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Recensione: Simone Schettino ospite del Teatro Cilea di Napoli

di Annamaria De Crescenzo

Successo garantito per la seconda data dello spettacolo “Il meglio di …” di Simone Schettino, in scena al Teatro Cilea da venerdì sera fino a domenica pomeriggio, quattro repliche in tre giorni di programmazione che hanno visto ritornare al Cilea, finalmente, un pubblico entusiasta ed emozionato  nel poter non solo recuperare le date degli stessi spettacoli della stagione scorsa che erano stati sospesi proprio a causa della pandemia  ma anche finalmente tornare a divertirsi ed emozionarsi con uno dei comici cabarettisti più divertenti degli ultimi decenni.

Dopo aver recitato in cabaret insieme a Biagio Izzo dal 1998 al 2000 debuttò, proprio al Teatro Cilea, in quello stesso anno. Diversi spettacoli  in teatro (“Il fondamentalista napoletano”, “ Dov’eravamo rimasti? “, “Se tocco il fondo …sfondo”, “Se permettete vorrei andare oltre” solo per citarne alcuni)  e  diverse partecipazioni a programmi di gran successo come “Convenscion” e “Super Ciro, e naturalmente negli ultimi anni nelle diverse edizioni del famosissimo “Made in sud” che rappresenta per tutti i comici napoletani e non che ne fanno parte una vera e propria consacrazione nel mondo della comicità italiana e Schettino ne è da anni una vera e propria “punta di diamante”.  Nel 2017 con “Made in China napoletano” ha diretto il suo primo film del quale è anche protagonista.

In questo spettacolo Simone Schettino riveste i panni del monologhista puro in compagnia dei suoi testi più divertenti. Di spalle un grande schermo che riporta in una sorta di enorme cartellone una serie di parole e lettere che anticipa il senso dello spettacolo, una sorta di viaggio nelle parole e nelle emozioni vissute non solo in questo periodo di totale sospensione della comicità’ e del teatro in generale ma anche di tanti momenti di spettacoli precedenti del cabarettista accolti dal pubblico con lunghissimi applausi e tantissime risate.

Simone Schettino, visibilmente emozionato e felice di poter calcare di nuovo la scena di un Teatro importante come il Cilea, ha iniziato  il suo monologo proprio partendo dall’analisi divertita e divertente di tutti i momenti iniziali del lockdown, dalla spesa che era l unico momento di libertà , dalle bandiere “andrà tutto bene”, dai cori che ci accompagnavano le nostre lunghe serate in casa, alla speranza che da tutto questo momento cosi particolare ne potessimo uscire migliori come persone. Come sempre, Simone è straordinario nell’analizzare vizi e virtu’ non solo del genere umano ma anche tutto quello che ruota intorno alla politica (non stanno attaccati alla poltrona, stanno inchiodati! ) ai luoghi comuni (“erano meglio gli anni 80/90”), al modo di educare i figli (“ma se a 7 anni gli dai un tablet per giocare, a 18 anni se non gli regali una navicella spaziale non lo guarderà neppure il regalo! ) , a rimpiangere i tempi andati che, come ricorda lo stesso Schettino, non erano sicuramente migliori di questo , ma “eravamo semplicemente giovani e per questo ci sembrava tutto più bello “ ! Divertentissimo quando parla dei miti del calcio, insuperabile quando analizza le differenze tra il mondo di oggi e quello di quando lui era poco più che un ragazzo, straordinario quando nel finale racconta una cena in uno di quei ristoranti alla moda della nouvelle cousine, con un improbabile piatto a base di un solo chicco di riso, invecchiato di 20 anni nelle campagne tibetane oltre a tanti altri racconti che hanno divertito fino alla lacrime il numeroso pubblico presente in sala.

Insomma, bentrovata allegria e bentrovato, finalmente, Simone Schettino.

Recensione: “Mettici la Mano” al Teatro Diana di Napoli

Dopo quasi due anni di chiusure e riaperture temporanee, finalmente ritorna il Teatro con una grinta ed un entusiasmo fuori dal comune.

E’ il caso del Teatro Diana che ha riaperto la sua stagione teatrale con uno spettacolo a dir poco meraviglioso: “ Mettici la mano”, testo originale di Maurizio de Giovanni, regia di Alessandro d’Alatri, con tre splendidi attori Adriano Falivene (Bambinella), Antonio Milo (Brigadiere Raffele Maione) e una giovanissima Elisabetta Mirra (Melina) che hanno portato in scena uno spin/off della saga del Commissario Ricciardi ambientato questa volta non più alla fine degli anni ’30 ma nella primavera del ’43 in una Napoli a fine guerra mondiale, devastata dalle bombe e dall’occupazione nazifascista.

I due personaggi di Bambinella e del Brigadiere Maione, già amatissimi dal grande pubblico che li ha seguiti nella famosa fiction, in questo pièce teatrale sono assolutamente strepitosi. Lo spettacolo, ambientato in uno scantinato di tufo che fa da rifugio per le continue bombe che vengono sganciate sulla città e che costringono i napoletani ad utilizzare questi ripari per poter sfuggire alla morte, inizia proprio con Bambinella, il femminiello che vive di prostituzione sui quartieri spagnoli, divertito e divertente nel suo ruolo di “capera” informatissima su tutto quello che accade in città che riporta al suo amico brigadiere  Maione, burbero dal cuore tenero, seppur bravissimo poliziotto ma pronto  a chiudere un occhio quando si tratterà, alla fine dello spettacolo, di poter gestire la giustizia con umanità e cura dell’altro.

Come affermato lo stesso regista D’Alatri nelle note di regia “Due figure che non fatico a descrivere come “maschere” unici tra i personaggi dei romani ad indossare un costume: uno con il rigore della divisa e l’ altro con la leggerezza della femminilità travestita”,  i due personaggi nati dalla penna di Maurizio De Giovanni sono l’uno complementare all’altro, stuzzicandosi a vicenda con una serie di battute esilaranti ma anche dei momenti nei quali inducono il pubblico a profonde riflessioni e a commuoversi intensamente.

In “Mettici la mano” ci sono tutti i sentimenti del mondo, tutte le emozioni del mondo, tutte le tematiche del mondo, anche quella del sacrificio femminile dell’epoca rappresentato da Elisabetta Mirra nel ruolo di Melina, la giovane arrestata dal Maione per aver ucciso nel sonno il marchese di roccafusca un ricchissimo nobile il cui palazzo si trova a poca distanza dal rifugio e nel quale la ragazza faceva la cameriera e nel corso della storia si scoprirà poi la sofferenza che l’ha spinta a compiere questo efferato delitto.

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Recensione: Carlo Buccirosso al Teatro Augusteo in “La Rottamazione di un italiano perbene”

di Annamaria De Crescenzo 

RiviviAmo il Teatro.

E’ questo lo slogan che il Teatro Augusteo ha adottato per questa riapertura tanto desiderata dopo quasi due anni durante i quali il Teatro, costretto dalla pandemia, ha dovuto annullare tutti gli spettacoli in cartellone della stagione 2020/2021. E non si poteva scegliere uno slogan piu’ indicato per una serata che e’ stata un autentico successo in quanto c’e’ stato sold out sia in platea che in galleria in quanto il pubblico ha risposto con un entusiasmo incredibile a questo primo spettacolo in scena, che sara’ in cartellone da mercoledì 20 a domenica 31 ottobre “La rottamazione di un italiano perbene”, tratto da “Il Miracolo di Don Ciccillo”.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Carlo Buccirosso, ed interpretato oltre che dallo stesso Buccirosso, da Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Peppe Miale, Gino Monteleone, Matteo Tugnoli, Davide Marotta e Tilde de Spirito.,narra le vicende di Alberto Pisapia, un ristoratore sull’orlo del fallimento che riceve ogni giorno una nuova cartella esattoriale. Infatti, a causa della crisi economica in cui versa il Paese e che si ripercuote sulla sua attività commerciale, e alcuni investimenti avventati consigliati dal cognato Ernesto (Peppe Miale), Alberto è ormai bersaglio continuo di Equitalia. La pressione è enorme e grave: la casa è ipotecata e non ci sono più risorse. Alberto è in preda ad un fortissimo esaurimento nervoso aggravato dalla freddezza della suocera Clementina (Tilde De Spirito), integerrimo funzionario della Agenzia delle Entrate che non ha alcuna intenzione di aiutarlo.

Nemmeno l’amore della moglie Valeria (Donatella De Felice), di cui anzi sospetta un tradimento col cognato , sposato con Agata (Fiorella Zullo), ossessionata dalla preparazione di camomille, e le cure degli amorevoli figli Viola (Elvira Zingone) e Matteo (Giordano Bassetti) sembrano riportarlo alla lucidità e mostrargli una realtà diversa da quella che vede. In Alberto si fa avanti un solo pensiero, quello della morte: o la sua o quella della suocera!

Da questa grave e tristemente realistica condizione, Carlo Buccirosso e’ riuscito a creare e dirigere una commedia divertentissima giocando su una complicita’ tra i vari attori e attrici in scena e sull’intreccio dei ruoli che vanno ad “incastrarsi” su un tema che seppur serio ha creato due ore di autentico divertimento.

La rottamazione di un italiano per bene è una commedia divertente e irriverente in pieno stile Buccirosso dove ogni personaggio ha un suo spazio e un suo stile da protagonista a suo modo visto che ognuno di loro diventa irresistibile e importantissimo nei ruoli assegnati nella commedia stessa. Ogni ruolo ha una propria identità ed è interpretato magnificamente dai protagonisti, anche i ruoli apparentemente minori, quali Padre Gabriele (Gino Monteleone), il postino (Davide Marotta) e il filippino Danilo (Matteo Tugnoli), hanno rilevanza in una commedia perfettamente equilibrata e portano altre note caratterizzanti. Lo stesso Davide Marotta e’, come spesso ci aveva abituato in altre commedie dello stesso attore e autore, una straordinaria “spalla” per la comicita’ trascinante di Carlo Buccirosso.

Questa nuova commedia, che vede appunto tutti perfettamente calati nel personaggio che interpretano, mette in luce oltre alla bravura di Gino Monteleone splendido nel ruolo del Padre Gabriele (con una voce affascinante) anche la brillante qualità attoriale della giovane Elvira Zingone, intensa, partecipata e frizzante, di Donatella De Felice che oltre ad essere una bravissima attrice ha dimostrato di avere una voce melodiosa grazie ad una magnifica interpretazione della canzone che ha dedicato al marito/Carlo Buccirosso a fine spettacolo.

La rottamazione di un italiano per bene è una commedia ironica, divertente e scorretta, ma d’altro canto carica di contenuti seri, quali l’esasperazione a cui la crisi economica e l’assenza dello Stato possono portare i lavoratori e contribuenti, l’amore della famiglia e l’assistenza reciproca che all’interno della stessa si dovrebbe sentire di dare, all’unione familiare che spesso, purtroppo, non sempre si riesce a vivere in questi tempi sempre piu’ difficili e complicati.

In scena fino al 31 ottobre non si puo’ mancare a questo appuntamento di teatro, fatto di tantissime risate ma anche di tanti momenti di intensa riflessione.

Ticket al botteghino o su bigliettoveloce.it: platea € 35,00. Galleria € 25,00.

Informazioni sono disponibili su teatroaugusteo.it o telefonando allo 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato dalle ore 10:30 alle 19:30.

AL TEATRO CILEA “CANDY CANDY SHOW” DAL 7 AL 17 OTTOBRE

Prosegue nel segno dell’allegria la stagione teatrale del Teatro Cilea. Dopo lo strepitoso successo dello spettacolo di apertura che ha visto in scena per due settimane Lello Arena e Enzo Avitabile in “Fatti & Canzoni” è ora la volta del Candy Candy Show.

Un varietà entusiasmante e travolgente, fatto di luci, pailettes e tantissimi colpi di scena. Una ciurma di giovani artisti pronti all’arrembaggio, capitanata da due presentatori stravaganti e diligenti, condurrà il pubblico con ironia in un viaggio di ricordi, canzoni ed emozioni. Candy candy show è uno spettacolo che strizza l’occhio al varietà e alla tradizione partenopea, in una chiave ed un linguaggio attuale. Il resto lo si può scoprire solo venendo a teatro!

Scritto da Mario Esposito e Carmine Bassolillo lo spettacolo è diretto dai docenti del Cilea Academy, la scuola di arti performative del teatro vomerese guidata da Nando Mormone, Lello Arena, Pino Perris e Fabrizio Mainini, e vede in scena tantissimi giovani e talentuosi artisti quali:

Alessandro Brunelli, Angelo Pepe , Annalisa Barbato, Arianna Brunelli, Asia Troiano, Biagio Cipolletta, Camilla Bruno, Carmine Bassolillo, Chiara Biagini, Davide Richiello, Elisabetta Romano, Esmeraldo Napodano, Giuseppe Tibaldi, Lorenzo Molitierno, Luca Gaeta, Luca Sciarrillo, Ludovica Cinque, Maria Strazzullo, Mariagrazia Vitale, Mariateresa Russo, Mario De Prisco, Melina Merlino, Michele Civitillo, Pasqualina Falsone, Roberta Marzio, Sara Carannante, Serena D’alessio, Umberto Maria Sasso, Valentina De Angelis, Vittorio Armando Aubry.  Le musiche dello show sono del compositore e dj Frank Carpentieri.

Info: Teatro Cilea, Via San Domenico, 11 Napoli

Tel. 081 714 18 01 http://www.teatrocilea.it

Recensione: Andrea Pennacchi ospite di Assisi Onlive

Recensione e foto di: Massimo Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Le luci sul pubblico si spengono. Entrano due musicisti, poi entra lui. Andrea Pennacchi.

Applausi. Saluta e poi subito dice:” chi di voi si ricorda del tanko?” … Silenzio. Qualcuno ha capito tango…e lui:” non il tango…il tanko!”

E da lì si parte.

Da quando appunto (8 maggio 1997) uno sparuto gruppo di indipendentisti veneti della “Veneta Serenissima Armata” partirono da Padova con un camper e un camion con a bordo un” tanko” (un carro armato residuato bellico) facendo rotta su Piazza San Marco per issare la bandiera con il leone alato simbolo della Repubblica di Venezia…

Accompagnato dalle musiche di Giorgio Gobbo e Gianluca Segato Andrea Pennacchi si trasforma nel pojana e ne ha per tutti.

Soprattutto per i politici, per Salvini e il suo mojito e la lega “traditrice”. Liga Veneta poi Lega Nord… (pur con quei caga-alto dei lombardi, gli ipocriti piemontesi, i teroni degli emiliani e dei friulani no che né parlemo gnanca.).

E poi ci sono anche Edo la security, Tonon il derattizzatore, Alvise il nero e altri personaggi che raccontano le storie del nordest.

Si ride. Si ride davvero. Fatico a tenere la macchina fotografica in mano.

L’ho seguito tutti i venerdì su Propaganda Live ma vedere quel suo ghigno dal vivo a pochi metri di distanza è stato sicuramente diverso.

Smetto di fare foto, mi siedo in fondo e mi godo lo spettacolo.

E pensare che Pennacchi avrebbe voluto fare il pilota aeronautico…che spreco sarebbe stato.

AL zal FEST 2021 evento 29 agosto Elio Germano e Teho Teardo

Un duo di eccezione a Castiglione del Lago – Domenica 29 Agosto 2021 ore 21.30

Lo “scandalo Celine”: Elio Germano e Theo Teardo

in “Viaggio al termine della notte”.

A Castiglione del Lago, il racconto del Voyage, il grido di rivolta contro la società e i suoi uomini che scosse la letteratura.

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Castiglione del Lago – Atteso per domenica 29 agosto l’evento conclusivo dello ZAL Fest 2021, a direzione GEC Gruppo Effetti Collaterali in collaborazione con il Comune di Castiglione del Lago (PG) ed il Comune di Chiusi (SI)

In principio è l’emozione. Poi c’è l’orrore osceno della guerra, la fragile natura dell’uomo, il delirio, il comico, l’esilarante, il grottesco.

Da qui sgorga e si dipana il racconto di Viaggio al termine della notte, spettacolo teatrale sotto forma di concerto, liberamente ispirato al capolavoro del ‘900 di Louis-Ferdinand Cèline e portato in scena da Elio Germano e Theo Teardo. Entrambi vincitori del David di Donatello -Teardo per le musiche de “Il Divo” di Sorrentino, e Germano per “Mio fratello è figlio unico”, “La nostra vita” e “Il giovane favoloso” – racconteranno, tramite una partitura inedita e in continua evoluzione, la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove possibilità espressive nell’incontro con archi, chitarra ed elettronica.

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Recensione: Alessio Boni, Alessandro Quarta e ArtEm String Quartet ospiti dell’Estate Musicale del Garda “Gasparo da Salo’ “

Recensione e Foto di Gabriele Lugli (www.gabrielelugli.com)

Sabato 17 Luglio per la 62ª edizione de l’Estate Musicale del Garda «Gasparo da Salò» ha avuto luogo nel Duomo di Salò «Il suono della bellezza», una serata fra poesia e musica con la voce recitante di Alessio Boni e il violino di Alessandro Quarta accompagnato dall’ArtEm String Quartet.

I testi letti da Alessio Boni vanno dal biblico Cantico dei Cantici e da «La bellezza non basta» di Ovidio a «La bellezza» di Hölderlin, l’«Inno alla bellezza intellettuale» di P. B. Shelley, «La notte mistica» di Rilke e il «Ricordo il meraviglioso istante» di Puskin, fino a «Ricordo» di Giorgio Caproni e a «Mi piace il verbo sentire» di Alda Merini.

La parte musicale ha compreso brani che vanno dal Settecento fino ai giorni nostri, partendo dal Vivaldi dell’Andromeda Liberata e delle Quattro Stagioni all’Händel di «Lascia ch’io pianga» da Rinaldo, Bach con la celebre Aria dall’Ouverture n. 3 e Mozart con la Marcia «Alla turca». In programma anche Brahms con la «Danza Ungherese n. 5» e Shostakovich col «Waltz n. 2» dalla «Jazz Suite», ma anche Morricone con «Gabriel’s Oboe» dal film «Mission» e i temi di «C’era una volta in America», e un omaggio a Louis Armstrong con «What a Wonderful World».

Alessio Boni ha studiato all’Accademia d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico» di Roma, ha poi lavorato con Giorgio Strehler e Luca Ronconi; sul piccolo schermo ha debuttato con «La donna del treno» per la regìa di Carlo Lizzani e, nel cinema, con «La meglio gioventù» di Marco Tullio Giordana. Ha interpretato personaggi come Caravaggio e Giacomo Puccini, il principe Andrej Bolkonskij, Walter Chiari e Ulisse. «I duellanti» e «Don Chisciotte» fra i suoi spettacoli.

Alessandro Quarta è un violinista che la Cnn nel 2013 ha definito «Musical Genius» e che nel 2017 a Montecitorio ha ricevuto il riconoscimento di «Miglior eccellenza italiana nel mondo» per la musica. In particolare il suo brano «Dorian Gray» ha ottenuto uno strepitoso successo.

Recensione: “una Preghiera in mare” con Stefania Rocca, Raffaele Casarano e Antonio Fresa

Recensione e Foto di Gabriele Lugli(www.gabrielelugli.com)

Mercoledì 14 luglio nel Cortile del Melograno

(Via dei Servi, 21 a Modena) per la rassegna del Teatro Comunale di Modena “Musiche sotto il cielo” si è svolto con Preghiera in mare, uno spettacolo multimediale fatto di parole, musica e immagini scritto e interpretato dall’attrice Stefania Rocca, volto noto del teatro, del cinema e della televisione, in scena a fianco di Raffaele Casarano al sax e Antonio Fresa al pianoforte, due talenti del jazz italiano già apprezzati a livello internazionale.

Su un palcoscenico essenziale l’attrice, con una sedia, leggio, microfono e alcune proiezioni alle spalle, accompagnata dalle note suggestive di sax e pianoforte, ha dato vita a un racconto sull’immigrazione, “su come è difficile integrarsi oggi in una società così complessa”, utilizzando anche testi tratti dal libro di Gian Maria Testa Da questa parte del mare, da On the road di Jack Kerouac e da Promised land di Bruce Springsteen. Stefania Rocca pensa a Shakespeare, che “ha abbattuto i confini”, a un mondo ideale di pace e convivenza: “Siamo diventati tanto cinici da non riuscire più a sognare e tantomeno a percepire i sogni di persone che immaginano un futuro migliore, spinte da bisogni veri, reali”. Per questo, “proviamo a tornare a sognare. Tutti insieme”.

Amor conduce noi a Villa campolieto di Ercolano dal 9 luglio

Amor conduce noi…
nell’incanto e la meraviglia della Villa Campolieto di Ercolano con lo spettacolo dal vivo

Danza: 9 e 10 luglio con il debutto della compagnia del M° Francesco Annarumma e il suo spettacolo Eros e Agape

Musica e racconto con il duo Paolo Fresu e Daniele Bonaventura il 13 luglio

La tradizione affidata al Teatro vivianeo con uno spettacolo brillante tra suono e parola con Ernesto Lama, Marina Bruno ed Elisabetta D’Acunzo il 16 luglio

Tutti gli spettacoli sono alle h.20.30 nell’Esedra della Villa Campolieto di Ercolano, la partecipazione è  con acquisto di biglietto di ingresso in Villa di € 5,00

I links dove poter accedere per l’acquisto online dei biglietti sono:

Eros e Agape -> https://shop.visitarevillevesuviane.net/it/biglietti/detail/192

Amor conduce noi -> https://shop.visitarevillevesuviane.net/it/biglietti/detail/193

Sottovoce -> https://shop.visitarevillevesuviane.net/it/biglietti/detail/194

Conferenza Stampa presentazione progetto Agora’ Scarlatti

Musica, teatro, cinema, cabaret: al via un ricco calendario di appuntamenti nel segno della cultura e dello spettacolo che nei mesi di luglio, agosto e settembre, si svolgeranno (in tutta sicurezza nel rispetto dei protocolli anti-covid) nel cuore del Vomero presso gli spazi dell’Istituto Salesiano Don Bosco.

Il progetto Agorà Scarlatti nasce e prende il nome ispirandosi al termine “agorà”, ovvero lo spazio in cui si svolgeva la vita culturale della polis greca, e alla location selezionata. Sarà proprio il chiostro della struttura di Via Scarlatti ad ospitare l’evento, grazie ad un’arena da 460 posti a sedere.

Ideatori del progetto due imprenditori napoletani operanti nel campo dello spettacolo: Franco Branco – Cooperativa Unione Musicisti Artisti italiani, Luigi Molfetta – Sirioevents, insieme ai due partner Michele Solipano – Napoli Jazz Club e Peppe Minopoli – Red Carpet e al direttore dell’Istituto Salesiano don Franco Gallone.

Nel chiostro sarà allestito un palco di 14 x 8 m con uno schermo per le proiezioni

cinematografiche da 10×7 m, impianto audio / luci residente necessario per la

realizzazione degli eventi di musica e teatro, 920 sedie per un totale di 460 posti utilizzabili, 8 camerini per ospitare gli artisti e un giardino pensile che verrà utilizzato per la presentazione dei libri, per gli incontri con attori e registi di cinema e teatro e per la realizzazione di interviste.

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