera su tela dell’artista) e le immagini della favela interagiscono con gli arredi ottocenteschi del “salottino dorato”. La scultura di Satoshi Hirose, Beans of Mythology, diventa il centro della Sala degli Specchi e con la sua forza centripeta attira a sé l’architettura e la natura che si gode da quella sala.
L’esposizione affianca opere che coprono un lungo arco temporale, da Spazio anche più che tempo di Carol Rama del 1971, a Three Jesus di Gilbert&George del 1980, fino ai lavori, realizzati per la mostra, Venus Lapilla di Alessandra Franco e Così fan tutti di Angelo Volpe del 2020 e che abbracciano un’ampia area geografica, permettendo al visitatore di cogliere differenze e similitudini, reiterazioni e contrasti, creando una mappa che può, come nel Ritratto dell’Evangelista San Matteo di Giulia Piscitelli, essere la base per una propria personale scoperta.
ERNESTO ESPOSITO
Ernesto Esposito è un celebre designer di calzature di alta moda che ha collaborato con le aziende più famose del mondo, da Marc Jacobs a Karl Lagerfeld e Chloé a Louis Vuitton. La sua passione per l’arte è iniziata nel 1970 dopo aver visitato una mostra di Andy Warhol al Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi. Dopo questo spettacolo straordinario, ha acquisito la sua prima opera d’arte: la “Sedia elettrica, 1964“di Andy Warhol grazie al gallerista napoletano Lucio Amelio. La passione di Ernesto per i viaggi lo ha anche aiutato a stabilire una vera amicizia con artisti di tutto il mondo; all’età di vent’anni conosce Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Gerhard Richter, Jannis Kounellis e Gilbert & George.
Oggi, la collezione Ernesto Esposito conta più di 900 opere del XX e XXI secolo come Andy Warhol, Joseph Beuys, Alex Katz, Ed Ruscha, Ilya Kabakov, Jannis Kounellis, Richard Prince e comprende dipinti, fotografie, video, sculture e installazioni. Non segue criteri o movimenti artistici specifici: <<Quando compro arte, mi sento libero e non ho alcuna restrizione. Estetica, bellezza e proporzione sono i tre elementi che uniti al mio istinto, mi hanno sempre aiutato a selezionare i lavori che più si addicono alla mia collezione>>.
Il collezionista Ernesto Esposito durante l’inaugurazione della mostra “ cosi fan tutti” a Villa Campo Lieto ad Ercolano.
ph Mario Laporta/KONTROLAB
FONDAZIONE ENTE VILLE VESUVIANE
Sono 122 gli immobili monumentali settecenteschi, compresi nel territorio dei Comuni di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco. I notevoli miglioramenti attuati negli ultimi cinquanta anni, grazie agli interventi mirati dell’Ente per le Ville Vesuviane, ora Fondazione hanno restituito una nuova dignità all’immenso patrimonio costituito dalle ville del XVIII secolo. Era il 1738 quando Carlo di Borbone e Mariamalia di Sassonia, sua moglie, scelsero Portici per costruire una nuova reggia e per dare inizio agli scavi della città romana di Herculaneum. Da quel momento tutti i nobili napoletani seguirono la corte dei Borbone e innalzarono nella zona costiera ai piedi del Vesuvio alcune ville per il soggiorno estivo, creando un complesso architettonico unico al mondo per quantità e bellezza: le “Ville Vesuviane”. Nella zona compresa entro i confini del comune di Ercolano, la concentrazione delle Ville si intensificò e divenne di particolare prestigio, tanto che fu denominato Miglio d’Oro il tratto di strada che costeggia gli edifici costruiti da architetti quali Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Domenico Antonio Vaccaro, Ferdinando Sanfelice, completati da vasti giardini e da decorazioni pittoriche realizzate da grandi artisti.
Alcuni di questi edifici monumentali dopo un attento e rigoroso restauro, sono attualmente sotto la diretta tutela e gestione della Fondazione e costituiscono le sedi nelle quali viene svolta l’attività istituzionale e culturale: Villa Campolieto, il Parco sul Mare della Villa Favorita, Villa Ruggiero a Ercolano e Villa delle Ginestre a Torre del Greco.
INFORMAZIONI
La mostra sarà aperta al pubblico dal 7 maggio al 14 novembre 2021
Orari di visita: dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle ore 17.00) dal martedì alla domenica
Ticket di ingresso: 5 euro e accesso gratuito nell’ultima ora prima della chiusura.
Per le visite guidate 7 euro (con prenotazione obbligatoria)
COME RAGGIUNGERE LA VILLA CAMPOLIETO
In auto: Autostrada Napoli-Salerno, uscita Ercolano Scavi. Proseguire a destra e poi a sinistra seguendo le indicazioni per Villa Campolieto. Parcheggio interno.
In treno: da Napoli – Piazza Garibaldi, Eav–Circumvesuviana, direzione Sorrento o Poggiomarino. La stazione d’arrivo è Miglio D’Oro a circa 500 metri dalla Villa
Al fine di garantire la sicurezza dei visitatori, saranno rispettate le misure anti-covid. Gli ingressi saranno contingentati e con distanza di sicurezza interpersonale. Obbligatorio indossare la mascherina per tutta la durata della visita.