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Piacenza Jazz Fest: Marco Colonna in solo alla Basilica di San Savino 14/10

Giovedì 14 ottobre Marco Colonna si esibirà nella Basilica di San Savino

SECONDO CONCERTO NELLA BASILICA DI SAN SAVINO CON UNO STUPEFACENTE CLARINETTO IN SOLO

Nel pomeriggio il clarinettista terrà inoltre una masterclass al Conservatorio Nicolini

Piacenza, 11 ottobre 2021 – Secondo concerto di questa edizione ambientato nella Basilica di San Savino, luogo acusticamente perfetto per esaltarne le peculiari caratteristiche. Stavolta la prova sarà la sola voce del clarinettista Marco Colonna che da qualche anno si cimenta con ottimi risultati in una delle sfide più impegnative per chi suona, quella della performance solista. Il concerto avrà luogo giovedì 14 ottobre alle ore 21.00. L’ingresso è libero (no prenotazioni) fino ad esaurimento posti. Sono garantite tutte le misure in termini di sicurezza richieste per gli spettacoli dal vivo.

In quello stesso pomeriggio il musicista terrà una masterclass a frequenza gratuita, ma con prenotazione vivamente consigliata, presso il Conservatorio Nicolini.

Il Piacenza Jazz Fest è reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Regione Emilia-Romagna, si avvale del patrocinio del Ministero della Cultura e del contributo di alcune realtà del mondo imprenditoriale.

Marco Colonna, che suona clarinetto e clarinetto basso, non si potrà basare su alcun appoggio, e sarà solo nel rapporto particolarmente intimo con i suoi strumenti e le sue idee. Inoltre il musicista è un esperto nella tecnica della respirazione circolare, che gli permette di creare linee melodiche (e armoniche grazie al riverbero naturale della basilica) senza le frequenti normali interruzioni per riprendere fiato; Colonna riesce perfino a suonare contemporaneamente due clarinetti, usando indipendentemente le mani e la bocca. Così di volta in volta smonta la tecnica del clarinetto e la scompone nei suoi elementi fondamentali: il flusso d’aria attraverso un tubo. In altri brani crea paesaggi sonori intriganti e astratti, esplorando le proprietà sonore di elementi di base simili, sia introducendo la voce, il più elementare degli strumenti musicali, sia suonando note aeree in una sorta di movimento parallelo, mettendo talvolta in primo piano il palpabile ronzio dell’ancia. In altri casi arriva addirittura a simulare i suoni di un flauto, semplicemente suonando il clarinetto senza il suo bocchino. Oppure suona in maniera più convenzionale, disegnando linee sinuose e legate, negoziando salti di registro, o creando una cascata ascendente e discendente di lunghe frasi tese lungo il percorso di un lento crescendo. L’effetto complessivo creato dalla sua musica, risaltata dall’acustica perfetta della Basilica di San Savino, è quello di un ottimo esempio di performance solista da non lasciarsi sfuggire.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest basta rimanere connessi alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del Piacenza Jazz Club o consultare il sito http://www.piacenzajazzfest.it.

Recensione: “Frida en silencio” di Israel Varela conclude la IIa edizione di Around Jazz

di Annamaria De Crescenzo
Foto di SpectraFoto (www.spectrafoto.com)

Domenica 10 ottobre uno  straordinario  concerto ha concluso una delle rassegne jazz di successo che ha accompagnato questo periodo di fine estate romana “Around Jazz” giunta alla seconda edizione,  organizzato e diretto dal Direttore Artistico Fabio Giachetta e  seguito dall’esperienza ormai consolidata dell’addetto stampa  Fiorenza Gherardi De Candei, Press e che ha visto, sul palco allestito nel meraviglioso parco del Mausoleo di  Cecilia Metella sulla Via Appia l’avvicendarsi di straordinari musicisti di altissimo livello come Roberto Gatto, Gege’ Telesforo, Antonio Farao, Ramberto Ciammarughi,  Javier Girotto, Stefania Tallini, Stefano di Battista, Cinzia Tedesco solo per citarne alcuni. Una rassegna che ha visto un’importante affluenza di pubblico sia ai concerti serali che in quelli organizzati nelle splendide mattinate di un ottobre decisamente mite che ha attratto appassionati della musica jazz e non solo a partecipare a questi veri e propri incontri fatti di musica, amicizia ed emozioni.

La serata finale di tale rassegna non poteva essere stata affidata che ad un’Artista che ha saputo attrarre ed emozionare un pubblico numerosissimo che ha testimoniato ancora una volta che quando un progetto è di altissimo livello come quello presentato da Israel Varela come “Frida en silencio” il pubblico accorre, anche da altre Regioni, per poter emozionarsi di fronte ad un concerto di pura poesia come quello presentato domenica.

Con il progetto FRIDA EN SILENCIO la vita di Frida Kahlo è narrata in un modo fuori dal comune, attraverso la musicalità e la personalità del batterista, compositore e cantante messicano Israel Varela. Un uomo che con la sua musica riesce sempre a mostrare la profondità del suo pensiero, che osserva e comprendere l’essere umano. Attraverso sonorità raffinate e soluzioni ritmiche innovative, Varela ci racconta una straordinaria donna, icona contemporanea, nata nel 1907 a Coyoacán in Messico. Una storia caratterizzata da passioni e sventure, da ribellione contro le costrizioni del nazismo e dalla malattia che l’ha accompagnata in un lungo tratto della sua vita fino alla morte, causata proprio dalle condizioni fisiche nel 1954, a soli 47 anni.

Varela, vincitore del Euro Latin Award nel 2009 con il suo primo album e celebre per la bellezza del suo suono, l’omogeneità della timbrica e l’eleganza esecutiva che lo hanno portato a condividere i palchi di tutto il mondo con artisti come Pat Metheny, Charlie Haden, Yo Yo Ma, George Benson, Mike Stern, Diego Amador e, in Italia, Pino Daniele. 

Questo progetto portato in giro per il mondo da ormai più di cinque anni ha dato vita ad un disco pubblicato nello scorso luglio e che racchiude brani che esprimono tutto il meraviglioso mondo interiore di Varela. Artista meraviglioso, autore di brani che rapiscono il cuore e l’anima, sul palco si presenta come un messaggero di poesia e di anima delicata. Solo ascoltarlo presentare i  brani del disco che hanno suonato durante il concerto stesso non si può che farsi coinvolgere e trascinare dalla bellezza della sua musica, ispirata, come ha raccontato la stesso Varela, più che dai dipinti di Frida Khalo dai testi delle lettere meravigliose che ha scritto e dedicato al grande amore della sua vita Diego Ribera.

E il mondo interiore di Frida non poteva essere raccontato in una dimensione  poetica più emozionante di quella che suscita Varela con brani come “Flores” “Veo Horizontes”, “Colores de Tayen”, Lo que el agua” , “Silencio” scritta con la stessa Serena Brancale, splendida voce sul palco ha dato una carica espressiva ancora più intensa ed emozionante alla musica di Varela, e naturalmente “Espejo de la Noche” che incarna la dolcezza, la sensibilità e l’emozione che solo la musica di Israel Varela sa suscitare nell’anima di un pubblico che è rimasto dall’inizio alla fine in un silenzio assoluto per ascoltare ogni nota con un’attenzione e una carica emotiva che solo nei concerti dei grandi progetti come questo si può assaporare.

Sicuramene non  è stato facile scrivere la musica su testi cosi importanti, ma lo stesso Varela ha raccontato che alla fine è riuscito a realizzare un progetto cosi importante per la sua stessa carriera artistica perché’ tanti pensieri, emozioni narrate da Frida Khalo nelle sue lettere sono le emozioni che lui stesso prova e sono le idee e valori nei  quali lui stesso crede e per i  quali  vive intensamente la sua vita.

Nell’ascoltare il concerto si ha avuto la sensazione di trovarsi di fronte ad un uomo ed Artista davvero speciale, dotato di una sensibilità’ e di un’umanità e umiltà personale ed artistica che è difficile da trovare nel mondo attuale. Il progetto dedicato a Frida Khalo è di una bellezza che  interrompe il fiato, anche perché’ sia nel disco nel quale Israel Varela ha voluto musicisti internazionali insieme a grandi artisti del panorama jazzistico italiano, che sul palco dove è stato accompagnato da musicisti straordinari come Rita Marcotulli al pianoforte, Serena Brancale voce, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, un bellissimo quartetto d’archi  Noemi Loi, Carla Mulas violini, Chiara Ciancone viola, Susanna Garcia violencello e Josi Varela alle tastiere, mentre le coreografie di flamenco sono state interpretate dalla ballerina Nazaret Reyes che ha letteralmente incantato il pubblico.

Non ci resta quindi che dare appuntamento alla prossima edizione che, ne siamo sicuri, sarà ancora di più un autentico successo di pubblica e di critica.

Recensione: Enrico Pieranunzi ospite di Spoleto Jazz Season 2021

Recensione e Gallery di Max Radicchi (www.massimoradicchi.it)

Enrico Pieranunzi è un pianista raffinato, discreto, misurato. La sua musica è pulita, limpida ma allo stesso tempo intensa e ricca di accelerazioni e variazioni ritmiche.

“Ora non so’ cosa vi suonerò’ e come…” dice all’inizio dice del concerto. Un processo in divenire…spontaneo, improvvisato.

Passare da Scarlatti a My foolish heart è davvero “unlimited” (cosi ‘è intitolato il suo ultimo lavoro). In fondo la sua grandezza sta tutta qui.

Non è sono solo lo stile e la tecnica (di quello che è senza dubbio uno dei più grandi pianisti italiani degli ultimi 30 anni) a colpirci e disorientarci ma è la sua grandezza nel rivisitare terreni già esplorati e superare ogni barriera tra generi diversi.

Scavalcare confini. Superare limiti appunto.

In fin dei conti è questo che fa il jazz…il grande jazz. Enrico Pieranunzi è veramente un maestro del piano. Avevo già avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo.

Sono passati 20 anni circa e me lo ritrovo a qualche metro di distanza. Stavolta ho anche la fortuna di fotografarlo…

Spoleto e il teatro Caio Melisso hanno assistito ad un concerto di altri tempi. Meraviglioso. Applausi, bis finale.

Visioni in musica.

Piacenza Jazz Fest: Billy Hart 10 ottobre

Insieme al grande batterista anche il pianista Ethan Iverson

A PIACENZA LA STORIA DEL JAZZ CON IL BATTERISTA BILLY HART IN SUPER QUARTETTO

Sempre domenica 10 ottobre in programma il brunch alla Terrazza del Grande Albergo Roma con un programma di jazz manouche

Piacenza, 4 ottobre 2021 – Billy Hart ha passato gli ottant’anni e ripercorrere oggi la sua carriera significa riavvolgere il nastro di più di mezzo secolo di storia del Jazz. Hart è stato ed è tutt’oggi una prima scelta per tutti i più grandi, quando cercando nella batteria il suono della storia del Jazz. Dal 2003 guida un ottimo quartetto che vanta una notevole coesione. Ne fanno parte Mark Turner al sax, Ethan Iverson, già membro del trio Bad Plus, al pianoforte e completa il quartetto il contrabbassista Ben Street.  Questi quattro gioielli del Jazz calcheranno il palco della Sala degli Arazzi alla Galleria Alberoni domenica 10 ottobre. Per ragioni legate alle misure di contenimento pandemico che dimezza la capienza delle sale, i concerti saranno due: il primo alle 18.30 e il secondo alle 21.00. I biglietti sono acquistabili presso la sede del Piacenza Jazz Club nei pomeriggi feriali dalle 15 alle 19.30 e il sabato mattina dalle 10 alle 12.30, in tutte le tabaccherie e ricevitorie Sisal oppure sul sito diyticket.it. Sono garantite tutte le misure in termini di sicurezza richieste per gli spettacoli dal vivo.

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Piacenza Jazz Fest: Petrella/Mirra 06/10 e Orio Trio 8/10 all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano

All’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano

LE NUOVE SONORITA’ DEL JAZZ ITALIANO CON IL DUO PETRELLA E MIRRA E IL TRIO DI FRANCESCO ORIO

Mercoledì 6 si esibirà il duo, venerdì 8 ottobre il trio

Piacenza, 4 ottobre 2021 – C’è un filo rosso che lega i due concerti che il Piacenza Jazz Fest ha in programma nella prima settimana di ottobre. Entrambi saranno delle occasioni uniche per andare alla scoperta delle nuove frontiere del Jazz italiano. Gianluca Petrella e Pasquale Mirra sono la coppia jazzistica del momento e il concerto del 6 ottobre sarà certamente anche l’occasione per presentare i brani di “Corrispondence”, il loro album uscito proprio quest’anno e salutato dalla critica specializzata come uno dei migliori del 2021. Venerdì 8 ottobre invece sarà il trio di Francesco Orio a presentare il suo album, dal concept affascinante e dal titolo evocativo “OS”.

Entrambi i concerti avranno come location l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano di via S. Eufemia. Per ragioni legate alle misure di contenimento pandemico che dimezza la capienza delle sale, il concerto del duo Petrella-Mirra sarà in doppio set ore 19:00 e ore 21:30, mentre quello di Francesco Orio avrà luogo unicamente alle 21:30. Mentre per Francesco Orio Trio l’ingresso è gratuito (prenotazione vivamente consigliata), per quello di Petrella e Mirra i biglietti sono acquistabili esclusivamente presso la sede del Piacenza Jazz Club nei pomeriggi feriali dalle 15 alle 19.30 e il sabato mattina dalle 10 alle 12.30.

Come sempre il Piacenza Jazz Fest è reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Regione Emilia-Romagna, si avvale del patrocinio del Ministero della Cultura e del contributo di alcune realtà del mondo imprenditoriale.

Trombonista il primo, vibrafonista il suo compagno di avventura, ambedue attratti dalle magie dell’elettronica, Petrella e Mirra sono un duo atipico, nel quale risplende il gioco di equilibri tra melodia, ritmo, armonia. Su tutto prevalgono la voglia e la curiosità di esplorare con leggerezza territori musicali diversi nei quali potersi soffermare e insieme riprendere un nuovo percorso da seguire lasciando che la musica possa determinarne il tragitto. La straordinaria sintonia tra i due musicisti lo permette. Nato a Bari, Gianluca Petrella è considerato uno dei maggiori trombonisti a livello mondiale, tanto che si è più volte affermato come tale nel referendum di Down Beat. Anche Pasquale Mirra è un musicista che teme ben pochi rivali nel suo campo. La coppia artistica è di quelle d’eccellenza la cui musica regala continue, appassionanti sorprese. 

Il trio che porta il nome di Francesco Orio risale al 2015 e ha già affrontato diversi progetti musicali, che ne hanno consolidato l’affiatamento. L’ultimo loro lavoro discografico si intitola “OS” ed è molto più di un disco in piano trio grazie alla visione globale che lo sostiene che per la profondità di pensiero che lo attraversa. Orio è pianista di estrema sensibilità e tocco sopraffino, mai sfacciatamente esibito ma messo al servizio della propria musica, ricca di idee e di intuizioni. L’interazione con il contrabbasso di Simone Di Benedetto e la batteria di Davide Bussoleni è improntata ad un gioco continuo di sottigliezze timbriche e ritmiche, di sollecitazioni reciproche che privilegiano lo spazio e le relative risonanze, ma non dimentica di essere energico danzante, asimmetrico, sperimentale.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest basta rimanere connessi alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del Piacenza Jazz Club o consultare il sito http://www.piacenzajazzfest.it.

Angelica Dadomo (addetta stampa)

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Prima edizione di Itaclub Jazz Festival e 1° Giornata Nazionale dei Jazz Club

Italia Jazz Club

presenta la prima edizione di

ITACLUB JAZZ FESTIVAL

& 1° GIORNATA NAZIONALE DEI JAZZ CLUB

Oltre 60 eventi disseminati su gran parte del territorio nazionale più una giornata speciale, il tutto in nome del jazz. L’associazione Italia Jazz Club è felice di presentare la prima edizione di “Itaclub” il festival diffuso dei jazz club italiani e la prima Giornata Nazionale dei Jazz Club.

Due iniziative inedite che per la prima volta nella storia radunano sotto la stessa bandiera le numerose realtà che, in ogni angolo del nostro Paese, tengono viva la passione per la musica jazz, coagulando intorno ad esse tanti appassionati, musicisti, professionisti del settore e semplici amatori.

ITACLUB, si terrà dall’8 al 15 ottobre, proponendo più di 60 eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale, realizzati dai propri associati in 23 dei più importanti jazz club italiani.

Per questa prima edizione del Festival è stato scelto il tema  L’INCONTRO, in riferimento al fondamentale momento della nostra esistenza, a cui abbiamo dovuto rinunciare per tanto tempo, a causa delle misure restrittive dovute alla pandemia. Parafrasando Vinicius de Moraes che scriveva: “la vita è l’arte dell’incontro“, possiamo senza ombra di dubbio asserire che “il jazz è la musica dell’Incontro” e probabilmente nessun luogo è più vocato all’incontro come lo sono i jazz club. Un intreccio magico tra vite ed esperienze ancor prima che tra artisti e pubblico.

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JAZZ & BACCALA 2021 TEATRO SUMMARTE

Ritorna la rassegna musicale JAZZ & BACCALA‘ con nomi del panorama jazz internazionale e tante nuove ricette a base di Baccalà.
Jazz&Baccalà è la rassegna di Jazz del Teatro Summarte di Somma Vesuviana, giunta alla VII edizione

La rassegna adotta fin dall’inizio il format music&food, proponendo ad ogni spettacolo la degustazione di piatti della tradizione partenopea e grandissimi artisti del panorama jazz.

Inaugura il 15 ottobre 2021 l’artista  Daniele Sepe Sax in Blind Mary con Mario Nappi piano, Davide Costagliola basso e Paolo Forlini alla batteria.

A seguire il 29 ottobre 2021 Armanda Desidery piano Quartet con Francesco Galatro al basso, Marco Fazzari alla batteria, Gerardo Palumbo alle percussioni.

12 novembre 2021 Simona Boo e Diego Imparato   Mario Nappi e special Guest Claudio Romano alla batteria

3 DICEMBRE 2021 GREG REGA CANTANTE TRIBUTO A PINO DANIELE  CON ELIO COPPOLA BATTERIA, Alessandro Castiglione alla chitarra e  Antonio Napolitano al basso

Teatro Summarte
Via Roma 15
Somma Vesuviana (NA)
http://www.summarte.it

15 EURO  POLTRONA
20 EURO TAVOLO 

15 EURO  POLTRONA
20 EURO TAVOLO 

MANIA HOTEL il nuovo album di Simone Alessandrini

Simone Alessandrini

il nuovo album “Mania Hotel”

un concept album sul tema della follia

Si chiama Mania Hotel il nuovo album del sassofonista Simone Alessandrini con la formazione Storytellers, in uscita venerdì 24 settembre per la Parco della Musica Records. Mania Hotel, un concept album interamente dedicato al tema della follia, e’ stato presentato per la prima volta in concerto domenica 26 settembre alla Casa del Jazz di Roma.

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Simone Alessandrini ha raccolto 5 storie realmente accadute, alcune già note e altre che ha vissuto personalmente: la storia di Marina Luz, la bambina abbandonata nella jungla e cresciuta dalle scimmie, il Dr. Semmelweis “il salvatore delle madri”, il lamento d’amore di Attilio, la vicenda delle “libertine, snaturate, irose” rinchiuse nei manicomi durante il ventennio fascista e il giorno di ordinaria follia in un bar, in cui viene scagliata la ferocia contro un nemico invisibile. Storie accadute in epoche diverse ma che hanno in comune la fragilità dell’identità dell’essere umano e di
come questa possa essere cancellata dalla società stessa.

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Live Tones – ITAClub Jazz Festival + Giornata Nazionale dei Jazz Club

Italia Jazz Club presenta 

Si alza il sipario su

ITACLUB JAZZ FESTIVAL

FRA I PROTAGONISTI NON POTEVA MANCARE LA CAMPANIA CON

LO STORICO LIVE TONES NAPOLI

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e sta per alzarsi il sipario su ITACLUB Jazz Festival. Un’imponente manifestazione che si articolerà in oltre sessanta eventi disseminati su tutto il territorio nazionale e che culminerà nella prima Giornata Nazionale dei Jazz Club, il prossimo 15 ottobre.

Così dichiara Giovanni Serrazanetti, presidente dell’associazione Italia Jazz Club: “La nostra associazione fa parte della Federazione Jazz Italiano, presieduta da Paolo Fresu, che raccoglie alcuni dei migliori Jazz Club del Paese. Quest’anno abbiamo vinto il bando ministeriale, con il progetto ITACLUB Jazz Festival e siamo orgogliosi di presentarlo. Si tratta di un vero e proprio festival diffuso, che illustrerà tutto quello che fanno i jazz club, realtà presenti sui territori in maniera capillare. I jazz club sono grandi palestre per i musicisti giovani che si stanno affermando e allo stesso tempo luoghi dove i musicisti già affermati possono presentare il proprio lavoro ad un pubblico affezionato, che partecipa attivamente all’atto creativo. Questa è la nostra grande forza, siamo luoghi veri, dove il feeling si tocca”.

Non poteva non far parte della partita lo storico jazz club Live Tones che da anni porta avanti con passione e costanza l’impegno a promuovere e diffondere il jazz, rappresentando un autentico punto di riferimento per tanti appassionati, musicisti, professionisti del settore e semplici amatori.

LITACLUB Jazz Festival, si terrà dall’8 al 15 ottobre, proponendo eventi realizzati dai propri associati in 23 dei più importanti jazz club italiani, fra i quali il Live Tones. Dai concerti alle masterclass, dalle mostre alle presentazioni di libri, dai laboratori alle guide all’ascolto, l’intero Stivale sarà percorso da una grande festa dedicata al jazz e agli irrinunciabili presidi dedicati a questa meravigliosa musica, i jazz club.

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Recensione: Il tango di Dieguito

Di Annamaria De Crescenzo
Foto SpectraFoto (http://www.spectrafoto.com)

Un successo strepitoso la prima assoluta del nuovo recital su Diego Armando Maradona in scena a Piazza Convento ad Avella sabato 25 settembre , uno spettacolo meraviglioso di musica e parole ispirato alla vita e alla personalità del grande idolo del calcio mondiale, nato dall’incontro tra l’argentino Diego Moreno, napoletano di adozione visto che ormai vive a Napoli da trent’anni, compositore, cantante e chitarrista, l’attore napoletano Patrizio Rispo,  grande protagonista del teatro e della Tv il cui personaggio degli ultimi anni nella fiction “Un posto al sole”  Raffaele Giordano, è un super tifoso del Napoli e soprattutto del grande calciatore e Paolo Romano, docente universitario e curatore di tantissimi eventi culturali ed artistici che ha collaborato ai testi e alla realizzazione, con i due artisti, dell’intero spettacolo.

La voce di Patrizio Rispo che ha letto alcuni testi originali ispirati a scritti su Maradona dalle più grandi firme del giornalismo, del calcio, della cultura in generale come Gianni Minà, Maurizio De Giovanni, Ciro Ferrara, Edoardo Galeano, Osvaldo Soriano, Marco Ciriello solo per citarne alcuni , unitamente a testi scritti dallo stesso Paolo Romano, oltre ad un testo inedito, in esclusiva per lo spettacolo, di Antonello Perillo, caporedattore TGR Campania della Rai che avrebbe potuto dare una svolta fulminea alla sua carriera che in quegli anni stava appena iniziando ma che lo stesso giornalista ha tenuto gelosamente nascosto per tutelare l’immagine pubblica dell’idolo dei tifosi di tutti il mondo.

Il progetto ha un notevole impatto emotivo, non solo per i ricordi che le parole di Patrizio Rispo evocano in tutto il numerosissimo pubblico presente in piazza, ma anche per la musica dello stesso Diego Moreno che ha eseguito diversi suoi brani originali insieme a musiche straordinarie di grandissimi musicisti internazionali come Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Maria elena Walsh solo per citarne alcuni, eseguite da un gruppo di musicisti di altissimo livello come Mariano Navone al bandoneon, Giorgio Savarese piano , Domenico Guastafierro flauto, Roberto Giangrande basso e contrabbasso, Davide Ferrante percussioni e batteria e la presenza di due ballerini ed insegnanti di tango come Paola Cabrera e Rogelio Bravo che hanno fatto sognare il pubblico con le loro esibizioni di tango.

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