Il Meeting del Mare festeggia i suoi primi 25 anni con l’edizione 2021 del festival diretto da don Gianni Citro, in programma dal 22 al 25 luglio a Marina di Camerota (SA).
Musica, danza, mostre e incontri in riva al mare animeranno per 4 giorni e 4 notti la cittadina cilentana, pronta a ospitare 50 esibizioni di artisti e musicisti da tutta Italia, con tre headliner: Ariete, Iosonouncane e Venerus.
Organizzata dalla Fondazione Meeting del Mare CREA con il sostegno della Regione Campania e del Comune di Camerota, la XXV edizione è dedicata al tema “il corpo” e si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-covid.
Nell’era della celebrazione del corpo mediatico, reso immagine, perché viviamo il trionfo del mondo virtuale, il Meeting del Mare ci chiama a un incontro di corpi, fatti di carne, sangue e parole. Tante parole che, condotte da suoni, diventano respiro.
Dopo l’anteprima di giugno con le attività del MdM Camp – residenza artistica sostenuta da SIAE con il progetto Per chi Crea, che per due settimane ha ospitato 8 giovani artisti under 35, guidati da Eugenio Cesaro e Lorenzo Kruger – il festival entra nel vivo. Giovedì 22 luglio la serata inaugurale della rassegna – ad accesso gratuito – presenta un concerto esclusivo con la CREA meets Orchestra diretta da Pasquale Bardaro. Un travolgente esperimento orchestrale con un ensemble di 15 musicisti, che vaga dai poemi lirici ai temi jazz: composizioni originali di Bardaro ispirate a famose arie d’opera italiane (Rossini, Verdi, Puccini). Sul palco, insieme al vibrafonista e percussionista originario di Camerota ci saranno Sara Vanderwert (voce), Nicola Pellegrino (clarinetto), Andrea Marotta (corno inglese), Claudio Mautone (sax alto), Bruno Cucciniello (sax tenore), Angelo Carpinelli (sax baritono), Antonio Fedullo, Francesco Trenga e Alessandro Modesti (tromba), Antonio Reda e Giovanni Reda (trombone), Mirko Maria Matera (piano, rhodes, elettronica), Vincenzo Maurogiovanni (basso) e Pierluigi Villani (batteria).
In collaborazione con otto Comuni della provincia di Piacenza
L’estate piacentina batte a ritmo Jazz
Val Trebbia e Val d’Arda sempre protagoniste della rassegna
Piacenza, 5 luglio 2021 – L’ottava edizione di Summertime in Jazz, la manifestazione musicale che porta la grande musica nelle valli piacentine del Trebbia e dell’Arda, dopo un’anteprima a Lugagnano con Nino Buonocore a fine giugno, prenderà il via a metà luglio e proseguirà fino alla metà di agosto con alcune belle novità. La più importante è che la rassegna è tornata a crescere, aumentando il numero di concerti e di luoghi interessati, in concomitanza con l’aumentare della voglia di tornare fuori, a riprendersi gli spazi di cui ci si è privati nel corso dell’inverno e a rifare esperienze dal vivo. L’altra novità è il ritorno della rassegna collaterale Jazz SummerWine, che abbina la musica alla degustazione in alcune rinomate cantine della Val Trebbia.
La rassegna è organizzata dall’associazione Piacenza Jazz Club grazie al contributo fondamentale della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia-Romagna e di tutti i Comuni e le Proloco coinvolte, oltre all’associazione Trebbia Shire. I concerti sono a ingresso gratuito senza possibilità di prenotazione del posto. Sono garantite tutte le misure in termini di sicurezza richieste per gli spettacoli dal vivo.
Tutti gli eventi del programma avranno inizio alle ore 21.30 (tranne il finale alla Pietra Perduca il 15 agosto, alle 18:30) e sono a ingresso gratuito.
PROGRAMMA
Molto vario e interessante il programma, che cerca sempre di creare una felice corrispondenza tra il luogo che ospiterà il concerto e la musica che lo farà vibrare.
Sul versante Val Trebbia, la vera new entry di quest’anno in fatto di location si potrà testare subito la sera del 14 luglio. Grazie alla stretta collaborazione con la neonata associazione “Trebbia Shire”, che intende far conoscere le eccellenze della Val Trebbia soprattutto all’estero e che ha sede all’interno del Country Club di Croara, Summertime in Jazz si arricchisce di una nuova location, ospitando la cantante Paola Folli e l’Iguazù Acoustic Trio.
Un viaggio, sotto la luna e tra i vigneti della tenuta Quarto Miglio , raccontato da Arturo Delogu e Luisa Perfetto e musicato dal piano di Ivana Muscoso e dal contrabbasso e dalla splendida voce di Beatrice Valente.Metti una sera …. l’amore, il sorriso e il fiore… Leggerezza, dolcezza, sensualità …
Evento inserito nel calendario Campi Flegrei Active
L’appuntamento musicale più atteso del Salento,con oltre 20 concerti sparsi in 7 giorni Nina Zilli, Simona Molinari, Paolo Jannacci, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Roberto Gatto, Raffaele Casarano, Dhafer Youssef e molti altri.
Dal 29 luglio al 5 agosto, torna il Locomotive Jazz Festival, l’appuntamento musicale più atteso del Salento, con oltre 20 concerti sparsi in 7 giorni.Tra i nomi più attesi di questa XVI^ edizione ci sono Nina Zilli, Simona Molinari, Dhafer Youssef con Raffaele Casarano, Paolo Jannacci, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani con Pietro Lussu, Roberto Gatto, Mirko Signorile, Alessandro Quarta e moltissime giovani proposte.
Quest’anno, con il tema “Archeologie”, il Locomotive volge uno sguardo al passato per riscoprire il futuro, ripartendo da Sogliano(LE), il paese dove tutto è cominciato 16 anni fa, che ospita la prima parte del Festival, dal 29 al 31 luglio, mentre l’Area Archeologica di Roca e Grotta della Poesia ospita la parte finale dal 1 al 5 agosto, aspettando il concerto finale all’alba sul mare.
Archeologie è un termine inesistente – dichiara il musicista e direttore artistico Raffaele Casarano – ma richiama quell’idea e quell’esigenza di riscoprirci dopo più di un anno di pandemia. Il Locomotive non è mai stato pensato per organizzare concerti e quest’anno, grazie al linguaggio universale della musica, abbiamo voluto immaginarlo come un’occasione per riportare alla luce le nostre origini, raccontare il territorio e ridisegnare un futuro migliore.La musica torna a suonare, l’immaginazione e la meraviglia di questi luoghi faranno tutto il resto. Grandi emozioni, tanti concerti e location uniche sono i tratti distintivi del Locomotive, un Festival che, in questa visione di “archeologie”, riscopre e rinnova anche altre vocazioni che da sempre lo contraddistinguono: il sociale, l’ambiente e i giovani.Abolita la plastica e la carta, il Locomotive è ormai da anni un Festival sensibile alle tematiche ambientali e da quest’anno è entrato a far parte di “Jazz takes the green”, ovvero, la rete dei Festival Jazz italiani ecosostenibili.
Quello che da sempre, per la direzione artistica, lo staff e gli artisti ospiti, è stato un impegno attivo in stretta relazione con il rispetto del territorio, oggi è diventato uno statuto condiviso a livello nazionale anche da altre realtà musicali. Ed in quest’ottica che si consolida con questa edizione la collaborazione con Links per la gestione di tutti i contenuti digitali del Locomotive e con Cam per la fornitura di automobili di servizio elettriche.
Rinnovato anche quest’anno il Locomotive Giovani con l’offerta di un percorso di formazione alternativo agli studi accademici e la possibilità di confrontarsi e aprire i concerti dei grandi nomi del jazz. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Università del Salento, gli studenti in corso e i laureati del circuito Alumni possono godere di particolari sconti per i concerti.
Il festival Ravenna Jazz giunge alla quarantottesima edizione: una longevità che lo pone sul podio dei festival jazz italiani dalla più lunga storia. L’insolita formula con serate non consecutive, tra il 29 luglio e il 19 novembre, è frutto dei tempi complicati per lo spettacolo dal vivo.
Numerose sono le ‘ambientazioni’ dei concerti: la Rocca Brancaleone e il Parco del Museo Classis Ravenna ospiteranno le produzioni estive (Noa, l’Italian Jazz Orchestra con Silvia Donati e Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Alessandro Scala assieme a Giovanni Falzone), mentre in autunno piccoli club e teatri accoglieranno le proposte di “Ravenna 48° Jazz Club”, focalizzate sull’attualità jazzistica (Tingvall Trio, Camille Bertault, Derek Brown, BartolomeyBittmann, DJ Gruff con Gianluca Petrella).
Sarà incastonato all’interno di Ravenna Jazz il tradizionale concerto dell’iniziativa didattica Pazzi di Jazz: la produzione corale-orchestrale “Pazzi di Jazz” Young Project (con i baby musicisti delle scuole ravennati in compagnia di Enrico Rava, Mauro Ottolini, Alien Dee e Tommaso Vittorini).
Il workshop di “Mister Jazz” sarà quest’anno affidato a Barbara Casini e punterà su due direttrici, intersecandole: il canto e la musica popolare brasiliana(Centro Mousiké, 12 settembre).
Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e il patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.
Estate con red carpet
I concerti di punta di Ravenna Jazz 2021 si terranno in estate: un ritorno all’originaria collocazione di calendario del festival.
Ambizioso nelle dimensioni orchestrali come nei contenuti e nelle modalità multimediali è l’omaggio che l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti dedicherà a Marlene Dietrich (Rocca Brancaleone, 29 luglio). La voce di Silvia Donati e la tromba di Fabrizio Bosso svetteranno sopra l’ampio organico classico-jazzistico di questa produzione originale che riscopre canzoni simbolo delle inquietudini, dei desideri proibiti e anche delle fughe verso lo svago di un’intera epoca, a cavallo tra le due guerre mondiali.
Il 10 Luglio, organizzato dall’Associazione Teatro Sociale di Gualtieri nella bellissima cornice di Piazza Bentivoglio, si sono esibiti Omar Sosa e Ernesttico in “B-Black” un intreccio creativo di due mondi musicali molto affini che ci trasporta dagli echi popolari afro-latini del son de Cuba verso gli orizzonti urbani dell’elettroacustic music.
La collaborazione tra Il pianista cubano Omar Sosa e il percussionista e batterista cubano Ernesto Rodriguez, in arte Ernesttico, è nata nei primi mesi del 2020, quando entrambi gli artisti hanno riscoperto affinità nel prediligere un approccio alla musica che enfatizza l’improvvisazione e la libertà di espressione, divertendosi e deliziando il pubblico con l’interazione spontanea della loro energia e del dialogo musica.
Omar Sosa è uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni: compositore e pianista cubano, classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale, dal forte sapore latino, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione.
Ernesto Rodriguez in arte Ernesttico, dopo una prestigiosa carriera a l’Avana che lo porta a collaborare con i più riveriti gruppi e solisti cubani, nel 1995 viene invitato da Pino Daniele per un tour in Italia e, innamoratosi del nostro paese, vi si stabilisce un anno dopo. A seguire collabora con grandi musicisti internazionali da Jovanotti a Eros Ramazzotti, da Gloria Estefan a Pat Metheny, da Noa a Horacio El Negro Hernandez e Zucchero. Lo stile personale di Ernesttico si caratterizza per la ricerca di nuove forme di linguaggio, sia timbriche che ritmiche, e su una combinazione esplosiva di percussioni, batteria, sintetizzatori e voce.
Musica, teatro, cinema, cabaret: al via un ricco calendario di appuntamenti nel segno della cultura e dello spettacolo che nei mesi di luglio, agosto e settembre, si svolgeranno (in tutta sicurezza nel rispetto dei protocolli anti-covid) nel cuore del Vomero presso gli spazi dell’Istituto Salesiano Don Bosco.
Il progetto Agorà Scarlatti nasce e prende il nome ispirandosi al termine “agorà”, ovvero lo spazio in cui si svolgeva la vita culturale della polis greca, e alla location selezionata. Sarà proprio il chiostro della struttura di Via Scarlatti ad ospitare l’evento, grazie ad un’arena da 460 posti a sedere.
Ideatori del progetto due imprenditori napoletani operanti nel campo dello spettacolo: Franco Branco – Cooperativa Unione Musicisti Artisti italiani, Luigi Molfetta – Sirioevents, insieme ai due partner Michele Solipano – Napoli Jazz Club e Peppe Minopoli – Red Carpet e al direttore dell’Istituto Salesiano don Franco Gallone.
Nel chiostro sarà allestito un palco di 14 x 8 m con uno schermo per le proiezioni
cinematografiche da 10×7 m, impianto audio / luci residente necessario per la
realizzazione degli eventi di musica e teatro, 920 sedie per un totale di 460 posti utilizzabili, 8 camerini per ospitare gli artisti e un giardino pensile che verrà utilizzato per la presentazione dei libri, per gli incontri con attori e registi di cinema e teatro e per la realizzazione di interviste.
Il Premio Internazionale Massimo Urbani in memoria del geniale sassofonista Massimo Urbani prematuramente scomparso ,dedicato ai solisti jazz non si è mai fermato nonostante la pandemia,Il Premio fondato nel 1996 dal talent scout e produttore discografico della Philology Records Paolo Piangiarelli(con la direzione artistica ed organizzativa di Musicando Jazz)è aperto a tutti gli strumentisti musicali,voce compresa.
La 25° edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani si é svolta nei giorni 25-26-27 giugno a Camerino presso la Rocca Borgesca. Quest’anno il Presidente della Giuria tecnica è stato il sassofonista Stefano Di Battista ,mentre ad accompagnare i 9 finalisti Andrea Rea al pianoforte,Massimo Moriconi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria.Alla Giuria tecnica che ha il compito di decretare il vincitore ,premiato con la registrazione,promozione e distribuzione di un disco proprio si aggiunge il Premio nuovo IMAIE che consiste in un tour di 8 concerti ,le Borse di studio di Nuoro Jazz e Fara Music Summer School e come di consueto quella critica composta dai giornalisti delle maggiori testate jazz nazionali e di alcuni importanti festival ; il Premio del pubblico ed il Premio Social.
La prima serata il 25 giugno sul palco allestito sotto una quercia sulla Rocca Borgesca di Camerino con un bellissimo prato circondato da alberi secolari ed un panorama mozzafiato sulle colline marchigiane ,impreziosito da un tramonto rosato,si è esibita L’Orchestra di “Musicando Jazz” diretta da Massimo Morganti,nata grazie ad una idea del sassofonista Stefano Conforti di formare un’Orchestra stabile nel territorio.Ospite d’onore il clarinettista,sassofonista Nico Gori vincitore nel 2000 del Premio Internazionale Massimo Urbani.
L’Orchestra ha scelto dei brani standards del repertorio jazz arrangiati dal direttore Massimo Morganti e dal pianista Pierfrancesco Ceregioli valorizzati dalla bellissima voce di Alessandra Doria.Tra i brani eseguiti “Fly Me to the Moon”,Night and Day” e ancora “In cerca di te”,”Sola me ne vò per la città”,Estate di Bruno Martino”,”Fever” e tanti altri splendidamente valorizzati dagli assoli di Nico Gori e degli altri membri della “band”.
Ennesimo successo di pubblico, venerdi 25 giugno, per l’Edizione 2021 del Campania Teatro Festival, come d’altronde tutti gli spettacoli teatrali e concerti nell’ampio cartellone previsto per quest’anno, per il concerto organizzato a Montesarchio (BN) di Karima in “No Filter”.
E’ il secondo concerto del suo nuovo tour che la porterà in giro per tutta Italia tal e l’emozione della cantante e’ davvero tantissima non solo per la presentazione del nuovo disco nel quale Karima crede tantissimo ma anche per il fatto di essere salita di nuovo su un palco, di fronte al suo amatissimo pubblico, dopo un’assenza prolungata di diversi mesi.
Karima è un talento indiscutibile della musica. Sin da bambina, sostenuta dal suo talento, si avvicina alla musica partecipando prima a Bravo Bravissimo e poi a Domenica In. Nell’ottobre del 2006 entra nel programma Amici di Maria De Filippi. Si classifica al terzo posto e vince il premio della critica, decretato all’unanimità da tutta la giuria tecnica, che la ritiene la nuova voce più interessante del panorama musicale italiano. Nello stesso anno Karima sigla il suo primo contratto discografico con Sony Bmg e incide il suo primo Ep. Nella sua voce potente e significativa convivono e si esprimono i colori del jazz, del soul del blues e perfino del gospel. Nonostante la sua giovane età, Karima ha già una lunga e variegata esperienza artistica, tra cui il Festival di Sanremo nel 2009 e soprattutto la collaborazione con Burt Bacharach dal quale è stata prodotta nel suo primo album dal titolo Karima. Sempre nello anno viene scelta dalla Disney per interpretare la colonna sonora nel film di animazione la Principessa e il ranocchio,ha aperto i concerti di Whitney Houston e di John Legend, ha partecipato a Tale e Quale Show e I migliori Anni su Rai 1. Con Umbria Jazz rappresenta l’italia nei festival internazionali. Artista molto amata in Cina dove ha portato per due anni consecutivi in tour, il progetto” Close to you” (tratto dal secondo album della cantante pubblicato nel 2015) cantando per prima al prestigioso teatro dell’opera di Pechino, tempio sacro della musica classica. Nel 2017 nel musical The Bodyguard è Rachel la protagonista, ruolo interpretato nel film da Whitney Houston. Amata dai musicisti ha collaborato con Dado Moroni, Riccardo FIoravanti e con Stefano Bagnoli. Esplosiva la collaborazione con la più famosa street band italiana i Funk Off. Nei suoi concerti i brani da lei interpretati rinascono nella “versione Karima” unici e inimitabili.
Questo nuovo disco, pubblicato a maggio scorso e prodotto da Parco della Musica Records e Jando Music, con la produzione artistica di Aldo Mercurio e gli arrangiamenti di Piero Frassi, nato dall’esigenza di tornare in studio in un momento cosi difficile per la musica come l’anno appena trascorso e in totale assenza della possibilità di potersi esibire dal vivo porta l’Artista a confrontarsi , non solo con gli indimenticabili brani della musica jazz della quale è una protagonista indiscussa grazie alla sua magnifica voce, ma anche con la musica internazionale pop rock, con brani conosciutissimi e legati indissolubilmente con le interpretazioni originali degli artisti piu’ conosciuti al mondo . Ma Karima, insieme ai suoi compagni di viaggio Gabriele Evangelista al contrabbasso, Bernardo Guerra alla batteria e Piero Frassi che, con i suoi arrangiamenti e il suo straordinario talento al pianoforte è riuscito a dare massimo risalto alle sonorità della voce di Karima riuscendo a trasformare veri e propri capolavori della musica in brani totalmente calati nello stile “Karima” fatto di voce potentissima, straordinaria empatia con il pubblico, e particolare versatilità nel riuscire ad interpretare sempre magnificamente stili musicali cosi diversi tra loro.
Dopo sei anni dal suo ultimo album, “Close to you” , anche se come dichiarato avrebbe voluto tornare in studio per un altro tipo di album di inediti, ha sentito l’esigenza di dare voce a brani gia conosciuti per poter esprimere le sue molteplici “anime” di inteprete jazz, pop e rock, confrontandosi con Artisti a volte lontanissimi dal suo modo di esprimersi in musica ma per questo motivo capaci di coinvolgerla in una sfida con ste stessa, che, dopo aver ascoltato il concerto, si può tranquillamente affermare che ha vinto totalmente.
Il concerto di apre con una bellissima interpretazione di “Feel like making love ” dei Queen e Paul Rodges e “Walk on the Wilde side” indimenticabile successo di Lou Reed, per poi continuare con altri brani bellissimi del disco come “Come together” dei Beatles che rileva un’inaspettata quanto coinvolgente anima rock di Karima che li interpreta con una grinta e una passione fuori dal comune, non dimenticando mai di dare risalto alle potenzialità della sua voce e al suo profondo amore per il jazz (in fondo le sue interpretazioni nei maggiori festival jazz, come, tra l altri, Umbria Jazz , ne hanno fatto un’indiscutibile regina ) tanto che ad essi seguono due brani meravigliosi che riescono ad emozionare la platea come “What a little moolight to do ” grande successo di Billie Holiday per poi passare al genere rock soft di “Don’t Let Me Be Lonely Tonight ” di James Taylor che la stessa Karima ricorda come la prima canzone che lei stessa ha dedicato al suo primo grande amore.
L’emozione è tantissima nella piazza allestita per il concerto come l’entusiasmo per l’Artista e la sua musica che, insieme al maestro Piero Frassi e al suo pianoforte spiega come è nata l ‘idea di riarrangiare, nonostante che proprio a Piero Frassi non piaccia la musica dei Queen, una canzone bellissima d’amore dello splendido gruppo inglese “Love my life” che Karima interpreta in modo struggente e particolare al punto tale da emozionare tutto il pubblico presente.
Anche se nel disco non siano presenti brani dedicati a Burt Bacharach visto che il precedente disco era gia dedicato alla sua musica, Karima fa comunque un omaggio alla sua musica del grande Maestro con una travolgente e scatenata versione di ” I Say a little player ” seguita da una dolcissima “Walk on bay” straordinario successo di Dionne Warwick.
Karima si mostra sempre piu a suo agio sul palco, esalta la bravura dei musicisti, racconta le sue emozioni al pubblico, la sua musica, il perche delle scelte musicali del nuovo album, ed è sempre piu chiaro che ormai è un’Artista completa, che può affrontare qualsiasi palcoscenico, ben lontana dalla ragazza che partecipo ad Amici alcuni anni fa, con una padronanza della voce assoluta con la quale si esprime con tonalità meravigliose e con grinta e passione si esibisce in altri due brani della storia della musica internazionale come “Blackbird” dei Beatles, una dolcissima “Tears in heaven” di eric clapton, ina una versione piu “nuda” possibile iniziando il brano con una voce a cappella per poi continuare con l’introduzione delle note del contrabbasso di Gabriele Evangelista seguito dalle bellissime note del fender rhodes suonato dal maestro Piero Frassi, seguita da una versione strabiliante di “Wrapped around your finger” dei Police.
Si emoziona nel ricordare che in tale data ricorre un triste anniversario , il dodicesimo anno dalla scomparsa di un mito assoluto della musica mondiale come Micheal Jackson e a lui dedica una romantica quanto struggente versione di “Man in the mirrow ” forse una delle piu belle canzoni dell’indimenticabile artista scomparso, con la quale conclude il concerto tra gli applausi infiniti del pubblico presente.
Richiamata a gran voce dal pubblico, ritorna quasi immediatamente sul palco, abbandonando le sue bellissime ma altissime scarpe dietro le quinte in un gesto quasi liberatorio, per potersi emozionarsi ed emozionare il pubblico ormai in piedi per applaudire l’ultimo brano della serata “Lately” grande successo di Stevie Wonder.
Non mi resta che aggiungere che KARIMA è ormai una STELLA luminosissima nel firmamento della musica!
El Viajero è il quarto Album in uscita per Andrea Rea, musicista campano d’origine e romano d’adozione, in uscita il 2 luglio per Filibusta Records.
Pianista tra i più richiesti della scena jazzistica collabora da anni al fianco di numerosi musicisti tra cui: Stefano Di Battista, Dianne Reeves e John Patitucci.
Il suo approccio e la sua musica si rifanno ad innumerevoli colori ispirati sicuramente dalla tradizione jazzistica la quale funge da supporto ad un linguaggio personale influenzato da un’ampia gamma di suoni e musiche.
In questo lavoro intitolato “El Viajero” il filo conduttore che attraversa la diversità dei brani è il viaggiatore che spazia tra i diversi generi e luoghi che il pianista partenopeo ha deciso di raccontare. In questo lavoro Andrea si fa aiutare da personalità musicali intelligenti e sensibili in grado di sviluppare al meglio le sue idee di partenze. Come il contrabbassista Daniele Sorrentino (Stefano Di Battista, Joe Barbieri) già presente nel suo apprezzato lavoro d’esordio “Arioso” ed “Impasse” ed il batterista Lorenzo Tucci considerato uno dei nomi di spicco della batteria jazz in Italia.
In “El Viajero” ognuna delle otto tracce (tra cui tre composizioni originali a firma del leader) si riallaccia ed evoca esperienze, avvenimenti e ricordi.