La NTJO e Greta Panettieri all’Auditorium di Roma: recensione concerto e intervista a Mario Corvini

di Annamaria De Crescenzo

Un viaggio nella musica e nelle emozioni del repertorio jazzistico americano e brasiliano dei grandi compositori e voci indimenticabili di tali generi musicali”.

Questo in sintesi il tema del concerto tenutosi il 22 marzo all’Auditorium di Roma della New Talents Jazz Orchestra con un’ospite speciale Greta Panettieri, secondo appuntamento della  Rassegna “Incontri in jazz”, cinque appuntamenti con la musica di altissimo livello che si terrà all’Auditorium dal 1 marzo al 28 maggio e che vedrà avvicendarsi su tale palco grandissimi nomi come Roberto Gatto, Claudio Corvini, Enrico Pieranunzi e giovani solisti italiani con un omaggio a Miles Davis e a Massimo Urbani.

Dopo l’apertura di un brano conosciutissimo come “All of me” da parte della NTJO, una felice combinazione di brani di Duke Ellington come “Don’t get around anymore” , “Come Sunday” o la trascinante “Cotton Tail” , “Donna Lee” di Charlie Parker alternati ad altrettanto bellissimi brani del repertorio classico brasiliano come “Samba de uma nota só” (arrangiato da Pino Jodice) e “Retrato em branco e preto” di Antonio Carlos Jobim, oltre alla stupenda versione di “Menino Das Laranjas “ portata al successo da Elis Regina, insieme a due brani “Conversazione” di Mina e “Guessing & Surmising” composti da Andrea Sammartino e la stessa Panettieri, e in chiusura una straordinaria versione di “Take the A Train” applauditissima dal pubblico entusiasta in sala.

Dopo il concerto una bellissima chiacchierata con il Direttore d’Orchestra Mario Corvini.

  1. Come nasce il progetto della NTJO e quando? Molti ragazzi giovani, sono del Conservatorio o provengono da esperienze musicali diverse? Nasce come laboratorio orchestrale nell’ottobre del 2012 alla scuola Percentomusica di Roma, ma ben presto i ragazzi hanno mostrato una grande preparazione di base per cui sono stati resi possibili i concerti già da gennaio 2013 per il comune di Roma al Mattatoio di Testaccio e da febbraio sempre 2013 alla Casa del Jazz con i concerti didattici Guida all’Ascolto, con grande risposta di pubblico. Erano e alcuni sono tutt’ora studenti del conservatorio, infatti non vedo l’ora che concludono tutti gli studi così saranno più disponibili per le prove dei nostri concerti, scherzo, anzi, ritengo che il conservatorio sia per loro una tappa fondamentale per la loro formazione, così come le scuole di musica di un cero valore, tipo la Percentomusica. Sono per lo più provenienti da jazz, mentre alcuni dalla formazione classica, è stato difficile convertirli, scherzo ancora, comunque a parte gli scherzi devo dire che quelli provenienti dalla musica classica si sono entusiasmati quasi da subito, quindi il lavoro non è stato così faticoso.
  2. quali sono stati i primi progetti realizzati con questa Orchestra e quali sono i vostri obiettivi? Il primissimo concerto è stato, come dicevo prima al vecchio Mattatoio di Testaccio, a Roma, li abbiamo suonato per lo più musica originale, poi di lì a poco siamo andati alla Casa del Jazz, con la Guida all’Ascolto, questi concerti didattici stile Leonard Bernstein, Concert for Young People, però fatto con Duke Ellington, devo dire una forza davvero, il pubblico partecipe ed entusiasta, oramai la Guida all’Ascolto per noi è una costante che ci viene molto bene. Uno dei nostri obiettivi è sicuramente la sperimentazione e ovviamente continuare a suonare in strutture come l’Auditorium o il Palladium le quali ci permettono di portare avanti le nostre idee musicali altrimenti di difficile realizzazione.
  3. Le fa onore questa sua estrema umiltà nel “concedere” gli onori del palco all’Orchestra, che francamente non sempre si nota nei Direttori d’Orchestra e nel concedere i giusti spazi ai solisti dell’Orchestra. È lo stile Corvini? quanto crede in questo progetto? Comincio nel dire che in questo progetto ci credo davvero tanto, e sono sicuro che questo è solo il punto di partenza, tutto il resto dovrà ancora arrivare. Per quanto riguarda la mia attenzione verso i ragazzi della NTJO non è tanto lo stile Corvini, per altro già preceduto da mio padre con la Jazz Studio Big Band dagli anni 80, ma dal fatto che vorrei davvero poter contribuire in piccola parte nel creare una generazione di musicisti che rappresenteranno l’Italia e l’Europa, purtroppo qui non ci sono molti sostegni da parte dello stato, quindi tutto quello che faccio e che fanno alcuni miei colleghi lo facciamo con la farina del nostro sacco. Quando anche l’Italia sarà al passo del resto d’Europa sarò un uomo più felice.
  4. L’incontro con Greta Panettieri. Quando e come è avvenuta l’idea di questo progetto di stasera, di unire musica standard jazz con classici della musica brasiliana e italiana come quella di Mina? Ci siamo conosciuti ad una conferenza stampa con la nostra amica comune che collabora con noi come ufficio stampa, molto brava, Fiorenza Gherardi De Candei. Greta la conosco ovviamente come tutti quanti, ma la sua vocalità mi ha colpito da subito, ritengo che sia una delle migliori interpreti di jazz di questi ultimi anni in Italia, lo dico con molta franchezza, poi mi sembrava davvero una bella occasione portarla qui all’Auditorium insieme a questi meravigliosi ragazzi, sapevo che sarebbe stato un concerto magnifico. Abbiamo avuto coraggio nel proporre la musica jazz e brasiliana, non è mai facile unire la vocalità di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e Elis Regina, abbiamo puntato sulla qualità degli arrangiamenti, sulla bravura di Greta, dei ragazzi della NTJO, e pure la mia, dai…. scherzo! Ovviamente il riferimento che racchiude tutto è Mina, interprete che ha ispirato decine e decine di generazioni, anche prossime.
  5. Ci parla di questo incarico di “Orchestra Residente ” dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. In cosa consiste e cosa proporrà nei prossimi mesi al pubblico, che come abbiamo visto stasera, Vi segue con molto interesse?L’occasione che ci si è presentata è sicuramente un punto di partenza davvero unico, una struttura come l’Auditorium Parco della Musica è invidiata nel resto del mondo e quindi ci stimola a portare a compimento concerti e progetti sempre più stimolanti per noi e per il pubblico, ai quali siamo davvero grati per tutto il loro supporto, non solo ai concerti ma sui social. I prossimi concerti saranno altrettanto molto suggestivi, il 14 aprile sarà un progetto su Miles Davis, con Claudio Corvini e ripercorreremo la musica che ha suonato Miles attraverso le sue epoche, dagli anni 40 fino ai suoi ultimi progetti, rock elettrico, ci sarà un prezioso supporto di Maurizio Giammarco e Pino Iodice per gli arrangiamenti, tutti fantastici, i quali si sono mostrati davvero disponibili e li ringrazio ancora infinitamente.
  6. Oltre all’Orchestra, abbiamo avuto modo di apprezzare i suoi arrangiamenti dei brani presentati durante il concerto. Mario Corvini, cosa c’è nel suo futuro di Direttore, compositore e musicista di altissimo livello? Di sicuro vorrei scrivere sempre di più, è una vocazione che ho avuto subito dopo aver cominciato a suonare il trombone all’età di undici anni. Naturalmente avere un’orchestra di jazz aiuta molto a perseguire questo ruolo, considerando che ho avuto sin da subito l’occasione di far suonare la musica che scrivevo già dai tempi della Roma Jazz Ensemble co-diretta insieme all’amico Pietro Iodice, poi diventata la Parco della Musica Jazz Orchestra, PMJO, ma questo un altro capitolo. Volevo però continuare a dire che il mio sogno è quello di dare opportunità nella scrittura anche ai giovani arrangiatori, per altro già in seno alla NTJO, Riccardo Nebbiosi, Nicola Tariello e Luca Berardi. Vorrei diventasse una sorta di factory dentro cui si realizzano progetti composizioni e arrangiamenti, è un sogno che si sta avverando.

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